Donna partorisce in mare, due barconi portati a Siracusa

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Sono arrivati al porto grande di Siracusa due motovedette della Guardia costiera con a bordo circa 250 migranti, per lo più sedicenti siriani ed alcuni egiziani, che erano stati soccorsi nel pomeriggio  di ieri a circa 100 miglia a sud est di capo Passero dai mezzi del dispositivo di pattugliamento Mare nostrum.

A bordo del barcone c’era anche una donna che durante la navigazione ha dato alla luce una bambina. La piccola assieme alla mamma appena giunta in porto é stata subito trasferita in autoambulanza all’ospedale Umberto I per essere sottoposta a controlli nella divisione di neonatologia. Il ricovero in ospedale, in via cautelativa, si è reso necessario anche per un’altra donna in avanzato stato di gravidanza.

L’altra imbarcazione, con circa 150 migranti a bordo è rimasta al largo e la sua posizione è controllata dalla nave ‘Maestrale’ della marina militare. I migranti saranno imbarcati su dei mezzi italiani e condotti in un porto della Sicilia.

Nel frattempo nel Canale di Sicilia  è morto il medico di bordo del pattugliatore Vega, il tenente di vascello Sebastiano Laudani, mentre la nave era impegnata nell’operazione Mare Nostrum. Il corpo dell’ufficiale è stato rinvenuto nel proprio alloggio e  sono in corso accertamenti per stabilire le cause del decesso, dovuto probabilmente a un malore.

Aldo Busi in “Scontenti tutti” a Piazzapulita

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La personalità esuberante di Aldo Busi ieri sera a Piazzapulita, in onda sulla La7, ha travolto gli spettatori. Una trasmissione che s’incentrava sulla Legge di Stabilità, sulla manifestazione a Roma, sui problemi sociali, in pratica su quel tema che poi è stato anche il titolo della trasmissione “Scontenti tutti”. Busi, portando al paradosso la sinistra italiana, l’ha definita di destra. Secondo infatti lo scrittore appena ci si trova al governo si diventa destra. Il Pd, secondo Busi, non è altro che l’ala di sinistra berlusconiana. Naturalmente non è passata inosservata questa affermazione a Pippo Civati, presente anche lui a Piazzapulita, che ha dovuto convenire, che pur non riconoscendosi nel ritratto dell’uomo politico di sinistra affermato dallo scrittore, sicuramente almeno 5 milioni di italiani, cioè coloro che hanno votato M5S, sicuramente hanno visto nel Pd il Pdl. Nella trasmissione è intervenuto anche il giornalista Battista che prontamente ha puntualizzato che Civati è comunque un parlamentare del Pd e non può chiamarsi fuori dalla rappresentazione del Pd e da quell’allontanamento che l’elettorato di sinistra ha operato a danno del proprio partito nelle ultime elezioni. E’ necessaria un’analisi, è necessaria una critica che vada oltre alle correnti e alle colpe dei singoli e che venga poi sostenuta con i fatti. Il Pd ha bisogno di un cambio di direzione come quello che serve all’Italia per uscire dalla crisi.

A Piazzapulita si parla anche di startup e in particolare di Talent Garden, uno spazio aperto 24 ore su 24 per dare voce ai giovani talenti. In pratica ogni ragazzo paga 250 euro al mese per  lavorare nella sede di Talent Garden a contatto con altri professionisti, creando così nuove realtà imprenditoriali. I giovani e l’imprenditorialità sicuramente è un tema caldo della puntata, dell’aiuto dello stato per finanziare l’imprenditorialità, ma anche dell’impegno che occorre affinchè questi sforzi dello stato non siano fini a se stessi.

L’equilibrio è difficile e le tensioni sociali esistono e sono evidenti, ma a Piazzapulita c’è anche chi, come una ragazza del movimento studentesco, che ha preso parte alla manifestazione di sabato a Roma, ha sottolineato che la stampa ha amplificato gli scontri che in realtà provenivano da frange estreme, distanti dal movimento che invece ha sfilato “tranquillamente” nelle strade della Capitale. La loro protesta era incentrata sui soldi che lo stato dà alle scuole private. La scuola in Italia d’altra parte è entrata dentro il ciclone dopo i dati emanati dall’Ocse.

Altro problema che insieme all’istruzione è uno dei cardini delle tensioni in Italia è sicuramente il problema della casa. Civati ricorda infatti che l’ultimo a fare qualcosa per l’edilizia popolare è stato Padoa Schioppa.

Ad attirare l’attenzione è il caso specifico della signora Alessandra, a cui, gli occupanti di un palazzo, hanno sottratto la proprietà, anche se ora si dicono disponibili a restituire l’abitazione alla signora.

A Roma, a Ponte di Nona infatti la situazione è esplosiva. Vi sono alcune case occupate e la convivenza tra occupanti e coinquilini è difficile. Quella ritratta a Piazzapulita è la classica guerra tra poveri. Il problema è sotto gli occhi di tutt,i tra i proprietari che vedono sottrarsi una casa di cui devono continuare a pagare l’Imu e da ora in poi anche la Trise, a  quelli condannati a vivere come occupanti, privati della libertà anche di uscire per paura che qualcuno possa cambiare la serratura o ritrovarsi a sera senza un tetto sulla testa. Una situazione inumana che va avanti da anni e che non riesce a essere risolta dai diversi governi che si susseguono in Italia.

Si innesca così una polemica tra Busi e Gasparri. Perché se il primo consiglia la signora di non tornare nella sua abitazione in quanto sarebbe il capro espiatorio e verrebbe vessata 24 ore al giorno, Gasparri attacca il giornalista dicendo che non tutti hanno la possibilità di rinunciare a una proprietà. La discussione si accende e quando Gasparri attacca Busi dicendogli se può dare lui un altra casa alla signora Alessandra, alla quale lui consiglia  di abbandonare l’appartamento, anche dopo che questo fosse liberato, Busi lo attacca fortemente affermando di aver dato, in tempi passati, e per lungo tempo,casa a coloro che ne avevano bisogno.

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Pensionati! Quanto ci si rimette fino al 2016? Ecco le analisi caso per caso

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La legge di stabilità sembra proprio che non sia andata incontro ai pensionati e non solo coloro che hanno le cosiddette pensioni d’oro, ma anche chi dovrà rinunciare alla rivalutazione rispetto all’inflazione. Redditi di pensionati superiori a 6 volte il minimo (circa 3000 euro al mese lordi) non godranno di quell’aumento che potrebbe riportare il potere d’acquisto nelle tasche della classe media.

Ci sarà invece rivalutazione piena per i trattamenti Inps fino a tre volte al minimo. Per gli importi tra tre e 5 volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, ndr) ci sarà una rivalutazione pari al 90% rispetto all’inflazione. Per quelle superiori a 5 ma inferiori a 6 volte il minimo la rivalutazione sarà al 50%.

ma cosa accadrà tra 3 anni?

Nel 2016, la decurtazione rispetto alle norme ante riforma 2011 sarà di almeno il 5% del reddito annuale derivante da pensione. Le penalità con le nuove regole di rivalutazione aumentano per i trattamenti previdenziali più elevati. Ma quanto ci avranno rimesso, in concreto, i pensionati di ogni fascia contributiva a seguito della mancata rivalutazione che, insieme alla “vacanza contrattuale” colpisce anche gli statali ?

1405 euro mensili lordi (2011): non ci rimette nulla. Sotto tre volte il trattamento minimo Inps la rivalutazione è stata e sarà piena., dunque nessun sacrificio in termini di indicizzazione all’inflazione.

1600 euro lordi (2011): – 1140 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 4,9%, pari a – 1140 euro.

2100 euro lordi (2011): – 1750 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 5,7%, pari a – 1750 euro.

2700 euro lordi (2011): – 2125 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 5,5%, pari a – 2700 euro.

3100 euro lordi (2011): – 2851 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 6,4%, pari a – 2851 euro.

Terremoto in Galilea, quinto nell’ultima settimana

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Un nuovo terremoto, il quinto nell’ultima settimana, si e’ verificato stamane in Galilea, presso il lago di Tiberiade. Secondo la radio militare, il sisma e’ stato di 3,3 nella scala Richter. Non si segnalano vittime. Ieri il premier Benyamin Netanyahu ha convocato una consultazione straordinaria per verificare l’efficienza dei sistemi di soccorso in Galilea. Le autorità temono che il ripetersi di scosse di lieve intensità possa preludere ad un terremoto molto più forte.

L’accusa di Libero: l’Italia aiuta la Germania! Ed è polemica

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Le tasse degli italiani, calcolate in miliardi di euro, finirebbero nel fondo salva Stati, in questo modo, secondo la tesi di Gianluigi Paragone su Libero, l’Italia contribuisce a sostenere il valore dei titoli di Stato tedeschi,  i bund che sono l’unico impiego visibile del denaro accumulato nel fondo stesso.

Su Libero, Paragone scrive:

“Mentre si dibatte su come far ripartire minimamente l’economia reale, i governi italiani continuano a farsi prendere per i fondelli dai tedeschi. Nel caso specifico, la colossale presa per i fondelli si chiama fondo salva stati, l’Esm. È l’en – nesimo mostro europeo quotato 700 miliardi. Se ne parlò parecchio nelle settimane della crisi greca e in quella spagnola. La Germania è il principale azionista, l’Italia il terzo. Finora – tra il governo Monti e quello Letta – questa Italia che non riesce a pagare le sue imprese creditrici, che non riesce a mettere nella busta paga dei lavoratori una sommetta dignitosa, che si barcamena tra creatività tributarie, insomma questa Italia che ben conosciamo versato al fondo Esm la bellezza di 11,4 miliardi ogni anno prossimi a diventare 14,3 dal 2014. Per un totale di 125.

A cosa servono questi miliardi? Come vengono investiti? A un tubo! Poiché infatti la Germania sta bloccando ogni utilizzazione a favore dei Paesi del Sud Europa, tale capitale è per grossa parte bloccato. Quel po’ che si muove è per l’acquisto di bond tedeschi. In altre parole, quell’Italia con le pezze al culo sta finanziando i ricchi tedeschi comprando i loro titoli di Stato, in quanto sono tra i pochi con la tripla A!

Alla luce di queste verità che stanno venendo a galla – non fosse altro perché il bubbone sta scoppiando – il sottosegretario Fassina dichiara che non si è dimesso dal governo perché vuole evitare lo strapotere europeo! Bene, allora (lui e tutti quelli che si lamentano dello strapotere dei burocrati di Bruxelles) dovrebbe farsi dare indietro quei soldi bloccati (roba che con quelle cifre rimettevamo in sesto un credito vicino alle imprese e alle famiglie). E poi dovrebbe ordinare al governo di sforare il tetto del 3 per cento per consentire all’economia reale italiana di tornare a girare.

Invece nulla di tutto questo sta accadendo né accadrà. Anzi, il raggiungimento del fantomatico parametro è salutato con entusiasmo. Il sistema Italia sta franando e a Roma sono contenti di fare i camerieri della Troika. Così nessuno si domanda del perché Draghi scrive lettere per proteggere le banche italiane (non è che alla vigilia dell’ingresso nell’eurozona qualcuno chiese al sistema bancario di sottoscrivere montagne di derivati per avere i conti apparentemente in ordine?). O del perché Obama sia tanto contento delle politiche rigoriste dei governi Napolitano? Ho un maledettismo dubbio: non è che con le nostre tasse stiamo sistemando i casini degli altri?

Ogni giorno che passa la legge di stabilità porta a galla le sue crepe e soprattutto le sue ingiustizie.

Se è vero che Enrico Letta e Alfano non hanno bisogno di intercettare voti (il primo perché è un Gastone della politica, il secondo perché voti suoi non ne ha mai avuti come dimostrano le batoste siciliane e i sondaggi) tutti gli altri devono rendere conto ai propri elettorati. Chi promise di abbassare le tasse, chi di rilanciare il lavoro, chi questo e chi quell’altro. Anche ieri non sono mancati i commenti sul presunto assalto alla diligenza da parte dei partiti, un assalto che ammonterebbe a otto-dieci miliardi di euro. A cosa servirebbero questi soldi da reperire? A rendere un po’ più pesante la busta paga dei lavoratori, per esempio. A rendere meno ingannevole l’abolizio – ne dell’Imu trasformata in Trise- Tari-Tasi. A bloccare l’au – mento dei ticket sanità (il cui spettro è qualcosa di più del semplice sospetto). A garantire che i finanziamenti a favore della protezione del territorio contro possibili disastri naturali (già, ci sono anche quelli in Italia…) non si fermino ai miseri e inutili 30 milioni oggi a bilancio. Sono regalie?

Non credo proprio. Sono il minimo minimo minimo utile per far sì che la moneta ricominci a circolare e generi una ripresa dei consumi. Insomma non mi sembra che si tratti di concessioni elettorali; direi piuttosto che siamo in presenza di un sussulto politico.

La manovra sembra fatta guardando esclusivamente ai parametri di Bruxelles piuttosto che al bene dei cittadini italiani. Non credo che dalla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico si ricaveranno quei sei miliardi di cui ha parlato ieri il Corriere della Sera con toni entusiasti. Perché mai dovrebbero sbloccarsi oggi più di ieri? Per farla breve non c’è alcun assalto alla diligenza: dalla legge di Stabilità i cittadini non avranno alcun beneficio.”

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Ma non è l’unico Libero a riportare la notizia. Infatti la si può leggere anche su La Repubblica in un articolo di Federico Fubini:

Più si avvicina l’unione bancaria, più viene allo scoperto la tensione nell’area euro. In Germania prevale il sospetto che l’Europa del Sud voglia usare il fondo salvataggi (Esm), nel quale il governo di Berlino è primo azionista, senza poi rimborsare.

Il timore ormai è così radicato che sfugge il lato opposto dell’equazione: per com’è stata strutturata la risposta all’eurocrisi, i contribuenti tedeschi oggi stanno ricevendo un sussidio silenzioso da parte di quelli italiani.

Né gli uni né gli altri lo hanno mai voluto, né probabilmente se ne sono resi conto. Eppure il trasferimento di risorse da Sud a Nord delle Alpi vale ormai diversi miliardi.

In Germania in realtà si cerca soprattutto di evitare l’opposto, gli aiuti all’Europa meridionale. La priorità tedesca oggi è rendere il fondo salvataggi europeo quasi inutilizzabile per l’unione bancaria. Di qui l’ultima proposta di Wolfgang Schaeuble, il ministro dell’Economia: prima che i fondi dell’Esm vengano spesi per sostenere una banca in difficoltà – chiede Schaeuble – vanno imposte perdite a tutti i creditori dell’istituto. Secondo Schaeuble ciò deve riguardare non solo gli obbligazionisti subordinati, quelli legalmente più esposti a un’insolvenza, ma anche chi ha comprato i bond più protetti.

La Germania fa poi un passo in più: chiede che queste perdite siano applicate fin da subito anche per istituti non in dissesto, ma che potrebbero esserlo in uno scenario (ipotetico) di crisi futura. È il modo tedesco di interpretare i cosiddetti “stress test”, che 130 banche europee stanno per affrontare: si simula una caduta del Pil e si misura l’effetto che potrebbe avere sui bilanci degli istituti.

Così diventerebbe quasi impossibile usare il fondo salvataggi nell’unione bancaria, anche
perché la fiducia nelle banche sarebbe scossa molto prima. È qui però che la corrente nei vasi comunicanti fra paesi inizia a invertirsi. Con l’Esm di fatto inservibile per le banche, l’Italia in recessione e indebitata inizia a sussidiare una Germania sana e in ripresa. Possibile?
L’Esm ha una forza di fuoco potenziale di 700 miliardi di euro, raccolti in gran parte emettendo bond sui mercati. La sua base però è il capitale versato direttamente dai governi dell’area euro. La settimana scorsa hanno tutti trasferito la quarta tranche, per un totale di 64 miliardi, e entro la prima metà del 2014 si arriverà a ottanta. Poiché la Germania è primo azionista con una quota del 27,14%, ha già pagato al fondo europeo 17,3 miliardi e alla fine dovrà versarne 21,7. L’Italia, che è terzo azionista con il 17,91% (secondo è la Francia), ha versato 11,4 miliardi e nel 2014 saranno 14,3.

Le risorse pagate dal governo di Roma, se solo fossero rimaste in Italia, probabilmente basterebbero a gestire i problemi delle banche. Invece sono immobilizzate nell’Esm a Lussemburgo. Ciò sarebbe utile nel caso in cui il fondo europeo potesse essere usato per le banche senza prima distruggere la fiducia degli investitori. Per ora però di quei soldi dell’Esm si fa un uso diverso: vengono investiti prevalentemente in titoli di Stato tedeschi. Ciò contribuisce, con i soldi dei contribuenti italiani, a ridurre i tassi sui Bund e su tutto il sistema finanziario in Germania, quindi ad allargare lo spread e lo svantaggio competitivo delle imprese in Italia.

L’Esm non comunica in dettaglio come gestisce il capitale affidatogli, ma i criteri sono chiari: non può comprare titoli con rating sotto la “doppia A” (dunque Italia e Spagna sono fuori) e compra “attività liquide di alta qualità”. Dunque certamente in buona parte Bund tedeschi.
È una scelta comprensibile, ma di fatto ciò significa che l’Europa del Sud sta sussidiando la Germania, senza poi poter attingere all’Esm per sostenere le proprie banche.

C’è poi un secondo, sostanziale trasferimento di risorse da Sud a Nord. Nel 2011 la Banca centrale europea acquistò circa 100 miliardi di euro in Btp in una fase in cui i rendimenti arrivarono anche a toccare l’8%. Fu un rischio e una scelta provvidenziale. Ma da allora il valore di quei titoli italiano è salito, in certi casi, anche di più del 20%. E il governo italiano ha onorato alla Bce cedole per oltre dieci miliardi in tutto. La Bce non aveva mai guadagnato tanto con un solo investimento e la Bundesbank, suo primo socio, ne beneficia per circa un terzo. Anche quei soldi sono andati dall’Italia al contribuente tedesco. Peccato che nessuno gliel’abbia mai spiegato.

Alfano e il berlusconismo “chi ha detto che è finito?”

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Immediata la smentita alle parole di Enrico Letta che da Lilli Gruber a Otto e mezzo aveva detto che il “Berlusconismo” era finito. Ora invece Alfano intervistato su Radio Rai a Radioanch’io, ha ribadito che  «Il ‘ventennio’ di Berlusconi non è affatto finito perché sono gli elettori a dover stabilire se questo ciclo è finito» e poi ha aggiunto  «Silvio Berlusconi è ancora il leader più votato nel nostro Paese» e ha concluso «Lavorerò per l’unità intorno a Berlusconi e questo è un intendimento di tantissimi di noi».

“Solo” 46mila euro al giorno per Veronica Lario: dimezzato l’assegno

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Più che dimezzato l’assegno di mantenimento che Berlusconi dovrà passare all’ex moglie Veronica Lario: da 3 milioni si passa quindi a 1,4 milioni al mese. A decidere di dimezzare l’assegno è stato il Tribunale di Monza, dove è in corso la causa di divorzio avviata dal Cavaliere. In precedenza l’assegno di mantenimento invece era stato deciso dal Tribunale di Milano in base alla richiesta di “separazione consensuale”. In quell’occasione il Cavaliere aveva accusato le tre giudici della nona sezione civile di Milano essere «femministe e comuniste» aggiungendo, ospite di una trasmissione televisiva, di sperare comunque «in un accordo bonario e sensato con Veronica». Così in seguito a un incontro tra le parti alla presenza dei legali che si sarebbe svolto nella «casa coniugale» di Macherio, si sarebbe deciso che la villa andasse alla moglie e che i 3 milioni al mese diventassero “solo” 1,4, ovvero 16,8 milioni l’anno.

 

Maltempo: crolla un ponte in Liguria, tratta in salvo una ragazza

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Un’auto con a bordo una ragazza è finita in un fiume a causa del crollo di un ponte dovuto al maltempo che sta flagellando il Levante ligure. La giovane è stata tratta in salvo grazie all’intervento di carabinieri e vigili del fuoco. L’incidente è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì intorno alle 2.

La ragazza, ventenne, era riuscita ad uscire da sola dall’abitacolo dell’auto finita nel fiume Sturla. A crollare è stato il ponte che collega Carasco con la Fontanabuona, sulla strada provinciale 225.

Il traffico è stato deviato su una via laterale dove non possono transitare i bus di linea. Frane sono avvenute, a causa del maltempo in molte altre zone del Levante Ligure e in particolare a Borzonasca, Mezzanego e Cicagna.

Air France non atterra ad Alitalia: ora sono 1000 gli esuberi

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Il piano per Alitalia si farà, ma non con Air France. La compagnia francese infatti non è convinta e soprattutto non ha sicurezze per investire in Italia, nonostante Letta continui a confermare che la stabilità politica è necessaria anche per infondere fiducia negli investitori esteri… quale migliore occasione? Alitalia poteva davvero rappresentare un esempio in tal senso, ma invece Air France si defila e resta solo il piano delle poste. Ritornano quindi di triste attualità anche gli esuberi che si stima possano essere circa 1000. Cosa ha fatto allontanare Air France? Prima di tutto le banche, non è infatti chiaro se parteciperanno o escuteranno i debiti. L’ad Gabriele Del Torchio e il nuovo partner Poste stanno definendo un loro piano industriale: saranno davvero solo 1000 gli esuberi?

Naturalmente sono a rischio anche i circa 2mila contratti a termine. Tutto ora ruota intorno alla capacità di Alitalia di reagire alla crisi, aumentando il fatturato in tempi rapidi… cioè quello che già si era auspicato con il precedente salvataggio. Come spiega Il Messaggero: 

Proprio a questo scopo la compagnia ha lanciato ieri un serie di proposte commerciale per attirare nuovi viaggiatori, le famiglie in particolare, con biglietti a prezzi ridotti che partono da 99 euro.

Air France-Klm passerà dal 25% all’11% come riporta il quotidiano francese Les Echos. Sull’altro versante, quello europeo, aperto da British che ha puntato il dito contro Alitalia parlando di un vero e proprio aiuto di Stato e di fatto catalizzando gli occhi dell’Europa sull’operazione di Poste Italiane nella sottoscrizione delle quote, ora l’Italia si giustifica  parlando di “passo transitorio” come ribadito dallo stesso Fassina. 

La compagnia di bandiera italiana incassa i 130 milioni di euro da banche e soci, ma secondo il quotidiano francese il valore di Alitalia si aggirerebbe intorno ai 30 milioni di euro. Forse è sottostimato dai francesi, ma la stessa assemblea dei soci aveva stimato il valore della compagnia intorno ai 50 milioni. Proprio per questo motivo l’Air France avrebbe fatto il decisivo passo indietro e decidere di non sborsazre la quota di 75% dell’aumento di capitale e di fatto andando in minoranza passando all’11%.  Uno scenario, questo, che per i francesi non comporterebbe grandi cambiamenti. Allo scadere del vincolo di ‘lock up’ (il 28 ottobre), il gruppo franco-olandese perderà il proprio diritto di veto e non potrà più opporsi all’ingresso di un investitore straniero, ma a Parigi – scrive Les Echos – restano persuasi che tutti gli operatori esteri potenzialmente interessati (Aeroflot, Etihad, Lufthansa o Air China) abbiano gettato la spugna. Una fonte di Air France, però, non conferma e non fa commenti.

 

Scatolette di pesce con parassiti vendute in Italia

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E’ scattato l’allarme per oltre 165mila confezioni di sgombro al naturale, distribuite sul territorio nazionale e, in parte, presumibilmente già vendute al dettaglio al costo di circa 4 euro ognuna. Sono stati i carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Genova e Salerno che hanno analizzato le scatolette riscontrando in esse la contaminazione di pericolosi parassiti. L’allarme era scattato dopo la segnalazione di un cittadino di Salerno e i militari hanno controllato quindi le aziende distributrici del prodotto. Il parassita, con ogni probabilità, si ritiene che possa essere  l’Anisakis,  un genere di vermi nematodi di solito presente nell’addome dei mammiferi marini. Sono quindi stati sequestrati seimila barattoli (circa due tonnellate) confezionato in Marocco e importato da una ditta genovese, procedendo al campionamento per le analisi di laboratorio finalizzate alla tipizzazione del parassita nonché alla ricerca di istamina. Contestualmente i Nas di Genova hanno sequestrato presso la ditta importatrice oltre 74mila vasetti (30 tonnellate circa) di sgombro al naturale provenienti dallo stesso stabilimento produttivo. A seguito dell’intervento dei carabinieri, la ditta ha avviato le previste procedure di ritiro dal mercato del prodotto già commercializzato.

Il doodle di oggi… ci fa volare e precipitare, in omaggio a Garnerin

doodle-google-tuttacronacaE’ il 216° anniversario del primo lancio con il paracadute oggi, 22 ottobre, e Google non poteva mancare all’appuntamento regalando a tutti i suoi utenti un doodle animato interattivo. Ecco allora che Big G ci fa fare un tuffo nel passato (e tra le nuvole) ricordando André-Jacques Garnerin, l’inventore francese che per primo utilizzò il paracadute lanciadosi su Parc Monceau il 22 ottobre 1797 da una mongolfiera, macchina volante di cui era pilota esperto, che aveva raggiunto quota 900 metri.

André-Jacques-Garnerin-tuttacronacaGrazie al doodle di oggi, abbiamo la possibilità di librarci nel cielo per poi precipitare da 900 metri comandando e direzionando la caduta del protagonista. Nel 1797 caduta atterraggio furono molto avventurosi per il pioniere dell’aria che tagliò la fune che lo collegava al pallone aerostatico lasciando che l’aria aprisse il suo paracadute, una specie di ombrello privo di stecche rigide assicurato ad un palo centrale. Garnerin restò aggrappato con tutte le sue forze alla cesta che lo conteneva, mentre veniva sballottato furiosamente e raggiungeva il suolo con un impatto molto forte. Da tutto questo, però, uscì illeso. E voi, dove atterrerete?

“La saggezza non può essere trasmessa…

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…La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.”

– Hermann Hesse – 

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