IL VIDEO DELLA TRAGEDIA DI WALKER… la morte ripresa in un filmato

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La tragedia in un video, un filmato che se non fosse drammatico sembrerebbe una sequenza tratta proprio da “Fast and Furious”. Secondo gli agenti Paul Walker, stava viaggiando ad altissima velocità. E una seconda auto avvistata nei pressi dell’incidente farebbe pensare alla polizia che al momento dell’incidente Walker fosse impegnato in una gara clandestina con l’altra vettura. Il video, ripreso da una telecamera di sorveglianza, è stato mandato in onda dalla Cnn:

Clicca qui per il nuovo video dell’incidente di Walker diffuso dalla Cnn. 

Il caso di Prato e la Kyenge incolpa gli italiani. Di chi ci possiamo fidare?

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La Kyenge incolpa gli italiani per la strage avvenuta a Prato nella fabbrica di abbigliamento e ha ragione.  Ma ha ragione perché l’Italia ha soprattutto  la colpa di tollerare questi comportamenti sul suo territorio, l’Italia ha colpa di non avere risorse e mezzi per accertare chi, come questi imprenditori cinesi, viola non solo le regole basilari di dignità umana, ma anche la sicurezza sul lavoro. La Kyenge ha ragione, ma a questo punto l’unica cura, veramente possibile, sarebbe chiudere le frontiere e ammettere il proprio fallimento, lasciando che  i cinesi e le altre comunità di stranieri vadano a fare imprenditoria in quelle nazioni dove i loro diritti sono tutelati, unitamente ai diritti del paese ospitante. La Kyenge ci accusa affermando «La comunità cinese ha le sue colpe, noi abbiamo le nostre. I cinesi hanno bisogno di uscire dalle loro comunità chiuse, ma per farlo devono potersi fidare di noi. E noi forse non abbiamo dato loro tutta la protezione necessaria», spiega. «I bambini cinesi di Prato sono ormai italiani di terza generazione. Parlano i dialetti locali. Vanno a scuola e si direbbe che siano perfettamente integrati. Ma quando crescono ed entrano nell’età lavorativa si trovano praticamente tutti rinchiusi all’interno delle varie imprese a carattere familiare». E, aggiunge, «se sono sfruttati, non denunciano. Noi dovremmo dare loro la sicurezza della protezione, se denunciano lo sfruttamento. La loro difesa passa per un percorso di immigrazione regolare». Quindi il ministro chiede «ai membri della comunità cinese di sentirsi cittadini a pieno titolo e di non esitare a denunciare una situazione che non va». Kyenge rivolge un monito anche alle Istituzioni affinché «si faccia crescere la sensibilità sul tema della dignità del lavoro».

La Kyenge ha ancora una volta  ragione  a dire che i cinesi sono chiusi nella loro comunità perché non si fidano delle nostre istituzioni, ma quanti italiani hanno ancora  fiducia nello Stato? Basta dare un’occhiata alle statistiche!  Quale italiano che accende la televisione e vede quelle immagini di tragedia e dramma all’interno della fabbrica di Prato, può credere in uno Stato che permette ai cinesi di lavorare e vivere in situazioni disumane, mentre  sale l’angoscia per gli italiani sempre più disoccupati  che non hanno neppure la possibilità di crearsi un futuro? Perché gli italiani devono tollerare che i cinesi possano violare le leggi? Loro una comunità di cui si fidano ce l’hanno,  ma gli italiani ? In fondo la Kyenge, ministro senza portafoglio, parla di protezione necessaria per i cinesi, ma dove sono quelle per la tutela dei nostri figli? Dove solo quelle per i pensionati? Dove sono le tutele per i disabili o per i malati? Dove è lo Stato di diritto se i cittadini italiani sono solo numeri di conto corrente per chiedere tasse  mentre scadono i servizi? Non ci sono tutele, è perfettamente giusto il discorso della Kyenge: l’integrazione è un lusso che non possiamo permetterci!  E allora, non illudiamo gli stranieri, non promettiamogli un futuro, lasciamoli andare in altre nazioni a realizzare i loro sogni e quando e se potremo li accoglieremo… Se le condizioni del nostro paese miglioreranno. Ora è solo sfruttamento e un biglietto da visita per l’estero.

Camera al lavoro: tra i temi trattati pensioni e mini-Imu

commissione-bilancio-tuttacronacaLa commissione Bilancio della Camera è al lavoro da oggi per rimodellare il testo della legge di Stabilità arrivato in Senato. Con tutta probabilità si tratterà anche il tema delle modifiche al decreto Imu appena varato dal Governo, ma non solo. Serve infatti concentrarsi sulla nascita di un fondo taglia-cuneo che venga finanziato con i risparmi della spending review e, in parte, con le risorse recuperate dalla lotta all’evasione, senza dimenticare quelle collegate all’eventuale decollo della web tax. Ma la commissione dovrà anche discutere sulle pensioni, come chiede il Pd, al fine di rendere più soft il blocco dell’indicizzazione sugli assegni al minimo. E ancora, come da richiesta del Nuovo centrodestra, prendere in considerazione di alzare la soglia da 90mila 100-120mila euro sopra la quale far scattare il contributo di solidarietà sui trattamenti più elevati. Per quanto riguarda l’Imu, spiega il Sole 24 Ore che “Con tutta probabilità la questione rimborsi per evitare il pagamento della mini-quota della seconda rata prevista nei Comuni che nel 2012 e 2013 hanno ritoccato le aliquote d’imposta sarà affrontata proprio durante l’esame della “stabilità” a Montecitorio. Anche perché il decreto varato la scorsa settimana potrebbe avere tempi di conversione in legge lunghi e comunque tali da non consentire di rendere operativi i ritocchi prima della data del 16 gennaio 2014 fissata per il pagamento della mini-Imu.” Ma la commissione Bilancio non si limiterà solo a questi temi, visto che altri nodi dovranno essere sciolti. Spiega ancora il quotidiano: “A cominciare da quelli sull’intervento da far scattare sulle concessioni balneari, e complessivamente sulle spiagge, e sulle procedure accelerate per favorire la costruzione di stadi da parte dei privati ma senza il rischio di speculazioni edilizie. La Camera si dovrà pronunciare anche sull’introduzione della cosiddetta web tax, lanciata nelle scorse settimane dal presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia (Pd).”

Amazon consegna con i droni? Il popolo del web si scatena

amazon-drone-tuttacronacaPoteva forse passare inosservato al popolo del web il fatto che Amazon ha intenzione di utilizzare droni per le consegne? La domanda ovviamente è retorica e la conferma arriva dai trendig topic di Twitter e non poteva mancare un hashtag per l’occasione: #AmazonPrimeAir. Tra chi s’immagina il ponte di San Francisco nel 2019, inondato di piccoli “droni cicogna” di Amazon, chi una guerra nei cieli fra i droni di eBay, Amazon e la FedEx e chi fa paragoni con le consegne via gufo di Harry Potter, non è mancata neanche una battuta del rapper Snoop Dog: “Il mio prossimo singolo sarà venduto in bitcoin e distribuito con un drone Amazon”:

amazonMa c’è anche chi s’interroga sul futuro, chiedendosi in particolare cosa scriverà Amazon a chi non riceve un pacco trasportato da un drone. Tra le motivazioni: “1. Non è stato trovato un luogo di atterraggio appropriato. 2. Il drone non aveva più benzina e ha lasciato il pacco nei paraggi. 3. Il drone ha defezionato e si è unito alla rivoluzione dei macchinari contro il genere umano”.

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Guerra ai mendicanti a Bressanone: sequestrate le elemosine

mendicante-bressanone-tuttacronacaVietato l’accattonaggio davanti alle chiese ed ai cimiteri. Ancora più vietato, poi, se i mendicanti sono troppi ed eccessivamente aggressivi, come dicono i cittadini. Per questo motivo le autorità di Bressanone sono passate alla linea dura e hanno sequestrato le elemosine. Secondo il vicesindaco Gianlorenzo Pedron (Pd), “l’iniziativa si è resa necessaria per evitare le molestie che i mendicanti arrecano, specie alle persone anziane”. Spiega Pedron: “Vi sono anziane che non hanno più il coraggio di andare la cimitero per ricordare i loro defunti perché davanti all’ingresso c’è chi chiede soldi anche per riempire un annaffiatoio”. Al momento, sono state una decina le confische dell’elemosina. In passato a una simile contromisura aveva fatto ricorso anche il Comune di Venezia, ma era stato poi bocciato dal Consiglio di Stato. Molte però le critiche e le proteste ricevute, soprattutto da parte della Caritas, che sottolinea anche l’ingiustificato sequestro delle monete elemosinate”: occorre combattere la povertà, non i poveri”. “Non intendiamo fare gli sceriffi, ma solo far rispettare la legge”, ribate il vicesindaco Pedron.

I guai di casa Juve: lesione al legamento per Pirlo

infortunio_pirlo_juveudinese-tuttacronacaDuro colpo per la Juve di Conte: in seguito all’infortunio riportato durante l’incontro contro l’Udinese di domenica sera, a seguito di uno scontro con Lazzari, Andrea Pirlo è stato sottoposto ad accertamenti al ginocchio destro presso la clinica La Fornaca di Torino. Gli esiti non sono incoraggianti: il bianconero che durante il match aveva dovuto abbandonare il rettangolo di gioco ha infatti riportato una lesione di 2° grado al legamento collaterale mediale. Per il recupero si va dalle cinque alle sette settimane. Salterà dunque la delicata sfida in Champions con il Galatasaray e rientrerà con l’anno nuovo. Il 2013 è dunque finito in anticipo per il giocatore e le previsioni più rosee parlano di 30-35 giorni di stop – cosa che significherebbe rivedere in campo il regista bianconero già contro la Roma a inizio gennaio – ma il tipo di infortunio e i precedenti inducono a maggior cautela, proiettando il rientro oltre la metà del prossimo mese.

New York come Santiago de Campostela: la folle velocità del treno deragliato

treno-deragliato-newyork-tuttacronacaDomenica deragliava un treno con destinazione Manhattan a New York. Quell’incidente è costato la vita a 4 persone, mentre sono 63 le persone rimaste ferite. Ora le autorità, nel corso di un briefing, hanno spiegato che il treno della Metro North viaggiava a una velocità folle in curva, 82 miglia orarie in un punto in cui il limite massimo consentito é di 30. Nel corso della riunione, tuttavia, è stato sottolineato come non sia ancora chiaro se l’incidente sia stato causato da un’imprudenza umana deliberata o da un guasto tecnico. Immancabilmente, tuttavia, la memoria riporta al disastro ferroviario di Santiago de Campostela dello scorso luglio, in cui persero la vita 77 persone. 

Prato: dalle lacrime, alle polemiche

prato-incendio-tuttacronacaHanno perso la vita in sette persone a Prato, nell’incendio divampato in una fabbrica tessile gestita da cinesi. Ora, dopo un primo momento di sconforto, ex imprenditori e lavoratori del settore gridano la propria rabbia. Strozzati da concorrenza e regole ferree hanno perso il lavoro, come un ex proprietario di un’azienda locale che si chiede: “Subivamo continui controlli, noi, su tutto. Come è possibile che i cinesi possano invece operare in queste condizioni?” Nel capannone non si trovava solo la fabbrica di confezioni, ma anche un dormitorio così che, accanto a materiale altamente infiammabile, si trovavano dei loculi dove riposavano i lavoratori. E mentre la procura di Prato ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo, un imprenditore che ha chiuso la sua azienda 11 anni fa, Massimo Nuti, tiene a sottolineare: “Mi hanno fatto chiudere. Per un’azienda in regola non è possibile sopravvivere. Loro fanno una concorrenza scorretta”. Con lui Alessandro Mati: “La mia azienda ha chiuso nel 2008, era un’impresa regolare. Ma non ce la faceva più, la concorrenza cominciava a essere spietata. Il titolare ha mandato a casa 50 dipendenti, 50 famiglie sulla strada. Ed ecco come vivono i lavoratori cinesi, quattordici ore di lavoro al giorno, dormono e mangiano in loculi, senza igiene, senza sistemi di sicurezza, sottopagati. Come può un’azienda in regola competere in queste condizioni?” Lo stesso procuratore della Repubblica Piero Tony ha dichiarato: “La maggior parte delle aziende sono organizzate così: è il far west. I controlli sulla sicurezza e su ciò che è collegabile al lavoro, nonostante l’impegno dei tutte le amministrazioni e delle forze dell’ordine, sono insufficienti. Siamo sottodimensionati: noi come struttura burocratica, ha spiegato il procuratore, siamo tarati su una città che non esiste più, una città di 30 anni fa”. Anche dal Colle arrivano moti di indignazione, con il Presidente della Repubblica che sollecita “interventi concertati a livello nazionale, regionale e locale per far emergere da una condizione di insostenibile illegalita’ e sfruttamento” realtà produttive e occupazioni che possono contribuire allo sviluppo economico”. E il ministro del Lavoro Giovannini ha reso noto che nel 76% delle aziende del distretto di Prato sono state rilevate irregolarità nei primi 9 mesi del 2013. Il tasso medio, nella regione Toscana, è del 63%. “Ho parlato con il segretario generale del ministero per valutare i passi da fare” ha aggiunto Giovannini, ricordando come “al ministero spetti il controllo sulla regolarità dei lavoratori mentre ad altri spetta verificare le infrastrutture delle aziende ed i sistemi antincendio”.

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Quando il Gran Canyon si perde nella nebbia…

gran-canyon-tuttacronacaSul fondo, il fiume Colorado scorre con le sue acque verde smeraldo. Alzando lo sguardo, rocce rosse, dirupi, gole. L’erosione del tempo ha creato una delle meraviglie naturali più note al mondo, il Gran Canyon. Cosa accadrebbe se un giorno “scomparisse”, celato dalla nebbia? Non è assurdo chiederselo perchè è un fenomeno che accade, seppur raramente: all’incirca una volta ogni dieci anni, quando il suo classico aspetto si trasforma, sostituito da una distesa infinita di nubi. E’ quanto accade per via dell’inversione termica, fenomeno atmosferico che si verifica quando all’irraggiamento del suolo pressoché minimo si accompagna un’assoluta calma di vento: in questi casi l’aria si raffredda più velocemente di quella che si trova ad altitudini superiori, andando così a formare uno strato molto stabile che annulla il rimescolamento verticale.

Sono gli stessi scatti pubblicati sulla pagina Facebook del Grand Canyon National Park a testimoniare quanto è stato osservato venerdì scorso: la nebbia ha ricoperto tutto. Immagini che possono togliere il fiato ma, stnado a quanto raccontano i ranger, non sono state gradite dai turisti presenti, dispiaciuti poiché il fiume Colorado era nascosto dalle nuvole. “Non hanno capito quanto fossero fortunati – ha riferito il ranger Erin Whittaker, autore di uno splendido scatto dall’osservatorio Mather Point – Gli abbiamo spiegato che questo fenomeno non si presenta abitualmente. Anzi, succede praticamente una volta ogni dieci anni”.

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Ricercatrice universitaria ai domiciliari per stalking al figlio

stalking-tuttacronacaLei ha 48 anni ed è una ricercatrice universitaria di origine polacca che il gip del Tribunale dell’Aquila Marco Billi ha condannato ai domiciliari per stalking al figlio oggi 21enne. La decisione, si legge nell’ordinanza, giunge perchè la donna ha, “con condotte reiterate, pressoché quotidiane molestato il figlio con atteggiamenti opprimenti, impedendogli di frequentare le scuole, recandosi ivi a disturbare le lezioni, costringendolo a isolarsi ed a trascurare gli studi e poi ad abbandonare gli stessi più volte”. La donna, che si era separata dal marito dopo alcuni anni di matrimonio, avrebbe perseguitato a lungo, sia a scuola sia a casa, il figlio che ha più volte sporto denuncia: il giovane, affidato al padre, aveva infatti segnalato il comportamento della madre prima ai carabinieri di Rocca di Mezzo (L’Aquila), poi alla squadra Mobile del capoluogo. La donna, che aveva portato il ragazzo in Polonia senza il permesso del padre quando ancora era minorenne perdendo così l’affidamento, non aveva mai accettato l’idea che lui non la volesse vedere e attribuiva la colpa di ciò all’ex marito. Nel corso delle approfondite indagini svolte dalla Mobile, diretta da Maurilio Grasso, il 21enne ha accusato la madre di aver tentato di rapirlo nuovamente per portarlo in Polonia, cercando di “tenerlo sempre sotto il proprio dominio psicofisico”, procurandogli un perdurante stato di ansia”. Il difensore della donna, l’avvocato aquilano Dario Visconti, ha annunciato un’istanza di revoca dei domiciliari, sottolineando che il provvedimento è troppo severo: “Stiamo parlando di una mamma disperata che vuole vedere suo figlio. Il provvedimento restrittivo non le permette di operare come ricercatrice universitaria; quali ragioni ci sono? È una storia complessa e delicata e questa misura non aiuta”.

Crolla un palazzo in costruzione in Brasile: dispersi

brasile-crollo-tuttacronacaIn Brasile, a San Paolo, è crollato un edificio ancora in costruzione di cinque piani. I vigili del fuoco, impegnati sul posto, hanno riferito che potrebbero esserci diversi dispersi: tra le persone intrappolate tra le macerie, in particolare, operai edili impegnati nel cantiere. Sul luogo sono già stati portati dei cani da ricerca, nella speranza che sia possibile individuare eventuali sopravvissuti. In base alle prime informazioni fornite dalla polizia militare, almeno 15 persone erano abitualmente al lavoro nel cantiere, delle quali due abitavano dentro l’immobile. Tuttavia non è ancora possibile stabilire se si trovavano al suo interno al momento della frana, avvenuta attorno alle 22:20 di lunedì ora italiana. Il Comune di San Paolo sta verificando se l’opera possedeva regolare licenza e anche la Protezione civile ha inviato suoi specialisti nella zona.

11 dicembre: il giorno della verità per il governo Letta?

napolitano_letta-tuttacronacaLa presidenza della Repubblica, a seguito dell’incontro tra Napolitano e Letta, ha fatto sapere che il “passaggio parlamentare” richiesto dal Quirinale per verificare la fiducia del governo si terrà la settimana prossima, con un intervento del premier per indicare “indirizzi e contenuti” dopo la fine della maggioranza delle larghe intese. Più precisamente, il ministro Franceschini ha resa nota la data: si tratta dell’11 dicembre, al mattino alla camera e al pomeriggio al Senato. “In piena sintonia”, premier e Presidente hanno concordato la strada da percorrere nei prossimi mesi durante i quali non solo non si avranno le dimissioni del premier come da richiesta di FI, ma non avranno luogo neanche rimpasti, se non per sostituire i sottosegretari di Forza Italia. Verrà messo a punto il “patto” per il 2014, che si concentrerà su tre aspetti: riforme (istituzionali, della politica e della legge elettorale); economia, con grande attenzione su lavoro, spending review e privatizzazioni; e infine sull’Europa, con la conferma dell’impronta europeista e la messa a punto della gestione del semestre di presidenza dell’Ue. Al momento, sembra non cambi neanche l’orizzonte temporale dell’esecutivo, che “resta di 12-18 mesi, al termine del quale il governo sarà valutato per i risultati raggiunti”. Riguardo alla data della verifica in Parlamento, si è scelto un giorno successivo al congresso del Pd: si attende infatti il suo esito perchè in questo modo il quadro politico si sarà assestato e anche il clima, secondo Letta, consentirà di ragionare meglio sulle priorità per il paese. “In questo momento in cui l’uscita dalla crisi è a portata di mano noi dobbiamo dare risposte concrete ai cittadini”, è la rotta che il premier ribadisce. E, pur venendo incontro alla richiesta di un voto di fiducia avanzato da Forza Italia, il Capo dello Stato e il presidente del Consiglio respingono la richiesta di dimissioni in quanto il voto sulla legge di Stabilità al Senato “ha confermato la permanenza del rapporto fiduciario anche nella nuova situazione politico-parlamentare venutasi a determinare”.

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