Video shock: a 9 anni, ubriaco, si vanta di fumare marijuana

i-bet-this-drunk-kid-from-new-zealand-has-some-great-parents-tuttacronacaHa solo 9 anni un babimno di origine Maori che, in un video shock diffuso in rete, appare completamente ubriaco e si vanta di fumare marijuana. Il bimbo, che si trova in un gruppo di ragazzini molto più grandi di lui che costringono l’intervistatore e produttore del video ad allontanarsi, afferma di  aver bevuto 18 lattine di whisky e cola comprategli dalla zia. La madre, con la quale il piccolo vive, si è detta sconvolta per le condizioni in cui si trovava quando la polizia l’ha riportato a casa e ha detto di ignorare il fatto che la zia gli fornisse alcolici. Sia il bambino che il fratello maggiore hanno pochi contatti con il padre. La donna si è detta scioccata per le immagini del video e denuncia: “Al posto di diffondere un video su YouTube avrei preferito mi avessero chiamato a casa e avvertito di quanto stava accadendo a mio figlio”.

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L’aggressione in centro a Roma: parlano le vigilesse

aggressione-roma-tuttacronacaDue giorni fa, in via Borgognona a Roma, una delle strade più costellate di negozi di lusso della Capitale, una ragazza è stata aggredita da quattro giovani. A salvarla, due vigilesse. La stessa strada, come lamentano i residenti, ha due volti. Cambia infatti aspetto subito dopo la chiusura delle saracinesche, quando si trasforma in una specie di Bronx. A descrivere l’aggressione, attraverso il racconto delle due donne vigile che hanno sventato uno stupro, è Massimo Lugli, su Repubblica. Gli aggressori, tre dei quali subito arrestati, sono “artisti di strada” per i quali Roma è diventata una attrazione e un santuario, da quando il Comune è guidato dal sindaco Ignazio Marino che ascolta tanto il vicesindaco Negri che il Sel, partito di tanti emarginati e tra questi sono gli artisti di strada, che a Roma hanno avuto un riconoscimento, pur con qualche retromarcia, che nemmeno Michelangelo e Giuseppe Verdi ebbero. Nel racconto di Massimo Lugli parlano le vigilesse:

«Quei tre continuavano a insultarci, gli insulti tipici degli uomini alle donne… Uno di loro ha addirittura cercato di agguantare di nuovo quella ragazza e trascinarla via, davanti a noi. Abbiamo provato una gran rabbia…».

“Cento chili in due”

le descrive Massimo Lugli:

“Due scriccioli in divisa ma toste come tigri. Giorgia Lizzi è una biondina esile e molto graziosa, un po’ imbarazzata davanti a taccuino, macchina fotografica e soprattutto al suo comandante, Raffaele Clemente. Angela Santalucia ha i capelli grigio ferro e un’espressione decisa. Le due vigilesse («istruttrici della polizia locale, prego») hanno salvato dallo stupro, in pieno centro, una commessa di 25 anni, aggredita da quattro polacchi ubriachi mentre tornava verso casa in via Borgognona.

“È accaduto poco dopo le 20. Epilogo: tre dei bruti sono in carcere in attesa del processo, un altro è riuscito a scappare, la vittima se l’è cavata con 30 giorni di prognosi per una distorsione e un tremendo shock. Un episodio che ha riattizzato le polemiche sulla sicurezza nella Capitale”.

«Eravamo di servizio a piazza di Spagna» racconta Giorgia che, come la sua collega, non è armata. «A un certo punto si sono avvicinati due ragazzi e ci hanno detto che in via Bocca di Leone c’era un gruppo di musicisti ubriachi che non faceva entrare le persone nei palazzi e dava fastidio. Abbiamo lasciato la macchina e siamo andate a vedere. Quando siamo arrivate quei quattro stavano molestando la ragazza, l’avevano immobilizzata e la stavano strattonando».

La giovane donna, elabora Massimo Lugli,

“aveva già i pantaloni abbassati e quello che sarebbe accaduto senza l’intervento delle due agenti è facilmente intuibile”.

Prosegue il racconto di Angela Santalucia:

«La mia collega si è subito messa in mezzo, ha difeso quella ragazza che piangeva e le ha fatto scudo col suo corpo. Io ho chiesto i documenti e due di loro me li hanno dati mentre uno si è dileguato. Poi, però, sono diventati aggressivi. Uno di loro, un tipo piuttosto robusto, ha cercato di strapparmi il documento, si è fatto avanti e a questo punto ho preso lo spray urticante e gliel’ho spruzzato in faccia. Lui è arretrato e ha tentato di scappare. L’ho inseguito ma uno dei complici mi ha colpita da dietro con una valigetta che conteneva uno strumento.

«Nel frattempo, però, erano arrivati i colleghi e, tutti assieme, abbiamo ammanettato quei tre».

Ancelotti e la stroncatura di SuperMario

balotelli-oro-tuttacronacaContinua il periodo non positivo di Mario Balotelli che, dopo l’obbligo del tribunale di Brescia a effettuare il test del Dna, viene anche bocciato da Carlo Ancelotti, che in Spagna parla della Nazionale: “L’Italia è dietro a Spagna, Brasile, Germania e Argentina. Prandelli cercan di ringiovanire la rosa, ma dipende dall’esperienza a centrocampo. Davanti non abbiamo top player, Balotelli non lo è. Ha talento, ma è troppo discontinuo”. A Radio Nacional il tecnico parla anche di un suo possibile futuro proprio sulla panchina degli Azzurri: “Può essere. Ma per me fare il ct sarà l’ultimo lavoro da allenatore e per il momento mi piace lavorare tutti i giorni sul campo. Non sto pensando di guidare una Nazionale, ma mi piacerebbe in futuro”. Futuro che se fosse alla guida degli azzurri non sarebbe facile per il tecnico del Real Madrid: “Al Mondiale partiamo dietro tre quattro selezioni. Prandelli sta cercando di ringiovanire la squadra, ma la verità è che l’Italia dipende molto dai suoi centrocampisti. Pirlo, De Rossi e Motta portano tanta esperienza. In più in attacco non abbiamo fuoriclasse. Stiamo sperando tutti in Balotelli, però non è continuo”. Chiusura sul calcio italiano e sul suo futuro da allenatore: “Llorente sta facendo benissimo alla Juventus e i bianconeri vinceranno facilmente lo scudetto. Io in Bundesliga? E’ un grande campionato ma non ho voglia di imparare un’altra lingua”.

Hollywood e la Cia: quando l’agenzia s’infiltrava nel cinema

hollywood-cia-tuttacronacaE’ John Rizzo, ex legale della Cia, a rivelare nel suo libro di memorie “Company Man: Thirty Years of Controversy and Crisis in the Cia” che l’agenzia di spionaggio Usa ha si è infiltrata per anni nel mondo del cinema. Stando a quanto scrive, infatti, la Cia avrebbe usato Hollywood per decenni per infiltrarsi nelle troupe cinematografiche che andavano a girare i film in paesi in cui per gli 007 era difficile operare. ”La Cia ha avuto un lungo rapporto speciale con l’industria del cinema – afferma Rizzo – prestando considerevole attenzione a rafforzare i legami con tutto il personale di Hollywood, e con i responsabili degli studi cinematografici, i produttori, i registi, le comparse e anche gli attori piu’ famosi”. Il Los Angeles Times rileva che per Rizzo non è assolutamente reale il luogo comune per cui Hollywood sia soprattutto di sinistra: ”Gente che normalmente viene associata alle cause piu’ liberali ha collaborato con la Cia”, assicura. Ed erano tanti i modi in cui gli 007 ‘pagavano’ produttori, registi e attori, per i servigi resi: anche con la cocaina, rivela Rizzo.

Guarda un po’ chi indossa un maglione!

alpaca-maglione-tuttacronacaSembra incredibile eppure le immagini lo testimoniano: all’Aiken Alpaca di Chiwanee Farms in South Carolina gli alpaca cuccioli… indossano un maglione! Sherry Forney, che gestisce la fattoria con il marito, ha spiegato: “Dovevamo proteggerli dal freddo e coprire il vello e così abbiamo pensato di fargli indossare dei maglioni”. Sembra proprio che il freddo in Usa quest’anno non risparmi nessuno…

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Salvini: “Chi tocca la Lega abbia paura”

matteo-salvini-tuttacronacaGiornata intensa, quella di ieri, per il segretario leghista Matteo Salvini che dopo la protesta ai caselli ha preso anche parte alla fiaccolata a Torino a sostegno della giunta Cota. “Il prossimo leghista che toccheranno, non so se sarà a Torino, Milano, Genova, Pordenone, o Vicenza – ha detto Salvini – dodici ore dopo, non solo noi ma mille, duemila, diecimila persone, pacifiche ma non tanto, si mobiliteranno e qualcuno cominci ad avere paura, perchè la paura fa bene”. Del resto Cota non si arrende e lunedì riunirà la Giunta per conferire ufficialmente agli avvocati l’incarico di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha azzerato il risultato delle elezioni. Una nuova battaglia dai tempi piuttosto stretti (la data limite è il 30 gennaio) e dai contorni incerti. “Per prepararci adeguatamente – lamenta tra l’altro uno dei legali del centrodestra – dovremmo aspettare le motivazioni del provvedimento dei giudici, che però potrebbero arrivare solo fra dieci giorni”. Come spiega l’Huffington Post: 

 

 

Finisce insomma ai supplementari una partita che ora viene criticata per la sua lunghezza: l’ex presidente Mercedes Bresso aveva presentato i ricorsi nel 2010 all’indomani del voto, ma ci sono voluti quattro anni prima che si arrivasse a un punto fermo. E se i burloni del web si scatenano (“Il Tar ha annullato le elezioni perché all’epoca il Piemonte si chiamava Regno di Sardegna”, “domani annullerà il referendum monarchia-repubblica” e via scherzando) c’è chi, come Pierluigi Mantini, del Consiglio di presidenza della magistratura amministrativa, vuole aprire un’indagine interna perché “quarantacinque mesi sono decisamente troppi”. In realtà, dopo una prima sentenza interlocutoria del 2010 emanata dallo stesso Tar (ma i giudici erano diversi), la causa si è dispersa fra tribunali civili e penali, pronunce del Consiglio di Stato e persino della Corte Costituzionale.
“Nessuna lentezza da parte dei magistrati amministrativi, il giudizio è stato sospeso per mesi anche perché si dovevano definire le questioni di rilievo penale”, osserva Giampiero Lo Presti, presidente dell’Anma.

Adesso la sentenza è esecutiva, ma Giunta e Consiglio regionale, in attesa che si definisca la questione, rimangono insediati per sbrigare quegli affari “urgenti e indifferibili” che, se fossero trascurati, potrebbero danneggiare “l’ente Regione e il Piemonte”: si fa l’esempio della valutazione di metà mandato dei direttori delle Asl o ai progetti da finanziare con i fondi Ue. Un altro punto fermo: gli atti compiuti dal 2010 a oggi, secondo i giureconsulti interpellati da piazza Castello, restano validi.

 

La prossima settimana non sono previste sedute del Consiglio regionale, ma solo i lavori della Commissione Bilancio. I capigruppo avevano in programma una riunione, lunedì, per discutere di legge elettorale, ma è probabile che parleranno d’altro. Meno probabile, invece, una discussione della Giunta per le elezioni su Michele Giovine, il consigliere regionale che con la sua lista dei ‘Pensionati per Cota’ è stato la pietra dello scandalo. Giovine è stato sospeso dopo la condanna della Corte d’Appello di Torino e percepisce metà dello stipendio: nelle scorse settimane la pena di due anni e otto mesi è diventata definitiva e dovrebbe decadere, ma l’eventuale azzeramento di tutto il Consiglio porterebbe la questione in secondo piano.

 

Quanto al centrosinistra, che vuole un election day in primavera, gli avvocati stanno cercando di capire se esistono soluzioni giuridiche in grado di costringere Cota a lasciare subito lo scranno di governatore.

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Quello strano vulcano che erutta lava blu

Kawah Ijen-tuttacronacaIl vulcano Kawah Ijen, che sorge a sud dell’isola di Java, erutta. ma la lava sembra essere di colore blu. Aspetto questo che, oltre a rendere tutto più misterioso e alieno, garantisce spettacolarità alle immagini. Gli scienziati cercano di dare una spiegazione all’evento.

L’interno del cratere del vulcano è occupato quasi per intero da un lago sulfureo di un verde innaturale e qui, negli anni sessanta, i primi minatori piantarono dei tubi di metallo nelle viscere del vulcano per estrarre lo zolfo.

“I più dotati sono pieni di vizi”: le persone intelligenti bevono di più

alcool-intelligenza-tuttacronacaUna singolare tesi quella sostenuta da uno studio recentemente apparso sulla Review of General Psychology. Si ritiene infatti che alcool e intelligenza potrebbero essere connesse in quanto chi ha un quoziente intellettivo superiore alla media tende a bere di più. Per giungere a una simile conclusione è stato somministrato, a un gruppo di 1500 volontari, un test d’intelligenza che ha dimostrato che quelli più dotati intellettualmente erano quelli con il vizio dell’alcol. Secondo lo psicologo John D. Mayer della Western Reserve University, le persone più intelligenti tenderebbero a fare maggiormente proprie le esperienze evolutive ed il consumo di alcolici, unitamente a quello di sostanze stupefacenti e tabacco.

Emergenza acqua in America: sostanze chimiche nel fiume

emergenza-acqua-virginia-tuttacronacaE’ emergenza in Usa per la presenza di sostante tossiche nel fiume Elk vicino a Charleston in West Virginia, e il presidente Barack Obama ha firmato una dichiarazione di allerta con la quale viene vietato l’uso dell’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico. Secondo il portavoce della protezione ambientale tale contaminazione, che ha obbligato gli abitanti di 9 contee dello stato alla corsa al rifornimento nei supermercati, la contaminazione delle acque ha avuto origine da una perdita alle Freedom Industries, vicine all’acquedotto statale. Il prodotto velenoso è “metanolo 4-Methylcyclohexane” e la sua presenza risulta dalle analisi continue svolte dagli esperti su campioni di acqua. In questi giorni, spiegano le autorità locali, si sono contate almeno 800 persone obbligate a ricorrere alle cure mediche e anche decine di animali sono rimasti colpiti dal fenomeno. Nel frattempo è stato ordinato che la cisterna incriminata, quella da cui è fuoriuscita la sostanza chimica che ha contaminato il fiume e si è infiltrata negli impianti di trattamento delle acque, venga svuotata.

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Crollo a Matera: gravi le condizioni del sopravvissuto

crollo-matera-tuttacronacaSi chiama Nicola Oreste l’uomo ritrovato ed estratto ancora viva dalle macerie 12 ore dopo il crollo della palazzina di Vico Piave a Matera. L’uomo si trova ora mel reparto di rianimazione e le sue condizioni sono molto gravi: i medici hanno accertato un “quadro clinico molto complesso”. Secondo quanto reso noto dall’Azienda sanitaria di Matera, l’uomo è costantemente sottoposto a controllo degli organi vitali. Per lui, è stato reso noto nella notte, “saranno decisive” le prossime 12-24 ore.

“I veri eroi …

eroe-quotidiano-tuttacronaca… sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un’officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza”

-Fabio Volo- (Esco a fare due passi, 2001)

Italia = mafia! Anche Praga sfrutta lo stereotipo

al-capone-pizzeria-praga-tuttacronacaLa scorsa estate il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli aveva scoperto, a Copenaghen, il ristorante Mama Rosa, dove abbinano la Sicilia con Cosa Nostra sfruttando i soliti stereotipi mafiosi. Prima ancora dilagava lo scandalo di Don Panino, ristorante viennese che utilizza i nomi dei boss di Cosa Nostra, ma soprattutto delle vittime della lotta alla mafia, per dare il nome ai suoi panini. In Italia continuiamo a lottare contro la mafia, omaggiamo e ricordiamo i nostri eroi, organizziamo anche feste in occasione di ricorrenze importanti come il 15° anniversario dell’arresto di Totò Riina. Perchè il Belpaese è anche molto altro. Perchè c’è chi crede e lotta per una Nazione migliore, in grado di risollevarsi, dove la legalità la faccia da padrone e ci siano prospettive per il futuro. Eppure anche le nostre eccellenze vengono ricollegate alle pagine più oscure, al lato nero. E la nostra cucina, giustamente famosa in tutto il mondo, diventa un modo facile per sfruttare un “marchio” diffamatorio e stereotipato. L’ennesimo esempio arriva da Praga. Qui non solo ci si può imbattere nel ristorante e music club La Mafia, c’è anche una pizzeria Al Capone. Dov’è possibile consumare un intero pasto che “omaggia” questa figura. Gnocchi, insalata e l’immancabile pizza. E non manca il dessert. Un altro Paese dell’Unione Europea che dimostra di non conoscere i “Paesi amici”. Un altro esempio di come il razzismo scorra sotterraneo e diventi un modo per farsi pubblicità. E che gioca facile. Quanti saranno i locali che, per promuovere la propria presunta italianità, oltre a Rialto, Vesuvio e BelPaese, utilizzano nomi come Mafia, Camorra o altri facili riferimenti? Quando, magari con un po’ di nostalgia di casa perchè apparteniamo al gruppo “cervelli in fuga”, potremo gustarci un piatto italiano in un locale con un nome che davvero ci ricordi l’orgoglio di appartenere a questa Nazione? Quando ci sentiremo a “casa” in Europa?

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