ESONDAZIONE! In Toscana la situazione è di massima allerta

 

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Le continue piogge dei giorni scorsi hanno creato una situazione critica attorno al Lago di Massaciuccoli che già ieri ha visto salire il livello dell’acqua fino a 41 centimetri al di sopra del livello del mare. Nonostante l’accensione tempestiva dell’impianto idrovoro della Bufalina che scolma al ritmo di 10.000 litri al secondo, le piogge hanno fatto salire ancora i livelli del lago che stamani si attesta intorno a +45 cm. Gli effetti della piena si cominciano a fare sentire: si registrano tracimazioni del lago in località Quiesa, in zona agricola non abitata, lungo la via della Costanza, in bonifica, c’è stato anche un sifonamento della vasca di cacciata dell’impianto idrovoro Massaciuccoli Pisano (quello che venne completamente allagato durante l’alluvione del 2009). Il sifonamento è stato subito tamponato con il riporto di terra. Il consorzio sta mettendo 1000 ballini di sabbia sugli argini di Quiesa dove il lago sta tracimando, per contenere la situazione e ha avvisato con una procedura di emergenza i sindaci di Massarosa e Vecchiano, le Prefetture e le Province di Pisa e Lucca perchè prendano le loro valutazioni nell’ambito delle proprie competenze di Protezione civile. In tutta la Toscana, dopo le persistenti piogge dei giorni scorsi, tutti i corsi d’acqua sono sorvegliati speciali. Frane e smottamenti sono segnalati per ora nell’Aretino e in Versilia.

Attivisti sì, ma con Harlem Shake!

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Nemmeno gli attivisiti di Sea Shepard, a bordo della “Steve Irwin”, hanno saputo resistere all’Harlem Shake. Impegnati nella lotta in difesa delle balene, gli “eco-pirati” festeggiano l’anno più proficuo per la propria battaglia, quello in cui si è registrato il minor numero di cetacei uccisi.

Cell 2.0? No, Alcatel punta al mobile da 1 euro!

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Gli smartphone hanno ormai invaso il mercato dei telefoni ed è molto raro imbattersi in qualcuno che non abbia acquistato uno degli ultimi gioiellini tecnologici, nonostante la grande quantità di funzioni non utilizzate. La casa produttrice Alcatel però ha trovato la soluzione con la vendita di “Alcatel one touch 232,” il telefono cellulare più economico del mondo. L’apparecchio dal costo di poco più di un euro, e’ un cellulare senza “fronzoli”, per chi ha bisogno solo di un dispositivo in grado di fare telefonate ed inviare sms, senza tutte quegli optional dei cellulari di ultima generazione.

Roma-Parma in forse!

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“Roma-Parma rischia uno slittamento. Tutto la calendarizzazione del finesettimana è sottoposta a un grande punto interrogativo. Ci potrebbe essere lo slittamento della partita per la probabile cerimonia di intronizzazione del nuovo Papa, qualora i cardinali avranno scelto per quel giorno il successore di Benedetto XVI”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Matteo e la sua idea di governo!

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Nessun sabotaggio ma un invito, forte e rinnovato, a puntare sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti per tentare di cucire la difficile alleanza tra Pd e M5s.

E’ il messaggio lanciato oggi su Facebook da Matteo Renzi, che risponde anche al retroscena pubblicato da Repubblica sul presunto sfogo di Pier Luigi Bersani, preoccupato di un possibile sabotaggio da parte di Renzi del suo tentativo con i parlamentari grillini.

“Le polemiche interne al PD non hanno senso. Almeno, non adesso. Che io abbia proposto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non è una notizia: è proposta che abbiamo lanciato dalle primarie e dalla Leopolda. Non so se abolire il finanziamento serva a far pace con Grillo; sicuramente serve a far pace con gli italiani che hanno votato un referendum e che anche alle elezioni ci hanno dato un segnale”, spiega Renzi.

“Nessuno vuole “sabotare” il tentativo di Bersani, anzi. L’Italia ha bisogno di un Governo, prima possibile. Perché l’emergenza non è sapere chi farà il ministro, ma affrontare la situazione economica e la crisi occupazionale”. Quindi l’affondo, diretto più che mai, al segretario. “Paradossalmente se Bersani accettasse di abolire il finanziamento ai partiti forse avrebbe qualche chance in più – non in meno – di farcela. Decida lui, comunque: a me non sta a cuore la discussione di corrente, ma sta a cuore l’Italia”.

Quando l’uveite entrò in politica!

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Duro intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, secondo cui “non può essere messa in discussione l’indipendenza dei magistrati”. Il segretario Angelino Alfano, che guida una delegazione del Pdl, ha incontrato al Quirinale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, in una nota, ha condannato la manifestazione del Pdl di ieri fuori dal tribunale di Milano, dopo la doppia visita fiscale a Berlusconi per l’assenza in tribunale alle udienze dei suoi processi. «Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano», si legge in una nota diffusa dal Quirinale al termine dell’incontro con la delegazione del Pdl. «Il Capo dello Stato, nel fare appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione né la libertà di espressione di ogni dissenso né l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ha auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare».
«Napolitano ha ascoltato con grande attenzione le nostre preoccupazioni per i rischi che sta correndo la democrazia italiana». Lo affermano in una nota Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Grillo e il suo monologo: L’uveite di Berlusconi e l’orchite degli italiani.

«Berlusconi ha paura di fare la fine di Craxi, ma sarebbe invece la sua fortuna. In fuga sulle spiagge tunisine piene di Ruby senza la rottura di coglioni quotidiana dei suoi questuanti. Senza Ghedini, Alfano, Gelmini, senza Biondi, Gasparri, Cicchitto, Brunetta e soprattutto D’Alema Un paradiso terrestre. Si faccia condannare al più presto senza attenuanti e, prima dell’arresto, si dia alla latitanza. Ci guadagnerà in salute. Guarirà dall’uveite e gli italiani guariranno finalmente dall’orchite con cui li affligge da vent’anni. Ps: tutta la mia solidarietà ai magistrati di Milano.
L’uveite, una malattia che ha molto a che fare con la vendemmiata di processi dello psiconano, è un’infiammazione di parte o di tutta la tunica media (vascolare) dell’occhio o che interessa le altre tuniche (sclera, cornea e retina). Rinchiuso in una suite di 200 metri quadri del San Raffaele, Berlusconi è curato giorno e notte amorevolmente, alla porta di uscita c’è un appuntato dei Carabinieri per evitarne forse la fuga. Silvio ammira dalla finestra la cupola enorme con l’angelone voluta da Don Verzè, più grande di quella di San Pietro. Forse riflette sulla caducità degli esseri umani, sulla sorte effimera che aspetta ognuno di noi, come è successo a Don Verzè e a Mario Cal, sul destino cinico e baro che attende Mediaset, la sua creatura prediletta. Chissà a cosa pensa, novello Argante di Molière. Fuori  i parlamentari del Pdl si sono recati al Tribunale di Milano in segno di protesta, a tenere una conferenza stampa contro le “visite fiscali”, i “processi ad orologeria” e le “toghe rosse”. Una lunga fila di deputati e senatori è entrata nell’edificio e si è fermata davanti all’aula dove si tiene il processo Ruby come gesto di sfida. Non vi è stata purtroppo alcuna retata favorita dall’evento». Per il leader del Movimento 5 Stelle «i parlamentari del pdl sono ancora convinti che Ruby sia la nipote di Mubarak, come hanno dimostrato, convinti, a suo tempo con il voto in Parlamento, per questo assediano la magistratura, sono in buona fede. Si aggrappano a un vecchio signore che perde i pezzi come a un salvagente di marmo. Non hanno del resto alternative. Sparirebbero. Lo terranno insieme fino all’ultimo come la mummia di Lenin per esibirlo nei talk show con un altoparlante nascosto “No IMU, no IMU, no IMU”».

Il “figo” della Diet Coke!

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Era il 1994 quando la ‘Diet Coke’ lanciava lo spot del famoso fusto con il modello americano Lucky Vanous. Quarantacinque secondi di passione in cui un gruppo di impiegate piu’ o meno disperate interrompe la routine lavorativa per ammirare un’altra routine, quella di un operaio sex symbol che puntualmente alle 11.30 fa pausa sfilandosi la maglietta e a torso nudo manda giu’ una lattina di Diet Coke.

”Sono le 11 30 – dice una delle impiegate – pausa Diet Coke” e tutte le altre corrono alla finestra con lo sguardo incollato sul gran bel pezzo di uomo fuori dal loro ufficio. Sotto scorrono le note, non a caso, di ‘I just wanna make love to you’ di Etta Jones.

Da allora sono passati quasi vent’anni, Vanous e’ ormai 52enne e per le nuove generazioni e’ un perfetto sconosciuto. Ma la bibita con le bollicine in versione light piu’ famosa al mondo ha deciso di rinfrescare la memoria ai suoi estimatori festeggiando il suo 30mo compleanno con una versione 21/o secolo del famoso spot. Invariata la colonna sonora, i secondi di passione sono passati invece a 60 e il modello e’ l’inglese Andrew Cooper, classe ’81, gia’ famoso per essere stato testimonial per la campagna Dolce Gabbana e Armani Jeans.

 

 

Cooper non fa l’operaio bensi’ il giardiniere. Il nuovo spot si chiama infatti ‘Gardener’ e mostra un gruppo di cinque amiche sedute su un prato durante la pausa pranzo che si godono il fusto mentre e’ alle prese con un tagliaerba. Ad un certo punto una delle ragazze ha l’idea di far rotolare una lattina di Diet Coke proprio mentre passa il giardiniere. Il giovane l’afferra, la apre ma visto che e’ stata scossa nel momento in cui solleva il gancio della lattina, la Diet Coke lo inonda di spruzzi infradiciandogli la maglietta. Niente panico, con nonchalance, il ragazzo si toglie la maglietta, la strizza e se ne va. Alle cinque amiche non resta che sorseggiare la Diet Coke per spegnere i loro bollenti spiriti. Il ritorno dello spot del fusto e’ solo una delle chicche che la Diet Coke si e’ regalata per il suo trentesimo anniversario.

 

 

A cominciare dal suo nuovo direttore creativo per il 2013. Il gigante delle bollicine ha scelto infatti lo stilista americano Marc Jacobs il quale ha creato una serie limitata di lattine e bottiglie che rappresentano tre decenni, gli anni ’80, ’90 e ’00, e in particolare l’ascesa del potere femminile nell’ultimo trentennio. La serie firmata Mark Jacobs sara’ disponibile solo in Europa occidentale e nei paesi scandinavi a partire da questo mese.

Caos a Fiumicino e a Milano… colpa del maltempo in nord Europa

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Centinaia di voli cancellati stamani a causa del maltempo e delle forti nevicate che stanno imbiancando tutto il Nord Europa. Ripercussioni sui voli da e per Parigi e Francoforte anche all’aeroporto di Fiumicino a causa del maltempo e della neve che sta penalizzando alcuni scali del nord ovest Europa. Al momento, sono stati cancellati da Fiumicino tre voli per Parigi mentre altri due accusano ritardi di oltre tre ore; tre i voli cancellati in arrivo dalla Capitale transalpina. Dallo scalo romano è stato cancellato un volo Lufthansa per Francoforte, dove in mattinata è stato chiuso lo scalo per l’emergenza neve; soppresso anche uno in arrivo.

Disagi nel traffico aereo in Germania, dove, a causa del maltempo, sono stati cancellati i mattinata 161 voli allo scalo di Francoforte, il più colpito. Pesanti ritardi si sono accumulati a causa della neve e delle operazioni di disgelo necessarie agli aerei in partenza. Anche la circolazione stradale sta risentendo in queste ore delle condizioni del tempo: è caos lungo le autostrade attorno alla città dell’Assia. Mentre sulla A5 c’è stato un incidente dovuto al ghiaccio. In settimana le temperature in Germania sono bruscamente calate, dopo i primi accenni di primavera dei primi giorni di marzo, finendo di nuovo sotto lo zero in tutto il Paese.

Fermano anziano… eccesso di velocità in carrozzina!

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Klaus-Dieter Stellmacher, 63 anni, stava tornando a casa con la sua carrozzina a motore elettrica, nella città di Schwedt, in Germania, quando la polizia lo ha fermato per eccesso di velocità e gli ha intimato di scendere e andare a piedi. Il pensionato aveva infatti superato, secondo i cinque ufficiali in servizio, il limite di velocità di 6 km/h. Stellmacher, che ha una leggera disabilità, ha cercato di difendersi, ma nulla: è dovuto tornare a casa a piedi e spingendo il pesante mezzo.

Naturalmente la notizia ha fatto scalpore tra i cittadini. “La polizia ora vuole farsi un nome a spese dei disabili?”, ha dichiarato stupita a un giornale locale Elke Grunwald, rappresentante a Schwedt dei cittadini anziani. “La polizia dovrebbe piuttosto essere presente per le strade la sera. Molti anziani non escono per paura di essere aggrediti”, ha ribadito la Grunwald, spiegando poi che si rivolgerà al sindaco.

Gesti di fedeli: Massimo prega in piazza San Pietro

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Ha pregato per ore sotto la pioggia, inginocchiato in Piazza S.Pietro, durante la messa officiata nella basilica dai 115 cardinali. Massimo, un laico di 64 anni, è arrivato da Assisi, vestito come un sacco di iuta, con un bastone e a piedi nudi. I fedeli, commossi dal suo gesto, gli si sono avvicinati: una ragazza lo ha riparato dalla pioggia battenti per diversi minuti con un ombrello; ma c’è stato anche chi si è avvicinato in preghiera al suo fianco. “Spero che il prossimo papa sia un uomo vicino ai poveri – ha detto – Dio resiste ai superbi ma fa grazia agli umili. E’ per questo che prego proprio davanti ad una fogna, qui a Piazza S.Pietro. Auspico che il prossimo pontefice possa essere un francescano”.

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Orsetti in salvo!

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Quando li hanno trovati in una scatola di cartone sul ciglio di una strada a Westminster, in South Carolina, hanno pensato che si trattasse di tre cagnolini, ma come racconta Brandon, vigile del fuoco volontario, “quando ho sentito il verso che facevano, ho creduto che fossero maialini… mi sono avvicinato, ne ho preso uno e ho capito che erano tre orsi”.

Brandon ha così deciso di rivolgersi al Department of Natural Resources, che ha affidato gli orsacchiotti a due associazioni veterinarie, l’ Appalachi Bear in Townsend, Tennessee, e il Towne Landing State Park a Charleston. I tre baby orso resteranno in cura fino a quando non saranno in grado di cavarsela da soli e poter tornare a vivere nei boschi.

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Crisi per Cosa nostra… arriva la speding review mafiosa!

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Aria di crisi anche per Cosa nostra. I primi tagli sono scattati sugli stipendi mensili corrisposti ai familiari dei mafiosi detenuti. Ed è subito scoppiata la protesta: sono le donne a chiedere conto dell’ultima spending review del crimine, che non colpisce gli stipendi dei capimafia, ma quelli dei picciotti, ovvero i soldati delle cosche. Ecco l’ultimo racconto che emerge dal ventre di Cosa nostra palermitana: a raccoglierlo sono state le microspie della sezione criminalità organizzata della squadra mobile, che con la Procura antimafia ha condotto un’indagine sul clan della Noce, uno dei quartieri del centro città. Questa mattina, sei persone sono finite in manette: fra loro c’è l’ultimo capomafia nominato sul campo, è Renzo Lo Nigro, 41 anni. Era entrato in carica a ottobre, all’indomani di un altro blitz della polizia, che aveva decapitato il clan della Noce, con 41 arresti. Ma Cosa nostra è come un’azienda, ha una fortissima capacità di ricambio del management. Così, Lo Nigro non aveva perso tempo, prendendo subito la gestione del racket fra i negozi del centro città. Per fortuna, il blitz di ottobre non è stato vano. Le indagini coordinate dai sostituti procuratori Francesco Del Bene, Lia Sava e Gianluca De Leo hanno davvero messo in ginocchio l’azienda Cosa nostra, ridando soprattutto fiducia ai commercianti palermitani. Qualcuno si è anche opposto alle nuove richieste di pizzo. Ecco perché poi Lo Nigro si è trovato a dover fare tagli sulla gestione dei fondi in cassa. Ed è scoppiata la protesta di alcune donne di mafia.
“Deve campare a me, deve campare a mio marito  –  diceva la moglie di un boss arrestato nell’ultimo blitz a un’amica, anche lei nelle stesse condizioni  –  deve campare i miei figli. Novembre, dicembre, gennaio, e poi non si è visto più nessuno. Non è giusto che abbandoni mio marito”. Non era solo un sfogo questo. La donna contava di fare arrivare le lamentele al nuovo vertice mafioso rappresentato da Renzo Lo Nigro.
Con Lo Nigro sono stati arrestati due suoi stretti collaboratori, Girolamo Albanese e Mario Di Cristina. Altri tre sono accusati di un traffico di droga: Vincenzo Cosenza, Alessandro Longo, Giorgio Stassi. Un quarto è ricercato. Cosa nostra ha ormai deciso di gestire direttamente il traffico di droga, non più delegando ai trafficanti di professione. Il nuovo business è la cocaina, che non è più la droga dei ricchi, ma ha un mercato di spaccio vario. I boss della Noce la vendevano a 55-60 euro a grammo.

Vita da star: “A 8 anni mi drogavo con papà”

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“In casa girava molta marijuana. Mio padre mi passò il primo spinello quando avevo otto anni, mentre stavo suonando Thelonious Monk al pianoforte. Ci facevamo insieme, era il suo modo per volermi bene, per dimostrarmi amore nell’unica maniera che conosceva”, a raccontare la sua vita di eccessi l’attore Robert Downey Jr. Figlio di un regista indipendente, l’attore è stato un prodigio del grande schermo sin da piccolo, ma ad accompagnarlo c’è sempre stata la droga: “La cosa più importante nella vita di un addicted  è il recupero. Oggi sono orgoglioso di riuscire a mantenere i miei impegni, non solo nei confronti di amici e famiglia, ma anche con il pubblico. Dopo una vita passata a essere inaffidabile ho scoperto quanto sia bello portare a termine un progetto, un’idea, una promessa. La disciplina è una forma di rispetto nei confronti della vita”.
Con il recupero anche il rapporto con i figli è cambiato: “Sono un padre abbastanza severo, presente, soprattutto con Exton, il mio figlio più piccolo. Con lui è tutto nuovo perché questa volta sono sobrio. Riesco persino a cambiargli i pannolini, cosa difficilissima da fare quando sei completamente stonato”.
Ad aiutarlo nella sua battaglia la recitazione: “È qualcosa che amo fare perché ogni volta è nuovo, stimolante e intimidatorio allo stesso tempo. Ci sono poche cose nella vita che rimangono tali dopo averle provate tre volte. Idem per il paracadutismo, adrenalina pura, un rush comparabile solo all’eroina, ma senza la negatività della droga. Scusate l’analogia, ma sono e rimango un tossico, anche se le mie dipendenze sono cambiate. Purtroppo per me i ruoli spesso si confondevano con la realtà in cui vivevo, ero diventato il poster boy della cattiva gestione farmaceutica. Ero convinto che da drogato avrei reso meglio, molto di più. Dall’altra parte, anche con tutti gli errori, non riuscivo a toccare il fondo. E senza essere arrivato in fondo, non puoi cominciare a risalire”.

Il satanico Savile!

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Il caso di Jimmy Savile non finisce di scandalizzare la Gran Bretagna e nuovi particolari emergono praticamente ogni settimana. Il più grave è stato riportato proprio oggi dalla stampa britannica. Per 50 anni Scotland Yard ha di fatto ignorato tutte le denunce di abusi sessuali, la maggioranza su minori anche fino a bambini di soli 8 anni, contro il popolarissimo presentatore della Bbc. E’ quanto emerge da un rapporto riservato degli ‘affari interni’ della polizia britannica (Her Majesty’s Inspectorate of Constabulary ), che ha anche lanciato l’allarme che quanto accaduto con Jimmy Savile possa ripetersi di nuovo. L’Hmic ha scoperto che a partire dalla prima denuncia, nel 1964, tracce di sole 5 indagini e due prove contro Savile, che ora e’ accusato di almeno 450 casi di violenze sessuali. Secondo il rapporto Scotland Yard non ha mai preso sul serio le accuse ne ha dato seguito alle accuse contro Savile, che cosi’ ha continuato indisturbato a perpetrare i suoi crimini. Savile è morto il 29 ottobre 2011 e viene ricordato da sempre come il conduttore di “Tops of the Pops”.

LA FOTO DELLA TRAGEDIA!

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Una foto drammatica, quella di un padre, Jihad Misharawi che stringe disperato il corpo senza vita del suo figlioletto Omar, morto a soli 11 mesi. Jihad lavora nella Striscia di Gaza per la Bbc: questa foto è diventata presto il simbolo della crudeltà dell’esercito israeliano, considerato come responsabile del bombardamento a tappeto sul quartiere dove viveva Jihad con suo figlio.
Ma ora si scopre che la verità potrebbe essere un’altra, e il suo sapore è più che amaro.
Ad uccidere il piccolo Omar non sarebbe stata una bomba israeliana, bensì un razzo palestinese che mancò Israele.
”La maggior parte dei razzi sparati non sembrano essere stati indirizzati verso bersagli militari – si legge nella relazione dell’ONU – L’aggravante è che questi lanci avvengono da zone popolate e mettono gli abitanti di Gaza in pericolo”. Come è infatti accaduto al piccolo Omar.
omar-gaza-tuttacronaca-Jihad al-Masharawi, Jihad Misharawi,

I primi indizi sull’elezione papale!

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La Messa ‘pro eligendo’ si sta svolgendo secondo quanto previsto dal rito ecclesiastico, ma già si sono rivelate molti piccoli indizi che potrebbero far capire le preferenze dei cardinali. Ad esempio il ringraziamento di Sodano a Ratzinger, che viene letto dalla stampa specializzata come un invito a eleggere Angelo Scola. Per altri invece è stato solo un atto dovuto poichè in prima fila dei vescovi e arcivescovi nella Basilica di San Pietro c’è il Prefetto della casa pontificia, Monsignor Georg Gaenswein.

La messa, naturalmente celebrata in latino, ha poi visto recitare una prima lettura in inglese (secondo alcuni è sintomo che il Papa potrebbe essere americano, secondo altri l’ordine non ha una importanza sostanziale) a cui è seguito il salmo in italiano e poi una  seconda lettura in spagnolo.
Sono previste preghiere in francese, swahili (lingua di molti Stati africani), portoghese, malayalam, lingua parlata in India, principalmente nel Kerala, e poi naturalmente in tedesco.

Hacker al Conclave?

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Quando la stufa posizionata nella Cappella Sistina emetterà fumo bianco, indice della scelta del nuovo Papa, migliaia di persone riceveranno messaggi di testo, email e notifiche dalle app sullo smartphone. Amici, parenti e testate di tutto il mondo saranno pronte a comunicare con i loro lettori e a svelare il nome del nuovo Pontefice. Per gli appassionati di tecnologia e telefonia mobile è stato lanciato anche un sito http://www.popealarm.com, non connesso al Vaticano, che promette ai suoi iscritti di “sapere cosa sta succedendo quando si vedrà del fumo” dal comignolo al centro di Roma.

Al di là di ogni possibile previsione sui nomi “papabili”, quella che comincia oggi è la prima vera e propria elezione di un Papa social, capace di monopolizzare l’interesse di cattolici e non: «Mi piace l’idea che i media contemporanei possano dare alle persone l’accesso al conclave in nuovi modi» – ha detto Matthew Bunson, editore dell’Almanacco Cattolico . Quello che, secondo Bunson, è un aspetto positivo dei media moderni, in realtà può rivelarsi un boomerang. In una società come la nostra, abituata a voler sapere tutto e subito, è plausibile che si svolga un evento come il Conclave senza che nulla possa trapelare all’esterno?

Come ha fatto sapere la Santa Sede, nella Cappella Sistina sono stati installati diversi sistemi per isolare il Conclave e renderlo una temporanea “zona d’ombra”. Alcuni dispositivi di disturbo eviteranno la possibile intercettazione di segnali dall’esterno, al fine di assicurare la massima riservatezza ai cardinali presenti nella struttura. Si tratta di una serie di apparecchiature chiamate Jammers che riescono a “disturbare” le frequenze ed il funzionamento delle reti GSM, impedendo di fatto le comunicazioni radio e telefoniche; tutto all’interno di quella che è conosciuta come la “gabbia di Faraday ”, già utilizzate per proteggere e isolare le strutture edili.

Questo vuol dire assoluto divieto di portare con sé smartphone, tablet e computer portatili e, per le eminenze attive su Twitter, l’impossibilità di postare qualsiasi commento dall’inizio alla fine delle votazioni.

Secondo l’italiana Decisyon, agenzia che analizza il contenuto dei social media, gli account Twitter e Facebook del Cardinale di New York Timothy Dolan, di quello di Manila Luis Tagle e dell’italiano Gianfranco Ravasi, raccolgono più dell’85% dell’utilizzo di piattaforme social da parte dei cardinali; un qualsiasi messaggio da parte loro durante il Conclave potrebbe destabilizzare l’equilibrio auspicato dal Vaticano.

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Nonostante le enormi misure di sicurezza previste, il Collegio dei cardinali ha avuto un inizio traballante lo scorso 4 marzo. Come ha riferito USA Today, lunedì scorso agenti della Guardia Svizzera hanno fermato un falso cardinale e il suo entourage al seguito, mentre cercava di intrufolarsi tra coloro che avrebbero partecipato al Conclave. «Un uomo ha cercato di entrare tra il gruppo di cardinali cattolici in procinto di riunirsi – si legge sul sito – indossando un improvvisato vestito da vescovo, è arrivato in Vaticano posando con un vero cardinale, eccolo nella foto con il Cardinale Sergio Sebastiana. L’impostore è riuscito perfino a superare un livello di sicurezza prima vi essere fermato fuori dalla Cappella Sistina».

Un’agenzia di stampa italiana ha riferito che l’uomo è stato identificato come Ralph Napiersky, un tedesco che aveva detto di far parte di un inesistente istituto cattolico chiamato Corpus Dei, in un gioco di parole il vero gruppo Opus Dei. Il suo tentativo di infiltrazione avrebbe quindi spinto il Vaticano a intensificare le misure di sicurezza attorno alla zona del Conclave. Napiersky è stato fermato dalla sicurezza poco prima di entrare nella sala che ospita le riunioni, senza sapere le sue reali intenzioni. «La chiesa è molto gerarchica – ha sottolineato Robert Mickens, corrispondente del britannico The Tablet – ed è quindi molto imbarazzante per la sicurezza chiedere pass e distintivi di autenticità a tutti i cardinali». Padre Federico Lombardi, portavoce italiano del Vaticano dopo la vicenda ha tranquillizzato tutti: «Quello che posso dire è che tutti coloro che siedono nella congregazione sono cardinali veri».

La privacy violata da Facebook, basta un click!

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Un solo “like”, e la privacy va a farsi benedire. Lo dimostra una ricerca pubblicata sulla rivista Pnas, che ha fatto il giro del mondo: secondo lo studio, infatti, un “calcolatore” di personalità sarebbe in grado di svelare chi siamo dai “mi piace” che postiamo su Facebook. Orientamento sessuale, politico, età, quoziente intellettivo e altre informazioni non sarebbero dunque chiusi nel recinto della privacy: “Ciò che era difficile da ottenere su base individuale, può essere dedotto in modo automatico da milioni di persone senza che nemmeno se ne accorgano”, spiega Michael Kosinski, dell’università di Cambridge, autore della ricerca, che ha preso come “cavie” oltre 58mila utenti di Facebook americani.

Mamma mia, che paura! Rihanna terrorizzata.

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“Non ho paura di nessuna persona al mondo, ma mia madre mi terrorizza” , l’abitudine di Rihanna di postare sue foto hot sui social network è molto apprezzate dai fan, ma poco della mamma della cantante: “Mi ha chiamata e mi ha sgridata per due foto nude che la mia amica Melissa Forde aveva messo su Instagram, un’anteprima del libro su di me che sta realizzando”.
Due delle immagini che non sono piaciute alla severa mamma quella recente in perizoma e stivali e quella in cui Rihanna posa star con un cappello di pelliccia mentre beve vino e fuma rigorosamente senza biancheria intima: “Ha fatto la pazza contro di me. Ero imbarazzata. E’ stato come se mi avesse frustata di fronte alla mia classe a scuola. Mi ha umiliata”.

Anche gli immortali tremano… Berlusconi ha paura della croce!

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L’idea di mettere a ferro e fuoco il Palazzo di Giustizia di Milano era stata bocciata, o almeno così pareva, dallo stesso Silvio Berlusconi, consigliato dal vicino Gianni Letta. I pidiellini della prima ora, spinti dalle ex ministre Gelmini e Bernini, però non hanno obbedito. “A tutto c’è un limite”, hanno spiegato. La guerra alla magistratura non doveva essere la strada da intraprendere di fronte all’attuale quadro politico e non avrebbe giovato all’incontro programmato con Giorgio Napolitano.
Lo stato maggiore del Pdl, il segretario Alfano e i capigruppo uscenti Cicchitto e Gasparri, infatti, oggi vedranno il capo dello Stato per denunciare «la persecuzione giudiziaria» nei confronti di Berlusconi. I piani moderati dei fedelissimi del Cavaliere, tuttavia, sono saltati a causa del no al legittimo impedimento, della seconda visita fiscale a Berlusconi e dell’annuncio di processo immediato a Napoli per compravendita di parlamentari.
In realtà Berlusconi non avrebbe bocciato affatto l’iniziativa dei suoi parlamentari, tutt’altro. Secondo il quotidiano di via Solferino, infatti, l’ex premier si sarebbe lasciato andare a uno sfogo che di pacato non aveva più nulla, dopo la doppia visita fiscale in ospedale: «Ma basta con questi moderatismi, non ne posso più di queste cautele! Vogliono arrestarmi, farmi fuori, dovete reagire! Vi voglio tutti a palazzo di Giustizia, vogliono crocifiggermi!». Il Cavaliere ha paura di morire? Ma non era uno degli immortali?
Nel Pdl si attende di capire quale sarà oggi l’atteggiamento di Giorgio Napolitano. Ci si attende «un interessamento del presidente», dice scegliendo bene le parole la Gelmini. Qualcosa di concreto anche se di riservato, un’attenzione, un intervento da «presidente del Csm» come aggiunge Cicchitto, perché spiega Quagliariello «pretendiamo che quello che chiediamo merita una risposta: Berlusconi deve essere trattato come un imputato normale. Basta con l’accanimento, con decisioni assurde e minacciose come quella dei pm di Napoli». Il Pdl ripone fiducia nell’attuale capo dello Stato ed è per questo che auspica una sua rielezione al Quirinale.

Il governo secondo Mentana!

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E dopo Santoro ecco la proposta di Mentana! Con un tweet, il giornalista de La7, pronostica il futuro Premier italiano: “Nei palazzi i piu gettonati sono Prodi al Quirinale, Mauro al Senato,Franceschini alla Camera e Cancellieri a P.Chigi. Poi le primarie, il voto e via al governo di Matteo Renzi”.

Impazzano i pronostici e l’informazione tenta di veicolare messaggi politici sull’opinione pubblica. Tutti auspicano un governo tecnico piuttosto che un governo politico imbrigliato dalla mancanza di una vera e propria maggioranza. Inoltre pare proprio che il programma Bersani non piaccia neppure ai media!

Ruba una tv, inseguito dalla polizia chiama il 112

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Durante l’orario di lavoro ha nascosto, tra gli scatoloni sul retro del supermercato di cui e’ dipendente, un televisore che poi di notte ha caricato in auto: sorpreso da carabinieri in borghese e’ fuggito, inseguito dall’auto civetta.

Credendo di essere seguito da malviventi ha chiesto aiuto al 112, ma l’operatore gli ha intimato di fermarsi, spiegando che a seguirlo erano proprio i militari. Un ventenne reggiano e’ stato cosi’ denunciato dai Cc di Brescello per furto aggravato.

Sanità e tangenti… matrimonio perfetto!

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Ancora arresti per tangenti sulla sanità in Lombardia. Sono una ventina gli indagati nell’operazione della Dia di Milano che ha portato anche all’arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo, specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano – spiegano gli investigatori – ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono più di 50 le perquisizioni in corso dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati.
Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. Tra le aziende ospedaliere coinvolte il San Paolo di Milano, l’Istituto nazionale tumori e l’Asl di Cremona.

Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è anche l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi che ha organizzato fra le altre cose un safari in Sudafrica e una vacanza in Croazia all’ex governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Canti, colpi di tosse e rosso. E’ iniziata l’elezione del PONTEFICE!

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Alle 10.00 in punto  nella basilica di San Pietro è iniziata la messa ‘’pro eligendo Pontifice’’ celebrata dal decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano. Tra i canti sacri e qualche colpo di tosse sono sfilati i porporati. Alle 16.30 è previsto l’ingresso in Conclave dei 115 cardinali elettori che entreranno in processione nella cappella affrescata da Michelangelo: da quel momento in poi sono tagliati fuori dal mondo. Ci sarà quindi il giuramento per l’elezione del Papa, cui potrà far seguito la prima votazione. La prima fumata nera si presuppone avrà luogo intorno alle ore 20. I grandi favoriti: Scola, Scherer e Ouellet, ma c’è anche chi spera in un Papa americano, tra i papabili in questo caso Timothy Michael Dolan e Sean Patrick O’ Malley.

Se mercoledì dal comignolo uscirà una fumata bianca, è probabile che il nuovo Papa sia Scola. Un passato in Comunione e liberazione, marcata anche da una rottura con il fondatore don Giussani nei lontani anni Settanta, e un presente da arcivescovo di Milano, Scola è vicino a Joseph Ratzinger, con cui ha condiviso la linea teologica nella rivista ‘Communio’. Nato a Malgrate, una giovinezza a Milano, è stato ordinato sacerdote a Teramo. Rettore della Lateranense, vescovo a Grosseto, patriarca di Venezia, infine, per volontà di Benedetto XVI, successore di Tettamanzi e Martini a Milano, si è dimostrato buon manager e, tramite la fondazione ‘Oasis’, ha da ultimo ampliato le relazioni internazionali e la dimistichezza con l’inglese, tanto da volare a fine dell’anno scorso a Londra e programmare un viaggio a Washington cancellato dalle dimissioni impreviste di Benedetto XVI.

Con Scola ci sono diversi europei (il francese Vint-Trois, lo spagnolo Rouco Varela, l`olandese Eijk, il croato Bozanic), qualche italiano (Carlo Caffarra in particolare), e forse qualche voce mediorientale. Se al primo voto coagulasse un buon pacchetto di voti, si potrebbe innescare un effetto calamita abbastanza rapido da far presagire una pronta elezione. Il susseguirsi di fumate nere potrebbe, al contrario, indicare che il papabile italiano non ha raggiunto la fatidica quota di 77 voti necessari a divenire Pontefice. In questo caso avrebbero maggiori possibilità altre personalità a lui, per certi versi, assimilabili.

Forti, in particolare, i nomi del canadese Marc Ouellet (che non voterebbe Scola) e dell’ungherese Peter Erdo (presidente moderato del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa), capaci, entrambi, di attrarre diversi voti curiali. Forte anche il nome del cardinale austriaco Christoph Schoenborn, allievo di Ratzinger, campione anti-pedofilia, emerso in passato per uno scontro sia con Tarcisio Bertone (con Scola, Ruini, Bagnasco e Meisner chiese a Benedetto XVI di mandarlo in pensione) che con Angelo Sodano (che aveva liquidato le critiche alla Chiesa sulla pedofilia come “chiacchiericcio”). Sebbene non sia scontato vedere un Papa austriaco dopo un Papa tedesco, Schoenborn, apparso in perfetta forma ad una messa celebrata domenica subito seguita da una conferenza stampa, potrebbe attrarre i voti delle anime più critiche del collegio cardinalizio con la Curia romana (America, Germania).

Scola, ad ogni modo, non sarà l’unico a partire con un buon pacchetto di voti. Ai nastri di partenza si presenza anche il brasiliano Pedro Odilo Scherer, arcivescovo di una città immensa come San Paolo, in passato stimato funzionario della congregazione vaticana dei Vescovi. Di origini tedesche, sarebbe il primo Papa sudamericano. Ha il sostegno del cardinale decano Angelo Sodano e di vari nunzi apostolici, ma il perimetro dei suoi voti è più ampio di quello curiale.

Sono gli americani il terzo attore con possibilità di entrare in partita. Giunti agguerriti a Roma, gli undici cardinali a stelle e strisce sono capitanati dall’arrembante arcivescovo di New York Timothy Michael Dolan. Dovrebbe essere lui il portabandiera al primo scrutinio di questa sera. Se su Dolan convergeranno solo undici voti, la partita degli statunitensi è chiusa. Se invece sin dal primo scrutinio gli americani raccogliessero più voti, potrebbero puntare a dar battaglia. Al posto di Dolan potrebbe subentrare Donald Wuerl di Washington o, più probabilmente, il cappuccino di Boston Sean O’Malley, notevole spiritualità, un buon passato da vescovo (a Boston ha ereditato la disastrosa piaga della pedofilia da Bernard Law), apprezzato da diverse anime del cattolicesimo associativo e stimato – con il suo fluente spagnolo e i suoi rapporti con gli ispanici – da diversi cardinali sudamericani. Se non fosse ancora tempo di un cardinale Usa, gli americani potrebbero comunque convogliare i propri voti su un sudamericano o un canadese.

Berlusconi rimane dentro!

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Silvio Berlusconi rimarrà ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano anche per tutta la giornata di oggi: la conferma arriva dal suo medico personale, Alberto Zangrillo. “Oggi rimane ancora ricoverato – spiega -. Effettueremo gli accertamenti previsti, tra cui quello sulla funzionalità dell’albero coronarico. Le sue condizioni sono stazionarie, ma non critiche. Non ci preoccupano”.

David Bowie, il menage a trois e le auto!

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«La notte prima delle nostre nozze l’abbiamo passata con una nostra amica», una confessione particolare quella di Angie Bowie, la moglie del cantante David . I due stavano per non arrivare in tempo il giorno del loro matrimonio, 19 marzo 1970 a causa di una notte molto movimentata, che la donna ricostruisce così:

«Siamo andati a cena  poi a casa sua e abbiamo fatto molto sesso vivace. Abbiamo fatto tardissimo e non siamo andati a dormire prima delle 3 o 4 di notte. Poi ci siamo svegliati in ritardo a Londra nord e dovevamo essere a Bromley alle 10 per sposarci. Siamo arrivati appena in tempo e siamo entrati barcollando dentro».

Mary Angela Barnett, il nome della donna da nubile, ammette che i menage a trois erano i favoriti del marito: «David stravedeva per le cose a tre, sia con uomini che con donne e io ci stavo».

L’ex modella ha rievocato anche il giorno in cui trovò in camera da letto il marito nudo con il frontman dei Rolling Stones, Mick Jagger. «Entrai in camera e David era lì, con tutti cuscini intorno. E dall’altra parte del letto spuntava una gamba di Mick. Dissi loro: avete passato una buona notte ragazzi?». I due, ha confessato Angie, avevano una vera e porpria ossessione l’uno per l’altro. E, anche quando capitava che finissero tutti e tre fra le lenzuola, «io mi ritrovavo quasi sempre a guardarli mentre facevano sesso».

Insomma tanto sesso , ma Bowie è anche Rock and Roll e quello che esce è uno degli album sicuramente più attesi, anche perchè i fans hanno dovuto attenderlo per 10 anni.  «The Next day» è un’autocitazione fra passato e futuro, un concetto caro all’Alfa Romeo che ha lanciato in collaborazione con la Sony una campagna di marketing sul web basata sulla «diffusione online di immagini appartenenti al nostro vissuto quotidiano, all’ ‘italianità’ ma anche all’essere ‘mittleuropei’, metropolitani. Immagini che per chi le guarda possono rappresentare situazioni, stati d’animo, punti di riferimento, luoghi oltre i quali proiettare se stessi: ognuno può vedere in ‘The NextDay'” un’occasione per ‘guardare oltre».

La protagonista è la nuova 4C, la coupé supersportiva appena presentata a Ginevra. «Alfa Romeo ha messo a disposizione del progetto di comunicazione alcune immagini della 4C che saranno visibili a rotazione con altri soggetti su portali generalisti e siti musicali, oltre che sui social di Alfa Romeo. Inoltre, la campagna inviterà gli utenti a creare immagini», spiegano da Torino. «Dalla metà degli anni Sessanta Bowie ha attraversato cinque decenni della musica rock reinventando continuamente il suo stile e la sua immagine senza snaturare la sua essenza. Non potevamo non sostenere il suo ritorno sulle scene, oggi che Alfa Romeo si presenta sul mercato con un modello completamente rinnovato ma allo stesso tempo coerente con ciò che il Brand da sempre rappresenta: stile italiano, prestazioni ed eccellenza tecnica finalizzata al massimo del piacere di guida in piena sicurezza» spiega Maurizio Spagnulo direttore della comunicazione di Alfa. Il tributo al «Duca Bianco» continuerà su «Spotify», il servizio di streaming online, con una play list speciale che contiene il nuovo album ma anche tutti i principali successi di Bowie.

Travolta la Bretagna e la Normadia dalla neve! Chiuso il Tunnel con la Gb!

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Oltre 68.000 case in Bretagna e Bassa Normandia, ovest della Francia, sono rimaste senza elettricita’ per le forti nevicate che hanno colpito la regione.

A causa della neve inoltre migliaia di persone sono rimaste bloccate questa mattina all’interno delle loro auto. “Nel nord ovest del paese nessun’autostrada e’ praticabile”, ha spiegato la prefettura, mentre in Bassa Normandia sono caduti tra i 50 e i 60 cm di neve. Nel dipartimento della Manica i treni resteranno fermi per tutto il giorno.

L’agonia delle piccole imprese e la sofferenza delle grandi! 47mila i protesti!

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La crisi continua a farsi sentire nelle aziende italiane: l’anno scorso sono state 47mila quelle non individuali che hanno accusato almeno un protesto, un vero e proprio record negativo. Secondo i dati Cerved, rispetto al 2007, ultimo anno pre-recessione, la crescita è del 45% e le costruzioni sono il settore più colpito.

I ritardi gravi, cioè oltre i due mesi, nei pagamenti delle imprese italiane ai loro fornitori tornano ai massimi della crisi: erano praticati dal 5,7% del totale delle aziende nel secondo trimestre del 2012, dal 6,1% nel terzo trimestre, per salire al 7,1% a fine anno. Sono dati del database del Cerved, che monitora la abitudini di pagamento di oltre 2 milioni di imprese italiane. Secondo il gruppo specializzato nell’analisi delle dinamiche aziendali, questi sono casi che “frequentemente sfociano in default”.

 Ufficialmente tra ottobre e dicembre le aziende italiane hanno regolato in media le proprie fatture in oltre 85 giorni, con un incremento dei ritardi gravi che riguarda tutte le fasce dimensionali d’impresa. Ma il dato più inquietante è a carico delle grandi aziende: sono quelle che possono godere di termini in fattura più vantaggiosi, ma la fetta in ampio ritardo di pagamento è cresciuta in un solo trimestre dal 6,9% all’8,2% del totale.

“Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza.”

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-Alda Merini– (Se gli angeli sono inquieti, 1993)

Panico a Gallipoli e terrore a Siracusa! 2 terremoti al sud Italia.

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Due scosse di terremoto di notevole intensità si sono registrate questa sera nel mar Ionio, senza quindi causare danni a cose o a persone, anche se la magnitudo (3.3 gradi della scala Richter per quanto riguarda la prima scossa sismica e 3.5 per la seconda) ha messo in allarme gli abitanti della costa della Sicilia e della Puglia in prossimità dell’epicentro. Per ambedue le scosse, infatti, l’ipocentro si è registrato in prossimità della superficie, a una profondità che l’Ingv ha determinato a 10,5 km e a 9 km. Con profondità di questo tipo eventi anche di intensità decisamente minore si fanno sentire molto distintamente dalla popolazione, spesso scatenando scene di panico. Questa volta la localizzazione in mare del centro del terremoto ha limitato questi inconvenienti, ma siciliani e pugliesi hanno comunque avvertito distintamente il fenomeno. Ecco nel dettaglio le scosse:

Un terremoto di magnitudo (Ml) 3.3 è avvenuto alle ore 11:18:20 italiane, l’epicentro è stato localizzato nel Mar Ionio in prossimità delle coste siciliane, a meno di 50 km da Siracusa.

Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.5 è avvenuto alle ore 21:55:23 italiane, l’epicentro è stato localizzato nel Mar Ionio in prossimità delle coste pugliesi, a meno di 50 km da Gallipoli

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