Aprire per credere: i nostri 7 giorni!

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A volte serve davvero “aprire”, per vedere l’altra fetta di realtà! Così questa settimana ci siamo soffermati a vedere l’altra parte della destra, quella degli alfaniani che si sono staccati da Berlusconi, in odor di decadenza, e che ora sono pronti a sostenere a spada tratta l’esecutivo Letta senza se e senza ma. Invece i dubbi restano ai pensionati, che hanno passato l’ennesima settimana con il fiato sospeso e la mannaia sul collo. Un po’ come accade ad Allegri ultimamente, che sente la panchina tremare e le vittorie volar via.  E di vento ce ne è stato molto questa settimana, tra i tweet di Balotelli con il presunto annuncio di divorzio dal Milan a quel post che ha rivelato la misteriosa FF di Mentana. La “grana” peggiore è approdata con le polemiche che hanno travolto la Clerici e i programmi di cucina andati in onda nonostante il lutto nazionale per la Sardegna messa in ginocchio da Cleopatra. E mentre la Sardegna piange crolli e alluvioni non risparmiano il resto d’Italia. Ma il passaggio di Cleopatra ci ha fatto riflettere… Se servisse davvero una Regina?  Forse l’Italia non è matura per una democrazia? Forse lo era e non lo è più? Mentre gli italiani s’interrogano per ben due volte alla commissione bilancio la maggioranza va sotto e soccombe… Ma se al centro si naviga con difficoltà, nell’Aula Giulio Cesare al Campidoglio volano gomitate e s’interrompe la seduta. L’opera d’altra parte era già in sciopero

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Si continua a scavare nella vicenda Ruby e le “antiche” deposizioni sono fette amare anche per Belen che minaccia querele. Ma se c’è chi vuole spalancare le Aule del tribunale, c’è chi invece si appella ad aprire la cella del carcere: è la mamma di Corona, che spera che il suo appello possa essere ascoltato, da chi ha già spalancato le porte ad altri detenuti che versavano in gravi condizioni di salute. A volte una parola può davvero spalancarti strade insospettabili… Come l’ironia, quella che ci ha commosso della Marchesini che, seppur malata, a Che Tempo Che Fa, ha saputo comunque strapparci un sorriso e aprirci nuovi orizzonti. Resta quel dolce amaro, quella velata malinconia che però viene vinta dalla forza travolgente di chi, nonostante i problemi di salute, sa rispondere alla malattia con la vitalità. Gli italiani invece sono preoccupati e rassegnati… Già pronti a festeggiare l’ennesimo Natale di crisi e a preoccuparsi di quale fetta indigesta toccherà mandar giù il prossimo anno. Quale ennesimo boccone amaro dovranno ingoiare? Meglio festeggiare con una crosta di grana e non pensare… intanto esercitiamoci a urlare!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

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Pane gratis! Ripulisce il forno e offre pagnotte agli alluvionati

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Davide Nughes, panettiere  di Olbia di 39 anni, con una bambina di due, aveva aperto il panificio proprio un anno fa per assicurare un domani un lavoro anche a sua figlia. Un’attività che subito si era rivelata redditizia come racconta lo stesso Nughes “Siamo partiti il 20 ottobre di un anno fa – racconta – e posso dire con orgoglio che già in estate avevo finito di pagare tutte le attrezzature arrivando al primo anno di attività con oltre un milione di fatturato”. Poi l’alluvione. Ma il panettiere non si dà per vinto, lui e i 17 operai iniziano a ripulire il negozio dal fango, rimettono in funzione il forno e fanno il pane. Lo offrono gratis a tutti i loro concittadini. Una bella storia per riportare un po’ si speranza tra gli alluvionati messi in ginocchio da Cleopatra.

Cadavere ripescato in diga, forse suicidio

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Il corpo di un uomo è stato ripescato da una diga dell’Iren a Moncalieri, nel Torinese. Si tratterebbe forse di un uomo di 57 anni di Moncalieri di cui i familiari avevano denunciato la scomparsa in giornata. Secondo quanto riferito, l’uomo soffriva di depressione. E’ verosimile, secondo i carabinieri, che si sia suicidato.

Gomitata al sindaco di Roma, bagarre in Aula e ko di Marino!

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Poteva anche andar peggio al sindaco Marino che oggi in Aula Giulio Cesare – durante la ‘maratona’ per approvare il bilancio 2013 entro il 30 novembre ed evitare così il rischio del commissariamento – ha ricevuto una gomitata? Visto il nome fatidico  “Aula Giulio Cesare ” forse c’è ancora da ringraziare il cielo se non è accaduto niente di peggio al Sindaco

Il fatto, nonostante occorra ironia per cercare di sdrammatizzare la tensione che si sta vivendo in queste ore all’interno dell’Aula Giulio Cesare, non va taciuto: Roma, la capitale d’Italia rischia il commissariamento. Ma come sono andati i fatti?

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato colpito involontariamente da una gomitata del consigliere di Fratelli d’Italia, Dario Rossin che protestava durante la seduta sul bilancio. Nel tentativo di raggiungere lo scranno del presidente dell’assemblea, Mirko Coratti, Rossin ha urtato in testa il sindaco Marino che ha poi lasciato l’aula per rientrarvi con del ghiaccio in testa: a “consolarlo” anche l’ex sindaco Gianni Alemanno.

Il sindaco: «Non è stata involontaria. Mi ha dato una gomitata, non ho visto neanche chi fosse ma solo una figura urlante che usava turpiloquio. Ho un bernoccolo in testa. Non so chi sia e non sono intenzionato a conoscerlo», ha detto il sindaco tornando in aula, ai cronisti, in merito alla gomitata ricevuta dal consigliere FdI, Dario Rossin. «È uno spettacolo indecoroso per degli eletti dal popolo che dovrebbero avere rispetto per l’aula Giulio Cesare e ciò che rappresenta da centinaia di anni».

L’opposizione però ha dichiara apertamente guerra, in special modo la lista Marchini che si è presentata con decine e decine i pacchi portati in consiglio comunale dalla Lista Marchini e posizionati in pila al centro degli scranni. In ognuno 1.500 tra emendamenti e ordini del giorno, per un totale di 100mila.

Come racconta Il Messaggero:

La bagarre è scoppiata subito. L’opposizione dopo aver fischiato ha interrotto il consiglio prima della relazione dell’assessore al Bilancio. Alcuni consiglieri d’opposizione si sono avventati, tra spintoni e calca, sugli scranni della presidenza dove è seduto anche il sindaco Ignazio Marino. «Non abbiamo avuto la possibilità di espletare il nostro mandato d’opposizione perché gli uffici erano chiusi», dice il vicepresidente dell’assemblea Giordano Tredicine (Pdl). L’opposizione in Campidoglio ha chiesto l’annullamento della seduta odierna. Il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti, all’inizio della seduta, ha messo in votazione l’ordine dei lavori sul bilancio. Scelta duramente contestata dall’opposizione. «Oggi sembra strano essere a Palazzo Senatorio – dice l’ex presidente dell’assemblea capitolina e consigliere del Ncd Marco Pomarici intervenendo in aula Giulio Cesare – È la forzatura numero uno della presidenza dell’assemblea capitolina senza un confronto nel merito. Abbiamo avuto ieri convocazione alle 19.37. Il consiglio oggi è iniziato alle 19.30. A nome del gruppo che rappresento chiedo di annullare questa seduta in quanto non in linea al regolamento dell’assemblea capitolina perchè sette minuti in ritardo rispetto all’orario di convocazione. Chiedo ufficialmente un parere da Coratti». «Il regolamento non è cosa vostra e deve essere rispettato. Non è mai accaduto che l’ordine dei lavori fosse stabilito a colpi di maggioranza. Si sta facendo un errore regolamentare» aggiunge Alessandro Onorato della Lista Marchini. Il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti ha rimesso al voto l’ordine dei lavori del consiglio comunale ed è stato approvato, quindi la seduta va avanti. Durante la votazione il consigliere comunale di Fdi Dario Rossin ha mostrato il cartello ‘Consiglio domenicale, Marino a casa prima di Natalè.

Fischi e urla ‘Buffone’ al capogruppo del M5s in Campidoglio Marcello De Vito che è stato contestato dalle opposizioni in aula Giulio Cesare dove è iniziata la discussione del bilancio 2013. «Siamo disgustati da questo inizio – denuncia De Vito nel suo intervento – uno spettacolo indegno. Sembra sia iniziato un mercato delle vacche. Voglio vedere il contenuto di questi emendamenti negli scatoloni». A quel punto molti esponenti delle opposizioni hanno fischiato il loro collega ‘pentastellato’ e interrotto il suo intervento al grido di ‘Buffone’, ‘Vai a casa’. Una volta tornata la calma in aula Alessandro Onorato della Lista Marchini ha preso parola per spiegare: «Si è permesso di banalizzare una battaglia politica che noi stiamo facendo e che forse loro non sono in grado di fare».

«Bisogna vedere se sono scritti bene – aveva commentato sorridendo sugli emendamenti della minoranza il sindaco di Roma Ignazio Marino prima dell’inizio della seduta – Mi aspetto un contributo straordinario che possa aiutarci a migliorare l’ottimo lavoro fatto dalla giunta e in particolare dall’assessore Morgante». Scambio di frecciatine tra il primo cittadino e il capogruppo del Ncd Sveva Belviso: «Non posso parlare con lei perchè non ci sono i requisiti minimi…» dice Marino.

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2 volte nello stesso giorno! Il Governo fa ko su un emendamento sulle e-cig

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2 volte nello stesso giorno! Il  governo è stato di nuovo battuto, su un emendamento sulla tassazione delle sigarette elettroniche che alla Commissione Bilancio del Senato, secondo quanto reso noto da Forza Italia e confermato da fonti dell’esecutivo, è passato nonostante il parere contrario di governo e relatori.

I  componenti di Forza Italia in Commissione Bilancio, Lucio Malan, Cinzia Bonfrisco, Remigio Ceroni, Andrea Mandelli e Antonio Milo, hanno dichiarato: “Un emendamento per cambiare le modalità di tassazione sul fumo elettronico è passato nonostante il parere contrario di governo e relatori grazie al voto di Forza Italia, Lega, GAL, M5S e SEL. L’emendamento, il 17.48, era stato presentato dal Sen. Sangalli (PD) che però non l’ha votato”.

I senatori hanno poi dichiarato: “In realtà non c’è minore introito per lo Stato perché la tassazione attualmente in vigore sta facendo chiudere o fallire molti negozi del settore oltre a mettere in difficoltà i produttori, quasi tutti italiani che, senza modifiche potrebbero o chiudere o trasferirsi all’estero”.

Silvana Comaroli e Jonny Crosio, senatori della Lega Nord, hanno detto: “Le sigarette elettroniche fanno male solo a Letta e ai suoi ministri. Pare che questa maggioranza non sappia proprio mettersi d’accordo, nemmeno sulle tasse”

Assalto armato al centro commerciale: terrore ad Ancona

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Un tranquillo pomeriggio domenicale in cui molti anconetani avevano deciso di passare qualche ora a  un centro commerciale della Baraccola. Erano circa le 17,30 quando due malviventi armati hanno fatto irruzione in uno dei supermercati affollato di clienti, al Cargo Pier. Tra terrore e confusione glia assalitori  hanno minacciato il personale e portato via l’incasso. Arrivati nel parcheggio hanno aggredito poi un automobilista, per rubare l’auto a bordo della quale sono scappati. L’uomo picchiato e sotto shock è stato portato al pronto soccorso.

 

500! Gigi Buffon e la sua fascia tricolore

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Il portiere della Juve e della Nazionale tocca le 500 partite della massima serie ed esibisce la fascia di capitano tricolore simbolo della vetta appena raggiunta. Buffon ha postato sul suo profilo Twitter la foto  e i suoi followers non hanno fatto mancare i loro commenti. Che resta da augurare? Altre 500?

 

Salta la prima all’Opera di Roma, scioperi in vista!

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Scioperi del personale della struttura e salta la prima dell’Opera di Roma prevista per il 27 novembre. Annullata tutta la produzione dell’Ernani diretto da Riccardo Muti. La protesta è stata decisa oggi durante  l’assemblea dei lavoratori del teatro, per protestare contro l’ipotesi di commissariamento, a renderlo noto sono stati i sindacati Cgil, Libersind e Fials.

Anna Marchesini commuove a Che Tempo che Fa

anna-marchesini-tuttacronacaE’ stata ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” l’attrice Anna Marchesini che, nonostante la malattia, non ha perso nè il sorriso nè l’ironia. L’ex componente del trio formato da lei, Solenghi e Lopez, soffre da anni di una grave forma di artrite reumatoide. La comica, però, nonostante il sorriso di sempre ha il volto scavato dal male che la sta piano piano spegnendo e con voce flebile ha commosso tutto il pubblico presente. Ma prende quanto le sta accadendo con la curiosità di sempre: “Sono obesa di vita, ne sono così interessata” ha detto durante la trasmissione di Fazio, “che mi interessa anche la morte”. Nell’occasione, è stato presentato il suo ultimo libro, “Moscerine”, dove racconta della sua lotta contro la malattia e dell’importanza di reagire.

L’ombra di Indesit e i rifiuti tossici smaltiti dai Casalesi

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L’informativa che gettava ombre nel 1996 a carico della Indesit e dei rifiuti tossici  che sarebbero stati gettati nella Terra dei Fuochi è firmata dalla Criminalpol. Il processo era quello a carico di   Cipriani Chianese, il referente del clan per le “questioni ambientali”. In questo documento, reso pubblico dal settimanale L’Espresso, riporta i verbali di un interrogatorio a Carmine Schiavone e intercettazioni tra manager Indesit e Chianese risalenti al biennio 1994-1996. La Indesit, “con certezza”, si legge in una riga nell’ultima relazione della commissione parlamentare sui rifiuti del febbraio 2013, è stata l’unica azienda individuata “come produttore dei rifiuti avvantaggiato dall’opera del cartello criminale” dei casalesi.

Accuse che Indesit ha respinto al mittente. “Indesit Company non è mai stata coinvolta in attività illecite riguardanti lo smaltimento dei rifiuti né mai le sono stati contestati illeciti o irregolarità dalle autorità competenti, incluse quelle di cui si fa menzione negli atti parlamentari”, ha fatto sapere l’azienda, precisando che “tutto il ciclo di smaltimento segue le più severe normative ed è sottoposto a certificazione di qualità. Le azioni di Indesit sono state sempre improntate al massimo rispetto per l’ambiente e alla sua salvaguardia”.

Le autorità però parlano chiaro: “È possibile accertare un rapporto commerciale tra l’indagato Chianese e l’azienda per ciò che concerne il ritiro, il trasporto e lo smaltimento egli scarti del ciclo produttivo. L’attività di recupero rifiuti è infatti svolta dall’associazione di imprese Chianese-Giordano che forte del beneplacito dei vertici amministrativi della Indesit opera con proprie regole e sostanzialmente fuori dai vincoli di legge”.  I manager del gruppo Merloni parlavano con i referenti dei casalesi di fanghi da eliminare, vernici, bolle di accompagnamento.

“L’ultima volta di Moana”, si riaccende il mistero intorno alla morte

moana-pozzi-tuttacronacaAncora giallo sulla morte di Moana Pozzi e a Domenica Live, per la terza puntata-dibattito ci sono in studio Mercedes Ambrus ed Eva Henger (ancora a raccontare la sua verità). “Riccardo mi disse addirittura che secondo lui, Moana non era morta”, dice la Ambrus. “Riccardo mi ha detto che Moana non aveva l’Aids – prosegue la Ambrus – ma aveva un gravissimo problema con il fegato. Non voleva farsi vedere così in pubblico”. Inevitabile il rimando alla puntata precedente quando la Staller accusò Debora Attanasio, ex-segretaria di Riccardo Schicchi di “lucrare” sulla morte della pornostar. Ad alimentare il dibattito, “spunta” in un cinema chiuso da alcuni anni, un film inedito di Moana Pozzi, “L’ultima volta di Moana”. Giallo nel giallo, si parla anche di Simone Pozzi. “Sapevo fosse figlio della sorella di Moana – dice Eva Henger – Chi fosse il padre è un argomento un po’ penoso”. Simone però ha sempre parlato di Moana come di sua sorella. Oggi vive in provincia di Alessandria, dove svolge la sua professione di sacerdote della chiesa catara e non vuole parlare della morte di Moana. “Conosco molto bene il marito di Moana, Antonio Di Ciesco – dice la Ambrus – Trovo molto strana la storia di quando ha detto che avrebbe aiutato lui Moana a morire”. La D’Urso ha anche letto alcune dichiarazioni di Di Ciesco: “Mi sono stufato di parlare di questa storia. Chi ne continua a parlare lo fa perché di sé non ha nulla da dire. Non mi interessa entrare nel merito di Ilona, nè di Eva. Io sono autonomo, lo ero prima di incontrare Moana, lo sono oggi”.

Inseguimento a 200km orari, carabinieri speronati

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Un lungo, lunghissimo inseguimento di oltre 90 km, da San Rocco a Pilli, nel Senese a Castiglion del Lago, a circa 200 km orari conclusosi con una fuga a piedi da parte dei malviventi che hanno fatto perdere le loro tracce dopo aver speronato l’auto dei carabinieri ed essere riusciti a schivare i proiettili sparati dai militari. La vettura, su cui viaggiavano i criminali, una Volvo, è risultata rubata nei giorni scorsi a Perugia. All’interno dell’auto sono stati rinvenuti mazze da baseball, attrezzi da scasso, computer e numerosi oggetti rubati nei giorni scorsi a Siena.

L’inferno in galleria sull’autostrada Torino-Bardonecchia

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Inferno in galleria, quando un tir  che trasportava divani letto è andato a fuoco nella galleria Serre-la-Voute, sull’autostrada Torino-Bardonecchia. L’incidente non ha provocato feriti, ma il tunnel è stato chiuso al traffico in direzione della Francia per consentire agli addetti ai lavori di eseguire alcuni verifiche strutturali. Sul posto sette squadre dei Vigili del Fuoco e per gli automobilisti c’è dunque l’obbligo di uscire a Susa e di rientrare a Oulx Est.

“Noi abbiamo fatto una scelta diversa”, così Alfano sulla manifestazione del 27

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Parole nette quelle di Alfano, a proposito della protesta prevista per il 27 novembre in occasione del voto sulla  decadenza di Silvio berlusconi da senatore. Il vicepremier a ‘L’arena’, ribadisce infatti  “Non partecipiamo alla manifestazione. Guardiamo al futuro e non siamo coinvolti”. ‘ a proposito della protesta prevista per il 27 novembre in occasione del voto sulla  decadenza di Silvio berlusconi da senatore. “Penso che un uomo con la carriera e la biografia di Silvio Berlusconi meriterebbe di non essere sottoposto ai servizi sociali e meriterebbe la grazia”, anche se non l’ha richiesta, ha aggiunto il vice premier Alfano, precisando poi di non volersi addentrare nelle “procedure” che attengono al Colle.

Alfano tiene a rimarcare di avere ancora buoni rapporti con il Cavaliere. Con Berlusconi “capita di sentirsi. Il rapporto personale e anche politico all’interno della coalizione prosegue, quello che ci ha diviso è il giudizio sulla tenuta del governo dopo la decadenza e anche la visione, con il prevalere di una linea estremista nel partito”. “E’ la linea che consideriamo sbagliata di fare cascare tutto e mettere gli interessi del Paese dopo l’egoismo di partito. C’è accanto a Berlusconi chi lo spinge in una direzione estrema”, ha aggiunto il vice premier nel suo intervento.

Uno stop alla possibilità di rivedere la data, prevista per il 27, per il voto di decadenza è arrivato oggi Dario Stefano, presidente della Giunta per le elezioni del Senato. “Il provvedimento sulla mancata convalida dell’elezione di Berlusconi è uno dei pochi provvedimenti che possono essere affrontati dall’Aula del Senato anche in sessione di bilancio. Tecnicamente, non c’è alcun elemento che porti a riconsiderare la data – ha detto Stefano, intervistato dal Quotidiano di Puglia  – . Essendo uno Stato di diritto dobbiamo applicare la legge che è in vigore e che peraltro pone anche il tema della tempistica. Penso al famoso avverbio ‘immediatamente’ della legge Severino, che indica una strada”.

L’eccesso di antibiotici… fa male alla salute! In Europa se ne consumano troppi

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25mila decessi all’anno. Questa è la strage degli antibiotici in Europa, decessi evitabili che comportano anche l’aumento di costi supplementari per la sanità e il lavoro per almeno 1,5 miliardi di euro.

La fotografia in chiaro e scuro delle conseguenze del consumo sproporzionato che è stato fatto negli anni degli antibiotici in Europa, ma il problema e’ mondiale e in particolare, un recente sondaggio Eurobarometro sulla resistenza antimicrobica, rivela che il 35% dei cittadini Ue e il 36% dei cittadini italiani ha consumato antibiotici negli ultimi 12 mesi: ma solo il 22% degli europei e il 14% degli italiani hanno dimostrato di essere davvero informati sull’argomento. Resta invece “molto inquietante”, che il tasso di resistenza agli antibiotici in Italia – ma anche in Spagna, Portogallo, Grecia e Bulgaria – sia aumentato tra il 2009 e il 2012: infatti, oltre il 5% dei casi di infezioni polmonari sono resistenti anche agli antibiotici carbapenemi, utilizzati solo a livello ospedaliero come ultima linea di difesa.

Arriva l’ok per Budelli, lo Stato può riacquistarla

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Tramite un emendamento trasversale alla legge di stabilità, forse si riuscirà a salvare l’isola di Budelli. La norma autorizza la spesa di 3 milioni di euro nel 2014. Un banchiere neozelandese l’aveva comprata a un’asta per 2 milioni 940 mila euro ma entro l’8 gennaio lo Stato italiano può ancora esercitare il diritto di prelazione. La proposta di modifica è firmata da senatori di Sel, Pd, Fi e M5S.

I tanti Pd di Civati, Cuperlo e Renzi, mentre aleggia il fantasma di Letta

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Quanti sono i partiti democratici? Questa mattina alla Convenzione del Pd si è tracciato un  primo bilancio che ha visto vincente Matteo Renzi nel voto espresso dai militanti dei circoli. La notizia era già stata diffusa nei giorni scorsi, oggi è stata solo ufficializzata e così la corsa è a tre con  Matteo Renzi che ha avuto 133.892 voti nei circoli del Pd, pari al 45,34%. Gianni Cuperlo ha incassato 133.892 voti pari al 39,44%, Pippo Civati 27.841 voti pari al 9,43% e Gianni Pittella 17.117 pari al 5,8%. I votanti in 7.200 riunioni di circolo in Italia e 89 all’estero sono stati 296.645 pari al 55% degli iscritti. I due principali contendenti, intanto, si scambiavano inizialmente cortesie in platea: si sorridevano, poi Cuperlo faceva addirittura una carezza al sindaco di Firenze.

Il primo a parlare è stato Pippo Civati: «A Renzi e Cuperlo io dico che ora bisogna passare all’azione. Che fatta la legge elettorale, si puo’ tornare al voto. Di la’ sono spaccati, noi siamo invincibili. E non per votare le persone, ma per fare le cose».

Subito dopo è toccato a Cuperlo che esordiva così: «Nessuno tra noi, ma davvero nessuno può immaginare di cavarsela da solo senza questa umanità» di militanti. «Mentre quell’umanità da sempre ha forza e passione per affrontare il mondo anche senza il migliore di noi. Per questo non è una buona idea annunciare che di loro si può fare a meno. Perché è più facile il contrario». Così il candidato alla segreteria Pd Gianni Cuperlo. «Se a un partito togli gli iscritti è come levare le gambe al tavolo. Non è più un partito. E nasce un’altra cosa, che non per forza sarà migliore». Cuperlo ha poi aggiunto: «In mezzo c’è un governo che adesso non ha più alibi. E deve scuotere l’albero perché i frutti cadano a terra. Chiedo: c’è una sola ragione per cui dovremmo aspettare il 9 di dicembre? Visto che il tempo è scaduto», ha assicurato, «e che a noi – tutti noi – tocca riprendere per i capelli quanti semplicemente non ce la fanno più e stanno precipitando. E sono molti».

Pochi minuti ed è arrivata la replica di Renzi: «Se ce l’ho fatta io ce la può fare chiunque. Qui c’è un’Italia che non si rassegna alla tecnocrazia e al governo dei burocrati. Noi – ribadisce – non ci rassegniamo ad essere dei numeri, dei codici fiscali, ma vogliamo essere protagonisti. A Cuperlo dico che le associazioni rendono l’uomo più forte e danno la gioia di vedere quanta gente onesta c’è per cui vale la pena volere cose nuove».
«Il governo usi la nostra lealtà per poter essere efficaci negli investimenti; se no le larghe intese diventano solo il passatempo per superare il semestre Ue. Non possiamo farci dettare l’agenda dalla paura. Tocca a noi, ora tocca a noi». ha aggiunto Renzi. «Ha ragione Gianni Cuperlo a dire che non siamo il volto buono della destra, ma non possiamo essere neppure il volto peggiore della sinistra, quello che non ha fatto il conflitto di interessi e che ha mandato a casa Prodi» ha sottolineato ancora il sindaco di Firenze. Renzi è ritornato poi sul tema dell’appoggio di un Pd da lui guidato al governo: «Il governo ha usato molto della nostra lealtà e pazienza; oggi è il momento di dire con forza che deve usare le nostre idee per essere efficace nelle scelte di politica economica, nelle riforme istituzionali, ma non faremo sgambetti».

Su tutto aleggia il fantasma di Letta che non ha partecipato ma ha inviato un messaggio:

“Più volte mi avete sentito ripetere che dalla crisi si esce solo insieme, riscoprendo le ragioni di una missione condivisa che abbia l’ambizione di costruire il futuro di questo Paese. Un Paese così fragile eppure così ricco di speranza e bellezza al quale sto dedicando tutto me stesso, cercando di onorare al massimo delle mie possibilità il mandato che il capo dello Stato e il Parlamento mi hanno conferito. Il Pd è, e ancora di più può e deve essere, l’anima di questa missione al servizio dell’Italia e dell’Europa”.

La Stabilità che spacca il Pd, esecutivo in minoranza in commissione bilancio!

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Il pallottoliere non è a favore dell’esecutivo! La Legge di Stabilità spacca il Pd su un emendamento relativo alla manutenzione degli immobili delle forze dell’ordine. Il governo è andato ko su una norma che garantirà autonomia gestionale per la manutenzione degli immobili alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco e alla Guardia di Finanza abolendo così il ‘manutentore unico’ gestito dal demanio. Ad annunciarlo sono stati Silvana Comaroli e Jonny Crosio, componenti per la Lega Nord della commissione Bilancio. Ma la notizia è stata poi confermata da fonti del governo.

Squillo a 1500 euro a notte, spuntano i nomi di giocatori di serie A

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Nei night Club di Senigallia lavorerebbero le ballerine squillo, da 1500 euro a notte, che avrebbero, tra i loro clienti, anche giocatori di serie A.  Lo racconta il Corriere Adriatico con un lungo servizio:

A prendere i contatti per questi ultimi un bagnino e un campeggiatore, entrambi di Senigallia. Le prenotazioni avvenivano telefonicamente e proprio le intercettazioni hanno incastrato i tre titolari e gestori di Monella, Snoopy (entrambi a Senigallia) e Bambola (a Marina di Montemarciano). Secondo la Procura Fabrizio Bellucci, titolare dello Snoopy e Bambola, insieme e Fausto Isabettini, dipendente della Regione e gestore all’epoca dei fatti contestati del Monella, sono le menti dell’associazione finalizzata al reclutamento di ragazze ai fini della prostituzione e con loro collaborava anche Valtero Goffi. I tre senigalliesi si trovano ora agli arresti domiciliari: il primo alle Saline, gli altri a Mondolfo.
“Fabrizio Bellucci con poteri decisionali e direttivi reclutava giovani ragazze – riporta l’ordinanza di custodia cautelare – di bella presenza che adibiva a figuranti di sala, curandone alloggi e trasporti per gli spostamenti, al fine di sfruttare la loro prostituzione, concordando, anche personalmente le prestazioni ed i compensi con i clienti finali dai quali percepiva una quota”. Anche a Fausto Isabettini, come capo e socio della “Camelia di Manun Abdul &C.Sas” che gestiva il night Monella vengono contestate le stesse modalità. Infine Valtero Goffi, amministratore unico della B&B srl, gestore della Bambola, e della Gaf, gestore dello Snoppy, viene contestato il concorso nel reato, in qualità di factotum. Oltre ai tre arrestati ci sono altre sette persone denunciate e tra queste S.A., 58enne maceratese, cameriere della Bambola che gestiva le
richieste dei clienti nei night, e D.P., 42enne anconetano, che faceva altrettanto allo Snoopy. Sono considerati i vice di Bellucci che agivano in sua assenza.

[…] I nomi delle dodici ballerine-prostitute compaiono nell’ordinanza di custodia cautelare: sono sia italiane che straniere. Le stesse giovani, ascoltate durante le indagini hanno confermato anche che, se il cliente lo richiedeva, gli indagati le accompagnavano anche in altri posti per poi riprenderle finito il lavoro. Tra i denunciati figura anche D.J., 40enne romeno buttafuori del Monella, che accompagnava le ragazze nei luoghi stabiliti con i clienti rendendosi complice del favoreggiamento della prostituzione, e due imprenditori senigalliesi.

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