Quel suicidio misterioso di David Rossi… con volo all’indietro!

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Si blocca il tentativo di “chiudere” rapidamente la vicenda del suicidio di David Rossi, capo della comunicazione in Mps. Ora l’autopsia si è fatta.
L’avevamo scritto subito: strano che i magistrati abbiano immediatamente escluso di disporre un’autopsia. E’ praticamente una proceduta obbligata in ogni morte violenta.
Ma c’è voluta la ripresa di una telecamera, posta sul vicolo dietro Rocca Salimbeni per far loro cambiare idea. Nelle riprese si vede David Rossi cadere all’indietro. Che è certo uno dei tanti modo possibili di gettarsi da una finestra, ma non proprio il più frequente. Era così sconvolto da togliersi la vita, ma così lucido da farlo dando le spalle alla finestra e lanciarsi di sotto?
L’orario della caduta è impresso sulle immagini: 19,59. E Rossi non sarebbe neppure morto sul colpo, dopo un volo di quasi venti metri, con la testa verso il basso e di spalle.

Ultima seria incongruenza, dunque: alle 19 ha chiamato la moglie per dire che stava per rientrare e un’ora dopo si uccide. C’è materia per farsi domande. E le risposte vanno per forza cercate tra i fogli di carta, i file sul computer, le telefonate recenti, i rapporti con il resto del gruppo dirigente di Mps.

Perchè si voleva subito archiviare il caso David Rossi?

Sarah! Poche verità e troppe bugie… doveva essere squagliata?

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E’ entrata anche la parola mafia nel processo a Sarah Scazzi. Il legale della famiglia, Nicodemo Gentile, non usa eufemismi: «Questo è il processo di un massacro, il peggiore dei massacri, gestito con metodo mafioso perché le condotte successive post delictum sono da 416 bis. Sarah non è stata solo massacrata, doveva essere ‘squagliata’, doveva sparire. Non è stata solo uccisa, non doveva esistere, doveva diventare uno di quei volti che fanno parte dell’esercito degli scomparsi».

Ma c’è anche chi, come il secondo difensore di parte civile afferma «questa è anche la storia di un omicidio domestico. Sarah è stata dipinta come la terza figlia dei Misseri e la seconda sorella di Sabrina, ma non è vero. Sarah è stata massacrata in casa, nel posto dove si sentiva più sicura, dove Concetta la mandava perchè si fidava».

Gentile non ha risparmiato critiche nei confronti di Michele Misseri, definito «il becchino di Avetrana che ha abbandonato Sarah come un qualsiasi rifiuto» e ha detto ancora che questo è «il processo dell’umiliazione gratuita. Concetta è stata umiliata quando addirittura si voleva additare al suo comportamento la causa della morte di Sarah perchè la faceva uscire troppo e la mandava a casa della zia. Concetta non ha avuto la possibilità di dare nemmeno l’ultimo bacio alla figlia. La seconda confessione extragiudiziaria di Michele Misseri, quella della ritrattazione, è stata etero-indotta. È falsa. Ed emerge anche dalle successive indagini. Il contadino non sa nulla dell’evento omicidiario». Gentile ha ricordato alcune intercettazioni ambientali e poi ha censurato il comportamento di «alcuni personaggi, con smania patologica di mettersi in evidenza, che hanno invaso i mezzi di informazione in ogni momento e anche di recente andando a vomitare pareri e sentenze. Ma qui si sta oltraggiando la memoria di una bambina di 15 anni a cui è stato spento il sorriso».

Una donna, da sola scala il Kilimangiaro… è italiana!

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Ha raggiunto da sola in cinque giorni la cima del Kilimangiaro: a compiere l’impresa e’ una alpinista di Mestre, Silvia Trabucco, 42 anni, da dieci anni residente a Zanzibar. Qui Silvia e’ responsabile amministrativo della locale Scuola internazionale, ma non ha mai perso la grande passione per la montagna e le ascensioni.

Cosi’ la donna, con il supporto di sei sherpa, si e’ presa 10 giorni di ferie dal lavoro ed e’ riuscita a raggiungere la cima di quella che con i suoi 5895 metri e’ la piu’ alta montagna africana.

”In effetti ero partita con una compagna, ma si e’ sentita male per l’altitudine dopo tre giorni di ascesa e ho proseguito da sola”. Una esperienza che Silvia giudica indimenticabile. ”E’ stata soprattutto una difficolta’ psicologica – spiega – quella di mantenere sempre la calma e il controllo del corpo. Ero tesa, preoccupata, non lo nego, ma volevo a tutti i costi arrivare in cima. Si dormiva nelle tende e si camminava soprattutto di notte – dice – ed e’ stato meraviglioso una mattina ritrovarmi davanti il biancore abbacinante di un ghiacciaio che non mi aspettavo di vedere”.

Quanto sta male la Regina Elisabetta II?

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La Regina Elisabetta II sta male… o comunque non sta così bene da poter rispettare gli impegni in agenda. E’ notizia degli ultimi minuti l’annullamento della visita prevista a Westminster Abbey. Elisabetta avrebbe dovuto infatti partecipazione alle cerimonia religiosa all’Abbazia di Westminster per la Giornata del Commonwealth insieme al consorte Filippo. Buckingham Palace tranquilizza gli inglesi e dice che la Regina sarà comunque presente questa sera al ricevimento previsto per i festeggiamenti e spera che nei prossimi giorni Elisabetta possa presiedere a tutti gli eventi. Naturalmente la stampa si è scatenata e c’è chi già sta scrivendo che la Regina è gravemente malata ed è già scattato il toto-pronostico sul successore.

GUERRA TRA ISTITUZIONI! Stop distruzione intercettazioni su Stato-Mafia!

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La corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dagli avvocati di Massimo Ciancimino contro la decisione del giudice per le indagini preliminari di distruggere senza il contraddittorio tra le parti, le intercettazioni delle telefonate tra l’ex ministro Nicola Macino e il capo dello Stato. L’impugnazione sarà valutata, ora, nel merito dalla sesta sezione della suprema corte il 18 aprile. Slitta, dunque, la distruzione delle intercettazioni fissata per il 13 marzo.
I difensori di Ciancimino, gli avvocati Francesca Russo e Roberto D’Agostino, nel loro ricorso, avevano sostenuto che il provvedimento del gup Riccardo Ricciardi, che aveva ordinato la distruzione delle intercettazioni senza contraddittorio, ledesse il diritto di difesa. Dall’ascolto delle telefonate, intercettate nell’ambito dell’indagine sulla trattativa Stato-mafia, a loro avviso potrebbero trarsi elementi utili alla difesa del loro assistito imputato nel procedimento di concorso in associazione mafiosa e calunnia.
Sulle telefonate si è aperto uno scontro istituzionale tra il Colle e la Procura di Palermo culminato in un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta che ha dato ragione al Quirinale sulla distruzione delle intercettazioni.

FORSE POTREMO ALZA IL VOLUME E SAPERE LA VERITA’ PER UNA VOLTA IN ITALIA?

Sull’Ospite del San Raffaele si abbatte anche la procura di Napoli!

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La Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola. Il reato ipotizzato è di corruzione.

Tutta la magistratura al capezzale di Silvio Berlusconi?

L’ITALIA ALLA DERIVA… dati ISTAT-CNEL, non c’è più futuro?!

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In Italia, tra il 2010 e il 2011, l’indicatore della ‘grave deprivazione’ sale dal 6,9% all’11,1%, cio’ significa che 6,7 milioni di persone sono in difficolta’ economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno. Si tratta di individui in famiglie con 4 o piu’ sintomi di disagio in un set di 9.

Il primo senza dubbio è il potere d’acquisto che in Italia durante la crisi è crollato, scendendo del 5% tra il 2007 e il 2011.  Il rapporto fa notare come la contrazione del potere d’acquisto si sia riflessa solo in parte sulla spesa per consumi finali delle famiglie, calata in termini reali dell’1,1%. Ecco che i cittadini hanno cercato di mantenere il proprio standard di vita attingendo ai risparmi accumulati o risparmiando meno. Infatti la propensione a mettere da parte le risorse è scesa dal 15,5% del 2007  all’11,5% del secondo trimestre 2012, accelerando il calo iniziato nel 2006. Inoltre in Italia la crisi ha aggravato le disuguaglianze: nel 2011 il 20% più ricco della popolazione ha ricevuto un reddito di 5,6 volte superiore a quello del quinto più povero. Si tratta di un valore superiore alla media europea. Infatti, spiega il rapporto, dal 2004 la concentrazione della ricchezza è tornata a salire, pur restando inferiore a quella degli anni ’90, e la quota di ricchezza totale posseduta dal 10% più benestante è aumentata nel 2010 al 45,9% (era al 44,3% nel 2008).

In Italia, tra il 2010 e il 2011, l’indicatore della ‘grave deprivazione’ sale dal 6,9% all’11,1%, ciò significa che 6,7 milioni di persone sono in difficoltà economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno. Si tratta di individui in famiglie con 4 o più sintomi di disagio in un set di 9. Lo rileva il rapporto Bes Istat-Cnel.  Il rapporto spiega come la grave deprivazione materiale sia una misura associata agli indicatori di povertà monetaria, ma non a essi totalmente sovrapponibile. Secondo la metodologia Eurostat si presenta, appunto, quando si manifestano quattro o più sintomi di disagio economico su un elenco di nove. Nel 2011, dopo la sostanziale stabilità che aveva caratterizzato gli anni precedenti, l’indicatore è aumentato in modo «sensibile» (+4,2 punti percentuali). In particolare è cresciuta la quota di individui in famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste (dal 33,3% al 38,5%), di non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa (dal 39,8% al 46,6%), un pasto adeguato ogni due giorni se lo volessero (dal 6,7% al 12,3%) e che riferiscono di non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione (dall’11,2% al 17,9%). Il rapporto Bes indica anche come il rischio di povertà, stimato a partire dal reddito netto disponibile, risulti più elevato della media dell’Ue e abbia raggiunto nel 2010 il 19,6%.

Nei primi 9 mesi del 2012 la quota delle famiglie indebitate, sostanzialmente stabile tra il 2008 e il 2011, ha segnato un balzo, passando dal 2,3% al 6,5%. Lo rileva il rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) di Istat e Cnel, spiegando che il più frequente ricorso al debito, generato in molti casi da mere esigenze di spesa, riguarda importi mediamente più bassi.

Dodici campi, dalla salute al lavoro, dall’ambiente alle relazioni sociali e 134 ‘termometrì per misurare il benessere equo e sostenibile (Bes), con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute del Paese con indicatori che vadano «al di là del Pil». Un tema che negli ultimi anni ha registrato un vivace dibattito a livello internazionale e che ora vede l’Italia schierata in prima linea. È questo il lavoro portato avanti dal Cnel e dall’Istat sin dal dicembre del 2010 e oggi arriva a compimento con la presentazione del primo rapporto Bes davanti al capo dello Stato Giorgio Napolitano, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini; con la partecipazione del Presidente del Cnel Antonio Marzano e del Presidente dell’Istat Enrico Giovannini. Il Cnel, organo a cui partecipano rappresentanti di associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e del terzo settore, e l’Istat, dove operano esperti della misurazione dei fenomeni economici e sociali, hanno unito le proprie forze per giungere ad un insieme condiviso di indicatori utili a definire lo stato e il progresso del Paese. È stato così costituito un comitato insieme all’associazionismo femminile, ecologista, dei consumatori, a cui si è affiancata una commissione scientifica. A riguardo Istat e Cnel fanno anche notare come la consultazione con i cittadini sia stata ampia. L’impegno è quello di arrivare a una sorta di ‘costituzione statisticà, cioè un riferimento costante e condiviso dalla società italiana in grado di segnare la direzione del progresso. Uno strumento quindi utile anche per la messa a punto delle politiche necessarie al Paese. In particolare, si punta a sintetizzare gli indicatori in modo da elaborarne uno per ciascun dominio, quindi in tutto circa 12, anche per meglio capire miglioramenti e peggioramenti. Infatti, il Bes sarà aggiornato annualmente.

Ma la colpa di tutto questo di chi è? Gli italiani lo sanno e pure troppo bene come evidenziano i dati dell’Istat-Cnel. Cala la fiducia dei cittadini nei confronti della politica e soprattutto quella riposta nei partiti che è stata rilevata ai minimi storici. La media, in un’ipotetica pagella su una scala da 0 a 10, si ferma al 2,3. Voti bassi anche per la fiducia verso il Parlamento (3,6), le amministrazioni locali (4) e la giustizia (4,4).

Lui ha 8 anni… sua moglie 61!

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Sanele Masilela è un bambino africano, di città del Capo, di soli otto anni e si è già sposato. La neo consorte si chiama Helen Shabangu e non è una sposa bambina: la donna ha 61 anni ed è madre di cinque figli. Un matrimonio suis generis celebrato per eseguire un rituale. A dettare le nozze, infatti, sarebbe stato un antenato morto. La cerimonia davanti a parenti e amici avrebbe avuto lo scopo di placare l’ira degli spiriti ed evitare un castigo divino.
Di fronte allo choc della comunità, la famiglia di Sanele ha difeso la cerimonia, dicendo che era solo un rituale e non giuridicamente vincolante: “In questo modo abbiamo fatto felici gli antenati. Se non l’avessimo fatto qualcosa di brutto sarebbe successo in famiglia”.
La vedova, che lavora in un centro di riciclaggio, ha aggiunto: “Non è sbagliato. Sanele era felice di sposarmi” (infatti si vede dalla faccia quanto il bambino sia contento e a suo agio!)
I due non hanno l’obbligo di convivere e sono tornati alla loro vita normale. Sanele ha precisato: “Quando sarò più grande mi sposerò una signora della mia età”.

Solo da ridere… quarto allenatore per il Palermo: torna Sannino!

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E quattro. Per il quarto cambio sulla panchina del Palermo è solo questione di ore. Beppe Sannino dovrebbe prendere il posto di Gian Piero Gasperini che lo aveva sostituito alla quarta giornata di campionato e che era stato sostituito da Malesani per tre domeniche e che era tornato in sella per due gare. Ieri, contro il Siena, ha perso in casa l’ennesimo scontro diretto. Non vince da novembre e in tutta la stagione ha ottenuto solo tre successi. Per la serie B manca solo la matematica, ma la retrocessione è già virtuale.

Chi è retrocesso già da parecchi mesi negli indici di gradimento è Maurizio Zamparini. Lo stesso Zamparini che dieci anni fa prese la società rosanero e al quale Palermo conferì la cittadinanza onoraria in occasione della promozione in serie A oggi è il nemico numero uno della tifoseria rosanero. Anche ieri è stato Zamparini il più bersagliato dai cori, dagli slogan e dagli epiteti della gente inferocita alla fine della partita.

Zamparini al quale tutti rimproverano mancanza di coerenza, mancanza di progettualità. Lo stesso Zamparini che ha candidamente ammesso che da anni non mette più un euro per le vicebde rosanero e che il Palermo si finanzia da solo. Quest’anno, per quella che con una buona dose di mancanza di considerazione per l’intelligenza altrui, il presidente aveva definito la rosa più forte della sua decennale gestione, il Palermo ha speso in estate poco meno di ventiquattro milioni (11,9 milioni per il solo Dybala) incassando 22 milioni e 322 mila euro. Una rosa ampiamente ritoccata nel mercato di gennaio con tredici cessioni e dieci acquisti. Mercato fallimentare a giudicare dai risultati.

persa con il Siena.

Attacchi cibernetici alla banca centrale australiana.

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La banca centrale australiana è stata oggetto di attacchi cibernetici con il potenziale di esporre informazioni interne sensibili, ma assicurano, dai vertici, che non sono andati persi dati ne i sistemi sono stati compromessi. Il quotidiano Australian Financial Review riferisce oggi che il sistema informatico della Reserve Bank è stato infiltrato ripetutamente e con successo e che sono state rubate informazioni. Gli attacchi risalgono alla fine del 2011 con una serie di mail dirette ad alti funzionari della banca che portavano un “malicious payload”.

Sui cassintegrati le banche ci guadagnano!

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Più cassintegrati ci sono, più le banche guadagnano. Quanto? Difficile dirlo con precisione perché ogni istituto di credito fissa il proprio tasso d’interesse sugli anticipi concessi ai cassintegrati e garantiti dal denaro degli ammortizzatori sociali che lo Stato tarda a versare ai lavoratori. Nel caso di banca Intesa, ad esempio, la cosiddetta ”anticipazione sociale” costa 35 euro su un importo prestato di 1.500 euro per una durata di sette mesi ad un tasso annuale effettivo globale del 4,03 per cento. Per Mps, invece, il riferimento sul tasso è l’Euribor a tre mesi, che naviga attorno allo 0,30%, ma nella realtà poi il saggio applicato si decide al momento dell’istruttoria della pratica. In Unicredit, invece, in filiale, non si riesce a spuntare nemmeno un foglietto illustrativo del prodotto ”anticipazione sociale”. In ogni caso una cosa è certa: se si è in assenza di fido, allora scattano interessi che possono variare fra il 14 e il 22 per cento a seconda dell’istituto di credito. Per fortuna che l’anticipazione, come spiega il dettaglio informativo alla clientela di Intesa, prevede l’apertura di ”conto corrente e un’apertura di credito” per sostenere il lavoratore ”in Cassa integrazione guadagni straordinaria o in Cassa integrazione Straordinaria Guadagni in Deroga quale anticipo delle somme che l’Inps verserà a titolo di integrazione salariale straordinaria”.

Un prodotto bancario, insomma, studiato nei dettagli cogliendo l’opportunità dei ritardi di pagamento dello Stato. Del resto la vicenda dell’anticipazione sociale è storia vecchia. Dell’accordo fra l’Associazione bancaria Italiana, Confindustria e i sindacati sulla questione c’è già traccia nel 2009 quando le parti, ”alla luce della situazione economica in atto nel Paese” ritengono ”opportuna la convergenza delle azioni ed il rafforzamento della collaborazione tra gli attori sociali” per dare una mano ai lavoratori ”in attesa del pagamento diretto da parte dell’Inps”. Da allora l’intesa è stata periodicamente rinnovata. E “le banche coinvolte anticipano, per un massimo di sette mesi, un’indennità non superiore ai 900 euro mensili”, come spiega una nota dell’Abi che ha rinnovato fino al 2013 l’intesa siglata con Confindustria e i sindacati.

Del resto i lavoratori spesso non possono permettersi lunghi tempi di pagamento come i quattro mesi di coda provocati dal ministro del Welfare uscente, Elsa Fornero, con i ritardi nel via libera, appena arrivato, alla copertura di 200 milioni per i versamenti 2012 e 2013 della Cassa in deroga (cifra, tra l’altro, secondo i sindacati, inferiore ai 380 milioni necessari). Senza contare che le attese possono anche essere più lunghe: ”Per la cassa straordinaria i tempi di erogazione possono arrivare anche a sei mesi perché tutto è centralizzato – spiegano dall’Osservatorio della Cisl su cassa integrazione e politiche del lavoro – Per quella in deroga, invece, le tempistiche possono variare da regione a regione a seconda della procedura burocratica decisa dall’ente”. Accade così che Regioni come la Calabria lascino a secco i cassintegrati anche per sei mesi, con le tensioni sociali che ne derivano.

E così, l’anticipazione sociale, nata a supporto dei lavoratori, si sta trasformando in un piccolo business bancario.

TERRORE IN ASIA! Scossa violentissima a Papua e poco dopo… trema la Cina!

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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.7 è stata registrata alle 8:51 ora locale (le 23:51 di ieri in Italia) al largo delle coste della Papua Nuova Guinea. Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 84,3 km di profondità ed epicentro 44 km a est-sudest di Finschhafen, città costiera della penisola di Huon. Al momento non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose. Il Centro d’allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) non ha emesso alcuna allerta, specificando però che «terremoti di tale entità possono a volte generare tsunami potenzialmente distruttivi per le coste entro i 100 km dall’epicentro dell’evento sismico».

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.3 è stata registrata alle 11:01 ora locale (le 4:01 in Italia) nell’ovest della provincia cinese dello Xinjiang. Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 8,5 km di profondità ed epicentro 126 km a est-nordest di Arzak. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

Metti in campo il 23° giocatore… furetto ferma una partita!

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Fuori programma in un incontro di calcio del campionato svizzero, interrotto da un’invasione di campo decisamente particolare. Una faina irrompe sul tappeto verde e inizia a correre tra i giocatori. Alla fine in due riescono a fermare l’animale, non senza averci rimesso qualche dito: il furetto infatti, per nulla intenzionato a lasciare il campo, si dà un gran da fare a suon di morsi…

Berlusconi si è messo agli arresti domiciliari in ospedale?

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Nuova richiesta di leggittimo impedimento. Stavolta a far star male il Cavaliere oltre che uveite agli occhi ci si è messo anche il cuore. Il medico Zangrillo fa sapere che da ieri Silvio Berlusconi è sottoposto a stretto monitoraggio cardiovascolare. Se le condizioni dovessero rimanere queste, è probabile che il leader del Pdl possa trascorrere un’altra notte in ospedale. Intanto la Procura di Milano ha chiesto un’altra visita fiscale nell’ambito del processo sul caso Ruby. I magistrati chiedono di verificare se l’impedimento per motivi di salute presentato al processo è “assoluto”. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio. Il processo Ruby va avanti tra certificati medici e visite legali. La difesa questa mattina ha già presentato 3 nuovi certificati medici per chiedere il legittimo impedimento per il leader del Pdl per motivi di salute. Intanto Berlusconi è “rinchiuso” al San Raffaele… forse i giudici potrebbero concedergli gli arresti domiciliari in ospedale?

Paura a Cosenza. Alle 6.27 registrato terremoto di magnitudo 2.8

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 e’ stata registrata alle 6:27 in Calabria, nel nordovest della provincia di Cosenza. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 31,7 km di profondita’ ed epicentro in prossimita’ dei comuni di Fagnano Castello, Malvito, Mottafollone, San Donato di Ninea, San Sosti, Santa Caterina Albanese e Sant’Agata di Esaro. Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.

Depressione sul lavoro!

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Un’europarlamentare irlandese ha sollevato il caso della depressione da lavoro! Pare che in questo periodo di crisi a stare male non sono solo i disoccupati, ma anche gli occupati. I dati sono impressionanti. Sembra che questi lavoratori depressi siano circa  33 milioni di cittadini comunitari e che gravino sulle casse pubbliche per circa 110 miliardi l’anno. I lavoratori affetti da depressione sono quindi un problema grave che va affrontato alla stregua dei disoccupati. All’origine del fenomeno ci sarebbero condizioni lavorative estenuanti. Infatti, sul lavoro si registra più pressione, più carico , più concorrenza, più instabilità. Questi fattori hanno compotato 36 mila  giorni di lavoro persi per accertata depressione del lavoratore. Come curare i lavoratori? Secondo la parlamentare irlandese che ha sollevato il problema, Marian Harkin, le legislazioni nazionali dovrebbero occuparsi di prevenzione, screening e diagnosi della depressione. In definitiva il sistema è al collasso chi è disoccupato è sull’orlo di una crisi di nervi e chi è occupato è in depressione… A quando l’estinzione del genere umano?

Trovato impiccato il primo imputato dello stupro mortale alla ragazza sul bus!

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Ram Singh, l’imputato principale del mortale stupro di gruppo ai danni di una ragazza di 23 anni il 16 dicembre scorso a New Delhi, si e’ impiccato oggi all’alba nella sua cella. Lo hanno reso noto le autorita’ carcerarie nella capitale indiana. Singh, insieme ad altre cinque compagni fra cui un minorenne, aveva fatto salire la ragazza su un autobus in movimento per poi violentarla e causarle ferite che ne causarono il decesso in un ospedale di Singapore

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