Buon complenno Mole Antonelliana! Per i 150 anni, un francobollo

francobollo_mole-tuttacronacaE’ stato presentato ieri mattina il francobollo emesso da Poste Italiane in due milioni e 660mila pezzi dedicato alla Mole Antonelliana in occasione dei 150 anni dalla posa della prima pietra. Del valore di 70 centesimi, autoadesivo, il francobollo riproduce una veduta prospettica dell’edificio progettato da Antonelli e oggi sede del Museo del Cinema. Non è l’unico monumento al quale è stato dedicato un simile riconoscimento, fa infatti parte di una serie tematica intitolata “Il patrimonio artistico e culturale italiano” che dedica analoghi omaggi anche alle Mura rinascimentali di Lucca, al sito archeologico di Alba Fucens (L’Aquila), al Complesso monumentale di Santa Sofia in Benevento e alla Cattedrale di Nardò. L’emissione del francobollo dedicato al simbolo del capoluogo piemontese, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Ferraris, il presidente del Museo del Cinema Ugo Nespolo e Marisa Giannini di Poste Italiane.

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Incidente mentre fugge dopo un furto: fa causa all’assicurazione

moreno_major_sedia_rotelle-tuttacronacaIl 50enne Moreno Major, di Signoressa, nel Trevigiano, si trova su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale: era finito in un fosso mentre stava scappando dopo aver effettuato un furto. L’uomo, che ora si trova in carcere a Pisa e deve scontare 5 anni e 6 mesi per rapina, ha deciso di fare causa a Zuritel Assicurazioni per svariate centinaia di migliaia di euro, si parla di 700mila euro. Il giudice civile ha ora disposto una perizia. Major, per ottenere il risarcimento del danno subito nell’incidente mentre scappava dopo un furto, in zona industriale a Villorba, sempre in provincia di Treviso, aveva presentato il conto a Zurich Assicurazioni che però aveva ritenuto inaccoglibile tale richiesta: l’uomo era infatti rimasto ferito in seguito a una condotta fuorilegge. Il suo avvocato sostiene che era un terzo trasportato, perché durante la fuga l’auto era guidata dall’amico Renato Dell’Innocenti e Major non aveva alcun controllo sul mezzo.

Le tasse nascoste nel bilancio comunale: colpiti i liberi professionisti e l’arte

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Ci sono aumenti dovunque nella nuova legge di Stabilità. Lievi? A volte non molto lievi, altre il rincaro sarà soft ma scoraggerà quanti sarebbero entrati in un museo o in una mostra. Tali modifiche sono state ieri vagliate al consiglio comunale di Roma. ra le delibere propedeutiche al bilancio ci sono:

ZTL:  l’aumento da 593 a 610 euro della tariffa per l’accesso in centro storico per rappresentanti di commercio, giornalisti, partiti politici, enti locali, sindacati, ambasciate, ordini professionali. Passa da 75 a 76 euro la tariffa Ztl per le Forze di polizia, gli operatori sanitari, i medici convenzionati e da 55 a 56,38 euro quella per le auto del Vaticano. Ritocchi anche per le tariffe Ztl dei residenti, che passano da 77 a 78 euro e da 92 a 94 euro per i residenti con auto di potenza superiore ai 20 cavalli. Per i residenti che richiedono un secondo permesso Ztl, la tariffa passa da 322 a 331 euro (da 103 a 105 per i residenti di San Lorenzo e Testaccio) e da 386 a 397 per chi ha un’auto con più di 20 cavalli (da 124 a 126 euro per i residenti di San Lorenzo e Testaccio). Il provvedimento prevede anche l’introduzione di un costo per le riprese all’interno del museo della Repubblica romana: 666,67 euro per riprese di carattere scientifico-divulgativo e 2.083,33 per riprese di carattere pubblicitario.

MUSEI: Ritocchi per il biglietto di ingresso al Museo civico di zoologia: la tariffa ridotta passa da 3,5 a 4,5 euro mentre viene introdotta una variante tra tariffa residenti (che resta fissata a 6 euro) e tariffa non residenti, che sale a 7 euro. Viene poi proposta la modifica di alcune spese di istruttoria per il rilascio di licenze per il Trasporto pubblico non di linea: nei procedimenti più complessi il costo d’istruttoria passa dai 21 a 60 euro. Negli altri procedimenti, il costo resta invariato a 21 euro. Cambia anche il costo per le riprese fotografiche di beni culturali. La tariffa per ogni singola foto passa da 51,67 a 66,12 euro, quella da pagare per la duplicazione e l’uso editoriale diffuso passa da 103,33 a 247,93.

LOCULI: Infine, vengono modificate alcune tariffe cimiteriali. In particolare, il costo dei loculi passa da 2.040 euro a 2.099 per la prima fila e da 3.248 a 3.342 per la seconda fila. La cremazione per i residenti passa da 318 a 327 e per i non residenti da 460 a 473

COMMERCIO:Novità sono in arrivo anche sul fronte attività produttive, dove, ad esempio, le spese di istruttoria per l’avvio di attività di vendita di alimenti e bevande restano invariate a 305 euro. Viene però introdotta una specifica per le attività temporanee superiori ai cinque giorni, per le quali il costo di istruttoria della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) sarà pari a 350 euro (150 se l’attività è inferiore a cinque giorni). Nuovi costi anche per chi chiude questo genere di attività (16 euro) e per chi la reintesta o la modifica (60 euro). Per l’apertura di grandi centri commerciali viene introdotta una progressività nel sistema tariffario delle spese di istruttoria da versare agli uffici tecnici capitolini: si pagherà ancora 1.550 euro se la struttura commerciale non supera i 4 mila metri quadrati e si salirà di prezzo al crescere della superficie, arrivando fino ai 20 mila euro di spese di istruttoria che saranno da sostenere per i centri commerciali con superficie totale superiore ai 100 mila metri quadrati.

Si aiuta così la ripresa? Tassando i liberi professionisti, il commercio e alzando le tariffe sui loculi e sulla cultura?

Gli operai senza stipendio che aggrediscono i politici in Consiglio comunale

consiglio-comunale-centola-tuttacronacaSi stava svolgendo il Consiglio Comunale a Centola, in provincia di Salerno, lo scorso venerdì pomeriggio, quando è stato necessario far passare in secondo piano la discussione dei punti all’ordine del giorno a causa della protesta di un gruppo di cittadini che ha rischiesto l’intervento della polizia municipale per placare gli animi dei presenti. Come spiega Il Mattino, “prima è esplosa la rabbia di una decina di famiglie di Centola Palinuro in attesa da oltre un anno dei finanziamenti regionali per i fitti, poi la disperazione di un operaio addetto alla raccolta rifiuti senza stipendio da mesi. L’operaio al culmine della esasperazione si è scagliato prima contro il sindaco Carmelo Stanziola, poi ha avuto una furibonda discussione con il presidente del consiglio comunale, Gianfranco Ciccariello. Solo l’intervento degli altri presenti in aula ha evitato che la situazione degenerasse sfociando in una colluttazione.”

Fosse comuni in Messico: trovato un cimitero narcos

cimitero-narcos-tuttacronacaIn una zona remota tra gli stati di Jalisco e Michoacan, in Messico, vicino alle sponde del Rio Lerma, è stato scoperto un cimitero dei narcos. In questo luogo, sono stati rinvenuti 66 cadaveri suddivisi in diverse fosse comuni. Su alcuni di questi corpi sono stati riconosciuti segni di tortura. Gli ultimi ad esser stati localizzati, si trovavano sotterrati nei pressi di un campo coltivato. Le ricerche erano cominciate il 9 novembre scorso dopo l’arresto di 22 agenti della polizia municipale di Vista Hermosa e di tre civili accusati della scomparsa di due agenti federali, i cui cadaveri non sono stati ancora ritrovati.

Il maledetto o benedetto gioco d’azzardo? Curare o proibire?

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Ludopatia, febbre da gioco, il rischio che diventa uno scopo di vita. Sarebbero centinaia di migliaia gli italiani che sarebbero divenuti giocatori problematici e alcune migliaia quelli compulsivi. Il problema è quindi di ordine sociale, legato anche alla crisi economica, ma con ripercussioni in ambienti criminali. La complessità è proprio negli interessi miliardari del business d’azzardo che vive di concessioni pubbliche. La politica ruota intorno al problema, si discute su una legge ad hoc e intanto gli italiani vengono falcidiati e si indebitano. La patologia cresce con il disagio sociale, con la perdita del lavoro, con l’insicurezza economica. In tutto questo ad arricchirsi sono i gestori delle slot machine. Proibire? Curare? Tassare?

E secondo voi?

La Polita contro i piloti dopo la morte di Romboni: “vi prenderei a schiaffi”

doriano-romboni-tuttacronacaIeri la morte, a causa di un incidente in pista, del pilota Doriano Romboni, impegnato nel SIC Supermoto Day. Dopo un primo momento in cui si era detto che la manifestazione sarebbe stata annullata, in serata è stato dato l’annuncio opposto: viste le finalità benefiche dell’evento, e ricevuto il via libera dalla famiglia del 44enne di Lerici e dei genitori di Simoncelli, si sarebbe corso ugualmente. Max Biaggi, in Twitter, aveva ribadito: “D’accordo con Paolo Simoncelli si è deciso di fare la manifestazione domani (domenica, ndr) a Latina per sostenere la famiglia di Romboni che ha tre figli”. E mentre il Corsaro difendeva la scelta, spiegando che la priorità è quella di aiutare i familiari, sulla sua pagina Facebook arrivava il forte attacco di Alesia Polita, la campionessa italiana rimasta vittima di un incidente in pista il 15 giugno scorso a Misano e che ora sta lottando per ritrovare l’uso delle gambe:

“Io mi chiedo… Con quale spirito, con quale cervello si può continuare una manifestazione dopo quanto accaduto. Oggi più che mai capisco, che noi siamo e saremo sempre burattini che cadono, che muoiono, che si feriscono…Ma non importa a nessuno. L’importante è che il burattinaio fa cassa.” E in seguito: “Non c’è più rispetto di niente e nessuno”. “E noi piloti siamo i primi co….ni. A schiaffi vi prenderei uno per uno”. “Non c’è nessuna motivazione valida per continuare. Si tratta di rispetto per una persona morta”. Questa volta sono davvero schifata”.

In serata, altro cambio di decisione della FMI e ora la manifestazione è stata annullata. Nel frattempo, tanti i commenti sulla pagina del social blu della Polita: tra chi appoggia la decisione di continuare con il SIC Supermoto Day e chi avrebbe preferito venisse annullato subito.

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Morte in fabbrica, a Prato va in fumo un’impresa tessile: 3 morti e 2 feriti gravi

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Tragico incidente questa mattina in un’impresa tessile di Prato gestita da cittadini cinesi. L’incendio, scoppiato alla periferia della città nell’area del Macrolotto, ha ucciso tre persone. Sono invece sei gli ustionati gravi. Si tratta di una ditta di confezioni di abiti. Le fiamme hanno causato il crollo di una parte del fabbricato che sarebbe adibito a dormitorio: piccoli ambienti ricavati con pareti di cartongesso e dove probabilmente si trovava a dormire l’uomo trovato morto. I Vigili del Fuoco stanno lavorando per capire le cause dell’incendio e per mettere in sicurezza la fabbrica.

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“Se vinco le primarie mi candido a premier, vinco e governo”: Civati sicuro di sè

pippo-civati-tuttacronacaAngelino Alfano ieri aveva lanciato un appello a Renzi per invitarlo, in caso di vittoria alle primarie del Pd, a non far cadere il governo Letta. Ma non ha fatto i conti con un altro candidato, Pippo Civati. In corsa per il ruolo di Segretario dei Dem, sabato a Bergamo ha esposto le sue idee, come riporta il sito BergamoNews: legge elettorale ed elezioni, scalzando Letta e addio al governo delle intese, larghe o ristrette che siano.

Se vince, da lunedì 9 dicembre partirà la verifica di governo e poi? Sosterrà un altro governo Letta?

“Se vinco puntiamo a fare la legge elettorale e poi si vada al voto, non possiamo governare con Formigoni, Lupi e Mauro. Non dimentichiamoci che Formigoni è caduto perché la sua giunta regionale era legata alla ‘ndrangheta. E poi vi avviso da subito: io non andrò a nessun Meeting di Rimini o di Comunione e Liberazione”.

E per Letta, lo sosterrà in prossimo governo?

“No, se vinco le primarie mi candido a premier, vinco le elezioni e governo il Paese”.

Ma il Pd riuscirà a vincere le elezioni?

“Dobbiamo puntare a riprendere i voti di chi è stato deluso da questa politica, ma sono sicuro che vinceremo. Mi auguro di poter coinvolgere Sel e avere un governo di sinistra che sappia dare la svolta a questo Paese”.

Quale sarà la sua priorità?

“Il lavoro. Non possiamo che ripartire da lì. E spalmare le pensioni d’oro sulle minime, dobbiamo ridurre questo divario tra cittadini che la crisi ha acuito”.

La Bergamasca è terra di Lega, di protesta. Non teme di raccogliere pochi voti?

“No, anzi noi dobbiamo guardare in faccia gli imprenditori e i lavoratori. Insieme si cresce, ci possono essere dei conflitti, ma vanno superati per una visione di sviluppo comune. Non possiamo però ridurci ad aver tolto l’Imu sulla prima casa, mentre agli imprenditori servono altre misure. Avevamo riso di Berlusconi quando prometteva che avrebbe ridato i soldi dell’Imu, ed invece lo abbiamo fatto. Tra l’altro lo abbiamo fatto quando Berlusconi era già decaduto, perché condannato”.

Insomma, il governo ha vita breve?

“Non possiamo pensare di governare con Alfano, con chi fino a ieri preparava le leggi ad personam per Berlusconi. Siamo seri. Il Pd si riprenda il proprio ruolo, andiamo alle urne, ci confrontiamo. E se vinciamo, rimettiamo in piedi questo Paese”.

Tremenda scossa sismica in Indonesia, magnitudo 6,3!

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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.3 è stata registra alle 10:24 ora locale (le 2:24 di domenica in Italia) al largo delle isole Barat Daya, nel sud dell’arcipelago orientale indonesiano delle Molucche.

Secondo i rilevamenti dello United States Geological Survey (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro in prossimità dell’isola di Damar. Non si hanno al momento notizie di danni a persone o cose, né è stata emessa alcuna allerta tsunami.

Confermato il fermo a 22 ultras laziali in Polonia: la parola ai tifosi

ultras-laziali-varsavia-tuttacronacaDue giorni fa, prima e dopo il match valido per l’Europa League tra Legia Varsavia e Lazio, circa 200 tifosi laziali erano stati fermati a causa dei violenti scontri in una delle piazze del centro della capitale polacca. Di questi, a 22 persone e’ stato confermato lo stato di fermo in Polonia in attesa del giudizio. Secondo l’ambasciata gli altri 115 italiani bloccati dalla polizia sono già liberi. Molti di loro hanno subito condanne, con la condizionale, che vanno da due a sei mesi di prigione. Ieri, a molte ore di distanza dagli scontri, Ignazio Marino è intervenuto al riguardo:

“Ho contattato telefonicamente il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, per conoscere la situazione dei 107 cittadini romani trattenuti a Varsavia. Il Ministro mi ha confermato che è attiva l’unità di crisi alla Farnesina. Proseguono, intanto, in maniera costante i contatti tra l’ambasciata italiana e le autorità polacche. Il ministero degli Esteri mi ha fornito notizie confortanti sulle condizioni dei tifosi della Lazio e mi ha rassicurato sul fatto di aver attivato tutte e procedure necessarie per favorire il loro rientro a Roma nelle prossime ore”.

Nel frattempo, alcuni tifosi sono riusciti a rientrare nella Capitale. Uno di loro, Riccardo, intervistato da Radio Capital, e come riporta sslaziofans.it, racconta: “Ci hanno trattato come prigionieri di guerra, senza diritti, ammassati a fine partita vicino ad un fiume con i cani della polizia che ci saltavano addosso. Noi siamo andati all’appuntamento fissato e come siamo arrivati la polizia ci ha fermato in un vicolo. Ci hanno tenuti lì per 40 minuti per controlli, poi ci hanno portati allo stadio. Ma sono stato solo fortunato, perché tra i 120-150 fermati ci sono alcuni amici, ragazzi che non hanno mai girato con coltelli o bastoni ma che sono stati portati via solo perché stavano nel gruppo che marciava con il corteo”.

Ma Riccardo non è stato l’unico a raccontare. Stefano, ai microfoni di ‘Radiosei’, riporta:

“Mercoledì sera ci hanno intimato di non uscire dall’albergo. Sono andato con degli amici in un locale, e per strada dei tifosi in macchina ci hanno insultati e fatto dei gestacci. Siamo tornati all’hotel e lì ci sono stati degli scontri. Giovedì sono andato a vedere la partita, non ho partecipato al corteo, ma eravamo controllati e ci stavano aspettando. I poliziotti avevano il lanciafiamme, caschi protettivi e maschere stile Batman. Il tifo polacco è violento ma noi non stavamo facendo nulla. Nel punto d’incontro c’erano persone tranquillissime: donne, bambini, ragazze. Ma tutte sono state portate in caserma”.

Anche Alessandro spiega quanto ha vissuto:

“Ti assicuro che non avevo mai visto nulla del genere. Noi ci siamo salvati solo perché nel nostro gruppo c’erano molte donne e quindi abbiamo evitato il corteo. Ma non è successo nulla di grave, te lo assicuro. E il clima era ostile fin dall’inizio. Perquisizioni ovunque, test su alcol e droga fatti prendendo le persone a caso in mezzo al gruppo, pensa che a mia sorella hanno sequestrato addirittura gli adesivi della Lazio e a me lo stendardo ‘brigata Santa Klas’ solo perché all’interno c’è un teschio. Una follia, arresti di massa che neanche al G8 di Genova e lì successe di tutto, mentre a Varsavia non è successo nulla, non c’è stato neanche un ferito tra i tifosi del Legia o tra le forze dell’ordine. E questo la dice lunga”.

Un impiegato romano che vive a Como, Claudio, aggiunge:

“Siamo stati trattati da animali. Cose che in Italia sarebbero classificate come violazione dei diritti fondamentali e della libertà personale. Perquisizione in albergo e occhi addosso ovunque. Noi siamo nell’occhio del ciclone e in alcuni casi ce la siamo anche voluta, ma da nessuna parte mi era mai capitato un trattamento del genere. Quattro perquisizioni in 3 metri prima di entrare allo stadio, etilometro, all’uscita scortati per step a gruppi di cinque verso i taxi, insultati dai poliziotti e poi abbandonati per la città, come se non fosse bastato quello che era successo prima, dopo alcuni ragazzi sono stati portati in bocca agli ultras del Legia a prendere le botte. Quelli del Legia si sono permessi quello che hanno visto tutti a Roma, hanno imperversato in città completamente ubriachi e nessuno ha fatto nulla, mentre noi per una birra venivamo fermati. È vero che c’è stato qualcuno che da sotto l’Hard Rock Café ha tirato dei sassi contro una camionetta, ma siamo stati fermati tutti, ci hanno buttato per strada come bestie, ammanettati. E solo alcuni sono riusciti a vedere la partita. Un trattamento disumano in quel freddo assurdo. E poi devo anche leggere sui giornali che siamo stati noi a creare casini per la città! Spero che darete la voce anche a noi che abbiamo la bocca tappata da questo sistema che ci considera scomodi”.

Mirco, 37enne romano di nascita, ma milanese di adozione ha 37 anni:

“E’ stata una vera e propria retata, un’azione di stampo militaresco. Presi, buttati a terra e caricati sui cellulari e portati via. Alcuni più fortunati sono riusciti a scappare, tanti no, tra cui un mio amico che fino alle 21 era ancora in stato di fermo e che poi non sono più riuscito a sentire. Allo stadio all’ingresso ci hanno fatto l’alcol test, il droga test con un tampone, alcuni sono stati costretti anche a spogliarsi all’aperto, con la temperatura sotto zero. All’uscita non ti dico, ha iniziato pure a piovere ed eravamo tutti li al freddo. Ci hanno portati fuori dallo stadio e ci hanno fatto fermare in una stradina. E da li ci ‘liberavano’, perché il termine esatto è proprio questo: 4/5 alla volta e caricati su un taxi. Noi siamo stati tra i primi 150/200 forse e siamo andati via alle 23.20, qualcuno è rimasto li fino all’1 di notte. Ed è continuata questa mattina all’aeroporto, dove appena scoprivano che eri italiano e non polacco ti facevano spogliare. Mai vista una cosa del genere, […] di un paese che si definisce civile. Poi le bestie siamo noi”.

Ma c’è anche chi ancora si trova a Varsavia e non capisce cosa stia accadendo, come Federico:

“Qui non si capisce nulla, non si sa cosa dobbiamo fare. Non ho notizie di due miei amici da 24 ore. Sono andato tre volte in ambasciata ma non si sbilanciano sui tempi e non ti dicono nulla su come stanno le persone in stato d’arresto. In tibunale oggi hanno finito i processi di alcuni dei 17, trattenuti perché non hanno da pagare i 1600 zloty di multa. Mentre altri ragazzi sono usciti pagando soltanto 200 zloty di multa. In caserma non mi rilasciano informazioni perché non sono un familiare. Risultato: sto da solo a Varsavia, con un volo spostato e due persone che non so quando possono uscire”.

Un utente del forum Lazionet, Alvin, racconta ancora:

“Siamo rientrati da poco più di tre ore da Varsavia. Due giorni che ora dopo ora si sono trasformati in un incubo.
Partire da Roma con molte persone e alcune di loro non vederle con il volo di ritorno. E’ stato veramente duro.
Un’atmosfera pesante, triste, sembrava quasi che ci contassimo tra di noi per vedere se ci fossimo stati tutti. Ci cercavamo, scambiandoci le notizie e cercando di sapere dagli altri qualche informazione in più. E’ stata un’azione premeditata; ha dato l’impressione che tifosi del Legia e polizia avessero operato insieme come nei fatti che hanno preceduto la giornata di ieri. E’ stato vergognoso! Siamo stati intimiditi, provocati, insultati, trattati come delinquenti, dati quasi in pasto a una tifoseria che, come dimostrano i dati, è tra le più violente. Noi siamo stati fortunati, perchè avevamo prenotato un taxi provato e, partiti in ritardo dall’hotel, l’autista ci ha portato direttamente nel settore ospiti, dove siamo stati subito portati dentro dalla polizia; dove abbiamo subito, come tutti, due perquisizioni, il controllo del tasso alcolemico, ci hanno fatto togliere le scarpe, ci hanno ripreso e sempre con atteggiamento niente affatto socievole, coadiuvati da qualche agente della polizia italiana, come testimoniava il chiaro accento romano. All’uscita il copione non è cambiato, anzi. Ore di attesa al freddo; usciti a gruppetti di cinque/sei, nuove riprese e perquisizioni, cani chiaramente aizzati apposta mentre si passava per un nuovo sbarramento che ti constiva solo di uscire se c’era un taxi o se c’era quello che avevi prenotato, ovviamente senza scorta. Ma le testimonianze dei ragazzi, delle persone, che hanno vissuto un pomeriggio da incubo nelle strade di Varsavia sono agghiaccianti. Fermi preventivi e indiscriminati, violenze gratuite, provocazioni continue. Tassisti che lasciavano gruppetti isolate davanti alla curva dei tifosi del Legia… e che dire delle persone che segnalavano nei vari alberghi la presenza dei tifosi? Se poi qualcuno non è riuscito a mantenere la calma, non sorprende davvero!
E poi bastava vedere qualche prima pagina dei giornali di Varsavia questa mattina per rendersi conto di quella che è stata un’azione premeditata. Un signore di Catania, incontrato in aeroporto, che lavora da qualche tempo in Polonia, mi diceva che la polizia non aspettava altro. E’ vero, qualche volta gruppetti di tifosi in trasferta hanno dato adito a qualche azione della polizia, ma stavolta è andata in maniera completamente diversa.”

Ferrara prevede: “Berlusconi sarà arrestato”

giuliano-ferrara-tuttacronacaL’accusa dei giudici, secondo Giuliano Ferrara, è chiara: “Berlusconi non ama giocare a canasta con delle coetanee. Lele Mora non faceva di mestiere il notaio, bensì il procacciatore di starlet per l’industria dello spettacolo, in particolare televisivo. Emilio Fede, che è una maschera della commedia all’italiana da sempre, era amico di Berlusconi. Hanno organizzato con amiche anche avventizie numerose cene private di tono scollacciato e teatrino di un gioco burlesque chiamato bunga bunga.” E’ quanto scrive l’Elefantino ne Il Foglio per spiegare che “Tutto è pronto per il grande rogo”. Il giornalista ne è certo, le toghe trascineranno Silvio Berlusconi in un altro processo “Ruby” per corruzione e come sempre hanno il verdetto già scritto. Le sue previsioni vedono un Berlusconi che sarà trascinato in una nuova inchiesta e in nuovo processo che si svolgerà in tempi rapidi tanto che entro l’estate tutto sarà già finito con l’inevitabile condanna di Silvio e anche con un “grande arresto”. Ecco lo schema delle toghe secondo Ferrara: “Inseguo il tuo stile di vita che disprezzo, ti condanno per prostituzione senza nemmeno avere la prova di atti sessuali, ti espongo al pubblico ludibrio e poi ti accuso di aver pagato le ragazze per rilasciare false dichiarazioni. Seguiranno decreti di perquesizione, sequestri di conti, interrogatori, e forse arresti tra i quali il Grande Arresto, quello di Berlusconi”. Il finale, secondo il giornalista, è già scritto: “Berlusconi sarà sottoposto a un altro rito d’accusa immediato che minaccia di chiudersi entro l’estate e dovrà affrontare senza i suoi avvocati, ora coimputati, le prevedibili conseguenze di una devastante inquisizione delle coscienze disinibite e ora impaurite e confuse. Tutto è pronto per il gigantesco rogo simbolico di una compagnia di giocherelloni che non sapevano di vivere in una Repubblica talebana d’Europa”.

Le foto dell’incidente mortale di Paul Walker, protagonista di Fast and Furious

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Paul Walker, uno dei protagonista di ‘Fast and Furious’, è morto nella notte a Los Angeles in un incidente d’auto. Lo ha reso noto il suo staff su Facebook.

Questo è il video che ritrae Walker 30 minuti prima dell’incidente:

“E’ con il cuore davvero a pezzi che dobbiamo confermare che Paul Walker è morto in un tragico incidente d’auto. Era in una vettura guidata da un amico ed entrambi hanno perso la vita”, si legge nel post pubblicato sul profilo Fb dell’attore.

Il video dell’incidente:

Walker, 40 anni, ha conosciuto la gloria interpretando il ruolo di Brian O’Connor, un agente infiltrato nel mondo delle corse automobilistiche, nei film della saga di successo ‘Fast and Furious’.

Il video dei soccorsi:

Paul Walker era uno dei protagonisti che aveva partecipato a cinque dei sei film della serie di Fast and Furious, al fianco di Vin Diesel e Michelle Rodriguez. Secondo i media statunitensi, l’auto su cui viaggiava l’attore avrebbe colpito l’albero e preso fuoco.

La gallery con le foto del tragico incidente e l’auto distrutta su cui viaggiava Walker:

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Il male dell’Italia non sono solo i politici: denunciati 5mila dipendenti pubblici

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Drammatico il rapporto della Guardia di Finanza che per il 2013 parla di oltre 5mila dipendenti pubblici denunciati per corruzione e truffa (dai falsi poveri ai finti consulenti) e 3 miliardi rubati allo stato.

Nel rapporto si legge:

“Nell’ambito delle verifiche imposte dai processi di spending review sono state predisposte campagne massive di controllo su forme diffuse di irregolarità, relativamente alla fruizione dei ticket sanitari e delle prestazioni sociali agevolate, per incrementare i livelli di compliance tra i potenziali beneficiari di tali agevolazioni”.

A godere della agevolazioni soprattutto i falsi poveri:

“Su 8.000 controlli effettuati, sono stati trovati 2.500 soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sociali agevolate come l’accesso in corsia preferenziale ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, i “buoni libro” per studenti e le borse di studio, i servizi socio sanitari domiciliari, le agevolazioni per i servizi di pubblica utilità, quali luce o gas. Sono state accertate frodi al sistema previdenziale ed assistenziale per oltre 77 milioni di euro. Le principali truffe hanno riguardato la corresponsione del cosiddetto ”assegno sociale” a favore di cittadini extracomunitari fittiziamente residenti, l’indennità per falsi invalidi, le misure di sostegno alla disoccupazione per falsi braccianti agricoli ed il pagamento di pensione a soggetti deceduti”.

Capitolo “consulenze inutili”:

Tra gennaio e ottobre 2013 la Guardia di Finanza ha denunciato alla Corte dei Conti 150 casi di consulenze non necessarie, calcolando un esborso illecito pari a 8 milioni e 454 mila euro. Ben più alte sono le altre spese causate dalla mala gestione delle istituzioni.

Appalti truccati, uno dei casi più eclatanti a Brindisi dove “è finita sotto inchiesta l’attività dell’Area Tecnica della Asl per l’assegnazione di lavori a ditte amiche”:

“Il meccanismo fraudolento prevedeva l’apertura e successiva chiusura delle buste contenenti le offerte economiche delle ditte concorrenti; la comunicazione a ditte conniventi delle informazioni così acquisite, affinché fosse possibile formulare l’offerta più idonea per vincere la gara; la sostituzione furtiva delle buste contenenti le originarie offerte presentate dalle medesime imprese con delle nuove predisposte fraudolentemente in base al vantaggio conoscitivo indebitamente ottenuto”.

Sanità malata:

Scrive il Corriere della Sera: Sono 626 i dipendenti pubblici che dovranno rendere conto dei propri illeciti e di aver provocato un danno di ben 233 milioni di euro. E sono migliaia i cittadini che hanno truffato lo Stato riuscendo ad ottenere prestazioni pur non avendone i requisiti o comunque rimborsi non dovuti. Le denunce finora presentate nel 2013 sono state 5.300 con un danno calcolato di oltre 9 milioni di euro.
Vicenda simbolo — molte altre analoghe sono state verificate in numerose parti d’Italia — è stato scoperta dai finanzieri di Caserta dove la Asl non aveva aggiornato da anni gli iscritti nelle liste dei medici di base. Sfruttando sia pur inconsapevolmente queste omissioni circa 400 dottori di tutta la provincia hanno continuato a percepire compensi relativi a «1.215 soggetti deceduti, 2.010 emigrati all’estero e 2.763 emigrati fuori provincia». Danno accertato: 1,5 milioni di euro.

Falsi poveri e ville:

Da Padova a Lecco, arrivando a Roma, sono migliaia i casi di «falsi poveri» scoperti dai finanzieri. A Padova è stata denunciata una pensionata settantenne che abitava in una villa con piscina, aveva altri 14 immobili di proprietà affittati «in nero» per un canone mensile che oscillava tra i fino a 4.600 e i 5.000 euro al mese. Non solo non aveva denunciato introiti per oltre 220 mila euro, ma negli anni scorsi aveva ottenuto il rimborso delle tasse universitarie sostenute per il figlio e chiesto al Comune le prestazioni economiche assistenziali, dichiarando di appartenere a un nucleo familiare indigente. A Lecco sono state denunciate 53 persone che hanno percepito illecitamente dal Comune il sostegno dovuto a chi si trova in «stato di bisogno». Si tratta di una somma mensile che oscilla tra i 500 e i 3.000 euro al mese, quindi un vero e proprio stipendio pur non facendo nulla e soprattutto potendo contare su altre «entrate»

Renzi e i suoi 3 punti, o cade la maggioranza

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Renzi parla da giorni già da segretario del Pd e detta le condizioni per mantenere il Governo in piedi ”Letta deve sapere che il suo esecutivo ora è incentrato sul Pd. Ha cambiato forma, le larghe intese originarie non ci sono più. Il Pd ha 300 deputati e Alfano ne ha 30. Il governo sta in piedi grazie a noi. Alfano dice che può far cadere Letta. Bene, così si va subito al voto. Io non ho paura. Lui sì. Perché sa che Berlusconi lo asfalta”. Per Matteo Renzi, chi vince le primarie del Pd ”impone la linea. Saremo leali ma conseguenti”.

Al premier Enrico Letta, spiega in un’intervista a La Repubblica, ”offro una disponibilità vera, un patto di un anno. E quindi proporremo tre punti che noi consideriamo ineludibili”, e cioè riforme, lavoro ed Europa. E se l’esecutivo non realizzerà questi obiettivi, il Pd ”separerà il suo destino da quello della maggioranza”.

”Il primo punto che porremo saranno le regole del gioco. Si mandino in pensione i saggi che vanno in ritiro a Francavilla e la proposta di modifica dell’articolo 138”, afferma Renzi, che rilancia la Camera delle autonomie locali e sostiene l’ abolizione di ”enti inutili come il Cnel” e la riforma del Titolo V della Costituzione. Quanto alla legge elettorale, ”va bene qualsiasi riforma, purché si faccia e purché garantisca il bipolarismo e la governabilità”.

Il secondo punto è l’economia, partendo dal ”Job act: semplificazione delle regole nel lavoro, garanzie a chi non ne ha”, dichiara Renzi, secondo cui la patrimoniale ”ora sarebbe un errore politico”.

Il terzo punto è ”l’anima del Paese. Letta vuole gestire il semestre europeo, allora si diano contenuti. Spendiamo meglio i fondi comunitari. Investiamo anche su scuola, immigrazione e diritti”, prosegue il sindaco di Firenze. Sulla fedeltà dei democratici in Parlamento alla linea del Pd, ”le cose da fare le decideranno gli italiani che parteciperanno alle primarie. Difficilmente qualcuno si tirerà indietro. Ma se c’è chi punta a spaccare il gruppo – avverte Renzi – sappia che la conseguenza saranno le elezioni anticipate”, per le quali serve ”un Pd forte”. Quanto al Presidente Giorgio Napolitano, ”il capo dello Stato fa bene il suo ruolo. Ma nel rispetto dei ruoli, mi limito a far presente che un Pd forte fa bene anche alle istituzioni”.

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