I nostri sette giorni… tra polemiche, attualità e curiosità!

7 giorni

E’ terminata un’altra settimana densa di eventi e ci siamo sbizzarriti nel commentare le notizie più disparate. Una su tutte ha catturato l’attenzione generale e scatenato la vostra reazione: la pubblicità di un parco giochi svedese che mostra dei bambini piangenti perchè “costretti” a trascorrere le vacanze in Italia, a Maiorca o a Creta invece che nell’attrazione locale. Tranne poche eccezioni, sembra quasi che noi di Tutta la pensiamo più come gli svedesi che non come gli italiani. Infatti, in molti, non sempre spiccando per educazione, hanno ritenuto ironico e simpatico un progetto che la stessa popolazione svedese ha definito “di cattivo gusto” tanto da far partire una controcampagna e da convincere il parco a ritirare la pubblicità. Dalla reclame… all’edificio fallico! Come può non incuriosire la notizia che la Cina si sente in imbarazzo, tanto da bloccare in internet le immagini, per un edificio che, in fase di costruzione e con le impalcature sulla sommità assomiglia così tanto ad un organo sessuale maschile? Ma siamo pur sempre in Italia, quindi chiaro che “le vergogne nostrane” vengono tenute sotto controllo. Al terzo posto degli articoli più letti, infatti, si è classificato il pezzo su Gloria Ibatici, vigilessa della provincia di Reggio Emilia che sembra continuare a scivolare nella “cattiva strada”. Già agli arresti domiciliari perchè coinvolta in un caso di traffico di droga, lla Ibatici ora si è ritrovata anche con una denuncia per truffa ai danni dello stato: sembra infatti abbia fatto richiesta per i venti giorni di licenza matrimoniale… senza contrarre matrimonio, o quantomeno, non in forma legale! Se una donna in divisa in Italia si comporta in questo modo… forse meglio spogliarsi di ogni abito! Ecco allora che a Dusseldorf una donna ha attraversato la città sui mezzi pubblici indossando solo scritte: per la serie “il corpo di una donna è un’opera d’arte”. La lei in questione è una modella e ha indossato solo occhiali, borsa e scarpe per realizzare la nuova opera di Milo Moire. Incredibile, sembra che gli altri passeggeri dei vari mezzi non si siano quasi accorti di lei.

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Ma la settimana, purtroppo, non è stata solo “arte”, riuscita o meno che fosse, sembra odio e morte continuino a visitare la nostra Terra. Ecco allora che seguiamo quello che accade e ci sentiamo coinvolti quandosi tratta di scoprire la verità sulla morte: accade con il caso della piccola Yara: le indagini ora si spostano anche in Svizzera, dove potrebbe vivere la madre del suo assassino. Ma se ancora non si conosce la verità sul suo omicidio, altri due casi sono stati aperti, altre due giovani vite spezzate e, in entrambi i casi, si è parlato di femminicidio: Ilaria Leone e Alessandra Iacullo.   Ma non solo Italia, per quello che riguarda la cronaca mondiale, in particolare ha catturato la vostra attenzione un probabile attentato che ha fatto precipitare un boeing 747 in Afghanistan.

In tutto questo poteva essere che non ci fosse nulla d’interessante in campo politico? E’ arrivata l’ennesima notizia che potrebbe coinvolgere il Cavaliere: il decreto legge anti corruzione, infatti, così come spiegano gli esperti, potrebbe mandare in fumo l’intero processo che riguarda il caso di Ruby Rubacuori. E’ l’ennesimo caso in cui gli italiani pagano per un processo che finisce in un nulla di fatto? Non preoccupiamoci troppo: in Germania sono arrivate le banconote da 30 euro!

Ma tutto è già alle spalle, in questi tempi così rapidi, e il prossimo futuro inizia ora. E allora vogliamo chiudere dando il benvenuto al mondo a una piccola giraffina nata allo zoo di Los Angeles: possiamo provare a guardare alla vita con gli occhi di chi non ha perso la sua innocenza?

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

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Uno sguardo a… la ribollita

La ricetta la trovi QUI!

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Gino Bartali in pista… Tour de France, 1948

Gino Bartali -l’intramontabile- interpretato da… Pierfrancesco Favino

Gino Bartali sul set de… Totò al Giro d’Italia

Gente di Ponte a Ema… Gino Bartali

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Uno sguardo a Ponte a Ema… la targa

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Uno sguardo a Ema a Ponte… Museo del Ciclismo “Gino Bartali”

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Uno sguardo a… PONTE A EMA (Firenze)

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L’abito da sposa fatto con i documenti del divorzio

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Nel giorno del proprio matrimonio sicuramente un po’ di stravaganza per dare un tocco di originalità alla cerimonia non guasta, ma forse arrivare a indossare un abito da sposa costruito con i documenti del divorzio non è certo un buon auspicio. L’idea è di una giovane design di arte che ha voluto in questo modo rompere i tabù e forse anche simbolicamente dimostrare come l’amore vince sempre, anche su una precedente esperienza negativa. Naturalmente c’è chi invece ci ha visto la precarietà del matrimonio o chi ha sostenuto l’ecosotenibilità del vestito… chi sarà il prossimo a commentare l’abito da sposa più stravagante al mondo?

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La festa del Patrono finisce in tragedia… crolla un balcone sulla folla

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Un balcone è crollato durante la festa patronale di Portici. 2 vittime. 2 donne che erano affacciate  insieme ad altre due persone, quando il pavimento, in pietra lavica, ha ceduto.  Nel crollo sono rimaste ferite anche 8 persone di cui 2 sono gravi e si è preferito trasportarle all’ospedale  Maresca di Torre del Greco e al Loreto Mare di Napoli.  Il fatto è accaduto al corso Garibaldi, intorno alle 20.40, sotto gli occhi di centinaia di persone. Sul posto gli agenti del commissariato di Portici ed i vigili del fuoco.

 

Inarrestabile Cavani: Napoli-Inter 3-1

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Al San Paolo scendono in campo due squadre con il morale opposto: gli azzurri, che recuperano Cavani, potrebbero mettere al firma ad un secondo posto meritatissimo in classifica mentre i nerazzurri, dopo un buon avvio di stagione, si ritrovano con una squadra decimata. Ma gli uomini di Stramaccioni, non ancora fuori dai giochi, hanno il dovere di provarci fino all’ultimo.

Se qualcuno aveva dubbi che il Napoli fosse determinato a vincere, bastano i primi tre minuti di gioco per fugarli: al 3′ Pandev lancia in profondità per Cavani che passa in mezzo a Ranocchia e Chivu e tira dritto in rete: 1-0! Dopo due minuti, punizione per l’Inter, ma De Sanctis respinge in angolo la botta di Guarin. In attacco, l’Inter manca di punti di riferimento e la situazione non si sblocca in offesa. Al 12′ è ancora la squadra di casa a farsi sotto, ma Handanovic para con sicurezza il colpo di testa di Maggio. L’Inter prova a rispondere con Pereira, ma il portiere celeste non ha difficoltà a fare sua la sfera. Dopo 15 minuti di gioco, Guarin inizia a crossare e tenta due volte di battere De Sanctis senza fortuna. Al 22′ una leggera spinta di Zuniga da dietro ad Alvarez regala un rigore all’Inter che lo stesso giocatore realizza: 1-1! I partenopei sembrano trarre nuova energia dalla situazione: continua a pressari finchè Jonhatan non mette giù Zuniga in area: rigore per il Napoli realizzato da Cavani: 2-1! L’Inter ricomincia a salire per tentare di far partita, ma mancano gli spunti, problemi che non sembrano avere i celesti, che comunque non preoccupano eccessivamente, nei minuti finali, Handanovic. L’ultima azione arriva al 45′: cross di Dzemaili messo fuori dalla difesa dell’Inter, arriva Hamsik che prova il destro, l’estremo difensore respinge.

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Quando tornano in campo, al posto di Benassi Stramaccioni schiera Cambiasso e già al 1′ Maggio prende una testata alla tempia da Pereira che cercava di anticiparlo: si rialza quasi subito. Entrambe le squadre non mollano ed entrambi i portieri devono stare attenti a difendere le rispettive reti. Inter pericoloso al 13′ per un errore nella difesa partenopea: il pallone schizza verso l’area, lo raccoglie Alvarez che prova il destro, De Sanctis respinge in calcio d’angolo. Al 22′, su cross di , da due passi Cavani calcia sul fondo: opportunità sprecata per il Napoli. Al 33′ Cavani realizza la sua personale tripletta: apre a sinistra per Pandev, cross basso per lo stesso Cavani che in scivolata batte Handanovic- 3-1! A questo punto l’Inter depone le armi, gli ultimi minuti scorrono lenti e i tifosi partenopei possono iniziare a festeggiare l’ingresso in Champions League.

Enrico Letta a Che tempo che fa… non è un buon tempo! Imu è un ospite?

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“Ognuno di noi avrebbe voluto un governo diverso e abbiamo passato 60 giorni senza un governo per una legge elettorale assurda”. Così esordisce Enrico Letta a Che tempo che fa. Poi aggiunge: “la riduzione alla metà del numero di parlamentari, ma per questa riforma ha bisogno di una revisione della Carta costituzionale e quindi tempi più lunghi. Bisognava uscire da quella crisi politica, e quindi il governo di servizio lo ha scelto Napolitano” Per fortuna che non ci hanno fatto un governo di disservizio!

Il Pdl ha chiesto l’abolizione dell’Imu. Alla domanda di Fazio, Letta risponde che “bisogna essere chiari e lineari. Il discorso che io ho illustrato in Parlamento e sul quale ho ottenuto la fiducia è il perno su cui vive il governo. Quindi io parlerei del problema casa e non dell’Imu che è riduttivo”. Beh effettivamente non abitiamo l’Imu, l’Imu è l’ospite inaspettato! L’Imu, non se ne va dopo tre giorni, ma ti chiede di lavorare per lui/lei… Cosa preferiamo un Imu donna o uomo? Potremo scegliere con chi coabitare? Ma si può sperare in una casa, almeno la prima, senza Imu?

Letta poi torna a spiegare attentamente il problema legato alle case “Il crollo d’edilizia, la fatica di cercare casa per le giovani coppie, porterà a rivedere l’Imu e a superarla… (quando?), andrà messo un progetto (ecco un progetto, ci mancavano i progetti!) di affitti agevolati per le giovani coppie e le ristrutturazioni ecosostenibili. Per l’Imu faremo un decreto per sospendere la rata di giugno e poi metteremo in campo un processo di rinnovamento. L’Imu non è una cosa di Berlusconi, faceva parte di tutti i progetti politici (progetti, basta la parola?) dei 3 partiti di maggioranza, che si vada in quella direzione è quindi chiaro”. Insomma c’è un progetto e lasciamoli lavorare… LAVORI IN CORSO, CAMBIATE CORSIA!

Ma quindi chi ha introdotto l’Imu è stato un boia? E anche qui Letta sorvola alla grande come un politico consumato (forse dopo la due giorni e tre nazioni, un po’ usurato lo è visto che gli manca anche la voce!) “E’ stata introdotta in un momento eccezionale, io mi auguro che le condizioni ora sono diverse”. Sì, infatti sono peggiori!

Serve un 1 mld e mezzo per la Cig, come facciamo? E anche qui il Presidente del Consiglio ha una risposta che non lascia dubbi: “Questa è la seconda priorità, troppe persone in Italia sono state colpite dalla crisi e non si può interrompere la speranza, ma è sempre in una logica simile a quella dell’Imu. (cioè dobbiamo coabitare anche con gli operai in Cig oltre che con l’Imu???)

Poi Letta vuole sottolineare un concetto fondamentale “Non è un governo di toppe, bisogna intervenire e riformare”. Le toppe costano troppo e le dobbiamo importare dalla Germania? Meglio riformare o rinfornare tutta l’Europa?

Per il momento sono, a detta sempre del Presidente,  le tutele che vanno riformate, “il ministro Giovannini ha questo compito, soprattutto di estenderle alle piccole imprese (che nel frattempo hanno chiuso)  e con la possibilità che un lavoratore con un bagaglio diverso possa riaccedere al mondo del lavoro.”  O farsi la valigia di cartone ed emigrare?

Pensa alla necessità di una manovra: “spero di no!” questa è la risposta secca di Letta. Ora sì che siamo tranquilli…

Aumento Iva: “è temporalmente più lontano” – aggiunge il Presidente – “è anche questo uno dei temi da scongiurare. Ma cercheremo una soluzione”.  Ma sì, prendiamocela comoda, tanto arriva a luglio quando le famiglie sono in ferie e nessuno si occupa di politica.

E sugli esodati? “Questa è la terza urgenza, (almeno il nostro Presidente sa contare) su questa non c’è da discutere, bisogna dare una risposta”. Tutti in coabitazione insieme all’Imu e ai cassa integrati?

“I cittadini italiani devono rientrare nella logica che bisogna che si fidino dello Stato e che lo Stato si fidi dei cittadini”, questa è la vera sfida di Letta. Quando possiamo anche stringere la mano ai politici e dar loro direttamente il nostro portafoglio in mano? Facciamo un progetto anche per questo?

Dopo il viaggio in Europa del nostro Presidente del Consiglio, c’è anche chi, come Fassina, ha chiesto che si battessero i pugni sul tavolo affinché ci fosse una deroga per l’Italia… Ma siam pazzi? “Noi non chiederemo di fare nuovi debiti e non ne faremo altri per le generazioni future”. Così Letta condanna alla morte quelle presenti, ma che importa, tanto gli italiani sono destinati a estinguersi. E Letta aggiunge “Io penso… Mai più i debiti… quindi io non chiedo dilazioni. La logica deve essere che l’Italia è un Paese serio e noi siamo l’Europa come i tedeschi e francesi e l’Europa non può essere solo tasse e austerity”. L’Europa era un sogno che ora è diventato un incubo ma… il nostro Presidente del Consiglio ha un progetto! “Bisogna che nel vertice di Giugno si proponga un (indovinate cosa) Progetto di rilancio europeo e piani nazionali. – afferma Letta e aggiunge – se continuiamo così avremo un Parlamento europeo antieuropeista”.  Quindi un progetto di rilancio europeo… e per il 3015 siamo fuori dalla crisi!

Ma il nostro Presidente del Consiglio interviene anche sul reddito minimo garantito per le famiglie bisognose… “il tema di priorità è il lavoro per i giovani, non il reddito minimo”. Quindi niente lavoro, niente reddito minimo.

E veniamo alle ipotesi (naturalmente sono ipotesi) possibili che secondo il Presidente possono rilanciare l’economia e creare posti di lavoro “una è che il giovane che esce dallo studio ha diritto alla prova di lavoro, questo è un piano che dovrebbe entrare al 2014… ma possiamo anticiparlo al 2013”. E chi, oggi come oggi,  offre la prova? Lo mettiamo a provare a fare il call center o a dare i volantini per strada?

“La seconda ipotesi – dice Letta – è la staffetta generazionale: facciamo un’uscita più graduale dell’anziano e contemporaneamente gradualmente inseriamo un giovane.” Così abbiamo un 80enne e un 30enne , possiamo anche eliminare le badanti?

Ma l’altra sfida è abbassare le tasse sul lavoro. Ma non alzando quelle sulle rendite fiannziarie… quelle non si toccano sono già alte al 20% (altissime per alcuni, molto meno per chi ci specula in borsa, ma quelle non si toccano). Ma anche qui c’è un progetto: il vertice a  Maggio per discutere (discutere? Ancora discute? Ebbene sì, ancora discutere!) delle rendite finanziarie a livello europeo.

Ma alla base ci sono le idee chiare da parte del Presidente del Consiglio: le rendite devono costare di più e il lavoro di meno. WOW!

Lotta alla mafia? Letta risponde seccamente “Io sono talmente sicuro di dover lottare alla mafia che ho sottoscritto ‘Libera contro le mafie’ e ho il braccialetto bianco”.  E quindi siamo tranquilli ora!!! Il presidente ha il braccialetto bianco e la mafia non farà più parte di questo Paese. URRA’!

Kyenge, lo ius soli e le destre che si sono dette contrarie. E qui il Presidente qualche perplessità la mostra:   “Sarà difficile, non prometto miracoli a nessuno, a me è una questione che sta qui nel cuore (e da buon cristiano si batte il petto). Certo è un tema fuori dalla fiducia, bisogna trovare quindi  delle intese e degli accordi al lato del mio programma di governo. Io spingerò in questa direzione, ma vediamo se le troveremo”. Per il momento spendiamo solo soldi con la campagna pubblicitaria di Balotelli e facciamo parlare la Kyenge a vuoto?

Ma Letta torna su due temi importanti “Abbiamo praticamente fatto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e anche istituito una norma per cui il parlamentare che fa il ministro percepisce solo l’indennità da parlamentare”. E questo è già un passo avanti nel fosso!

Lei aveva detto mai con il Pdl e poi? “E’ un momento difficile per il Paese (grazie che Letta se ne è ricordato) in cui il Presidente della Repubblica ci ha portato a riflettere e a non avere le bandiere alzate perché c’era una situazione drammatica a cui far fronte.  Io vedo la possibilità di dare delle risposte. – chiarisce Letta – Il mio partito, il Pd (non sa neppure Letta che il suo partito è il Pd?) non ce l’ha fatta, soprattutto è stato drammatico il momento dell’elezione del Capo dello Stato. Adesso ci sarà un congresso fondativo del Pd (che quindi si è sfondato?) e lì ci sarà un progetto (ancora????) del partito per le prossime elezioni. L’idea era quella giusta, ma l’idea vincente del pd…” non ha vinto!  .

Pensando la durata… lei teme le insidie del Pd o del Pdl… “io penso solo alle insidie sociali” così si preoccupa Letta che ha appena aumentato le scorte dopo l’attentato di Palazzo Chigi. Quindi da una parte abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e aumento delle spese per la sicurezza del governo dall’altro?

Taglia alla scuola e alla cultura e ricerca? “mi prendo l’impegno -replica il Presidente –  io mi dimetto se facciamo altri tagli alla scuola, alla ricerca e alla cultura”. Come è in bilico questo governo!!!

Che tempo che fa? Non tira una buona aria!

Gaffe a Sky Sport: “Scandalo, Milan m***a!”

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Su Sky Sport, mentre  stava andando in onda il tg che parlava della giornata di campionato, scorrevano i titoli riguardanti le polemiche seguite alle decisioni arbitrali di Mazzoleni durante l’anticipo di ieri sera Fiorentina-Roma, vinta dai giallorossi ai supplementari grazie ad una rete di Osvaldo. In molti credono che i viola siano stati penalizzati e negli errori arbitrali leggono un disogno volto a favorire l’ingresso in zona Champions del Milan. Del resto che i rossoneri ricevano spesso strizzatine d’occhio da parte degli arbitri è un’ipotesi su cui ha vociferato anche la panchina dell’Inter. Ecco quindi che qualcuno in cabina di regia ha fatto scorrere un titolo eloquente: “Scandalo, Milan m***a!”. All’imbarazzo del giornalista che stava leggendo i titoli hanno fatto seguito le scuse dell’emittente e lo stesso Sabatini, in apertura del Tg, ha spiegato che si è trattato di uno scherzo di cattivo gusto da cui la redazione si dissociav, porgendo le scuse ai tifosi offesi

La “strada della morte”, la Statale del Vesuvio, continua a mietere vittime

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Tra i comuni di San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino, è avvenuto un tragico incidente che ha coinvolto una 500 ed un’Audi Q5 e nel quale hanno perso la vita due adulti ed una bambina di 11 anni. I vigili del fuoco, accorsi sul luogo dell’incidente, lungo la Statale del Vesuvio, stanno estraendo dalle lamiere i corpi delle vittime mentre il conducente dell’Audi, un uomo di San Giuseppe Vesuviano, è attualemente  ricoverato nell’ospedale di Sarno. Con lui anche un ragazzo, che era a bordo della Fiat: entrambi, feriti in maniera grave, stanno per essere sottoposti ad un intervento chirurgico. I carabinieri, anch’essi sopraggiunti, fino ad ora sono riusciti ad identificare solo una delle due donne presenti nella 500, si tratta di una 38enne.

Che scandalo Bertinotti testimone alle nozze della Marini.

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E questa è la sinistra? Con tutto il rispetto per Valeria Marini e per l’imprenditore Giovanni Cottone, ma come fa Fausto Bertinotti ha fare da testimone al matrimonio di un imprenditore? Solo per rispetto a suo padre Enrico, macchinista delle Ferrovie dello Stato,  solo per la CGIL, di cui è stato segretario della Federazione Italiana degli Operai Tessili, solo per le lotte operaie della Fiat… perchè allora rileggendo a ritroso la storia di Bertinotti alla luce della presenza al matrimonio di un imprenditore viene da chiedersi se non sia sempre stato uomo “del padrone” piuttosto che uomo “contro il padrone” in nome di quei diritti essenziali per i  lavoratori.   Ci siamo dimenticati degli sconti di cui poi Bertinotti usufruì per comprarsi casa? Prestiti agevolati in banca a nome della consorte Gabriella Fagno… ma tralasciando le cose vecchie e venendo a quelle recenti possiamo anche parlare del suo rifiuto a lasciare liberi gli uffici che gli spettano per esser stato Presidente della Camera nell XV legislatura (cioè gli spetta ancora di diritto dopo 2 legislature). Viene da chiedersi come un uomo di sinistra, che abbia fatto le lotte operaie possa aver accettato un ufficio pagato dagli italiani e tenerlo per così tanti anni anche se gli spetta di diritto.

Ma a quanto pare neppure le sollecitazioni del grillino Luigi Di Maio  sono bastate a far cambiare idea al Radical Chic di Bertinotti che non ha alcuna intenzione di lasciare liberi gli uffici del prestigioso palazzo Theodoli in piazza del Parlamento.

Balotelli testimonial dello ius soli… Siam sicuri che vogliamo lui?

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Secondo  Cecile Kyenge una legge  sulla cittadinanza basata sullo ius soli «non è una priorità del mio ministero: è la società che la chiede». Quindi vuole un testimonial che faccia una promozione affinché si crei il “clima favorevole” per l’accettazione del messaggio, una campagna «simbolo dei nuovi italiani». E chi viene scelto? Naturalmente, Super Mario. Ma perchè se è la società che lo vuole c’è bisogno di Balotelli? Perchè scomodare un campione dello sport se nell’animo di tutti c’è la volontà così chiara e limpida di accettare una legge che dia lo ius soli a tutti gli stranieri? Inoltre c’è da riflettere perchè il simbolo debba essere Balotelli… nel nostro paese accettiamo le persone nere solo se diventano campioni di calcio? Non possiamo considerare degli ingegneri, dei giudici, degli scienziati, imprenditori o dei letterati? Ricorriamo al calcio, sport nazional popolare, per accettare le persone nere? Gli stranieri li vogliamo solo se hanno un corpo palestrato, se sono famosi, se hanno una notevole forza fisica, se sono il simbolo dell’Italia vincente? Perchè non usiamo come testimonial chi studia o chi lavora duramente, chi ha fondato un’industria o chi ha saputo in Italia ricostruirsi una vita e una famiglia? Non è una scelta strana? Quanta strada occorre fare per davvero considerare i neri alla stregua di tutti gli altri se già la ministra dell’integrazione sceglie un modello come Balotelli?

Una tata italiana per Kate e William!

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Dopo un’attenta selezione è stata scelta una tata italiana come nuovo aiuto nelle faccende domestiche di William e Kate. Antonella Fresolone ha 42 anni, è nubile ed è tra le più fidate servitrici della Regina. Sarà lei dopo13 anni passati al servizio di Sua Maestà a Buckingham Palace, ora dovrà accudire il bebè reale nonché l’erede al trono e la sua consorte. Ma quali sono le doti per cui è stata scelta proprio Antonella? La signora ha una notevole fama nel suo lavoro che si è costruita con anni di abnegazione, di riservatezza e, last but not least, anche per  i suoi deliziosi manicaretti di origine scuola italica. William e Kate, infatti, sembra che vadano ghiotti di piatti di pasta e di pane fatto in casa.  E pensare che alla fine lo stipendio che percepirà sarà solo di 23mila sterline l’anno, ma non è per i soldi che la donna fa questo lavoro.

Antonella Fresolone ha saputo di essere la “prescelta” due settimane fa. Oltre alla cucina, le sue responsabilità includono la pulizia della residenza dei principi, la cura dei loro abiti, dell’argenteria e dei cristalli, la lavanderia. A lei sarà richiesto di occuparsi di ogni eventuale incombenza e di portare a spasso il cocker spaniel Lupo. Nell’avviso che a gennaio i principi affissero in bacheca a Buckingham Palace venivano richieste anche “eccellente capacità di comunicazione, verbale e scritta, capacità di lavorare in proprio e come parte di un team”.

Secondo i bene informati, William e Kate non avrebbero potuto trovare di meglio: Antonella Fresolone lavora in media 37 ore a settimana, dalle 8,30 del mattino alle 5 del pomeriggio, dal lunedì al venerdì, ma anche a tempo pieno quando è richiesto. “Antonella è rinomata per il suo lavorare sodo – rivela un insider dell’ambiente reale – è estremamente coinvolta in un lavoro che lei considera la sua vita”.

Quanto alla Regina, che ha perso una preziosa collaboratrice a Buckingham Palace, “sicuramente avrà dato la sua benedizione alla scelta di William e Kate – assicura la fonte al Sunday Express -. A lei non piace bloccare gli avanzamenti di carriera e sarà felice per il fatto che i principi abbiano accanto qualcuno di cui si possano fidare”.

Nelle intenzioni di William e Kate, il personale dovrebbe sistemarsi fuori della loro residenza, ma nel caso di Antonella Fresolone si dà per scontato che trasferirà il suo alloggio da Buckingham Palace direttamente a Kensington Palace. C’è un po’ di Italia a scaldare la fredda Inghilterra!

Ciao Rossella… La Greta Garbo italiana.

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86 anni aveva la mattatrice del teatro italiano. Rossella Falk muore a Roma, all’ospedale San Giovanni, dopo una lunga malattia. Era conosciuta come la Greta Garbo italiana anche se il suo vero nome era  Rosa Antonia Falcazappa. Aveva interpretato diversi ruoli, artista ecclettica che sapeva trasformarsi dalla Rossella di 8 e 1/2 alla sig.ra Franca Valentino de “La tarantola dal ventre” nero di Cavara, dalla Sophia Binni di una  “Giornata nera per l’ariete”  di Bazzoni alla Margaret Vervoort di “L’assassino… è al telefono” di  Alberto De Martino. Rossella Falk aveva amicizie fra i grandi dello spettacolo di tutto il mondo: era intima di Maria Callas e Dirk Bogarde, Noel Coward e Jean Cocteau. Personalità poliedrica, parlava quattro lingue, era stata traduttrice dal russo e dall’inglese di opere teatrali che in Italia ancora non si conoscevano. Il teatro fu la sua vera passione.  Lì che era riuscita a innovare i ruoli femminili con la sua interpretazione personale di  Tennessee Williams  (“l’ho conosciuto – raccontava – era rosso, piccolo, vivace e simpatico”),  Anton Cechov e Pirandello. Sul palco Rossella sapeva trasformarsi e emozionare come solo chi fin dagli esordi della carriera ha calcato quelle assi e ne conosce i meccanismi. Chi sa cogliere l’attenzione del pubblico in sala, ritardare o anticipare una battuta secondo quella sensibilità che solo i grandi artisti posseggono.

Ciao Rossella.

Rossella Falk aveva amicizie fra i grandi dello spettacolo di tutto il mondo: era intima di Maria Callas e Dirk Bogarde, Noel Coward e Jean Cocteau. Personalità poliedrica, parlava quattro lingue, era stata traduttrice dal russo e dall’inglese, cultrice di Tennessee Williams. Ha raccontato la sua vita, la carriera, gli incontri in Rossella Falk. L’ultima diva, un libro uscito nel 2006, alla vigilia del Premio Eti alla carriera.

Lazio-Bologna 6-0 La voglia di vincere dei laziali.

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La lazio si presenta con la coppia d”attacco Klose-Floccari, nel Bologna le novità sono Abero in difesa e Stojanovic in porta. Dopo sei minuti è Floccari che prova il tiro, ribatte Perez senza grossi problemi. Una partita che nei primi minuti si gioca molto al centrocampo con rare incursioni nell’area avversaria. Al 16′ c’è un tentativo di Candreva che prova dai 20 metri, ma il pallone finisce a lato. Al 22′ respinta di Stojanovic sul destro di Candreva e Klose ribadisce in rete in spaccata. Lazio in vantaggio.  Cinque minuti dopo Marchetti di pungo sventa un cross di Konè. Al 32′ c’è il raddoppio della Lazio con la spettacolare rete di  Hernanes. Il giocatore della Lazio finta il destro, si porta la palla sul sinistro e piazza la palla sotto la traversa. Non passa un minuto che la Lazio per poco non infilata il terzo goal. Floccari centra la traversa con un bolide dal limite. Poi arrivano 2 gol in tre minuti a opera di Klose. Il laziale scatenato, prima, si trovasolo davanti a Stojanovic e lo supera con un pallonetto, e due minuti più tardi  sul cross basso di Konko, Klose appoggia in rete a porta sguarnita. E’ il 4-0 e tripletta personale di Klose. Un finale di primo tempo veramente inaspettato per i laziali che vanno al riposo con un vantaggio davvero strepitoso, grazie a un Klose che ha saputo interpretare al meglio questa partita e per ben tre volte si è trovato davanti alla porta realizzando senza problemi. Il Bologna è rimasto tramortito e nell’intervallo dovrà riordinare le idee per cercare almeno di accorciare la distanza nella ripresa.

Nella ripresa per il Bologna entra Guarente ed esce Taider. Al 5′ arriva la 5 rete della Lazio, la 4 per Klose. Fantastica discesa di Candreva sulla destra, pallone in mezzo, Klose in anticipo sul primo palo di testa mette dentro. Lazio cinque, Bologna zero. Al 13′ azione di Konko sulla destra, chiuso da Abero, pallone sul fondo e rimessa per il Bologna. Sinistro di Guarente da fuori area, pallone fuori alla destra di Marchetti. Nessun problema per la Lazio. Al 16′ perde palla il Bologna a centrocampo, Floccari in mezzo per Klose che batte il povero Stojanovic. E’ 6-0 e quinto gol per Klose.  Il Bologna si getta in avanti anche se la situazione sembra disperata. La partita negli ultimi minuti non ha molto da raccontare e scivola via con il Bologna generosamente all’attacco ma frastornato e inconcludente.

Una partita in cui il risultato parla da solo, con una Lazio che ha fatto spettacolo e un Bologna che non è mai stato in gara. Strepitoso Klose con le sue 5 reti.

La prossima giornata sarà all’insegna di Inter-Lazio e di Bologna – Napoli.

Milan-Torino 1-0 si lotta per le posizioni in classifica nelle ultime gare.

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E’ il Milan il primo a spingere e già al 2′ Cerci si fa trovare sulla fascia e si accentra provando la conclusione. Abbiati blocca. All’8′ Muntari prova dalla distanza. Il tiro viene respinto da Gillet che manda la palla sui piedi di Boateng che non ne approfitta calciando sul portiere.  I rossoneri continuano a premere e Nocerino, all’11, ottiene un calcio di punizione defilato per fallo di Ogbonna. Lo stesso Nocerino va sulla palla ma il cross è facile preda della difesa granata. Grande occasione per il Torino al 16′. Cerci libera con un tocco di estreno Barreto. L’attaccante, solo in area, calcia in maniera debole e Abbiati respinge. Ancora Cerci al 21′ con un altro splendido assist, questa volta per Basha che crossa in mezzo. La palla attraversa lo specchio della porta senza che nessuno riesca a buttare la palla in rete. Bellissimo cross di tacco di Mexes, al 24′, Boateng però non riesce a colpire bene la palla, shiacciandola troppo a terra e mandandola alta. Due minuti più tardi Balotelli non sembra essere molto in partita. Sbaglia un facile appoggio per Abate in fase di attacco. Poco prima della mezzora di gioco c’è una buona iniziativa di Abate che in velocità scarta Masiello e mette in mezzo. Gillet blocca senza problemi. Il Milan non riesce a sfruttare i calci d’angolo. Ognuno di essi viene facilmente allontanato dalla difesa torinese. Al 33′ c’è l’ennesima punizione defilata per il Milan. Va ancora Nocerino. Sul cross Boateng e Basha si scontrano con la testa. Al 35′ Boateng passa in mezzo per El Shaarawy che prova il tiro a giro che viene ribattuto in angolo. Un minuto dopo sull’angolo di Balotelli Mexes svetta in area e colpisce di testa. La palla finisce sulla schiena di Gillet per poi finire fuori. L’arbitro di porta non sembra accorgersene e da la rimessa dal fondo. Allo scadere del tempo regolamentare El Shaarawy prova a mettere in mezzo, ma colpisce debolmente e la palla viene spazzata via dalla difesa del Torino. Finisce così il primo tempo.

Squadre al riposo sul risultato di 0-0. Primo tempo che ha avuto la sua più grande occasione sui piedi di Barreto che però è stato fermato da un ottimo Abbiati. Il Milan è sembrato in grado di gestire bene la palla ma senza rendersi mai eccessivamente pericoloso.

Boateng in profondità per Abate che riesce all’ultimo a colpire la palla che però si ferma sull’esterno della rete.

Al 6′ Masiello viene steso da Boateng mentre difendeva la palla sul limite dell’area del Torino. Dieci minuti più tardi una bella azione di Constant. Doppio passo e cross di esterno che però viene respinto. Al 20′ Cerci crossa in mezzo per Barreto che tocca verso la porta. Abbiati respinge con un guizzo. La palla finisce sul tacco di Barreto in un involontario ”scorpione” ma la palla finisce alta. Sul capovolgimento di fronte Balotelli prova dalla distanza. Gillet blocca in due tempi anticipando Pazzini di un soffio. Al 25′ Balotelli prova il cross per Pazzini. La punta del Milan però è solo in area contro l’intera difesa del Torino. Balotelli continua quindi la sua giornata negativa. Viene regolarmente fermato dalla difesa granata. Il Milan ci prova nel finale a diventare pericoloso, ma non sembra in grado di impensierire la difesa del Torino fino al 40′ quando un Balotelli che fino a quel momento non era in partita segna il gol del vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio di punizione Nocerino mette in mezzo per la torre di Mexes. La palla viene toccata da Balotelli che la mette in rete. Il resto non c’è, è solo un trascorrere dei minuti.

Una partita senza grandi emozioni. Alcuni giocatori del Milan, tra cui Balotelli sono sembrati sottotono, salvo il momento di andare in rete e portare in vantaggio la squadra. Anche il Torino non ha saputo concretizzare le poche occasioni che ha avuto. Partita da fine campionato con le squadre che si sono equivalse, salvo il gol del fuoriclasse.

Nella prossima giornata si affronteranno Pescara-milan e Torino- Genoa.

In campo con la certezza della salvezza. Parma-Atalanta: 2-0

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Al Tardini di Parma scendono in campo due squadre tranquille per quanto riguarda la classifica: entrambe in zona salvezza, non hanno obiettivi a cui mirare né incubi retrocessione che possano scuoterle. Gli emiliani hanno calato il rendimento da quando hanno chiuso il discorso salvezza e sembra Donadoni non sia ancora riuscito a insegnare ai suoi ragazzi a non accontentarsi del risultato minimo. Da parte sua Colantuono, partito con la penalità, è riuscito a far raggiungere i suoi quota 39 punti e ci si aspetta che la squadra diverta i tifosi.

I minuti di avvio sono tutti per l’Atalanta, mentre gli emiliani iniziano a farsi vedere dal 5′, con Consigli costretto ad uscire dall’area per fermare Biabiany. Al 13′ la prima conclusione in porta per Amauri che mira al centro: Consigli para a terra. L’Atalanta risponde con Moralez, fermato da Lucarelli. E’ ancora il numero 11 dell’Atalanta a cercare la giocata al 23′: cerca di lanciare Denis ma Paletta intuisce e ferma un’azione pericolosa. L’Atalanta fa un buon gioco, ma errori in fase offensiva non permettono di chiudere le azioni, mentre il Parma, anche quando riesce a trattenere la palla, non trova aperture. Per gli emiliani ci prova, al 32′, Belfodil che confonde con una serie di finte Contini, ma Consigli chiude bene l’angolo al momento della conclusione e, un attimo dopo, vola per salvare la sua rete dal colpo di testa di Amauri. Al 44′ spreca una bella azione in velocità dell’Atalanta crossando sul portiere e il Parma non perdona: Belfodil viene fermato dalla difesa ma la sfera arriva a Parolo che calcia da fermo con un sinistro potente e preciso: 1-0! Al primo di recupero, bonaventura cerca di approfittare di un’uscita sbagliata di Mirante ma Lucarelli salva sulla linea. Dopo tre minuti di recupero Giacomelli manda le squadre in spogliatoio dopo un primo tempo equilibrato.

La ripresa vede l’Atalanta partire in cerca di riscatto, ma il sia il cross di Bonaventura che il colpo di testa di Denis vengono fermati. All’8′ buona punizione per il Parma: conclusione di Amauri ribattuta dalla barriera, poi Parolo spara sugli spalti. Al 12′ però il numero 16, già autore di una rete, ha un’altra ottima occasione: è libero davanti all’area e può gestire il tiro, ma Consigli arriva in tuffo. Al minuto successivo, Amauri recupera una palla prima che si spenga sul fondo e serve Biabiany che non sbaglia: 2-0! Il giocatore viene subito ammonito per essersi tolto la maglia. Al 19′ Consigli salva la rete di pugno, respingendo il tiro di Belfodil e, quattro minuti dopo, la squadra di casa va di nuovo vicino al gol: Ampuero al cross, Biabiany si coordina per battere al volo ma manca la palla. L’Atalanta continua a provarci, ma il ritmo è calato sensibilmente. Quando mancano 15 minuti, sembra non ci sia più nulla da dire: il Parma attende paziente gli affondi mai pericolosi degli avversari senza sprecare ulteriori energie. Al 42′ Giacomelli annulla un gol a Rosi per un fallo precedente di Strasser su Consigli. Dopo due minuti di recupero, arriva il triplo fischio: 2-0.

Catania – Siena… la corsa dei toscani per la salvezza si ferma a 3-0

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Dopo 10′ di giocoarriva la prima occasione del match: assist di Barrientos per Berghessio. Prodezza di Pegolo in uscita.  Passano tre minuti e Castro serve sulla sovrapposizione Berghessio che batte Pegolo con un preciso diagonale, ottima azione in verticale che porta in vantaggio il Catania. Il Siena sembra aver accusato il colpo e non riesce a ripartire. Buona circolazione di palla degli etnei quando scoccano i 20 minuti di gioco. Ancora Bergessio, al 25′, incrocia col destro ma manda a lato di qualche metro. Il resto del tempo non vede azioni particolarmente pericolose. Scivolano via i minuti fino al 42′ quando il Siena rimane in 10, Felipe compie un goffissimo intervento al limite dell”area e colpisce la palla con la mano, per l’arbitro è chiara occasione da gol, rosso diretto. Arriva il fischio finale con il Catania meritatamente in vantaggio all”intervallo, mentre si prospetta una gara tutta in salita per il Siena, che giocherà un secondo tempo con un uomo in meno.  Al 52′ arriva il raddoppio e la doppietta di Berghessio che controlla agilmente un cross di Izco si gira e infila Pegolo di destro. Dopo dieci minuti, contropiede del Catania ma il tocco di Bergessio per Castro è impreciso e il Siena chiude. Al 71′ cross di Barrientos dalla destra, Berghessio controlla e batte per la terza volta la difesa del Siena. Sospetta però la posizione dell”argentino. Dopo quest’azione Berghessio lascia il posto a Cani. Al 71′ c’è il 3-0 per il Catania su cross di Barrientos dalla destra, Berghessio controlla e batte per la terza volta la difesa del Siena. Sospetta però la posizione dell’argentino. La partita finisce senza altre emozioni.

Sulla strada del Catania c’è la Samp nella 35/a giornata, mentre per il Siena ci sono i viola.

Genoa – Pescara 4-1 nella parte bassa della classifica

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Il Pescara è già retrocesso e non ha nulla da perdere, può solo giocare per abbandonare con dignità la massima serie, mentre il Genoa è sulla via della salvezza quindi lotta per scongiurare ogni pericolo.

Già al 2′ si ha il primo tiro del match, ci prova Balzano, palla ampiamente fuori. Al 6′ dal calcio d’angolo, Borriello prova la rovesciata: palla fuori non di molto. La partita si accende già nei primi minuti. Girata di Bertolacci dal limite,  al 12′, ma la palla viene deviata in angolo. Arriva il goal di Floro Flores, al 19′, che sfrutta una torre di Manfredini e infila perin di testa. Esplode il Ferraris. Il Pescara, nei minuti successivi al gol, non sembra in grado di reagire, il Genoa controlla. Al 30′ il raddoppio del Genoa. Borriello riceve un lancio di Rigoni, si gira e dal limite dell”area lascia partire un sinistro che si infila sotto l’incrocio. Due minuti più tardi Floro Flores vicino al terzo goal, si salva il Pescara.  Al 35′ Sculli accorcia le distanza segna su cross di Zanon e chiede scusa al suo vecchio pubblico. Finisce così la prima frazione dove le due squadre si sono affrontate a viso aperto per tutto il primo tempo e sul finale il Pescara è stato capace di riorganizzarsi, di essere pericoloso e trovare il gol così da riaprire la partita. Al 55′ arriva il 3-1. Borriello di sinistro trafigge Perin con una botta micidiale sotto la traversa. A venti minuti dalla fine arriva il 4-1. Bertolacci insacca dalla distanza raccogliendo una respinta di Perin.

Il Genoa batte il Pescara che ha provato a lungo a reagire, ma con scarsa possibilità tecnica. Alla fine il 4-1 premia il Genoa che ha saputo interpretare al meglio questa gara.

Il Torino è la prossima squadra che dovrà incontrare il Genoa mentre sull’orizzonte del Pescara c’è il Milan.

Il punto e a capo per lo scudetto. Juventus – Palermo 1-0

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Partita per la consacrazione dello scudetto alla Juventus che inizia con la prima palla battuta dal Palermo. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni allo Juventus Stadium, spalti e fiato sospeso per una partita che potrebbe diventare  la festa di un intero campionato. Al 2′ di gioco sono già i bianconeri all’attacco, Pirlo in profondità per Lichtsteiner, cross basso e Nelson chiude in corner. Al 6′ si fanno vedere i siciliani, Miccoli imbecca Ilicic, ma lo sloveno non supera il muro difensivo juventino. Sei minuti più tardi Vidal ci prova dal vertice sinistro dell’area, il suo tiro a giro termina sul fondo. Al 16′ è corta la respinta della difesa, Vidal raccoglie e conclude, ma ancora sul fondo. Una Juve all’attacco ma che sente dell’alta tensione e sbaglia ancora troppo in conclusione. Al 23′ si fa vedere Pirlo che supera in dribbling Kurtic, poi da oltre 20 metri non inquadra la porta. La Juve concede pochissimo, molto sicuro Barzagli nella chiusura di testa su Barreto. Una Juve che sta attendendo il momento giusto per penetrare nella difesa siciliana. E’ quasi la mezzora quandoVucinic si libera in area di Donati, poi spara su Sorrentino che si rifugia in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo battuto da Pirlo, ancora Vucinic che di testa manda a lato. Al 33′ il gioco si ferma, Donati resta a terra nell’area della Juve. Dopo gli interventi dei sanitari sembra in grado di proseguire la partita. Sugli sviluppi dell’angolo battuto da Miccoli, al 39′, Buffon allontana con i pugni. Sul finire del primo tempo Nelson ruba un bel pallone a centrocampo, Barzagli lo atterra. E’ il primo giallo del match. L’ultima azione arriva allo scadere con Pirlo dalla bandierina, Asamoah di testa manda sul fondo.

Finisce così il primo tempo in cui la Juve ha avuto un buon possesso palla, ma non ha saputo concretizzare ciò che ha costruito per un intero tempo di gioco.

All’inizio della ripresa non ci sono cambi da segnalare per nessuna delle formazioni.

Ci prova subito Pogba ma viene fermato da un fallo, in mezzo a tre avversari. Il leit motiv della partita non cambia, i bianconeri attaccano, il Palermo si difendeno e sperano nella buona stella. Nei primi minuti si riscontra immediatamente che la lucidità manca sia da una parte e che dall’altra. AL 6′ va quasi il rete il Palermo: Miccoli colpisce il palo, Buffon era battuto. Al 9′ sul corner di Pirlo, Sorrentino smanaccia proprio sui piedi di Vidal, che poi non riesce a concludere e commette anche fallo su Von Bergen. Conte fa uscire Lichtsteiner e al suo posto entra Padoin. Finalmente si sblocca il risultato al 14′ Donati spinge Vucinic in area, per Romeo è rigore. Resta qualche dubbio sulla decisione arbitrale. Vidal non lascia scampo, Sorrentino a destra, palla a sinistra! E’ 1-0 per la Juve ed è il gol scudetto! Subito dopo però scatta il giallo per Vidal, per aver esagerato nell’esultanza ed essere uscito dal campo di gioco per abbracciare Pepe. Due minuti più tardi è quasi raddoppio per la Juve. Cross di Vidal, colpo di testa di Chiellini, fuori di un soffio. Il Palermo è in difficoltà e non accenna a una reazione.  Al 21′ lancio lungo per Vucinic, tiro al volo del montenegrino, Sorrentino respinge. Due minuti più tardi batti e ribatti in area del Palermo, prima Marchisio, poi Pogba perdono l’attimo, alla fin Vidal sfiora la doppietta personale, è bravo Sorrentino. E’ il 28′ quando iniziano i cori e sventolii di bandiere, la festa scudetto è ormai vicinissima. Palermo vicino al pareggio al 33′, prima il tiro respinto di Barreto, poi Hernandez sfiora il diagonale vincente.Poi la doppia sostituzione, una per parte. Per la Juve entra Quagliarella ed esce Vucinic, per il Parlermo entra Faurlin ed esce  Arevalo Rios.  Al 36′ Quagliarella appena entrato colpisce la traversa. Due minuti dopo viene espulso Pogba, Juve costretta a giocare in 10.  La gara scivola via senza nessuna sorpresa.

Sicuramente non la partita migliore della Juventus, ma una partita utile per il conseguimento dello scudetto. Peccato per quella traversa di Quagliarella al 36′ e per l’espulsione di Pogba al 38′, ma ora è tempo della grande festa torinese.

Prossima tappa per la Juventus sarà l’Atalanta, per il Palermo, l’Udinese.

L’attacco di Israele? Per i siriani è una dichiarazione di guerra

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Dopo l’attacco  avvenuto la notte tra giovedì e venerdì e quello al centro di ricerche militari a nord di Damasco, che già a gennaio aveva subito pesanti bombardamenti, della scorsa notte, Faisal al Mekdad, vice ministro degli Esteri siriano, oggi, nel rilasciare un’intervista alla Cnn ha definito il più recente attacco “una dichiarazione di guerra” da parte di Israele. Il viceministro ha inoltre annunciato che, in risposta, la Siria potrebbe esercitare ritorsioni con i suoi modi e tempi. Anche il ministro della difesa iraniana è intervenutoaffermando che “Episodi come l’attacco della scorsa notte in Siria accorceranno la vita di Israele”.

No slot: perchè un barista ha deciso di far sloggiare la macchinetta

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Non è facile rinunciare ad un introito sicuro, eppure Emilio Martinucci, titolare del bar Fantasy di Garrufo, in provincia di Teramo, l’ha fatto. Stanco di assistere a scene di panico e disperazione degli avventori che si giocavano il futuro alle “macchinette”, ha deciso di rimuoverle: “Non potevo sopportare ancora che i miei clienti si accanissero così davanti ai videopoker, dilapidando risparmi sottratti alla famiglia. Ho deciso di eliminare le slot e di tornare a fare bar come una volta. Ai giovani voglio di nuovo offrire un divertimento sano. Dal bancone ho visto scene che avevano dell’incredibile. Non succederà più”. Se l’uomo si augura che altri seguano il suo esempio, sa di non poterci far troppo conto: non ci vuol molto ad installare una macchinetta, ma rimuoverla può costare anche 250 euro, a tanto ammonta la penale di alcune compagnie. Ma il Fantasy non è l’unico bar ad aver detto No slot: a Cremona Monica Pavesi ha liberato la sua tabaccheria mentre a Bergamo l’associazione dei commercianti ha creato uno sportello legale per aiutare i locali che scelgono di rinunciare a un simile introito.  Stando alle parole del presidente Giorgio Beltrami, “Con gli incassi s’illudono di poter pagare debiti, affitti e luce. Col tempo, però, perdono la clientela. Un bar funziona se offre qualità, non se rovina le famiglie”.

Quanto costa non accettarsi? 100mila dlr. Da giapponese a francese

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Una modella giapponese non riusciva ad accettare il suo aspetto fisico da asiatica e si è sottoposta a 30 interventi chirurgici spendendo più di 100mila dollari per somigliare a una ragazza francese.  Vanilla Chamu, si è praticamente “rimodellata” e trasformata cambiandosi totalmente  il taglio degli occhi, il volto, il naso, facendosi un operazione per le protesi al seno e le labbra. Fra poco la modella si sottoporrà a un intervento per diventare più alta con una procedura dolorosa in cui i chirurghi le romperanno i femori per permettergli poi di ricrescere più lunghi di prima. Probabilmente per la modella è un problema di accettazione, ma certo che viene da chiedersi se ancora una ragazza nel 2013 debba avere dei modelli prestabiliti e soprattutto modeli occidentali… Perché non migliorarsi secondo la propria natura asiatica piuttosto che volersi stravolgere per assomigliare a un prototipo di bellezza commerciale?

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Il lunch match è a base di Udinese-Sampdoria: 3-1

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Primi minuti di studio per le due squadre che cercano di prendere le misure.

Brividi, al 5′,  su un’uscita in presa alta di Romero, che perde il controllo della sfera, per sua fortuna Di Natale non si accorge e l’Udinese non ne approfitta. Quattro minuti più tardi grande azione offensiva di Di Natale, poi però tutto è vanificato da un offside di Gabriel Silva. In questi primi minuti l’Udinese va in pressing costantemente e cerca di relegare la Samp nella sua metà campo.  Dopo i primi 20′ minuti la partita si concentra al centro campo con le squadre che non riescono ad essere veramente pericolose.  Al 29′ va in azione Domizzi, servizio dalla sinistra, Di Natale controlla di destro, spostandosi in orizzontale all’interno dell’area di rigore doriana, conclude di sinistro e Romero è battuto. La rete del vantaggio è un capolavoro del giocatore dell’Udinese che ha avuto un controllo perfetto e la freddezza per battere il portiere della Samp. Dopo il gol l’Udinese resta comunque all’attacco. Al 32′ lancio di Domizzi per Di Natale, questa volta fuori misura. Rimessa in gioco per la Samp nella propria metà campo. I bianconeri si scoprono troppo e arriva il pareggio della Samp con la risposta di Eder a Di Natale. Il giocatore sampdoriano batte di destro dal limite, il pallone viene leggermente deviato e s’insacca nell’angolino alla sinistra di Brkic. 1-1.  Ancora Di Natale, al 38′, che entra in area avversaria palla al piede, servito da Zielinski, ma è chiuso dall’ottimo ritorno dei centrali doriani. Un minuto più tardi l’intervento duro di Gabriel Silva su De Silvestri all’altezza di metà campo, calcio di punizione per la Sampdoria. Poi c’è lo scambio tra Allan e Basta, ma il pallone del primo per il secondo termina in fallo laterale. A due minuti dal tempo regolamentare cross di Pereyra dalla sinistra, Di Natale conclude di testa ma non riesce ad imprimere potenza al pallone. Il portiere della Samp lo blocca agevolmente.

Finisce così il primo tempo con il risultato di 1-1. Due gol, frutto di due prodezze, e poco altro in questi primi quarantacinque minuti di gioco. Più possesso palla per l’Udinese, ma nessuna occasione di rilievo né da una parte né dall’altra al di là delle già segnalate reti di Di Natale ed Eder.

Quando il gioco riprende le squadre in campo rientrano con gli stessi ventidue che hanno terminato la prima frazione di gioco.

All’7′ uno scatenato Di Natale trova ancora il gol: grande lancio di Danilo, Di Natale di destro anticipa Romero in uscita e mette alle spalle del portiere blucerchiato. Ventesimo gol di Di Natale e Udinese di nuovo in vantaggio. Anche se la partita patisce un po’ di noia… i gol arrivano dalle prodezze individuali ma non dal gioco di squadra. All’11 ci riprova Eder  con il suo destro dalla distanza e Brkic rimedia ad un’incredibile e possibile papera recuperando sulla linea di porta la sfera che gli era sfuggita dalle mani. Il risultato non si sblocca. Tre minuti dopo è ancora la Samp che tenta il pareggio con Renan che tocca corto per Eder, il sampdoriano sventola di destro, si allunga Brkic che devia in corner. Al 16′ c’è il primo cambio per i blucerchiati esce Icardi ed entra Sansone. In precedenza Guidolin, per l’Udinese, aveva fatto entrare Muriel al posto di Zielinski. E’ il 20′ quando il pallone in verticale di Pereyra arriva a Muriel che scivola sul piede d’appoggio e non arriva a raggiungere la sfera. Tre minuti più tardi arriva il palo di Sansone dopo una grande azione dello stesso giocatore giocata sulla sinistra e poi con l’entrata in area e il tiro di sinistro. Ormai Brkic era superato, ma il palo impedisce la rete del pareggio.  Di Natale, al 27′, batte la punizione in mezzo, Domizzi in torsione, di testa, conclude alto non di molto. Le forze iniziano a mancare alla Samp che al 30′ ci prova con Eder dalla grandissima distanza, su punizione. Brkic blocca senza problemi. Sembra invece ancora averne l’Udinese che tenta un contropiede. Muriel conclude a lato dopo che Di Natale, in buona posizione, aveva perso l’equilibrio al momento di tirare in porta. Poi due cambi uno per parte. Per la squadra di Guidolin entra Badu ed esce Pereyra, per la Samp dentro Maxi Lopez ed esce Poli. Nel finale di partita i friulani sembrano essere più attivi, la Samp si è andata a poco a poco spegnendo dopo il palo di Sansone. A dieci minuti dalla fine ultimo cambio per la Samp entra Berardi ed esce De Silvestri. All’88’ arriva un rinvio sbagliato di Romero, che regala il pallone a Muriel, tutto solo in area. Il colombiano compie due passi in avanti, carica il destro e fulmina il portiere doriano con un tiro che si insacca nell’angolino. Allo scadere l’Udinese si gioca anche l’ultima sostituzione: Campos Toro al posto di Pinzi. Ci prova ancora Sansone, senza troppa convinzione dalla grandissima distanza, si distende Brkic e mette in corner. Al 47′ spreca un ottima possibilità Muriel. Parte in contropiede, si ritrova tutto solo ma non ha la giusta velocità e Rossini riesce a recuperare e chiudere.  Poi arriva il fischio finale a sancire la fine delle ostilità. Udinese – Samp finisce 3-1.

Una partita che non ha brillato a livello di squadre, ma solo per l’iniziativa personale di singoli giocatori. Ottimo Di Natale che con una doppietta è riuscito a portare la sua squadra alla vittoria. Bravo anche Eder a rispondere nel primo tempo con un gran gol e a riportare temporaneamente la partita in parità. Poi la Samp, dopo il raddoppio dell’Udinese ha provato a reagire ma le sono mancate le forze ed è arrivato il terzo gol per l’Udinese.

Nel prossimo turno l’Udinese incontrerà il Palermo e la Samp dovrà vedersela con il Catania.

Svezia e Norvegia… vogliono la nostra spazzatura!

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Chi troppo e chi troppo poco: se in Campania, Sicilia e nella discarica romana di Malagrotta l’emergenza rifiuti è una di quelle piaghe a cui sembra non si riesca a trovare soluzione, Svezia e Norvegia li osservano come se fossero giacimenti pretoliferi. I due Paesi del Nord Europa, infatti, vantano uno dei sistemi di raccolta differenziata tra i più efficenti dell’intero Continente, tanto da non saper più come fare per alimentare i termovalorizzatori che riscaldano le case delle loro città. Da Oslo e Stoccolma allora arriva un appello: mandateci i vostri rifiuti! Svedesi e norvegesi, infatti, bruciano immondizia e ne ricavano energia e, stando agli studi, grazie all’impiego dei termovlorizzatori riescono a risparmiare 1,1 milioni di barili di petrolio all’anno. Questa tecnica diventa così un modo per abbattere i gas serra… ammesso che ci siano rifiuti da utilizzare. Sul mercato si parla, a seconda che la spazzatura sia umida o secca, di prezzi che vanno dalle 100 alle 150 euro e il suo smaltimendo a caldo fa risparmiare alla Terra 500 kg di anidride carbonica rispetto ai rifiuti smaltiti in discariche, cose che avviene in molte aree del nostro Paese dove non sono previste politiche per una simile gestione!

Muore la moglie di Borsellino, il fratello su Fb “Adesso saprà la verità”

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Dopo una lunga malattia è morta Agnese Borsellino, moglie del giudice Paolo, ucciso dalla mafia. Il fratello del giudice siciliano, Salvatore, tu Facebook scrive:  “E’ morta Agnese. È andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte”. Agnese Piraino Leto in Borsellino era figlia di Angelo Piraino Leto che fu magistrato e presidente del tribunale di Palermo. Si sposò con Paolo l’antivigilia di Natale del 1968 e da lui ha avuto tre figli: Lucia (1969), Manfredi (1972) e Fiammetta (1973).

Ma agli italiani chi racconterà la verità? Devono tutti morire per sperare di saperla? Forse sì, anche perché, si continua a voler insabbiare, si continua a distruggere intercettazioni, si dicono mezze verità che non si ha più voglia di ascoltare… ma gli italiani hanno ancora voglia di sapere oppure ormai sono rassegnati? La nostra rassegnazione è la prima arma su cui punta la mafia… non lasciamogliela usare!

Israele attacca ancora Damasco… ma chi sono i ribelli?

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Israele colpisce ancora la Siria con un nuovo blitz che si somma già a quello della notte tra giovedì e venerdì. L’obiettivo è un centro di ricerche militari a nord di Damasco che già a gennaio aveva subito pesanti bombardamenti. Si parla di una “palla di fuoco” proprio sul laboratorio di ricerche. Razzi israeliani che hanno colpito pesantemente la struttura. Anche fonti libanesi hanno confermato  che sono state oltre una quindicina i sorvoli degli aerei israeliani nei due giorni del primo attacco.

Da Israele non sono venute conferme o smentite. Neanche l’esercito israeliano ha voluto commentare, ma un funzionario del ministero della Difesa ha detto che «Israele sta seguendo la situazione in Siria e Libano, in particolare il trasferimento di armi chimiche e armi speciali». Nonostante l’acuirsi della crisi il presidente americano Barack Obama ha già detto che non ha intenzione di inviare le sue truppe in Siria, anche se fosse provato che il regime di Bashar al-Assad ha usato armi chimiche nella guerra contro i ribelli. Sembra quindi che ci sia una svolta nella politica estera americana che in questo caso non ceda a Israele. Ma Obama riuscirà davvero a sottrarsi a questa guerra? Avrà la forza di imporsi su Israele e sulle pressioni interne che da più parti premono affinchè gli Usa diventino “protagonisti” dell’ennesimo massacro?

Intanto arrivano immagini raccapriccianti dalla regione costiera siriana di Banias, dove, secondo testimonianze, le milizie fedeli al presidente Bashar al Assad hanno compiuto l’ennesimo massacro a sfondo confessionale. E mentre centinaia di famiglie hanno tentato di fuggire da Banias in direzione di Tartus verso sud, gli Stati Uniti si dicono «inorriditi» e l’Italia, tramite la Farnesina, ha espresso una condanna del crimine, giudicando «intollerabile» la spirale di violenza in atto nel Paese.

Ma chi sono i ribelli siriani?

Secondo le fonti di intelligence tedesche solo il 5% dei rivoltosi è siriano. Il resto proviene da gruppi armati, spesso a forte matrice religiosa, addestratisi ormai in vari campi di battaglia, dall’Iraq all’Afghanistan fino alla Libia. Il timore degli Usa e di molti europei è che aiutando la rivolta, fornendo armi e munizioni, si aiuti in realtà un fronte jihadista aggressivo e potenzialmente pericoloso.

Di fronte quindi a un regime ingiusto e spietato come quello di Assad vi sono dei ribelli estremisti e intransigenti che premono sulle popolazioni locali che sono allo stremo e cercano di “usarle” contro l’esercito dei miliziani. Gruppi armati che vogliono impossessarsi del paese solo per imporre ancora di più una religione che si mescola  con un potere esercitato con il terrore, gli atti di terrorismo e l’eliminazione di ogni tipo di libertà.
Non si può quindi prendere le parti di uno o dell’altro… non ci sono ribelli che lottano per ripristinare giustizia. C’è solo una guerra di grandi interessi economici e politici per il controllo di un territorio. Le vittime naturalmente sono i civili, le donne, i bambini e gli anziani che sono allo stremo e che si trovano in mezzo a una guerra che, anche se finirà, e se mai lo farà,  non porterà un miglioramento delle loro condizioni. Generazioni e generazioni spezzate in nome di un’ingiustizia che viene perpetrata tanto dai ribelli quanto dai miliziani.

La vergogna dell’asilo negato in Italia.

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Si torna alle nonne e ai nonni che con giocattoli e libri con figure suppliscono alla mancanza degli asili. Il nuovo bando per quelli comunali, a Pescara, i posti sono solo 130 e la domanda bisogna farla entro il 31 maggio… chi ha il posto vince un terno all’otto. Per gli altri? Si fanno lievitare i costi. L’Assessore ha già confermato che “non riusciremo ad accogliere tutti i bambini, ma attiveremo convenzioni con strutture private e presto realizzeremo nuovi nido attingendo a fondi regionali”.

Ma se a Pescara la situazione è critica nel resto d’Italia c’è una vera e propria emergenza. La crisi avanza e molti genitori chiedono che il figlio possa frequentare solo mezza giornata, ma c’è anche chi non riesce a permettersi neppure quella. Solo le fasce di reddito più alte chiedono l’iscrizione e si toccano vette da 40,5% per il nido e 86% per la scuola d’infanzia. Così i nidi diventano un “diritto d’elite”.

In Lombardia i comuni faticano a far fronte alle spese di competenza, mentre in Toscana si cerca attraverso le sezioni speciali Pegaso, che sorgono in scuole statali o comunali, di far fronte alla maggior parte delle richieste. Quest’anno aumenteranno di 70 unità, ma si è chiesto l’intervento dello Stato  per far fronte ai costi.

A Roma è solo attesa. Un bambino su due resta in lista.  Le domande per le comunali della prossima stagione sono state mille in più e 11.381 piccoli (su 21.757) resteranno a casa. I “fuori asilo” nella capitale sono diventati più di quelli che entreranno e il rapporto tra educatori e bambini passerà da uno ogni sei a uno ogni sette. La giunta Alemanno, ancora, ha scelto di affidare la gestione di otto asili ad altrettante strutture private emanando un bando che fa scendere il costo per bimbo da 600 euro a 480, un low cost che diventerà inevitabile ribasso della qualità offerta.

Resta da chiedersi, se due genitori, che per loro fortuna lavorano in questi tempi di disoccupazione, fra un po’ non saranno costretti a scegliere chi deve mantenere il lavoro e chi invece rimanere a casa con il bambino visto che non ci sono più asili e nido per accoglierli.

Death Wish Coffee: quando il caffè… non è per i deboli!

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“Questo non è il tuo normale caffè del mattino. Questo non è il caffè che compri di solito al tuo negozio. Non trovai questo caffè nel tuo ristorante locale oppure nel tuo Starbucks da femminucce ‘. Il Death Wish Coffee, biologico, è il caffè con più caffeina al mondo. Questo caffè è estremo, non è adatto per i deboli. Considerati avvertito.” E’ questo che annuncia la reclame del Death Wish Coffee, il caffè “giustiziere della notte”, creato da una ditta di New York e che contiene circa il doppio di caffeina rispetto ad un caffè americano che, in realtà, contiene già più caffeina di un espresso. Il suo ideatore, Mike Brown, si era stancato di dover spiegare che il colore più nero ed il gusto più forte non indicano automaticamente una maggior quantità di caffeina, quindi ha inventato lui stesso una miscela che, in una tazza, raggiunge quasi il limite massimo giornaliero di caffeina consigliata dai medici. Come lui stesso racconta: “Dopo molte prove ed errori, ho trovato la miscela giusta, di chicchi e tostatura, che fa ora di ‘Death Wish’ il caffè più forte del mondo. Il processo è segreto, perché abbiamo inventato qualcosa di rivoluzionario e non vogliamo che ce lo rubino”.

A quasi un anno dalla strage, allarme bomba alla Morvillo-Falcone

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Ieri, nella tarda serata, nel cortile sul lato posteriore della scuola Morvillo-Falcone, l’istituto davanti al quale il 19 maggio 2012 è stato fatto esplodere l’ordigno che ha causato la morte della 16enne Melissa bassi ed il ferimento di altre nove persone, è stata rinvenuta una busta contenente cinque petardi e alcol. Sul posto sono sopraggiunti gli agenti di polizia e gli artificieri, che hanno aperto la busta ed esaminato i petardi, nonchè gli agenti della scientifica, della squadra mobile e della Digos. Riguardo al mini ordigno, composto da una busta di patatine dall’interno della quale, oltre ai petardi, c’era una bottiglietta  d’alcol con uno straccio che fuoriusciva a mò di miccia, si ipotizza, al momento, un gesto goliardico.E’ stato il custode dell’istituto a segnalare la presenza dell’oggetto legato ad un condizionatore d’aria sul retro dell’edificio, nel giardino che si affaccia su via Lanzellotti, a Brindisi, strada da cui si accede anche al palazzo di giustizia. E’ trascorso quasi un anno dalla strage e l’allarme, pur essendo apparso subito infondato, ha comunque mobilitato le forze di polizia. Nella giornata odierna saranno inoltre predisposti servizi di controllo e perlustrazione della zona mentre si cercano i responsabili del gesto.

Quando i piloti… schiacciano un pisolino!

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Se un rapporto dell’Onu, stilato a marzo, ha piazzato l’India tra i 13 peggiori Paesi al mondo in materia di sicurezza aerea, forse un motivo c’è. Nel 2010 si era scoperto che alcuni piloti avevano false licenze di volo, all’inizio di quest’anno un altro pilota era stato trovato ubriaco poco prima di mettersi ai comandi, ora arriva la sospensione per due piloti che, a quanto pare, volevano godersi un riposino in prima classe. Sul Boeing 747 dell’Air India, partito da Bangkok e diretto a New Delhi, si trovavano 160 passeggeri quando pilota e copilota hanno deciso di affidare i comandi alle due hostess per schiacciare un pisolino. Tutto bene per i primi 40 minuti, ossia fino a quando i due uomini non sono stati costretti a tornare in cabina perchè le due assistenti di volo avevano incautamente disinserito il pilota automatico.

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