Adam Richman cambia programma… e girovita!

Richman-dieta-tuttacronacaHa sfidato per quattro anni le pietanze più grasse, presentate in quantità industriali, per la sua trasmissione “Man Vs Food” Adam Richman. La star di Travel Channel, però, ora ha cambiato vita… e girovita! Dopo le molte abbuffate con le quali è risucito a tenere incollato alla tv i telespettatori americani, Richman ha iniziato a preoccuparsi per la sua salute: raggiunta una circonferenza vita di 100 cm, ha deciso di limitare i danni e passare dall’altra parte della barricata: il dimagrimento. Grazie a una dieta controllata, che prevede pasti di 150 calorie ogni due ore, e all’esercizio fisico, il conduttore ha perso 30 kg. Certo, la lontananza dalle tentazioni alimentari a cui lo costringeva il programma l’ha aiutato. Lui stesso ha raccontato a People: “Quando vado nei ristoranti la gente si aspetta che ordino il piatto più ricco e più grande, ma è bello dire di no. Io non sono un’aspirapolvere umana”. In viaggio verso il peso forma quindi, grazie anche al suo nuovo programma “Fandemonium”: visiterà le fiere alimentari, senza però assaggiare nulla!

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Fiamme all’Università di Torino, in pericolo la storica biblioteca

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Un vasto incendio si è sviluppato poco fa nei sottotetti del palazzo del Rettorato, in via Po,  in una zona dove sono conservati documenti e libri antichi.

Le fiamme si sarebbero generate, a quanto si apprende, a causa di un corto circuito nel sottotetto. Sono al lavoro sei squadre dei vigili del fuoco, intervenute anche due ambulanze, benché non risultino per ora feriti.

L’incendio è divampato a circa un’ora dall’insediamento ufficiale del nuovo rettore Gianmaria Ajani.

Sono state sospese tutte le lauree e il palazzo è stato sgomberato. Via Po è stata completamente chiusa al traffico.

Per la Bonino i Marò non sono più innocenti? S’infuria Terzi.

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L’America ha sempre difeso i suoi militari anche di fronte ai crimini più efferati. I militari sono sempre stati per gli Stati Uniti degli eroi, e forse se in alcuni casi il comportamento degli americani è andato oltre anche al buon gusto, c’è comunque da riconoscere il ragionamento alla base della difesa ad oltranza: i militari sono lo scudo del paese se permettiamo agli altri di intaccare questo scudo, si apriranno falle e ognuno potrà usare i militari come strumento per attaccare il nostro Paese. In definitiva se i militari non si sentono tutelati perché dovrebbero rischiare la vita per il loro popolo?

Invece in Italia i marò sono stati lasciati nelle mani indiane, nonostante c’è chi sostenga con fatti evidenti la loro innocenza,   non ne sembra convinta una delle più alte istituzioni dello Stato. il nostro Ministro degli affari esteri  Emma Bonino:

“Non è accertata la colpevolezza, e non è accertata l’innocenza. I processi servono a questo”. Con questa frase lapidaria lo staff  di Emma Bonino dà l’ultimo colpo di mannaia addosso ai marò. Il post è stato scritto sulla pagina Facebook aperta per  “ospitare pareri e commenti sulla vicenda che ha coinvolto i due marò italiani Girone e Latorre”. Anche  l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata. Su Twitter Terzi scrive (ricevendo anche molti pareri in sintonia con il suo pensiero):

Come scrive oggi Repubblica, il commento di ieri della Farnesina ha in qualche modo “rotto il fronte dell’innocentismo a tutti i costi che il governo italiano ha seguito fino ad oggi”.

Una linea solo apparente, perché nei fatti i tre ministeri maggiormente coinvolti (presidenza del Consiglio, ministero degli Esteri e della Difesa) riservatamente conoscono le prove contro i due marò e ammettono che una condanna da parte dei giudici indiani è possibile. Il vero problema, ormai, sono i continui rinvii del dibattimento processuale.

Terzi, ex titolare della Farnesina, una condanna non è lontanamente immaginabile perché il processo è illegittimo. “Certo che ci vuole un processo – twitta – ma è legittimo solo se lo Stato ha giurisdizione. E l’India non ce l’ha, il fatto è avvenuto in acque internazionali”. “Ovvio che occorre il processo – prosegue – ma in Italia

Pane e camorra, la denuncia dei verdi e di Unipan

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Denuncia inquietante da parte dei Verdi, con il coordinatore Francesco Emilio Borrelli, e del presidente Unipan, ovvero l’Unione panificatori Campani, Mimmo Filosa che hanno fatto emergere la difficile situazione dell’alimentare nel territorio napoletano:

“La camorra dall’inizio della crisi economica ha messo nuovamente e prepotentemente le mani sul mercato alimentare del napoletano e casertano. In particolare stanno proliferando forni abusivi di pane ovunque. Solo tra Napoli e provincia ce ne sono oramai oltre 1500 ed il numero è in crescita – continuano Borrelli e Filosa – Forni in condizioni igienico-sanitarie pericolosissime, che realizzano un prodotto anche tossico: usano gusci di nocciole trattati con agenti chimici e quindi nocivi, se non legni trattati con vernici e solventi tossici. Il problema più grave e che oltre alla filiera totalmente illegale che parte dal forno abusivo e arriva alla vendita illegale per strada spesso ancora nei cofani delle macchine o con bancarelle improvvisate il pane della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali. D’altronde i clan hanno capito che in un momento economicamente drammatico come quello attuale i cittadini possono rinunciare a tutto ma non al cibo. Per questo invochiamo un intervento drastico da parte dello Stato con la istituzione di un tavolo permanente in Prefettura tra Asl, comuni e forze dell’ordine e l’ applicazione della legge regionale sulla tracciabilità del pane”.

Nei prossimi giorni sarà presentato un dossier sui nuovi forni abusivi curato da Verdi e Unipan per mostrare la grave situazione nel Napoletano.

Probabili formazioni Arsenal-Napoli: Higuain c’è.

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Arsenal-Napoli, formazioni probabili della partita valida per la seconda giornata della fase a gironi di Champions League.

ARSENAL (4-2-3-1): 1 Szczesny, 3 Sagna, 4 Mertesaker, 6 Koscielny, 28 Giggs, 20 Flamini, 16 Ramsey, 44 Gnabry, 11 Ozil, 10 Wilshere, 12 Giroud. (21 Fabianski, 5 Vermaelen, 7 Rosicky, 8 Arteta, 17 Nacho Monreal, 23 Bendtner, 25 Jenkinson). All.: Arsene Wenger.

NAPOLI (4-2-3-1): 25 Reina, 16 Mesto, 33 Albiol, 5 Britos, 18 Zuniga, 88 Inler, 85 Behrami, 7 Callejon, 17 Hamsik, 24 Insigne, 9 Higuain. (1 Rafael, 14 Mertens, 20 Dzemaili, 27 Armero, 28 Cannavaro, 19 Pandev, 91 Zapata). All.: Rafa Benitez.

Arbitro: Milorad Mazic (Ser)

Il fischio d’inizio è previsto per le ore 20.45.

Spesso il male di vivere ho incontrato: la disoccupazione giovanile

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Il Rapporto 2012-203 sottolinea che questo ”è certamente l’anno peggiore della storia dell’economia italiana dal secondo dopoguerra”, ma è anche quello che può ”intercettare il punto di svolta del ciclo economico”. Diplomaticamente l’Istat prima parla di catastrofe economica e poi ci rassicura innescando la speranza di una svolta che possa dare nuova linfa all’Italia produttiva. Pur restando aggrappati alla speranza di un’inversione di rotta i dati restano  raccapriccianti.

Si è toccato quota 40,1% della disoccupazione giovanile, il che significa che quasi un giovane su due non ha lavoro. Il balzo di 0,4 punti percentuali su luglio e di 5,5 punti su base annua ci ha fatto superare la soglia psicologica del 40%.

In generale la disoccupazione ad agosto è salita al 12,2%, in rialzo di 0,1 punti percentuali su luglio e di 1,5 punti rispetto allo scorso anno. I dati provvisori dell’Istat rivelano che siamo tornati al massimo già raggiunto a maggio, il livello più alto dall’inizio sia delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, primo trimestre 1977.

Il numero di disoccupati ad agosto è tornato a crescere, dopo due mesi di stop, raggiungendo quota 3 milioni 127 mila, in aumento dell’1,4% rispetto al mese precedente (+42 mila) e del 14,5% su base annua (+395 mila).

Mentre il Cnel sottolinea come parte della disoccupazione generata nella crisi sia ormai da ritenersi strutturale. E prevede che per riportare il tasso di disoccupazione all’8% entro il 2020, il tasso di crescita del Pil dovrà superare il 2% all’anno. “Un target non eccezionale, ma oggi forse non alla portata del nostro sistema”. L’Italia negli anni di crisi ha perso circa 750.000 posti di lavoro ma, sostiene il Cnel, “se l’occupazione fosse diminuita quanto il Pil, le perdite sarebbero oggi pari a 1.870.000 occupati”.

Questa domanda non s’ha da fare: Mourinho s’arrabbia e se ne va

mourinho-conferenzastampa-tuttacronacaDifficile annoiarsi durante le conferenze stampa di Mourinho: lo Special One è sempre in grado di sorprendere, fosse anche perchè, indispettito da una domanda, saluta e se ne va. E’ quanto successo a Bucarest, in occasione della conferenza stampa della vigilia di Champions tra Steaua e Chelsea. Dopo che un giornalista gli chiede il motivo dell’esclusione del belga Kevin De Bruyne, il Mou si irrita: “Mi chiedete sempre di chi non viene convocato, sembra che non siate interessati a chi gioca. Cerco di fare le mie scelte basandomi su quello che vedo in allenamento, in campo vanno solo in 11, ma a voi stanno a cuore solo gli assenti”. Il tecnico, dopo aver sottolineato che “Mi avete chiesto per settimane di Mata che non giocava, e ora che lo spagnolo ha più spazio siete passati a De Bruyne. Ma non vi interessa chi gioca? Ne posso far giocare 11 e altri 7 vanno in panchina”, se n’è andato con un laconico “Ok, ci vediamo domani”, lasciando solo Frank Lampard ad affrontare i giornalisti.

La gaffe di Mentana su mastercard

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Un errore capita a tutti anche a Enrico Mentana, durante il Tg di La7 di lunedì 30 settembre, ha mandato in onda un servizio durante il quale “accusa” Mastercard per aver offeso gli italiani con la frase “Potere evitare di fare gli Italiani per dire ‘non posso pagare adesso’: non ha prezzo”, in realtà però la frase inglese era “Not having to figure out Italian for ‘I can’t pay you now'” che si traduce come: “Non dover sforzarsi di capire come si dice ‘non posso pagare ora’ in italiano”.

 

Esplosione in California: evacuata l’Università di Berkeley

esplosione-berkeley-tuttacronacaSarebbe dovuta, secondo le prime ricostruzioni, a un generatore guasto l’esplosione avvenuta vicino alla biblioteca centrale dell’Università di Berkeley, in California, in una zona in cui sorge anche la Sather Tower e a sinistra della California Hall. Dalle prime informazioni, ci sarebbero alcuni feriti mentre una persona è stata ricoverata in ospedale. Nel frattempo l’ateneo è stato evacuato mentre si è provveduto a sospendere tutte le lezioni e le attività nei laboratori.

I soccorritori hanno dovuto liberare circa venti studenti rimasti intrappolati negli ascensori dei dormitori. Dan Mogulof, portavoce dell’università, ipotizza che l’esplosione possa essere stata causata dal tentato furto di un filo di rame sotterraneo, fatto che sarebbe avvenuto la settimana scorsa. “Sembra che il furto abbia creato più danni di quanto si fosse immaginato inizialmente”, ha detto. Al momento, però, non è giunta dalle autorità alcuna conferma all’ipotesi.

Il bacio di Osvaldo, bacio al pancione in attesa del quarto figlio

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Daniel Pablo Osvaldo, passato dopo tante polemiche dalla Roma al Southampton, sembra proprio aver riacquistato la serenità. Ha già segnato il suo primo gol stagionale contro il Crystal Palace e la fidanzata,  Jimena Baron, posta sul suo profilo Twitter la foto di Osvaldo che bacia il pancione. Questo è il quarto figlio per Osvaldo il primo per la coppia. Osvaldo è papà di Gianluca, di 7 anni, nato dal matrimonio con Ana, di Victoria (di 3 anni) e Maria Helena nata a dicembre 2012, avute dalla relazione con la fiorentina Elena Braccini.

E’ morta un anno e mezzo fa e si trova ancora in obitorio

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Una storia assurda e agghiacciante quella legata al decesso di Luigina Cocco, nata nel 1921, morta in ospedale, a Padova, il 4 marzo 2012, dopo 40 giorni di sofferenze, ricoveri e dimissioni. Secondo i figli Giorgio e Sergio Ghiron, la madre non avrebbe ricevuto cure adeguate per la sua insufficienza renale, in pratica sarebbe stata sbagliata la terapia di idratazione. La donna infatti si era gonfiata come un pallone al punto da ingrassare di ben 20 chili e di trasudare acqua. Ora sembra che l’autopsia possa essere effettuata e alcuni nomi finiscono nel registro degli indagati: il primario di Nefrologia 2 Agostino Naso, 64 anni; il dottor Lorenzo Previato, 55 anni, della Clinica Medica 1; l’internista Sabina Zambon, 54; i due medici specializzandi (all’epoca dei fatti) Marco Arboit, 30 anni, e Francesco Simioni, 26; oltre al medico di famiglia il dottor Alberto Varotto, 55 anni.

L’odissea della signora Luigina non è ancora finita: il nullaosta per la sepoltura potrebbe non essere dato prima del completamento degli accertamenti medico-legali. Tempo richiesto: 60 giorni.

Boato all’alba sulle Dolomiti ampezzane: si stacca enorme parete di roccia

crodamacora-frana-tuttacronacaSono stati svegliati all’alba da un boato gli abitanti di Cortina d’Ampezzo, a causa di una frana nel gruppo del Sorapis dove un’enorme parete rocciosa, larga circa 300 metri per un’altezza di 400 si è staccata da Croda Marcora, da un’altezza di 3.150 metri. Gli uomini del Soccorso alpino e della Forestale di Auronzo di Cadore sono al momento sul posto, impegnati a effettuare i primi rilievi su un elicottero. Secondo le prime ipotesi, la frana dovrebbe essere  stata causata dal “termoclastismo,” un fenomeno dovuto alle frequenti variazioni della temperatura nel periodo autunnale che causano  dilatazioni e restringimenti nella roccia. Il Sorapis, uno dei principali gruppi delle Dolomiti ampezzane, sorge tra Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore. Non è il primo distacco che avviene in questi giorni: già la settimana scorsa si era verificata una frana su Croda Marcora, ma l’evento non era stato segnalato.

Il giorno più nero degli Usa. La fine del sogno americano?

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E’ avvenuto alle ore 6 italiane, mezzanotte di Washington. Si chiama shutdown ed è la paralisi di tutti i servizi non essenziali dell’amministrazione. Un blocco che tocca 800mila dipendenti pubblici che vengono “congelati” dalle loro mansioni. Resteranno attivi l’esercito, i controllori di volo, i programmi sanitari per anziani e poveri (Madicare e Medicaid). L’ultimo shutdown si ebbe 18 anni fa, tra novembre 1995 e gennaio 1996, quando il presidente era Bill Clinton. Come mai lo shutdown avviene sempre con i presidenti democratici? La risposta è che sono i repubblicani più propensi a sospendere ogni attività “non essenziale”. Non è nella politica democratica pensare di non approvare la legge di bilancio e far ricadere su milioni di cittadini un dramma economico e sociale di gigantesca entità. Inoltre, buona parte, della base democratica non ha le grandi aziende, ma fa parte di quei dipendenti pubblici a cui ora viene congelato l’assegno mensile. Sono i repubblicani, la parte più ricca del paese, coloro che gestiscono gran parte delle lobby quindi ad applicare il blocco e a incolpare Obama di non essere tornato sui suoi passi per la riforma sanitaria, quell’Obamacare che i repubblicani detestano.

Duro il commento di Barack Obama: “”Malauguratamente”, ha affermato il presidente in un video realizzato dalla Casa Bianca per il network militare, “il Congresso non ha adempiuto le proprie responsabilità. Non è stato capace di approvare un bilancio e, come risultato, gran parte della nostra amministrazione adesso deve chiudere, fino a quando il Parlamento non tornerà a finanziarla”.

Papa Francesco e il comunismo

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Come si legge oggi nella lunga intervista di Eugenio Scalfari su La Repubblica:

“Ebbi anche un’insegnante verso la quale concepii rispetto e amicizia, era una comunista fervente. Spesso mi leggeva e mi dava da leggere testi del partito comunista. Così conobbi anche quella concezione molto materialitica.  – Poi Papa Francesco aggiunge – Ricordo che mi fece avere anche il comunicato dei comunisti americani in difesa dei Roseberg che erano stati condannati a morte. La donna di cui sto parlando poi è stata arrestata, torturata e uccisa dal dittatoriale allora governante in Argentina.”

Eugenio Scalfari poi chiede a Bergoglio: il Comunismo la sedusse?

“Il suo materialismo non ebbe alcuna presa su di me. Ma conoscerlo attraverso uan persona onesta e coraggiosa mi è stato utile, ho capito alcune cose, un aspetto sociale, che poi ritrovai nella dottrina sociale della Chiesa.”

“Così cambierò la Chiesa”, Papa Francesco ed Eugenio Scalfari

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Un ateo e un Papa. due visioni del mondo diverse, ma che forse in questo periodo storico così complesso e drammatico riescono a trovare dei punti in comune. Un’analisi sulla società, sul ruolo della Chiesa, sull’uomo. Su La Repubblica di oggi si legge:

Mi dice papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l’uno né l’altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé».
Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali. «Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chiesa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime. La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».

Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile. Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?
«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza. Io desidero che lo sia di più. Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».
L’incontro con papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete. Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita. Erano le due e mezza del pomeriggio. Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente ».

Un’intervista lunga dove Francesco spinto dalle domande di Scalfari si racconta più dal punto di vista umano che da quello religioso ( ammesso che si possano scindere le due visioni). La Chiesa che Francesco racconta è quella del “fare” (per dirla con termine ormai abusato dalla politica, dove se ne parla ma non si realizzano gli obiettivi che ci si propone di raggiungere) non è quella mistica. Quando il direttore di La Repubblica chiede a Bergoglio “Lei ha una vocazione mistica?” il Papa risponde “Adoro i mistici; anche Francesco per molti aspetti della sua vita lo fu ma io non credo di avere quella vocazione e poi bisogna intendersi sul significato profondo di quella parola. Il mistico riesce a spogliarsi del fare, dei fatti, degli obiettivi e perfino della pastoralità missionaria e s’innalza fino a raggiungere la comunione con le Beatitudini, Brevi momenti che però riempiono l’intera vita”.

 

“Cos’è un ribelle? Un uomo che dice no”

ribelle-tuttacronaca-Albert Camus- (L’uomo in rivolta, 1951)

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