Sandy – Cap XXXVII

Nord New Jersey si rompe una diga e Moonachie, Little Ferry e Carlstadt vengono inondate. Una dirigente della contea di Bergen, Jeanne Baratta dichiara “Siamo impegnati nei soccorsi, anche se le tre città sono devastate dall’inondazione”.

Sandy – Cap XXXVI

“New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata…” – Woody Allen, Manhattan.
… ma non sarebbe più stata la stessa, non dopo l’arrivo di Sandy. Non il Sandy Bates che Allen impersonava in Stardust Memories, ma l’uragano che ha cambiato l’aspetto della città. Non più una panchina in cui sedersi per ammirare il profilo di Manhattan , non più il Central Park con le sue passeggiate, non più le vie dove si consumano misteriosi omicidi. Case, strade, locali, cinema. Tutto quello che Allen ci ha mostrato per anni ora è intasato d’acqua, di frammenti di vita, di immagini che restano nella memoria.
Una New York che, ad ignorare i rumori, dall’alto ricorda la Venezia set di Tutti dicono I Love You, come se Allen, dopo le sue peregrinazioni europee, avesse voluto portare con sé qualche immagine delle sue locations oltreoceano.
“Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…” -Woody Allen, Manhattan
Bianco e nero, acqua e fuoco, scroscio della natura e silenzi. E’ sempre stata una città di contrasti New York, dove si consumano le solitudini di Un’altra donna e dove solitudini vengono lenite grazie a La dea dell’amore. Dove il passato di Radio Days si mescola alle idiosincrasie moderne di Basta che funzioni. Dove anche un personaggio di finzione può uscire dallo schermo (La Rosa Purpurea del Cairo) e dove ogni giorno si può recitare, o augurarsi di farlo (Broadway Danny Rose).
E’ sempre stata una città dove vivere, in silenzio o urlando, innamorandosi o lasciando, sempre in attesa dell’attimo giusto per ricominciare a sognare.
Allen, ne siamo certi, già chiude gli occhi e sogna New York domani, dopo che l’acqua sarà rifluita, portando con sé le paure e gli incubi. Quel domani in cui New York sarà nuova e sempre uguale a sé stessa:
“ Così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro”. – Woody Allen, Manhattan.

Sandy – Cap XXXV

E la rete si scatena per raccontare “Sandy – la più grande tempesta del secolo,  il terrore della East Coast, il black-out di New York”

Torna l’incubo nell’Aquilano… La stessa notte dell’Apocalisse a New York

Nell’Aquilano torna l’incubo. Dopo il disastro  dell’aprile 2009, stanotte, alle 2,52, la terra è tornata a tremare. L’epicentro del sisma investe i comuni di Barete, Scoppito e Pizzoli. La scala Richter segna 3.6 ancora troppo bassa, fortunatamente per produrre danni. Ma col terremoto non si può scherzare e soprattutto non si può sottovalutare, in un territorio, in cui nonostante l’abbondante normativa, molti, troppi edifici non sono antisismici. E non si vuol capire che il vero nodo,in Italia, non è la produzione di leggi – in molti settori anche invasiva e poco comprensibile – ma la  loro corretta e rapida attuazione.

Può darsi che stanotte si sia trattato di un fenomeno isolato,ma può essere l’inizio di un nuovo sciame sismico che la popolazione, difficilmente può  tornare a sopportare…

Quello che spaventa di più è l’impossibilità scientifica di prevedere i terremoti e anche lo studio del tecnico aquilano Giampaolo Giuliani, che pure aveva fatto per un momento sperare, non ha dato risultati…Forse i suoi strumenti possono avvertire  i movimenti tellurici di un sisma  che agisce a scarsa profondità, ma niente può fare per quelli appena più profondi.

L’unico strumento resta la prevenzione. Ma anche su questo fronte le notizie non sono buone. Le famose “Case a molla”costruite alla periferia dell’Aquila, quelle  che avrebbero ammortizzato e “addolcito” ogni nuova scossa sismica, si sta rivelando, almeno in parte, una truffa. Ad esse Berlusconi aveva affidato la sua immagine carismatica “di Manager dell’Efficienza”, avocando ai poteri dello Stato quella ricostruzione post terremoto che, per legge, spetta alle Regioni. Ma ora si è appena scoperto che almeno 200 degli “isolatori sismici” messi in opera dalla società Alga, quei  grandi piloni posti sotto gli edifici, proprio quelli  che devono assorbire le scosse, sono difettosi e possono crollare di schianto. E  la cosa più grave è che non si sa sotto quali edifici siano stati posti …”a sostegno”.

 

Sandy – Cap XXXIV

La Manhattan di Allen isolata e allagata. Come sarebbe Zelig ora?

Sandy – Cap XXXIII

Il semaforo che dondola nella notte, il vento ceh spazza via e acqua ovunque acqua. E mentre il Presidente Obama dichiara lo stato di calamità per lo stato di New York, Ground Zero diventa una cascata.

Sandy – Cap XXXII

Long Island i soccorsi ci sono ma l’emergenza è tremenda.

Sunset Park fuoco in una struttura.

57th St. feriti e evacuazione dopo la caduta della gru.

Il Bounty che affonda, Chelsea dove crolla la facciata sulla 92th St.

Obama “Dichiara lo stato di grande catastrofe per lo stato di New York”

Questi alcuni dei simboli di Sandy che passeranno alla storia… Ma poi ci sono le storie personali… Di chi ha visto tremare il mondo e di chi, come gli abitanti della Pennsylvania, si prepara a Sandy.

Sandy – Cap XXXI

4 mt a Battery Park, punta estrema di Manhattan. 7 Tunnel della metro allagati, Time Square spettrale. Aereoporti chiusi e inagibili. Ora inizia la ricerca dei dispersi e il ripristino di una New York che è un fiume in piena.

 

Sandy – Cap XXIX

Evacuato ospedale a New York. 200 pazienti, tra cui anche i neonati in incubatrice.  Flagello Sandy non dà tregua.

Sandy – Cap XXII

 

Ed è allarme nucleare in New Jersey. L’atomo… Storia di protoni, elettroni ed ed neutroni contro la potenza di Sandy

Sandy – Cap XXI

ottobre 29th – Notte:

New York si spegne e nel buio 13 morti.

Sandy – Cap XIX

 

The Day After Tomorrow… E poi verrà il giorno dopo “la tempesta del secolo”… E New York sarà di nuovo una città per sognare, per realizzare, per perdersi, per incontrarsi… per non addormentarsi mai!

FORZA NEW YORK, COME ON!

Sandy – Cap XVIII

Eremiti a New York… E venne il giorno, il ottobre 29th per dirla all’americana, in cui la grande mela divenne una grande grotta… Ponti chiusi, strade allagate e deserti d’acqua… Apocalypse Now!

Sandy – Cap XVII

 

Obama e Sandy… Ce la farà a domarla?

Sandy – Cap XV

E Atlantic City divenne oceano.

Sandy – Cap XIV

Tra alberi caduti sui tetti, allagamenti e paura anche Washington vive in queste ore la sua Odissea.

Sandy – Cap XII

Crollo! Facciata o palazzo fra l’8th AVE e 14th o 15th ST? Union Square!

Sandy – Cap XI

THE TIME IS OVER

Attorno alle 6 p.m. è previsto l’arrivo di Sandy sulle coste del Delaware e del New Jersey. New York è ormai  vicina e il tempo dell’evacuazione è scaduto. Adesso è il momento di chiudersi in casa. Ed è giusto che sia così. Ma come sono strane e irreali Times Square e la Central Station senza il movimento e  la folla che va, cammina, corre e vive.

Il Sindaco Bloomberg è in televisione. E’ sicuramente teso, ma i suoi toni sono pacati. Sa che sta parlando a cittadini responsabili. Per questo non nasconde e non vuole nascondere, mentre  dà gli aggiornamenti. Nella 57 Avenue è crollata una gru che stava ristrutturando un lussuoso condominio e l’area circostante è stata chiusa. Chiusi anche i ponti che uniscono Manhattan a Brooklyn, perché il vento è sempre più forte e Brooklyn è già allagata.

La parte Est di New York sarà la prima ad essere colpita da Sandy. In particolare il Bronx. Ci  potranno essere  anche possibili fughe di gas. E, in una situazione che volge decisamente al peggio, Bloomberg deve dire forse la cosa più difficile… Che non si sa in quanto tempo la città potrà tornare alla normalità. Ma poi l’indomabile spirito della grande frontiera prevale. “Dobbiamo prendere tutte tutte le precauzioni necessarie – aggiunge –  “e  poi essere sereni  perché saremo sicuramente in grado di affrontare e contrastare  quest’emergenza”.

Ma intanto arriva la notizia della prima vittima, uno dei due marinai dispersi del Bounty.

Gli esperti hanno appena definito Sandy il più terribile uragano del secolo.

Sandy – Cap IX

ottobre 29th 22.47 New York: Sindaco Bloomberg: “Non c’è più tempo per scappare”

L’inferno è cominciato!

Sandy – Cap VIII

E anche Roosevelt si arrese a Sandy.

 

 

La Franklyn D. Roosevelt conosciuta come THE FDR è una delle grandi arterie di New York. Ecco il suo stato attuale.

Sandy – Cap VII

 

 

 

E Washigton divenne Atlantide!

 

 

 

Sandy – Cap III

Non è un’ammutinamento,  ma un’evacuazione… La nave replica del Bounty alla deriva… 2 dispersi… 14 soccorsi…

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