Addio a Tony Musante, il “detective Toma”

tony_musante-tuttacronacaE’ The Hollywood Reporter a dara l’annuncio della morte dell’attore statunitense Tony Musante, deceduto martedì, all’età di 77 anni, al Lenox Hill Hospital di New York dopo un intervento chirurgico. Conosciuto al pubblico italiano per aver recitato in film come la pellicola d’esordio di Dario Argento, L’uccello dalle piume di cristallo, e Metti una sera a cena, di Giuseppe Patroni Griffi, Musante era noto per aver vestito i panni del detective Toma. La serie tv, trasmessa nel 1973 e nel 1974 da ABC, che lo vedeva recitare al fianco di Susan Strasberg, era tratta dalla biografia del detective David Toma, detective del New Jersey.

“Ti trovo in forma”: e lei lo accoltella allo stomaco

marie_watton-tuttacronacaUna 25enne di Telford, in Inghilterra, Marie Watton, ha accoltellato allo stomaco un ragazzo con il quale stava chiacchierando  in un pub perchè lui le aveva detto che la trovava ‘in forma’.   Ora la donna è stata messa in custodia cautelare e sarà condannata il prossimo sei gennaio. La Watton, che ha ammesso di aver utilizzato un coltello da cucina, preso a casa di un amico, per accoltellare il 27enne Jonathan Barras, ora si aspetta una pena molto dura. La condanna, infatti, sarà aggravata dal gesto di premeditazione. Anche se il coltello con il quale ha lacerato fegato, reni e intestino alla sua vittima non è mai stato trovato, è stata scoperta una giacca di pelle macchiata di sangue indossata da Watton la notte in questione. Prima dell’aggressione, avvenuta alcuni mesi fa e che non ha comportato gravi conseguenze, visto che il ragazzo ha già recuperato, nel locale era scoppiata una vera e propria rissa tra gli amici di entrambi.

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Dopo la decadenza, la Pascale disperata si appella a Papa Francesco

silvio-berlusconi-pascale_tuttacronacaE’ stata votata la decadenza per Silvio Berlusconi e la sua compagna, Francesca Pascale, ha un’idea sulla prossima mossa da compiere: lanciare un appello al Pontefice. L’ex consigliera provinciale per il Pdl a Napoli ha infatti annunciato, in un’intervista al Corriere della Sera: “Lancio un appello a papa Francesco. Un appello affinchè mi riceva e ascolti la storia di Berlusconi”. Francesca descrive il Cav non ‘depresso’ ma “arrabbiato, ha la rabbia di chi ha subito una sentenza ingiusta”.  Per la grazia, dice, “avevo pensato di scriverla io, la lettera. Anche i figli erano d’accordo. Poi abbiamo capito che per lui sarebbe stata come una violenza, visto che è innocente. Avevo pensato di andare al Quirinale da Napolitano. Poi ho capito che avrei trovato le porte chiuse”. Ma “se quelle porte non fossero chiuse ci andrei, a parlare col capo dello Stato. Come andrei di corsa a parlare con papa Francesco del caso Berlusconi”. E sottolinea quindi: “Oggi per me è il giorno di un’amarezza indicibile. Lui vela sempre con l’autoironia anche la sua tragedia personale ma io non ci riesco”. E adesso “vorrei portarmelo via, allontanare il mio uomo da chi lo odia, per preservarlo dai colpi e dall’umiliazione ingiusta. Mi rendo conto però che così non sarebbe lui, non si riconoscerebbe guardandosi il mattino”.  Quanto ad Alfano “gli sarebbe bastato aspettare e sarebbe stato lui il leader naturale”, mentre ora “già dal nome, più che un partito, quello di Angelino sembra una società di autonoleggio”. E per quel che riguarda il premier Enrico Letta invece “è un democristiano sbiadito. Anzi, l’indole sua e della sinistra è quella dei comunisti. Ma anche sono peggio dei comunisti perchè negano di esserlo”.

La toilette più estrema del mondo: si trova in Siberia

toilette-estrema-tuttacronacaLa toilette più estrema del mondo, com’è stata votata, offre davvero una vista da brividi e indubbiamente non si trova in quella che si possa definire “zona di confort”. Si trova infatti sul cornicione di un picco della Altai Mountain, in Siberia, a 2600 metri di altezza dal livello del mare. I suoi “visitatori”, per lo più, sono gli addetti ad una stazione meteo tra le più isolate, dove giungono esclusivamente un postino e dall’elicottero che trasporta il necessario per sopravvivere, una volta al mese. Ma non si pensi che tale toilette sia solo estrema: può anche essere considerata storica, visto che la sua costruizione risale al 1938 e da quell’anno viene utilizzata costantemente.

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Polemica in Australia: Bieber e il suo gesto “davvero, davvero stupido”

bieber-tuttacronacaVoleva lasciare un ricordo del suo passaggio e così Justin Bieber ha pensato bene di disegnare dei graffiti sulla parete nell’hotel di Gold Coast in cui ha dormito per un concerto a Brisbane, prima tappa del tour oceanico. E non si tratta di un caso isolato: è infatti una replica di quanto il cantante canadese aveva fatto a Rio de Janeiro. Tom Tate, il sindaco che ha inviato una squadra a pulire, ha commentato: “È stato davvero, davvero stupido. Se lo avesse fatto una persona normale si sarebbe beccata dalle 80 alle 100 ore di lavori socialmente utili”. Il tutto è avvenuto mercoledì notte, quando l’idolo delle teenager, al rientro in hotel dopo il concerto, ha disegnato insieme al suo staff un Pacman fantasma e altri personaggi dei cartoni con una vernice fosforescente. E non hanno neanche cercato di celare le loro azioni, infatti le foto sono state postate su Instagram e hanno subito commenti per lo più negativi, con inviti a Bieber “a crescere” e a “non sentirsi al di sopra della legge”. Dall’hotel, tuttavia, i commenti non sono stati così duri, anche per via della pubblicità ricevuta dalla bravata del cantante. I responsabili dell’hotel QT di Surferes Paradise hanno infatti difeso il cantante definendolo “una persona adorabile” e assicurando che aveva chiesto il permesso per disegnare i graffiti. Bieber nel frattempo è partito per Sydney ma il sindaco Tate lo ha invitato a tornare per partecipare alla pulizia della parete.

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La polizia indiana non esclude di chiedere la pena di morte per i marò

marò-tuttacronacaE’ il The Hindustan Times a rendere nota una notizia shock: gli investigatori della Nia che si occupano del caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno presentato un rapporto in cui accusa i due militari italiani in base a una legge che prevede la pena di morte. Tale rapporto, consegnato al ministero degli Interni, chiede infatti che vengano perseguiti in base al “Sua Act”, che reprime la pirateria marittima con la pena capitale. E questo, “nonostante le ripetute richieste pressanti del ministero degli Esteri di trattare il caso con capi di imputazione che prevedono pene più lievi”. Alla Nia è stata quindi chiesta una conferma dell’esistenza di un tale rapporto in cui si chiede la pena di morte per Latorre e Girone, ma la risposta della polizia investigativa indiana è stata un “no comment”. Il vice ispettore P.V. Vikraman, consultato telefonicamente sulle notizie pubblicate dal quotidiano, ha detto soltanto: “Non posso commentare. Non sono in una posizione per poterlo fare”.

Battiato shock: “Probabilmente si avvicina la fine, meglio cogliere il giorno”

franco_battiato_tuttacronacaE’ il Mattino che mette in evidenza come Franco Battiato, nonostante i suoi 68 anni, non smetta un attimo di gettarsi in nuovi progetti, in una girandola di impegni che non lasciano tregua all’artista. Solo per citarne alcuni, attualmente è in tour con “Diwan, l’essenza del reale”, dedicato alla poesia araba sviluppatasi in Sicilia intorno all’anno Mille; è appena stato a Roma per presentare “Del suo veloce volo”, album live diviso con Antony e la Filarmonica Toscanini; sempre nella Capitale ha visitato il Centro Sperimentale di Cinematografia per parlare di “Creatività e le sue possibili declinazioni”, venerdì sarà al Torino Film Festival per l’anteprima di “Temporary road”, un documentario su di lui di Giuseppe Pollicelli e Mario Tani. E non bisogna pensare si limiti all’Italia: sabato partirà per Katmandù sulle tracce di uomini straordinari per le ultime riprese di “Attraversando il Bardo”, suo docufilm sul tema della morte nelle diverse tradizioni spirituali. Approfittando della sua presenza a Napoli Federico Vacalebre, l’ha intervistato per Il Mattino e a lui Battiato ha spiegato anche che dovrebbe ” trovare il tempo per scrivere una canzone per Alice, le hanno chiesto di tornare a Sanremo: nel caso la prendano io stavolta non la accompagnerò, ma un pezzo glielo darei volentieri, se riuscissi a scriverlo”.

Come mai tanta carne a cuore, Franco?
«Probabilmente si avvicina la fine, meglio cogliere il giorno, il progetto».

Di morte, e reincarnazione, parlerà in «Attraversando il Bardo».
«Sono così contento di farlo… È l’argomento rimosso dei nostri tempi, eppure la morte non è fine, non è inizio, ma passaggio: dopo fai i conti con quel che hai fatto. O la paghi, o la godi o resti inutile. Ho parlato con saggi d’Oriente e d’Occidente, asceti, psicologi. Ho sentito un frate che crede nella reincarnazione, ma anche il mio amico Manlio Sgalambro, ateo solo per restare fedele alla sua filosofia. Ho già girato in Sicilia tra scenari poco conosciuti. E ora mi aspettano tre Lama nel monastero di Parphing: i buddhisti tibetani sono quelli che hanno l’idea più chiara su cosa succede agli uomini subito dopo la morte».

Il docufilm ha una genesi produttiva particolare.
«Il committente è un operaio siciliano, vicino alla pensione, una persona semplice ma con una testa che viaggia veloce. Ha messo 50 mila euro in questo progetto, stiamo stretti, ma ce la faremo».

«Del suo veloce volo» è la cronaca fedele dell’emozionante concerto del 2 settembre all’Arena di Verona.
«Con Antony ci siamo conosciuti piano piano, abbiamo iniziato una timida collaborazione culminata in quella notte in cui abbiamo diviso onori e oneri e duettato le sue ”You are my sister” e ”Frankenstein”, già tradotta su ”Fleurs 2” in ”Del suo veloce volo”, e ”As tears go by” dei Rolling Stones: quando lui canta la strofa non esegue nemmeno una nota dell’originale, poi si unisce perfettamente a me nel ritornello. È un fenomeno, ha una voce straordinaria».

Quella sera c’era anche Alice, con cui invece collabora da una vita.
«Ricordo ancora quel discografico che mi disse che se ”Il vento caldo dell’estate” avesse funzionato lui avrebbe cambiato mestiere. Quando arrivò prima in hit parade lo chiamai, era ancora al suo posto. Nel cd con Alice facciamo ”I treni di Tozeur” e ”La realtà non esiste”».

Che è di Claudio Rocchi, il cantautore di «Il volo», per decenni anima italiana degli Hare Krishna, scomparso negl giugno scorso: con lui divise la Milano ribelle degli anni Settanta. Che cosa resta di quella stagione?
«Niente, oggi la quantità vince sulla qualità, siamo circondati da un 99% di cose inutili. Claudio è stato un amico e un artista, ma quella canzone vale a prescindere, è rimasta intatta, nel suo continuo modulare accordi diversi come in una sequenza naturale».

Nonostante la natura inedita di «Diwan», l’altra sera il pubblico napoletano ha applaudito il viaggio nella Sicilia dei poeti arabi messo in scena con le voci di Sakina Al Azami, Etta Scollo e Nabil Salameh, applaudendo particolarmente «Fogh in Nakhal», la «’O sole mio» persiana.
È vero. E quando, nei bis, per ”Voglio vederti danzare” si è ammassato a ballare sotto il palco ho capito che eravamo rovinati. Mi ha praticamente imposto di intonare, quasi a cappella, ”Era de maggio”. Per fortuna che ho ricordato i versi».

Finiamo con la politica?
«Se proprio dobbiamo, ma conosco fini migliori».

Tra i cantautori va di moda dire che non voteranno alle primarie del Pd.
«Per quel che mi riguarda cerco di inserirmi tra i 30 milioni di italiani che non votano, e non solo alle primarie. L’esperienza da assessore mi ha deluso, ma resto convinto che con più coraggio in Sicilia sarebbe stato possibile compiere una rivoluzione».

La vicenda della decadenza di Berlusconi?
«Quando assisti a vicende come la sua ascesa al potere ti rendi conto che siamo nella mani della follia. E tutto è possibile perché siamo un popolo di individualisti».

Freddo e gelo attanagliano l’Italia: siete certi di sapere come indossare la sciarpa?

sciarpa-tuttacronacaL’inverno è giunto sulla nostra penisola e per questo week-end si prevede l’arrivo di un nuovo super ciclone. Ma se già neve e pioggia portano innumerevoli disagi, perchè ritrovarsi anche a battere i denti dal freddo nel caso si debbano affrontare le interperie? Meglio allora infilarsi una sciarpa. Ma come indossarla? Ci viene in aiuto Weknowmeme regalandoci 11 modi diversi su come utilizzarla per avere un look sempre diverso. Il sito si riferisce agli uomini, ma anche le donne potrebbero trovare qualche spunto in queste istruzioni!

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La scoperta inaspettata: l’Arena di Verona è più “vecchia” del Colosseo

arena-di-verona-tuttacronacaIeri, 27 novembre, il Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè ha effettuato un sopralluogo che ha avuto un esito inaspettato: l’analisi di reperti trovati in uno scavo, un sesterzio di bronzo dell’epoca di Claudio, che consente di datare la costruzione dell’anfiteatro attorno al 41-42 d.C., indicherebbe che, probabilmente, la sua costruzione sarebbe antecedente a quella del Colosseo. Finanziata dal Comune di Verona, la Soprintendenza ha effettuato un’indagine archeologica che rientra nelle operazioni preliminari per il rifacimento degli impianti tecnologici dell’anfiteatro negli arcovoli 58 e 60. Il vicesindaco della città veneta, Stefano Casali, ha spiegato che “Lo scavo ha messo in luce depositi stratificati ancora ben conservati e leggibili, in grado di illustrare una pluralità di vicende di grande interesse con reperti di straordinaria importanza per conoscere le fasi edilizie del monumento e datarne con precisione il periodo di costruzione. Di fatto siamo di fronte a ritrovamenti straordinari, che nessuno si aspettava”. Tinè ha quindi aggiunto: “L’analisi dei reperti ritrovati rappresenta un’opportunità unica per conoscere le fasi edilizie del monumento e le sue vicende con approccio scientifico: il rinvenimento di un sesterzio di bronzo dell’epoca dell’imperatore Claudio, consente di datare la costruzione dell’Arena intorno agli anni 41-42 d.C., confermandone l’antecedenza rispetto al Colosseo, costruito dalla dinastia dei Flavi”. Come spiega l’Ansa:

La campagna di scavi archeologici attualmente in corso ha aperto un doppio fronte di studi che riguardano da una parte, attraverso il palinsesto stratigrafico, la fruizione dell’Arena in età medioevale e risorgimentale, dall’altra il momento costruttivo dell’anfiteatro stesso. Tra i reperti rinvenuti, oltre alla moneta in bronzo, anche oggetti di uso quotidiano come il manico di un ventaglio, i resti di un pettine in osso, una piccola anfora usata per i rituali augurali in occasione dell’avvio di un cantiere, riconducibile alla prima metà del primo secolo d.C.

“La ricerca italiana sotto attacco”: l’accusa di Nature

pro-sperimentazione-animale-tuttacronacaIn Italia, gli scienziati si trovano a fare i conti con un grave problema: “Di fronte all’uso dell’emotività non abbiamo strumenti”. Al riguardo, nella rivista Nature è stato pubblicato l’articolo “La ricerca italiana sotto attacco” nel quale viene denunciato il fatto che “Gli ultimi due anni sono stati un periodo molto duro per gli scienziati italiani” aggiungendo che la legge sulla sperimentazione animale è uno degli ostacoli insuperabili, poichè in grado di “minare alle fondamenta quasi tutta la ricerca biomedica del Paese”. Ma gli scienziati non sono immuni dalle critiche, visto che secondo la rivista sono “colpevoli di non aver spiegato in termini adeguati i metodi e i fini della loro ricerca, facendo sì che false informazioni e sfiducia si diffondessero tra la popolazione”. Partendo da questo articolo, la senatrice Cattaneo ha scritto una lettera, pubblicata da Repubblica.it, non tanto per attaccare Nature, come spiega Giornalettismo, “quanto piuttosto per partire dalla denuncia per cercare udienza presso il parlamento e l’opinione pubblica e denunciare a sua volta il problema posto dalla nuova legge e da un Paese che procede sui temi scientifici a furor di popolo”:

Il mondo ci guarda esterrefatto. L’editoriale di Nature Neuroscience addita l’Italia come un esempio negativo a cui gli altri paesi occidentali devono guardare per evitare di fare la stessa fine.

L’oggetto della reprimenda è la legge sulla sperimentazione animale votata dal Parlamento italiano che, di fatto, fermerà ogni sviluppo della ricerca biomedica, nel senso che comporterà un peggioramento delle capacità di lavoro dei nostri gruppi di ricerca. Peggiorerà la loro capacità di attrarre con la forza delle loro idee finanziamenti stranieri: nostri soldi che andranno quindi alle ricerche – anche sugli animali – degli altri Paesi. Ebbene, se si cercano risposte sul perché molti giovani, scienziati ma non solo, fuggono dall’Italia, ecco la risposta.

Con queste leggi, il Paese non solo umilia la scienza e la cultura, ma umilia i nostri figli, suggerendo loro che il loro impegno e i loro studi a questo Paese non servono. Queste “non scelte” politiche lasciano frastornati i colleghi all’estero, abituati a lavorare con scienziati italiani internazionalmente stimati e competitivi. Ci chiedono: ma come è possibile che versi in condizioni così pietose il Paese dove lavorano Luigi Naldini, che a Milano ha messo a punto un’avanzatissima terapia genica che utilizza alcuni virus modificati, o Michele De Luca che con il suo Centro di Medicina Rigenerativa a Modena, insieme al San Raffaele, ha sviluppato trattamenti straordinari con staminali per due condizioni di malattia, oppure Giacomo Rizzolatti, un neuroscienziato che alla soglia della pensione ha sbaragliato la ferrea competizione dello European Research Council e che tutto il mondo ci invidia per la spettacolare scoperta dei neuroni specchio (usando scimmie) e che ora punta a capire l’autismo. Potrei andare avanti a lungo. Forse non tutti si rendono conto di quanto arido sia il nostro deserto.

Gli stranieri che ci offrono opportunità lontano da qui si chiedono perché continuiamo a restare. E si prendono i nostri giovani. Ma noi, meno giovani, continuiamo a sentire il dovere di restare e lottare, anche in nome di una Costituzione che prevede il diritto di fare ricerca. Avendo conosciuto, anche sulla mia pelle, lo sfacelo di leggi antiscientifiche, mi chiedo come l’Italia riesca ancora a dare alla luce a scoperte e scienziati così unici al mondo. Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Repubblica, non so dirvi per quanto resisteremo. Bisogna far qualcosa. Il Paese muore.

Pier Paolo Di Fiore, ex direttore dell’istituto di ricerca oncologica Ifom e professore all’università di Milano, spiega che una delle poche leggi approvate dal governo (ex) Larghe Intese va ad ostacolare la ricerca di nuove terapie contro il cancro: “Il problema riguarda gli xenotrapianti, ma anche i test di tossicità dei nuovi farmaci. In Italia un laboratorio su due, fra quelli che effettuano ricerca preclinica, vedrebbero il loro lavoro compromesso”.  Il tema è di quelli che scottano, visto che da una parte si schierano gli animalisti e dall’altra gli scienziati. E sono proprio questi ultimi, nella fattispecie tutti i direttori degli Istituti di ricerca oncologica in Italia, ad aver firmato la petizione della Federazione italiana scienze della vita. Ma in Italia si trova anche la raccolta di firme salvalasperimentazioneanimale.it che è stata scritta da migliaia di persone. La legge non è ancora entrata in vigore e l’unica certezza è che molti scontri tra le due fazioni si profilano all’orizzonte.

La tragedia del porto di Genova: aperto nuovo filone d’inchiesta

Jolly-Nero-tuttacronacaLo scorso 7 maggio il cargo Jolly Nero urtò con violenza il molo Giano, nel porto di Genova, penetrando nella Torre dei Piloti che crollò in acqua. Ora la procura del capoluogo ligure ha aperto un nuovo filone d’indagine su quel drammatico incidente che causò la morte di 9 persone. Il nuovo filone riguarda proprio la Torre e giunge a seguito di una memoria presentata dalla madre di una delle vittime nella quale viene sottolineato che era stata costruita in uno spazio limitato, senza alcuna protezione del pilastro-torre. Il fascicolo è contro ignoti e ipotizza il reato di omicidio colposo.

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