Coloriamo la storia?

foto-colori-tuttacronacaLa tecnologia ci permette di fare tante cose, anche dar nuovo lustro al passato e “tingerlo”. Lo dimostrano le foto di un utente di Reddit, Brinkman87. Scatti del passato a cui viene data nuova vita grazie ai colori. Ma non bisogna pensare che basti un qualche programma come Photoshop, ma è necessario anche una buona dose di talento da parte di chi si cimenta nell’impresa. E’ The Huffington Post a raccogliere le quindici foto migliori.

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Da pizza e mandolino a “si vive alla grande e ci si innamora”!

La Speranza che risolleva l'Amore ferito Zilda -tuttacronaca

Da pizza e mandolino a “si vive alla grande e ci si innamora”! Sarebbe stata l’occasione giusta per dare un tono internazionale a Napoli, ma forse ci è sfuggita di mano ancora una volta. De Magistris parlando davanti a una platea di giornalisti provenienti dai cinque continenti in occasione della  giornata conclusiva del X Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura, organizzato da Greenaccord e dal Comune di Napoli a Castel dell’Ovo, invece sembrerebbe puntare l’accento sui luoghi comuni e su quelle frasi che all’estero poi diventano stereotipo e vengono strumentalizzate «A Napoli si sta bene, guardate me…». Poi rilancia con una battuta: «Qui si mangia sano, si vive alla grande e ci si innamora. Tornate a trovarci. Specie a Natale». Sull’emergenza rifiuti poi De Magistris afferma «Napoli è la città più bella del mondo e sui rifiuti ha già voltato pagina». E di battuta in battuta, tra un luogo comune e l’altro, i napoletani (e anche gli italiani) all’estero sono costretti sempre a sentirsi dire…

Come sta il Pd? Arriva la diagnosi di Travaglio

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Il Pdl si sta scindendo e la guerra tra Alfano e Berlusconi potrebbe davvero minare il centro destra. Quale occasione migliore per il Pd? Ecco il momento che molti attendevano per dar vita a una nuova era democratica… invece tra tesseramento sospetto e personaggi con precedenti che diventano segretari di sezione, il Pd passa e la mano torna a quell’esecutivo in bilico che lotta tra la Stabilità, la decadenza e le intercettazioni del ministro Cancellieri. Letta, dagli attributi d’acciaio, solca tranquillo le onde alte e supera le maree ora che la decadenza si allontana e la chiarezza sul caso Cancellieri è stata fatta… intanto i partiti si sciolgono come neve al sole e Marco Travaglio analizza il grado di salute (sarebbe meglio parlare di malattia) del Pd:

Questa è una piccola storia locale, ma dà la misura di quel che è diventata la politica. Tutta. Perché – per dirla col Papa – “la corruzione dà dipendenza, come la droga”. E brucia non solo i miliardi, ma anche i cervelli. Dunque a Torino, nel congresso più pazzo del mondo, un tal Vincenzo Iatì viene eletto segretario del circolo Pd più glorioso e numeroso della città, quello della Barriera di Milano, che oggi conta ben 745 iscritti (più che raddoppiati dal 10 ottobre, quand’erano 346). Chi è Iatì? Un ex ragazzo del Sud che negli anni 90, nel paesone periferico di Borgaro, s’è arrabattato tra furti d’auto e ricettazioni, collezionando più di una condanna e più di un soggiorno nelle patrie galere.

L’ultima volta l’hanno arrestato in flagranza di reato perché picchiava la moglie, che prima lo denunciò e poi ritirò la querela. Forte di questo curriculum, ottenuta pure la riabilitazione del Tribunale di sorveglianza (istituto previsto per i pregiudicati che non commettano più reati nei successivi 20 anni), Iatì si dà alla politica.

E a cosa, se no? Parte da destra, infatti nel 2009 viene intercettato al telefono con Antonio Mungo, in lista col Pdl per il Comune di Borgaro e sostenuto – secondo gli inquirenti – da Benvenuto Praticò, considerato un “quartino” (cioè un vice-boss) della ‘ndrangheta, che lui stesso avrebbe messo in contatto col candidato. Poi passa ai Moderati, cioè agli ex berlusconiani trasvolati nel centrosinistra. Infine si butta a sinistra (si fa per dire), con i Verdi e poi con il Pd. Dei 700 iscritti in Barriera di Milano, 245 votano per lui, schierato con la corrente del sindaco Piero Fassino. Il quale, va detto, è un tipo accogliente ed ecumenico. Senza puzza sotto il naso, nel senso che non la sente proprio.

Il suo braccio destro in Comune è l’ex Pci Giancarlo Quagliotti, condannato per una tangente dalla Fiat. La longa manus dei fassiniani invece è l’ex craxiano Salvatore Gallo, anche lui pregiudicato per mazzette ospedaliere, dunque padrone di un quarto delle tessere del Pd sotto la Mole e padre di un assessore della giunta Fassino e di un dirigente dell’azienda comunale dei trasporti. E un alleato di ferro del compagno sindaco è un altro ex socialista, Giusy La Ganga, che ha patteggiato per Tangentopoli. Siccome non c’è il tre senza il quattro, è arrivato anche Iatì. Un anno fa Fassino e tutto il cucuzzaro stavano con Bersani favorito su Renzi. Ora, con agile balzo, stanno con Renzi favorito su Cuperlo. Hanno appena fatto eleggere segretario provinciale Fabrizio Morri, finito in un mare di polemiche per il caso Iatì. Ma lui si difende dicendo: “Non lo conosco”.

Padre e due figli morti in un camper nel Torinese

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Tragedia alle porte di Torino. Un uomo ed i suoi due figli di 15 e 9 anni sono stati trovati morti un camper. I ragazzini avrebbero dovuto disputare oggi una gara di motocross a Rivarolo.
Il campo di gara è vicino a dove avevano parcheggiato il camper, nella regione Godie. A trovare la famiglia, il medico legale della gara. Il 118 ha potuto solo constatare il decesso dei tre.
In base ai primi accertamenti dei carabinieri e dei vigili del fuoco, sembra che il padre e i figli siano morti per un’intossicazione da monossido di carbonio. Sono comunque in corso ulteriori verifiche per chiarire la vicenda.

“Pomì, fuori da qui”. La protesta nel Casertano

fuoriPomi-tuttacronacaE’ CasertaNews.it a raccontare della protesta che si è svolta al centro commerciale Campania di Marcianise dove un gruppo di giovani di Fratelli d’Italia hanno manifestato contro la campagna pubblicitaria “razzista” del marchio Pomì indossando una maglia rossa che recitava “Pomì, fuori da qui”. Il leader del movimento giovanile, Tammaro Iovine, ha detto: “Abbiamo scelto simbolicamente il Campania perché è il centro commerciale piú grande della regione, abbiamo chiesto a tutti coloro che entravano di boicottare l’acquisto dei prodotti Pomí ritenendo inopportuno in questo momento storico approfittare di una situazione delicata che sta vivendo la nostra terra per farne una mera speculazione economica.” All’evento era presente anche il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano, che ha spiegato ” il nostro partito si sta battendo in tutte le sedi istituzionali per difendere la nostra agricoltura, abbiamo proposto al governatore della Regione Campania Stefano Caldoro di destinare parte dei fondi fas per le bonifiche ambientali e stiamo supportando l’idea di promuovere il marchio DOAG per i terreni agricoli. La certificazione servirà da una parte ad evitare il diffondersi di allarmismi generalizzati sui prodotti provenienti dalla Campania, e dall’altra a rilanciare quello che è un settore strategico per la nostra Regione, bloccando automaticamente le coltivazioni nei terreni contaminati e promuovendo con una certificazione di qualità la bontà del prodotto agroalimentare della nostra Regione”.

Si riaccende la luce a Ground Zero

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Quanto è alto è ancora un mistero! La guglia è compresa o non compresa nell’edificio? Da qui nascono tutti i dubbi che affascinano l’opera simbolica che è nata al posto delle Torri Gemelle e destinata a diventare il luogo della memoria di un’intera nazione. La prossima settimana la Commissione si riunirà e deciderà quanto è alto quel grattacielo nato sulle ceneri dell’attentato dell’11 settembre.  I dubbi su quella della Torre di New York nascono dal fatto che i costruttori si sono rifiutati di racchiuderne la base dentro una costruzione di fibra di vetro, molto bella architettonicamente ma molto difficile da tenere pulita. Le misure complessive di One World Trade Center hanno conunque un loro valore simbolico sia che la guglia sia compresa sia che non lo sia. Con la cuspide, la Torre sarà alta 1776 piedi (541 metri) e cioé evocherà la data di nascita degli Usa: il 4 luglio del 1776 le colonie pubblicarono la loro Dichiarazione di Indipendenza dalla Gran Bretagna. Ma se la guglia non venisse inclusa, l’altezza sarebbe di 1368 piedi (417 metri) e sarebbe cioé pari alla prima torre colpita dai terroristi quella mattina di 12 anni fa. Venerdì i newyorchesi guardando verso Battery Park e il Financial District hanno visto una nuova luce: bianca,rossa e blu. Lo skyline si è arricchito della Freedom Tower: 104 piani destinati a uffici, piattaforma turistica e una cuspide di 124 metri che fa anche da ripetitore per trasmissioni radio-tv.

 

Tremendo schianto, in fin di vita 3 ragazzi e altri tre feriti in modo serio

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Sabato sera finito in tragedia quello che ha coinvolto sei ragazzi di cui tre ora versano in gravissime condizioni. L’incidente, avvenuto a Falconara (Ancona) dove un’auto con a bordo 4 giovani, intorno alle 5.30 si è schiantata  davanti alla Raffineria Api contro un pulmino. Un terribile groviglio di lamiere, che ha richiesto l’intervento di tutte le ambulanze delle varie Croci della zona. Si suppone che i ragazzi fossero di ritorno da una discoteca dove avevano passato la notte.

L’Inter e il bentornato a capitan Zanetti

zanetti-tuttacronacaL’Inter si è aggiudicata tre preziosi punti ieri sera giocando a San Siro contro il Livorno ma la vera festa per giocatori e tifosi è stato ritrovare in campo il capitano Javier Zanetti dopo il suo bruttissimo infortunio al tendine d’Achille. Gli sono bastati 15 minuti per far capire che si è totalmente ripreso ed è lo stesso di prima dello stop, risalente a circa sei mesi fa, dando anche l’avvio all’azione per il secondo gol nerazzurro. Secondo quanto detto da Mazzarri, ha riportato tranquillità in campo e ha fatto respirare i suoi.

Il giocatore, ai microfoni di Mediaset Premium nel postpartita ha riferito: “È stata una grande emozione per me. Avevo promesso di tornare a giocare una partita davanti ai miei tifosi. Sono felicissimo anche perché è finita con un risultato positivo per noi. Mi sono reso utile ancora una volta e questo è importante. Ora devo trovare la forma migliore. La squadra sta facendo bene, io da oggi sarò un’alternativa in più.” Il capitano ha quindi rivelato di aver ricevuto anche il messaggio di Jose Mourinho, che non manca mai: “Un messaggio da Londra? Sì, è già arrivato da Londra, mi faceva l’in bocca al lupo ed era certo che tornava tutto come prima. Avere vicino persone come Mou fa grande piacere.”

Finirà tutto in una bolla? Anche le start-up?

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Ogni anno sono finanziate a centinaia, vengono spesi milioni di euro o dollari da investitori pubblici e/o privati, sono molti i giovani che ci provano e inesorabilmente vengono delusi. Di cosa parliamo? Di start-up, ovvero di quelle idee geniali, che dovrebbero replicare il successo di Facebook e invece falliscono. Cosa succede? Ora c’è un sito  www.startupover.com redatto dal blogger Andrea Dusi che analizza tutti i fallimenti.

«Tutti parlano di startup, di quanto sia entusiasmante mettersi in proprio, ma nessuno parla degli errori e dei fallimenti» spiega Dusi che è anche il fondatore di Wish days, l’azienda che ha messo esperienze e viaggi in cofanetti da vendere in libreria: un piccolo miracolo imprenditoriale nato nel 2006 e che oggi conta 120 dipendenti e 45 milioni di euro di fatturato. «Anche io ho fallito con la mia prima startup nel 2003 ma non è un buon motivo per non parlarne. Persino Kickstarter (tra le più note piattaforme di crowdfunding per idee imprenditoriali) fa in modo di non mettere in evidenza i progetti che non ce l’hanno fatta: se si cerca su Google non compare niente nei primi risultati» a parte le denunce di utenti scontenti. Nel blog per ora sono riportati i casi più eclatanti, ma Dusi sostiene di aver raccolto in questi anni dettagli su almeno 1200 aziende innovative andate in fumo. Tra queste Catch Notes (app per prendere appunti, 9 milioni di dollari bruciati), Songbird (browser per musica digitale, 17 milioni di dollari bruciati), Wantful (startup che voleva fare business con la personalizzazione dei regali, 5 milioni e mezzo di dollari bruciati) ed esempi più illustri come Google Reader (della serie: anche i big possono fallire).  

Secondo un recente studio pubblicato da Italia Startup (l’associazione di categoria delle neo-imprese italiane) nella Pensiola al momento ci sono 1227 imprese innovative, 113 startup hi-tech finanziate, 97 incubatori e acceleratori (64 pubblici e 33 privati), 32 investitori istituzionali (6 pubblici e 26 privati), 40 parchi scientifici e tecnologici (37 pubblici e 3 privati), 65 spazi di coworking e 33 competizioni dedicate alle startup. Numeri che però non descrivono le criticità del settore. Eppure il tasso di fallimento tra le neo aziende è molto alto. Circa l’80-85% non arriverebbe ai primi 3 o 5 anni di vita.

«Il fatto che un alto numero di start-up fallisca è assolutamente fisiologico e non è necessariamente un male», spiega Giuseppe Folonari, responsabile degli investimenti in H-Farm, uno degli incubatori più noti in Italia con 52 aziende finanziate e 7 successi imprenditoriali conclamati (sua l’agenzia di comunicazione H-Art rivenduta a più del doppio del valore). «In un mercato piccolo e in crescita come quello italiano, il rischio di fallire è più grande perché ha un impatto sulla fiducia e porta a un errore di spesa sul conto economico – continua Folonari – Non credo però sia corretto parlare di bolla startup: è vero sono aumentate le richieste, ma è aumentata anche la qualità dei progetti e poi perché si crei una bolla una dovrebbe esserci una pioggia di soldi che al momento non c’è».

Per il segretario generale dell’Italian Business Angels Association, Tomaso Marzotto Caotorta, «il rischio bolla per gli investitori al momento non c’è». «Ciò che invece preoccupa è l’attività di selezione delle idee che meritano un finanziamento. La nostra associazione valuta ogni anno circa 350 proposte ma appena il 5% riesce ad ottenere il nostro supporto economico: servirebbe un sistema di scrematura già all’interno degli incubatori. Insomma, meno startup in giro ma di maggior qualità».

Pensiero condiviso anche da Michele Padovani, amministratore dell’incubatore privato Istarter (appena 9 aziende finanziate su 405 progetti analizzati). «Non credo sia un problema di capitali, che nel Paese sono presenti in abbondanza. Credo, invece, che questi vadano organizzati al meglio e messi nelle condizioni di raggiungere i progetti veramente meritevoli. Di recente l’ecosistema che ruota attorno al concetto di start-up ha fatto registrare un incremento degli attori così significativo da indurre a pensare che in questo abbia inciso anche una componente “modaiola”. Ma credo che nel prossimo futuro prevarrà la vecchia legge della natura per la quale solo i soggetti più forti sopravviveranno».

Almeno 10mila morti nelle Filippine: le immagini della distruzione

tifone-haiyan-tuttacronacaE’ di almeno 10mila morti nella provincia di Leyte la stima iniziale delle vittime del tifone Haiyan, che si è abbattuto sulle Filippine. Sull’isola di Samar sono state accertate 300 vittime e i dispersi sarebbero oltre 2mila. Mentre si teme che il numero dei morti possa aumentare ulteriormente, restano ancora isolate le zone più colpite della costa est. Al momento, il tifone si sta muovendo verso la Cina ed è atteso in Vietnam, dove seicentomila persone sono già state evacuate.

Nel frattempo, in rete rimbalzano i video che mostrano la potenza distruttiva del supertifone, in particolare quello del giornalista televisivo Atom Araullo, unico reporter a raccontare in diretta la devastazione. Nelle Filippine, grazie al coraggio dimostrato, è già diventato una sorta di eroe nazionale. L’inviato si trovava a Tacloban, la città dell’isola di Leyte che è stata distrutta.

Haiytan, con i suoi venti con una velocità do 315 chilometri orari che hanno causato onde alte fino a sei metri, ha causato un livello di distruzione simile a quello di uno tsunami, riuscendo anche a trasportare fino a terra due navi, ora abbandonate sulla riva, tra le macerie.

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Lieve scossa di terremoto in Sicilia

terremoto-sicilia-tuttacronacaUn terremoto di magnitudo 2 è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle ore 6.57 del 10 novembre nel distretto sismico dei Monti Iblei, in Sicilia. Il sisma ha avuto ipocentro a 28,1 chilometri di profondità. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Niscemi (CL) e Acate (RG). Altri centri in prossimità dell’evento sono Caltagirone, San Cono, San Michele di Ganzaria e Mazzarrone, nel Catanese, e Vittoria, nel Ragusano.

Scossa di terremoto in Piemonte, nel Cuneese

terremoto-cuneo-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto alle 5:54 nel distretto sismico delle Alpi Cozie, in Piemonte. L’evento, di magnitudo 2.3, ha avuto ipocentro a 12.8 km di profondità. L’epicentro è stato localizzato in provincia di Cuneo, tra i comuni di Cartignano, Castelmagno, Celle di Macra, Monterosso Grana, Pradleves, Roccabruna e San Damiano Macra.

Non ci sono note sbagliate

citazione-tuttacronaca– Miles Davis –

Victor Kovats muore durante un lancio di prova: ritrovati i resti

Victor-Kovats-tuttacronacaHa richiesto l’impegno di 200 tra agenti e pompieri la ricerca dei resti dell’atleta ungherese Victor Kovats, precipitato mentre si stava esercitando in Cina per i campionati del mondo di volo con tuta alare, di cui aveva vinto il titolo nel 2012. Lanciatosi con la sua tuta alare dalla cima di una collina del Tianmen Mountain National Forest Park, nella provincia di Hunan, Kovats non è riuscito ad aprire il paracadute, forse a causa di un malfunzionamento, precipitando nei boschi sottostanti. Le cause della mancata apertura sono ancora da accertare. Secondo quanto riportato dai soccorritori, il cranio dell’uomo è stato completamente distrutto dall’impatto con la boscaglia. I mondiali non sono comunque stati annullati e hanno preso l’avvio l’11 ottobre, nella stessa area.

Sesso su una rampa con una prostituta, il degrado di Roma denunciato sul web

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Il sesso a pagamento continua a essere un grave disagio per gli abitanti del quartiere Prati Fiscali a Roma. Se di giorno la zona è un luogo residenziale e commerciale come tante aree della capitale, appena dopo il tramonto il quartiere si trasforma e decine di prostitute affollano le strade. Camminano lungo i marciapiedi a pochi passi dalle abitazioni, amplificando il degrado e rendendo difficile la vota agli abitanti del quartiere. Un utente, giorni fa ha deciso di fotografare una coppia intenta a consumare un rapporto sessuale sulla rampa di un noto negozio del quartiere, proprio per denunciare il livello a cui si è arrivati negli ultimi tempi. Sembra che la città sia stata abbandonata a se stessa e sono i cittadini a rimanere vittima dell’aumento di attività criminali.

 

I due husky che gattonano… con il bebè!

husky-gattonano-bebè-tuttacronacaIn rete, è risaputo, s’impazzisce per gli animali. Così come si fa per foto e video che mostrano bambini. Cosa succede se in uno stesso filmato due cani e un bimbo? Un video diventa virale in tempo record. E’ il caso di quello che ha fatto la sua comparsa una settimana fa ed è stato visto già più di 800mila volte: un “cucciolo d’uomo” gatto e due husky lo seguono imitandolo. Quando si dice che il cane assomiglia al padrone!

“Ci hanno condannato a morte”. E il malato si crocefigge davanti a Montecitorio

stamina-protesta-croce-tuttacronacaLa protesta dei malati per la libertà di cura con il metodo Stamina ha preso l’avvio il 23 luglio e ancora prosegue. Uno dei volti più conosciuti di questa lotta è quello di Sandro Biviano, affetto da distrofia muscolare e che oggi ha messo in atto un gesto forte tentando ancora una volta di sensibilizzare chi di dovere: si è fatto crocefiggere. E’ avvenuto nella serata di venerdì, durante una veglia di preghiera per ricordare i bimbi morti negli ultimi mesi che, nel pensiero dei malati, avrebbero potuto salvarsi se avessero fatto subito le infusioni con il metodo Stamina una volta avuta l’autorizzazione da parte del giudice. Sandro indossava una maglia con la scritta “Non ho più voglia di morire”. Sulla croce una targa con la scritta Aifa, Agenzia italiana del farmaco. Le forze dell’ordine che si trovavano in piazza montecitorio hanno tentato d’impedire che la croce venisse messa in posizione ma i manifestanti hanno iniziato ad urlare: “Dov’è la Lorenzin? Starà a dormire”. Dopo di che hanno spiegato che “crocifissione” è quella che stanno subendo loro, non solo per la decisione del ministro di ufficializzare il no alla sperimentazione ma anche per l’indifferenza verso la loro vicenda. “Ho fatto questo gesto perchè ci hanno condannato a morte, come fu per Gesù” ha detto Biviano.

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I dispersi della Concordia: riconosciuto il corpo di Maria Grazia Tricarichi

concordia-dispersi-tuttacronacaIn questura a Catania, attraverso delle foto, Elio vincenzi e la figlia Stefania hanno riconosciuto la catenina e le scarpe della moglie e madre dispersa a seguito del naufragio della Costa Concordia. Maria Grazia Tricarichi, 50 anni, era una dei due dispersi a seguito della tragedia avvenuta il 13 gennaio 2012. A questo punto si ritiene appartengano alla donna i resti strappati al mare dai sommozzatori e che in un primo momento si pensava fossero quelli del cameriere indiano Russle Rebello, che resterebbe l’unica persona ancora dispersa. La figlia della donna ha riconosciuto la catenina che era stata regalata alla qualche ora prima del naufragio dall’amica Maria Luisa Virzì, un dono per il compleanno della Tricarico che proprio la notte della tragedia compiva 50 anni. Il marito Elio ha detto: “Sono frastornato così come mia figlia. Due anni sono stati lunghi in attesa di potere dare una degna sepoltura a mia moglie. Il mio pensiero va ai familiari di Rebello che attendevano anche delle risposte”.

Berlusconi: “Mi faranno marcire in prigione”

berlusconi_disperato-tuttacronacaOggi Berlusconi, attraverso i suoi legali, ha chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena definitiva del processo Mediaset. L’istanza è stata depositata presso la procura di Milano. In giornata però, durante l’incontro con gli eurodeputati del Pdl, il leader di Forza Italia avrebbe detto: “I miei avvocati dicono che il mio futuro è infausto. Mi faranno marcire in galera”. E avrebbe ricordato: “Come ci dimostra il caso Timoshenko, dopo molte manifestazioni alla fine anche la ribellione contro queste vicende si placa”. Sempre durante il pranzo a Palazzo Grazioli avrebbe parlato anche della situazioni delle carceri italiane: “Una situazione vergognosa”. Dopo di che l’ex premier avrebbe anche parlato della situazione interna al partito: “Dobbiamo abbassare le armi e tornare al partito. Farò tutto quello che posso per riunire”. Non ha risparmiato inoltre alcune critiche ad Alfano, che ha incontrato in serata, e ai ministri Pdl. Dichiarazioni di biamiso avrebbero colpito anche i “lealisti”, che chiedono il congresso. Ma i giudizi piu’ aspri avrebbero colpito i capifila dell’ala governativa del partito: “i ministri non li ho scelti io, io ho scelto solo Alfano”, ha detto tra l’altro. Non poteva mancare qualche parola sui magistrati: il Cav ritiene infatti che nelle Camere non si faccia una legge se la magistratura non avalla. I parlamentari, è il ragionamento che avrebbe fatto stando a quanto è stato riferito, prestano infatti attenzione perché è la magistratura a proteggere la loro libertà. E in generale sulla riforma della Giustizia il leader del Pdl attacca gli ex alleati: Fini, Casini e Follini si sono sempre opposti a una riforma della giustizia per avere loro uomini all’interno della magistratura, avrebbe detto.

Ovviamente al pensiero di Berlusconi ai servizi sociali il popolo della rete non poteva non “immaginare la scena”:

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Se la tua vita non ti permette di giocare, ballare, vivere ogni giorno… cambia vita!

balliamo-tuttacronaca“Se la tua vita non ti permette di giocare, ballare, vivere ogni giorno… cambia vita”. Termina con questo consiglio un video che sta spopolando in rete, con quasi un milione di visite in 20 giorni Dailymotion. Il cortometraggio, ¿Bailamos?, vuole ricordarci di prestar sempre attenzione ai bimbi, i veri grandi saggi di casa: sono loro a ricordarci di godere di ogni momento, facendo quello che ci piace e senza troppe preoccupazioni. Il video s’incentra su un dialogo tra la piccola Malena, che sogna un futuro da ballerina, e suo padre, che le consiglia di studiare materie come l’inglese e l’informatica, di modo da iniziare fin da subito a costruirsi un futuro. L’uomo spiega alla piccola che è importante arrivare un giorno ad avere una carriera che dia sicurezza, soddisfazione e assicuri il futuro, permettendo, una volta anziani, di arrivare anche alla pensione. Ovviamente, visto il momento che stiamo vivendo sia in Italia che all’estero, appena il padre parla di “trovar lavoro”, “avere una sicurezza economica” e “assicurarsi una pensione”, arriva il contrappunto di risate. “Il proposito di questo video è di ricordare ai genitori immersi in una dinamica culturale di lavoro e consumo, che i bambini son bambini e che devono giocare e godere la loro infanzia e dovere degli adulti è di appoggiarli nelle loro mete e nei loro sogni e… giocare con loro. L’ossessione di assicurare loro il meglio, ci può rendere ciechi e farci dimenticare le cose che danno un senso alla nostra vita. Un atteggiamento che trasferiamo poi su di loro”, spiega la descrizione del video di JAF Producciones. Nel preseguo del video, dopo che il padre ha convinto la piccola a mettere da parte il suo sogno di diventare ballerina a favore di una carriera solida, è Malena a porre però delle domande al padre, del tenore: sei soddisfatto, sei contento, stai bene vivendo in questo modo, mettendo da parte i tuoi sogni? Il genitore risponde con dei sì forzati… salvo poi “ravvedersi”… e invitare la figlia a ballare!

Laura Louise Cannon e la sua vittoria sul cancro… a suon di fashion!

LauraLouiseCannon-blog-cancro-tuttacronacaHa appena 23 anni l’inglese Laura Louise Cannon, ma grinta da vendere. Tanta da riuscire a sconfiggere una malattia devastante come il cancro. C’è chi si lascia abbattere e ne diventa vittima, ma non lei, che ha trovato un modo tutto suo per reagire: immergersi nel mondo del fashion! Dopo aver provato sulla sua pelle la chemioterapia e aver visto i suoi capelli cadere, ha creato un blog, Laura Louise and her naughty disease…, attraverso il quale ha raccontato come essere bella anche seguendo terapie così debilitanti. A forza di affermazioni tipo “Quando hai dei tacchi altissimi nessuno si preoccupa se sei pelata”, la 25enne ha attraversato la malattia con tono ironico e agguerrito, facendosi forza con articoli glamour che l’hanno portata ad avere oltre 100 mila lettori e diventare una star del web.

Fiumi d’alcool… sparsi a terra! Crolla scaffale in un supermercato

alcol-supermarket-tuttacronacaUn addetto che riordina lo scaffale degli alcolici. Due donne che, poco distanti, osservano quello che è esposto mentre parlano tra loro. Una scena normale, come se ne vedono quotidianamente. Quello che però sorprende del video girato in un supermercato americano è che, quando l’addetto termina di sistemare le bottiglie, improvvisamente l’intera struttura cade in avanti, cogliendo tutti di sorpresa. Il ragazzo ha una prima reazione e tenta di frenare la caduta, imitato da una delle due clienti. Ma subito si rendono conto che è una sfida improba e indietreggiano. Nessuno si è fatto male… a parte le numerose bottiglie infrentesi al suolo!

Dna sul coltello di Sollecito, potrebbe essere di Amanda

amanda knox-tuttacronaca

Ora ci sarebbero elementi sufficienti da poter far ipotizzare che il Dna ritrovato sul coltello sequestrato in casa di Sollecito possa essere riconducibile ad Amanda Knox. Questa è l’indicazione almeno, al momento, che sta emergendo dalla perizia dei carabinieri del Ris di Roma,  incaricati dalla Corte di Firenze che sta celebrando l’appello bis.

Gli esami sono iniziati giovedì e sono proseguiti per tutta la giornata di venerdì, alla presenza dei consulenti delle parti. Per l’esito definitivo, comunque, servono altri accertamenti. I risultati saranno presentati con una perizia che sarà depositata entro la fine di ottobre e discussa poi in aula il 6 novembre.

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La traccia venne individuata dagli esperti nominati nel processo d’appello a Perugia, ma non sottoposta ad analisi perché ritenuta non suscettibile di «corretta amplificazione, essendo un low copy number». Cioè una quantità di Dna tale «da non poter garantire risultati affidabili».

Dopo l’annullamento da parte della Cassazione delle assoluzioni di Sollecito e Amanda Knox, nell’appello bis in corso a Firenze, i giudici hanno ordinato una nuova perizia. Al Ris avevano chiesto di stabilire se la traccia finora non esaminata fosse analizzabile e, nel caso, se fosse riconducibile alla vittima o a Rudy Guede, già condannato a 16 anni di reclusione. Gli elementi emersi porterebbero invece al codice genetico della Knox.

Gli avvocati Luciano Ghirga e Luca Maori, legali della Knox e di Sollecito, si sono infatti limitati a far capire che sarebbero soddisfatti se fossero confermate le indiscrezioni sull’attribuzione alla giovane di Seattle. «Se corrisponderanno al vero – ha commentato il legale della famiglia Kercher, l’avvocato Francesco Maresca – si conferma che il coltello è passato nelle mani di Amanda, risultando accertato che la perizia doveva essere portata a termine e che fu invece lasciata incompiuta»

Cintura di castità 2.0: jeans chiusi con un catenaccio!

lucchetto-jeans-tuttacronacaSi rivolge alla polizia perchè… il fidanzato l’ha costretta per anni a indossare un’originale cintura di castità. E’ successo a Zacatlame, sul golfo di Veracruz, in Messico. Qui un 40enne ha fatto indossare alla sua compagna, una 25enne, dei jeans con un catenaccio di cui solo lui aveva la chiave. La giovane, che aveva difficoltà anche per andare al bagno ma alla quale non è mai venuto in mente di tagliare i jeans e riconquistare la sua libertà perchè troppo innamorata, si è recata alla polizia per farsi togliere il lucchetto. Le autorità hanno fermato l’uomo, ma la donna non ha sporto denuncia una volta che lui si è trovato dietro le sbarre. Il carceriere, quindi, si è limitato a firmare un documento dove assicura di non “rinchiudere” più la fidanzata.

Pareggio azzurro… con un pizzico di fortuna! Finisce 2-2 contro la Danimarca!

England v Italy - UEFA EURO 2012 Quarter FinalE’ la serata-festa di Buffon questa: il portiere bianconero indossa per la 137esima volta la maglia della nazionale superando il numero di presenze di Fabio Cannavaro: è nuovo record per la nostra Nazionale. Agli italiani serve una vittoria per entrare tra le 8 teste di serie ai Mondiali di Brasile 2014. Se comunque non ci riuscissero questa sera a Copenaghen, avranno un’altra possibilità di riuscirci martedì prossimo al San Paolo, quando affronteranno l’Armenia.

danimarcaAl Parken Stadium, Olsen schiera un 4-3-3 con Andersen; Zimling, Bjelland, Agger, Boilesen; Ankersen, Kvist, Eriksen; Khron-Dehli, Bendtner, Braitwhite. Risponde Prandelli con un 4-3-2-1 composto da Buffon; De Silvestri, Ranocchia, Chiellini, Balzaretti; Thiago Motta, Montolivo, Marchisio, Candreva, Diamanti; Osvaldo. Balotelli non sarà neanche in panchina: il rossonero, di cui tanto si era parlato nei giorni scorsi, ora è vittima della febbre.

italiaE’ la Danimarca a tenere il possesso di palla nei primissimi minuti la Danimarca, fino al 5′, quando gli azzurri arrivano al tiro con un Candreva poco convinto che si fa respingere il tiro senza problemi. Dopo alcuni tentativi da parte di entrambe le squadre, attorno al 12′ è l’Italia a fare il gioco. Al 13′ fallo di Agger su Diamanti, ma il richiamo dell’arbitro è solo verbale. Tre minuti e Diamanti a commettere fallo su Jacobsen che guadagna una punizione a metà campo. L’azione prosegue con i danesi che guadagnano un angolo. Al 21′ Osvaldo cerca la rete, ma lo fa in modo poco convinto: facile la parata per Andersen. Bisogna attendere il 28′ perchè la situazione si sblocchi:  Thiago Motta per Osvaldo, stop a seguire e tiro preciso una volta rimasto solo davanti al portiere Andersen che viene battuto: 0-1!

Al 30′ Diamanti resta a terra per un po’ dopo aver subito un fallo di Kvist. La Danimarca inizia ad avanzare: al 32′ però pasticcia nell’area di Buffon mentre tre minuti dopo la sfera arriva davanti a Bendtner, accerchiato da quattro azzurri. Al 37′ Eriksen tenta un cross che si trasforma in una specie di tiro, ma non riesce a cogliere di sorpresa Buffon. Al 42′, con Prandelli che chiama un gioco più ordinato, l’Italia perde palla a centrocampo, i danesi però non attendono di avvicinarsi all’area azzurra: tentano il tiro ma la palla schizza alle stelle. Negli ultimi minuti del primo tempo gli azzurri sono distratti: Krohn-Dehli prova il tiro ma pasticcia troppo con la palla. Al 45′ la Danimarca agguanta il pareggio: Bendtner, di testa, su cross di Krohn-Dehli, approfitta di una difesa azzurra troppo rilassata in questo frangente: 1-1! Su questo risultato, le squadre tornano agli spogliatoi.

Alla ripresa cambio tra le fila della Danimarca: Larsen entra al posto di Braithwaite. Al 3′ ci provano gli azzurri: cross di Montolivo al quale non arriva Osvaldo: forse c’è una trattenuta su di lui. Inutili le proteste del centravanti. Dopo due minuti contropiede per gli uomini di Prandelli: Montolivo passa a Diamanti invece che a Candreva, il capitano del Bologna tira di esterno sinistro: palla fuori. Al 9′ Chiellini falloso su Larsen regala ai danesi un calcio di punizione da posizione centrale: batte Eriksen che colpisce il palo. Buffon era rimasto praticamente immobile. Gli uomini di Olsen fanno il gioco e bisogna attendere il 14′ per un’incursione di Marchisio che tenta il tiro, ma troppo debole. La Danimarca continua a pressare: si salvano gli azzurri ma i danesi continuano ad aggiudicarsi calci d’angolo. Al 18′, su corner avversario, Chiellini allontana il pallone di testa, prova ad arrivarci Diamanti ma su di lui Bjelland commette fallo: primo cartellino giallo del match.

falloDue minuti e Candreva tenta il destro da fuori: palla sul fondo. Al 21′ Buffon salva lo specchio da un tiro potentissimo di Zimling: pallone sopra la traversa, ne scaturisce un calcio d’angolo, la palla arriva a Bjelland dopo un rimpallo, traversa per il danese e nuovo calcio d’angolo. Subito dopo arriva il primo cambio per Prandelli: Aquilani sostituisce Marchisio. Al 26′ secondo cartellino giallo dell’incontro, per Zimling, che era già stato diffidato. I danesi continuano a pressare, con gli azzurri costantemente impegnati in difesa. Al 32′ Prandelli opta per un secondo cambio: esce Diamanti ed entra Cerci che al minuto successivo serve Candreva che tira in porta e Andersen devia in corner, lo batte Aquilani, la palla arriva a Osvaldo che però non riesce a tirare. Al minuto successivo la Danimarca passa in vantaggio: Balzaretti dorme e non controlla Bendtner che su cross di Krohn-Dehli tira di testa: 2-1 e doppietta per il danese. Subito dopo cartellino giallo per lui: si è tolto la maglia.

A nove minuti dal termine terzo e ultimo cambio per gli azzurri: entra Gilardino per Montolivo. Cambio anche per i padroni di casa: Zimling lascia il posto ad Andreasen. Anche l’autore della doppietta torna in panchina: entra Makienok. Al 38′ Agger anticipa Gilardino in area servito da Cerci. Tre minuti dopo è Candreva che lo serve, ma il giocatore perde la scarpa e inciampa. Altri due minuti ed è Gilardino a ricevere la sfera al centro dell’area. Prova a girarsi ma non riesce a calciare. Subito Chiellini commette fallo di mano e la Danimarca può ripartire. Al primo minuto di recupero finalmente l’Italia riesce a ritrovare la strada del gol dopo che c’ha provato negli ultimi minuti insistentemente: Aquilani tocca la palla tirata da Osvaldo e spiazza Andersen: 2-2!

Al minuto successivo terzo cartellino giallo per i danesi: Boilesen per fallo su Cerci. Gli azzurri guadagnano un calcio di punizione ma non preoccupano Andersen. Ancora un minuto e arriva il triplo fischio: finisce in parità grazie anche alla fortuna!

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200 agnelli sacrificali per un rito islamico… si tenta di salvarli

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Sono 200 gli agnelli di dubbia provenienza che sono stati portati a Massa Carrara in attesa del 15 ottobre, quando, in occasione di una festa islamica, verranno macellati durante un rituale che prevede appunto il sacrificio di capi di bestiame. Un’associazione animalista sta provando a impedire il massacro dei poveri animali e ha presentato un esposto alla Asl di Massa Carrara dove si sottolinea come gli agnelli sarebbero custoditi «in violazione delle più elementari norme igienico sanitarie e delle modalità prescritte dalla legge, in materia di macellazione». In queste ore si stanno svolgendo, a seguito dell’esposto, alcuni sopralluoghi all’interno delle due stalle in cui si trovano i 200 agnelli. Il Comune di Massa fa sapere che «se dovesse risultare tutto a norma, non potrà essere impedita la macellazione rituale, poiché la legge italiana prevede il rispetto dei culti e delle tradizioni religiose».

I manichini con i tumori, così si protesta nella Terra dei Fuochi

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Sono fatti con bottiglie di plastica e parti annerite all’altezza del seno, dello stomaco e dei polmoni, i manichini con i tumori che sono stati installati per protesta la scorsa notte nelle piazze di alcuni Comuni tra le provincie di Napoli e Caserta. Le opere, realizzate da Giovanni Pirozzi, sono una chiara protesta verso il degrado ambientale e l’aumento di cancro nella zona ormai tristemente denominata come Terra dei Fuochi. Per realizzare queste opere sono servite 5 mila bottiglie di plastica e tra i tanti manichini figurano anche tre neonati colpiti dalle neoplasie.

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Fazio, 3 anni e 5 milioni e 400 mila… incluso anche Sanremo 2014

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Rinnovato il contratto a Fabio Fazio, ma nessuno aveva dubbi. L’unica incognita era la somma e secondo quanto rivelato dal sito Panorama.it l’accordo che il conduttore avrebbe trovato sarebbe di ben 5 milioni e 400 mila euro con il vincolo di restare per 3 anni in Rai. Oltre a Che Tempo che Fa nel contratto è stato incluso anche il festival di Sanremo 2014. L’accordo firmato in questi giorni, anche se in realtà il contratto sarebbe scaduto a luglio 2014, non avrebbe avuto un intesa facile visto lo scetticismo di qualche consigliere, ma poi anche le ultime resistenze sono crollate. Anche perché Fazio ha accettato di ridursi lo stipendio: nel complesso 600 mila euro in meno rispetto al precedente accordo, 200 mila euro all’anno. Fazio passa da 2 milioni a 1,8 milioni all’anno.

Ancora troppo? E’ apprezzato dai telespettatori lo sforzo di ridurre i costi della Rai? Ai posteri l’ardua sentenza! 

Il video di Renato Brunetta a Che Tempo che Fa e le scintille sui 5 milioni 

Gesù tatuato, scoppia la polemica sulla pubblicità

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Si tratta di una pubblicità di un sito, Jesustattoo.org, ma il cartellone che mostra Gesù tatuato in una cittadina del Texas, Lubbock, ha già acceso la polemica. Il Gesù tatuato, sulle braccia tese ha scritte parole come “Outcast”, “Addicted,” Jealous ”, ovvero “Reietto”, “Drogato”, “Geloso”.

E naturalmente i pareri si sono divisi tra coloro che hanno gridato al blasfemo e allo scandalo, e gli altri che hanno invece accolto la provocazione. Tra gli ultimi anche un pastore battista che ha affermato: “Penso che sia ben fatto. In fondo è una visuale di Gesù che prende cura di un uomo del popolo e dei suoi peccati, per portarlo verso un nuovo inizio”

Jesustatoo.org, si legge nel sito, è “un piccolo gruppo di persone umiliato dall’amore di Cristo. Non siamo una chiesa. Non stiamo vendendo nulla. Vi invitiamo a diffondere il messaggio di Cristo a più persone possibili”.

50 MORTI, 10 BAMBINI. La speranza naufraga per i migranti

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Una nuova speranza che naufraga e il viaggio che porta solo alla morte. La disperazione che cessa in fondo al mare e i corpi senza vita che chiedono solo sepoltura. L’orrore torna e sembra un tragico replay di quello a cui abbiamo già assistito. A quelle immagini che avremmo voluto solo ricordare come un emergenza umanitaria che invece si è trasformata in tragedia mondiale, che tornano invece prepotentemente nei nostri occhi e ci ricordano che quelle vite continuano a spezzarsi. Il bilancio sale e sono già 50 i cadaveri dell’ultimo naufragio, fra questi anche una decina di bambini. Il Canale si Sicilia che diventa un cimitero che chiede giustizia e Letta che afferma: “Il nuovo naufragio conferma una drammatica emergenza”.

Ma da quanto tempo i lampedusani invocano sostegno e parlano di emergenza? Quanti morti già ci sono su quel fondale marino? Quanti, ignorati dagli obiettivi sono già negli anni passati andati a fondo? Ora le larghe intese troveranno una “rete umanitaria”? E’ il tempo ancora delle dichiarazioni, degli annunci, delle speranze o il tempo è scaduto?

Amore puro diventa d’oro… l’Amoroso conquista la vetta!

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Sono bastate due sole settimane per conquistare il Disco d’oro ad Alessandra Amoroso e il suo Amore Puro. Non c’è stata classifica che non l’ha vista trionfare e la cantante, con alle spalle già 11 dischi di platino ora è pronta a intraprendere il suo nuovo live Amore Puro Tour le cui prime tappe saranno il 3 dicembre a Milano al Mediolanum Forum e il 5 dicembre a Roma al Palalottomatica.

 

Gol e assist: Del Piero incanta e porta la sua squadra alla vittoria!

alex-del-piero-sydney-tuttacronacaPartita d’esordi della A-League 2013-2014 e Alex Del Piero ha messo subito la sua firma. Il capitano del Sydney FC ha fatto brillare il suo astro regalando la vittoria alla squadra contro i Newcastle Jets. Al 36′ ha siglato la rete del vantaggio mentre nella ripresa ha confezionato un assist perfetto per Chianese, autore del secondo gol dell’incontro. La squadra si era preparata in Italia, dove Pinturicchio si è goduto il bagno dei suoi tifosi e ora i suoi uomini, alla prova su campo, hanno dimostrato tutto il suo valore, mettendo in luce che anche la fase difensiva, punto debole della scorsa stagione, è stata messa a punto. Il match è infatti terminato a reti inviolate per il Sydney, che hanno staccato un ottimo biglietto da visita anche se, ovviamente, si parla solo del primo incontro, come lo stesso Del Piero ha sottolineato ai microfoni della TV australiana, rigorosamente in inglese, al termine della vittoria contro il Newcastle Jets: “Sono contento, siamo contenti. Abbiamo cominciato col piede giusto, è un buon giorno per noi. Ora però pensiamo subito alla prossima partita”.

Morte in mare: sono 12 i cadaveri del naufragio a sud di Lampedusa

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Morti in mare, altri cadaveri sono stati recuperati nel nuovo naufragio avvenuto a sud di Lampedusa, in acque maltesi al confine con quelle libiche a circa 65 miglia dall’isola siciliana. A dare l’allarme sarebbe stato un velivolo maltese che ha visto letteralmente affondare l’imbarcazione carica di migranti. Immediati i soccorsi grazie al dispositivo potenziato proprio ieri. Oltre a due unità della Marina si sono recati in zona un velivolo della Capitaneria di Porto e una motovedetta maltese. Da Lampedusa poi sono salpate due motovedette della Guardia Costiera, due della Guardia di finanza e un elicottero della Guardia di finanza. A bordo del barcone si stima che ci fossero almeno 250 persone e 12 corpi sono stati già recuperati, ma il bilancio è destinato a crescere.

La corte rinvia la decisione: per Milan-Udinese stadio aperto ai tifosi

stadio-aperto-tuttacronacaAudizione presso la Corte di Giustizia per la squalifica di San Siro oggi, al termine della quale Cantamessa, avvocato del Milan, ha detto: “Un rinvio? Non c’è stata nessuna richiesta da parte nostra”. Il legale ha quindi aggiunto: “In caso di conferma della sentenza, potremmo fare ricorso all’Alta corte di Giustizia del Coni, ma spero non ce ne sia bisogno”. Su due ore di udienza, l’arringa dell’avvocato è durata appena 15 minuti: “Potresti essere anche Demostene ma quando hai parlato dieci minuti non ti ascolta più nessuno. Gli argomenti c’erano e ci sono e sono ben tre”. Anche Lubrano, legale degli abbonati rossoneri, ha preso la parola: anche i tifosi infatti hanno fatto ricorso per la chiusura di San Siro. Secondo indiscrezioni, il Milan spera di convincere la Corte ad annullare la squalifica del campo puntando tutto sul fatto che l’arbitro non abbia sentito e refertato nulla, presentando anche la registrazione audio dello stadio in cui non si sentirebbe nessun coro razzista. La corte ha comunque rinviato la sentenza: è stata infatti chiesto un supplemento d’indagine.

La mano che lanciò il Duomo… polemiche contro la scultura a Rosarno

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Per alcune ore a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria è stata esposta una scultura – opera presentata ad un festival della rigenerazione urbana patrocinato dal Comune – che ritrae la mano di Massimo Tartaglia, l’uomo che nel dicembre del 2009 tirò la statuetta del Duomo di Milano in faccia a Silvio Berlusconi.

La denuncia arriva da Il Giornale che riporta le parole del consigliere comunale Udc Giuseppe Idà:

“Altra figuraccia dell’Amministrazione comunale di Rosarno, non c’è mai fine al peggio…. Ieri in pompa magna hanno scoperto in Piazza Valarioti questa ‘Opera d’Arte’, dopo essersi accorti che era un obbrobrio, e che di arte non c’era proprio nulla, con una scusa banalissima nell’arco di dieci minuti l’hanno immediatamente rimossa!! La Statua ritrae la mano di quello squilibrato che tirò la statuetta del Duomo di Milano in faccia di Berlusconi, rischiando di ammazzarlo!!”

Ora la statua è stata rimossa. Ma su Facebook è stata pubblicata una foto della scultura.

“Come amministrazione comunale siamo all’oscuro della vicenda”, ribatte il primo cittadino, “Sappiamo solo che, nell’ambito della kermesse che si è conclusa il 28 settembre scorso, un artista, del quale non ricordo nemmeno il nome, ha realizzato quest’opera, effimera come le altre che sono state realizzate in quella occasione. Opera che è stata rimossa dai vigili urbani. Non poteva esserci alcuna inaugurazione da parte dell’amministrazione comunale perché non avevamo commissionato alcuna opera del genere che, peraltro, non è mai stata visionata da alcuno. L’unica foto che la riguarda, essendo stata sempre coperta da un drappo, è stata scattata dallo stesso artista che se l’è fatta per ricordo. Non c’è nessun caso, dunque anche perché, per quanto ci riguarda, eravamo del tutto ignari della cosa.”

13enne morto nel Torinese: Davide giocava in un cantiere con divieto d’accesso

davide-giovannini-tuttacronacaI suoi amici avevano in un primo momento spiegato che era caduto dalla bici mentre stava pedalando il 13enne morto ieri nel Torinese. Poi, però, la versione è cambiata e si è saputo quello che è accaduto. Davide Giovannini ieri si trovava con gli amici nel cantiere di un albergo in costruzione, una zona recintata alla quale l’accesso è vietato. Davide è caduto, da solo, da un’altezza di due metri. Non si tratta quindi di una caduta dalla bici, ma di una bravata dei ragazzini. Un “gioco” che si è rivelato mortale. I dieci amici di Davide sono stati portati alla caserma dei carabinieri di Verolengo dopo che il medico legale ha riscontrato sul corpo del giovane ferite “non compatibili con una caduta da bicicletta”. Gli interrogatori però non hanno ancora portato a ricostruire cosa sia accaduto dopo la caduta e i carabinieri ipotizzano sia stato lo stesso 13enne a trascinarsi fino alla strada, dov’è stato trovato e dove  i medici del 118 gli hanno prestato i primi soccorsi. Il luogo dov’è morto mentre tentavano di praticargli un massaggio cardiaco.

A rischio la raccolta rifiuti in 62 comuni napoletani, nuova emergenza

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Antonio Mascolo, il sindaco di Tufino chiude lo stir e mette a rischio la raccolta rifiuti in 62 Comuni della provincia e in parte della città di Napoli.

Che cosa è lo stir?

L’impianto di tritovagliatura come indica ChimiciOnLine è:

Un operazione di trattamento dei rifiuti costituita da due parti separate ma complementari: la triturazione e la vagliatura.

La prima fase, quella di triturazione, serve essenzialmente per ridurre il volume dei rifiuti e deve essere eseguita sia nella fase di selezione dei rifiuti che in quella di post-trattamento meccanico.

La seconda, invece, quella di vagliatura ha lo scopo di separare i diversi tipi di materiale che compongono un determinato rifiuto. Ad esempio se si sta procedendo alla vagliatura di rifiuti indifferenziati grazie alla vagliatura è possibile dividere la parte più pesante, come metalli, legno, inerti e vetro, da quella più pesante come la carta , la plastica o le sostanze organiche.

Con l’ordinanza di oggi Mascolo di fatto impedisce quest’operazione “a tempo indeterminato”.

Il Consiglio provinciale di Napoli ha approvato un ordine del giorno in cui chiede al prefetto di Napoli di riaprire, con i suoi poteri, l’impianto. I consiglieri provinciali Mimmo Giorgiano (Pd) e Giorgio Carcaterra (Sel), promotori dell’ordine del giorno condiviso anche dal presidente della Giunta Pentangelo, dall’assessore all’ambiente Caliendo e dagli altri consiglieri, definiscono ”gravissima” la situazione, che “potrebbe precipitare rapidamente se non ci saranno gli interventi necessari”. La chiusura dello stir potrebbe determinare “una nuova e devastante emergenza per i 62 comuni che sversano ogni giorno nell’impianto di Tufino”. All’interno dell’impianto di tritovagliatura di Tufino- chiuso oggi a tempo indeterminato dal sindaco con un’apposita ordinanza – un gruppo di operai sta attendendo novità dai sindacati e da parte dei vertici della SapNa, società della Provincia di Napoli che gestisce l’impianto. Ai camion con i rifiuti indifferenziati giunti stamattina nella struttura non è stato consentito l’ingresso nella struttura. Successivamente ne è stato disposto il trasferimento nell’altro impianto stir di Caivano (Napoli). “Abbiamo rilevato delle anomalie – ha detto all’ANSA il sindaco di Tufino, Antonio Mascolo – come la mancata sostituzione di alcuni filtri e la presenza di bidoni che, a nostro parere, non dovevano essere portati in quell’impianto”. “La nostra – dice ancora Mascolo – è una decisione volta a tutelare la salute dei cittadini e degli operai che lavorano nell’impianto”. “Non credo sia giusto che l’amministrazione comunale, o i suoi delegati, – conclude Mascolo – possano accedere all’impianto solo dietro autorizzazione da parte dei vertici della SapNa a cui ricordiamo che la struttura è sul nostro territorio”.

Ed è nuova emergenza rifiuti nel Napoletano.

L’odio calcistico bandito dalle librerie: ritirato il libro anti-Juve

100-buoni-motivi-per-odiare-la-juve-tuttacronacaNon si firma neanche con il suo nome, usa lo pseudonimo “Massimo Astio” l’autore di “100 buoni motivi per odiare la Juve”, le 2mila copie del quale sono sparite dalle librerie Rizzoli, che hanno deciso di ritirare il libro. come spiega il direttore generale di Rcs Libri, Massimo Turchetta, spiega: “Poteva accendere tensioni di cui non si avverte il bisogno”. Ora era stata presa di mira la Vecchia Signora, bersaglio privilegiato per chi vuole “sparare facile”, con tutta probabilità, poi sarebber venuto il turno di Milan e Inter o altre squadre sotto i riflettori. Del resto, titoli simili esistono già, editi qualche anno fa, da Newton Compton. Ecco come ne parla Angelo Carotenuto in un articolo comparso su Repubblica:

“C’è un libro che non leggeremo. Massimo Astio è uno scrittore esordiente. Si dice nato a Gambatesa, in provincia di Campobasso, giura che il calcio è la sua passione, «il sentimento anti juventino la mia fede». Massimo Astio, ovviamente uno pseudonimo, ha compresso questa sua fede in un volumetto di un centinaio di pagine. «La bibbia del tifo anti bianconero», lo chiama così.

Una galleria di battute e barzellette, di quelle che regolarmente circolano sul web. Nulla di originale. I rigori regalati, l’arbitro che per osservare il galateo non si presenta mai a mani vuote alle partite della Juve, il canale YouRube su cui vedere i video. Cose così.

Un libriccino che si presenta come «irresistibile catalogo con le peggiori malefatte della Vecchia Signora». Quali? La solita ricostruzione storica degli episodi (il gol di Turone, il rigore di Iuliano, l’arbitro Wurz), un po’ di oleografia contro, qualche battuta estrema sui muscoli di Vialli e Del Piero. Ma il libro di Massimo Astio nelle librerie non c’è più. Ritirato. Per decisione spontanea di Rizzoli, la casa editrice. Decisivo il titolo: “100 buoni motivi per odiare la Juve”.

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Condannato un commilitone di Parolisi per molestie sessuali

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Un anno e due mesi per il maresciallo capo Antonio Di Gesù per molestie sessuali nei confronti di una caporala che avrebbe anche minacciato “Qualsiasi cosa farai – avrebbe detto il maresciallo, all’epoca dei fatti magazziniere della 3° compagnia – sappi che è la tua parola contro la mia. Non ti permettere di dire nulla a nessuno… Se provi a dire qualcosa, io ti rovino la carriera e la vita”.

Chi è Antonio di Gesù?

38 anni, originario di Nardò all’epoca dei fatti, nel luglio 2009, era in servizio presso il 235esimo Reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno, un commilitone, quindi, di Salvatore Parolisi, recentemente condannato per l’uccisione della moglie, Melania Rea.

Nuovo naufragio di un barcone nel Canale di Sicilia, altri morti

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Dobbiamo ancora seppellire i cadaveri della strage di Lampedusa e già nelle acque affiorano nuovi cadaveri. E’ stato infatti avvistato un barcone con circa 250 immigrati a bordo. Il naufragio è avvenuto a circa 70 miglia a Sud Est di Malta. Sul posto stanno operando due navi della Marina militare, con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili. Secondo quanto si apprende, circa 200 persone sarebbero cadute in acqua e l’imbarcazione potrebbe essersi capovolta: avvistati alcuni cadaveri.

 

Posta una foto su Facebook e viene indagata dal fisco

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Posta una foto su Facebook e viene indagata dal fisco. Lei certo non passa inosservata essendo Jeane Lim Napoles, la figlia di una donna d’affari filippina,  al centro di uno scandalo per corruzione in cui sono coinvolti molti parlamentari del suo paese. La ragazza si è fotografata all’interno di una vasca piena di banconote, che ricorda tanto il tuffo nei dollari di Zio Paperone. Jeane però per il fisco è una 23enne studentessa di moda a Los Angeles che risulta nullatenente dal 2008, nonostante viva in un attico dal valore di 1,3 milioni di dollari… Quindi dovrà spiegare al fisco statunitense da dove provenivano tutte le banconote. Resta anche un altro mistero… perché euro e non dollari?

 

La Grecia lascia l’Europa? Ecco il sogno all’ombra del Partenone

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Il sogno dei greci? Mollare l’Europa e tornare con i turchi, come ai tempi dell’Impero Ottomano. Questa, almeno, l’opinione di Yigit Bulut, già analista finanziario e conduttore televisivo, dal luglio scorso adviser del premier Recep Tayyip Erdogan, a cui è fedelissimo.

“Se oggi in Grecia fosse fatto un referendum – da detto Bulut durante un’intervista all’emittente Haberturk – Almeno il 51% voterebbe per l’uscita dall’Europa e il ricongiungimento con la Turchia”.

Un punto di vista singolare, se si considera che nel 1830 l’indipendenza dall’Impero Ottomano costò alla Grecia una lunga e sangionosa guerra di indipendenza e che la Mezzaluna è stata guardata per decenni con sospetto, quando non con un odio viscerale che per alcuni aspetti si trascina anche oggi. Eppure, l’adviser non ha dubbi. Con la sua crescita economica, la sua stabilità, l’influenza che ha in tutta la regione, ormai l’unico Paese della Mezzaluna a vocazione europea ha maturato un’identità superiore, che va al di là di quella turca.

Bulut sta diventando uno dei bersagli preferiti della stampa nazionale grazie alle sue dichiarazioni, che spesso colpiscono perché quanto meno fantasiose. Pochi giorni fa aveva fatto scoppiare un piccolo putiferio nel governo per aver definito il premier Erdogan “l’unico vero socialista in Turchia”. Se si conta che Erdogan stesso si è sempre collocato nelle correnti dell’Islam moderato, si capisce che l’identificazione del suo adviser è giunta poco gradita.

Altro giro, altro regalo: durante le proteste di Gezi Parki negli scorsi mesi, che hanno visto andare in piazza milioni di persone, Bulut aveva detto che alcuni poteri esterni stavano attentando alla vita del primo ministro, il problema è che, secondo lui, stavano cercando di farlo con la “telecinesi”. Affermazioni che superano la soglia della fantasia e che hanno procurato non pochi imbarazzi alla Presidenza del Consligio.

 

Ribelli in casa Pd: “Indulto? Un errore, criminali di nuovo in strada”

indulto-ivorossi-tuttacronacaDopo la nomina di Flavio Zanonato a ministro dello Sviluppo Economico, il 28 aprile di quest’anno Ivo Rossi è diventato sindaco facente funzioni della città veneta di Padova. Un centro che da anni conosce e fa i conti con il problema dell’immigrazione, con aggressioni ad anziani in pieno centro, con i cimiteri dove visitatori vengono aggrediti e il Comune si è visto costretto a interrompere l’erogazione d’acqua perchè veniva utilizzata per lavare i panni o farsi una doccia, con gli agenti aggrediti da accattoni-falsi invalidi che lanciano le loro stampelle. In questo contesto il sindaco Rossi si è trovato a rispondere alle domande postegli da Il Gazzettino. Lui, uomo del Pd, non è d’accordo con l’indulto. I relativamente pochi episodi di violenza che si sono verificati nella sua città “hanno incrinato la fiducia dei cittadini, la loro sensibilità, e l’insicurezza anche se solo ‘percepita’ alla fine ha gli stessi effetti di quella reale”. Quindi cosa bidognerebbe fare? “Non bisogna smettere di fare quello che stiamo facendo, vigilare, controllare, presidiare il territorio, investigare. La sicurezza pubblica non è esattamente affare mio, ma coinvolge tutta la città, e questa sì mi deve stare a cuore. E in questi giorni c’è una preoccupazione in più…”. Che sarebbe? “Tanta fatica per fermare i responsabili, e poi, tra un po’, ce li vedremo tornare tutti liberi. Vede, da cittadino so benissimo che le condizioni di vita nei nostri carceri sono disumane, non degne di un Paese civile. Eppure, da amministratore, so anche che gli indulti rimettono sulla strada criminali, soprattutto spacciatori, che non sanno fare altro che tornare a delinquere. E non va bene, nè ovviamente per la sicurezza nè tantomeno per il ‘morale’ delle forze dell’ordine: pensi lei come ci si potrebbe sentire se tutti i nostri sforzi risultassero inutili, e gli ex arrestati ci facessero ‘ciao’ per strada…”. Il primo cittadino mira quindi a un “maggiore coordinamento tra tutte le forze in campo” al fine di  “creare una polizia ‘di prossimità’, sempre più presente nel territorio”. Ma il problema, per quanti sforzi si possano fare, è che “gli strumenti normativi a disposizione sono scarsi. Ad esempio, gli accattoni che si vedono continuamente in giro sono praticamente tutti “regolari”, grazie alle sanatorie del passato: possiamo sanzionarli, ma basta. E nonostante ogni nostra azione ‘scoraggiante’, continuano ad arrivare anche nomadi, a volte solo in transito, certe altre con intenzioni più ‘stanziali'”.

Ad Agrigento i cittadini s’improvvisano addetti ai tombini

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Le piogge stanno creando molti disagi in Italia e la paura di alluvioni si fa sempre più spazio tra i cittadini e così i residenti ad Agrigento si sono dati appuntamento in piazza per aprire e pulire i tombini visto che l’amministrazione comunale non lo fa da anni. C’è anche chi scatta una foto e la invia tramite Twitter a diversi media per denunciare quanto sta avvenendo in città.

 

Il ministero blocca Stamina e una madre tenta il suicidio

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Il ministero della Sanità ieri ha bloccato il metodo Stamina e la madre di Mauro Terranova, ragazzo che soffre da dieci anni di una patologia definita «Atassia spino cerebellare» ha tentato il suicidio gettandosi dal  ponte ‘Guerrieri’ di Modica. La signora Anna Carta appena aveva appreso del blocco della sperimentazione era caduta in uno stato di profonda prostrazione, per la mancanza di cure alternative e ormai priva di speranza ha cercato il gesto estremo. Non è facile infatti la vita di Mauro che non può muoversi, stenta a parlare ed è spesso colpito da crisi epilettiche. A impedire il suicidio alla signora Carta è stato un automobilista di passaggio che si è accorto in tempo di ciò che stava accadendo e ha iniziato a parlare con la donna che era ancora attaccata al passamano del ponte. L’intervento provvidenziale dei Vigili del Fuoco ha tratto in salvo la donna.

Lunedì scorso Anna Carta aveva incontrato a Ragusa l’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino per sottoporle il ‘caso’ del figlio. L’assessore aveva annunciato una visita in Sicilia di Davide Vannoni, padre del metodo ‘Stamina’ per firmare un protocollo con questa cura in alcuni ospedali siciliani, tra cui il Ferrarotto di Catania. Sia la donna sia l’automobilista, che ha accusato un malore per l’esperienza vissuta, sono stati trasportati nel Pronto soccorso dell’ospedale «Maggiore» di Modica.

Il problema dei famigliari che si sono aggrappati a una speranza e che ora sono di nuovo soli nella drammatica realtà quotidiana dovrebbe essere un tema al centro di quei servizi al cittadino che sono alla base di una esistenza dignitosa.

I patrigni possono sposare le figlie 13enni: la nuova direttiva iraniana

iran-bimbe-sposano-patrigno-tuttacronacaShock per la decisione del Parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran che a fine settembre ha votato una misura che autorizza i padri adottivi a contrarre matrimonio con le figlie appena tredicenni. La misura ha bisogno della convalida del Consiglio dei guardiani della Costituzione preposto, che è composto da dodici membri: sei alte autirità religiose e sei avvocati. L’approvazione del Consiglio è indispensabile per la messa in applicazione. La misura dovrebbe far parte di un vasto programma che ha lo scopo di proteggere l’infanzia. Ovviamente la direttiva ha acceso le polemiche suscitando le ire dei difensori dei diritti umani, preoccupati anche per le derive pedofile che potrebbe celare. In Iran le giovani possono sposarsi dopo aver compiuto 13 anni in presenza del consenso paterno. Se c’è l’accordo di un giudice, possono però essere condotte all’altare anche prima del sopraggiungere di questa età. La battaglia per l’abrogazione, tuttavia, non sembra facile. Come viene ricordato anche da Polisblog, tra le giustificazioni dei sostenitori del testo c’è anche la questione dell’hijab, il velo che le figlie adottive devono indossare in permanenza presenza del padre e che invece possono dismettere in casa in seguito alle nozze, un vantaggio secondo la posizione del governo di Rohani. Per l’avvocato Shadi Sadr, dell’ONG Justice for Iran, si tratta però di una giustificazione che lascia sconcertati. Il legale aggiunge anche: “Sposarsi con un figlio adottivo non fa arte della cultura iraniana. Questa legge legalizza la pedofilia”.

L’omofobia che costringe alla fuga… la storia di Gianluca

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Emigrato sì, ma perché gay. Emigrato perché gli hanno bruciato la casa. Emigrato perché Gianluca Calignano, 29enne di Brindisi, ha subito minacce, insulti e intimidazioni. Così due mesi fa ha deciso di trasferirsi all’estero e ha scelto la Germania, dove ha un lavoro part-time con un contratto di pochi mesi e vorrebbe tornare ma : “Ho paura di tornare in Puglia”, racconta all’ANSA.

Nei mesi scorsi erano apparse delle scritte omofobe sui muri della sua abitazione. Gli hanno tagliato ripetutamente gli pneumatici dell’auto, gli hanno intimato di lasciare il paese perché “a Tuturano non c’è spazio per i gay”.

Ora Gianluca chiede aiuto: “A marzo – dice – il sindaco di Brindisi mi aveva promesso che mi avrebbe assegnato un alloggio popolare lontano da Tuturano, ma non ha mai dato seguito all’impegno. Ora vivo fuori, ma dovrò tornare. E ho paura”.

Trema la terra nel Perugino: scossa di terremoto a Gubbio

terremoto-gubbio-tuttacronacaAlle ore 17:24 un terremoto di magnitudo 2.1 è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel distretto sismico del Bacino di Gubbio. L’evento ha avuto ipocentro a una profondità di 5.7 km. L’epicentro è stato localizzato in provincia di Perugia, nelle vicinanze di Gubbio. Altri comuni nel raggio di 20 km dall’epicentro sono Cantiano, Costacacciaro, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo e Sigillo, tutti nel Perugino.

I giornalisti “epurati” dopo aver criticato Papa Francesco

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Sono stati licenziati Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro,  intellettuali cattolici di stampo tradizionalista che su Il Foglio avevano avevano criticato Papa Francesco. Sono passati pochi giorni e quel commento dal titolo  “Questo Papa non ci piace”, non è passato inosservato e sono stati quindi allontanati da Radio Maria dove conducevano il programma.

Nel loro articolo sul Foglio, Gnocchi e Palmaro puntavano il dito contro le interviste di Bergoglio, in particolare quella a Eugenio Scalfari, e il suo stile comunicativo, definendoli “un campionario di relativismo morale e religioso”.

I due intellettuali hanno spiegato sul Foglio come è andata:

“Dopo l’articolo ‘Questo Papa non ci piace’, firmato mercoledì 9 ottobre sul Foglio, siamo stati esautorati dalla conduzione delle trasmissioni che abbiamo condotto per dieci anni su Radio Maria, ‘Incontri con la bioetica’ (Palmaro) e ‘Uomini e letteratura: incontri alla luce del Vangelo’ (Gnocchi). Ci è stato comunicato con una garbatissima telefonata del direttore padre Livio Fanzaga, nei confronti del quale non muta la nostra amicizia. Ma questo non cambia la sostanza dei fatti”.

“Padre Livio ritiene che non si possa essere conduttori di Radio Maria e, contemporaneamente, esprimere critiche sul Papa. Pur non condividendo questa linea editoriale, ne prendiamo atto rimarcando comunque che le nostre critiche a papa Francesco non contengono una sola riga che non si attenga alla dottrina cattolica e non sono state espresse dai microfoni della Radio”.

“L’atto compiuto nei nostri confronti risulta dunque abbastanza raro nell’uso giornalistico sia nella sostanza sia nel metodo colpendo delle opinioni, discutibili certo ma legittime, espresse su un’altra testata”. Con questo “non possiamo però tacere che, per dieci anni, abbiamo avuto la possibilità di trattare a Radio Maria in assoluta libertà temi molto scottanti per merito del suo direttore. Ed è proprio ciò che rende più amaro questo epilogo, di cui vogliamo dare così notizia anche agli ascoltatori delle nostre trasmissioni”.

Curarsi con le erbe… o con la cannabis? Il nuovo studio per la Sclerosi Multipla

cannabis-sclerosi-multipla-tuttacronacaMentre seguita la ricerca sulla Sclerosi Multipla, dal fronte delle cure alternative giungono notizie di un nuovo progresso. Per saperne di più bisogna guardare alla TAU, la Tel Aviv University, dove i ricercatori hanno scoperto che alcuni composti, presenti naturalmente nella pianta di cannabis, potrebbero combattere e impedire l’infiammazione cerebrale e nel midollo spinale, collegata a questa patologia. Lo scopo del team di studiosi era quello di capire se le proprietà antinfiammatorie di CBD e THC potressero essere applicate anche al trattamento dell’infiammazione associata con la SM. I risultati ottenuti sono stati incoraggianti. Al momento, per quel che riguarda questa malattia, non si è ancora scoperto quali siano i fattori scatenanti nè come trattarla. Quello che è noto è che si tratta di una malattia infiammatoria in cui il sistema immunitario attacca il sistema nervoso, provocando una debilitazione a livello motorio, fisico e, in alcuni casi, problemi cognitivi. Tra i ricercatori anche la dottoressa Kozela, che ha spiegato che “l’infiammazione è parte della risposta immunitaria naturale dell’organismo, ma in casi come la Sclerosi Multipla, sfugge di mano. Il nostro studio esamina come i composti isolati dalla marijuana possono essere utilizzati per regolare l’infiammazione e proteggere il sistema nervoso e le sue funzioni.” Il team non è nuovo a questo genere di studi e già in passato aveva dimostrato che il cannabidiolo (CBD), un metabolita presente nella cannabis, è in grado di trattare i sintomi di malattie simili alla sclerosi multipla, visto che impedisce alle cellule immunitarie di trasformarsi e attaccare le cellule nervose nel midollo spinale. I ricercatori sono partiti da questi primi risultati per capire, con il nuovo studio, se le proprietà antinfiammatorie di CBD e THC (tetraidrocannabinolo), un altro composto abbondantemente presente nella cannabis,  potessero essere applicate anche alle infiammazioni associate alla malattia della Sclerosi Multipla. E’ stato il Journal of Pharmacology Neuroimmune a pubblicare i nuovi risultati, che mostrano come le cellule immunitarie implicate nel danneggiamento specifico del cervello e del midollo spinale, sia che venissero trattate con il cannabidiolo che con il tetraidrocannabinolo, producano meno molecole infiammatorie, in particolare una chiamata interleuchina 17 (o IL-17), in grado di raggiungere e danneggiare il cervello e il midollo spinale. Al momento sono necessarie ulteriori ricerche, ma i ricercatori ritengono che ci siano motivi di speranza per il trattamento della Sclerosi Multipla. “Quando viene utilizzata con saggezza, la cannabis ha un potenziale enorme. Stiamo solo cominciando a capire come funziona” ha affermato Kozela.

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