Al Milan serve ripartire… ma da dove?

milan-disperato-tuttacronaca11 partite in campionato e 12 punti. Difficile ritrovare una simile disfatta per i rossoneri negli ultimi anni. Una situazione talmente drammatica che riuscire a tirarsi fuori dal baratro sembra quasi un’utopia, tanto che si è scelto per il ritiro forzato, come se si stesse lottando per evitare la retrocessione. Quello che preoccupa maggiormente, è il caos all’interno delle squadra, mai registrato a questi livelli fino ad ora. Perchè se ad essere in bilico poteva essere un allenatore, ora è tutta la società a non essere solida, con anche i tifosi della Curva Sdu che contestano a piena voce e Galliani che lascia la tribuna durante il match. E l’aspetto più grave, è che non sembrano esserci soluzioni all’orizzonte, anche perchè non si saprebbe da dove iniziare. Al momento Allegri è stato riconfermato, ma il suo è un incarico “a tempo” se la situazione non si sblocca: difficile vincere a Barcellona, ma l’appuntamento con il Chievo è uno di quelli che non si può fallire. Quello che manca è la compattezza della squadra e proprio per questo sarà obbligatorio ripristinare il feeling tra tecnico e giocatori come Kakà e, soprattutto, Balotelli. Le prestazioni dell’attaccante non arrivano neanche alla sufficienza e senza di lui il Milan non riesce ad aggredire gli avversari, anche a cause di un 4-3-3 difficilmente sostenibile senza corsa e fiato. Quello che serve capire è se sia il ct a non far rendere la sua squadra o se non sia la rosa in grado di essere competitiva. E se la soluzione si trova a metà strada, diversi giocatori non sono all’altezza della squadra va comunque ricordato che squadre meno di prestigio hanno messo in campo un calcio migliore, organizzato, buono pur non avendo nazionali in campo. E’ difficile la settimana che sta iniziando per i rossoneri, ma mai come questa volta saranno i giocatori e i loro attributi a salvare o meno Allegri.

Juve alla conquista di New York

juve-newyork-tuttacronacaCosa ci fanno i giocatori bianconeri a Times Square? Negli Stati Uniti si sta svolgendo l’Anno della Cultura 
Italiana e in occasione della settimana dedicata alla 
Città di Torino, la Fondazione De Fornaris e la Fondazione per l’Arte 
Moderna e Contemporanea CRT, in collaborazione con la Galleria d’Arte
 Moderna e Contemporanea, promuovono una serie di iniziative a New York. Tra queste, come spiega il sito della Juventus, “Una di quelle di maggior impatto è senz’altro la proiezione in uno dei
 celebri billboards di Times Square di un video dal titolo   ’30 Sec of
 Torino – City of Art’, dedicato alla città e alle sue ricchezze. E in un
 simile contesto non poteva che figurare anche la Juventus. Dal 28 ottobre, e fino 
al 3 novembre, una delle immagini simbolo degli ultimi trionfi bianconeri 
compare quattro volte ogni ora nel centro della Grande Mela, associata ai 
capolavori di Torino.”

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Operai al lavoro a Capri: aperta una voragine in strada

capri-voragine-tuttacronacaUn antico passaggio pedonale cancellato da una voragine. E’ quanto successo a Capri, dove in via San Francesco, che collega il porto di Marina Grande con la Piazzetta, si è aperta una voragine questa mattina per cause ancora in fase di accertamento, anche se s’ipotizzano infiltrazioni d’acqua nel sottosuolo. La voragine, larga alcuni metri, non ha fatto registrare nessun ferito.  Sul posto sono intervenuti i tecnici del Comune che hanno transennato la zona mentre degli operai sono al lavoro per provvedere alla messa in sicurezza dell’area. Al lavoro, sulla rete idrica e fognaria, anche i tecnici e operai specializzati. Nessun disagio per i cittadini della zona, dove acqua ed elettricità sono erogate regolarmente.

Auto contro la console al rave party: ferito il dj

raveparty-zingonia-tuttacronacaE’ Bergamo News a riportare la notizia di una tragedia sfiorata al rave party abusivo che si stava svolgendo a Zingonia, nel Bergamasco dove sabato sera un giovane, non ancora identificato, si è lanciato con la sua Fiat Punto, a fari spenti, contro un ponteggio che sosteneva una delle due console installate all’interno di un capannone. Ferito il dj che in quel momento stava mettendo la musica, salvatosi perchè è riuscito a saltare evitando così lo schanto. Il ragazzo alla guida ha abbandonato la vettura subito dopo disperdendosi tra la folla. Secondo le intenzioni degli organizzatori, il rave party, intitolato Witchtech, sarebbe dovuto durare tra giorni e due notti. In questo arco di tempo, l’area è stata monitorata da alcune pattuglie di militari che che hanno identificato centinaia di giovani, arrivati a Zingonia da tutta Europa. E’ probabile che scatteranno poi delle denunce per invasione e occupazione di proprietà privata nei confronti dei giovani identificati

Sparatoria all’aeroporto di Los Angeles: l’attentatore rischia la pena di morte

paulciancia-lax-tuttacronacaOmicidio e violenza in aeroporto. Sono queste le accuse mosse a Paul Ciancia, l’attentatore dell’aeroporto internazionale di Los Angeles che ha ucciso un agente della sicurezza TSA (Transporty Security Administration) ferendo altri pesenti prima di venire a sua volta raggiunto da un proiettile durante lo scontro a fuoco con la polizia. Il 23enne ora rischia la pena di morte. “Le accuse – afferma il procuratore – potrebbero portare a chiedere la pena di morte o il carcere a vita senza possibilità di uscire sulla parola”. Ciancia si trova ancora in ospedale senza conoscenza.

Scossa di magnitudo 5 in Giappone

terremoto-giappone-tuttacronacaE’ stata avvertita in modo chiaro anche nella capitale giapponese la scossa di terremoto di magnitudo 5 che è stata registrata in Giappone alle ore 14:25, le 6:25 in Italia. L’evento ha avuto epicentro a 100 km a nord di Tokyo e ipocentro a 70 km di profondità. La Japan Meteorological Agency (Jma) che ha stimato in 4 l’intensità del sisma sulla scala di misurazione nipponica di 7 livelli, non ha lanciato allarmi tsunami. Secondo quanto riportato dai media locali, non ci sarebbe stati nè feriti nè danni.

Effetto crisi: sempre più italiane al lavoro

donne-lavorano-tuttacronacaE’ il Wall Street Journal a parlarci di come sta cambiando il panorama lavorativo in Italia dove, anche a causa della crisi economica che fa perdere il lavoro a molti uomini, sono sempre di più le donne che riescono a trovare un lavoro e mantengono così la famiglia. Il fenomeno, conosciuto come “mancession”, mostra come non solo più donne riescano a mantenere il proprio posto, ma decine di migliaia di donne si stanno riaffacciando al mondo del lavoro. Tra gli esempi offerti dal WSJ, la storia della 30enne Anna Durante, che aveva lasciato il lavoro alla nascita della sua primogenita ma che quando il marito è stato licenziato da un laboratorio di parrucchieri ha ripreso in mano il titolo di studio da infermiera e ora lavora per una cooperativa che assiste disabili a Casoria, vicino Napoli, mentre il marito è tutt’ora disoccupato. “Per le mie figlie sono sia mamma sia papà. Faccio tutto”, ha spiegato al giornale. Non è l’unico esempio, sono decine di migliaia i casi di donne che riprendono i posti abbandonati anni fa. La crisi, almeno in Italia, sta contribuendo ad alzare la media impiegatizia delle donne, un dato al momento tra i più bassi di tutto l’Occidente. E la cosa, ovviamente, avrà riflessi anche sul lungo periodo. In Italia, soprattutto al sud, si fa spesso i conti con l’influenza culturale che vuole le donne destinate a prendersi cura della casa e della prole mentre gli uomini sono dediti al mantenimento della famiglia. Ma la crisi ha ribaltato i ruoli in molti casi. Come spiega la 35enne napoletana Isabella Esposito, madre di due bambini: “All’inizio era come se il mondo si fosse capovolto. Mio marito perse il suo lavoro da guardia giurata ed io sono tornata a lavorare in un salone di bellezza. Non avevo alcuna alternativa”. In Italia la percentuale di donne lavoratrici è del 50 per cento, contro una media europea rilevata da Eurostat del 62 per cento. Tale percentuale in Svezia è del 76,8 mentre in Germania è del 71,5 per cento. Ma le donne devono fare i conti con la maternità, anche a causa di questa mentalità che contribuisce ad impedire l’emancipazione femminile: il nove per cento è stato licenziato solo perché aspettava un bambino mentre fino al 2012, da quando è diventata illegale, venivano fatte firmare delle dimensioni in bianco. Le donne italiane poi godono di una scarsa attenzione da parte dei mariti o dei compagni per quanto riguarda il lavoro casalingo. Mediamente la differenza nell’impegno da parte dei due sessi è di 3,7 ore maggiore per le donne, contro una media calcolata dall’Ocse di 2,3 ore. Sempre l’Ocse ci propone un altro dato che parla della percentuale di bambini sotto i tre anni che frequentano l’asilo nido. In Italia sono il 24 per cento contro una media del 33%. Ma quello che viene a modificarsi nel mondo del lavoro, come spiega un’economista della Banca d’Italia, Magda Bianco, è che le donne stanno guadagnando sempre più potere. I settori maggiormente in espansione sono quelli legati al servizio civile, alla sanità ed ai servizi alla famiglia, ovvero quelli che hanno resistito maggiormente alla crisi, mentre sono in calo i servizi di pulizia. Già il governo Monti aveva incoraggiato l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro attraverso voucher che garantissero alle madri un contributo mensile per il sostegno dei figli anziché il congedo parentale. oltre ad aumentare l’età pensionabile per le donne, passato dai 62 del 2012 ai 66 del 2018, fatto che ha portato ad un’aumento della domanda d’impiego da parte delle over 50. Non va poi dimenticato che sono sempre più le donne che cercano un impegno full time mentre sono un terzo le donne lavoratrici che fanno solo mezza giornata, ritenuto un compromesso tra impiego e famiglia. Il desiderio di un impegno full time deriva spesso anche dalle difficoltà economiche familiari, come spiega il caso della 39enne romana Fabrizia Mancini, madre di tre figli, che due anni fa è tornata a lavorare part time nell’agenzia pubblicitaria dov’era impiegata prima della nascita del terzo figlio. Oggi però deve fare tutta la giornata perché il marito non riceve più lo stipendio dalla sua azienda, ora in crisi. E sarà appunto la crisi a salvare le donne anche in luoghi di comando. E’ stato sempre il governo Monti a introdurre una norma che impone che un terzo dei consigli delle aziende pubbliche sia composto da donne, con una scadenza fissata nel 2015. Molto resta ancora da fare, ma si tratta di un importante primo passo.

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