Lei dona il rene al marito, lui la lascia: “Rivoglio indietro il mio organo!”

Samantha-Lamb-and-Andrew-Lamb-tuttacronacaS’incontrano, s’innamorano, si sposano. Una storia come tante, se non che lui, Andrew Lamb, ha bisogno di un trapianto di rene e lei, la moglie Samantha, nel 2009 si sottopone a un difficile trapianto di chirurgia per salvargli la vita. La donna, che aveva anche perso peso per affrontare nel migliore dei modi l’operazione, quando il marito si riprende scopre che vuole lasciarla. E sostiene anche che la tradiva. Samantha, shockata dalla scoperta che Andy se ne vuole andare dopo quello che lei ha fatto per lui, dice di essersi pentita della donazione e che se “potesse ripetere l’operazione” non gli donerebbe il rene, piuttosto “le piacerebbe che lo avesse qualcun altro”. Come ricorda l’Huffington Post, questa non è la prima volta che si assiste a storie in cui si incrociano divorzi e donazioni di organi. Nel mese di agosto 2012, Erica Arsenault, una donna del Massachusetts ha donato un rene a suo suocera – ex , Dorothy Wolferseder – quasi 10 anni dopo aver divorziato dal figlio Scott.

Le proteste in Aula del M5S: De Rosa querelato per ingiuria

Alessandra-Moretti-tuttacronacaE’ di ieri la notizia che il pentastellato Giorgio Sorial è stato denunciato per vilipendio del Capo dello Stato, che il grillino ha definito “boia”. Oggi invece è la dem Alessandra Moretti a comunicare che ha depositato la prima di almeno 13 querele contro il deputato grillino Massimo De Rosa, che ieri in commissione giustizia si sarebbe rivolto alle deputate Pd, offendendole pesantemente. La Moretti spiega che nella denuncia viene riportata la frase ingiuriosa che De Rosa avrebbe pronunciato ieri: “De Rosa, che tra l’altro aveva un casco da moto in mano, e che veniva trattenuto da due commessi in servizio perché molto agitato, si rivolgeva a noi deputate presenti con la seguente frase: ‘voi donne del pd siete qui perché siete brave solo a fare i p…'”. Frase pronunciata, si precisa, davanti a diversi deputati. La denuncia è firmata dalle deputate Pd Campana, Moretti, Giuliani, Marzano, Tartaglione, Gribaudo e Pini.

Angiola Armellini, la signora delle 1243 case: “Non sono ricca”

angiola_armellini-tuttacronacaE’ stata ribattezzata “la signora delle 1243 case” Angiola Armellini, erede dell’impero immobiliare creato dal padre Renato negli anni Sessanta. La donna, accusata di evasione fiscale per circa 2 miliardi di euro, intervistata da Repubblica si difende:  “Non posso aver nascosto al fisco un patrimonio di 2 miliardi di euro, perché non ho simili ricchezze. È la Guardia di Finanza ad affermare che possiedo un patrimonio di circa 200 milioni di euro”. E spiega: “Sono titolare di quote in società immobiliari, che espongono in bilancio il patrimonio. Gli immobili non possono essere fantasmi. Le mie società hanno circa 1.200 appartamenti a Ostia, tre alberghi e qualche palazzo che ospita uffici”. E prosegue: “Secondo la Finanza ogni anno, per dieci anni, avrei dovuto indicare il mio patrimonio nella mia dichiarazione, perché le holding sono in Lussemburgo: quindi 200 milioni per dieci anni fa 2 miliardi”. Sulla scelta di mettere la residenza all’estero sostiene la motivazione della sicurezza: “Non è vero che ho fissato la mia residenza all’estero per motivi fiscali, ma per motivi di sicurezza, avendo subito personalmente un tentativo di sequestro e mio padre un sequestro durato nove mesi. Alla fine ho dovuto scegliere e sono tornata definitivamente”. 

Il deputato di Sel che si fuma una canna a Montecitorio

farina-canna-montecitorio-tuttacronacaDaniele Farina, deputato di Sel, in occasione di un’intervista rilasciata a La zanzara, ha fumato uno spinello all’interno dei locali della Camera dei Deputati come gesto dimostrativo per dar forza alla proposta della legalizzazione della cannabis: “Dalla legalizzazione della cannabis possono arrivare otto miliardi di euro per lo Stato. Ma l’assegno è in carta da canapa e il governo non lo vuole”. Il parlamentare poi si difende con ironia sostenendo di aver acceso lo spinello nella zona fumatori, “nel rispetto della legge”.

Calciomercato Inter e il misterioso viaggio di Thohir

inter-thohir-tuttacronacaE’ Sportmediaset a parlare di un viaggio che il presidente dell’Inter Erick Thohir deve compiere e che dovrebbe risolvere un importante colpo di mercato. Ma la possibile destinazione del tycoon indonesiano resta un mistero e ci si chiede in quale città, se italiana o estera, potrebbe recarsi. Tra le opzioni: Londra (o Manchester) per Nani, Torino per Vucinic o Roma per Hernanes. Intanto Thohir è stato intercettato all’Hotel Armani con le valigie in mano. Dopo aver evitato una domanda sul centrocampista della Lazio si è concentrato su Guarin. “Lo accontenteremo? Domanda difficile”.

Obama diventa bianco… per uno spot!

obama-bianco-turchia-spot-tuttacronaca

Cosa non si fa per lanciare un messaggio pubblicitario di successo? Siamo stati abituati a vederne di tutti i colori… e ora arriva anche Barack Obama bianco! Naturalmente il presidente americano è in ottima compagnia con  Angela Merkel che si trasforma in un uomo e l’ex presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, che usa protesi per guadagnare centimetri in altezza. In Turchia questa pubblicità è stata studiata da un’agenzia di Istanbul per la Global Agency, società turca specializzata nella distribuzione di format e serie televisive. Il messaggio è chiaro: “Nemmeno la notizia più sconvolgente può battere i nostri indici di ascolto”… ma magari il cattivo gusto è stato battuto da tempo! Naturalmente la provocazione dello spot tv non ha lasciato indifferenti quanti hanno visto in tale messaggio un chiaro segno di razzismo o di maschilismo… le polemiche continuano!

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Il M5S presenta la messa in stato di accusa per Napolitano

Napolitano_impeachment-tuttacronacaE’ stato Santangelo, caprogruppo M5S al Senato, a dire in aula: “Questa mattina il movimento 5 Stelle ha presentato, in entrambi i rami del Parlamento, la denuncia per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica italiana”. Napolitano è accusato dai grillini del reato di attentato alla Costituzione.  Il pentastellato ha quindi chiesto  una sospensione della seduta di due ore “per consentire al nostro gruppo di riunirsi” anche alla luce dei fatti di mercoledì alla Camera, ossia alla decisione di Laura Boldrini di applicare la cosiddetta ghigliottina al decreto Imu-Bankitalia, sospendendo la discussione in aula e procedendo direttamente al voto per potere convertire il provvedimento in scadenza a Mezzanotte. Nella richiesta di impeachment, il Movimento pentastellato accusa il presidente della Repubblica, tra le altre cose, di mancato rinvio alle Camere di leggi incostituzionali; abuso del potere di grazia; grave interferenza nei procedimenti giudiziari relativi alla trattativa Stato-mafia. I Cinque Stelle, inoltre, contestano a Napolitano di aver esercitato pressioni improprie sul Parlamento per imporre una procedura derogatoria dell’articolo 138 della Costituzione per le riforme e di non aver fermato l’abuso della decretazione d’urgenza da parte del governo. Ecco il testo integrale apparso nel blog di Grillo:

Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, nell’esercizio delle sue funzioni, ha violato – sotto il profilo oggettivo e soggettivo, e con modalità formali ed informali – i valori, i principi e le supreme norme della Costituzione repubblicana. Il compimento e l’omissione di atti e di fatti idonei ad impedire e a turbare l’attività degli organi costituzionali, imputabili ed ascrivibili all’operato del Presidente della Repubblica in carica, ha determinato una modifica sostanziale della forma di stato e di governo della Repubblica italiana, delineata nella Carta costituzionale vigente. Si rilevano segnatamente, a seguire, i principali atti e fatti volti a configurare il reato di attentato alla Costituzione, di cui all’articolo 90 Cost.

1. Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d’urgenza La nostra Carta costituzionale disegna una forma di governo parlamentare che si sostanzia in un saldo rapporto tra Camere rappresentative e Governo. La prevaricazione governativa assoluta, caratterizzata da decretazione d’urgenza, fiducie parlamentari e maxiememendamenti configura, piuttosto, un ordinamento altro e diverso che non conosce più il principio supremo della separazione dei poteri. Il predominio legislativo da parte del Governo, attraverso decreti legge, promulgati dal Presidente della Repubblica, viola palesemente sia gli articoli 70 e 77 della Costituzione, sia le norme di primaria rilevanza ordinamentale (quale la Legge n. 400 del 1988), sia numerose sentenze della Corte costituzionale (tra tutte: sentenza n. 29 del 1995, n. 22 del 2012 e n. 220 del 2013). Ma al di là del pur impressionante aspetto quantitativo che, comunque, sotto il profilo del rapporto costituzionale tra Parlamento e Governo assume fortissima rilevanza, è necessario rimarcare, parallelamente, una preoccupante espansione della loro portata, insita nei contenuti normativi e, soprattutto, nella loro eterogeneità. Aspetto ulteriormente grave è la reiterazione, attraverso decreto- legge, di norme contenute in altro decreto-legge, non convertito in legge. La promulgazione, da parte del Presidente della Repubblica, di simili provvedimenti è risultata in palese contrasto con la nota sentenza della Corte costituzionale n. 360 del 1996, che ha rilevato come «il decreto- legge reiterato – per il fatto di riprodurre (nel suo complesso o in singole disposizioni), il contenuto di un decreto-legge non convertito, senza introdurre variazioni sostanziali – lede la previsione costituzionale sotto più profili». La forma di governo parlamentare, alla luce dell’attività normativa del Governo, pienamente avallata dalla connessa promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, si è sostanzialmente trasformata in «presidenziale» o «direttoriale», in cui il ruolo costituzionale del Parlamento è annientato in nome dell’attività normativa derivante dal combinato Governo-Presidenza della Repubblica.

2. Riforma della Costituzione e del sistema elettorale Il Presidente della Repubblica ha formalmente e informalmente incalzato e sollecitato il Parlamento all’approvazione di un disegno di legge costituzionale volto a configurare una procedura straordinaria e derogatoria del Testo fondamentale, sia sotto il profilo procedimentale che sotto quello degli organi deputati a modificare la Costituzione repubblicana. In particolare, il disegno di legge costituzionale governativo presentato alle Camere il 10 giugno 2013, sulla base dell’autorizzazione da parte del Capo dello Stato, istituiva una procedura di revisione costituzionale in esplicita antitesi sia rispetto all’art. 138 Cost., sia rispetto all’art. 72, quarto comma, della Costituzione che dispone: «La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale». Il Capo dello Stato ha, dunque, promosso l’approvazione di una legge costituzionale derogatoria, tra le altre, della norma di chiusura della Costituzione – ovvero l’art. 138 Cost. – minando uno dei principi cardine del nostro ordinamento costituzionale: la sua rigidità. Egli ha tentato di trasformare la nostra Carta in una Costituzione di tipo flessibile. Flessibilità che, transitivamente, si sarebbe potuta ritenere espandibile, direttamente ed indirettamente, alla Prima Parte della Costituzione repubblicana, in cui sono sanciti i principi fondamentali della convivenza civile del nostro ordinamento democratico. Il Presidente della Repubblica ha, inoltre, in data 24 ottobre 2013, nel corso dell’esame parlamentare riferito alla riforma della legge elettorale, impropriamente convocato alcuni soggetti, umiliando istituzionalmente il luogo naturalmente deputato alla formazione delle leggi. Si tratta, segnatamente, del Ministro per le Riforme Costituzionali, del Ministro per i Rapporti con il Parlamento e Coordinamento delle Attività di Governo, dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari “Partito Democratico”, “Popolo della Libertà” e “Scelta Civica per l’Italia” del Senato della Repubblica, e del Presidente della Commissione Permanente Affari Costituzionali del Senato.

3. Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale Il Presidente della Repubblica, recita l’articolo 74 della Costituzione, prima di promulgare un progetto approvato dalle due Camere, può rinviarlo al mittente, chiedendo una nuova deliberazione. Il rinvio presidenziale costituisce una funzione di controllo preventivo, posto a garanzia della complessiva coerenza del sistema costituzionale. Spiccano, con evidenza, alcuni mancati e doverosi interventi di rinvio presidenziale, connessi a norme viziate da incostituzionalità manifesta. Possono, in particolare, evidenziarsi sia con riferimento alla legge n. 124 del 2008 (c.d. «Lodo Alfano»), sia con riguardo alla legge n. 51 del 2010 (c.d. «Legittimo impedimento»). Nel primo caso, le violazioni di carattere costituzionale commesse ad opera della Presidenza della Repubblica sono risultate duplici, stante sia l’autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge governativo, sia la sua relativa promulgazione; norma, questa, dichiarata integralmente incostituzionale dalla Consulta con sentenza n. 262 del 2009. Nel secondo caso, la legge promulgata è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 23 del 2011 ed integralmente abrogata con referendum popolare del giugno 2011.

4. Seconda elezione del Presidente della Repubblica Ai sensi dell’articolo 85, primo comma, della Costituzione «Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni». É, dunque, evidente che il testo costituzionale non contempla la possibilità dello svolgimento del doppio mandato da parte del Capo dello Stato. A tal riguardo, il Presidente Ciampi ebbe a dichiarare che: «Il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato». In definitiva, anche in occasione della sua rielezione, il Presidente della Repubblica – accettando il nuovo e doppio incarico – ha violato la forma e la sostanza del testo costituzionale, connesso ai suoi principi fondamentali.

5. Improprio esercizio del potere di grazia L’articolo 87 della Costituzione assegna al Presidente della Repubblica la possibilità di concedere la grazia e di commutare le pene. La Corte costituzionale ha sancito, a tal riguardo, con sentenza n. 200 del 2006, che tale istituto trova supporto costituzionale esclusivamente al fine di «mitigare o elidere il trattamento sanzionatorio per eccezionali ragioni umanitarie». Viceversa, in data 21 dicembre 2012, il Capo dello Stato ha firmato il decreto con cui è stata concessa al direttore del quotidiano “Il Giornale”, dott. Sallusti, la commutazione della pena detentiva ancora da espiare nella corrispondente pena pecuniaria. A sostegno di tale provvedimento presidenziale, il Quirinale ha «valutato che la volontà politica bipartisan espressa in disegni di legge e sostenuta dal governo, non si è ancora tradotta in norme legislative». Analogamente, il Presidente della Repubblica, in data 5 aprile 2013 ha concesso la grazia al colonnello Joseph L. Romano, in relazione alla condanna alla pena della reclusione e alle pene accessorie inflitta con sentenza della Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2010. La Presidenza della Repubblica ha reso noto che, nel caso concreto, «l’esercizio del potere di clemenza ha così ovviato a una situazione di evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni bilaterali con un Paese amico». Con nota del 13 agosto 2013, inoltre, il Presidente della Repubblica ha impropriamente indicato le modalità dell’esercizio del potere di grazia, con riferimento alla condanna definitiva del dottor Berlusconi, a seguito di sentenza penale irrevocabile relativa a gravissimi reati. Dunque, anche con riguardo agli istituti di clemenza, il potere nelle mani del Capo dello Stato ha subito una palese distorsione, ai fini risolutivi di controversie relative alla politica estera ed interna del Paese.

6. Rapporto con la magistratura: Processo Stato – mafia Anche nell’ambito dei rapporti con l’ordine giudiziario i comportamenti commissivi del Presidente della Repubblica si sono contraddistinti per manifeste violazioni di principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, con riferimento all’autonomia e all’indipendenza della magistratura da ogni altro potere statuale. La Presidenza della Repubblica, attraverso il suo Segretario generale, in data 4 aprile 2012, ha inviato al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione una lettera nella quale si chiedevano chiarimenti sulla configurabilità penale della condotta di taluni esponenti politici coinvolti nell’indagine concernente la trattativa Stato-mafia e, addirittura, segnalando l’opportunità di raggiungere una visione giuridicamente univoca tra le procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta. Inoltre, il Presidente della Repubblica ha sollevato Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Tale iniziativa presidenziale, fortemente stigmatizzata anche da un presidente emerito della Corte costituzionale, ha mostrato un grave atteggiamento intimidatorio nei confronti della magistratura, oltretutto nell’ambito di un delicatissimo procedimento penale concernente la presunta trattativa tra le istituzioni statali e la criminalità organizzata. Sempre con riferimento al suddetto procedimento penale, il Presidente della Repubblica ha inviato al Presidente della Corte di Assise di Palermo una missiva, al fine di sottrarsi alla prova testimoniale. In particolare egli ha auspicato che la Corte potesse valutare «nel corso del dibattimento a norma dell’art. 495, comma 4, c.p.p. il reale contributo che le mie dichiarazioni, sulle circostanze in relazione alle quali è stata ammessa la testimonianza, potrebbero effettivamente arrecare all’accertamento processuale in corso».

Il Presidente della Repubblica in carica non sta svolgendo, dunque, il suo mandato, in armonia con i compiti e le funzioni assegnatigli dalla Costituzione e rinvenibili nei suoi supremi principi. Gli atti e i fatti summenzionati svelano la commissione di comportamenti sanzionabili, di natura dolosa, attraverso cui il Capo dello Stato ha non solo abusato dei suoi poteri e violato i suoi doveri ma, nei fatti, ha radicalmente alterato il sistema costituzionale repubblicano. Pertanto, ai sensi della Legge 5 giugno 1989, n. 219, è quanto mai opportuna la presente denuncia, volta alla messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per il reato di attentato alla Costituzione.

MoVimento 5 Stelle, Camera e Senato

Superpope: il graffito di Francesco in veste supereroe fa il giro del mondo

graffito-papa-superman-tuttacronacaHa fatto rapidamente il giro del mondo la foto che ritrae Papa Francesco nei panni del supereroe. Si tratta di un graffito, su carta e amovibile, realizzato da Mauro Pallotta, pittore per professione e street artist per passione. Il disegno, intitolato Superpope è apparso su un muro di via Plauto angolo Borgo Pio, a Roma, a due passi dal Vaticano. La Stampa ha intervistato l’artista che ha spiegato: “Per l’empatia che riesce a creare intorno a sé, il Papa è molto pop, e pop come un fumetto l’ho voluto disegnare. I superpoteri di cui l’ho dotato rappresentano l’enorme potere di cui dispone, che lui usa, unico leader al mondo, per fare del bene… L’idea mi è venuta una sera di qualche settimana fa: stavo sfogliando un giornaletto di supereroi quando alla tv hanno cominciato a parlare del Papa”.

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Pensioni: finalmente qualcosa si muove!

pensioni-tuttacronacaDopo tanto parlare, è arrivata una buona notizia sul fronte pensioni, anche se colpisce solo determinati lavoratori: una piccola parte dei circa 4.000 impiegati del personale scolastico rientrante nei Quota 96, infatti, potrà fruire dei requisiti pre riforma Fornero e andare in pensione a partire dal primo settembre. Ma nel frattempo si sono aperti spiragli anche per esodati e precoci. Per quel che riguarda i Quota 96, potranno andare in pensione coloro che, nel 2011, si trovavano in stato di congedo straordinario (per motivi di salute o per assistere un parente) o si trovavano ad aver fruito del permesso di 3 giorni al mese regolamentato dalla legge 104. Tutti i Quota 96 che abbiano i requisiti suddetti dovranno inoltrare la domanda di pensionamento alla DTL entro il 26 febbraio 2014. Punto di svolta quindi, anche se c’è ancora molto da fare per giungere a una risoluzione definitiva. Per quel che riguarda esodati e precoci, invece, il ministro Franceschini ha assicurato, per il 2014, un allargamento di esodati salvaguardati e lo stanziamento di maggiori fondi. Come spiega Supermoney.eu, la criticità più rilevante è costituita dal tipo di intervento che va predisponendo ormai da settimane il governo, che invece di riformare le norme introdotte dalla riforma Fornero punta alla messa a disposizione dei lavoratori di strumenti da adottarsi su base volontaristica. Certo, si continua a lavorare nel tentativo di incrementare la flessibilità in uscita, ma il rischio concreto è che non si proceda alla riforma strutturale invocata non solo dalle parti sociali ma anche dagli stessi giuslavoristi, in primis Epifani, da sempre favorevole ad invertire la rotta rispetto al disposto Fornero. Sempre acceso infine il dialogo sulla pensione anticipata donne con opzione contributivo e sull’ipotesi del prestito pensionistico INPS avanzata dal ministro Giovannini. Dopo la risoluzione parziale del caso Quota 96 ogni discussione può essere condotta con maggiore serenità, ma il dibattito sulle pensioni 2014 INPS rimane comunque molto acceso. Tante sono ancora le criticità che attendono infatti una soluzione definitiva.

Il governo indiano e le pressioni per rivedere l’accusa contro i marò

marò-tuttacronacaStando alle ultime notizie, il governo indiano starebbe facendo pressioni sul ministero della Giustizia in modo da portare a un riesame della strategia di accusa nella vicenda dei marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. In praticolare, di fronte alle crescenti pressioni contrarie all’applicazione della legge per la repressione della pirateria, la Sua Act, sarebbe stato chiesto “di rivedere la sua opinione che in questo caso tale legge potrebbe essere applicata”. Nel frattempo, da Bruxelles, ieri il premier Letta ha auspicato che partner e istituzioni europei siano solidali con l’Italia per quel che riguarda la vicenda marò. Il loro appoggio, dice, è importantissimo “per la soluzione positiva del caso, che vogliamo possa arrivare il prima possibile”. “Pensiamo che la situazione possa finalmente trovare una via d’uscita”, ha aggiunto il premier.

Onda assassina: “inghiotte” un uomo sul molo

uomo-inghiottito-onda-tuttacronacaAbdu Ndiaye, un senegalese, è scomparso inghiottito da un’onda mentre si trovava su un molo a Ondarroa, in Spagna, mentre era impegnato a scattare delle foto a una nave di passaggio. Dei testimoni della scena hanno chiamato immediatamente i soccorsi ma per il 43enne, che era stato trascinato via e sbattuto sullo specchio delle acque con violenza, non c’è stato nulla da fare: Ndiaye è morto sul colpo. Il tragico momento è stato ripreso per caso da un turista spagnolo.

Aspettando la sentenza: Amanda e la lettera ai Kercher

amanda-knox-tuttacronacaE’ attesa per oggi la sentenza dell’Appello bis del Tribunale di Firenze che vede sul banco degli imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox. L’americana non sarà in aula ma ha inviato una lettera ai familiari di Meredith. “Ci dovrei pensare, ma oggi non la vorrei leggere, perché non sento il bisogno di parlare con lei”. E’ la risposta di Stephanie Kercher, la sorella di Mez, alla notizia di una lettera di Amanda alla famiglia. “Dobbiamo resistere al sistema giudiziario italiano che è tanto diverso dal nostro, vorremmo che il processo finisse. Il verdetto non sarà una rivincita”, spiega parlando del processo. E alla domanda “siete sicuri che siano colpevoli anche se li condannassero?” risponde: “I dubbi saranno sempre gli stessi. In qualunque modo nel mio cuore resterebbero i dubbi, è ovvio, ma noi possiamo solo accettare ciò che ci diranno i giudici e rispettare comunque le decisioni della Giustizia italiana”. La donna spiega ancora che, dopo anni vissuti nella continua lotta tra risonanza mediatica del processo e bisogno di continuare a vivere “il verdetto è una scadenza da onorare per la memoria di Meredith, non una fonte di rivincita o della verità”. E aggiunge: “Sappiamo che i giudici e i giurati non conoscono con certezza la Verità. Vorremmo che il processo e le chiacchiere intorno ad esso finissero oggi per poterci concentrare solo sul nostro dolore e sul ricordo di Meredith. Tanto, nessuno ci ridarà mia sorella e la nostra vita è finita”. Da parte sua, Amanda vuole essere creduta innocente e spera nell’assoluzione: “Tra me e i Kercher si è messo di traverso un mondo – afferma -, per convincere loro devo prima convincere il mondo”. Stephanie la pensa diversamente: “Colpevole o innocente, lei dovrebbe essere certa che i suoi familiari siano i primi a crederle, poi noi Kercher e solo dopo tutti gli altri… eppure in questi anni l’ho vista spesso sui giornali e in tv, come se per lei contasse più il mondo che noi”.

Rapina all’alba a Milano: accoltellata la direttrice di un supermarket

donna-accoltellata-tuttacronacaE’ stata accoltellata, questa mattina all’aba, la direttrice di un piccolo supermarket nella zona della stazione Centrale di Milano. La 28enne è stata aggredita mentre apriva il punto vendita della catena Simply in via Benedetto Marcello all’angolo con via Boscovich, tra la stazione Centrale e corso Buenos Aires. L’aggressore è un non meglio precisato giovane che è poi fuggito con una somma non ancora quantificata. Il 118 ha soccorso la donna dopo che altri dipendenti del supermarket impegnati, a quell’ora, in operazioni preliminari all’apertura, hanno dato l’allarme. La direttrice è stata ferita a un fianco da una coltellata e accompagnata in codice giallo al Fatebenefratelli. Secondo le prime informazioni non dovrebbe essere in pericolo di vita.

“Una casa non deve mai essere …

casa-tuttacronaca… su una collina o su qualsiasi altra cosa. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che collina e casa possano vivere insieme, ciascuna delle due più felice per merito dell’altra.”

Frank Lloyd Wright- (Autobiografia, 1932)

Scambio Guarin-Vucinic chiuso per sempre? C’è chi dice no!

vucinic-guarin-tuttacronacaParlando ai microfoni di Radio Radio lo Sport, il giornalista e opinionista Ivan Zazzaroni ha spiegato il motivo per cui lo scambio Vucinic-Guarin sia destinato ad andare a buon fine: “E’ un affare che è destinato ad andare in porto, perchè da un punto di vista tecnico conviene a tutte e due le squadre. E poi Guarin ha già raggiunto un accordo con la Juve per circa 3 milioni, dicendo no al Chelsea che gli aveva proposto un ingaggio da 4,5 milioni a stagione”.

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