Quanta Cecenia c’è nell’attentato di Boston?

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Dzhokhar Tsarnaev, il più giovane dei due fratelli attentatori, l’unico sopravvisuto,  si è ripreso e comunica per iscritto con le autorità. Intanto si cerca di capire i rapporti della Cecenia con gli Usa. Quel che è certo ormai è l’atteggiamento che aveva il più anziano dei due. In pubblico era un americano perfetto, beveva birra, era educato e sembrava per nulla interessato all’islamismo. Poi invece nascondeva la sua doppia identità estrapolando da internet teorie cospirative sull’ 9/11 che cercavano di spiegare come gli americani avessero attuato una sorta di “suicidio” mascherato da “omicidio” per poi poter far scoppiare l’odio e la guerra verso i paesi musulmani. La stessa madre di Tamerlan, si era convinta di questa teoria e parlando con una vicina aveva affermato “È vero, mio figlio sa tutto. Lo puoi leggere su internet”.

In realtà sembra più una vendetta personale, sorta dopo letture e riletture di stampo cospirazionista piuttosto che un movimento che abbia radici ben individuabili in un movimento più ampio. Dalla Cecenia sono piovute smentite e non rivendicazioni.

Ma c’era forse qualche mandante che ha voluto agire nell’ombra? Chi ha indottrinato i fratelli al punto di fare ricerche su internet? Con chi hanno avuto contatti?

 

Contestato Fassina. In Pole Amato, l’inventore del prelievo forzoso.

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Napolitano bis non piace e non sono solo i militanti di M5S a gridare. I contestatori sono gli iscritti al Pd, la base di centro-sinistra che l’altra sera aveva preso di mira Franceschini in un ristorante al centro di Roma, e che oggi contesta Fassina.

 Sulla pagina Facebook dell’ex segretario Pd i commenti sono stati accusatori. Uno per tutti è stato quello di Canio Muscillo:  “La tua colpa è di avere distrutto il centro sinistra, di avere inciuciato con Berlusconi, di essertene fregato degli italiani che stanno male, di non aver rinunciato ai tuoi privilegi, di fare parte della casta, la mia è di esserti amico su Facebook”,

La sinistra che rinnega la sua classe politica e si scontra con i rampanti renziani che invece Amato come Premier lo voterebbero subito. Quell’Amato tesoriere di Craxi. Quel Giuliano inventore del prelievo forzoso che non ci penserà due volte a rimettere le mani sui conti correnti degli italiani per prelevare i soldi della Cassa Integrazione, del rimborso pubblico ai partiti e per gli esodati.

Sparatoria in Russia… 5 vittime fra cui una 14enne

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Un uomo ha aperto il fuoco sui passanti, dopo che qualcuno gli aveva graffiato l’auto mentre era in un negozio per comprare un fucile.  A Belgorod, nella Russia meridionale, a circa 700 km da Mosca, le vittime sono state 5 persone, tra cui una ragazzina di 14 anni. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti citando le forze dell’ordine locali.

El Pistolero, Luis Suarez, colpisce ancora: morde in campo!

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La partita che ieri ha visto contrapposte Chelsea e Liverpool, è finita 2-2 con un gol di Suarez a tempo scaduto. Ma non è questo quello che colpisce, conoscendo le qualità del giocatore. Quello che rimarrà impresso è il morso che, lo stesso, ha inflitto a Ivanovic, scusandosi con l’avversario solo a match terminato. Il calciatore uruguaiano del Liverpool, noto anche con il soprannome El Pistolero, non è nuovo a guai del genere: già nel 2010, tra le fila dell’Ajax, aveva compiuto lo stesso gesto a discapito di un giocatore del PSV Eindhoven. Ai mondiali in Sudafrica, ha impedito al Ghana di far gol toccando volontariamente la palla con la mano. Nel 2011, durante una partita contro il Manchester United, ha definito sette volte del “nigger” al terzino francese Patrick Evra guadagnandosi 8 giornate di squalifica. Più volte accusato di essere un simulatore e di tuffarsi spesso in area di rigore, in occasione dell’ennesima critica arrivatagli prima di una partita contro l’Everton dall’allenatore avversario David Moyes, dopo aver segnato è andato a esultare tuffandosi a terra proprio davanti alla panchina dei rivali. Ma non è tutto: ha passeggiato su un suo avversario, ha segnato un gol con la mano baciandosi l’arto quando l’arbitro non guardava, si è ritrovato a festeggiare un gol da solo perché i suoi compagni si sono rifiutati di unirsi a lui. A seguito di questo ultimo fatto, che probabilmente gli varrà una squalifica, l’associazione britannica ha intenzione di proporgli di frequentare un corso sul controllo della rabbia. Basterà per un giocatore che, nonostante tutto, resta uno dei calciatori più amati dai tifosi del Liverpool?

La parolaccia di Mentana

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Ci sono cose che possono rovinare l’immagine di un professionista serio e preparato. Quel piccolo “neo”, quell’errore del momento, come diceva Pirandello in “Sei personaggi in cerca d’autore”, per cui sarai sempre ricordato. Non importa quanto bene avrai fatto prima e quanto ne farai, la tua unica colpa sarà sempre ricordata, mentre il bene sarà dimenticato. In sintesi è la storia di Mentana e di una parolaccia scappata nei confronti di una militante del M5S. Ieri, subito dopo la conferenza di Beppe Grillo, Davide Barillari, candidato governatore M5s alla Regione Lazio racconta: “Mentana stava uscendo dalla conferenza stampa con beppe. Una signora gli ha detto: raccontate la verità. Lui si è girato scocciato e ha detto una sola parola: vaffanculo. La signora è rimasta senza parole. Questi sono i giornalisti che riempiono le televisioni, e che dovrebbero fare informazione. Vergognatevi tutti”

Secondo Mentana le cose sono andate diversamente. Lui si è sentito insultare e ha reagito a quell’insulto con una parola offensiva a sua volta.

Il problema di fondo non è certo la parola poco corretta, ma la violenza con la quale ormai ci rapportiamo gli uni agli altri. Non si cerca il dialogo, ma lo scontro… Non si ascolta, ma si pensa solo ad aggredire.  Non si ha neppure la voglia di uno scambio di opinioni, si passa direttamente all’apologia della parolaccia. 

Qualsiasi sia la versione esatta dei fatti è un peccato che un giornalista di così alto spessore si macchi per un gesto di violenza istintiva.

Il Giorno del GIURAMENTO e delle INTERCETTAZIONI DISTRUTTE

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Oggi è il giorno del giuramento per Giorgio Napolitano, ma è anche il giorno delle intercettazioni distrutte.

Il gip di Palermo, Riccardo Ricciardi, ha distrutto le intercettazioni dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia relative alle conversazioni telefoniche tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e l’ex ministro Nicola Mancino. Questa mattina nel carcere Ucciardone, in cui si trova il server che conservava i file si è proceduto alla cancellazione. Alle operazioni ha partecipato il tecnico della Rcs, la società che gestisce gli impianti di intercettazioni per conto della Procura di Palermo.

Il via libera è arrivato venerdì scorso dalla sesta sezione penale della Cassazione. La suprema corte, infatti, ha dichiarato inammissibile il ricorso di Massimo Ciancimino che chiedeva di poter ascoltare, in virtù del diritto di difesa, i colloqui.

Ci può essere democrazia? Oggi ha vint la piovra! Ha vinto sui cittadini e si è ancor più radicata nei vertici politici… quel tentacolo orrendo che stritola la legalità e uccide l’etica colpirà di nuovo, agendo indisturbato dietro le immunità dei potenti.

Dramè, giocatore del Lecce, ruba la borsa a una prostituta!

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Un furto a una prostituta che diventa una notizia di prima pagina perché a compierlo è Ousmane Dramè, 21 anni, calciatore francese del Lecce. E’ stato un transessuale che lavora in zona di Porta Rudiae  a inseguirlo e a farlo bloccare dagli agenti. A quanto si è potuto ricostruire il giocatore, dopo una prestazione non pagata, ha deciso anche di rubare la borsa alla prostituta e di scappare via. Gli accordi a quanto pare però dovevano essere diversi. Il giocatore non avendo con sè del denaro, le aveva offerto in cambio il suo telefono cellulare modello I-Phone del valore commerciale di 700 euro ma, prima della fine della prestazione, si è ripreso il telefonino ed è fuggito in bicicletta. Il transessuale ha chiesto un passaggio a un signore che era di passaggio e lo hanno inseguito, poi è avvenuta la colluttazione nella quale il transessuale è caduto a terra e si è procurato contusioni e graffi alla gamba destra ed al braccio destro. Così ora su Dramè  grava anche l’accusa di lesioni, oltre che quella di rapina.

 

Gli orrori della guerra siriana in un video shock

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Torture inimmaginabili. Corpi straziati anche dopo la morte per un sadico “gioco” di “divertimento” macabro. Accade al nord di Damasco, nella cittadina di Tall, dove un gruppo di miliziani fedeli al presidente Bashar al Assad ha ucciso almeno due persone (ma anche sul gruppo di miliziani le voci sono contrastanti).

Il video  è amatoriale e l’autenticità non può essere verificata. Si consiglia la visione a un pubblico adulto e si ricorda che alcune immagini sono comunque molto violente: 

 

Ruzzle della politica e il rebus del Pd

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Il Napolitano bis, appena nato e già tanto odiato. Il primo probabilmente a odiarlo è proprio Giorgio Napolitano, che tuttavia ora si trova in una posizione di “gioco forza” che normalmente sarebbe negata al Presidente italiano. Monti e Napolitano due facce della stessa medaglia, due uomini che giurano che loro mai e poi mai si sarebbero ricandidati in politica e invece entrambi con prepotenza e determinazione ritornano alla ribalta dopo che il popolo aveva chiesto a gran voce che si ritirassero a vita “privata”. “Costretti” per il “bene del Paese”, “sacrificati” che si “immolano per l’Italia” a rimanere in prima linea.

Un Presidente eletto come afferma lo stesso Travaglio:

“con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori “mai al governo con B.” va al governo con B., ufficializzando l’inciucio che dura sottobanco da vent’anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s’infila nelle fauci del Caimano e si condanna all’estinzione, regalando proprio a Grillo l’esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai “rottamatori” più decrepiti di chi volevano rottamare). La cosa potrebbe non essere un dramma, se non fosse che trasforma la Repubblica italiana in una monarchia assoluta e la consegna a un governo di mummie, con i dieci saggi promossi ministri e il loro programma Ancien Régime a completare la Restaurazione. Viene in mente il ritorno dei codini nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, con la differenza che qui non c’è stata rivoluzione né s’è visto un Napoleone. Ma il richiamo storico più appropriato è Weimar, con i vecchi partiti di centrosinistra che nel 1932 riconfermano il vecchio e rincoglionito generale von Hindenburg, 85 anni, spianando la strada a Hitler. Qui per fortuna non c’è alcun Hitler all’orizzonte. Però c’è B., che fino all’altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà”

Quello a cui abbiamo assistito è stato un vero e proprio Ruzzle, un mescolare “le lettere” per non cambiare nulla. Un mescolare le lettere e formare le stesse parole e perseguire gli stessi ideali: illegalità legalizzata, corruzione impunibile (tanto i parlamentari godono dell’immunità), privilegi inestirpabili.

Abbiamo assistito anche alla decapitazione della democrazia… un vero e proprio colpo di spugna in barba alla Costituzione. Quella migliore del mondo, quella che garantisce il popolo e lo fa sovrano sul suo suolo e quella osannata da Benigni è stata mozzata di netto, in un sol colpo, con una matita che ha grattato via ogni diritto ai cittadini scrivendo solo i propri interessi:

Cosa ci resta?

Ci resta il rebus del Pd. Quel partito che ha origini nobili e un futuro ignobile. Quel Pd che ha preferito il Caimano, che ha distrutto la dignità di milioni di lavoratori, di quegli operai che ci credevano in un uomo che si è rivelato ancor peggio di B., ma anche lui, dopo tutto, era un B.  Un Bersani cieco, sordo, incapace di andare oltre agli interessi personali, incapace di un cambiamento (pensava davvero che bastava pronunciare la parola per attuarlo?) , immobile come un bambino testardo a cui viene negato un gioco. Peccato che in gioco c’era l’Italia e lui non ha saputo, con responsabilità, guidare una delicata fase politica del Paese. Un incapace prima di tutto che si è posto come un novello “Gesù”… ma l’Italia non ha bisogno di martiri, ha bisogno di capacità, di programmaticità, di una limpidezza di idee e di animo. Come si può sentire un bersaniano convinto a vedere il suo leader abbracciato ad Alfano? Come si può sentire quando viene fatto un “accordo” con il nemico di sempre? Con quel Berlusconi indagato anche di prostituzione minorile? Ma davvero non c’è più nessuna dignità in questo paese? Davvero Bersani pensava che si potesse accettare il più infimo inciucio? Non tutti sono così marci… non tutti sono così schizzofrenicamente amorali… Il rebus è di un partito i cui elettori, quei veri martiri che ogni giorno con dignità ed etica vivono nel rispetto di alcuni ideali che ci vengono tramandati di generazione in generazione e che da sempre hanno formato l’ossatura di questo paese, sono ormai uccisi nel profondo, sono stati strangolati da un leader che gli ha mostrato il più becero tra i compromessi, che una volta naufragato, ha dato vita  a una soluzione  che è stata quella più malsana: morte alla democrazia!

Il rebus del Pd non è ricostruire un partito, ma è ricucire le coscienze dilaniate perchè dopo quello che si è visto sabato, ognuno oggi può essere delinquente, ognuno si sente autorizzato a evadere, a colludere, a rapinare… tanto ci hanno già strappato e fatto a brandelli la memoria e i sogni… in un colpo solo ci hanno ucciso passato e futuro… GRAZIE PARTITO INDEMOCRATICO!

Ortensia, la nuova droga che dilaga in Germania

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La nuova droga si chiama ortensia. In Germania sono in aumento i casi di adolescenti che ricorrono proprio al fiore originario dell’Estremo Oriente per trovare una alternativa ad altre droghe. Infatti le fogli vengono raccolte, fatte seccare e poi fumate. In Baviera soprattutto l’utilizzo delle foglie di ortensia è popolarissimo tanto che vengono prese d’assalto le piante ornamentali che si trovano nei parchi e nei cimiteri.

“Quando vengono fumate le ortensie hanno effetti allucinogeni e euforizzanti – spiega Kurt Hostettmann, professore onorario di Farmacologia all’Università di Losanna e Ginevra – A seconda delle dosi, l’effetto assomiglia a quello indotto dal tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della cannabis”.

L’utilizzo di questa pianta però può rivelarsi molto dannoso: “Fumare fiori e foglie delle ortensie ha degli effetti secondari nefasti per la salute – spiega ancora l’esperto – Problemi gastrointestinali, respiratori, accelerazione del ritmo cardiaco, stordimento. Ad alte dosi, le sostanze contenute nella pianta si trasformano in acido cianidrico, più conosciuto con il nome commerciale di Zyklon B, utilizzato dai nazisti nelle camere a gas dei campi di concentramento, che portano a una morte rapida, per soffocamento”.

  

Sopravvissuti (un po’ ammaccati) agli ultimi 7 giorni… la nostra top!

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A tutt’ora, i politici del Pd, il partito allo sfascio, commentano quello che sta accadendo con una lettura che, una volta in più, dimostrano quanto lontani siano dagli elettori: le sedi provinciali sono occupate, i giovani del partito hanno acclamato Rodotà manifestando lungo tutto lo stivale, i militanti hanno urlato “Vergogna” ai loro rappresentanti… e il commento che arriva suona simile a: gli elettori sono delusi a causa dei franchi tiratori. Dei franchi tiratori??? Forse è deluso da chi il voto l’ha dato inciuciando con l’acerrimo nemico Berlusconi che, una volta di più, ha compattato il suo partito. Del resto questa è stata la settimana delle elezioni del Presidente, che hanno portato alla ri-nomina di quello stesso Napolitano che fino al giorno prima negava con tutto se stesso la possibilità di tornare sui suoi passi. Come si suol dire… non c’è due senza tre: Berlusconi aveva fatto marcia indietro per poi tornare in campo, Monti aveva assicurato di non essere un politico e che avrebbe fatto rientro alla sua Bocconi… se è vero che il quarto vien da sè, aspettiamo a vedere che inventerà Bersani per riaffacciarsi dalla finestra… Ma veniamo a noi, e a voi! In questa settimana quello che più vi ha incuriosito è stata la lettura che Travaglio ha dato di Marini, il nome condiviso sia da Pd che da Pdl il primo giorno di votazioni. Nome bruciato dallo stesso partito che l’aveva proposto, che ora non risparmia attacchi a chi “l’ha silurato” in sede di voto. Giustamente, conosciamo un po’ chi potrebbe governarci.

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Al secondo posto però ecco il suicidio di Fermo Santarossa, un imprenditore che, messo alle strette, ha preferito il suicidio al dover scegliere chi, tra i suoi dipendenti, licenziare. In uno Stato che strangola, in mezzo a litigi nelle alte sfere interessate solo ai propri interessi, c’è ancora chi conosce il significato del termine DIGNITA’, vissuta sulla propria pelle, non professata solo a parole. Dopo questa notizia, che è l’ennesima immagine di uno Stato malato, questa settimana siamo stati sconvolti dalle tante, troppe, manifestazioni di odio ma non solo. Viene da pensare a debolezza, incapacità di affrontare la vita e le sue situazioni, ad un essere “viziati” nell’anima. Sembra che le persone si aspettino di poter avere sempre e comunque quello che vogliono e, se non l’ottengono, l’unica via d’uscita è la violenza. In particolare, questa settimana, c’è stata l’aggressione a Lucia Annibali, un’avvocatessa sfregiata al volto con l’acido per ordine del suo ex che, creatosi l’alibi, ha ingaggiato due persone perchè facessero il lavoro sporco al posto suo. E sempre in tema di violenze ingiustificate ed ingiustificabili, una telefonata anonima ha permesso ai carabinieri di ritrovare i resti di una donna in un sacco nero, Denise Morello ha perso la vita per mano del suo ex, che “l’amava tanto”, troppo, in maniera così assoluta da aver preferito ucciderla che permetterle di vivere senza di lui e, ancora, Michela Fioretti ha perso la vita per mano dell’ex marito, incapace di sopportare la separazione tanto da preferire uccidere la donna e tentare il suicidio, e poco importa dei due figli piccoli. Ma questa settimana è stata anche la sentenza del caso Scazzi: per l’omicidio della giovane Sarah, Sabrina e Cosima sono state condannate all’ergastolo. Altre due notizie hanno attratto la nostra/vostra attenzione: una coppia sorpresa a far sesso sul cofano dell’auto ha picchiato il proprietario della vettura mentre si è scoperto che la società che produce il musical Shrek non paga gli artisti.  Passando dall’Italia all’estero, per tutta la settimana abbiamo seguito prima l’attentato alla maratona di Boston, in seguito le varie teorie offerte dagli inquirenti per poi osservare la caccia ai due ragazzi sospettati dall’Fbi. Con tutta questa violenza, questa crudeltà gratuita, c’è ancora chi vorrebbe riempire di fiori i cannoni e pensa che, alla fin fine, meglio fare l’amore che la guerra, se poi lo si fa “con perizia”, allora la vita potrebbe tingersi di tinte diverse: vogliamo leggerlo così l’interesse per il Kama Xcitra, che svela il Kamasutra in 3D.

Ci auguriamo che la settimana prossima ci regali qualche sorriso, ci porti un po’ di leggerezza, ne abbiamo bisogno. Per questo vi salutiamo con questo video, per ricordare che abbiamo un bimbo in noi, che ha bisogno di divertirsi e stare bene, cerca armonia e un po’ di leggerezza. Sperando che tutto quello che sta accadendo possa essere presto bilanciato!

Good night, and good luck!

Uno sguardo alla… pasta alla carbonara

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Gina Lollobrigida sul set di… Le Bambole di Bolognini

Gina Lollobrigida sul set di… Un bellisimo novembre di Bolognini

Gina Lollobrigida sul set di… Trapeze di Carol Reed

Gente di Subiaco… Gina Lollobrigida

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Uno sguardo a Subiaco… il ponte di San Francesco.

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Uno sguardo a Subiaco… il monastero!

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Uno sguardo a… SUBIACO, Roma!

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Luciana Littizzetto: a Che tempo che fa la sua lettura sulla politica!

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Forse che Luciana Littizzetto poteva esimersi dal commentare l’elezione del Presidente della Repubblica? Eccola allora entrare “sfarfallando” nello studio di Che tempo che fa e, avvisata da Fazio che la Gabanelli è all’ascolto, dà il via al suo brillante monologo. “L’elezione del presidente della Repubblica è molto meno scenografica di quella del Papa” esordisce. “E poi c’era la Boldrini che sembrava recitasse il rosario quando leggeva i voti ‘Franco Marini, prega per noi, Stefano Rodotà prega per noi’.” La Litti nazionale ipotizza quindi che Bersani abbia come suggeritori Schettino o magari la Lombardi, la capogruppo del MoVimento 5 Stelle tristemente nota per le sue gaffe. Il passaggio successivo è il ritratto di tutti i possibili candidati che, probabilmente, alla carica di Capo dello Stato non ci arriveranno mai: “Te lo immagini se fosse stata eletta la Gabanelli come presidente che discorso di fine anno? Migliaia di querele. E se avessero chiamato qualcun’altro di Rai 3 come Mirabella? Avrebbe parlato di come misurare la pressione a Obama. Berlusconi aveva detto che sarebbe emigrato se fosse stato eletto Prodi. Ma dove vai Berlu. Puoi andare solo da Putin, e magari provarci con le Pussy Riot. Ma è D’Alema che avrebbe davvero unito il paese: sta sulle balle a tutti! E poi Rodotà? Non ricorda quella canzone…Ro do tà tà tà” ed inizia a cantare “C’era un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones”. Ovviamente non poteva mancare un pensiero anche per Bersani: “Ha detto che uno su quattro l’ha tradito, peggio di Gesù”. La chiusa è una letterina indirizzata a Napisan: “Ti hanno tirato per la giacchetta, noi lo sappiamo che di fare il presidente ne avevi piene le pinne, e hai ragione, ora non è un bel momento. Hai fatto la Resistenza, si è visto ne hai avuta tanta in questi anni, hai dovuto incontrare i tre porcellini, Grillo, Bersani e Berlusconi. E dopo i tecnici e i saggi chi chiamerai i sette samurai? Ti sono mancate solo le locuste e la pioggia di fuoco. Se accetti metti una clausola, non ti far eleggere presidente ma re, re Giorgio così mandi tutti a quel paese. Se le gemelle Kessler accettano il sabato di Rai Uno siamo davvero un paese proiettato nel futuro” conclude amara la Littizzetto.

Uccide la figlia di 2 anni e si sgozza. Il marito è nipote di Calderoli

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Alberto Calderoli, nipote dell’ex ministro della Lega Roberto Calderoli, medico dentista è distrutto dal dolore dopo che la moglie Alessia Olimpo ha accoltellato a morte la figlia di quasi due anni e poi si è sgozzata. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che soffriva di depressione da diverso tempo, avrebbe ucciso sua figlia in un raptus di follia e poi, dopo che ha ripreso la lucidità, e si è accorta di quello che aveva fatto, ha scelto di sgozzarsi per non vivere con il rimorso del gesto orrendo che aveva compiuto.

Il primo allarme era stato lanciato dal padre di Calderoli, sabato verso le 18. Il suocero e sua moglie avevano pranzato con Alessia. Da tempo la donna non veniva lasciata quasi mai da sola. Ad aggravare poi la sua depressione c’era stata negli ultimi mesi anche la perdita della madre e un problema si salute alla tiroide. Dopo il pranzo i suoceri erano tornati a casa loro, ma verso sera il nonno si è presentato di nuovo a casa di Alessia per vedere come stava. Non ricevendo nessuna risposta, si è immediatamente preoccupato e ha chiamato il figlio che si trovava a un congresso a Riva del Garda. Immediatamente Alberto ha preso l’auto ed è tornato a casa a Viale Giulio Cesare in un appartamento al quinto piano, nel quartiere Monterosso, di Bergamo.   La porta di casa era chiusa dall’interno e temendo il peggio ha chiamato il 118. I soccorsi sono entrati nell’appartamento della famiglia Calderoli attraverso il balcone e li hanno visto la scena dell’omicidio-suicidio. Nessun estraneo è stato fatto entrare nel palazzo e ai residenti non è stato detto nulla di quanto accaduto. Per consentire alla Scientifica di svolgere al meglio i rilievi e mantenere la scena del crimine intatta, i tecnici sono entrati dalla finestra: il corpo della mamma infatti era steso proprio dietro la porta della cameretta. Se gli agenti fossero entrati da lì, aprendola, avrebbero inevitabilmente spostato il corpo e compromesso la scena. I rilievi sono proseguiti per tutta la nottata. La famiglia Calderoli, molto nota a Bergamo, si è trincerata nel dolore e nel silenzio. Alberto non solo è nipote di Calderoli, ma è anche fratello di Paolo, l’attore noto al pubblico con il nome d’arte di Casiraghi.

 
 

Lucia Annibali, sfregiata dall’ex è in condizioni stazionarie.

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Restano stazionarie le condizioni di Lucia Annibali, l’avvocatessa 35enne, che è stata vittima di un aggressione con il vetriolo da parte di due albanesi assoldati dall’ex che non aveva accettato la fine della loro storia. La donna ancora non è stata operata agli occhi, ma oggi è stato necessario prelevare un lembo di pelle che nei prossimi giorni le verrà impiantato sulla cute. Il pm di Pesaro Monica Garulli che indaga sul caso ha disposto una perizia per accertare se l’acido gettato addosso a Lucia Annibali potesse essere mortale. In tal caso l’accusa sarebbe trasformata da lesioni aggravate a tentato omicidio. Intanto Luca Varani, l’ex di Lucia, continua a professarsi innocente.

Valentina Misseri: mia madre e mia sorella sono innocenti

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Valentina Misseri, la sorella di Sabrina, a quarto Grado parla dando le spalle alla telecamera: vorrebbe che la gente dimenticasse la sua faccia. Lei si vergogna, di essere figlia di quel Michele che ha ucciso una ragazzina di 15 anni, la sua stessa nipote. Quello di cui assolutamente non si vergogna sono la madre e la sorella, della cui innocenza è certa. Quello che l’ha fatta più soffrire è stato l’applauso in aula alla parola “ergastolo”, lo stesso che aveva accompagnato l’arresto delle due donne. Quello che non accetta è che tutte le persone che dichiarano di volere la verità e la giustizia per Sarah, altro non desiderano che conoscere la “loro” verità, non quella effettiva. E’ assolutamente certe dell’innocenza delle due donne e crede ad ogni parola pronunciata dal padre quando ha affermato la sua colpevolezza. E si chiede dove siano le prove contro Cosima, sicura che la sorella non abbia fatto nulla per sviare le indagini. Da sorella, da figlia, non riesce a trovare nessuna prova, nessuna affermazione che le riesca ad instillare il dubbio circa la loro innocenza. Non dubita però della colpevolezza del padre. Lo stesso Michele si autoaccusa ormai da anni, inascoltato: troppe versioni ha offerto dell’accaduto, inizialmente accusando la figlia per poi ripiegare sulla sua stessa persona.

“Tutto il resto è noia” concerto a Piazza del Popolo per “Er Califfo”.

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“Non escludo il ritorno”, il concerto di Piazza del Popolo in omaggio a Franco Califano, a visto la partecipazione tra gli altri di:  Simone Cristicchi, Federico Zampaglione, Raf, Anna Tatangelo, Paolo Bonolis, Max Giusti, Mariella Nava, Amedeo Minghi, Edoardo Vianello. Il primo a esibirsi è stato proprio Vianello, l’amico di una vita che si è mobilitato per organizza questa sera l’evento che è stato presentato da Fabrizio Frizzi. Anna Tatangelo ha reinterpretato ‘La nevicata del ’56’ e ha affermato che   «La cosa che mi ha sempre colpito di Califano è la sua capacità di capire a fondo le donne, pur vivendo una vita molto trasgressiva».  E su questo ci sarebbe un lungo capitolo da aprire… forse la Tatangelo ha dimenticato qualche episodio della vita spericolata che non è proprio edificante… già solo per l’affermazione che le donne lui le aveva trattate sempre come contesse… magari bastava trattarle come donne… ma un recente gossip parlava che nella sua vita avesse avuto circa 1500 donne diverse… e poi c’è stata comunque la confessione della figlia che dichiarava che Califano era stato un ottimo professionista, ma non un buon padre, quindi qualche donna non l’aveva proprio capita!

 Per NeriMarcorè, sul palco con ‘E la chiamano estatè «uno degli aspetti in cui mi sento in sintonia conCalifano, pur non avendolo conosciuto a fondo è il vivere la vita non tra le lacrime ma il suo modo di raccontarla attraverso le canzoni. Penso che fosse un artista anche superiore a quello che immaginava».

Per Fiorello e Zero sono andati in onda dei video messaggi con i quali i due artisti hanno voluto partecipare all’omaggio pur non essendo presenti in piazza. Zero in particolare ha ricevuto l’applauso della piazza per aver concluso il suo intervento dichiarando «Nelle tue poesie c’è odore di infinito, Roma ce lo sa che non sei partito»

Secondo Federico Zampaglione «Franco era un grande poeta soprattutto per il suo modo straordinario di raccontare, la cosa straordinaria è che non fingeva mai si ispirava alla sua vita e cantava con il cuore»
Tra i maggiori promotori de concerto di stasera c’è stato un altro grande amico di Califano, Amedeo Minghi, che propone ‘Fijo mio’, «il brano con cui Califano da autore è diventato anche cantante, l’abbiamo scritto insieme negli anni ’70 – ha spiegato -. Era un uomo sincero, generoso e a suo modo coraggioso che ha vissuto secondo se stesso».

Ai piedi del palco alcuni striscioni portati dalla gente, fra i tanti su uno hanno scritto: «Sei nato e morto libero».

Sarah, Sabrina… e un uomo, tra loro

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Sabrina, in alcuni sms, aveva confidato ad un’amica di non piacersi, che avrebbe desiderato “cambiarsi dalla testa ai piedi”,.Giocava a fare la femme fatale con Ivano per conquistarlo, lo provocava con un atteggiamento disinibito, reale o recitato che fosse. Il gioco si fa poi più spinto, con uno scambio di messaggi espliciti tra i due e atteggiamenti equivoci anche davanti agli occhi di Sarah che, invece di essere allontanata, veniva tenuta vicina durante “i giochi” per scattare foto. Ivano si sarebbe poi tirato indietro e questo avrebbe reso Sarah una persona scomoda, di troppo e, soprattutto, a conoscenza di troppi particolari. Tutto questo, la gelosia per un ragazzo, la vergogna del rifiuto, la paura di essere “smascherata” come una poco di buono, se anche non fossero state le cause scatenanti potevano rappresentare, per la pubblica accusa, delle concause in presenza di dissapori, come testimoniato da una lite avvenuta tra le due ragazze la sera prima dell’omicidio che però, secondo l’avvocato difensore, non sarebbe stato che un semplice rimprovero da parte della maggiore.

Da madre a madre: l’amarezza di Concetta

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Concetta, intervistata, racconta come sta vivendo questo periodo, in una casa troppo silenziosa che rende l’assenza di Sarah quasi un urlo e a confronto con una sorella che non le ha mai dichiarato, direttamente il proprio pentimento. Concetta non si è mai recata a trovare né Cosima né la nipote, convinta che sarebbero state loro ad attaccarla, dandole addosso perché non crede alla loro innocenza a causa di tutto il materiale presentato. “Devi credere alla nostra innocenza”, così le avrebbero detto. Per la madre di Sarah, Sabrina è solo una ragazza psicologicamente debole, succube di una Cosima che ha le sue certezze ma con il suo atteggiamento è solo riuscita a nuovere alla figlia che, probabilmente, senza di lei avrebbe avuto una pena più breve. Secondo Concetta, Cosima avrebbe quindi fatto di tutto per proteggere la figlia, senza riuscirci: la donna termina così il suo intervento: “Se invece di proteggere tua figlia la distruggi… ammazza che mamma!”

Calma piatta… Juventus Milan 1-0. Risultato finale.

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Alla ripresa i rossoneri entrano in cambio con  Muntari al posto di Ambrosini. Il primo tiro in porta è di Marchisio, pallone bloccato facilmente da Amelia. Parte all’attacco la Juve che nel primo tempo ha fatto vedere pochissime azioni. Immediata la reazione del Milan che si butta pericolosamente in avanti nell’area avversaria, ma la Juve controlla adeguatamente e Buffon blocca un pallone vagante.  Siamo al 50′ quando Boateng prova il tiro, ma la palla è altissima.  Un minuto più tardi ci prova  Mexes che avanza palla al piede fino all’area avversaria, ma il suo tiro è preda facile di Buffon.

Al 54′  contatto spalla a spalla Vucinic – Zapata in area rossonera, tutto regolare per l’arbitro.

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Al 57′ è l’arbitro a far sbloccare il risultato concedendo un calcio di rigore alla Juve dopo che Amelia ha travolto Asamoah. L’arbitro sancisce il portiere milanista anche con l’ammonizione.

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Tutto è nato da una disattenzione di Abati che costa carissima al milan. Davvero un errore incredibile dei rossoneri.

Al 58′ il rigore viene realizzato da Vidal. E’ 1-0 per la Juve.

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Subito dopo il rigore c’è molto nervosismo in campo tra Mexes e Chiellini che si strattonano. Tre minuti dopo viene ammonito Zapata. Era già diffidato quindi salterà Milan-Catania.

Al 68′ è ancora Juve in attacco. Bel passaggio di Pogba per Vucinic che però si fa respingere il tiro dalla difesa rossonera. Due minuti  dopo arriva il tiro di Bonucci sugli sviluppi di un corner, pallone bloccato da Amelia. Entra Bojan per i rossoneri, fuori Robinho. Si tenta di uscire dal tatticismo e di entrare nella partita. Cartellino giallo anche per Mexes, dopo il fallo su Vucinic.

Al 75′ Muntari prova il tiro da fuori, ma per Buffon nessun problema.

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Quando mancano nove minuti alla fine, per i bianconeri, entra Padoin ed esce Lichtsteiner. All’85 un bolide di Montolivo, ma la palla è centrale ed è facile preda di Buffon. All’89’ altra sostituzione per la Juve: esce Vucinic ed entra Quagliarella. L’arbitro concede due minuti di recupero. Al 92′ esce Asamoah ed entra Peluso per la Juventus. Finisce così Juventus-Milan.

Un clima surreale, dove non è praticamente accaduto nulla riconducibile a un’azione veramente pericolosa. Le due squadre in campo sono apparse “anestetizzate”. L’unico gol è arrivato su un rigore per una disattenzione dei milanisti. Il Milan aveva bisogno di una vittoria per distanziare la Fiorentina in classifica che ora è a -1 dai rossoneri. Un nulla di fatto inspiegabile. L’unica cosa che resta di questa partita è la “calma piatta”.

Nella prossima giornata ci sarà il derby Torino-Juve, mentre il Milan si prepara ad accogliere il Catania.

Caso Scazzi: una sentenza destinata a ribaltarsi?

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L’avvocato Coppi, difensore di Sabrina, continua ad essere sicuro di sé: troppi dubbi in questo dibattimento, lasciano un’ autostrada enorme aperta per il ribaltamento della sentenza. E infatti il processo è stato giostrato con perizia dagli avvocati, che si sono consegnati alla verità degli uomoni e degli atti processuali molto più che non a prove mai rinvenute. Decisione della Corte che è stata appresa in diversi modi: se Michele si è nascosto, per piangere in pace, Anna Pisanò, amica di Sabrina e testimone a suo carico, afferma che non si aspettava altro di diverso ma nega di averla mai accusata: “ho solo riferito i fatti”. Intanto la madre Concetta è ben consapevole che, nonostante l’ergastolo sia la giusta pena per un assassinio tanto efferato, ciò non colmerà il vuoto lasciato da Sarah. Anche gli abitanti di Avetrana, che da tempo ormai avevano deciso la colpevolezza delle due donne, si schierano a favore dei giudici anche se questo non cambierà la situazione: “La Sarah, ormai non c’è più”. E proprio su chi vive in questo piccolo paese ci si interroga: davvero nessuno ha visto nulla, a parte il fioraio che ha ritrattato la prima versione parlando di un sogno? A solo sentire il termine omertà, tutti negano: “Omertà, omertà… ci facciamo solo i fatti nostri.”

Intanto sono stati trasmessi i dati che riguardano Ivano Russo, Alessio Pisello, Giuseppe Serrano e tre testimoni legati al fioraio ed a ciò che ha visto/sognato che saranno probabilmente processati per falsa testimonianza.

Cosima a Sabrina: “Perché piangi? Lo sapevamo che finiva così!”

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A Quarto grado si parla del caso Scazzi, ora che si è appena concluso il primo grado di giudizio con una condanna all’ergastolo per Sabrina e Cosima. Arriva quel fotogramma catturato per sbaglio, con una Sabrina, che ha vietato alle telecamere di riprenderla da quando è entrata in carcere, che cammina a testa bassa e si passa la mano sul volto per coprire le lacrime. Un’emozione catturata della ragazza, mentre sua madre, la sfinge di Avetrana, non ha estraniato nulla: impassibile Cosima, così come l’abbiamo sempre vista in questi anni. La corazza si spezza per un attimo solo quando è in auto con la figlia: ora che è tutto terminato l’abbraccia, la prima manifestazione di affetto in tutto questo tempo. Ed implacabile arriva la sua domanda: “Perché piangi? Lo sapevamo che finiva così!”.

 

Niente condizioni per Napolitano: il PD trema

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Napolitano è determinato ad avere carta bianca su un governo che sia forte, vero, di “salvezza nazionale” a cui vincola la durata del suo mandato e l’accettazione dello stesso. Il PD inizia quindi a sentire l’acqua alla gola: il (di nuovo) neo eletto Presidente si aspetta “disponibilità incondizionata” ed una “assunzione corale di responsabilità”. Il nuovo esecutivo non dovrebbe impiegare molto tempo a nascere, visto che le consultazioni sono state fatte da poco e il Presidente conosce la situazione dei partiti. Si prepara quindi ad affermare, nel suo discorso d’insediamento, che la Costituzione non prevede mandati a termine e lui lascerà solo quando considererà di aver portato a termine la sua missione. Tempi brevi quindi, ora che è tornato a stringere in mano pieni poteri, che si vede appoggiato dalla comunità internazionale e che ha la fiducia dei mercati. Tempi brevi, soprattutto, visto il largo lasso di tempo intercorso dalle ultime votazioni. Il PD quindi si trova “incastrato” tra la richiesta di Napolitano e il tentativo di cercare una soluzione alternativa all’alleanza con il PdL, almeno non così scoperta, visti soprattutto i dissidi interni. Ovviamente però i giochi di potere, al loro interno, continuano a riproporli: Rosi Bindi cerca di allontanare l’ipotesi Letta giocando la carta del governo a bassa, praticamente nulla intensità politica: “Penso che un governo di scopo e del Presidente per affrontare le emergenze economiche e sociali del Paese e fare le necessarie riforme istituzionali, non possa essere guidato né avere tra i suoi ministri figure politiche di primissimo piano”: potrebbe essere il suo modo di proporre Dario Franceschini? Ma la sua è solo una delle voci: Franco Marini apre ad un governo con il PdL “Bisogna fare un governo politico, che può avere anche l’esperto e intellettuale dentro, purché con chi si vuole assumere questa responsabilità”: ed ecco quindi la “candidatura” Letta-Alfano. Ma c’è anche chi appoggia l’idea di Andrea Orlando di proseguire un “governo di cambiamento” che venga appoggiato dai grillini e Vendola che pensa ad un governo Barca con dentro la società civile. Un poliedro insomma, con tanti lati spezzati che sembrano destinati a esplodere in nuovi dissensi mentre una domanda aleggia sopra le loro teste: con il gruppo dirigente dimissionario, chi comporrà la delegazione che salirà al Colle? Oltre questo però è chiaro l’aut-aut: o governo o voto. Con un Berlusconi pronto ad un governo politico, la responsabilità di un ritorno alle urne crollerebbe interamente addosso ad PD che già soffre in vista del congresso. Certo però che l’idea di Napolitano, con un governo legato al programma dei saggi e quindi con un mandato chiaro in partenza, potrebbe, al contrario, lasciare la possibilità al gruppo democratico di affrontare più serenamente il congresso. Certo… ammesso riescano a riappacificarsi tra loro. Del resto non è auspicabile per lo stesso partito tornare immediatamente alle urne: dopo le ultime giornate, culminate con le tessere bruciate e le manifestazioni in piazza, sarebbe qualcun altro ad arraffare voti a piene mani…

Jaccuse di Marini a Renzi!

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Ora c’è un Presidente della Repubblica e arriva il tempo dei bilanci all’interno del Pd. Il primo a puntare il dito è proprio Franco Marino che accusa senza mezzi termini il sindaco di Firenze.

A Lucia Annunziata che gli chiedeva dell’ipotesi di una divisione in due gruppi Marini ha replicato che “la discussione che si aprirà non potrà lasciare tutto come sta, può darsi si accenda un dibattito perché avverto differenti visioni politiche sotto la cenere, ma è bene che la cenere si levi”.

Marini risponde poi a Renzi che aveva definito la sua candidatura un dispetto all’Italia: “L’ambizione lo porterà fuori strada” si dice preoccupato per il presente del Pd: “E’ un partito allo sbando, deve recuperare credibilità, l’ha persa tutta. Su futuro governo la posizione dell’ex segretario Cisl è chiara: “bisogna fare un governo politico, che può avere anche l’esperto e intellettuale dentro, purché sia un esecutivo politico”.

Politica… niente che fuori esca da questa sfera e nulla che possa cambiare le cose… perché i politici nell’Italia in crisi ci vivono molto bene!

Allarme Pompei

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Pompei sta morendo e a lanciare l’allarme è il New York Times che punta contro la burocrazia italiana per cercare di salvare uno dei patrimoni mondiali della storia. ‘Gli scavi di Pompei sono sopravvissuti a partire dal diciottesimo secolo, sopportando stoicamente l’usura di milioni di turisti, ma ora la minaccia è la burocrazia italiana’, denuncia il New York Times che teme anche infiltrazioni camorristiche che possano accedere agli aiuti stanziati dall’Unione europea. Negli ultimi anni, diversi crolli nel sito hanno allarmato gli esperti, i quali hanno puntato il dito contro la mancanza di pianificazione strategica e personale troppo limitato. Il problema degli appalti truccati e delle successive indagini ha poi bloccato diverse ristrutturazioni e altre iniziative, come la trasformazione di una villa in un museo e di un altro edificio in un ristorante.

Ma naturalmente Pompei che può offrire lavoro e portare il turismo e quindi risollevare l’indotto di ristoranti e alberghi che ruotano intorno all’area non è tra le priorità del nuovo governo… che se ne occupino gli altri… tipo il New York Times!

Napolitano bis: il momento migliore per l’affondo del Cav

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Franco Marini, “bruciato” dal Pd che l’aveva proposto come Presidente con l’appoggio del PdL,  durante la trasmisssione In mezz’ora ha affermato che ”Il Pd deve recuperare credibilità, l’ha persa tutta e non so come ci si possa sedere accanto a interlocutori e leggergli negli occhi” e poi ha aggiunto che c’è un ”dilagare di opportunismo che ha toccato il nostro partito, il gruppo dirigente”. E’ un ”partito dove si sono rafforzati più i potentati che una idea larga di partito”. PD partito allo sbando quindi, in cerca di una identità, o forse più di una, un momento ideale per Berlusconi per sferrare l’ennesimo colpo proseguendo sulla sua linea, più determinato che mai: governo di coalizione, politico, con ministri pidillini di peso. Il Cavaliere va ripetendo che la sua strategia di partito responsabile ha premiato il Pdl, perchè ha preparato il terreno al bis di Napolitano ed ora l’intezione è di tenere un profilo basso e placare chi vuole andare subito al voto e nel frattempo rimarcare: ogni trattativa dovrà imprescindibilmente partire dai suoi 8 punti e nel frattempo, se Amato resta il nome più gettonato nel toto-premier e in molti lo affiancano a quello di Letta, una cosa è certa: il vice dovrà essere targato PdL.

Si fa dare uno “strappo” perchè stanco, la famiglia lo manda alla polizia!

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Perché tornare a casa a piedi quando un camion di quaranta tonnellate può fare da taxi? Questo si deve essere chiesto un ragazzino di Blackburn, in Inghilterra che, uscendo da scuola, è stato immortalato mentre si fa dare uno strappo dal mezzo pesante. Ricevuta la notizia, la famiglia non ci ha pensato due volte e ha spedito il ragazzino al commissariato.

Amici tra Al Pacino e le lacrime di Maria!

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E’ stata la seconda serata record sia per gli ascolti che per le lacrime di Maria De Filippi quando Emanuele è stato eliminato. Poi la chiusura tempestiva della trasmissione dopo un caloroso abbraccio con l’ex membro della squadra bianca. In prima linea c’era anche Al Pacino, il giudice speciale che sicuramente è stato uno dei motivi principali per cui è stato battuto anche lo Speciale di Porta a Porta dedicato a «Il ritorno di Napolitano».

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Rifiuti su rifiuti e a Palermo scoppia la protesta in vista anche della Tares!

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L’immondizia è dovunque a Palermo. I cassonetti non riescono a contenerla e sono stati 40 gli interventi dei vigili del fuoco per spegnere gli incendi di cumuli di spazzatura data alle fiamme dai palermitani esasperati. L’assessore regionale Nicolò Marino ha detto che l’emergenza è stata creata dalla protesta, anche, legittima dei dipendenti Amia che temono il fallimento dell’azienda commissariata. «I problemi alla discarica non c’entrano nulla con l’emergenza. – ha detto Marino – stiamo trovando soluzioni per continuare a conferire rifiuti oltre il 30 aprile nell’impianto. Purtroppo non è arrivato l’atteso decreto per dichiarare l’emergenza rifiuti. Manca un governo e quello incarica non può prendersi questa responsabilità». 

Quindi è Roma che non risponde, anzi risponde con l’ingovernabilità voluta dalle forze politiche che hanno annientato dal giorno delle elezioni il Parlamento.

La situazione è oltre il limite con commercianti e residenti che hanno rovesciato i cassonetti e hanno bloccato via Ughetti, strada nei pressi dell’ospedale Civico di Palermo. A rischio le ambulanze costrette a fare le gimcane tra le stradine laterali per arrivare in ospedale. Altro blocco con rifiuti fatto dai cittadini è vicino via Giafar.  

 

 

 

Il tattoo killer uccide una 23enne a Milano.

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Vittoria Mazza, 23enne di Milano è morta dopo essersi fatta un tattoo. Non erano passate neppure 48 ore quando la ragazza è deceduta dopo aver chiesto a due ospedali un consiglio, poiché aveva notato delle anomalie.  Ora sono state chieste dalla polizia le cartelle cliniche della ragazza ed è stata disposta l’autopsia per accertare le cause della morte. Si ritiene possibile che possa trattarsi di allergia a uno dei prodotti (inchiostri) utilizzati, ma non vi sono certezze in proposito. Nel sopralluogo effettuato nel centro dove è stato fatto il tatuaggio non sarebbero state riscontrare irregolarità dal punto di vista igienico-sanitario.

 

Le impressioni a caldo dopo la sentenza Scazzi… Concetta e Giacomo.

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E’ stata ospite a Domenica Live Concetta Scazzi insieme al marito Giacomo. Ieri vi è stata la sentenza che ha condannato all’ergastolo Sabrina e Cosima Misseri e

«Al momento della sentenza, Sabrina è scoppiata a piangere, mentre mia sorella come al solito ha una sola espressione. Il capofamiglia in casa Misseri era Cosima. Michele si è sottomesso alla volontà della moglie. E il giudice ha capito perfettamente come sono andate le cose e la psicologia di queste persone», così Concetta approva la sentenza della Corte d’Assise e poi prosegue affermando: «Michele era un buon zio. Non era in grado di fare tutto da solo. Doveva esserci qualcuno con lui ad occultare il corpo. Per Michele provo compassione anche se ha fatto qualcosa di gravissimo».

Anche nel ricordo di quella maledetta giornata c’è forse già il presentimento di una tragedia che si era già consumata, ma che ancora era celata ai genitori:  «Eravamo insieme ad Avetrana quando Sarah è scomparsa. L’abbiamo cercata ovunque. Quando Sabrina è arrivata la seconda volta, dicendo che di Sarah non c’era traccia, abbiamo avuto come un presentimento. Abbiamo detto: “Andiamo in caserma”».

E il fratello di Sarah come ha reagito alla sentenza? «Claudio come ragazzo è molto pessimista: Non arrendiamoci perché tutto potrebbe succedere, c’è il secondo grado».

Poi, a Domenica Live va in onda la video-intervista a Michele Misseri: «Ho un rimorso dentro che prima o poi esploderà: perché non c’è nessuna prova che confermi che sono stata io. Devo liberarmi dalla mia coscienza, quell’angelo biondo deve sapere perché è morto. Quando ho sentito la parola ergastolo mi sono sentito morire. Con questa sentenza, Sarah ancora piange. Solo dio può dimostrare che io dica la verità». Poi, qualche timore: «Già mi hanno dato un calcio. Io non posso uscire di casa: non ho nessuno, sono solo».
E Concetta commenta: «Michele è un povero comico drammatico». E quando la D’Urso chiede: «Perché minaccia di togliersi la vita?», la mamma di Sarah risponde: «Chiedetelo a lui. E poi, uno che vuole uccidersi non lo dice».

Le farneticazioni di Sallusti via tweet… ecco a chi abbiamo concesso la Grazia!

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Con un tweet Sallusti colpisce Grillo e si aggiudica la palma avvelenata dell’ovvietà e della banalità, ma anche dell’insensibilità. L’ovvietà e la banalità è chiara perchè non è un segreto per nessuno che Beppe Grillo è stato condannato per omicidio colposo a causa di un incidente stradale in cui hanno perso la vita una coppia e il loro figlio. Insensibilità nei confronti dell’unica superstite, la figlia, che quel giorno non era andata a fare la gita ed era restata in albergo. A chi deve far del male a Sallusti? A chi ha già perso tutta la famiglia e si vede rinnovare il dolore per un tweet che è solo una frecciata personale (e non politica) nei confronti di Beppe Grillo? Ecco a chi abbiamo concesso la Grazia!

Sallusti: Quell’imbecille di Grillo ha già tre morti sulla coscienza, uno era una bambino. Stia attento a non provocarne altri in piazza.

Grillo ha pagato il suo conto alla giustizia e lo continua a pagare rimanendo fuori dal Parlamento, Sallusti è libero e in Parlamento ha la moglie… pronta a dare la fiducia a un governo di larghe intese che sarà una vera delusione sia per gli elettori di destra che per quelli di sinistra.

Il derby siciliano: Catania -Palermo 1-1

 

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Il Catania di Maran vuole rifarsi dopo il ko dell”andata per mettere la ciliegina sulla torta nel corso di una stagione sensazionale. Si è al 5′ di gioco quando ha la grande occasione il Catania. Sul traversone di Marchese si fionda Gomez: respinge Sorrentino. Al 13′ nuovo miracolo di Sorrentino  sulla punizione insidiosa di Lodi. La vera occasione della partita ce l’ha  il Palermo con un Illic al quale si deve contrapporre con una grande parata Andujar. Nonostante l’occasione del Palermo, in  questa prima fase della partita sembra migliore il Catania, anche per la disposizione che ha assunto in campo. Dopo il 20′ di gioco la palla ristagna in mezzo al campo, in questa fase della gara si stanno abbassando i ritmi. Al 30′ punizione magistrale dello specialista Lodi: palla alta di poco sulla traversa. Si spegne così il primo tempo con le squadre che rientrano negli spogliatoi con il risultato di 0-0.

Un primo tempo equilibrato dominato nei primi venti minuti dal Catania, poi il Palermo è cresciuto verso il finale. Tra i migliori in campo Ilicic, che come in ogni partita ha dato il suo contributo ai rosaneri che tuttavia non sono riusciti a servirgli la palla vincente nei primi 45′.

Partono fortissime le due squadre nel secondo tempo. Ci prova subito Biagianti per il Catania poi sinistro di Lodi su punizione: palla sul fondo non troppo distante dalla porta difesa da Sorrentino. Al 55′ Spolli è bravo a fermare la conclusione insidiosa di Kurtic: il Palermo ci crede. Ma è il Catania al 69′ ad andare in gol. Cross con l’esterno di Gomez e Barrientos punisce Sorrentino e parte la tifoseria del  Massimino! E’ l’84 quando Legrottaglie sfiora il 2-0, ma purtroppo la palla non entra in rete. Al 90′ succede l’incredibile e il Palermo pareggia con l’ottimo Ilicic che non ha mai smesso di crederci: sponda di Hernandez e gol di Ilicic all’ultimo respiro. Dopo il gol la rissa con l’espulsione di Andujar.

Una partita che meritava sicuramente il pareggio per quello che le due squadre hanno mostrato in campo. Un equilibrio che è poi stato concretizzato nel 1-1 finale. I gol sono stati  sicuramente firmati dai migliori in campo Barrientos e Ilicic che hanno saputo interpretare al meglio questa derby siciliano. Peccato per la rissa finale e l’espulsione di Andujar.

Nel prossimo turno ci sarà Catania Milan  e Palermo Inter

Gilardino cerca, ma non trova la vittoria. Bologna Sampdoria 1-1

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Pioli ritrova Diamanti e Kone, mentre Delio Rossi si affida a Palombo al centro della difesa. Il Bologna si veste di verde per aderire alla giornata mondiale della Terra: i felsinei aderiscono alla bella iniziativa contro l”inquinamento. Gilardino vuole vincere e già dai primi minuti di gioco mette in apprensione la difesa ospite lottando su ogni pallone. Al 18′ bell”inserimento di Gilardino sul cross di Diamanti, ma la punta commette fallo in attacco e Peruzzo ferma il gioco. Il vantaggio arriva con Gilardino al 22′. Gran giocata di Taider, bravo a saltare Mustafi: il bomber ex Fiorentina è implacabile e batte Romer. Finisce il primo tempo con un possesso palla diviso quasi equamente tra le due squadre, a far la differenza è stato proprio il fuoriclasse Gilardino che ha trovato il gol che il Bologna cercava dall’inizio.

Nessun cambio negli schieramenti. Si riprende il gioco con le stesse formazioni che si erano fronteggiate nel primo tempo. Al 49′ si ha il gran colpo di Diamanti, che ci prova direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo. Dopo 10′, allo scoccare del 59′ è la Samp ha trovare il pareggio con Sansone.  L’attaccante, servito bene da Maxi Lopez, punisce Curci con un preciso diagonale. Al 72′ Curci si oppone alla punizione insidiosa di Palombo.

Una partita tutto sommato equilibrata nel secondo tempo, con una Samp che ha saputo trovare il pareggio, ma poi entrambe le formazioni sono sembrate appagate dal risultato non regalando più emozioni.

Il prossimo turno sarà:  Atalanta-Bologna e Sampdoria -Fiorentina

L’assalto dei biancocelesti: Napoli -Cagliari 3-2 Risultato finale

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Va in gol il Napoli all’inizio della ripresa. Il gol, avvenuto al 48′, viene convalidato dopo quasi 2 minuti di dubbi. De Marco si consulta con giudice di linea e con guardalinee per un presunto offside di Cavani sul tiro di Hamsik. Pulga espulso per proteste. Sul campo di Napoli e su quello di Roma le favorite passate in svantaggio nei primi minuti del primo tempo, agguantano entrambe il pareggio all’inizio del secondo tempo.  Al 55′ ancora Cavani in avanti. Il sinistro del bomber viene parato, con qualche difficoltà, da Agazzi con il piede. Al 64′ Cavani mette in rete il pallone respinto da Agazzi su un bel tiro di Cannavaro. Proteste del Cagliari per un presunto fuorigioco del Matador. Due minuti più tardi, al 71′, pareggia il Cagliari. Sau riceve di spalle il pallone da Cabrera, esce dall’area di rigore, protegge il pallone dall’intervento di Cavani prima e Behrami dopo, e calcia col destro superando Rosati con un tiro spettacolare che finisce sotto la traversa. Non c’è tempo per riprendere fiato e al 74′ c’è di nuovo una grande occasione per il Napoli col sinistro di Zuniga. Agazzi respinge. Cabrera ammonito.

All’85 c’è il destro di Ekdal dalla distanza non preoccupa Rosati, che lascia sbattere il pallone sulla rete esterna della porta, mentre un minuto più tardi il Napoli rischia con Cabrera anticipato in area di rigore. Sul finale il Napoli continua a premere per cercare la vittoria, ma le azioni ormai sono confuse e prevale la stanchezza. Fino al 93′ quando Insigne recupera la lucidità necessaria per andare in rete. Il giocatore parte dalla sinistra, si accentra e calcia. Deviazione decisiva di un difensore rossoblu. Il San Paolo in festa per questa vittoria che sembrava ormai sfumata. Sul gol finale è rissa. Ammoniti Behrami e Ekdal.

Una partita giocata su grandissimi ritmi, soprattutto nel secondo tempo. Tante le occasioni e i gol, un bel calcio che ha infiammato gli animi dei tifosi che hanno visto due squadre a confronto che hanno giocato correttamente, ma si sono date battaglia per cercare la vittoria e la trovata nel recupero proprio Insigne con un’azione esemplare. Peccato per la rissa finale che ha rovinato il clima di una giornata di grandissimo calcio.

Nella 34/a giornata di campionato Il Napoli sarà impegnato contro il Pescara e il Cagliari contro l’Udinese.

Pellissier risolve una partita piatta! Siena-Chievo 0-1

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I primi minuti di gioco non regalano grandi emozioni. Al quarto d’ora è  interessante lo schema del Siena su punizione: con Emeghara liberato al tiro in area, palla sull’esterno della rete. E’ il 22′ quando si innesca un duello rusticano tra Emeghara e Andreolli, l’arbitro concede una punizione al Siena, ma il fallo era dell’attaccante bianconero. Poi la brutta palla persa da Terzi, Pellissier riparte veloce e serve al limite Cofie: destro destinato all”angolino basso, Puggioni c’è. E’ il 29′ quando Pegolo rimane a terra dopo un’uscita alta, l’arbritro non fischia nulla ma Drame spara altissimo da buon posizione. Bisogna attendere quasi lo scadere del tempo per avere un’azione pericolosa che porta in vantaggio il Chievo.

E’ infatti il 44′ quando c’è l’ottima azione di contropiede condotta da Thereau che pesca con una bella palla in verticale Pellissier, tocco di punta e rete.

Un primo tempo con pochissime emozioni, sul cui finale la rete è arrivata grazie alla collaborazione tra Thereau  e Pellissier che hanno creato da soli un’occasione che ha poi portato quest’ultimo a realizzare il vantaggio per il Chievo.

La ripresa si apre subito con una grandissima occasione per il Siena: Vergassola dall”altezza del dischetto alza incredibilmente sopra la traversa. Pressing sempre del Siena che però guadagna solo calci d’angolo. Un secondo tempo che non regala emozioni che vede un gran lavoro al centrocampo, ma nessun azione riesce poi ad arrivare in aria di rigore.

Una partita che finisce molto prima del fischio finale dell’arbitro e il risultato in fondo rispecchia quello che si è visto in campo. Con un Chievo che ha costruito il gioco fino alla rete del vantaggio e poi ha pensato alla difesa e al possesso palla di fronte a un Siena incapace di reagire e di andare sotto la porta avversaria. Una partita stanca sin dall’inizio.

Ora il Siena troverà sulla sua strada la Roma mentre il Chievo sarà impegnato contro il Genoa

I viola fanno sognare i tifosi, poi subiscono, ma vincono: Fiorentina Torino 4-3

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Comincia bene il Torino, con un prolungatissimo possesso palla.Dopo 6 minuti di gioco bella occasione per il Torino: Cerci si avventa su un pallone proveniente da sinistra e conclude a botta sicura. Corner. All’8′ passa in vantaggio la Fiorentina con una prodezza di Cuadrado. Grazie a una grande iniziativa dell’ala viola si assiste a un dribbling secco sulla destra e pallonetto dolcissimo sul quale Gillet riesce solo a intuire la traiettoria. Altra occasione al 10′ ed è ancora Cuadrado, che serve Larrondo. La chiusura di Ogbonna, però, è perfetta. Il raddoppio della Fiorentina avviene al 16′  su cross da destra di Borja Valero, Aquilani solissimo non ha problemi a trovare il gol con un perfetto colpo di testa. Al 33′ ancora gol dei viola. La terza rete porta la firma di Adem Ljajic. Punizione del serbo sul primo palo. Conclusione morbida ma precisissima, forse un po’ in ritardo Gillet. A tempo scaduto il Torino va in rete con Barreto!

Un primo tempo eccezionale per la Fiorentina con il Torino che è stato annientato sul campo dei viola da una squadra che oggi ha dimostrato un gran gioco e un ottimo ritmo. Veramente una gara ben impostata per i toscani e qualche errore di troppo nella difesa del Torino. Allo scadere la Fiorentina si è lasciata sorprendere dal Torino, si parte quindi per la rimonta dei granata dal 3-1.

La ripresa si apre con la sostituzione di Basha in campo al posto di Gazzi. A cui segue la punizione per il Toro: batte Cerci, palla fuori. Al 57′ stupenda azione del Toro. In rete è andato Santana. 3-2, e tutto si riapre al Franchi. La Fiorentina non è riuscita a resistere all’attacco dei granata che nonostante le tre reti del primo tempo, già sul finale avevano trovato la forza di reagire.  Dopo il secondo gol del Torino i ritmi scendono e iniziano una serie di sostituzioni che fanno calare il rendimento delle due squadre, anche il gioco ne risulta spezzettato con un gran lavoro a centrocampo, ma con nessuna azione pericolosa, fino al 78′ quando il Torino trova il pareggio. Jonathas scarica su Cerci che da fuori area cerca il palo lontano con un sinistro terrificante. Nulla può Viviano. Al’81 ci prova ancora Cuadrado. Il suo tiro si perde sul fondo. All’87’ la Fiorentina torna in vantaggio. Romulo segna allo scadere il 4-3.  All’88 c’è azione convulsa davanti a Gillet, poi El Hamdaoui riesce a servire Romulo che in controtempo batte il portiere belga.

Una partita dominata dalla Fiorentina nel primo tempo, poi si è lasciata sorprendere dai tre gol del Torino che aveva riagguantato il vantaggio ma alla fine con un guizzo di Romulo ha trovato il gol della vittoria. Una partita veramente entusiasmante che ha regalato grandissime reti e un gioco di altissimo livello.

Nella prossima giornata ci sarà il derby di Torino con la Juve contrapposta alla squadra granata mentre la Sampdoria incontrerà la Fiorentina.

Agguantato il pareggio… Roma-Pescara 1-1 Risultato Finale

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Nervosismo all’Olimpico, i giallorossi chiedono il rigore per un fallo di Zanon su Destro, contatto dubbio. Poi viene ammonito Torosidis per un brutto fallo. Ammonito anche Destro, era diffidato.

Continua il parallelismo tra la partita della Roma e quella del Napoli. Entrambe le squadre vanno in gol nei primi minuti di gioco.

All’Olimpico a risollevare le sorti dei giallorossi è Destro, al 51′Corner per la Roma dalla destra, il Pescara non riesce a liberare l’area, il pallone finisce tra i piedi di De Rossi che trova Destro tutto solo a pochi passi dalla porta, metterla dentro è facilissimo. Ora è di nuovo parità con tutto il secondo tempo da giocare.

Al 66′ grande occasione per De Rossi, il centrocampista colpisce quasi a colpo sicuro, Pellizzoli è formidabile. Al 72′ Andreazzoli inserisce Bradley al posto di Pjanic. All’81 la Roma schiera tutti i suoi attaccanti in campo alla disperata ricerca della vittoria. All’84 viene annullato un gol a Osvaldo, l’attaccante era in posizione di fuorigioco. Ammonito intanto Di Francesco. La partita finisce in parità.

Una gara partita veramente male che è riuscita a raddrizzare grazie a Destro che ha trovato il gol del pareggio, ma rimane l’amarezza perchè il Pescara era sicuramente una squadra da battere. Tuttavia i biancocelesti oggi hanno interpretato una grande gara, prima passando in vantaggio e poi lasciando pochi varchi ai giallorossi che solo con il fantasista Destro sono riusciti a portare a casa il punto.

Nella 34/a giornata di campionato la Roma incontrerà il Siena e il Pescara, il Napoli.

Non è un Paese per i cittadini: la manifestazione a Montecitorio

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Napolitano raggiunge il quorum e dalla piazza di Montecitorio iniziano tutti ad urlare: “Buffoni! Buffoni! Vergogna! Vergogna”. I “tutti” sono persone che sono arrivate prima ancora che Beppe Grillo lanciasse l’appello alla manifestazione, ci sono elettori Pd, Popolo Viola, elettori di Ingroia, Movimento 5 Stelle e anche alcuni rappresentanti di Rifondazione Comunista che, nonostante un primo screzio perchè “non si volevano bandiere”, si sono uniti all’appello “Rodotà Presidente!” Perchè tante sono le facce dell’Italia, c’è la studentessa che afferma di essere fortunata perchè “ho dietro i miei che mi sostentano gli studi. Io non voglio che se ne fuggano dalla porta secondaria del palazzo. Voglio che mi spieghino perché”. Ancora aspettano una risposta,  alle otto e mezzo di sera, nonostante Beppe Grillo abbia detto che non si sarebbe presentato, la gente è leggermente diminuita ma riesce comunque a bloccare via del Corso e gli ingressi laterali. Il passaggio i grandi elettori non riescono a crearselo, scelgono di uscire per via della Missione, ancora una volta il rifiuto netto di confrontarsi con gli elettori. La senatrice PD Rosa Maria Di Giorgi ci prova e viene accolta dalla constatazione che “Adesso l’elettorato non lo prendete più”. Però la domanda resta ancora nell’aria: perchè no Rodotà? La risposta rasenta l’assurdità, farebbe ridere se non fosse tragica la lotta di potere che determina, una posizione per partito preso: “Io con Rodotà – spiega la senatrice – ci ho lavorato insieme, purtroppo… l’ha bruciato Grillo”. Confermata allora la tesi dei deputati grillini: Rodotà no solo perchè il nome è stato fatto dalle loro fila? Forse i cittadini di Taranto potrebbero dire: “Napolitano no, perchè ha firmato il Salva Ilva”… e avrebbero più ragione! Anche Carlo Giovanrdi ha scelto l’entrata principale per fare la sua apparizione: per il parlamentare Pdl lancio di monetine e l’urlo: “mafioso!”. Ma lui non esita a rispondere che sia manifestanti che Grillo sono dei fasicsti a parlare di golpe di Stato. I politici non possono mostrarsi: “Hanno tradito il Paese”, ben accetti solo i pentastellati e i rappresentanti del Sel. Gli stessi che avranno il ruolo dell’opposizione nel governo che s’inizierà presto ad intravedere e che, al momento, è una confusa massa informe, con il Pd che si sgretola, perde pezzi per strada e, di certo, ha perso non solo elettori ma anche la faccia, e forse dovrebbe perdere anche il nome, che di democrazia non se n’è vista molta… Vendola ha allora in mente una nuova idea di “centrosinistra”: la lancerà l’8 maggio e, probabilemtne, vedrà nel gruppo il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e il suo sostegno via tweet, Maurizio Landini (segretario della Fiom) e Sergio Cofferati (ex segretario della Cgil). Il Movimento viene visto “come un possibile alleato”, su cui “convergere per alcuni punti del loro programma”. Nel frattempo il Pd non esiste in più e in molti si spostano attorno all’area Renzi. Nessuna piega per Berlusconi, si è ancora una volta aggiudicato un Presidente generoso per quel che riguarda i problemi con la giustizia e il suo partito esce ancora un volta compatto e sereno. Intanto sopraggiunge la sera, alle nove qualcuno ancora spera che Grillo riesca ad arrivare, che la sua presenza non si faccia ttendere fino all’indomani, ma la speranza è fugata: “No, no non possiamo. L’abbiamo scongiurato. E’ una questione di ordine pubblico. Basta davvero poco e può scatenarsi il disastro” spiega un parlamentare 5 stelle. Chi dorme tranquillo, poche ore dopo, è quella parte di elettorato che ancora una volta ha votato Berlusconi e l’ha visto trionfare, a tutti gli altri non resta che manifestare, ancora e ancora!

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La sorpresa dell’Olimpico: Roma -Pescara 0-1

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Si inizia con il Pescara all’attacco con Sforzini, l’ex Grosseto parte sul filo del fuorigioco e si ritrova davanti a Stekelenburg ma spara alto. Dopo quattro minuti di gioco c’è il colpo di testa di Cascione dopo un cross proveniente dalla destra, ancora un brivido per Stekelenburg. Il gol arriva per il Pescara al 14′. Tiro da fuori area di Cascione, la respinta di Stekelenburg è difettosa e Caprari, ex giallorosso, di testa può sfruttare il tap in vincente. Una sorpresa, ma anche meritata, visto che il Pescara è all’attacco dai primi minuti di gioco su una Roma addormentata.  E’ il 18′ quando Totti pesca  Florenzi in area, il centrocampista solo davanti a Pellizzoli spara sul portiere. Inizia l’assedio della Roma sotto la porta avversaria e, al 23′, Lamela ci prova con il suo classico tiro a giro, la palla è alta. Quattro minutidopo è Totti a cercare il colpo da maestro, con un  tiro al volo. Poi chiede l’angolo, ma  per Massa si tratta di semplice rimessa dal fondo. Scocca il 36′ con De Rossi che spreca una ghiotta occasione, il centrocampista viene servito da Totti in verticale, potrebbe concludere ma sceglie di servire al centro dove stava arrivando Florenzi, ma la difesa del Pescara è riuscita a liberare.

Una Roma che si è lasciata sorprendere nei primi minuti di gara e poi ha dovuto giocare tutto il primo tempo all’attacco cercando di trovare il pareggio che non è arrivato. Ci ha provato Florenzi, poi Totti e Lamela, ma la porta del Pescara è rimasta inviolata.

La grande giornata dei rossoblù! Napoli -Cagliari 0-1 P.T.

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Al 3′ si fa subito vedere Cavani che crossa dalla sinistra, il pallone viene colpito al volo da Maggio. Tiro smorzato, il Cagliari respinge. Un minuto più tardi buono scambio tra Pandev-Hamsik con l’assiste di tacco del centrocampista. Il tiro del macedone è alto. Al 5′ cross di Ibarbo, Nenè non arriva a colpire di testa il pallone. L’attaccante era stato lasciato colpevolmente solo in area di rigore.  Ritmi bassi con il Napoli che organizza una lenta manovra offensiva. Al 15′ Dzemaili inventa un tiro-cross dalla destra. Gamberini è in ritardo, il pallone finisce sul fondo.Siamo al 16′ e su calcio di punizione, da oltre 25 metri,  Thiago Ribeiro tira un Pallone potente e teso. Rosati para in due tempi. Due minuti dopo sugli sviluppi del corner Cavani respinge debolmente. Ibarbo finta il tiro di prima, si porta il pallone sul destro e supera con un bel tiro Rosati. Al 21′ Dessena salva in scivolata sul tiro di Cavani che ha concluso l’iniziativa di Pandev dalla destra. Solo angolo per il Napoli. Ancora un tentativo di Cavani che, al 30′, prova a segnare con una rovesciata su sponda di Hamsik. Pallone alto. Aumenta la pressione del Napoli, con il Cagliari che prova a ripartire lanciando Ibarbo.

40′ Rossettini ritarda la rimessa laterale del Napoli e Pandev si scontra con lui. Il sardo rimane a terra. De Marco richiama i capitani delle due squadre; aumenta la tensione in campo. Dopo che qualche minuto prima vi era già stato un episodio di forte contrasto fra Zuniga-Dessena. Cavani, al 42′, sbaglia il passaggio all’indietro favorendo il contropiede del Cagliari. Nenè allarga per Ibarbo, il cui cross morbido viene messo in angolo da un preoccupato Rosati. Dessena ammonito, era diffidato.

Al 46′ Cavani recupera palla, resiste al rientro di Nainggolan, supera due difensore, poi cade al limite dell’area dopo il contatto con Rossettini. L’arbitro lascia correre e ammonisce il bomber azzurro per proteste.

Napoli incredula. Il Cagliari va in vantaggio e la squadra di casa deve cercare il pareggio che non trova. E’ simile alla situazione che si è verificata a Roma con il Pescara in vantaggio nei primi minuti e i giallorossi in affanno per cercare di recuperare la rete. Qui a Napoli, sul finale però, la stanchezza si fa sentire e la tensione aumenta con un finale da “bollenti spiriti”.

Come ti rubo la copertina: la lettera di Selvaggia a Belen!

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Belen Rodriguez, neo mamma di Santiago, riceve una lettera attraverso gli schermi di “Celebrity Now” da Selvaggia. La Lucarelli, in cerca di visibilità e con un pizzico di gelosia per chi catalizza l’attenzione dei lettori tramite le copertine dei giornali di gossip, lancia un appello alla showgirl argentina. “Cara Belen, intanto auguri per essere diventata mamma. Per usare una metafora a te cara un figlio è come un tatuaggio, è per sempre. Col laser potrai cancellare giusto De Martino quando ti sarà passata l’infatuazione e ti sarai accorta di come si pettina. Belen, amica mia, c’è una notizia che devo darti. Ci sono cose che hai solo tu, le chiappe sode dure come il granito rosa, la bocca imbronciata, lo sguardo da cerbiatto che si è perso nel bosco e quello da maliarda che si è persa le mutande a seconda del momento. Ma c’è una cosa, Belen, che la natura ha regalato anche a noi, la capacità di figliare.” La Rodriguez si sta conquistando, a suon di poppate, l’attenzione dei media e Selvaggia non ci può stare, invita quindi ad allattare in privato, a godersi la compagnia del figlio nell’intimità della sua casa. Poi va oltre, perché la fase neonatale è limitata e l’attenzione scemerà, ma il fisico dell’argentina sembra non aver subito contraccolpi, quindi passa direttamente al contrattacco: “E poi Belen magnate qualcosa, ciuccia del sale grosso, fatti venire un po’ di ritenzione idrica perché è inammissibile che gli short stiano meglio a te a quattro giorni dal parto che a mia nipote a quattro giorni dal 15esimo compleanno.” Se poi è appena stato reso noto che De Martino lascia, almeno per un po’, il programma televisivo Amici per stare in compagnia del figlio, la critica deve tirare in ballo anche lui: “E manda Stefano a lavorare, forza, dai. Anche noi l’abbiamo fatto con qualcuno ’sto figlio, ma non è che ce lo siamo tenuti a casa a disinfettare il biberon e il microonde”. Insomma, l’appello suona simile a: stattene a casa, che c’è chi ha più bisogno di te di apparire: “Occupati dell’unica copertina che conta, quella di cotone con le iniziali del pupo, lascia stare per un po’ quelle di Chi. Che tanto, Belen, dì una cosa a noi donne, che possa alleviarci la pena di essere così banalmente normali. Dicci che ti è venuta una smagliatura e noi ti perdoneremo la copertina su Di Più. Vabbè quella di Di Più no, quella di Oggi”. Quanto più rilassante non è essere un “comune mortale” e far le scelte che più ci aggradano senza appelli in tv??? E soprattutto: qualcuno l’ha chiesto al piccolo Santiago se è contento di tutte queste attenzioni?

Il risultato si sblocca… Inter Parma 1-0

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Nella ripresa gioca Biabiany al posto di Belfodil. Una partita veramente noiosa sin dai primi minuti del secondo tempo. Si delinea un gara da fine stagione già con i giochi fatti e i trofei assegnati. Fino a quando al 23′ si assiste al contropiede Inter, gli emiliani non sono piazzati bene, la palla arretrata di Kuzmanovic devia quel tanto che basta da mettere fuori tempo Alvarez. La gara riprende vita e un minuto dopo tiro dai 25 metri di Sansone, buona conclusione, Handanovic blocca a terra. Al 31′ è il Parma ad avere una bella occasione Handanovic salva l’Inter con un grande intervento in uscita su Bibiany. Il risultato si sblocca al 36′ con il gol dell’Inter, Jonathan in mezzo dall’interno dell’area e Rocchi con un destro sporco beffa Mirante in contro tempo. Stramaccioni poi si copre fa uscire la sua unica punta, Rocchi, l’autore del gol, ed entra Chivu.  Finisce così una partita che ha regalato davvero poco… un gol c’è stato e l’Inter porta a casa 3 punti, ma il gioco è veramente mancato!

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