Conte resterà alla Juve? In casa bianconera si rischiano addii di lusso…

antonio-conte-tuttacronacaCosa fare ora? E’ quello che ci si chiede in casa bianconera dopo la batosta di Istanbul, quando è tempo di fissare i nuovi obiettivi: vincere lo scudetto, il terzo di fila, e provare ad alzare una coppa europea. L’Europa League è un traguardo da non snobbare quest’anno. Perché la finale si giocherà a Torino e perché bisogna rientrare dalle perdite economiche: dai 63 milioni della passata stagione arrivati dai quarti in Champions ai soli 11 di oggi. Motivo per il quale bisogna ricominciare a crederci e arrivare fino in fondo all’Europa League per limitare i danni a solo 20 milioni. Conte, poi dovrà rivedere tutto quello che riguarda l’organizzazione in campo. Il turnover dovrà infatti essere ancora maggiore perché non sarà più concesso sbagliare, che si tratti di campionato, Europe League o Coppa Italia, un altro traguardo da non sottovalutare visto che varrebbe la “coccarda” del decimo titolo. Oltretutto la possibilità di giocare a lungo, almeno questo si augurano alla Juve, il giovedì, ha già convinto il club a muoversi per chiedere alla Lega di scendere in campo sempre al lunedì in posticipo. Ma dello stesso Conte, che succederà? Il tecnico credeva nella Champions e ora che è sfuggita, con un contratto in scadenza nel 2015, non è detto resti sulla panchina bianconera. I pensieri di addio potrebbero dunque riaffiorare. E’ per questo che se dovessero arrivare proposte concrete dall’estero, Monaco come Arsenal se non addirittura Manchester United, queste potrebbero trovare terreno fertile. Anche perché non mancherebbero gli eventuali sostituti: uno su tutti quel Prandelli che dopo i Mondiali lascerà i colori azzurri. Peggio ancora, questi dubbi potrebbero impossessarsi anche di alcuni big o futuri tali, come Vidal e Pogba, anche loro richiamati dalle sirene di club più vincenti in Europa e da offerte alle quali la Juve non potrebbe rispondere adeguatamente.

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Effetto Renzi: il sorpasso del centrosinistra

matteo-renzi-segretario-tuttacronacaStando a quanto rilevato da Swg, dopo l’elezione di Renzi a segretario del Pd il centrosinistra ha guardagnato, in una settimana, sei punti. E l’intenzione di voto degli italiani muta anche per quanto riguarda la Lega, dove alla guida ora c’ Matteo Salvini: mezzo punto guadagnato anche dal suo partito. Calo nell’ordine dei tre punti, invece, sia per Forza Italia che per il Movimento 5 Stelle. La crescita del Pd corrisponde anche ad un sorpasso netto del centrosinistra sul centrodestra: 40,5% contro 33,6%. L’effetto Renzi riesce a mettere d’accordo anche i sondaggisti, anche se si riscontrano lievi differenze di percentuale. Le analisi di Ixe (per Agorà) mostrano che il Pd guadagna più di due punti (+2,1%) e si conferma primo partito con il 29,5 percento di consensi. Perde invece quasi un punto e mezzo (-1,4%) il Movimento 5 Stelle, che segue con il 21,9 percento. In crescita Forza Italia (+0,4%), al 21,3 percento, mentre perde mezzo punto il Nuovo Centrodestra, che scende sotto la soglia del 5 percento (4,8%).

A volte ritornano… di sicuro lo fanno a Natale!

maglione-natale-tuttacronacaChi non ricorda la scena di Bridget Jones quando, al primo incontro con Mark Darcy scopre che quest’uomo altrimenti perfetto indossa un imbarazzante maglione con la renna?

Natale è anche questo: i maglioni che spesso vincono il titolo di “più brutti dell’anno”. Ricamati, infiocchettati, con fantasie di renne, fiocchi di natale e Babbo Natale per tutti i gusti. Ma non pensiamo che siano una moda da nerd: anche i brand più in voga in Gran Bretagna cavalcano il trend e, da Topshop a H&M fino a Zara, tutti presentano il loro maglione. L’HuffPost presenta una raccolta dei “migliori”:

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L’auto contro la fermata dell’autobus: il racconto del ragazzo in auto

roma-auto-fermata-tuttacronacaSabato scorso, un’Audi TT si è schiantata contro una fermata dell’autobus sulla Palmiro Togliatti travolgendo e ferendo cinque persone. Da allora Emanuele, 32 anni, ha vissuto come un fuggiasco. Era in auto con la sua amica Jessica e con Ioanela Dospinescu, 25 anni, la romena che guidava ed ora è agli arresti domiciliari e che lui non conosceva. Sull’auto, si trovava solo per seguire Jessica. Ieri mattina, si è costituito. “Sono stato preso dal panico, avevo paura di venire incolpato dell’incidente e sono scappato”. Emanuele ha raccontato che prima hanno fatto un giro per Tivoli durante il quale Ioanela si è avvicinata ad un ragazzo con la testa rasata che portava a spasso un cane. Si riferisce al fidanzato della romena, l’Audi era sua, il giovane di Sacrofano l’aveva chiesta in prestito a suo padre per andare da Ioanela. “Ora torniamo”, ha detto la romena al fidanzato. Continua il 32enne: “Ci siamo allontanati da Bagni di Tivoli percorrendo strade che non conoscevo, fino ad arrivare sulla Palmiro Togliatti. Arrivati all’incrocio con via Prenestina il semaforo era rosso, scattato il verde abbiamo attraversato l’incrocio e dopo circa 100 metri ho sentito un urto sulla fiancata destra. Mi sono preoccupato per Jessica, poi sono seguiti altri tre urti, infine siamo finiti contro il muro. Le ragazze sono scese subito dall’auto, io ho abbassato lo schienale e sono uscito dal lato destro. Ho girato intorno al veicolo e mi sono accorto di una signora che era a terra, parlava con la madre al telefono. Sono tornato indietro e ho visto una Smart, l’auto era rimasta coinvolta nell’incidente, dentro c’erano due persone, forse erano stranieri, per fortuna non erano feriti gravemente. Mi sono avvicinato a Jessica, le sanguinava la bocca, Ioanel zoppicava. Mentre cercavamo di renderci conto dell’accaduto, ho visto dei lampeggianti che si avvicinavano, erano i soccorsi, mi sono girato per cercare le ragazze, ma loro erano sparite. La strada si stava riempendo di persone, sono stato preso dal panico, temevo di essere incolpato dell’incidente e sono scappato”.  Durante la fuga, ha tentato di chiamare la sua amica, che non ha risposto. A quel punto, per non venir riconosciuto, ha tolto il giubbotto nero e ha spento il telefonino, poi ha preso un autobus ed è tornato a casa. “Io non ero consapevole che fosse accaduto qualcosa di realmente grave ci eravamo accertati che le persone stavano bene, anche se ero cosciente del fatto che avevamo sbagliato ad allontanarci dal luogo dell’incidente. Il giorno successivo, dal telegiornale ho saputo che l’incidente in cui eravamo coinvolti era stato attribuito ad un uomo ed una donna, sono andato via da casa e ho lasciato lì anche il telefonino spento. Sono stato da alcuni amici a Civitavecchia senza raccontare nulla. Ho continuato a girovagare, ho dormito nelle stazione dei treni, poi sono tornato solo ieri sera a casa”. Emanuele dice che lunedì scorso, il giorno che è stata rintracciata Jessica alla Garbatella, lui era lì, ma poi ha visto arrivare i vigili e si è dileguato. “La mattina successiva ho letto le notizie sui giornali e ho deciso di chiarire la mia posizione. Ho telefonato, l’agente con cui ho parlato mi ha tranquillizzato e ho deciso di costituirmi”. Emanuele rischia, come Jessica, una denuncia per omissione di soccorso.

La donna ideale? Ne esistono… due!

American_Beauty-tuttacronacaLa bellezza femminile? Questione di punti di vista, che divergono fortemente tra uomini e donne. Come rivela una ricerca commissionata da escentual.com. Il risultato sono due “volti perfetti” creati tramite fotomontaggi dopo aver chiesto a entrambi i sessi di costruire un viso perfetto facendo riferimento e utilizzando le caratteristiche di alcune delle più belle donne del mondo.

donna ideale 1-tuttacronacaPer quel che riguarda gli uomini, risulta che preferiscono i capelli biondi alla Shakira, le labbra carnose e gli zigomi alti di Angelina Jolie, ma anche un naso piccolino come Miranda Kerr, la fronte poco prominente come Jennifer Aniston e le sopracciglia sottili come la duchessa di Cambridge.

donnaideale2-tuttacronacaRisultato diverso per quel che riguarda l’idea di bellezza femminile, con il collage che si compone di capelli scuri come Freida Pinto, un profilo forte e raffinato come quello di Keira Knightley e una fronte alta, delle sopracciglia folte e audaci di Cara Delevingne, una struttura ossea più stretta e il broncio di Scarlett Johansson.

La crisi che si abbatte sui pensionati: quasi uno su due non arriva a fine mese

crisi-pensionati-tuttacronacaUn’analisi realizzata dallo Spi-Cgil in collaborazione con Ipsos su consumi e potere d’acquisto dei pensionati ha rilevato che il 46,2% dei pensionati italiani fatica ad arrivare alla fine del mese e si ritrova così costretto a rimandare pagamenti, a intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri. Il 24,3% invece ci arriva senza troppi problemi ma spende quasi tutto quello che prende di pensione mentre il 29,5% non solo ci arriva ma riesce anche a risparmiare qualcosa, facendo però delle rinunce. Il 37,2% dei pensionati che mettono ancora da parte qualcosa infatti ha dovuto ridurre le spese superflue e anche qualche consumo importante (il 15,2%). Lo stesso dicasi di chi arriva a fine mese senza troppi problemi: il 46,2% ha tagliato le spese superflue, il 21% consumi importanti e l’11,8% anche consumi necessari. La situazione è ben più grave per chi vive in difficoltà economiche anche gravi, che ha dovuto apportare tagli notevoli. Il 19,8% dei pensionati  ha dovuto ridurre diversi consumi necessari, il 28,4% ha ridotto abbastanza i propri consumi e anche qualcuno importante, il 31,4% ha tolto solo il superfluo. Appena il 20,4% riesce a sopravvivere in maniera dignitosa, senza bisogno di ridurre in modo significativo le spese. Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil, commenta: “I pensionati  hanno dato tanto a questo paese in termini di sacrifici e ora non ne possono proprio più. E’ per questo che chiediamo al governo di dare loro delle risposte, a partire dalla Legge di Stabilità. Sarebbe inoltre ora che si riattivasse il tavolo di confronto tra governo e sindacati, istituito dal governo Prodi e rimosso da Berlusconi e da Monti. Non è un caso che da allora la condizione dei pensionati e degli anziani non ha fatto altro che peggiorare”.

Questa volta gli italiani restano proprio senza mutande… colpa dei forconi!

intimo-rosso-natale_tuttacronacaI Forconi proseguono la loro protesta e, tra gli effetti collaterali, anche il fatto che, a causa dei loro blocchi stradali, gli italiani rischiano di restare letteralmente senza mutande. Le manifestazioni stanno infatti mettendo a rischio gli approvvigionamenti dei negozi di intimo in tutto il Paese. Il pericolo che boxer, magliette, reggiseni non arrivino in tempo per Natale, periodo nel quale più si vendono capi di questo genere, è concreto. Lo spiega a Repubblica Gianluigi Cimino, amministratore delegato di Yamamay, azienda lombarda di biancheria intima: “Ci faranno perdere un’occasione di vendita che per molte aziende è vitale”. Secondo Cimino, tra l’altro, questa protesta rischia di mettere in ginocchio un’intera economia: “Abbiamo già perso quattro o cinque milioni di euro – spiega sempre l’Ad – capisco i motivi della loro protesta ma non si può bloccare un paese così” E aggiunge: “Abbiamo 100mila capi prodotti da terzisti italiani, in Lombardia e Puglia dove c’è un grande polo manifatturiero dell’intimo nella zona di Andria e Bitonto, che sono fermi sui camion lungo le strade e nei depositi perché fuori dai maggiori spedizionieri ci sono picchetti dei Forconi che bloccano il passaggio”.

Letta e la “promessa mantenuta”

enrico-letta_tuttacronacaL’annuncio che durante il prossimo Consiglio dei ministri arriverà il disegno di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti arriva dal premier Enrico Letta che, su Twitter, spiega come siano pronti a mantenere una promessa fatta ad aprile: “Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in Cdm manteniamo la promessa”, ha scritto.

tweet

Contestazioni a Milano 44 anni dopo piazza Fontana. Maroni: “i fascisti sono loro”

familiarivittime-tuttacronacaEra il 12 dicembre 1969 una bomba posta dentro la Banca dell’Agricoltura fece 17 morti e 84 feriti e ieri, a Milano, si sono avute le celebrazioni per il 44esimo anniversario di quella strage. E non sono mancate le contestazioni al presidente della Regione Roberto Maroni e al sindaco Giuliano Pisapia, entrambi nel mirino degli antagonisti nel corso della deposizione delle corone alle 16.37 (ora dell’ esplosione) davanti l’ingresso della Banca. Per quel che riguarda il leghista, è stato ricoperto da cori di “Fascista, vergognati. Fuori dalla piazza”. Ribatte il governatore: “Li compatiscono. Sono loro i veri fascisti”. Al primo cittadino del capoluogo lombardo non è andata meglio, visto che è stato accolto al grido di “Fascista. Smettila di stare con loro”. Una breve tregua c’è stata in occasione del minuto di silenzio, mentre per il resto del tempo la polizia è stata impegnata nel respingere i centri sociali che volevano superare le transenne che li dividevano dalle autorità. Pisapia ha espresso il suo pensiero in Facebook: “Passano gli anni, ma non la determinazione nel trovare giustizia e verità, perché la ferita è ancora aperta”. Senza proteste, invece, il corteo che da piazza Scala alle 17.30 ha raggiunto piazza Fontana dov’è stata letta una lettera del presidente della Camera, Laura Boldrini: “Comprendo il senso di disaffezione e di delusione dei familiari delle vittime, perchè lo Stato non può non dare risposta dopo 44 anni”.

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Notte con scossa di terremoto nel Messinese

terremoto-sicilia-tuttacronacaL’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2.2 alle ore 2:13 tra il Golfo di Patti e Milazzo, in provincia di Messina. L’ipocentro è stato individuato a 137,5 km di profondità, mentre i comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Messina, Monforte San Giorgio, Roccavaldina, Rometta, Saponara, Spadafora, Torregrotta, Valdina e Venetico.

“Le illusioni cadono una dopo l’altra come le bucce di un frutto, …

illusioni-tuttacronaca… e il frutto è l’esperienza. Ha un sapore amaro; ma ha qualcosa di aspro che fortifica.”

-Gérard de Nerval- (Angélique, 1854)

La decisione dell’Ue: licenza matrimoniale anche per le coppie gay

licenza-matrimoniale-tuttacronacaLa Corte di giustizia Ue ha stabilito, giovedì 12 dicembre, che il congedo matrimoniale ed il premio salariale devono essere garantiti anche ai lavoratori gay che si uniscono nei Pacs, laddove il matrimonio omosessuale è precluso. E’ stato segnato quindi un piccolo ma importante passo verso la parità dei diritti delle coppie omosessuali. I giudici di Lussemburgo hanno affermato che, in quei Paesi in cui il matrimonio gay non è previsto il lavoratore che conclude un Pacs deve vedersi riconosciuti gli stessi benefici accordati ai suoi colleghi, in occasione del loro matrimonio. Negarglieli costituisce infatti una discriminazione diretta, fondata sull’orientamento sessuale. La decisione giunge dopo che un francese, dipendente del Credit Agricole, si è visto rifiutare i benefit stabiliti dal contratto collettivo di lavoro per chi convola a nozze, in quanto all’epoca in Francia per coppie dello stesso sesso erano previsti i soli Pacs.  La Corte ha rilevato che “ai fini della concessione dei benefici, la situazione dei contraenti matrimonio e quella delle persone del medesimo sesso che, non avendo la facoltà di sposarsi, concludono un Pacs sono comparabili”. Inoltre, “il contratto collettivo, che accorda congedi retribuiti e un premio stipendiale ai dipendenti che contraggono matrimonio, quando peraltro alle persone del medesimo sesso non è possibile sposarsi, crea una discriminazione diretta fondata sull’orientamento sessuale”.

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