Bin Laden è morto, ma non sarebbe stato ucciso…

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Il Daily Mail riporta quello che sembra essere un nuovo tentativo di mitizzare la figura di Osama bin Laden. L’ex guardia del corpo del fondatore di al Qaeda, l’egiziano Nabeel Naeem Abdul Fattah, intervistato dal quotidiano Gulf News di Dubai, ha provato infatti a modificare la versione accreditata dell’eliminazione, avvenuta  il 2 maggio 2011, di bin Laden da parte del ‘Team Six’ dei Seals nell’ormai celebre ‘Operazione Geronimo’. Spiega che il leader non sarebbe stato materialmente ucciso dagli americani: dopo essere stato ferito alla coscia, infatti, si sarebbe fatto saltare in aria con una cintura esplosiva che indossava costantemente da dieci anni. L’unica concessione dell’uomo e’ di non essere stato testimone dell’evento ma che la storia gli e’ stata raccontata da alcuni parenti di bin Laden, presenti nel rifugio pakistano di Abbottabad al momento dell’attacco.

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Per difendere il Cav, arriva “l’esercito di Silvio”

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Simone Furlan, imprenditore e presidente del movimento politico Forza Insieme, ha creato il sito dell’Esercito delle libertà, nato per sostenere Berlusconi. L’incipit è chiaro nell’eplicare il contenuto: “Dichiaro di volermi arruolare nell’Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent’anni”, ossia la “persecuzione giudiziara” di cui sarebbe vittima. All’iscrizione, si dichiara di riconoscersi “in lui, nel suo pensiero, nei suoi ideali e nel suo operato”. E ancora di volersi “battere per la libertà, per una Italia libera e democratica. Di essere pronto a partecipare ad eventi o manifestazioni in supporto del Presidente Berlusconi per affermare il principio che la sovranità popolare non può essere sovvertita in alcun modo tranne attraverso l’azione politica”. Gli aspiranti combattenti in nome di Silviodevono limitarsi a compilare il modulo e, dopo essere diventati i suoi “soldati”, è possibile anche “dar vita a un reggimento per difendere il Presidente Berlusconi” sul proprio territorio. Unica richiesta per gli aspiranti al ruolo di comandante dovranno: spedire “una foto ed una breve motivazione del perchè ami Silvio”. Furlan ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinto a creare il sito: “Arriva un momento nella vita in cui capisci che combattere per un ideale non è più di una scelta, ma un obbligo”. “Noi della società civile -scrive- siamo stati spettatori inermi della “Guerra dei Vent’anni”, che ha visto Berlusconi combattere e difendersi da accuse infamanti di ogni genere, frutto di una persecuzione giudiziaria senza precedenti nella storia”.

Totti ululerà ancora? Offerte da importanti squadre straniere!

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Potrebbe scegliere di andare a giocare all’estero “er Pupone”, come lui stesso rivela a France Football: avrebbe ricevuto, infatti, “offerte da importanti squadre straniere, non italiane”. Una scelta da non escludere quindi, soprattutto considerando che l’anno prossimo scadrà il suo contratto da giocatore con la Roma. Ma il capitano, che compirà 37 anni a settembre e ancora appare in splendida forma, già in passato ha rifiutato la corte dei migliori club europei, tra i quali il Real Madrid, per diventare il simbolo della Roma così come la conosciamo. Si può quindi ipotizzare che, l’anno prossimo, il contratto verrà sostituito con uno quinquiennale che gli garantirà un posto nei quadri dirigenziali della Roma.

Disastroso deragliamento di un treno a Baltimora: segue esplosione

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Ha prodotto il rumore di una bomba e “è stato peggio di un terremoto”. Descrivono così, alcuni testimoni, il deragliamento e la successiva esplosione di treno merci americano della CSX vicino a Baltimora, di cui almeno 12 vagoni si sono capovolti. Dopo il fatto, si è provveduto alla chiusura dell’autostrada US Route 40. Il bilancio provvisorio è di un ferito grave, ma tra i vagoni capovolti se ne conta anche uno con un carico di clorato di sodio, materiale considerato pericoloso dal Dipartimento dei Trasporti americano, anche se al momento non si registrano fughe tossiche. Il fatto è accaduto attorno alle 2 locali, le 20 ora italiana. subito evacuati gli esercizi commerciali della zona, mentre una fitta nube di fumo era visibile da chilometri di distanza e ha provocato disagi ai trasporti. I soccorsi sono stati immediati per il timore di nuove esplosioni dovute agli agenti chimici trasportati ma non c’è stata nessuna evacuazione, avendo le autorità rassicurato che la nube non è tossica. Alcuni edifici dell’area, tuttavia, hanno riportato danni. Il deragliamento getta nuova benzina sul fuoco del dibbatito sullo stato delle infrastrutture americane, essendo il terzo nel solo mese di maggio e sommandosi anche al crollo del ponte nello stato di Washington. Il 17 maggio un treno è deragliato a Bridgeport e oltre 70 persone sono rimaste ferite. Sabato scorso un treno merci è deragliato ferendo sette persone e distruggendo parte di un’autostrada

Prende fuoco un pullman sotto una galleria: a bordo anche 15 bimbi

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Brutta avventura per una quindicina di bambini che stavano tornando da una gita scolastica e per gli altri passeggeri di un pullman che ha preso fuoco al’interno della galleria Tremonzelli, sull’autostrada A19 in direzione Catania all’interno di una delle gallerie più lunghe dell’autostrada. E proprio il fatto che il mezzo si trovasse in una zona chiusa ha reso difficili i soccorsi a causa del fumo che invadeva il tunnel impedendo l’ingresso. I vigili del fuoco hanno avuto ragione sulle fiamme, divampate attorno alle 20.40, verso le 22.15. Tutti i passeggeri, fortunatamente, si sono messi in salvo prima che le fiamme avvolgessero il mezzo e nessuno è rimasto ferito, mentre alcuni sono rimasti intossicati: le fiamme, che si sarebbero sviluppate dal vano motore nella parte posteriore del pullman, si sono propagate lentamente consentendo ai passeggeri di allontanarsi e ai veicoli che si trovavano all’interno della galleria, che è lunga alcuni chilometri e descrive una lunga curva, di dare l’allarme prima di ritrovarsi intrappolati nel tunnel. Il rischio principale infatti era quello di restare bloccati all’interno di una galleria dove non sono presenti stanze con porte antifiamma dove rifugiarsiGli agenti della Polstrada accorsi sul posto hanno parlato di “tragedia sfiorata” visto che nessun altro mezzo è rimasto intrappolato dalle fiamme e non si sono innescati tamponamenti dovuti al fumo che avrebbero provocato un bilancio molto più tragico. Ma questo tunnel è noto in zona per il “mistero” che lo contraddistingue: negli anni passati, infatti, ci sono stati numerosi episodi di auto che si spegnevano improvvisamente o non rispondevano più ai comandi per avarie all’impianto elettrico. Alcuni esperti hanno parlato di campi magnetici provenienti dalla montagna sovrastante.

Romanzo Criminale a Roma: tre sparatorie in un giorno

sparatorie-romaGiornata in stile Far West a Roma e dintorni, con tre persone uccise e una ferita gravemente. Si è iniziato questa mattina con l’omicidio del 62enne Claudio D’Andria, freddato per strada a colpi di pistola davanti alla sua abitazione. Alcuni testimoni hanno parlato di due persone arrivate in strada a bordo di uno scooter, un’altra persona ha riferito di aver visto una persona fuggire a piedi nel parco. L’uomo avrebbe un piccolo precedente per droga risalente al 2004.  Nel pomeriggio si è invece svolta una vera e propria esecuzione a Focene, alle porte della capitale. Pietro Rasseni, 40enne con piccoli precedenti per furto e spaccio, è stato ucciso sull’uscio di casa, sotto gli occhi della moglie e del figlio di 10 anni. Subito dopo gli spari, ha riferito un testimone, un uomo è scappato a bordo di un motorino. Si è appreso che la vittima era nota alla gisutizia, con la quale era finita nei guai nell’aprile del 2006 quando aveva forzato un posto di blocco sul Grande Raccordo Anulare. Dopo un lungo inseguimento, durante il quale aveva speronato tre volanti della Stradale e percorso 500 metri contromano, provocando otto ferimenti, era stato arrestato. Infine, poco prima delle 20, ad Anzio, sul litorale romano, si è consumata la terza sparatoria, che si è conclusa con un morto ed un ferito grave. La vittima si chiamava Daniele Righini, aveva 32 anni e un precedente per furto. L’altra persona coinvolta nella sparatoria è Massimiliano Cencioni, suo coetaneo, rimasto gravemente ferito al torace. I due erano a bordo di una Peugeot in corso d’Italia quando sono stati raggiunti dai colpi di pistola. Secondo le prime testimonianze, ancora poco chiare, i killer potrebbero essere scappati a bordo di uno scooter. Anche in questo caso, si stanno svolgendo le indagini. Alemanno, parlando dell’accaduto, ha parlato di un “attacco di criminalità organizzata”. “Abbiamo vinto con la riduzione dei reati, della criminalità in strada e di lotta al degrado – ha spiegato – ma c’è un problema di attacco di criminalità organizzata nella città di Roma, che è nuovo e al quale bisogna reagire in maniera compatta.”

La Chiesa Venezuelana ha un problema… di vino!

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Dovranno essere limitate le celebrazioni in Venezuela, a causa di un singolare problema che è stato reso noto da una nota, arrivata dalla Conferenza episcopale del Paese sudamericano: manca il vino per le messe. “Il vino per la celebrazione eucaristica deve essere il prodotto della vite, naturale e puro, cioè non mescolato con sostanze estranee”. Un bel problema considerato che l’azienda Pomar, che produceva il divino nettare, è in crisi. “Stiamo esaurendo le riverse”, ha comunicato monsignor  Robert Lucker, vescovo di Coro e capo della commissione media della Conferenza episcopale. Ma sembra scarseggiare anche la farina per le ostie, motivo per il quale la Conferenza ha invitato alcuni vescovi a limitare le celebrazioni. Considerato anche che i prelati rifiutano di usare il vino alla frutta, la Chiesa sta valutando l’idea di chiedere aiuto al presidente Nicolas Maduro per finanziare almeno in parte i costi dell’importazione di vino da altri Paesi. Non dall’Italia però,  ”perché troppo caro” come quelli francesi e spagnoli. Si possono invece utilizzare “in via provvisoria” vini cileni o argentini, sia bianchi, sia rossi.

La denuncia di Amburgo: l’Italia paga i profughi perchè continuino il loro viaggio

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“L’Italia ha violato gli accordi europei – dice Amburgo – li hanno spinti a proseguire il viaggio in cambio di danaro e permessi di soggiorno”. Lo scrive l’agenzia tedesca a Dpa, citando enti addetti all’immigrazione della città-stato tedesca. Il fatto riguarderebbe centinaia di profughi africani che sono stati spinti a lasciare l’Italia offrendo loro  500 euro l’uno e promettendo il permesso di soggiorno.  ”Circa 300 persone, provenienti da Libia, Gana e Togo sono finite nella città anseatica, nonostante dovessero essere accudite in Italia”, scrive l’agenzia. A darne notizia anche lo Spiegel on line, che cita il ministero dell’Interno Federale e parla dei soldi che i profughi avrebbero ricevuto per continuare il loro viaggio. Il senatore dell’SPD Detlef Scheele ha commentato l’accaduto affermando che  ”Sarebbe irresponsabile dar loro false speranze, il viaggio di ritorno è l’unica opzione”. Infatti diversi profughi rimarrebbero, in Germania, senzatetto, perché non avrebbero diritto ad alcun sostegno nel Paese: non avrebbero infatti alcun permesso di lavoro, e nessun diritto alle prestazioni sociali locali.

Un tuffo nelle piscine più strane del mondo!

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Settimana instabile per il meteo, soprattutto al nord, dove temporali e calo delle temperature torneranno a mordere le regioni dopo la pausa di questi due giorni. Il maltempo si sposterà poi al sud e non ci resta far altro che attendere giugno, quando finalmente ci potremo godere un po’ di bella stagione. E nel frattempo? Meglio non pensarci ed evadere in piscina… ma non in una qualsiasi, ne serve qualcuna di realmente originale. Eccone una serie… dove vale la pena fare “splash”!

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Abbey Road: l’album che salva la vita!

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La copertina di Abbey Road, con i quattro Beatles in fila che attraversano la strada, è uno dei simboli dei ruggenti Sixties e rimane ben impressa nell’immaginario collettivo. Quello che nessuno si aspettava, però, è che un giorno una copertina di un albun potesse diventare una sorta di Pubblicità Progresso che dà esiti positivi. Eppure a Calcutta, in India, è esattamente quello che è accaduto. L’amministrazione comunale, infatti, ha deciso di piazzare a tutti gli incroci della città l’immagine del disco con la scitta: “Se loro ci riescono, perché non ci puoi riuscire tu?”. Perchè in questo Paese il tasso di mortalità per incidenti stradali è il più alto del mondo: 140.000 all’anno. Il responsabile della viabilità di Calcutta, Supratim Sarkar, ha spiegato che “I Beatles hanno toccato migliaia di persone con la loro musica: stiamo semplicemente cercando di utilizzare il loro fascino universale per salvare delle vite”. E sembra che i quattro di Liverpool abbiano mietuto un nuovo successo: gli incidenti si sono ridotti del 20%.

Sparatoria in Texas: ucciso l’assassino

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Il 23enne Esteban Smith ha aperto il fuoco oggi nella contea di Concho, in Texas. Il marine, di stanza nel North Carolina e che era ricercato per essere interrogato in relazione ad un omicidio avvenuto a Jacksonvile, era a bordo di un pick-up quando ha imbracciato un’arma e aperto il fuoco. Nella sparatoria, Smith ha ucciso una donna di 41 anni, morta sul colpo, e ferite altre cinque persone. Il ragazzo è poi stato ucciso dalla polizia, che ha rinvenuto nel suo mezzo un fucile, una pistola e numerose munizioni.

Fai delle tue mani… quello che vuoi! L’arte di Guido Daniele

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E’ unica nel suo genere e universalmente apprezzata l’arte di Guido Daniele, diventato inizialmente famoso dopo che, nel 1990, ha iniziato a dipingere corpi di modelle per foto, filmati pubblicitari, sfilate ed eventi ma che ha fatto il salto di qualità, riscuotendo l’interesse internazionale nel 2000, anno in cui comincia la sua ricerca sulle “Mani Animali”. L’artista incrocia la tacnica del body painting con quella delle ombre cinesi e trasformando le mani sue, e dei suoi soggetti, in tele in 3D. Qui dipinge ritratti delle specie animali più diverse, sfruttando anche le posizioni dei palmi e delle dita per rendere maggiormente realistici i quadri. La sua maestria, la precisione delle sue linee, l’attenzione a dettagli e sfumature, tutto collabora per far entrare Daniele nella sfera degli artisti da seguire.

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Si spara a Roma: due uomini uccisi a colpi di pistola in due zone diverse

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Secondo omicidio nella capitale oggi: dopo che stamattina era stato rinvenuto in viale Giorgio Morandi, nelle zona di Tor Sapienza, il cadavere di Claudio D’Andria, di 62 anni, ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti al palazzo dove abitava, n altro omicidio è avvenuto nel pomeriggio alle porte di Roma. Un uomo è stato ucciso nella sua abitazione, in località Focene, anche lui colpito alla testa da un proiettile. Un testimone ha riferito di aver visto un uomo che scappava a bordo di un motorino subito dopo aver sentito gli spari. Sulla vicenda sta indagando la polizia.

Jurassic Park delle piante! Dopo 400 anni tornano a vivere

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400 anni sono rimaste sotto un ghiacciaio artico prima di essere riportate in vita e fatte crescere in laboratorio. Le piante di cui stiamo parlando fanno parte delle briofite  (che non hanno radici, ma cellule allungate o filamenti di cellule, con cui si attaccano al suolo) e appartengono ai primi gruppi che si sono adattati alla terra. Il progetto è stato portato avanti da un gruppo di ricerca  dell’università canadese di Alberta e presentato su Pnas.  Fra di loro ci sono anche piante che appartengono alla grande famiglia delle epatiche, minuscole, arrivano a raggiungere solo pochi millimetri e al momento sono 9mila le specie conosciute. La scoperta è stata fatta nell’arcipelago canadese sull’isola Ellesmere, in seguito al ritiro del ghiacciaio Teardrop. Dopo attenti esami al radiocarbonio, le piante si sono mostrate “ibernate”: con steli e radice delle foglie ben conservate.

A questo punto i ricercatori hanno preparato undici colture e dalle piante sono spuntati rami laterali e nuovi steli verdi. Un vero Jurassic Park vegetale che al solo pensiero lascia senza fiato… oltre ad aver aperto la strada a una nuova realtà in cui le briofite, considerate piante deboli, si sono dimostrate resistenti tanto di arrivare ai giorni nostri direttamente dalla Piccola Era Glaciale (nel periodo compreso fra il 1550 e il 1850).

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I funerali di Fabiana Luzzi: in migliaia per lei

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Dolore mischiata a rabbia oggi, a Corigliano Calabro, per i funerali di Fabiana Luzzi, la ragazzina quasi 16enne uccisa dal fidanzato 17enne, che si sono svolti al palazzetto dello sport della cittadina. Quando la bara bianca, coperta da rose bianche, è stata presa per essere portata nel palazzetto, gli amici, radunati nel piazzale antistante la struttura, hanno liberato in cielo decine di palloncini bianchi ed altri a forma di lettere legati tra loro a formare il nome della ragazza. Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro per le pari opportunità Josefa Idem: “Con la mia presenza al funerale di Fabiana voglio innanzitutto essere vicina alla famiglia per testimoniare il dolore di tutti gli italiani e le italiane per questa perdita così tragica e assurda.” Aggiungendo poi: “Sento di dover chiedere perdono a lei e a tutte le donne, uccise per mano di chi abusa della parola ‘amore’. Lo Stato deve rendere più effettivo il suo impegno, essere ancora più vicino alle vittime”. Il ministro ha anche fatto notare che, mentre lei si trovava a Corigliano, la Camera dei Deputati ha approvato la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Ma per Fabiana ormai è troppo tardi.

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Erano in migliaia presenti oggi: un ultimo saluto per la ragazza che se n’è andata troppo presto, in un modo tragico e orribile. Una morte che riempie di rabbia che in molti hanno urlato ai giornalisti presenti. La bara bianca, sormontata da un mazzo di rose dello stesso colore, ha fatto poi il suo ingresso nel palazzetto, dove si terrà la cerimonia celebrata con il rito dei Testimoni di Geova, alla quale la famiglia Luzzi appartiene ed alla quale la stampa non potrà intervenire, per rispetto a questo dolore che è di tutta la città. Lutto cittadino in onore di Fabiana dunque, con bandiere a mezzasta sugli edifici comunali, pubblici e scolastici, mentre tutte le attività resteranno chiuse fino alle 21.

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Giulio Andreotti, attraverso la lente del figlio Stefano

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“Aveva abitudini molto precise, e orari stressanti. Quindi la sua presenza, in termini di ore, era scarsa. Ma, in termini qualitativi, ci ha riservato un’attenzione assoluta”. Parla così di Giulio Andreotti il figlio Stefano, intervistato dalla rivista Vanity Fair. L’attenzione viene poi spostata sulla madre:è mai stata gelosa? “Non credo. Non ho mai sentito tra loro mezzo litigio. Anche quando uscì quella sua foto a braccetto con Anna Magnani, e ci furono alcune insinuazioni, la considerammo un’invenzione dei giornali. Del resto, papà era sottosegretario di De Gasperi con la delega sul cinema. Parlo di quando il cinema italiano ancora si poteva definire tale. Non come oggi, e mi riferisco a qualcosa che ha riguardato mio padre”. Al Divo di Sorrentino? “Appunto. Quel film parte da un’idea preconcetta. Perfino papà, che non era mai diretto, dopo la proiezione disse che era stata ‘una vera mascalzonata’ “.  Ma al terzogenito del senatore a vita da poco scomparso non viene chiesto solo del rapporto con la famiglia, preferendo ripercorrere le tappe della sua carriera politica, parlando anche del giorno immediatamente successivo alla morte del padre, quando Umberto Ambrosoli è uscito  dall’aula del Consiglio regionale della Lombardia quando si è osservato un minuto di silenzio per la scomparsa del politico. Episodio che Stefano Andreotti giustifica: “Che Umberto Ambrosoli ce l’abbia con lui è più che comprensibile. Se io sono arrabbiato per quello che è successo a papà, figurarsi lui, che suo padre lo ha visto ammazzato”. E’ lui stesso a definire “infelice” la definizione del padre, che ne parlò, in una puntata del programma La storia siamo noi dedicata all’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, come di “una persona che se l’andava cercando”.L’intervista tratta anche i processi per concorso esterno in associazione mafiosa, che Stefano andreotti così spiega: “Stava per scoppiare Tangentopoli, si voleva spazzare via un’intera classe politica. Ma mio padre non aveva mai maneggiato denaro pubblico: dovevano incastrarlo in un altro modo. Qualche mese prima che i pentiti parlassero, Gerardo Chiaromonte, politico comunista, lo chiamò per avvisarlo della trappola che gli stavano tendendo. Che tragedia: mia madre ha sofferto di depressione e ancora oggi ne porta il segno. A 92 anni, soffre di una malattia degenerativa. Non si è neppure resa conto della scomparsa di papà”. Ma racconta anche di quello che provò il padre in quei frangenti, lui che all’esterno sembrava freddo: “In realtà soffrì moltissimo. Lo trovavo il sabato mattina sulla poltrona a dormire – lui che non dormiva mai – imbottito di psicofarmaci per stare tranquillo. La fede l’ha aiutato: diceva che era una prova da superare per quello che aveva avuto, doveva scontare qualche peccato”. Il discorso  cade anche sui giudizi, pesanti, che Aldo Moro scrisse nei diari del sequestro. “Tra mio padre e Moro potevano esserci state divergenze, ma i rapporti erano stati ottimi. Appena si seppe che Moro era stato sequestrato, chiamai papà: era sconvolto. Chi arrivò a ipotizzare che dietro quel rapimento ci potesse essere Andreotti non sa di che cosa parla. A noi figli, papà disse chiaramente che al posto di Moro ci poteva essere lui. Secondo lui, avevano scelto Moro solo perché abitava in Via Fani, una posizione che garantiva una via di fuga più agevole”. Huffington Post ha poi raggiunto Umberto Ambrosoli, che ha preferito non tornare sull’episodio menzionato dal figlio del senatore a vita e da lui ridimensionato come “una frase oltremodo infelice, che mio padre però ha subito rettificato, e che soprattutto ha pronunciato quando non era ormai lucido.” “Preferisco non commentare, stiamo parlando di una persona che fa valutazioni legittime sul piano personale ma non mi sembra il caso di aggiungere altro. Ho visto il video di quell’intervista, l’ho visto integralmente e mi sono fatto un’idea, e tale rimane. In ogni caso – conclude Ambrosoli – apprezzo la comprensione manifestata da Stefano Andreotti”

Gli hacker cinesi all’arrembaggio dei sistemi di difesa Usa

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E’ stato il Washington Post a lanciare l’allarme: negli ultimi mesi hacker cinesi hanno carpito i segreti di diversi sistemi di difesa che sono di cruciale importanza per la sicurezza, sia statunitense che europea. Il cyber spionaggio, che riguarda anche gli F-35, i jet che fanno tanto discutere in Italia e ceh sono ritenuti “il sistema di difesa più costoso che sia mai stato costruito”, è stato denunciato da un rapporto stilato per i vertici del Pentagono dal Defense Science Board. Sembra gli hacker abbiano trafugato oltre due dozzine di progetti di armi e veicoli allo studio dell’esercito statunitense, tra i quali il quotidiano cita le nuove versioni dei missili Patriot e Aegis, i caccia F-18 e gli elicotteri Black Hawk. Seppure non si denunci direttamente Pechino, viene riconosciuto che l’essere entrati in possesso di queste informazioni rende meno forte la posizione degli Usa  in caso di conflitto, mentre la Cina può fare un enorme balzo avanti in termini di ricerca e sviluppo. Il rapporto spiega infatti  che “il furto potrebbe dare alla Cina un vantaggio militare, ad esempio mettendola in grado di disturbare le comunicazioni e di ‘inquinare’ i dati di bordo, oltre a far avanzare il Paese nella propria tecnologia militare”. Continua dunque a crescere il numero di accuse agli hacker cinesi da parte dei diversi stati, infatti anche l’Australia si è recentemente trovata a denunciare un furto di progetti per il nuovo quartier generale dell’intelligence da parte di pirati informatici del Paese del Dragone.

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Il Pentateuco più antico del mondo rinvenuto a Bologna

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Scoperta inestimabile nella Biblioteca universitaria dell’Alma Mater, a Bologna. Il professor Mauro Perani, ordinario di Ebraico al Dipartimento di Beni culturali dell’Ateneo felsineo (sede di Ravenna) si è reso conto che un rotolo, catalogato a fine ‘800 come “dalla scrittura goffa” e risalente al 1600, e’ in realta’ “un vero patrimonio”. Si tratta infatti del rotolo completo della Torah più antico del mondo, che è stato presentato oggi, in anteprima, alla stampa. Come riporta Il Resto del Carlino, “Il cosiddetto “Rotolo 2”, lungo 36 metri e alto 64 centimetri, fatto di morbida pelle ovina (“Sembra una stoffa di lino”) con 56 sezioni cucite tra loro, contiene il testo completo del Pentateuco (o Torah, appunto), ovvero i primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. E’ stato scritto a mano tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo (1155-1225) e risulta essere, appunto, il piu’ antico rotolo ebraico completo della Torah ad oggi conosciuto al mondo.” E’ stato poi lo stesso Perani a spiegare che il suo è un valore immenso, di almeno un milione di euro, motivo per il quale si stanno mettendo in atto le dovute precauzioni per conservarlo e custodirlo. Il testo sarà fotografato e reso disponibile per gli studi in forma digitale, “Ma vogliamo evitare che finisca preda dei social network”, spiega Antonino. Perani, nell’esaminare il rotolo, si era reso conto che “la grafia era molto antica e di origine orientale”, deduzioni poi confermate dai massimi esperti al mondo di ebraismo. Peani ha spiegato che gli studiosi sono stati concordi nel datarlo tra l’XI e il XIII secolo e due prove al carbonio 14, una all’Universita’ del Salento e una in un laboratorio Usa, che hanno confermato la datazione. Tra l’altro, aggiunge il docente, “il testo non rispetta le regole di Maimonide, che nel XII secolo fisso’ in maniera definitiva tutta la normativa rabbinica relativa alla scrittura del Pentateuco. Nella Torah ‘bolognese’ “ci sono lettere e segni assolutamente proibiti” dopo la codificazione di Maimonide. Ad oggi i rotoli “sono molto rari perche’ i manoscritti, quando sono rovinati e per questo perdono la loro santita’, non possono piu’ essere usati per le funzioni religiose e vengono seppelliti”. La Torah, del resto, “per gli ebrei e’ la cosa piu’ sacra che hanno”. La scoperta sembra desitnata a rafforzare “il legame a doppio filo tra Bologna e la Torah”: sotto le Due torri, infatti, nel 1482 fu pubblicata la prima copia del Pentateuco stampata.

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I saluti a Luttle Tony: i ricordi degli amici

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Avranno luogo giovedì, al Divino Amore, i funerali di Little Tony, l’Elvis italiano, in forma privata, come ha sottolineato la figlia Cristiana:”Sono stata con lui fino all’ultimo. Ha chiesto di non avere la camera ardente, ma solo una cerimonia privata”. Oggi sono molti quelli che lo ricordano, amici, colleghi, ammiratori. Perchè Little Tony ha caratterizzato una stagione musicale e ci ha lasciato grandi successi che hanno fatto ballare intere generazioni. “E’ stata la colonna sonora del pop nostrano, da quando io mi ricordo. Con lui se ne va davvero un mondo”, afferma un dispiaciuto Arbore, che con lui condivideva la passione del “rock’n’roll della prima ora”.
“Alcune volte è anche venuto a casa mia per fare rock&roll, per divertirci – continua -, perché condividevamo la grande passione per l’America di Elvis. Lui si divertiva a vestirsi, così, con quelle frange… abbiamo scherzato spesso sulla ‘vestizione di Little Tony’… Ma lui faceva tutto con grande ironia, dicendo sempre ‘io sono italiano’, questa era la sua grande cifra”. Anche Nino D’Angelo ha parlato di lui, non come un compagno di viaggio ma come di un modello a cui guardare: “E’ stato un personaggio direi storico per quelli che, come me, hanno iniziato la carriera girando ‘musicarelli’, anzi sono il piu’ ‘piccolo’ di quella generazione che ha realizzato film di successo partendo da una canzone”.

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Sono stati in molti a parlare del cantante anche sui social, con Twitter che proponeva l’hashtag #littletony. Saluti, ricordi, un po’ di malinconia tutti per lui. Morandi ha invece scelto Facebook per un ultimo saluto e son bastate poche parole per far percepire il dolore per la perdita del cantante con cui ha condiviso sia i palchi che gli schermi: “Ciao Tony, compagno di tante avventure e amico di sempre”. Ad accompagnarle, una foto di lui assieme a Little Tony, ragazzi degli anni 60, in tuta da baseball, uno dei loro film. E’ passato invece direttamente per l’Edicola l’ultimo saluto di Fiorello al “ragazzo col ciuffo”, di cui ha reinterpretato Riderà, perchè, in fin dei conti, sorrideremo sempre riascoltando le sue canzoni.

Quando l’orco è in casa: i nonni pedofili

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Hanno perpetrato orrendi abusi sui loro nipotini, un bimbo di sette anni e una bimba di otto i due nonni arrestati oggi: un uomo di 65 anni e una donna di 50. Con loro in manette anche una terza persona, un 30enne. Le piccole vittime sono state violentate, vendute per pochi euro ad amici, fotografate durante gli squallidi incontri e segregate in casa. La polizia di Messina ha posto infine termine a queste atroci sevizie, accusando i tre adulti di violenza sessuale, pedopornografia e riduzione in schiavitù. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Vermiglio su richiesta del pm Liliana Todaro e l’inchiesta ha messo in luce lo stato di miseria e profondo degrado in cui vivevano i due fratellini, affidati ai nonni nel 2009, dopo la morte della madre, mentre il padre aveva problemi di droga.

La crisi non guarda in faccia nessuno, neanche il mercato della coca

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La crisi ha colpito anche il mercato della cocaina e, nel 2011, si è registrato un calo di consumo nei cinque Paesi europei a maggior prevalenza di utilizzo: Danimarca, Irlanda, Spagna, Italia e Regno Unito. E’ questo che emerge dalla relazione europea 2013 sulla droga dell’Osservatorio di Lisbona, che rileva anche come siano in drastico calo i sequestri di cocaina nell’Ue e come sia dimezzata la quantità sequestrata. Il testo parla poi del consumo di cannabis, facendo emergere che gli europei tra i 15 e i 64 anni che ne fanno uso ogni giorno o quasi sono tre milioni, cioè circa l’1% degli adulti. L’aumento riguarda anche chi ha iniziato a curarsi per la prima volta per dipendenza da cannabis, passati dai 45mila casi del 2006 ai 60mila del 2011. Sul fronte italiano, Roma è la capitale dei consumi di coca, come ha spiegato il capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga, Giovanni Serpelloni, rendendo noti alcuni dati della Relazione al Parlamento 2013 che sarà presentata nelle prossime settimane. Nonostante questi dati, nel 2011 sono stati 85 milioni gli adulti che hanno fatto uso di droghe illegali e il vice capo vicario della polizia, Alessandro Marangoni, ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Unione europea nel contrasto al traffico di droga e indicando nella “sovraintenzionalità” e nella collaborazione internazionale tra forze di polizia il percorso da seguire, cosa che in Italia è già stata fatta superando i localismi: “Il nostro modello di collaborazione interna – ha sottolineato – è già un modello vincente, come dimostrano i risultati e la credibilità della nostra struttura a livello internazionale”.

Rosaria Aprea torna dal compagno che l’ha picchiata: l’avvocato abbandona

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L’aspirante Miss Rosaria Aprea, che era stata picchiata dal suo uomo e ricoverata d’urgenza all’ospedale dove le è stata esportata la milza, dopo esser stata dimessa ha scritto una lettera al compagno Antonio, che già in precedenza aveva difeso e perdonato. Il suo avvocato, Carmen Posillipo, presidente dell’associazione per i diritti civile di Marcianise, ha quindi deciso di abbandonarla. “Soltanto ieri ho capito che Rosaria aveva cambiato idea. Devo seguire la mia etica professionale, non condivido le sue scelte. E non voglio assistere all’anteprima di un omicidio”. Rimette il suo mandato dunque l’avvocato, ma il gesto è soprattutto uno scontro di mentalità: non può passar sopra a una simile violenza, nè accettare una scelta che, ne è certa, sarà solo l’anticamera di un dramma. E’ una situazione paradossale quella che si è delineata, proprio nei giorni dell’allarme femminicidi, con casi gravissimi avvenuti anche nelle ultime ore con la morte delle vittime. La 21enne Rosaria, mamma di un bimbo di un anno, era finita in carcere il 12 maggio scorso a segioto dei calciti inflittigli dal suo fidanzato, il 27enne  Antonio Caliendo. E’ lei ad accusarlo e la squadra mobile lo arresta per lesioni gravissime. Per giunta lui non l’ha neanche soccorsa dopo l’aggressione. 15 giorni in ospedale, due interventi, il ricordo di violenze precedenti. Poi le dimissioni e quel messaggio sul social network: “Mi manchi, puffo”. Intanto il suo avvocato poco più che trentenne la lascia, lei che è una tosta e non riesce neanche a concepire l’ipotesi della violenza su una donna. “Sono specializzata in diritto di famiglia — spiega la legale — e l’idea che in questa storia può andarci di mezzo un bambino di un anno mi fa venire i brividi. A questo punto dovremmo presentare la querela di parte e chiedere i danni oppure costituirci parte civile. E invece Rosaria vuole essere seguita come dice lei e continua a ripetere che ama Antonio e che lo perdona. Continua a chiedere quando uscirà dal carcere e a minimizzare l’accaduto”. Son svanite nel nulla le ultime due settimane, tace anche la madre Carla, che fino a qualche giorno fa era decisa ad affrontare il padre del nipote se avesse ancora osato riavvicinarsi a Rosaria. Ma la ragazza ama Antonio, quell’uomo violento per gelosia che l’ha picchiata anche ad un concorso di miss a Pesaro ma l’ha anche colmata di attenzioni e doni costosi, come un’auto Smart con la carrozzeria personalizzata con i pupazzi di “Hello Kitty”. A “fare” la coppia c’è un figlio, una convivenza progettata ma non realizzata, agressioni e la famiglia di lui che, eccettutata una visita della sorella avvocato, non si è mai scusata per l’accaduto. L’avvocato rinuncia vedendo come la sua assistita sia voltata di nuovo verso Caliendo salvo, ieri sera, presentarsi di nuovo allo studio dell’avvocato Posillipo, la implora di continuare a seguire il suo caso. Ma il legale non può: la scelta deontologica è fatta.Cos’è scattato nella mente della ragazza? Cosa spinge una donna a tornare tra le braccia del suo aguzzino? Che speranze o vane illusioni può ancora maturare?

Justin Bieber ha fatto un regalo alle sue fan: una stella per loro!

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Come fare a dimostrare tutto il suo amore per migliaia di fan sparse in tutto il mondo? Semplice! Prendendo qualcosa che tutte possano vedere: una stella! E così Justin ha speso un milione di dollari, devolvendolo alla Nasa, per avere un astro tutto suo da intitolare alle supporters. Ecco allora che tutte aspettano di conoscere le coordinate per poter ammirare la Belieber (come altro chiamarla altrimenti?). I suoi colpi di testa, i piccoli problemi quotidiani e le voci più cattive non hanno mai scalfito l’amore delle beliebers neanche per un solo istante. Justin lo sa e le ringrazia così. Chissà se anche la stella lo supporterà da lassù difendendolo a spada tratta! La notizia, che ha fatto impazzire di gioia il web, è stata data dall’account Twitter @JeliebersINArmy . Quanta strada ha fatto Justin: dal Canada alle stelle!

Dormire tra le fronde: primo via libera al ddl per costruire case sugli alberi!

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Le case sugli alberi una cosa da bambini? A Trento non più! La Terza Commissione della Provincia ha infatti dato il via libera al ddl proposto da Mauro Delladio (Pdl) che introduce la possibilità di realizzare questo tipo di costruzioni. La tipologia abitativa è però consentita “solo in presenza di immobili che offrano servizi centralizzati” e all’interno di strutture turistiche già esistenti, come villaggi e campeggi. Ma è solo un primo passo, ora la palla rimbalza al consiglio della Provincia autonoma di Trento che dovrebbe avvenire intorno a metà giugno. Pur non conoscendo ancora gli aspetti specifici (dalle metrature alle altezze fino alle modalità costruttive e alla distribuzione dei locali), per i quali si devono ancora attendere i dettagli della giunta provinciale, è già certo che le queste case in “stile Tarzan” non potranno aver né bagno né cucina. Alla fine, quindi, potrebbe sbarcare anche in Italia la possibilità di dormire immersi nel verde, così come già capita all’estero.

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Gay e nozze: dove stiamo andando, dove siamo e dove sono gli altri

 

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Il pidiellino Galan ha annunciato per i prossimi giorni una proposta di legge per tutelare finalmente i diritti delle coppie gay. Come lui, all’interno del partito, sarebbero favorevoli anche Laura Ravetto, Mara Carfagna, Daniele Capezzone e Sandro Bondi in primis,  ma anche altri “che non vogliono esporsi e aspettano, ma io ho fiducia”. Le prime indiscrezioni sono arrivate dai collaboratori di Galan, che hanno fatto sapere che si tratterà di dare tutela alle coppie omosessuali “attraverso il diritto di privato” e dunque “non si può parlare di nozze gay” come in Francia, ma si possono trovare assonanze con i  Pacs, discussi a loro tempo dal centrosinistra. Le questioni che vanno risolte sarebbero l’eredità, la pensione di reversibilità e la possibilità di andare a far visita al compagno in ospedale. Sembra ci sia dunque un ammorbidimento sul tema da parte del Popolo della Libertà, come dimostrano anche le parole della Santanchè: “Sono pronta al confronto e pronta a cambiare idea”, ha riferito all’HuffPost. “Soltanto i paracarri rimangono della stessa opinione. Se i gay si sono imborghesiti e vogliono sposarsi non sta a me giudicarli”. E distingue: “Un conto è il sacramento del matrimonio, un altro sono i diritti civili delle singole persone”. Concludendo: “Il Pdl rappresenta molti interessi differenti e molte anime con idee opposte, è giusto che provi a rappresentare anche questa parte della società”. Certo, voci di dissense restano, come Eugenia Roccella, che è andata in piazza a Parigi per manifestare contro la legge sulle nozze omosessuali, ma nache Gasparri, che ha parlato di “discriminazione” al contrario: “francamente – ha detto – non capisco la tendenza a discriminare chi non si associa all’ondata qualunquista a sostegno delle unioni gay”.

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Ma in Italia comunque si continua a lottare per l’uguaglianza anche su questo piano e, se ancora non c’è una legge che tuteli le coppie omosessuali, ciò non significa che non si possano formare. Come quella di Massimiliano Benedetto e Giuseppe Ilaria le cui nozze, che non hanno valore legale in Italia, si sono svolte nei giorni scorsi in un albergo romano, celebrate dall’attivista per i diritti dei gay Imma Battaglia. Ad organizzare l’evento è stata l’agenzia Same Love, wedding planner per matrimoni fra persone dello stesso sesso. Evento passato in sordina da noi, ma che ha conquistato la prima pagina del New York Times: “Non voglio sembrare retorica, ma noi amiamo i nostri ragazzi e come italiana provo un po’ di vergogna – ha detto al New York Times Marinella Benedetto, mamma di Massimiliano ,- ma i tempi sono maturi per un cambiamento. Dobbiamo solo fare pressione”. Nel riportare la notizia, il quotidiano americano ricorda che “l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa occidentale che non riconosce unioni di alcun tipo fra persone dello stesso sesso”. “Sul matrimonio gay – titola infatti il quotidiano . l’Italia è sempre più sola”

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In Francia, dove a Cannes ha trionfato il film che tratta il tema dell’amore lesbico La via d’Adéle, si celebrerà domani, a Montpellier, il primo matrimonio gay. I promessi sposi sono Bruno Boileau, 30 anni, e Vincent Autin, dieci anni più grande. Mentre il paese continua ad essere spaccato sulla legge entrata in vigore da pochissimo, loro, che si sono conosciuti 7 anni fa in internet, avranno gli occhi di tutta la nazione puntati addosso. A celebrare le nozze sarà il sindaco della cittadina nel sud della Francia, Hélène Mandrou, impegnata da tempo sul fronte delle nozze gay, la stessa che il 5 febbraio 2011 ne aveva celebrato una simbolica, unendo Tito Livio Santos Mota et Florent Robin. Ci saranno anche ospiti illustri a festeggiare l’evento in rappresentanza del governo: il ministro dei diritti delle donne, Najat Belkacem-Vallaud, e il ministro per la Famiglia, Dominique Bertinotti. Insieme a loro 300 invitati tra esponenti politici e delle associazioni, 200 tra familiari e amici della coppia, e 130 giornalisti accreditati. “Il nostro matrimonio ha una grande eco mediatica e questo può essere imbarazzante”, ha dichiarato Bruno a l’avenir.net. “Ma noi cerchiamo sempre di non dimenticare lo scopo della nostra battaglia: che sia Monsieur o Madame, ciascuno deve potersi sposare nella propria città”. Ridotta all’osso la formula scelta per il rito:  “Vincent Autin, vuoi prendere per sposo Bruno Boilea?”, “E tu, Bruno Boileau, vuoi prendere per sposo Vincent Autin?”. “Vi dichiaro uniti in matrimonio”.

Visto il clima del Paese, però, l’invito è alla discrezione, per evitare d’incappare in spiacevoli incidenti, il banchetto si terrà in forma privata e in una località segreta, ma anche per non spettacolarizzare un evento così importante. Una scelta apprezzata anche da Bruno e Vincent, che speravano in un po’ d’intimità: “Il nostro è un matrimonio d’amore. Vogliamo mettere su famiglia e dunque chiederemo anche l’adozione”. E il loro è stato amore a prima vista, prima si sono conosciuti all’interno di un forum, poi l’incontro a Parigi. Il timido Bruno si è ritrovato innamorato dell’estroverso Vincent, già attivista lgbt. Vincent è impegnato all’interno dell’Interpride World, di cui è responsabile francese. I mesi passano, la storia è seria, e Bruno decide di fare coming out in famiglia, dove la coppia è acoclta a braccia aperte. S’insinua in tutti la speranza, accompagnata dall’impegno, che la Franciariconosca a gay e lesbiche la completa parità rispetto agli etero. Ora finalmente ce l’hanno fatta e mercoledì 29 maggio si diranno di sì: “Dobbiamo tutto questo anche ai tanti che insieme a noi e prima di noi si sono battuti per l’uguaglianza”.

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La polizia indaga sui propri agenti: morto un uomo fermato e bastonato

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E’ morto, pochi minuti dopo il suo arresto, un presunto malvivente. L’uomo, all’uscita di un negozio, è stato fermato, bloccato a terra e poi preso a bastonate da degli agenti della Polizia di Sacramento, in California. Le forze dell’ordine hanno poi confermato con un tweet il sospetto che il presunto malvivente sia deceduto durante la detenzione. In un comunicato del dipartimento, si legge inoltre che l’incidente è iniziato quando l’uomo è entrato in un negozio pronunciando parole incomprensibili. Una delle dipendenti, temendo per la sua sicurezza, ha allora chiesto aiuto al numero di emergenza 911. Gli agenti accorsi sul luogo hanno quindi provveduto a fermare il sospettato ricorrendo allo spray al peperoncino e alle bastonate. All’arrivo dei poliziotti l’uomo era rapidamente rientrato nell’edificio tentando di barricarsi insieme alla dipendente. Il comunicato spiega inoltre che, poco dopo aver preso l’uomo in custodia, gli ufficiali hanno notato che non rispondeva.  L’hanno quindi trasportato in ospedale, dove ai medici non è rimasto altro da fare se non dichiararlo morto. Doug Murse, portavoce della polizia, al Sacramento Bee ha fatto sapere che i poliziotti coinvolti nell’incidente sono stati posti in congedo amministrativo. Si attende ora lo sviluppo delle indagini.

Gli italiani lavorano 162 giorni per pagare le tasse: parola di Confesercenti

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Arriverà il 12 giugno il “Tax Freedom Day”, ossia il giorno in cui, terminato di pagare le tasse, s’inizia ufficialmente a guadagnare. Un netto peggioramento se si considera che nel 1990 scattava a maggio, come sottolinea la Confesercenti che spiega come sia “impressionante l’avanzata delle tasse locali, frutto del federalismo. Comparando il nostro peso fiscale con gli altri Paesi emerge l’insostenibilità di quello italiano”. Arrivati a questo punto, allora, “l’abbassamento della pressione fiscale è più che mai una priorità”. “Le risorse – ribadisce – vanno trovate tagliando la spesa pubblica. Gli sprechi, le spese inutili, i troppi livelli istituzionali producono uno sperpero enorme di denaro pubblico. Si può cominciare a risparmiare molto con il rigore ed una coraggiosa riforma. È strumentale ogni tentativo di prendere tempo: bisogna cominciare subito per favorire la ripresa”. E’ stato lo stesso Governo a riconoscere questa situazione, come sottolinea uno studio ancora di Confesercenti. Nel recente Documento di economia e finanza si legge infatti che “il nostro è il paese delle tasse, delle troppe tasse. Abbiamo appena segnato il record della pressione fiscale, con il 44% del 2012, e già siamo pronti a superarlo di slancio con l’ulteriore aumento atteso per il 2013 (44,4%). E il futuro, sempre stando alle valutazioni ufficiali, non promette nulla di buono: le previsioni ‘tendenziali’ (quelle che diventeranno realtà se non si farà nulla) ci dicono che la ‘maledizione’ del 44% ci accompagnerà (decimo più, decimo meno) almeno fino al 2017.” Indubbiamente le tasse sono una risorsa per lo Stato, che però dovrebbe contraccambiare con i servizi pubblici, quali legge e ordine pubblico, istruzione, salute e manutenzione delle infrastrutture. Tutti campi in cui in Italia si tende a ricorrere a nuovi tagli. Se ci deve essere quindi una corrispondenza fra tasse e servizi, non si riesce quindi a comprendere la realtà italiana: “al primo posto in Europa nel ‘total tax rate’ (somma delle imposte sul lavoro, sui redditi d’impresa e sui consumi), con un 68,3% che ci vede quasi doppiare i livelli di Spagna e Regno Unito e ci colloca bel oltre quello della Germania (46,8%); ai più alti livelli europei quanto a numero di ore necessarie per adempiere agli obblighi fiscali (269): 2,5 volte il Regno Unito, il doppio dei paesi nordici (Svezia, Olanda e Danimarca) e della Francia, un terzo in più rispetto al Germania; in coda, fra i paesi Ocse, nella graduatoria di efficienza della Pubblica Amministrazione, con un valore (0,4) pari a un quarto di quello misurato per la Germania e il Regno Unito”. Confesercenti sottolinea anche come nella “vorace crescita della tassazione, un ruolo nuovo e certamente non secondario è stato rivestito dalla finanza locale. All’ombra del federalismo, si sono registrate abnormi impennate del prelievo. Per fronteggiarle, il cittadino medio ha dovuto impegnare una quota crescente dei frutti del proprio lavoro. Se nel 1990 le imposte locali assorbivano l’equivalente di meno di 8 giorni di lavoro annuale, nel 2002 l’impegno risultava triplicato e nel 2013 finirà per toccare i 26 giorni: una crescita, insomma, di quasi il 250% in poco più di venti anni”.

Escursionista investito da un masso di 200 kg: solo qualche escoriazione

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Se l’è cavata con qualche escoriazione l’escursionista 58enne che ieri mattina è stato investito da un masso di quasi 200 chili nella zona dei Piani Resinelli, località montana in provincia di Lecco. L’episodio è avvenuto lungo il sentiero che va da dalla Croce di San Martino ai Resinelli, non ancora percorribile e con il divieto segnalato sia all’inizio che alla fine del tracciato. L’uomo è rimasto incastrato tra un masso che si era staccato improvvisamente dalla sommità e la parete. E’ dovuto intervenire il Soccorso Alpino per liberarlo, operazione che ha richiesto poco più di due ore.

In Turchia si protesta a suon di baci

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E’ stata una manifestazione “al bacio” quella che ha avuto luogo lo scorso sabato ad Ankara, in Turchia. La “Free Kisses”, a cui hanno partecipato in gran parte coppie radunatesi davanti alla stazione della metropolitana di Kurtulus, è stata la risposta dei cittadini all’invito delle autorità a tenere un “comportamento morale” in pubblico, in particolar modo sui mezzi pubblici. La settimana scorsa, infatti, l’azienda dei trasporti pubblici cittadini aveva invitato i passeggeri di “tenere un comportamento conforme alle norme morali”, dopo che alcune telecamere di sicurezza avevano ripreso alcuni giovani mentre “si comportavano in maniera inappropriata”.

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Ecco perchè i manifestanti si sono ritrovati per scambiarsi baci contro il divieto di baci. Inutile il tentativo della polizia d’impedire ai presenti di scendere in metropolitana e di disperdere i protagonisti della protesta. Ma anche questa manifestazione pacifica e inneggiante all’amore ha avuto la sua nota stonata: un gruppo di individui, che stando ad  alcune fonti sarebbe vicino agli ambienti islamisti, ha attaccato i manifestanti in metropolitana: ci sarebbe stato un ferito.

Consob evacuata: allarme bomba

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E’ scattata l’evacuazione nella sede della Consob, in via Broletto, a Milano, dopo che una telefonata, anonima e senza alcuna rivendicazione, ha annunciato, intorno alle 9.30, la presenza di di una bomba nell’edificio. La polizia, intervenuta sul posto, ha deciso di allontanaretemporaneamente i dipendenti come misura precauzionale. Sono circa 150 le persone che si sono dovute così riversare in strada mentre si sta attuando la bonifica degli uffici, che dovrebbe terminare in breve tempo.

Crociera interrotta… causa incendio!

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Sono stati costretti ad interrompere la crociera i 2.224 passeggeri della “Grandeur of the Seas”, nave della flotta Royal Caribbean, a causa di un incendio scoppiato nell’area degli ormeggi. Il transatlantico,  è comunque riuscita ad arrivare fino al porto di Freeport, alle Bahamas, dove, dopo una verifica dei danni, i passeggeri sono stati fatti scendere.

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Maestra maltratta i piccoli alunni: un video la incastra!

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Una maestra è stata incastrata grazie alle registrazioni di una telecamera nascosta che hanno mostrato i maltratttamenti che infliggeva ai suoi piccoli alunni. La donna, insegnante in una scuola pubblica per l’infanzia a Barletta, è stata così arrestata con il beneficio dei domiciliari. Secondo quanto si è appreso, sono stati i genitori di alcuni piccoli tra i 4 e 3 anni, dopo aver saputo delle violenze, a denunciarle e a far avviare le indagini coordinate dal sostituto procuratore Michele Ruggiero. Nel corso degli accertamenti, i bimbi sono stati sottoposti a colloqui psicoterapeutici e i consulti, stando a quello che si è saputo, avrebbero acclarato per ciascuno di loro ‘disturbi socio-affettivi’ determinati dai soprusi subiti.

Carlo MAria Capristo, procuratore della Repubblica di Trani, ha definito gli episodi documentati dai carabinieri come di una ”gravità inaudita”. Si vedono infatti i piccoli colpiti dalla donna, fatti cadere, trascinati e scagliati contro oggetti di ogni genere, dalle bottigliette ai libri e al resto delle suppellettili. Tra le altre scene, una in cui la maestra regge con una mano un panino e con l’altra prende per i capelli un bambino trascinandolo in giro per l’aula; poi tira l’orecchio a un altro perché sta dando un bacio a un compagno di classe o prende come un ‘sacco di patate’ un altro piccolo e lo butta sui banchi. ‘”Abusando di autorità, poteri e prerogative propri delle sue funzioni educativo-formative – è detto nel provvedimento cautelare – violando i doveri di equilibrio e correttezza inerenti le attività di cura, vigilanza e custodia esercitate nei confronti di bambini a lei affidati, approfittando della loro condizione di particolare vulnerabilità, li ha ripetutamente maltrattati”.

Giallo a Roma: uomo ucciso per strada con un colpo di pistola

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Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto questa mattina a Roma, in viale Giorgio Morandi, nella zona di Tor Sapienza. La vittima è il 62enne Claudio D’Andria, romano. Stando alle prime informazioni, l’uomo sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola alla testa all’ingresso del palazzo dove abitava. Sembrerebbe che l’aggressione sia avvenuta poco prima delle sette di mattina. D’Andria, incensurato, stava rincasando dopo una passeggiata con i suoi cani. Gli agenti della Squadra Mobile stanno indagando sull’omicidio ma il movente appare ancora un mistero. 

Bimbo di nove mesi ustionato con il latte: è grave ma non in pericolo

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Sono gravi del condizioni di un bimbo di origine indiana di soli nove mesi che ora è rivocerato all’ospedale Borgo Trento di Verona, a causa delle ustioni riportate dal latte bollente che accidentalmente gli si è rovesciato addosso. Il fatto ha avuto luogo ieri, nel pomeriggio, in una casa colonica a Casaletto frazione di Viadana, in provincia di Mantova. La donna si è rovesciata addosso il pentolino col latte mentre teneva in braccio il figlioletto che ha riportato ustioni sul 40-45 per cento del corpo, in particolare braccia e torace: soccorso da Croce Verde di Viadana, elicottero di Brescia e automedica dell’Oglio è ricoverato in prognosi riservata al Borgo Trento.

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