Pasquale Davi e Roberta Ragusa, scoppia il duello in tv!

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Lo chef italiano, pasquale Davi che lavora a Cannes, continua ad affermare che il 17 maggio 2012 ha visto e parlato con Roberta Ragusa. L’uomo ha anche avuto un colloquio informale con i carabinieri nel quale ha affermato:  ”Mi trovavo in Italia, più precisamente nei pressi di Parma, per un breve periodo di vacanza – ha detto all’Ansa – e ne ho approfittato per avvertire i carabinieri di Pisa e venirli a trovare per confermare quanto avevo già detto tempo fa ai loro colleghi di Ventimiglia”.

Dopo l’incontro con gli inquirenti, l’uomo ha raccontato: ”Era Roberta Ragusa la donna che ho visto fuori dal ristorante dove lavoro. Ne sono sicuro”. Il cuoco ha poi confermato che a quell’incontro ha assistito anche un suo collega, un cameriere italofrancese, Nicola Bendinelli, anche lui già sentito dai carabinieri che indagano sulla scomparsa della donna. ”Purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarla, né a fissare altre immagini di quell’incontro – ha proseguito Davi – ma il parcheggio verso il quale la donna, in compagnia dell’uomo brizzolato con la quale l’ho vista, si è diretta è sorvegliato da una serie di telecamere a circuito chiuso. Non so se le registrazioni sono ancora disponibili, né se potranno essere utili alle indagini”.

Davi, infine, ha spiegato come mai non fu ascoltato subito dagli investigatori pisani, ma oltre un anno dopo. ”Io ho contattato subito i carabinieri di Pisa – ha concluso Davi – ma evidentemente in quel periodo ricevevano tantissime segnalazioni di presunti avvistamenti. Ma non ho nulla da dire su come sono state condotte le indagini. Io, invece, nelle scorse settimane sono stato ascoltato dai carabinieri di Ventimiglia su delega della procura di Pisa e poi con gli avvocati di Antonio Logli per le loro indagini difensive”.

Ma la lite è scoppiata oggi a Pomeriggio Cinque tra Davi e Gozi, il testimone che invece ha dato una versione dei fatti ben diversa: quella notte, secondo il secondo testimone, Logli sarebbe stato in auto con donna (probabilmente la Ragusa) e ci sarebbe stata una lite molto animata.

Durante la trasmissione Mediaset, lo chef ha ribadito la sua tesi: ”La donna che ho visto e con la quale ho parlato, era Roberta Ragusa”. Ma Gozi, in collegamento da Gello, il paese da dove è scomparsa la donna la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, ha prima scosso la testa e poi ha chiesto al cuoco: ”Come fa a essere sicuro di un riconoscimento fatto su una foto vecchia”. Poi in trasmissione è intervenuta, anche lei in collegamento telefonico come Davi, anche Maria Ragusa, la cugina di Roberta, che ha criticato ”alcuni commenti personali fatti in questi giorni da Davi”.

“Lo ringrazio per la segnalazione fatta – ha spiegato la cugina – ma credo che non siano opportune le sue valutazioni sullo stato di eventuale tristezza di Roberta o del marito Antonio Logli”. Il ping-pong e’ andato avanti a lungo finche’ Maria Ragusa non ha affermato, prima di chiudere il collegamento, che ”nessuno può permettersi di infangare Roberta”, riferendosi al fatto che potesse essere andata via insieme a un uomo. ”Non ho offeso nessuno – ha replicato Davi – e non ho detto che quell’uomo era il suo amante. Ma sono sicuro che era lei, perché quando gliel’ho chiesto lei non ha negato ma ha semplicemente sorriso cercando di cambiare discorso. Io non infango nessuno e voglio precisare che non voglio difendere nessuno: la mia testimonianza non e’ fatta per difendere Logli, che io non conosco, ne’ conoscevo prima. Ho solo parlato con il suo avvocato al quale ho detto le stese cose che avevo detto agli inquirenti”.

E nuovamente Gozi ha litigato con Davi dicendogli ”che lui non sa nulla di Roberta: la sua vita privata e’ stata scandagliata a fondo dagli inquirenti”. E ha poi concluso, prima di togliersi il microfono e abbandonare la puntata: ”Lo dico perché lo so per certo perché ho visto io i verbali fatti dai carabinieri”. A quel punto anche Davi ha chiuso la conversazione telefonica.

Nocerina, ora anche gli allievi vengono aggrediti!

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Sono ragazzi di 16 o 17 anni, sono gli allievi della Nocerina e sono stati aggrediti e picchiati perché indossavano le tute della società quando si sono ritrovati al bar di  Mercato San Severino. Il derby farsa, non è quindi l’unico e solo evento allucinante e avvilente che ha richiamato l’attenzione dei media, il problema oggi si sta allargando a macchia d’olio e i fenomeni, già preoccupanti, sono diventati allarmanti. Gli allievi, 5 ragazzi, avevano deciso di fare un giro in paese dopo cena. Nel bar, però, sono stati aggrediti da una ventina di balordi. Dopo gli insulti e i cori contro la Nocerina le vie di fatto: gli allievi sono stati picchiati, anche con calci al volto. Ad avere la peggio è stato A.P., attaccante del 1998: Il giocatore è stato costretto a far ricorso alle cure dei sanitari per un calcio al volto che gli ha causato una forte contusione.

Il silenzio su Olbia: oggi i funerali delle vittime del maltempo

sardegna_funerali-tuttacronacaIl silenzio ha invaso Olbia oggi, schiacciata dal dolore e riunita nella preghiera. Al Geopalace si sono svolti i funerali di sei delle vittime del violento ciclone Cleopatra, che ha messo in ginocchio l’isola. I funerali hanno avuto inizio con l’arrivo delle bare, due delle quali bianche. Si trattava del piccolo Enrico, di tre anni, e di Morgana, appena due. Il bimbo era morto abbracciato al suo papà, Francesco Mazzoccu, 35 anni, la cui bara è stata portata a braccio dai suoi compagni di kick-boxing.

Le centinaia di persone giunte per rendere omaggio alle salme, in un’atmosfera di grande commozione, hanno pianto anche la morte di Patrizia Corona, la madre di Morgana, entrambe travolte dal fiume di fango. Esequie funebri anche per Anna Ragnedda, l’anziana annegata nella sua abitazione di via Lazio, e Maria Massa, di 88 , trovata in un canale vicino casa.  ​In mattinata erano state celebrate anche le esequie di tre vittime morte in seguito al crollo di un terrapieno sulla Provinciale 38 tra Olbia e Tempio, in località Monte Pino: Bruno Fiore, 68 anni, della moglie Sebastiana Brundu, di 61, e della consuocera Maria Loriga, di 54.

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Cosa s’annida al Bolshoi?

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Scandali su scandali al Bolshoi e questa volta l’attacco è di tipo razzista. La ragazza è Precious Adams, 18 anni, una ballerina americana di colore che in primavera sarà una delle prime afro-americane all’Accademia del Bolshoi di Mosca. lei ha denunciato le discriminazioni a causa del colore della sua pelle. Uno sfogo pubblicato dal giornale in lingua inglese Moscow Times.

La ragazza ha raccontato la sua storia fatta di discriminazioni e frasi razziste fino a sentirsi dire “prova a sfregar via il nero”. L’ultimo episodio è avvenuto alla  selezione delle ballerine in vista del 240° anniversario dell’Accademia: una istruttrice incaricata di passare in rassegna tutte le ragazze le ha detto “cosa stai facendo qui?”, invitandola poi a lasciare l’aula dell’audizione. Adams ha precisato di non voler presentare un reclamo ufficiale dicendosi poco fiduciosa del suo effetto.

L’Accademia del Bolshoi ha riferito di non aver ricevuto alcuna segnalazione di discriminazione da lei né da altri studenti stranieri le cui iscrizioni sono sempre si più. La scorsa settimana, Joy Womack, diciottenne ballerina statunitense, prima americana ad entrare nell’Accademia del Bolshoi, aveva accusato la dirigenza del teatro, senza fare nomi, di esigere denaro in cambio di piccole parti durante gli spettacoli. A lei sarebbero stati chiesti 10mila dollari.  Cosa s’annida al Bolshoi?

#Telecomdown: un’ora di panico in Italia

Telecom-down-tuttacronacaDown di Telecom in tutta Italia e, come da prassi, gli utenti si sono poi scatenati sui social network. Il down ha avuto una durata di circa un’ora, coinvolgendo anche il centralino del 187. Subito milioni di utenti sono stati gettati nel panico e le loro preoccupazioni hanno preso l’aspetto di un hashtag: #Telecomdown. Da parte sua, Telecom non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale a riguardo, lasciando questo improvviso down delle comunicazioni, avvolto nel mistero.

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55 sculture di ghiaccio: a Bruges va in scena “Snow and Ice Sculpture”

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28 artisti e 55 sculture di ghiaccio questo il festival “Snow and Ice Sculpture” in programma a Bruges dal 22 novembre a 5 gennaio. Armati di martello e scalpello, gli scultori hanno lavorato su oltre 250 quintali di ghiacci, per dare forma a opere ispirate al cartone Disney “Frozen”.

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Anche la sorella di Giulia Ligresti, Jonella è fuori dal carcere

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La sorella di Giulia, Jonella Ligresti  dopo 4 mesi il carcere di San Vittore può andare ai domiciliari. Lo ha deciso il Gip di Torino per le minori esigenze cautelari dovute al fatto che la Ligresti ha chiesto nei giorni scorsi di patteggiare con la procura di Torino una pena di 3 anni e 4 mesi. Giulia Ligresti ha patteggiato una pena a due anni e 8 mesi, il fratello Paolo ha evitato il carcere perché in Svizzera. La notizie arriva proprio nel giorno in cui la Cancellieri incassa la fiducia in Parlamento e rimane al suo posto nonostante lo scandalo. 

Slitta ancora la legge elettorale… blindato il Porcellum?

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Ennesimo rinvio, ormai nessun italiano spera più che il Porcellum si possa cambiare. Poi verrà Natale, poi Pasqua, poi Ferragosto e chissà in quale anno si potrà dire addio al Porcellum.  L’esame della riforma della legge elettorale da parte della commissione Affari Costituzionali del Senato finisce anche questa volta, infatti è terminato con un nulla di fatto. L’ufficio di presidenza ha deciso, a maggioranza, che la commissione si riunirà la settimana prossima, giovedì 28 novembre, il giorno dopo la prevista votazione d’aula sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

“Non ci resta che attendere il 3 dicembre, la decisione della Corte costituzionale” spiega il professor D’Alimonte in un’intervista a Italia Oggi. Questo in poche parole significa che non il tempo per cambiare il porcellum è scaduto. “Al parlamento – spiega ancora D’Alimonte – non resterà che adeguarsi alla pronunciamento della Consulta”.

Roberto Giachetti, al 45 esimo giorno di sciopero della fame contro la legge porcata, attacca: “Tutti fischiettano – prosegue Giachetti – e fanno finta di nulla aspettando solo lo schianto”. E poi fa appello ai presidenti di Camera e Senato: “Come possono accettare una situazione del genere, hanno il dovere di difendere le istituzioni”.

Sembra proprio che il Porcellum sia stato blindato!

UOVA ALLA DIOSSINA IN LOMBARDIA!!!

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Sono ben due le sostanze cancerogene riscontrate nelle uova in Lombardia: diossina e pcb. L’Asl ha riscontrato queste due sostanze in almeno 23 pollai  tra Milano, Sesto San Giovanni e Monza Brianza, in 15 allevamenti di Cerro al Lambro e in 9 di Mantova e hinterland. I tassi di diossina superano il limite europeo di 5 picogrammi per grammo di grasso e secondo le analisi effettuate finora dall’Asl il 76% delle uova nei pollai degli allevamenti in Lombardia sono avvelenate. Questi dati sono emersi grazie al piano varato dal ministero della Salute in tutti  i 57 siti inquinati di interesse nazionale (sette quelli lombardi), per verificare la presenza di contaminanti nelle uova e nel latte. I dipartimenti di prevenzione veterinaria dell’Asl hanno analizzato campioni di uova di 30 allevamenti per autoconsumo (non destinati a finire sui banchi di negozi e supermercati) che si trovano nel raggio di 10 chilometri dal sito di Sesto San Giovanni, altrettanti per il polo industriale di Mantova e 31 per il sito di Cerro al Lambro. Entro la fine dell’anno il monitoraggio sarà concluso anche per le aree inquinate di Milano Bovisa, Pioltello-Rodano e Brescia-Caffaro.

Il maltempo non lascia tregua: ora l’allarme riguarda il Veneto

allagamenti-tuttacronacaRischio idrogeologico nella maggior parte della regione per il Veneto a partire dalle 12 di giovedì e fino alle 16 di venerdì. Il rischio di attenzione riguarda in particolare l’Alto Piave in provincia di Belluno, l’Alto Brenta e Bacchiglione nelle province di Vicenza, Belluno e Treviso, il Basso Piave, il Sile e il bacino che scola in laguna, nelle province di Venezia, Treviso e Padova, la zona di Livenza, Lemene e Tagliamento nelle province di Venezia e Treviso. Come ricorda il Gazzettino, le amministrazioni locali dovranno porre in atto le procedure di allerta dovute a conclamate criticità o particolari sofferenze idrogeologiche e idrauliche presenti nel territorio di competenza. In particolare i Comuni caratterizzati dalla presenza di fenomeni di colate rapide dovranno attivare azioni di controllo del territorio in quanto tali fenomeni di dissesto sono particolarmente sensibili alle precipitazioni temporalesche intense.

No Tav la tensione cresce! Scontri vicino alla sede del Pd

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Oggi era il giorno del vertice italo francese tra Letta e Hollande a Roma, ma proprio per questo i No Tav hanno scelto di scendere per le vie del centro della Capitale per rivendicare il diritto alla casa. Le forze dell’ordine hanno blindato l’ambasciata francese di palazzo Farnese chiudendo tutte le vie d’accesso. Incidenti tra manifestanti e le forze dell’ordine sono avvenuti nei pressi della sede nazionale del Pd in via Sant’Andrea delle Fratte. I manifestanti, circa una settantina, volevano raggiungere la sede del partito e la polizia ha compiuto una carica di alleggerimento. I manifestanti si sono poi diretti verso via della Mercede. I dimostranti hanno lanciato una bomba-carta nella piazzetta all’incrocio tra via di Propaganda e via della Mercede, hanno riferito dal Pd, ma non sono riusciti ad avvicinarsi alla sede del partito democratico.  Diverse le bandiere con su scritto No Tav e striscioni dove è scritto «casa e reddito». Uno degli striscioni esposto dai manifestanti fa riferimento ad alcuni arresti avvenuti in Spagna nel corso delle proteste contro la Tav. «Con i No Tav Baschi – si legge sul cartellone – che rischiano dai 5 ai 9 anni di carcere per una torta in faccia alla presidente Si Tav della Navarra».

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Secondo quanto si è appreso sono presenti almeno una cinquantina di manifestanti provenienti dalla Val di Susa. Partecipano al sit-in anche alcuni esponenti del comitato in difesa delle ferrovie locali della provincia di Cuneo. «Esiste già la linea ferroviaria del tardo 800 Cuneo-Nizza – ha spiegato uno dei manifestanti – una linea che potrebbe essere rimodernata e che invece è destinata alla chiusura. Per questo abbiamo già raccolto 18mila firme». Tutti i negozi di Campo de’ Fiori sono chiusi, così come alcuni locali limitrofi alla piazza. Da qui gli attivisti hanno provato a muoversi in direzione del Senato. A bloccarli c’è però un cordone delle forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa, che impediscono al corteo improvvisato di passare da via dei Baullari. A un certo punto in via dei Giubbonari i militanti hanno tentato di forzare il cordone di agenti, e sono partite cariche contro le prime file. Un giovane è rimasto ferito alla fronte e secondo i manifestanti ci sarebbero diversi contusi. Forti gli scoppi dei petardi e tanti anche i fumogeni. Molte persone sono rimaste invece in piazza, nelle retrovie.

Storie di degrado e di abbandono: nudo nella fontana di piazza Santo Spirito

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Questa mattina, intorno alle 11 in piazza Santo Spirito a Firenze, un uomo si è spogliato completamente nudo e si è tuffato nella fontana del 1812 opera dell’architetto Giuseppe del Rosso. In una piazza con case quattrocentesche, il palazzo Guadagni del 1505 e  basilica di Santo Spirito ultimo capolavoro di Filippo Brunelleschi è davvero drammatico vedere il degrado a cui queste opere d’arte vengono lasciate. In quale altra città del mondo con una fontana dei primi dell’800, in un contesto storico prezioso e unico, sarebbe permesso a un uomo di farsi il bagno nudo?

“Ho anche visto chi nella fontana si fa la barba – commenta ironica Marta, che ha postato le foto su Facebook con il titolo ‘La Dolce vita’ – apparecchia con asciugamano e si specchia nell’acqua. Scena di un certo valore poetico, nonostante tutto”.  Noi di poetico ci troviam ben poco, ma pubblichiamo le foto e lasciamo ogni commento a voi!

Ecco a voi… il pesce naso!

pesce-naso-tuttacronacaLa natura non smette mai di stupirci per le bizzarre creature nelle quali ci si può imbattere. Una di queste è il pesce-naso, affiorato in Vietnam ma pescato anche in Canada. Si tratta di un lontano cugino degli squali che vive nelle profondità marine, a circa 3mila metri. Il naso di questo pesce può arrivare fino ad una lunghezza di tre metri.

Lo scivolo più alto del mondo… ci si lancerà dal 17° piano!

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Sarà come lanciarsi dal 17° piano quando il 23 maggio 2014 verrà inaugurato il parco acquatico di Schlitterbahn a Kansas City e i visitatori potranno viaggiare su Verruckt  (insano in tedesco), ovvero lo scivolo acquatico più alto al mondo. Verruckt non sarà solo il più alto, ma anche il più ripido e il più veloce al mondo!

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Caffé e coca cola a 20 euro, questo lo scontrino di Volo a Firenze

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Reazione a catena per lo scontrino postato da Fabio Volo su Twitter dove  si legge chiaramente che sono stati fatti pagare 20 euro per un caffé e due coca cola al tavolo. Il bar è uno dei più centrali e frequentati da turisti, ma davvero non si capisce il prezzo che francamente è sembrato esagerato. Lo stesso Volo ha poi commentato su Twitter “è un po’ che non venivo a Firenze…”. L’attore-scrittore è infatti nel capoluogo fiorentino per presentare  il suo ultimo libro ‘La strada verso casa’. Quasi un lavoro da Iena e Volo forse si ricorda ancora i servizi che lanciava quando era uno di loro, ma non avrebbe mai immaginato la catena di 800mila follower che commentavano il suo tweet. Poi Volo ha voluto smorzare i toni e dichiarare  “non volevo fare polemica, è chiaro che a Brescia si spende meno che a Firenze. Capisco anche i gestori che devono pagare affitti molto alti”.

Commesso o re? Entrambi! La storia di Didi de Graft

Didi-de-Graaft-tuttacronacaLa curiosa storia del 47enne ghanese Didi de Graft la racconta il tabloid Bild. Spiega il giornale che l’uomo, arrivato in Germania da studente nel 1989 ed entrato a lavorare nella catena Jibi di Bielefeld, in Nordeno-Vestfalia, fa carriera fino a diventare responsabile per il settore frutta e verdura. Proprio in questa città conosce la moglie Lisa, con la quale ora ha un figlio 12enne, Marvin. Cos’ha di particolare questa storia? Che mentre l’uomo si costruiva una vita in Germania è arrivata la telefonata di uno zio. Era il 2009 quando il re di Suma Ahrenko, città ghanese della regione di Brong-Ahafo chiamò il nipote per spiegargli che, a 78 anni, non aveva più la giusta energia per vigilare sui sudditi: “Sono troppo vecchio, devi continuare tu”, avrebbe detto al suo erede. Da allora de Grant è diventato re di Suma Ahrenko, precisamente re Nana Adutwum Barimah, che però a corona e scettro preferisce il suo lavoro e così, nonostante l’onore, vuole fare il sovrano a distanza, dalla Germania, senza mollare tutto per tornare definitivamente in Ghana, dove pure passa diverse settimane all’anno. Così Didi de Graft, monarca 2.0, amministra il suo piccolo territorio grazie alla tecnologia: “grazie a internet e al telefono”.

Continua a tremare l’Umbria: scossa di terremoto a Gubbio

terremoto-umbria-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3 alle 15.13 nel distretto sismico del Bacino di Gubbio. Il sisma ha avuto ipocentro a 8.7 chilometri di profondità ed epicentro in provincia di Perugia, nei pressi di Gubbio. Altri comuni a meno di 20 km dall’epicentro sono Cantiano, Pietralunga, Costacciaro e Scheggia e Pascelupo. 

L’Anfiteatro crolla a Spoleto, ma 50mila euro non si trovano?

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“La situazione all’interno dell’Area dell’anfiteatro è grave: ci sono stati una serie di crolli che hanno interessato una stanza al primo piano del complesso. Hanno ceduto porzioni di copertura e due capriate in legno che coprono ambienti risalenti al 1200 e 1300. Secondo una stima effettuata, dopo un sopralluogo da parte degli uffici tecnici, per apportare i primi interventi di messa in sicurezza solo su questa parte dell’edifico servono oltre 50mila euro”: questo il grido d’allarme lanciato dal Sindaco Daniele Benedetti dopo i recenti crolli, tra cui quello di 10 metri di cornicione, sul Vicolo del Quartiere.

Aggiunge il sindaco: “I finanziamenti che servono per agire in fretta, e quindi per mettere in sicurezza solo questa porzione della struttura, con efficacia limitata nel tempo, contiamo di coprirli grazie alle somme stanziate nel bilancio di previsione 2013 e agli introiti della Legge 10. Ma è evidente che ci troviamo di fronte ad un’emergenza ben più complessa e non più rimandabile. Questa grande area ha bisogno di lavori strutturali che possano mettere in sicurezza l’intero complesso, sia per evitare situazioni di pericolo per la cittadinanza sia perché non possiamo correre il rischio di vedere deteriorarsi un ingente patrimonio storico-architettonico, parte fondamentale dell’identità culturale di Spoleto e bene culturale del Paese. Tanto per dare un’idea i macro numeri ci dicono che l’area supera i 17mila metri quadri lordi di superficie. La superficie utile al netto è pari a 9mila e 500 metri quadri. I tetti sono complessivamente circa 7mila 500 metri quadri e per sistemare solo questi ultimi occorrono circa 5milioni di euro.”

“Non posso in questa situazione esimermi dal fare un appello alla Regione. I fondi che erano stati stanziati – spiega Benedetti – nel 2001, nell’ambito del programma per il recupero post sisma, per un progetto complessivo di riqualificazione dell’area, sono stati sospesi nel 2010 destinandoli a interventi per edifici privati. Al Comune di Spoleto sono stati tolti quasi 16 milioni di euro. Di fronte ad una situazione come questa serve una presa di coscienza da parte di tutti e un’assunzione di responsabilità. Il Comune di Spoleto non può da solo farsi carico di un’area vastissima del centro storico della città che presenta episodi artistici ed emergenze culturali di altissimo livello, una risorsa ingente a cui le istituzioni politiche e culturali non possono rimanere indifferenti”.

Eni vende! 2,94 miliardi per la cessione delle quote di Severenergia alla Russia

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Severenergia è Russa! Eni ha ceduto il 60% di Arctic Russia, che detiene il 49% di Severenergia, a Yamal Development, per 2,4 dollari.

“Con questa vendita, si legge in una nota del gruppo, Eni monetizza l’investimento, giunto ad un elevato livello di maturità, nell‘upstream siberiano russo,coerentemente con gli obiettivi di creazione di valore per i propri azionisti. Eni manterrà una presenza significativa e forti relazioni con la Russia, sia in termini commerciali che strategici”.

Eni è il maggiore acquirente di gas da Gazprom e uno dei maggiori acquirenti di greggio da Rosneft. Ha inoltre una joint venture con Rosneft per l’esplorazione congiunta di promettenti asset esplorativi nel Mar Nero e nel Mare di Barents, ed è partner di Gazprom nel progetto South Stream che, una volta completato, trasporterà 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno, contribuendo a migliorare la sicurezza energetica europea.

C’è chi dice no! La Cancellieri resta al suo posto con 405 voti contrari alla sfiducia

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Il ministro della Giustizia ha ottenuto la fiducia alla Camera. I deputati dovevano votare una mozione di sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle. I sì sono stati 154, 405 i no, 3 gli astenuti. Intanto torna d’attualità la segnalazione di Salvatore Ligresti al Cavaliere per lasciare Anna Maria Cancellieri come prefetto di Parma.

I vip per la Terra dei Fuochi: Da Pelù a D’Alessio

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«Come toscano mi scuso con la Campania e colgo l’occasione per farlo dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno. Ho letto giorni orsono che tra i rifiuti tossici ritrovati nella terra dei fuochi ci sono anche quelli toscani. Anche la mia civilissima Toscana ha fatto questo? Ne ho sofferto. Mi vergogno e vi prometto che saprò nella mia terra come farla pagare a chi di dovere». Queste le parole di Piero Pelù, che fra qualche ora alla  Fnac di via Luca Giordano a Napoli presenterà il suo nuovo cd «Identikit» ha anche aggiunto: «Il dramma della terra dei fuochi riguarda noi tutti; è un errore circoscriverlo. Dobbiamo stare attenti a non perdere mai di vista la nostra libertà di cittadini. Ci vuole coraggio ma agendo tutti insieme mi piace sperare che ci possa essere un nuovo futuro»

E poi ha precisato:  «Non mi sono mai tirato indietro non si può distinguere la musica dal mondo: la musica è figlia del quotidiano, del momento storico. Circa dieci anni scrissi Occhi, canzone dedicata ai profughi (“E sbarcano segnati dall’immensità dei mari… e dei ricordi scavalcano le onde paraboliche verso un niente che ha fretta…”); qualche anno dopo ho composto Fiorirà in cui parlavo della protesta dei giovani di Locri contro lo strapotere della ‘ndrangheta e di tutte le mafie in Italia. Nell’estate del 2006 ho ricevuto anche una lettera anonima di minacce. Denunciai subito l’accaduto ai carabinieri».

Intanto, sulle morti per tumore nella Terra dei fuochi, interviene anche il cantautore napoletano Gigi D’Alessio: «Non voglio difendere nessuno, Nord o Sud, destra o sinistra, so solo – afferma D’Alessio – che le terre sono zeppe di veleno e le persone muoiono di cancro. Io ho perso mia madre, mio padre e mio fratello per il tumore, ma il problema è che non c’è futuro per chi deve ancora nascere e intanto questi litigano soltanto e non si concretizza nulla». Colpa del sindaco? «Del sindaco con tutto rispetto… io voglio difendere la popolazione, deve intervenire la Comunità europea e ci vuole la volontà di tutti». Il problema però – dice ancora l’artista, parlando questa volta del disastro in Sardegna – è che «chi deve fare il proprio lavoro non lo fa: la colpa è sempre di chi ci amministra. È come se andassi su un palco e non cantassi, questi rischi si devono prevenire, non si può – conclude – giocare con la vita delle persone». Ritornando al discorso sull’attualità, nell’inedito «Sto Rock» canta: «Il rock affila i denti contro gli arroganti come te». E’ una sorta di manifesto? «Sì. Io affilo i denti, mi indigno per le cose assurde che accadono, come il disastro ambientale che hanno procurato alla vostra — ma anche nostra — meravigliosa Campania Felix; uccidendo chissà quante persone innocenti. La malavita organizzata può arrivare ovunque, ma noi possiamo stare attenti, abbiamo il dovere di farlo, tutti insieme».

Chiesa Anglicana: sì alle donne vescovo

donne-vescovo-tuttacronacaAria di rivoluzione all’interno della Chiesa Anglicana. Il Sinodo, riunito ieri a Londra, ha approvato l’ordinazione delle donne vescovo. La vittoria è stata praticamente un plebiscito: 378 voti favorevoli, 8 contrari e 25 astenuti. Una frangia minoritaria, interna agli anglicani, tuttavia ha sollevato delle polemiche. Si tratta dello stesso gruppo che da tempo si fa portatore di una riforma della legislazione per vietare proprio l’accesso alla carriera ecclesiastica ai fedeli di sesso femminile. Ma neanche tutte le donne sono d’accordo con questo passo: già l’anno scorso in 2200 avevano firmato una petizione in opposizione alla nuova legislazione. Nella petizione, veniva chiesto che, alle chiese che non volessero accettare la nuova legislazioni, fosse assegnato un vescovo che ne condividesse le posizioni. “Non è un problema di uguaglianza, ma di teologia.”, spiega Susie Leafe, a capo del gruppo “Proper Provision” (che riunisce le oppositrici alla riforma) e che aggiunge: “Uomini e donne sono stati creati uguali da Dio, ma ci sono delle differenze nel ruolo che uomini e donne hanno all’interno della famiglia e nella Chiesa di Dio”.

Il video ufficiale di Like a Rolling Stone, ora esiste e diventa interattivo

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Da non esistere a diventare un video interattivo questa è la storia del videoclip ufficiale di Like a Rolling Stone, uno dei capolavori della discografia di Bob Dylan, votato dal magazine Rolling Stone come il miglior brano di sempre.

Ma cosa rende interattivo il video? In pratica mentre si ascolta e si guarda è possibile realizzare una sorta di zapping con la scelta di immagini da sedici diversi canali televisivi.

Per la versione interattiva clicca qui!

In fila per la firma… Mengoni arriva a Firenze ed è ovazione alla Feltrinelli

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Delirio alla Feltrinelli di Firenze dove oggi alle ore 14 è arrivato Marco Mengoni, il cantante del momento. Le ragazzine hanno atteso che con il cofanetto ‘Prontoacorrereilviaggio’ in mano nella speranza di un autografo o di una foto. Mentre attendevano hanno iniziato a cantare le canzoni di Mengoni.  

Mengoni firma autografi, si fa immortalare, concede anche qualche stretta di mano e abbraccio ma nessuna parola sul suo nuovo lavoro, nessun commento, nessuna intervista alla stampa. «Preferisce — fanno sapere dall’organizzazione — non perdere troppo tempo in parole in modo da poter dare più spazio ai suoi fan».

Condannato per tentato omicidio ma ancora in libertà. La lettera indignata

giustizia-tuttacronacaLa Nuova Ferrara ha pubblicato una lettera scritta dalla 54enne Lucia Panigalli, che venne aggredita il 16 marzo 2010 sotto casa dall’ex compagno. Dopo aver atteso per 3 anni, 7 mesi e 22 giorni di vedere condannato il 52enne Mauro Fabbri per tentato omicidio e a seguito della condanno a 8 anni e 4 mesi (in abbreviato, sconto di un terzo), ora la donna è indignata perchè lui si trova ancora a piede libero. È la conclusione di un iter giudiziario che aveva visto il caso finire già in Cassazione, ma poi bocciato perchè altri giudici di secondo grado interpretarono il reato come lesioni gravi, con una pena di 4 anni e mezzo appena. Nella lettera, la donna scrive: “Sono passati più di 3 anni ma ancora non mi spiego cosa può essere passato per la mente di un ‘uomò, che diceva di amarmi, e invece ha provato ad uccidermi nel modo più spietato e crudele”. E si chiede: “Ma cosa si deve commettere in questo paese per andare in galera? Non basta accoltellare una donna, alla cieca e al viso nel cuore della notte? È stato solo il destino o il semplice caso se non mi ha colpito in pieno occhio e raggiunto con la lama il cervello? Non basta sferrare calci in piena faccia frantumandole zigomi, setto nasale e causando vari ematomi cronici con grossi scarponi da lavoro? Possibile che si vada in prigione solo non pagando le tasse?”.  Scrivere e rendere pubblica la lettera, spiega, “mi è costato tanto ma l’ho sentito come un dovere, alla luce dei tanti, odiosi crimini commessi nei confronti delle donne e all’indifferenza delle istituzioni, che non sono in grado di proteggerle di fronte a ciò, almeno noi vittime sopravvissute abbiamo il dovere e il diritto di urlare al mondo intero il nostro dolore e delusione. Che ciò possa servire a tutti, affinchè la giustizia non rimanga un pensiero isolato nel cuore di chi ne ha bisogno per ricominciare a vivere, ma sia una efficace risposta in aiuto a chi subisce violenza”. Il suo avvocato, Patrizia Micai, ha voluto ricordate che “l’imputato, l’uomo condannato, poco dopo il fatto andava ripetendo ‘perdono, pagherò tutto, l’ho fatto per amorè. Un uomo che ha cercato di giustificare questo suo atto mercificandolo, volendo pagare, come fosse un oggetto la donna che diceva di amare. Da avvocato e da donna voglio dire che ci sentiamo tanto moderni, emancipati in tutto, ma che forse non ci rendiamo conto di un maschilismo che ci deve far sempre più preoccupare”.

Lo sciopero dei trasporti paralizza Genova

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Il trasporto pubblico locale, Atm, sciopera e Genova va in tilt. Nonostante la precettazione prevista per oggi gli autobus sono fermi nelle rimesse. E, secondo quanto riferisce il Secolo XIX, lo sciopero potrebbe prolungarsi fino a domani. Sotto la sede di Primocanale, nel centro della città, ci sono stati momenti di tensione. L’edificio è presidiato da alcuni agenti di polizia in tenuta antisommossa, ma i manifestanti, circa 300, hanno cercato di superare il cordone, venendo respinti. Il traffico per l’accesso allaSopraelevata, la principale via di scorrimento della città, è bloccato. Traffico in tilt sulle autostrade A7 e A12. Sulla Serravalle-Genova disagi anche per la pioggia e per un incidente avvenuto poco dopo Busalla che ha causato 6 chilometri di coda in direzione del capoluogo.

La protesta è stata resa necessaria dalla volontà dell’Amministrazione locale di privatizzare il servizio, perché sulla municipalizzata gravano 10 milioni di debito. “Non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalla Regione”, hanno detto i rappresentanti sindacali dopo un incontro nella sede della Regione Liguria con l’assessore ai trasporti Enrico Vesco. “Indietro non si può tornare in questa difficile vertenza. la nostra speranza è che le controparti siano disposte a tornare al tavolo delle trattative con altre prospettive rispetto a quelle attuali. Siamo a conoscenza del disagio che sta vivendo la città, ma le colpe sono del sindaco e dell’amministrazione regionale”.

 

Cancro ai testicoli aumenta il rischio con l’abbronzatura

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Ci sono probabilità maggiori negli uomini di venire colpiti dal cancro ai testicoli se c’è  il “gene dell’abbronzatura”, presente in otto uomini bianchi su dieci.

La scoperta è frutto di uno studio congiunto dei ricercatori del National Institutes of Health (Nih) e dell’Università di Oxford e questo potrebbe spiegare perché questa tipologia di cancro è più frequente negli uomini di discendenza europea piuttosto che negli africani.

“Le variazioni dei geni si verificano naturalmente, ha spiegato Douglas Bell, coordinatore dello studio, e possono essere comuni in una popolazione se portano a un beneficio di salute. Sembra che questa particolare variante aiuti a proteggere le persone dalla pelle chiara dai danni cutanei dei raggi Uv, come scottature o cancro, stimolando il processo di abbronzatura, ma permette anche alle cellule staminali testicolari di crescere in presenza di danni al dna”.

  

Squilli di sfiducia! Gli M5S per protesta fanno squillare i cell in Aula

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Durante il dibattito generale sulla sfiducia, i parlamentari grillini, per protesta in Aula hanno fatto squillare i loro cellulari. L’azione di protesta è stata fatta per ironizzare sulla telefonata della Cancellieri per il “caso Ligresti” .L’iniziativa dimostrativa è stata messa in scena dal M5S  mentre parlava la loro collega Giulia Sarti. Quasi alla conclusione del discorso della parlamentare pentastellatamentre la Sarti ribadiva: «in Italia esistono cittadini di serie A ed altri di serie Z», i deputati hanno fatto squillare i loro cellulari, dirigendoli verso il ministro e gridando ‘dimissioni, dimissioni!’. Poi è intervenuta il Presidente della Camera, Laura Boldrini ordinando: «Colleghi togliete questi telefonini»

Vidal dei record! 5 milioni l’anno per lui

Arturo+Vidal+tuttacronacaAlla Juventus fino al 2018, guadagnando 5 milioni l’anno. Arriverà a breve la firma sul nuovo contratto di Arturo Vidal, uno dei volti simboli della compagine bianconera. Era stato lo stesso Marotta a dire che non c’erano problemi per il rinnovo, e così è. Il rinnovo legherà il cileno al club fino al 2018 a 5 milioni l’anno: una cifra importante per il campionato italiano, ma che permette di distrarre il giocatore da sirenee europee quali Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester City.

270mila euro per pulire i vetri dell’ospedale… “basta sprechi!”, così Zaia

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270mila euro in quattro anni per pulire le vetrate dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Non basta infatti una normale ditta di pulizie per assicurare l’igiene delle vetrate dell’ospedale, ma si è ricorsi ai  rocciatori della società “Air process Méditerranée”. Professionisti della pulizia di grattacieli e aeroporti.

“E’ ora di abbandonare i progetti di edilizia ospedaliera che comportano sprechi inaccettabili, sostiene il presidente del Veneto, Luca Zaia. Mi riferisco per esempio alle grandi hall, agli spazi commerciali, alle vetrate dell’Angelo, che appunto dobbiamo pulire con i rocciatori. Non discuto la bellezza architettonica e non voglio andare contro gli archistar, ma solo puntualizzare che gli edifici pubblici devono essere semplici e fruibili.I progettisti devono essere vicini ai malati, costruire quello che serve loro, non puntare a centri mastodontici lontani dalle esigenze della gente”.

La Usl 12 si difende: “La pulizia viene ripetuta in base alle necessità, variabili a seconda degli eventi atmosferici, che possono influire sporcando o, al contrario, contribuendo a tenere pulita la vetrata. Nei primi anni è stata ripetuta anche tre volte l’anno, ma in seguito si è ritenuto che per le superfici esterne, mai a contatto con l’utenza, fosse sufficiente in media un intervento ogni 12 mesi. Nel quadro della revisione degli accordi sul project financing, in atto a Venezia, sta comunque per essere ridiscusso anche questo costo, nell’ottica di un complessivo sforzo di contenimento delle uscite”.

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Cadavere di bimbo di 3 anni ritrovato in spiaggia, è mistero

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Macabra scoperta quella avvenuta nel Nord della Francia dove il corpo di un bambino, dell’età apparente di 2-3 anni, è stato trovato stamattina sulla spiaggia di Berck. Lo riferisce il quotidiano locale La Voix du Nord, citando fonti della polizia locale. A scoprire il cadavere sono stati un gruppo di pescatori locali di gamberetti, che intorno alle 8.15 di stamattina hanno allertato i pompieri. Il corpo era interamente vestito e giaceva fuori dall’acqua, non bagnato. La polizia ha aperto un’inchiesta per determinarne l’identità, ricerca resa più misteriosa dal fatto che nell’area negli ultimi giorni non è stata segnalata la sparizione di nessun bambino.

Esplosione al Prenestino a Roma, un suicidio rischia di far saltare un palazzo

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Sarebbe stato un uomo di 42 anni che avrebbe tentato il suicidio l’autore dell’esplosione in un appartamento al settimo piano di un palazzo nei pressi di Villa Gordiani, in via Belmonte Castello, nel quartiere Prenestino a Roma. L’uomo avrebbe infatti aperto le manopole del gas nella sua abitazione. Il 42enne, non è in pericolo di vita e si trova ricoverato per ustioni all’ospedale Sant’Eugenio. Altre due persone sono rimaste intossicate. 

 

Protesta dei malati di Sla, Roma va in tilt!

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Protesta con letti e carrozzine in strada per rivendicare il diritto alla salute e soprattutto l’assistenza domiciliare per i malati a lunga degenza. Così i malati di Sla e di altre malattie altamente invalidanti sono scesi in strada bloccando il traffico in via Venti settembre e ora si trovano in presidio davanti al ministero dell’Economia per chiedere più fondi.

La guerra del salmone

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In Alaska va in scena al Katmai National Park la guerra del salmone. Due orsi bruni si fronteggiano per contendersi un salmone e il fotografo americano  Tin Man Lee li ha immortalati.  “E’ stato un momento straordinario – racconta il fotografo – i due orsi erano della stessa taglia ma uno dei due doveva per forza arrendersi”.

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Che fine faranno i 90mila metri cubi di rifiuti nucleari radioattivi?

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Dove saranno stipati i 90mila metri cubi di  di rifiuti nucleari radioattivi prodotti in Italia? Al momento si trovano in Francia, Gran Bretagna e Svezia, ma sono pronti a tornare nello Stivale.

Stefano Agnoli sul Corriere della Sera spiega che non sarà facile trovare un luogo:

“Dieci anni dopo Scanzano, un luogo deputato a ospitare il deposito nazionale (e il parco tecnologico) ancora non esiste. A differenza di allora, però, non si tratterà di scavare il sottosuolo, ma di costruire una struttura di superficie che possa comunque resistere per duecento anni e che dovrà ospitare le scorie a bassa e media attività (in modo permanente), e per qualche decennio quelle ad alta attività, in attesa di trasferirle a un deposito europeo di profondità di cui, peraltro, ad oggi non c’è traccia”.

La ricerca di un luogo idoneo non è nemmeno iniziata e già ci sono regioni che ne vietano la costruzione, scrive il Corriere della Sera:

“ai primi di novembre la Regione Emilia-Romagna ha già approvato una risoluzione presentata dalla Lega che dice «no» all’installazione del deposito a Caorso, il sito della centrale (e del reattore noto come «Arturo») spenta nel 1987. Ma anche se tutto filasse liscio sarà difficile rispettare le scadenza”.

Intanto a partire dal 2019 il materiale radioattivo tornerà in Italia da Sellafield, in Inghilterra, e tra il 2020 e il 2025 arriveranno anche i rifiuti radioattivi da La Hague, in Francia:

“I contratti con gli inglesi, che risalgono ai tempi dell’Enel, sarebbero più flessibili, e pagando qualche salata penale consentirebbero di prendere tempo. Più difficile, a quanto pare, potrebbe essere «spostare» quelli con i francesi, sempre più preoccupati che la decisione tedesca di uscire dal nucleare possa moltiplicare in futuro le richieste di ritrattamento dei combustibili radioattivi. C’è poi qualche via alternativa: con gli inglesi, ad esempio, è stato sottoscritto un accordo («swap») in virtù del quale l’Italia eviterà il rientro di seimila metri cubi in cambio di mille metri cubi di residui ad alta attività. Meno volume (che si paga caro) a parità di radiazioni. Nel 2006 circa due tonnellate di uranio naturale e impoverito sono state addirittura cedute al Kazakhstan”.

Inglesi e francesi poi potranno tenere per sé, come da accordi, solo le scorie radioattive di uranio e plutonio ancora utilizzabili, destinate però al solo uso civile. E 90mila metri cubi sono i rifiuti italiani all’estero, alcuni si trovano ancora in Italia, spiega Agnoli:

“La rimozione del combustibile dalle quattro centrali nucleari italiane (Latina, Garigliano, Trino e Caorso) e dagli altri impianti (Saluggia in provincia di Vercelli, Rotondella-Matera, Casaccia-Roma, Bosco Marengo-Alessandria) non è del tutto completa. Il combustibile di Latina (la prima entrata in esercizio nel 1963) già dai primi anni Novanta è a Sellafield, nella contea britannica di Cumbria. Il materiale della piacentina Caorso è stato trasferito in Francia tra il 2007 e il 2010. A Trino Vercellese, invece, il combustibile esaurito è in parte confinato nella piscina della centrale (39 elementi di uranio e 8 di mox, una miscela di uranio e plutonio). Quello del Garigliano è nel Regno Unito dal 1987, ma 63 elementi sono parcheggiati nel deposito Avogadro di Saluggia con destinazione Francia”.

Anche il costo di questa operazione non sarà indolore per le finanze italiane:

“La Sogin (che con Zollino e Casale si è impegnata alla «massima trasparenza») fino a tutto il 2012 ha speso 2,1 miliardi di euro. Per arrivare al «prato verde» conta di aver bisogno di altri 3,8 miliardi. In questo conteggio non sono compresi deposito e parco tecnologico, altri 700 milioni-1 miliardo. La Sogin costa agli italiani (in bolletta) circa 220-230 milioni l’anno. Ma la scommessa è alta: nei prossimi anni il mercato mondiale del «decommissioning» potrebbe creare un giro d’affari di 600 miliardi. Prendendone solo l’1% il conto sarebbe già in pareggio”.

Le parole della Cancellieri in Aula per respingere i sospetti

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Nenache l’ombra del sospetto dovrebbe sfiorare la moglie di Cesare e invece oggi in aula la Cancellieri (uno dei “Cesare” dell’esecutivo Letta) si trova a dover “respingere con fermezza ogni sospetto” e poco prima aveva affermato “basta con il colpevolismo a ogni costo”. Ma la vera difesa arriva qualche minuto dopo: “Non ho mentito al Parlamento né ai pm” e il Guardasigilli in Aula poi precisa “Sono state estrapolate alcune frasi nella mia conversazione con Gabriella Fragni per dire che io avrei delegittimato l’operato della magistratura. Tutto ciò è assolutamente falso, lo dimostra la mia vita la servizio dello Stato”.

Nella mattinata di oggi però Gentiloni, parlamentare Pd, era tornato sul tema delle dimissioni volontarie: “Ieri all’assemblea del Pd, dopo che Letta ha posto al gruppo del partito una questione di fiducia al suo governo, io, Cuperlo, Civati e Michela Marzano abbiamo detto che la Cancellieri si deve dimettere e in quattro gli abbiamo chiesto direttamente a Letta di adoperarsi nei prossimi giorni perché il ministro si dimetta”. Così Paolo Gentiloni intervistato a Omnibus su La7 sul caso Cancellieri. “E ovvio – ha aggiunto – che il Pd non voti la mozione di sfiducia individuale nei confronti di un ministro, ma spero che Cancellieri prenda atto di questo e si renda conto che il principale gruppo parlamentare che sostiene il governo ritiene inopportuna la sua presenza alla Giustizia”. “Il ministro – conclude – dovrebbe dare le dimissioni, a prescindere dal fatto che ci siano più o meno rilievi penali, che comunque non ci sono, perché ciò che è stato fatto fino ad ora ha un limite: la ragion di Stato non può arrivare all’infinito, e in questo caso il problema di opportunità c’è, è grande come una casa e spero se ne prenda atto nei prossimi giorni”, sottolineando che “questo non credo faccia cadere il governo”.

Mentre Civati riteneva che le parole di ieri di Letta fossero un ricatto: “I miei compagni di partito hanno deciso diversamente, accogliendo l’ennesimo, impolitico, ricatto: o così, o nulla”.

 

Di male in peggio, aumenta il numero delle famiglie in difficoltà

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2013: di male in peggio. Se nel 2012 infatti si era registrato un aumento dell 55,8% di famiglie che avevano peggiorato la loro situazione economica, nel 2013 non solo non migliora, ma anzi peggiora il dato, attestandosi sul 58,6% . “Il calo è generalizzato sul territorio, ma maggiore al Nord”, si legge nel rapporto dell’Istat.

Nella nuova mensa crolla il soffitto, si mangia in classe

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E’ successo ieri alla scuola “Giovanni Pascoli” di Rosà, nel Vicentino, quando alcune travelle del soffitto della nuova mensa scolastica sono cadute in mattinata. La colpa sarebbe stata attribuita alle forti piogge. Come mai però è crollato un soffitto di una mensa appena fatta rinnovare? Il dirigente scolastico ha preferito far restare tutti gli scolari nelle rispettive aule anche per il pranzo di mezzogiorno, fornito da una ditta di refezione. Sul posto è arrivata la squadra degli operai del Comune, che hanno provveduto a coprire subito la terrazza del tetto della struttura con delle assi e con del nylon, in attesa di sistemare il soffitto interno.

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Vivere nella Terra dei Fuochi: “Prego il Signore che purifichi i miei ortaggi”

terra-dei-fuochi-tuttacronacaLa Iena Nadia Toffa torna a parlare della Terra dei Fuochi e intervista il pentito di camorra Carmine Schiavone. Alla trasmissione, l’uomo torna a raccontare di aver rivelato già 16 anni fa, durante gli interrogatori, che nelle zone circostanti Latina, Napoli e Caserta erano state scaricate per anni tonnellate di rifiuti tossici e anche fusti nucleari, il tutto celato nelle cave fino a metri sotto le falde acquifere. A ricoprirli, la terra. “Poi, sopra, i contadini hanno coltivato ortaggi e pascolato le bufale per la mozzarella”. Lo Stato sapeva dunque, ma ha preferito secretare, “Forse per non creare il panico nella popolazione”. Se le parole del pentito corrispondono a verità, si stima che siano stati sversati 120 tir al giorno di materiali altamente pericolosi, che spiegherebbero l’altissima incidenza di decessi per cancro nella zona. Ma perché tutto ciò? “Perché alle aziende, smaltire regolarmente scorie pericoloso costerebbe 2000 euro a fusto, mentre la Camorra si prende solo 200 euro”. Linviata de Le Iene, in seguito, ha incontrato anche uno dei contadini che il suo podere proprio sopra una delle zone incriminate. L’uomo ha confidato: “Quando mangio i miei ortaggi, prego il Signore che li purifichi”.

Cadavere a Sermoneta, giallo in provincia di Latina

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Giallo a Sermoneta. Questa mattina un cacciatore ha trovato in un bosco il cadavere di un ragazzo ed ha immediatamente dato l’allarme. Sul posto si stanno portando gli agenti della squadra mobile della Questura.

Nuova era al Milan: nel futuro di Allegri non c’è la panchina rossonera

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Massimiliano Allegri sta per essere esonerato dalla guida del Milan. Lo spiega  ‘Il Giornale’ in cui sono indicati anche i possibili successori. Ecco i passi più salienti delle ipotesi messe in campo per la squadra rossonera:

“…via Braida e Galliani, via Allegri invecchiato anzitempo, nemmeno si fosse seduto sulla panca dell’Inter (se avete fatto caso, dopo qualche mese ingrigiscono facce e capelli), e largo alla corsa per la pole, che tanti dicono già vinta da Seedorf“.

“…il via alla rivoluzione nel segno del giovanilismo rossonero voluto da Barbara B. C’è chi, invece, penserà il contrario. Ai posteri l’ardua sentenza su chi abbia ragione. Per ora meglio non pensare. Meglio puntare su qualche risultato in campo e sul recupero di un Milan decente in Italia e in Champions. Il blasone chiede più fatti e meno parole, più effetti pratici e meno filosofia. Magari qualche buon giocatore. E, perché no, un buon occhio sul tecnico del futuro. La carica degli ex è l’ultimo gioco di società. Magari solo per sport, ed un poco per spot: la pubblicità è l’anima del commercio. La lista è lunga. Ieri si è aggiunto Andrij Shevchenko, non sai mai che la società abbia un felice ripensamento.

Sheva lo ha detto con innocenza non proprio innocente. È un momento di transizione, sto studiando. Mi preparo per il futuro, per me sarebbe ideale allenare un giorno il Milan o la nazionale ucraina». Meglio il Milan, senza dubbio. Per le nazionali c’è sempre tempo. Poi, figuratevi, Sheva ha anche aggiunto che non è questo il momento in cui il Milan deve cambiare panchina. Ma questo è il momento del posizionamento. Forse non è un caso che Paolo Maldini e Sheva siamo vecchi amici. Paolo sembra destinato ad un futuro da dirigente, fate voi il resto.

Sheva è l’ultimo di una serie di pretendenti che si è fatta lunga, nella gran parte ex milanisti Ciascuno con una strizzatina d’occhio, più o meno decisa. Marco Van Basten si è sempre profilato sullo sfondo senza mai lasciarsi toccare: del tipo guardatemi e non toccatemi. Eppoi costerebbe troppo. Donadoni ci ha sperato in alcuni momenti e magari continua a sperarci. Rino Gattuso ci metterebbe l’anima e magari nutre la segreta speranza nonostante il flop a Palermo. Filippo Inzaghi è pronto uso in casa, ma perfino lady Barbara deve aver intuito che l’esperienza conta: soprattutto sulle panchine.

Non sempre ti capita fra le mani un profeta toccato dalla grazia come Sacchi. Per Inzaghi ci sarà tempo. E perché mai Berlusconi non potrebbe pensare anche a Chicco Evani che, i suoi amici garantiscono, ha qualità da allenatore vero. Peccato non abbia fascino e appeal come alcuni di cui sopra. Tra gli usati sicuri qualcuno scommette sull’ipotesi Prandelli.

Ma, suvvia, un monsignore come può sposarsi con il giovanilismo strutturale previsto nel nuovo Milan? Eppoi, chissà ci sono idee e idee, non solo politiche. Ma, certo, se diciamo parole e idee chi meglio del chiacchierone eccellente? Leggi: Clarence Seedorf. C’è il rischio che, a sentirlo parlare, vadano in confusione anche i muri dello spogliatoio di Milanello: infatti scopriranno la ragione della loro esistenza dalle parole alate dell’olandese. Seedorf è stato un meraviglioso giocatore, non è detto sia un altrettanto magico allenatore”.

Il video “rubato” all’assemblea del Pd

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“La mozione di sfiducia contro Anna Maria Cancellieri è frutto di una campagna aggressiva molto forte e slegata dal merito da parte del Movimento 5 stelle“. Queste le parole intercettate in segreto da un parlamentare del Pd e mandato in onda dalla trasmissione Ballarò su Rai3 il 19 novembre. Letta spiega anche  “Siamo arrivati qui a questo punto… siamo arrivati qui… con… domani… il voto di sfiducia che si svolgerà… vuol dire semplicemente che questo è un passaggio politico, politico a tutto tondo nel senso che il voto di sfiducia, in questo caso ma sempre, è un voto di sfiducia al governo. È un voto di sfiducia al governo che in questo caso è stato presentato con tutta una serie di argomentazioni molto forti, marcate, molto aggressive. Fanno parte di una campagna molto aggressiva che il Movimento 5 Stelle sta facendo nei confronti del governo e della maggioranza”.

Quando l’anziano è solo business, nel mirino le case di cura

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Nel mirino dei Nas ora ci sono le case di cura, strutture spesso inadeguate in cui gli anziani e i disabili sono maltrattati o non ricevono le cure del caso. In Italia ne sono state chiuse  18. La task force istituita dal ministro Lorenzin sembrerebbe dare i primi frutti sono infatti 102 le persone segnalate all’autorità giudiziaria e 174 a quella sanitaria.  Sarebbero già state riscontrate 174 violazioni penali e 251 amministrative. La maggior parte dei casi riguarda farmaci o cibi scaduti somministrati agli anziani e ai disabili. A Roma alcuni anziani erano alloggiati in un seminterrato fatiscente, privo di abitabilità ed in pessime condizioni di manutenzione.  I tre anziani ospitati in una Comunità erano in esubero rispetto alle capacità ricettive della struttura.

Violenta una coetanea a 10 anni: dipendenza dalla pornografia

dipendenza-pornografia-tuttacronacaHa 13 anni e a Mold, in Galles, deve recarsi ogni giorno a firmare il registro della Corte dopo che, tre anni fa, aveva violentato una sua coetanea. Il ragazzino aveva ammesso di aver compiuto la violenza dopo esser diventato dipendente dalla pornografia online: il desiderio di agire in questo modo, infatti, sarebbe stato provocato dalla visione di scene viste in filmini trovati sul web. Il giudice che si è occupato del caso l’ha definito “Un caso molto triste”. “Il piccolo è stato trascurato dalla madre per molti anni, che lui passava a guardare porno sul computer”. Non solo, in aula è anche emerso che il ragazzo avrebbe assistito ai rapporti sessuali della madre, senza che la donna glielo proibisse. “Se non fosse stato praticamente un bambino, sarebbe stato condannato a 10 anni di carcere – ha detto il giudice Niclas Parry – è cresciuto in una casa senza confini sessuali”.

Morte sulle rotaie: persona investita sulla linea Roma-Lido

ROMA-LIDO-tuttacronacaMorte nella Capitale, lungo le rotaie della linea Roma Lido. Nella serata di ieri, martedì 19 novembre, all’altezza di Casal Bernocchi una persona, non ancora identificata, è stata investita dal trenino che copre la tratta. La polizia sta cercando di chiarire la dinamica dell’episodio e non si esclude che possa trattarsi di un suicidio.

I religiosi che ci costano 17 milioni di euro l’anno: i cappellani militari

cappellani-militari-tuttacronacaTra i dipendenti del ministero della Difesa si trovano anche i cappellani che prestano servizio nelle caserme e per questo vengono considerati militari. E’ stata la Iena Luigi Pelazza a spiegare che questi religiosi costano allo Stato 17 milioni di euro l’anno. Come dire: paghiamo profumatamente anche chi porta la parola del Signore. Questo perchè è previsto dalla legge che queste figure ecclesiastiche partano direttamente dai gradi alti, addirittura fino a quello di generale. Ma è da notare che il costo continua inoltre a incidere pesantemente anche sulle casse della previdenza sociale, con la consistente pensione che percepiranno in seguito.

La Sardegna ha la sua eroina: Martina salva la vita alla vicina

martina_feick-tuttacronacaTra il maltempo che ha messo in ginocchio la Sardegna, spunta un’eroina. Si chiama Martina Feick, è tedesca e vive nel quartiere S. Antonio, a Olbia, da sette anni. Lunedì sera, la giovane ha spidato la furia dell’acqua, ha attraversato la strada a nuoto ed ha raggiunto la dirimpettaia, un’anziana che rischiava di morire annegata assieme al suo cane nella loro abitazione. Nella stessa via salvata anche un’anziana disabile costretta a letto, grazie all’intervento di un vicino all’una di notte. “È successo tutto intorno alle 18 – racconta Martina – mi sono vestita e sono uscita di corsa per aiutare i miei vicini. L’acqua era alta, arrivava fino al cancello, sono riuscita a traversare la strada, saltare il cancello ed entrare in casa della signora Biddau. In quel momento era da sola, con il suo cane l’ho presa in braccio e l’ho portata dentro casa mia. Poi ho preso anche il cane. Più tardi è arrivata la figlia e sono restati tutti a dormire a casa mia. Anche noi abbiamo subito gravi danni – conclude Martina – l’auto è distrutta, il garage allagato da un mare di fango, è stata una tragedia che ha sorpreso tutto il quartiere, non siamo stati avvertiti. Siamo senza luce, senza acqua e senza telefono, isolati, ma nessuno è venuto ad avvisarci prima che il fiume straripasse”.

Pioggia incessante sulla Capitale: allagamenti e disagi

nubifragio-roma-tuttacronacaEra stato previsto, è giunto. Il maltempo ha abbattuto la sua furia anche sulla Capitale e la pioggia incessante della giornata di martedì hanno provocato notevoli disagi a Roma e zona circostanti. Se in città ci sono stati, anche nella notte, problemi alla circolazione e con l’erogazione della corrente elettrica, sul litorale il vento ha sferzato la costa e sono giunte numerose segnalazioni di allagamenti ad Ostia e sulla Cristoforo Colombo, la principale arteria che permette di raggiungere la Capitale. Forti raffiche si sono registrate anche a Sabaudia mentre a Roma Nord si sono segnalati problemi a causa di diversi alberi caduti a Casal del Marmo.

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