Quando la moda è a ritmo di rock: sfilano i Kiss!

kiss-varvados-tuttacronacaEscalation rock alla sfilata di John Varvatos con i modelli che inizialmente hanno sfilato con poco trucco, poi con una stella nera dipinta sull’occhio, poi con una cera bianca interrotta da fulmini neri, fino ad arrivare a una maschera dipinta su tutto il volto. Il richiamo è più che evidente e infatti alla fine arrivano loro, i Kiss, gruppo rock che l’anno scorso ha festeggiato i 40 anni di fruttuoso sodalizio.

In passerella il tasso di rock e metal è stato alto, supportato da un’ambientazione un po’ gotica con candelabri e bauli scuri. “Volevo dare un magic twist agli abiti di questa collezione, portandola a un nuovo livello – dice lo stilista – Mentre lavoravo con i Kiss alla campagna pubblicitaria della primavera-estate di cui sono protagonisti, sono stato sorpreso da come tutti li apprezzino. E’ l’idea del supereroe, dell’uomo mascherato con incredibili poteri, che rende il mito duraturo. E’ esattamente questa la mentalità che volevo esplorare”

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A Milano si blocca il tram: c’è un suv parcheggiato sulle rotaie

suv-tram-milano-tuttacronacaGli italiani non saranno degli esempi di virtù quando si tratta di parcheggiare (e ne sa qualcosa la grillina Paola Taverna che in un video girato proprio dal M5S sale sulla sua auto lasciata in sosta sulle strisce), ma a volte riescono proprio a superarsi. Domenica mattina, alla stazione centrale di Milano, il proprietario di un suv ha pensato bene di lasciare il suo mezzo sui binari, ostruendo il passaggio ai tram. Quando il primo si è trovato a transitare lungo il percorso, ormai quasi a fine corsa, si è ritrovato il percorso sbarrato dal Touareg. Il tramviere ha dovuto stoppare il mezzo a pochi metri dal capolinea e ha chiamato la polizia locale. l’auto è stata quindi rimossa mentre il mezzo pubblico è rimasto bloccato per circa un quarto d’ora. Il suo proprietario si dovrà preparare a pagare un conto salato: oltre alla multa per divieto di sosta, dovrà pagare 15 euro per ogni minuto di interruzione della circolazione del tram.

Muore la madre della Ballarin, stroncata dal monossido di carbonio

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Una notizia che l’altra notte sembrava dovesse essere relegata alla cronaca locale. Una donna di 53 anni morta a causa di un’intossicazione provocata da monossido di carbonio sprigionato da una caldaia nella sua casa a Vergiate in provincia di Varese. La vittima però è Cristina Lonardoni, la madre di Elisabetta Ballarin, la ragazza condannata e detenuta nel carcere di Brescia dopo essere stata giudicata colpevole per i delitti della setta delle Bestie di Satana, avvenuti tra il 1998 e il 2004 nel Varesotto. Elisabetta Ballarin ha ricevuto la notizia della morte della madre dai parenti e dal suo legale Francesca Cramis. A chiamare i soccorsi, stamani, è stato un conoscente preoccupato perchè non riusciva a contattare la donna. I vigili del fuoco, i carabinieri e il personale del 118, dopo avere sfondato la porta dell’appartamento hanno trovato il cadavere sul divano, nel soggiorno, davanti alla televisione ancora accesa. Secondo i primi accertamenti, il monossido si sarebbe sprigionato a causa del mal funzionamento della caldaia nella casa dove la donna viveva sola.

Da triangolo a quadrilatero? “Maxi Lopez ha tradito Wanda Nara con me”

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Chi tradisce chi? Cluadia è una ragazza di 21 anni, siciliana, che a Domenica Live svela che “Maxi Lopez tradiva Wanda Nara con me” e poi aggiunge “Non sapevo fosse ancora sposato” e precisa “Conoscevo Lopez da due anni, ma quando ci siamo incontrati la prima volta lui era sposato e io fidanzata e fedele al mio ex. Poi ci siamo incontrati di nuovo dopo tre mesi grazie ad amici in comune e lui mi ha detto che la storia con la moglie stava finendo e presto sarebbe stato un uomo libero”. La 21enne spiega così i primi incontri con il calciatore che fino a qualche giorno fa era considerato una semplice vittima di Wanda Nara che lo aveva tradito con il suo ex amico Mauro Icardi “La storia è iniziata subito – spiega Claudia – gli sono stata vicina perché lui stava male. Pensavo fosse single, diceva di esserlo, e invece non avevano ancora divorziato. Ci siamo fidanzati. Convivevamo. Per due mesi ho vissuto con lui. Partivamo insieme, ci facevamo vedere insieme in occasioni pubbliche. Non avevo idea fosse impegnato”. Ora però la storia tra Claudia e Maxi Lopez è finita: “Siamo stati insieme fino al 3 gennaio. Poi ha cambiato umore. Non so cosa sia successo. La sera mi ha trattato come se fossi una sconosciuta. Non mi ha lasciata, è sparito. Non sono arrabbiata, sono delusa perché mi sono sentita usata. E’ sparito improvvisamente ma non ho potuto insistere perché già avevamo litigato a Capodanno per gelosie e perché mi aveva risposto male”. Immediata arriva la smentita da parte di un calciatore che invia un videomessaggio. Claudia si rifiuta di commentare, si rivolge invece a Wanda Nara. “Non volevo invadere la loro vita ma lei non c’era e io non lo sapevo. La rispetto come madre, ma come donna non mi voglio pronunciare. A Lopez non voglio dire nulla perché mi ha delusa e umiliata”. Il dubbio che la fuga sia dettata da altri motivi c’è. “Mi auguro non sia vero che ha già un’altra donna perché sarebbe recidivo”. Tutto archiviato? “Se mi richiamasse? Non so cosa farei”. Si conclude così l’ennesima  puntata del gossip dell’anno!

Floccari e l’addio alla Lazio, fissato il cartellino!

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E’ stato fissato a 3 milioni di euro il cartellino di Sergio Floccari, attaccante biancoceleste, che ormai sembra aver lasciato definitivamente la squadra. La possibile destinazione del bomber è il Bologna anche se ancora alcuni passi devono essere compiuti ma sembra che la trattativa sia a un buon punto tanto che anche ieri prima della sfida tra la Lazio e i rossoblù c’è stato un incontro con i dirigenti. Una cosa è certa:  Floccari va in scadenza a giugno e la Lazio vuole monetizzare. I dirigenti del Bologna sono anche convinti di prendere Floccari per una cifra inferiore al milione, forse per 800.000 euro da spalmare in un paio di anni.

La vita da incubo di Rosaria Aprea, incidente stradale: gravissima!

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Davvero una vita molto difficile, quasi un incubo, quella della giovane miss di Macerata Campania, Rosaria Aprea, che già vittima dell’aggressione subita dall’ex fidanzato Antonio Caliendo il 12 maggio scorso, ora è rimasta coinvolta in un incidente stradale sull’A1, sul tratto Napoli-Caserta. La ragazza viaggiava infatti a a bordo di un’auto con alcuni amici, di ritorno, sembra, da locale partenopeo nel quale aveva trascorso la serata di ieri. Per circostanze ancora da chiarire, la vettura ha prima sbandato, poi si è ribaltata, finendo la corsa vicino a un’area di sosta. I ragazzi sono stati soccorsi da un’ambulanza: per tutti il ricovero d’urgenza alla clinica «Villa dei Fiori» di Acerra, il presidio ospedaliero più vicino, dove Rosaria è tutt’ora ricoverata. Secondo le prime notizie che sono trapelate, la 21enne, avrebbe riportato traumi in diverse parti del corpo. Tra i primi a raggiungerla in clinica, l’avvocato Carmen Posillipo, allertata da alcuni paramedici che avevano necessità di avvertire la famiglia.

Giallo a Roma, recuperato cadavere di donna nel Tevere!

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Il cadavere di una donna anziana è stato ritrovato nel Tevere a Roma all’altezza del Lungotevere Michelangelo. La donna, non ancora identificata, potrebbe essere morta da circa una settimana e potrebbe trattarsi di una persona di cui era stata recentemente denunciata la scomparsa. Sulla vicenda indaga la polizia.

SHOCK STAMINA: curati i vip e i raccomandati, scoop a Presadiretta

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Domani a Presadiretta sarà mandato in onda un servizio sul metodo Stamina, ma già le dichiarazioni che sono uscite in anteprima parlano di un vero e proprio shock per le rivelazioni raccolte dalla trasmissione che ha intervistato Marino Andolina, vice presidente di Stamina Foundation, che avrebbe dichiarato: “Abbiamo curato prima i raccomandati” e poi ha precisato che a Brescia c’era l’interesse di curare prima importanti personaggi della Regione o dell’ospedale e poi gli altri. Si sarebbero fatti “passare avanti” anche i congiunti proprio per avere poi una strada “spianata” per curare anche gli altri e in particolare i bambini. «Abbiamo perciò deciso di curare prima i raccomandati, così poi saremmo riusciti a far entrare i nostri bambini», ha ribadito ai microfoni della trasmissione lo stesso Andolina, che poi ha specificato «un dirigente della Regione Lombardia aveva un problema, una malattia neurologica progressiva. Ha pensato che potevamo curarlo e ha favorito l’ingresso del nostro metodo negli Spedali di Brescia. Anche i dirigenti locali avevano qualche fratello, cognato o marito da curare, col morbo di Parkinson». La trasmissione, che andrà in onda domani sera su Rai 3, ha intervistato anche il Ministro della Salute Lorenzin  che incalza il fondatore del metodo Stamina e le ultime rivelazioni, che se fossero vere, potrebbero paventare che al ministero sia stato presentato un protocollo diverso: “Se fosse vero che Vannoni e i suoi ci hanno dato un protocollo diverso da quello utilizzato a Brescia, ci sarebbero gli elementi per una truffa ai danni dello Stato. Sarebbe un atto gravissimo che tradisce il Parlamento. È più che grave, è inaccettabile. È una presa in giro nei confronti di tutto il popolo italiano contro la quale ci rivarremo sicuramente”, il Ministro ha poi aggiunto:” il  ministero deve tornare ad avere un ruolo centrale per la sicurezza dei cittadini. Non ci possono essere 20 sanità diverse. La popolazione è una sola”. Per Lorenzin, infine, è grave che il trattamento Stamina sia entrato dentro gli Spedali di Brescia: ”Com’è possibile che un metodo che non sia stato nè brevettato nè sperimentato sia potuto entrare in una struttura pubblica italiana? Anche su questo – conclude il ministro – dovremo fare chiarezza”.

Il cartello di pericolo dedicato a Schettino: lo “Sc(ogli)hettino”

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Un cartello ‘stradale’ di ‘pericolo scogli’ dedicato al comandante Francesco Schettino e’ spuntato nella notte ai Tre Ponti di Livorno, proprio alla vigilia del naufragio della Costa Concordia. Sul cartello triangolare, piantato in acqua da ignoti alla foce del rio Ardenza, probabilmente la scorsa notte, e’ raffigurata infatti una nave che naviga verso gli scogli, mentre nella parte inferiore si legge la scritta ”Sc(ogli)hettino”.

Auguri, auguri e ancora auguri per Bruno Arena!

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A quasi un anno dalla tragica emorragia cerebrale che colpì il comico di Zelig sul palco, Bruno Arena festeggia in ospedale i suoi 57 anni. I suoi fan però lo continuano a sostenere assiduamente e sono stati in molti oggi a lasciare sui social network i loro pensieri, messaggi e auguri ad Arena. In tanti si augurano di poterlo rivedere sul palco quanto prima e noi di Tuttacronaca che gli auguriamo auguri, auguri e ancora auguri per un sereno compleanno e per un anno che lo possa far tornare a essere protagonista sulla scena insieme all’amico e collega di sempre Massimiliano Cavallari.

Allerta pidocchi nelle scuole italiane

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Il ritorno dalle vacanze natalizie si è aperto con l’incubo dei pidocchi per gli studenti italiani “Si registrano già numerosi nuovi casi nelle classi, alla materna, ma anche alle elementari e alle medie, e questi parassiti ormai si ‘affacciano’ persino nelle classi di liceo”, conferma Italo Farnetani, pediatra a Milano, che ha condotto un sondaggio su un campione di 37 pediatri italiani. “Ebbene, rispetto agli anni passati nel 2013 il fenomeno ha segnato un aumento di circa il 15%: gli under 18 colpiti sono stati più di 1,7 milioni contro il milione e mezzo atteso. E se i più fortunati affrontano una sola infestazione, sovente gli episodi si ripetono”.

Secondo le stime, il parassita colpisce in un anno circa 900 mila bimbi sotto i 6 anni. Seguono in classifica le elementari con oltre 600 mila ‘attaccati’ fra i 6 e i 12 anni, e quelli delle medie e delle superiori (220 mila 13-18enni). “I prodotti efficaci ci sono, ma costano cari. Abbiamo una vasta scelta di spray, oli e shampoo ad hoc, non troppo aggressivi per la cute e i capelli dei piccoli, i cui costi in media – prosegue l’esperto  – si aggirano intorno ai 13-15 euro, e dal momento che il trattamento va ripetuto almeno una volta, si capisce come la lotta ai pidocchi costituisca una spesa non indifferente. Secondo me il ritorno di questi parassiti è dovuto in parte alla mancanza di controlli, in parte però anche alla crisi”.

“Basta un bimbo che non fa il trattamento – afferma il medico – per infettare tutta una classe. Così capita che magari i genitori rinviino l’acquisto, evitino il secondo trattamento, riducano le dosi compromettendone l’efficacia, o ricorrano a più economici metodi della nonna e al fai-date. Ecco perchè sono convinto che questi prodotti dovrebbero essere dispensati gratuitamente a livello di Asl”.

Secondo il pediatra, la prevenzione passa per un’adeguata routine igienica familiare: “Molti genitori lavano i capelli al bambino una volta a settimana – dice il medico – . Basterebbe farlo due volte e controllare in queste occasioni l’eventuale presenza di lendini o pidocchi, per intercettare l’infestazione agli inizi”.

Il dietro le quinte della politica, cambiare tutto… per un Letta-bis?

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Il Premier Letta è in volo verso il Messico con l’obiettivo di promuovere il “made in Italy”, ma ha ancora sulle spalle il fardello del duro confronto avuto con il segretario Matteo Renzi che si è già sfogato con il suo staffa affermando «Non ci siamo, il governo deve cambiare marcia. La sua azione è ancora del tutto insoddisfacente». Ma come nell’ottica che ha distinto questo governo di larghe intese  fortemente voluto dal Presidente Napolitano, l’ottimismo di Enrico Letta ancora una volta sembra non sbriciolarsi contro l’ennesimo muro.

Tant’è che in bella vista, nella cartellina stampa portata in aereo, secondo alcune fonti vicino al Premier, ci sarebbe l’intervista di Graziano Delrio a “Il Messaggero”, in cui il ministro renziano ha escluso le elezioni anticipate se il governo sarà in grado di compire «un vero cambio di passo». «Se questa è la linea, c’è piena sintonia. Anche per Letta serve una svolta ambiziosa, un nuovo inizio», spiegano i collaboratori del premier, «ed è consapevole di avere davanti un’occasione irripetibile: realizzare in 14 mesi le riforme ferme da vent’anni». Così il premier in queste ore sta mettendo nero su bianco «un cronoprogramma da togliere in fiato». «Con date stringenti e certe e con l’impegno ad arrivare alle elezioni europee di maggio con in tasca l’approvazione della legge elettorale e i primi due sì al nuovo Senato delle autonomie. Più il job act e nuove misure per il rilancio dell’economia».

Insomma si sta muovendo su più fronti l’azione di Letta in queste ultime ore, da una parte si parla di rimpasto e di levare alcune persone dall’esecutivo che negli ultimi giorni sono diventate veri e propri “boomerang”, dall’altra c’è di accontentare le richieste di Matteo Renzi. Sia il premier che il segretario sono sempre più convinti che se entro il 27 gennaio verrà siglato un “contratto di coalizione” ambizioso e «rivoluzionario», per forza di cose la compagine di governo dovrà essere adeguata «alla nuova sfida». «Con un programma diverso servono anche uomini diversi», commenta Bruno Tabacci che venerdì ha incontrato Letta. Se il contratto di coalizione soddisferà Renzi allora Letta andrà al Quirinale per dimettersi e il Capo dello Stato lo rispedirà alle Camere per formare un nuovo esecutivo. In particolare saranno i ministeri chiave a “cambiar faccia”, soprattutto quelli dedicati all’economia e allo sviluppo. Chi sicuramente avrà difficoltà a mantenere il suo posto è anche Giovannini le cui idee sul lavoro non sono conciliabili con il jobs act di Renzi. Ma nel mirino ci sono naturalmente anche altri nomi a iniziare dal ministro De Girolamo alla Cancellieri, ma anche Emma Bonino, accusata di non avere gestito al meglio la vicenda dei marò carcerati in India.

Il dietro le quinte è comunque turbolento nonostante Letta mantenga la sua calma e la sua serenità vede che il suo futuro stretto a destra da Alfano per le unioni civili e a sinistra da Renzi sul lavoro è ormai un viottolo di montagna accidentato. Potrà quindi riuscire ancora una volta a mediare?

Vanzina contro la politica… ma poi “vivere come culti è una tragedia”

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Dopo la polemica suscitata dal film di Virzì, Enrico Vanzina ai microfoni de La Zanzara di Radio 24 non risparmia nessuno e dichiara di essere favorevole ai finanziamenti pubblici per il cinema solo alle opere prime:

 

“Il cinema si deve misurare col mercato. È ridicolo vedere quella lista in cui ci sono i massimi autori della lobby di un certo tipo che prendono tutti quei soldi. Quella è una lobby che funziona sia col centrosinistra che col centrodestra, una cosa inconcepibile”. 

Come riporta Libero, il regista ha dato poi le pagelle ai politici.

“Renzi? Non mi piace perché la butta sempre in caciara. Però ha delle meravigliose doti da attore, fa delle battute di effetto, forse gliele scrive Brizzi. Credo che sia affascinato da Berlusconi, e viceversa”.

A proposito del possibile nuovo coordinatore di Forza Italia Vanzina spiega

“Toti? E chi è? Non lo conosco  io conosco solo Totti”.

Vanzina esce in questi giorni con un nuovo film “Sapore di te”, diretto insieme al fratello Carlo.

“A quelli che ci considerano ancora come cinema di serie di serie B dico che ormai con mio fratello siamo diventati dei culti. Vivere essendo culto è una tragedia. Fanno tesi di laurea, mi invitano a convegni dove vorrei parlare di cinema, invece si parla sempre di st******e e mai di cinema”.

Poi una puntualizzazione su Brunetta che sostiene che Zalone ha fatto un film berlusconiano. Secondo Vanzina, l’ex ministro

 ”Ha detto una st******a”.

Quanto alle parole di Virzì sul Nord, Vanzina sostiene che

“Sbagliano quelli che se la prendono per la storia della Brianza. È inconcepibile che un artista, prenda come sfondo una regione, un popolo, una città, e quelli si arrabbiano. Tanti anni fa, in uno dei più bei film della commedia all’italiana, Signore e signori, Pietro Germi distruggeva Treviso”.

Poi ha aggiunto:

“Paolo Virzì sbaglia a parlare di berlusconismo. Questo è conformismo, non ha più senso dire queste cose”.

 

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