“La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, …

libertà

… ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.”

Theodor Adorno– (Minima moralia, 1951)

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Uno sguardo a… Fiches di cioccolato

La ricetta puoi trovarla QUI!

fiches di cioccolato

Lady Godiva… interpretata da Maureen O’Hara

Lady Godiva… riletta da Vicky Jewson

Lady Godiva… cantata da Alex Day

Gente di Coventry… Lady Godiva

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Uno sguardo a Coventry… il futuro

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Uno sguardo a Coventry… la Storia

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Uno sguardo a… COVENTRY

Coventry

Il camion arriva per riparare una buca… e ci si incastra dentro!

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La ditta incaricata della manutenzione stradale dal comune di Napoli è giunta ieri, con un mezzo, in via dei Reggiolari, nel quartiere di San Pietro a Patierno. Erano giorni che riceveva richieste d’intervento per una serie di avvallamenti lungo la carreggiata e si è decisa ad intervenire. Poco dopo le 9 gli operai sono arrivati nei pressi della scuola elementare Oriani, dove si trova una buca che i residenti segnalavano a causa della sua pericolosità sia per i pedoni che per i veicoli. L’intento era di colmarla, ma il camion è stato inghiottito dall’avvallamento che è ceduto a causa del peso del mezzo. Il guidatore ha tentato diverse manovre, ma la mini voragine non gli ha concesso scampo e la ditta si è trovata nella posizione di sospendere i lavori prima e chiedere aiuto. Il consigliere della settima municipalità, Mauro Marotta, ha così commentato l’accaduto: “Solo Eduardo De Filippo, ormai, potrebbe trovare le parole per descrivere quello che sta accadendo a Napoli. Ridicolo? Di più, direi grottesco. Quest’episodio rappresenta tutta l’approssimazione di chi ci amministra”.

Ivan Forte: pronto a scontare la pena… ma in libertà!

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Ivan Forte è stato scarcerato dopo 12 mesi di attesa per un processo mai avvenuto, solo per un errore umano, un errrore di distrazione. L’uomo ha confessato, poco più di un anno fa, di aver strangolato la sua compagna Tiziana Olivieri ed ora è di nuovo libero per decorrenza di termini di carcerazione preventiva. I genitori della donna, arrabbiati tanto con la giustizia tanto con il padre del loro nipote, non credono che il motivo della lite, intervenuti questa sera a Quarto Grado, non credono alla versione data all’assassino, ossia che il delitto sia avvenuto a seguito di un litigio sulle vacanze estive. La madre di Tiziana racconta infatti di problemi all’interno della coppia, incomprensioni per le quali la donna avrebbe voluto cacciare dalla loro casa il compagno.

Ma cosa fa Ivan Forte nel frattempo? Si trova a Castrovillari, il paese natale in provincia di Cosenza, sorvegliato ma libero, con il solo obbligo di firma. La paura serpeggia tra i cittadini e non bastano le sue parole di pentimento per cancellare il ricordo. I genitori si sono trasferiti, almeno stando ha quanto appreso dall’inviato del programma, e i parenti sono sconvolti. Dal canto suo l’uomo si dichiara pronto a scontare la sua pena. Una pena che non c’è perchè un magistrato ha commesso un errore banalissimo, ha scritto una notazione sbagliata sulla sua agenda. Per una distrazione, una donna non avrà giustizia, una famiglia che ha perso una figlia ed una sorella non avrà nulla con cui lenire il proprio dolore. Quello che è certo è che ora il piccolo Niccolò, il figlio della coppia, sta crescendo senza genitori.

Pirata della strada scappa viene preso dai passanti! Grave bimbo di 4 anni.

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Ha investito, a Baronissi, in provincia di Salerno, una mamma e i suoi due figli rispettivamente di 4 e di 7 anni per poi darsi alla fuga, ma è durata poco. Alcuni passanti lo hanno rincorso, bloccato e consegnato ai carabinieri. Il bimbo più piccolo è grave ed è  in prognosi riservata.  Come si fa a fuggire dopo aver investito tre persone?

 

Caso Ragusa analizzata l’auto della moglie di Logli

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Erano circa le 20.30 quando è finita l’ispezione dei Ris a casa Logli. In particolare la scientifica si è concentrata sulla Citroen C3 azzurra appartenuta a Roberta Ragusa. I Ris stavano esaminando qualcosa all’interno dell’abitacolo. L’auto è quella che è stata vista da Loris Gozi, il testimone-chiave dell’inchiesta, quando ha raccontato  di aver riconosciuto Antonio Logli, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere ben oltre l’orario in cui invece il marito della donna aveva riferito agli inquirenti di essere andato a dormire. E’ quell’auto la protagonista accanto a cui litigavano Logli e sua moglie secondo Loris. Inoltre il supertestimone ha asserito, anche in incidente probatorio, di aver riconosciuto Logli, ma non la donna, mentre sbatteva con forza lo sportello dell’auto prima di allontanarsi proprio a  bordo di quell’autovettura.

Berlusconi ascoltato a Bari nell’inchiesta escort!

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Silvio Berlusconi è stato interrogato, in veste di indagato,  a Bari nell’ambito dell’indagine in cui risulta indagato insieme all’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, per aver indotto l’imprenditore Gianpaolo Tarantini a mentire all’autorità giudiziaria nell’inchiesta escort. Su richiesta del leader del Pdl l’interrogatorio si è svolto in una caserma dei carabinieri di Bari alla presenza del procuratore aggiunto, Pasquale Drago. Nel corso delle due ore di interrogatorio Berlusconi ha cercato di dirimere il nodo intorno al quale si muove la vicenda di Bari che lo vede indagato per induzione a mentire all’autorità giudiziaria, mentre a Roma l’ex premier sarebbe parte offesa per il reato di estorsione. L’ex capo del governo ha prodotto oggi anche una memoria e alcuni documenti.

 

A Cannes, durante il Festival, si spara!

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Alcune detonazioni udite nei pressi del palco allestito sulla spiaggia di Martinez, a Cannes, dall’emittente televisiva francese Canal+, hanno interrotto la diretta del festival e costretto ad evacuare la zona. Secondo quanto riferisce Le Figaro,  a sparare sarebbe stato un uomo, già arrestato, che avrebbe utilizzato una pistola da giudice di gara. La trasmissione “Grand Journal”, che in quel momento stava andando in onda, ha subito un’interruzione di alcuni minuti mentre alcune persone, presso al palco, si sono date alla fuga.d i colpi erano a salve. Stando ad un testimone, fotografo dell’agenzia Afp, si tratterebbe di due spari dopo i quali l’uomo è stato fermato dalla polizia che, dopo averlo cinturato, avrebbero gridato “granata”. Dopo una simile affermazione, il panico.

La nostra legge elettorale è incostituzionale?

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Ci sono motivi sollevati dall’avvocato Aldo Bozzi sulla legge elettorale vigente, cosiddetta “Porcellum”, che la Corte di Cassazione ha ritenuto  “rilevanti e non manifestamente infondate”, per cui ha disposto “l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale”.

I dubbi sollevati sono stati :  l’assenza di soglia oltre la quale scatta il consistente premio di maggioranza che consente di raggiungere il 55% dei deputati della Camera; la mancanza delle preferenze; la discrasia tra Camera e Senato e “l’illegittimità di due quozienti differenti per l’attribuzione dei seggi”, l’impossibilità di scegliere i candidati.

Viviamo quindi da 8 anni con una legge che è incostituzionale e abbiamo un Parlamento e un Governo eletto con una legge che viola i principi fondamentali della nostra Carta? LaCorte costituzionale sarà chiamata ad esprimersi sul Porcellum e la decisione potrebbe avere diversi risvolti politici.

 

 

Il turismo fra le favelas di Rio

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Le favelas cambiano volto e da realtà degradata caratterizzata da violenza, spaccio di droga e guerra fra clan diventano luoghi turistici, set cinematografici ed entrano nel mirino degli immobiliaristi che vogliono trasformare questi quartieri in zone residenziali. Ultimamente si può anche visitare e gustare il cibo tradizionale, da poco infatti, è possibile fare una vera e propria visita gastronomica tra le comunità che, deposte le armi, sono pronte ad accogliere i turisti. Si tratta dei quartieri di Rocinha, Santa Marta, Alemao, Vidigal e Tabajaras dove si può gustare pesce, ma anche  un hamburger  mentre si usufruisce di una delle più belle viste sulla città. Naturalmente non manca neppure la musica  che va dalla classica samba al jazz. Le unità di pacificazione permanente e gli agenti dei corpi speciali della polizia sono attenti a vigilare queste zone a rischio che stanno cercando pian piano di riconquistare una propria identità dopo essere state sottratte ai narcos. Per il momento sono circa 30 quelle pacificate e si spera di arrivare a 40 nell’arco dell’anno, ma alcune bande restano molto attive nella zona e pronte a dare battaglia per non perdere il territorio. Intanto si cerca di portare in queste zone la scuola e i mezzi pubblici, di ripristinare una vita  “legale” portando l’elettricità e facendo la raccolta dei rifiuti.

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Furti subacquei: rubava anfore da relitti di navi a 60 metri di profondità

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1 persona arrestata e 6 deferite in stato di libertà  dai carabinieri di Albenga e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova. E’ questo il bilancio dell’operazione Nemo, che ha portato al recupero di alcune anfore risalenti al I secolo a.C., che erano state trafugate dai relitti di un’antica nave romana affondata davanti alla città di Albenga. A finire in manette un subacqueo di 58 anni, Giovanbattista Pesce, ex assessore ai lavori pubblici di Ceriale (Savona). Le anfore erano state scoperte e repertate dai carabinieri sommozzatori di Genova a una profondita’ di 60 metri. L’inizio delle indagini risale al 2012 quando un informatore aveva riferito che in questo sito, reputato uno dei più importanti del bacino del Mediterraneo, da anni venivano sottratti i reperti. Il ladro, che agiva all’alba utilizzando una piccola imbarcazione, scaricava la refurtiva sulla costa nei pressi di Ceriale. Confrontando foto recenti con altre d’archivio, i sommozzatori del Centro dei Carabinieri di Genova hanno appurato che erano state sottratte almeno 31 anfore e la loro attenzione si è subito rivolta verso alcuni ex corallari, in grado di immergersi a quella profondità e sollevare pesi superiori ai 50 kg.

La mamma di Logli sentita in procura… è ancora giallo sul caso Ragusa

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Un interrogatorio di più di un’ora per la madre di Logli, Giancarla Tabucchi, sentita in pprocura come persona informata dei fatti. Nessuna indiscrezione è trapelata sul colloquio che la donna ha avuto con il pm Aldo Mantovani. Quando è uscita dalla procura la mamma di Logli, accompagnata dall’avvocato Roberto Cavani, difensore dell’indagato, non ha risposto alle domande dei giornalisti.

 

In FVG le agevolazioni per la prima casa arrivano anche alle coppie gay!

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La Serracchiani prende in mano la questione dopo che era sorta una diatriba a seguito di un provvedimento di Mediocredito Fvg – ente che eroga i contributi – che lo scorso 28 febbraio aveva rigettato una domanda per la prima casa avanzata da una coppia omosessuale di Pordenone. La giunta riprendendo un parere dell’Avvocatura della Regione in merito all’esclusione delle coppie omosessuali dal beneficio che considera tale provvedimento discriminatorio e lesivo del diritto alla vita familiare, ha deciso  di equiparare il diritto all’agevolazione tanto alle coppie gay che a quelle etero. La Serracchiani ha commentato così: «In concomitanza con la Giornata di lotta contro l’omofobia la decisione che abbiamo preso oggi adegua in questo settore il Friuli Venezia Giulia agli standard dei diritti civili previsti dall’Ue. C’è ancora parecchio lavoro da fare, ma almeno un punto fermo siamo in grado di metterlo e così abbiamo fatto».

 

La legge europea che impedisce di coltivare con i semi locali

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Diventeranno illegali i contadini della domenica, o chi, strozzato dalla crisi, decida di faresi un orto privato per risparmiare qualche euro? C’è questa seria possibilità in quanto è al vaglio, presso la Commissione Europea, una proposta che renderebbe illegale  “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi che non siano analizzati approvati e accettati dall’“Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Questa proposta, che si chiama “Plant Reproductive Material Law”, tenta di mettere sotto l’egida del governo la regolamentazione delle piante e dei semi. Questa legge naturalmente, come ha fatto notare  Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, stroncherà anche le varietà locali di sementi nonché anche chi lavora sul biologico o quegli agricoltori che producono in piccola scala. C’è anche chi dice che questa è una mossa mirata a favorire le grandi multinazionali di semi e di globalizzare la coltivazione.

 

Il passaporto diplomatico di Dell’Utri

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”L’ex senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri, condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa lo scorso marzo dalla Corte d’appello di Palermo, continua a essere in possesso del passaporto diplomatico. Ciò avviene a causa di Pd, Pdl e Scelta Civica che non hanno ancora nominato i loro delegati al Consiglio d’Europa, col risultato che restano in carica, in regime di prorogatio, i vecchi componenti. Fra i quali c’è pure Marcello Dell’Utri, che attende l’ultima parola della Cassazione sulla sua vicenda giudiziaria e per cui è stato chiesto, senza esito, l’arresto, da parte della procura generale di Palermo, proprio subito dopo l’emissione dell’ultima sentenza”. E’ quanto denunciano i deputati del M5S.

Il capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi, riferisce un comunicato, ha denunciato la situazione scrivendo al presidente della Camera, Laura Boldrini. ”Sapendo quanto Lei sia sensibile alla necessita’ di non procrastinare ulteriormente la prorogatio di tali organi – si legge nella lettera – Le chiedo di assumere ogni utile iniziativa affinché, in un parlamento ormai funzionante almeno nel procedimento legislativo, grazie alla costituzione delle commissioni permanenti, cessino di esercitare le funzioni ex-parlamentari, ormai divenuti privati cittadini come Marcello Dell’Utri, che continuano a circolare con un passaporto diplomatico avuto in virtù di incarichi prossimi al rinnovo e comunque non più corrispondenti all’attuale configurazione della rappresentanza parlamentare”.

Le liste fasciste che si presentano alle elezioni

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“La legge n. 645/1952 sanziona chiunque faccia per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

È vietata perciò la ricostruzione del PNF e del Partito dei Nazionalsocialisti (ovvero quello Nazista). Ogni tipo di apologia è denunciabile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

La norma prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Ciò premesso ci sono due liste ispirate al partito fascista e a quello nazista tedesco in corsa alle elezioni amministrative in Lombardia. In particolare si tratta del ‘Movimento Fascismo e Libertá’, movimento politico fondato nel ’91 dal senatore missino Giorgio Pisano’ che si basa interamente sul pensiero mussoliniano, e del “Nsab-Mlns” (Nationalsozialistische arbeit bewegung-Movimento nazionalsocialista dei lavoratori) che neanche tanto velatamente si richiama al famigerato Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, traduzione di Nsdap (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), ovvero il partito Nazista di Hitler.

E’ stato Gennaro Migliore parlamentare di Sel a chiedere con interpellanza chiarimenti al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Il capogruppo di Sinistra e libertà ha anche chiesto di escluderle dalla competizione elettorale proprio in virtù della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta di fatto la ricostituzione in ogni sua forma del partito fascista.

 

Recuperato il corpo dell’ultimo disperso al porto di Genova

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E’ stato ritrovato dai palombari della Marina il corpo del sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, l’ultimo disperso e nona vittima dell’incidente al porto di Genova, dopo che ieri pomeriggio era stata rinvenuta la sua borsa, contenente gli effetti personali, dai sommozzatori della Marina militare. Secondo quanto appreso, il corpo era rimasto incastrato tra la banchina e la colonna di cemento, ad otto metri di profondità, ed i palombari hanno dovuto segare un’enorme putrella che ne impediva il recupero. La polizia della Questura di Genova ha già eseguito i rilevamenti fotografici che saranno acclusi al fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica e il suo corpo, che non dovrà sottostare ad autopsia, verrà restituito immediatamente alla famiglia.

La ricetta di Visco sull’Imu

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Dopo che è arrivata la decisione di sospendere l’Imu di giugno per poi ricalibrare l’imposta entro il 31 agosto, Vincenzo  Visco ha deciso di rilasciare un’intervista in cui dare la propria ricetta:

“È un rinvio, non potevano fare diversamente in tre settimane. La cosa importante è che questo tempo fino al 31 agosto serva a mettere a punto una riforma come si deve, e non sia l’ennesimo escamotage per perdere tempo”, Riforma che Visco, due volte ministro delle Finanze sotto le presidenze Ciampi e Prodi, ha già in testa.

Ma da dove iniziare?
“Tanto per cominciare, non dall’Imu. Congelare l’aumento dell’Iva e abbassare l’Irpef. Sono queste le priorità, altro che Imu. È incredibile il tempo e le energie che vengono spesi per discutere di abolizione e sospensione. Tutti i principali osservatori internazionali ci dicono che bisogna guardare altrove”

Ma allora perchè continuare a premere sull’Imu?

“È un tema popolare, sposta voti, e la politica si accoda”.

Ecco lo stralcio dell’intervista rilasciata da Visco:

Ammesso che dall’Imu si debba partire, quali sono le misure che ha in testa per riformare la tassazione immobiliare? Lei, sulle pagine del Sole 24 Ore, ha parlato di un’imposta che se abolita, avvantaggerebbe “i cedi medi affluenti”. Perché, ha spiegato “il 20% dei contribuenti si aggiudicherebbe il 50% degli sgravi complessivi”. Come renderla più equa allora?
“Il punto principale è rivedere i valori catastali su cui si calcola l’imposta. Oggi esistono grandi disparità tra comuni e comuni e diversi quartieri all’interno dello stesso comune. Cifre che non sempre sono associate al reale valore di mercato degli immobili. Accade ad esempio che vengano penalizzati di più i proprietari di case in periferia rispetto a chi risiede nei centri storici”.

Si parla da tempo di riforma del catasto. Eppure si è fatto poco o nulla
“Perché si è puntato alla perfezione, ma la perfezione richiede tempi molto lunghi. Io ho proposto una soluzione alternativa. Quella di prendere i dati di cui dispone l’agenzia del Territorio sui valori di mercato degli immobili e utilizzare quelle come base per calcolare l’imposta. Così si potrebbe rivalutare le rendite in modo efficacie, eventualmente riducendo i nuovi valori del 5-10%”.

Rendite più “giuste” consentirebbero di abbattere il peso dell’imposta?
“Si raddoppierebbe la base imponibile. In questo modo l’aliquota di riferimento potrebbe essere ridotta sotto il 2 per mille” (attualmente, al netto delle modifiche che possono apportare i singoli comuni, è intorno al 4)

Quali altre misure ha in mente, per rimodulare l’imu?
“Si può ipotizzare di rendere la detrazione, che oggi è fissa a 200 euro, variabile a seconda dei comuni. Proprio perchè ad esempio – nelle grandi città – i valori catastali sono molto più alti. Ed è più difficile che fasce medio-basse possano essere avvantaggiate da questa agevolazione. Si può poi valutare la possibilità di dedurre dall’imponibile i mutui ipotecari e considerare prima casa anche l’abitazione di un proprietario che vive a sua volta in affitto”.

L’Imu sta diventando l’interruttore di questo esecutivo. Ieri Brunetta ha detto che se non si trova una soluzione per abolirla interamente il governo salta.
“Mi sembra che le armi del Pdl siano parecchio spuntate. Brunetta o chi per lui dovrebbero capire una cosa molto semplice. Che in Parlamento non c’è una sola maggioranza. Nel giro di qualche mese se questo governo non dovesse funzionare o venisse messo alle strette, mi pare evidente che non si andrebbe immediatamente al voto”.

Sta dicendo che tornerebbe in campo il cosiddetto “Governo del cambiamento” di Bersani?
“Se cadesse questo governo per prima si dimetterebbe il capo dello Stato. Quindi ci sarebbe un nuovo presidente della Repubblica, a quel punto vedremmo che governo si potrebbe fare”.

Un esecutivo Pd-M5s? Qualcuno ci ha provato, senza successo, qualche mese fa
“Forse perché non ci si è creduto fino in fondo. Diciamo che non bisogna confondere le prospettive di vita di questo governo con la durata della legislatura, è evidente che se questa maggioranza non funziona se ne deve trovare un’altra”.

Archiviata l’esperienza Monti, nel Paese si fa sempre più nutrito il fronte bipartisan che chiede un allentamento dell’austerità.

“Qualsiasi dibattito su crescita e austerità è paralizzato dal voto tedesco in settembre. Certo vedo la Germania restare sempre più sola. Persino l’Olanda sembra averla abbandonata. Si sta consolidando la consapevolezza che l’austerity va allentata. Si è capito che nessuna economia può vivere con questa camicia di forza addosso”

Vede coagularsi un solido fronte anti-tedesco, magari attorno l’asse Roma-Parigi?
“Sì, anche se non molto solido fino ad ora. Mi auguro che Letta ci lavori. Bisogna soprattutto impedire che la Francia dialoghi da sola con Berlino. Ma anche la stessa Germania dovrebbe stare in guardia. Non so se si ricorda cosa ha detto l’ex ministro degli Esteri Fischer, in un’intervista lo scorso luglio. Il Paese deve stare attento o rischia con i suoi comportamenti di affondare l’Europa: sarebbe la terza volta in cento anni”.

E’ morto l’ultimo dei dittatori ancora in vita: l’argentino Jeorge Videla

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E’ morto a 87 anni l’ex dittatore argentino Jorge Videla, incarcerato in una prigione  nei pressi di Buenos Aires dopo la condanna, arrivata nel 2010, a due ergastoli per la sanguinosa e sistematica repressione dei dissidenti argentini durante la sua presidenza, negli anni compresi tra il 1976 ed il 1981. La morte dell’ex generale dell’esercito, che era stato a capo della giunta militare argentina dopo aver preso il potere con un golpe ai danni di Isabel Peron, seconda moglie del presidente, è stata confermata dal direttore del Servicio Penitenciario Federal, Vìctor Hortel. Il decesso è avvenuto per cause naturali nel centro penitenziario Marco Paz ed  i media locali hanno dato la notizia con titoli del tenore “E’ deceduto Videla, responsabile del genocidio”. Al suo nome è infatti riconducibile il periodo più oscuro della storia argentina: la vicenda dei “desaparecidos” e la tragedia della scomparsa dei neonati. A tutt’ora las abuelas (le nonne) de Plaza de Mayo chiedono di sapere che fine hanno fatto i loro nipoti, nati durante la prigionia delle loro figlie o nuore. Jorge Rafael Videla “Era l’ultimo dei dittatori ancora in vita ed era stato il leader della giunta militare responsabile del golpe, il 24 marzo del 1976, contro Isabel Peron, la vedova di Juan Domingo Peron”, ricorda un quotidiano locale. Mente della dittatura, violò sistematicamente i diritti umani e tra i suoi crimini si ricordano l’assassinio e la tortura di 30.000 persone. Sempre sotto il suo governo ci furono anche i forti contrasti con il Cile, che per poco non sfociarono in guerra.

L’insediamento della giunta da lui guidata portò alla sospensione delle libertà civili e sindacali e all’arresto, tortura, omicidio di persone sospettate di appartenere a organizzazioni studentesche, sindacali, politiche o che si ritenesse potessero svolgere una qualsiasi attività che interferisse con la politica della dittatura militare. Furono gli anni delle falcon verdi e dei centri di detenzione clandestina dove si perpetuavano abusi, violenze e torture. Furono gli anni in cui il Rio de la Plata si riempì di corpi, sedati e legati, lanciati dal cielo durante i famigerati voli della morte. Videla fu poi deposto il 29 marzo 1981 da un nuovo colpo di Stato capeggiato dal generale Viola, che si autonominò presidente a vita e proseguì la strategia basata sul terrore: durante il suo regime avvenne l’ultima strage perpetrata dal capitano Alfredo Astiz in cui trovarono la morte circa 5.000 prigionieri detenuti in un campo di prigionia. Viola a sua volta fu deposto, il 22 dicembre dello stesso anno, dal generale Galtieri che diede le dimissioni il 18 giugno 1982 a seguito della sconfitta nella Guerra de las Malvinas (guerra delle Falkland), non prima di aver represso, nel frattempo, 5 manifestazioni e di aver condannato a morte altre 9.000 persone.

Jorge Rafael Videla venne processato solo a dittatura terminata, nel 1985, per le responsabilità in merito alla scomparsa di circa 30.000 oppositori e nello stesso anno fu condannato all’ergastolo. Ma nel 1990, sotto pressione dei militari, fu liberato con il decreto 2741/90 concesso dall’allora ministro Menem. Venne poi nuovamente processato e, il 22 dicembre 2010, fu dichiarata la condanna all’ergastolo in un carcere non militare per la morte di 31 detenuti.

Inseguimento bloccato dalle anatre!

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A Portland un ufficiale della polizia stradale, Mark James, che stava inseguendo un trasgressore del codice della strada ha preferito fermarsi davanti a una famiglia di anatre che rischiava di venire travolta dalla sua autovettura. Così il poliziotto nonostante l’inseguimento ha preferito fermarsi, aiutare le anatre ad attraversare la strada e poi riprendere l’inseguimento.

 

Chiesto ergastolo e tre anni di isolamento per Vantaggiato!

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Il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta, ha chiesto l’ergastolo, con 3 anni di isolamento per Giovanni Vantaggiato dopo la requisitoria al Processo per l’attentato all’istituto Morvillo Falcone di Brindisi in cui è morta Melissa, una studentessa di 15 anni e dove sono rimaste ferite 9 ragazze.

Ruby e le “bugie per difesa”

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Ruby continua a raccontare la sua verità nel corso del processo e arriva ad accusare parzialmente in pm di Milano, paventando l’ipotesi che i magistrati l’abbiano interrogata più volte rispetto a quelle verbalizzate. Solo in seguito è arrivato il “dietro-front”, dopo l’intervento del giudice che le ha fatto notare che stava dicendo una cosa grave. “Non siamo in una trasmissione tv – ha spiegato il giudice Annamaria Gatto – questo è un processo e dobbiamo accertare la verità”. Ecco allora che la ragazza prosegue con la sua: non le sono mai stati promessi 4,5 mln di euro da Berlusconi in cambio del suo silenzio sul fatto che aveva avuto rapporti sessuali con lui quando era minorenne. Tutto quello che ha raccontato sarebbe quindi frutto di bugie create ad arte per vantarsi, anche davanti ai suoi stessi genitori. Tutte queste menzogne, inclusa quella sull’età rifilata ai giudici, rientrano nella sfera del “Ho detto bugie in sè”, ribadendo che il Cavaliere “sapeva che io avevo 23-24 anni”. La risposta è pronta anche quando il pm Sangermano le contesta un’intercettazione del settembre 2010 durante la quale, parlando con una amica, diceva di avere negato ai pm “il fatto che Silvio sa che sono minorenne”. Anche in quel caso, ha affermato, “ho detto bugie, per me le cavolate erano uno strumento automatico di difesa con tutte le persone”.

TrackingPoint: dagli Usa la novità per “uccidere a colpo sicuro”

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Nonostante il dibattito sul controllo delle armi negli Stati Uniti si faccia ogni giorno più teso, ora arriva sul mercato anche un fucile da caccia intelligente, il TrackingPoint Rifle: costa 22mila dollari, ha un’antenna Wi-Fi, sensori ambientali, una bussola, mirino laser e ottica digitale che proietta un’immagine a colori. Un’arma che, secondo il suo ideatore Jason Schauble, non ha nulla di sbagliato: “E’ pensato per i giovani, ci sono smarphone, smartTv, perché non pensare a fucili intelligenti che postano video su Facebook?”. Questo significa che ora il social network si riempirà di “omicidi in diretta” dal punto di vista dell’assassino? E’ comprensibile il parere di Cheris Frandsen, un veterano del Vietnam, che teme che una simile tecnologia non possa far altro che incentivare terroristi e persone con disagio psichico che potrebbero entrare in possesso di quest’arma. E non bastano le rassicurazioni del calibro “Vendiamo direttamente i nostri prodotti, io conosco ad uno ad uno i miei consumatori”: la lista d’attesa è già lunga e altri produttori di armi hanno manifestato interesse per questa nuova tecnologia che, soprattutto se proposta sul mercato ad un prezzo inferiore, rischia di finire nelle mani sbagliate. Uno sparo. Un morto. Il TrackingPoint lo promette, e non c’è certo di che andarne fieri.

Trattative Stato-Mafia: tra i teste citato anche Giorgio Napolitano

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Tra i 180 teste citati dai pm di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-Mafia, ci sono anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Pietro Grasso e l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.  Al processo, che si aprirà il 27 maggio, deporrà anche l’ex pg della Cassazione Vitaliano Esposito. Tutte le citazioni dovranno essere valutate dalla Corte d’assise che ne deciderà l’ammissione. Nella lista depositata nella cancelleria dai pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi si legge:

In ordine “alle preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio nella lettera del 18-6-2012 (pubblicata su “La Giustizia. Interventi del Capo dello Stato e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. 2006 -2012”) concernenti il timore del dottor D’Ambrosio “di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”, e ciò nel periodo tra il 1989 e il 1993″.

La croisette si trasforma in set? Furto di gioielli al Festival di Cannes!

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Non è un film ma la stessa realtà che supera ogni finzione: a Cannes c’è stato un furto dal profumo di colossal hollywoodiano: rubati gioielli per un milione di dollari nella notte tra giovedì e venerdì. La polizia di Nizza ha reso noto che il colpo è avvenuto all’hotel che ospita il delegato della maison Chopard nella cui stanza si sarebbero introdotti i ladri per sottrarre la valigetta che conteneva i bijoux che avrebbero indossato le dive al momento della sfilata sul red carpet. Il furto lascia meravigliati considerato anche i livelli di sicurezza presenti in questi giorni, un colpo che non può lasciare indifferente neanche un regista come Steven Soderbergh, anche’egli presente a Cannes con il suo ultimo film, già autore della fortunata serie di Danny Ocean.

No all’Imu a giugno… ma c’è la clausula di salvaguardia!

Governo-Letta

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi stamattina, ha decretato che la rata Imu sulla prima casa verrà sospesa fino al 16 settembre: se non si riuscirà a fare la riforma “entro il 31 agosto”, però, si pagherà in quella data. Stop all’Imu quindi, ma con clausula di salvaguardia. Non sono previste però sospensioni per gli immobili di pregio mentre il decreto è valido anche per i terreni agricoli e i fabbricati rurali. L’ok è arrivato anche al rifinanziamento della Cig in deroga mentre il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha ricordato che il governo “non vuole fare debiti per il futuro, non vuole scaricare debiti sulle nuove generazioni”. Le scelte che l’esecutivo farà, ha aggiunto, saranno “scelte pro-crescita con grande attenzione ad occupazione”. 100 giorni quindi per “tenere i conti a posto” e guadagnarsi la fiducia dell’Europa mentre Alfano esprime la sua piena soddisfazione per il risultato della giornata odierna: “Il governo si è incamminato su una buona strada perché il superamento dell’Imu è un obiettivo a portata di mano e darà una boccata ossigeno per famiglie e per deducibilità alle imprese. Per coprire quanto fatto non si sono messe tasse da altre parte ma 100% tagli e zero tasse”. C’è da chiedersi se entro il 31 agosto troveranno una soluzione che sia definitiva sen za che siano i cittadini a rimettere mano ad un portafoglio sempre più vuoto. Al termine della riunione è stato inoltre annunciato il nome del nuovo ragioniere di Stato: sarà Daniele Franco.

Ruby al processo: “tutti i retroscena non li conosco”

ruby-processo

Continua la sua testimonianza in aula Ruby, la giovane marocchina al centro dei processi sulle presunte feste a luci rosse ad Arcore,  cha ha raccontato di aver ricevuto 30 mila euro da Giuseppe Spinelli, il collaboratore di Silvio Berlusconi, per aprire un centro estetico in via della Spiga, a Milano: “Quello è sempre stato il mio sogno, dopo aver lavorato in un centro estetico a Messina”. Esperienza che non è però “andata bene”. Parlando poi della famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 in questura a Milano con Ruby c’erano “Nicole Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo” e sarebbe stata la Conceicao a rassicurarla: “non ti preoccupare faremo di tutto per non farti tornare in comunità”. La ragazza poi prosegue il suo racconto: “Ho litigato con Michelle Conceciao. Sono andata in pronto soccorso. Ho conosciuto un’assistente sociale. E sono andata a vivere in una comunità di suore… ma sono confusa. Le altre ragazze che c’erano erano lì per dormire. Poi ho incontrato Luca Giulianti, l’avvocato che mi ha fatto conoscere Lele Mora. Non so chi ha fatto la richiesta d’affido. E io sono andata alla comunità di Genova. Non ho mai vissuto a casa di Lele Mora in questo periodo di difficoltà”. Quello che non sa sono i retroscena della situazione, ignora quindi se il suo rilascio possa dipendere dalle pressioni di Berlusconi come affermano i pm. Una volta uscita, affidata alla Minetti, ha parlato con Berluscuni che “era arrabbiato” e che le ha chiesto “perchè avevo detto tutte quelle cavolate”.

Una camicia, due “stili”: la pubblicità sessista che infiamma gli animi in Svezia

pubblicità sessiste

Ancora accuse di sessimo per la catena di abbigliamento Usa American Apparel, che si vanta di nutrire particolare attenzione per i diritti dei lavoratori e per la sostenibilità sociale e ambientale della sua produzione ma sembra destinata ogni volta a naufragare quando si parla di pubblicità, dove appaiono sempre ragazze poco coperte mentre, per quel che riguarda il settore maschile, i modelli sono sempre perfettamente abbigliati. Dopo i recenti attacchi partiti dalla Gran Bretagna, ora è una giovane blogger svedese ad accendere la miccia. La 24enne Emelie Eriksson, confrontando i due diversi usi di una stessa camicia a quadri, una di quelle care ai boscaioli americani, ha notato che, mentre un giovane con la barbetta chiara la indossa educatamente, una ragazza bionda la porta aperta sul seno nudo e accompagnata esclusivamente dagli slip. Ancora una volta, insomma, “un’immagine degradante della donna” da parte dell’azienda americana. Ma basta scorrere il sito della catena con sede a Los Angeles e di proprietà di Dov Charney per vedere quanto sia “affezionata” a questa mentalità: una pubblicità di leggings da discoteca è interpretata da  ragazze a seno nudo  e che assumono pose provocanti.  Dopo la segnalazione, il blog della ragazza è stato letto da centomila persone e le associazioni dei consumatori svedesi hanno chiesto l’intervento delle autorità che dovrebbero vigilare sulla pubblicità che però hanno negato la possibilità di oscurare il sito per ragioni pratiche e legali. Ma non c’è da augurarsi che il cattivo gusto lasci le prossime campagne, dato che lo stesso Charney ha affermato che il sesso è un elemento che rientra nelle caratteristiche del prodotto. Ancora una volta un becero maschilismo fa capolino e non è possibile contrastarlo, visto che i ripetuti attacchi non portano ad alcun cambio di rotta. L’importante è che se ne parli? Anche se è offensivo per l’intera società? 

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La difesa di Isabella Internò…

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Isabella Internò, ex fidanzata di Donato Bergamini, intervistata dalla Stampa dopo la riapertura dell’inchiesta da parte della procura di Castrovillari che la accusa di concorso in omicidio afferma ”Denis si è suicidato, nessuno potrà cambiare la verità di quello che ho visto 24 anni fa. Denis si e’ tolto la vita. Ora, però, dopo un indegno accanimento contro di me e la mia famiglia, potro’ difendermi in un processo: tirerò fuori gli artigli”.

Che bisogno c’è di tirare fuori gli artigli se si è innocenti? La giustizia è lì proprio per far chiarezza sulle responsabilità di ognuno… abbiamo perso la fiducia nella magistratura? Quindi perché mostrare un apparato delo stato predisposto per la tutela dei cittadini come un nemico pubblico? Da cosa difendersi se si è innocenti?

”E’ come essere colpiti da un fulmine – spiega – Non credevo che l’inchiesta avesse questo approdo. Ma sono contenta: mi difenderò dalle accuse ingiuste che mi sono state rivolte in questi mesi. Al processo spiegherò tutto. Ma oggi, come 24 anni fa, ribadisco ciò che ho visto: Denis si è ammazzato. L’ho detto all’epoca, quando avevo 19 anni, l’ho ribadito un anno fa ai magistrati di Castrovillari, quando sono stata ascoltata dopo la riapertura delle indagini, e lo ripeterò. Fu un suicidio e la verità non può essere modificata dal passare degli anni”.

“Berlusconi non va in galera perchè il Pd lo protegge!” così, Grillo

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Grillo non risparmia nessuno e attacca l’asse Pd – Pdl. Lo fa in un’intervista rilasciata all’emittente  americana Cnbc.

“Il Pdl e’ solo Berlusconi, il Pd non si sa cosa sia. Si proteggono l’un l’altro. Berlusconi non va in galera (perchè dovrebbe andare in galera) e nel Pd non si fanno indagini sulle banche, su Unipol e MpS, i più grandi scandali finanziari degli ultimi 50 anni. Questo non è un governo, è una metafora. Anche gli italiani devono capire che bisogna fare un passaggio oltre Berlusconi. E’ una pubblicità televisiva, quasi un ologramma; A volte penso che non c’è neanche, Berlusconi. Fai così – dice facendo un movimento con la mano – ed è qualcosa che non c’è più… Berlusconi è una promessa, un marketing, un advertising, una pubblicità. Non c’è più niente, questo paese bisogna rifarlo dalle radici. Noi  siamo la nuova protezione civile. A ottobre saremo noi e Berlusconi, what do you call him? the psychonano: l’ologramma contro il MoVimento 5 Stelle. Siamo noi il contrasto di quello lì, noi abbiamo già preparato la legge per la sua incandidabilità. Io non c’è l’ho con queste persone, ma hanno 80 anni, non si può pensare di andare avanti con questa mentalità …”.

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Ecco l’intervista completa rilasciata da Grillo:

“GLI OMOFOBI SONO MALATI” così Grasso.

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Nella giornata  internazionale contro l’omofobia e la transfobia, Piero Grasso, presidente del Senato, partecipando ad una iniziativa promossa dal Senato della Repubblica per partecipare attivamente alla lotta contro l’omofobia ha affermato:

“Gli omofobi sono cittadini meno uguali degli altri. Gli omofobi – ha dichiarato Grasso – sono chiusi nel loro guscio, si frequentano tra loro, non allargano i loro orizzonti né il loro cerchio di amicizie. Temono i viaggi all’estero, le feste, gli studentati all’università e gli spogliatoi delle palestre. Una corretta educazione su questi temi – ha detto il Presidente del Senato – la dobbiamo fare soprattutto per chi soffre di questa ‘malattia’, per chi vive male, sopraffatto da un’irrazionale paura, dal terrore di uscire di casa, dall’ansia di avere tra i suoi compagni di scuola, di lavoro, tra i suoi amici, i suoi familiari, una persona omosessuale. Diciamocelo, sono cittadini meno uguali degli altri, sono chiusi nel loro guscio, si frequentano solo tra loro, non allargano i loro orizzonti né il loro cerchio di amicizie. Temono i viaggi all’estero, le feste, gli studentati all’università, gli spogliatoi delle palestre. E’ un problema sociale che dobbiamo affrontare davvero, da subito, a partire dai più giovani. Dobbiamo farlo insieme, le istituzioni con le associazioni”.

Ruby dormì ad Arcore: “Berlusconi mi ha detto di restare”

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“C’erano la Polanco, la Fagioli. Siamo rimaste tutte a dormire lì. Mi è stata data una stanza e ho dormito lì da sola. Berlusconi mi ha detto di restare. Mi ha svegliato la Polanco, mi è stata data una tuta. Era in un’altra stanza e abbiamo fatto colazione con il presindente”, così Karima durante la testimonianza in Aula a Milano. Afferma anche  che al termine della prima serata in cui si recò a Villa San Martino, il 14 Febbraio 2010. Fu in quell’occasione che l’allora premier Berlusconi le consegnò dei soldi.  “Silvio Berlusconi mi diede una busta con 2/3mila euro”. Durante quella festa ormai nota, raccontò “una storia inventatà, e cioè di essere figlia di una cantante brasiliana-egiziana e di essere “parente” di Mubarak.

Karima anche che c’era Marysthelle Polanco “che avevo visto in tutte le serate e si vestiva sempre da due personaggi. Uno era Obama, l’altra era Ilda Boccassini, ma all’epoca non lo sapevo”.

A quelle cene, secondo sempre la testimonianza di  El Mahroug, partecipavano anche Lele Mora ed Emilio Fede. Ma come arrivavano le ragazze alla villa di Arcore? Karima afferma di essere sempre andata in taxi e solo una volta si è trovata in auto, nella mini della Minetti, insieme a la Polanco e a Nicole.

La storia di Ruby dalla Sicilia a Milano… dal concorso al bunga bunga

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Ruby ha chiesto e ottenuto di essere ascoltata in aula e oggi si sta  la testimonianza nel dibattimento a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.  La ragazza, convocata dai giudici della V Sezione Penale, si è presentata, in un sobrio abito grigio, accompagnata dal suo compagno Luca Risso e dai suoi due avvocati, Paola Boccardi e Daniela Damiano. Ruby ha affermato di avere detto di avere 16 anni al concorso di bellezza in Sicilia a cui partecipo’ nel 2009. La giovane marocchina ha spiegato che a quel concorso c’era anche Emilio Fede ma di non avere avuto modo di fare discorsi in separata sede con lui. “Firmai da sola il modulo per partecipare al concorso – ha spiegato – inventandomi il nome di un adulto perchè non avevo l’autorizzazione dei miei genitori”. Ruby ha raccontato ai giudici di Milano i suoi primi contatti con Lele Mora.

Poi la decisione di arrivare a Milano. “Desideravo venire a Milano”, esordisce Karima El Mahroug. “Non avevo soldi, ho preso il treno senza il biglietto. Tanto al massimo avrei rischiato di dover tornare in comunità”, continua la ragazza. “Sono arrivata a Milano a fine ottobre 2009. Ero ospite di una ragazza che si chiamava Simona Loca. Poi sono entrata nell’agenzia di Lele Mora, gli ho lasciato le mie foto che avevo preso dal profilo Facebook; intanto avevo cambiato casa”. Dice di aver dato il nome Ruby e di aver detto di avere 19-20 anni, lasciando foto e generalità a un ragazzo che si chiamava Marco. La giovane ha chiarito di aver contattato Mora a ottobre 2010, appena approdata nel capoluogo lombardo dalla Sicilia, ”perche’ volevo lavorare nel mondo dello spettacolo. Ho chiesto di avere un colloquio direttamente con Mora, mi hanno chiesto di lasciare curriculum e foto. Documenti, pero’, non ne avevo, cosi’ ho detto di essermeli dimenticati”. Cosi’, al momento di fornire le proprie generalità ”ho dato il mio solito nome, preso da una telenovela e ho detto di avere 19-20 anni. Sono informazioni – ha precisato ancora la giovane – che ho dato al segretario di Mora”.

In un altro passo racconta quando ha incontrato Simona Loca, una ragazza conosciuta in Sicilia e ritrovata a Milano ceh aveva accettato di ospitarla. “Il lavoro che mi propose Simona Loca era di fare la prostituta, mi fece salire in un albergo e in una stanza, ma non potevo a causa della mancanza di documenti”, continua Karima, che poi dice di essersene andata quando ha capito che le chiedevano di prostituirsi. Racconta anche che è stata cacciata di casa e di aver chiesto aiuto a un uomo che si offre di ospitarla in un monolocale: si chiamava Vincenzo Ranieri. La persona le trova lavoro come cameriera in un ristorante, ma lei non si presenta il primo giorno. In corso Como frequenta un ragazzo che si chiama Gabriele o Gabriel e un’altra tunisina che viveva a Cinisello Balsamo. Racconta di una serata in cui ha fatto una prova come cameriera ed è stata pagata. “Guadagnavo intorno ai cento euro a serata”.

Ruby racconta che nel frattempo ha conosciuto Caterina (Katia) Pasquino e parla delle serate trovatele da Lele Mora: “Mi dava 200 o 300 euro, altri prendevano anche 500 euro”. “Nelle serate avevamo a disposizione questo tavolo e facevamo da contorno a Lele Mora all’Hollywood”, aggiunge. Finché non arriva l’avviso: c’è una serata, bisogna presentarsi all’agenzia in viale Monza. Quando sale in macchina per recarsi nel luogo di lavoro, l’autista non le dice dove si va. Poi arrivano a Palazzo dei Cigni e sale in auto Emilio Fede, il quale si presenta e le chiede il numero di telefono di nuovo dopo la volta del concorso in Sicilia. Nel racconto Ruby dice di aver tagliato i rapporti con la famiglia e di aver detto lei di essere parente del presidente dell’Egitto. Spiega anche che si è inventata maltrattamenti e di essere stata cacciata di casa perché voleva diventare cattolica. Il presidente del collegio la interrompe dicendo che il racconto non combacia con quanto detto dai testimoni, che parlano di violenze da parte dello zio.

“Sono arrivata ad Arcore, ero sorpresa di essere a casa del Presidente del Consiglio, non mi sembrava vero, era una cosa stranissima”, dice ancora Karima. Che poi racconta del “posto chiamato Bunga Bunga”: “Mi è stata raccontata la barzelletta del bunga bunga dal presidente Berlusconi”. Ruby racconta di Nicole Minetti “vestita da suora, mentre ballava alzava la gonna per far vedere le gambe”. E di Marystell Polanco, vestita da giudice “come Ilda Boccassini, con la parrucca rossa e la toga” e “come Obama, di cui indossava la maschera”. Prosegue con i balli sensuali sul palo e le canzoni di Apicella. “La Minetti si era tolto il vestito da suora ed era rimasta in biancheria intima, Iris Berardi era vestita da Ronaldinho. Le ragazze si avvicinavano a lui con modo sensuale, alzavano le gonne. Facevano i balleti. Ma non ho mai visto contatti tra le ragazze e Berlusconi”.

Angelo Cera e le accuse al M5S

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Franco Bechis mette su Youtube l’intervento di Angelo Cera, parlamentare di Scelta Civica, contro il MoVimento 5 Stelle di qualche giorno fa:

Permettetemi, cari amici del Movimento 5 Stelle, io sono stato eletto, diversamente da voi, o da tanti altri, scelti su Twitter. Io sono stato eletto sindaco e mi ha votato il mio popolo, diversamente da voi. Mi ha scelto il 70 per cento del mio comune. Voi siete stati votati solamente perché cliccati.

Scelta Civica va contro uno dei cardini della sovranità del popolo? Se poi i costituenti avessero oggi redatto la Carta siamo sicuri che non avrebbero, tutelando in ogni modo il voto, scelto un metodo più snello e meno oneroso per lo Stato? Sono queste le polemiche di cui l’Italia ha bisogno o di un lavoro serio da parte dei parlamentari che risolvesse ogni tanto anche qualche problema dei cittadini e non una mera contestazione fra deputati?

Manette in tutta Italia per degli appartenenti al gruppo Anonymous

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Tango down, è questo il nome dell’operazione della polizia postale, coordinata dalla procura di Roma, che ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta Italia contro presunti appartenenti al gruppo hacker Anonymous, i cui membri attacccano i sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e importanti aziende. Quattro provvedimenti agli arresti ed una decina di perquisizioni sono stati disposti per i responsabili anche di attacchi ai siti del governo, del Vaticano e del Parlamento. Stando alle indagini, le persone arrestate facevano parte del movimento e sfruttavano il logo di Anonymous per interessi personali. In precedenza, il 23 otttobre dello scorso anno, era stato preso di mira anche il sito della Polizia di cui alcuni documenti sensibili, tra i quali un dossier sui manifestanti No-Tav e schermate del sistema mail interno della polizia con credenziali d’accesso per i sistemi riservati, sono stati messi a disposizione sul sito del gruppo. Tra gli altri files, erano stati hackerati anche quelli contenenti indicazioni risalenti al 2007 per la concessione del permesso di soggiorno per fini sociali, circolari del 2012 che indicano su quali fattispecie criminose si possono disporre operazioni sotto copertura, sopratutto rispetto alla criminalità informatica. Oltra a questo, sul sito della Polizia Anonymoous aveva pubblicato un manifesto satirico: “Polizia battuta e scoperta”.

Emilio Missuto e il suo sciopero della fame: “voglio giustizia”

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Era dallo scorso 19 aprile che l’imprenditore edile di Gela Emilio Missuto protestava davanti al Tribunale della sua città, in tenda o in auto. L’uomo ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la burocrazia dopo che la sua azienda è stata dichiarata fallita lo scorso anno per un debito di 37mila euro. L’imprenditore era in attesa d’incassare un milione di euro per lavori pubblici già realizzati in provincia di Carbonia, in Sardegna, mai liquidati. Missuto, che si definisce “vittima della burocrazia e di uno stato iniquo e ingiusto”, è stato ricoverato oggi al pronto soccorso dove gli è stata somministrata una flebo a cui hanno fatto seguito le dimissioni. 50 sono i dipendenti che hanno perso il lavoro, dopo aver portato a termine i lavori sull’isola, un’opera pubblica contestata dall’ente appaltante con un conseguente contenzioso giuridico. Per la sua attuale situazione, che ha portato alla chiusura non solo della sua azienda ma anche, a catena, di altre due società, Emilio punta il dito contro i magistrati che non avrebbero tenuto conto del carattere momentaneo della sua insolvenza. Sono 50 le persone rimaste senza lavoro mentre Missuto chiede giustizia a quelle “istituzioni statali e in particolare a quella magistratura che con me è stata severa e rapida mentre Carbonia continua a non decidere, riducendomi sul lastrico”. Cos’altro deve fare un cittadino per richiamare l’attenzione dello Stato?

Poliziotto spara al figlio e poi si suicida

poliziotto-tuttacronaca

Ivan Irrera, poliziotto 38enne in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione Antirapine, ha sparato con la pistola d’ordinanza al figlio di sette anni prima di rivolgere l’arma contro se stesso. L’allarme è stato lanciato dalla moglie e il bambino, con ferite alla testa, è stato trasportato, in condizioni gravissimen, all’ospedale civico di Palermo dove si sta cercando di stabilizzarlo. Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto compiuto da Irrera. L’uomo viveva a Misilmeri, in provincia di Parlemo, assieme alla moglie, al figlio e ad una figlia 14enne.

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