Un uomo accoltellato e un cane impiccato, shock nel Vicentino

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Una scena macabra quella che ha scoperto un passante che stava camminando su una strada poderale di Enego, nel vicentino. Il corpo di un uomo di 35 anni giaceva a terra con un coltello nello stomaco, nell’abitazione dell’uomo i carabinieri hanno ritrovato i suoi due cani impiccati. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe ucciso i suoi cani e poi si sarebbe tolto la vita con una coltellata nella pancia.

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Aggredita dall’ex perché non lascia il lavoro. Dove sta andando l’Italia?

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Non voleva lasciare il suo lavoro da parrucchiera, questo era il fulcro continuo delle liti con il fidanzato che invece voleva quella ragazza completamente assoggettata a lui. Lei così aveva deciso di troncare la storia malata e mettere un punto e a capo dopo aver subito mesi di vessazioni. La 25enne quindi di Fuorigrotta, Napoli, si stava quindi riprendendo dopo quei mesi di minacce e violenze psicologiche subite da quell’uomo di 37 anni. Ma improvvisamente è stata aggredita a calci e pugni, il copione è tornato a essere quello dei mesi prima. Costretta a salire a bordo dell’auto dell’uomo che poi ha tentato pure di strangolarla. Lei è scappata, ha gridato aiuto e per quella stradina del rione Lauro sono intervenuti i militari dell’arma per difendere la ragazza ancora in stato di shock e vistose ecchimosi sul volto ed evidenti segni di percosse in tutto il corpo. Subito alla donna sono state prestate le prime cure e l’assistenza psicologica dei sanitari che le hanno riscontrato un «trauma facciale con ecchimosi al collo, lesioni da morso al braccio destro e trauma addominale da calci», così come definisce il referto che aggiudica alla vittima una prognosi di 8 giorni. Dove sta andando l’Italia se si torna a levare alle donne anche i diritti che ormai sembravano acquisiti.

2 ANNI! Determinata l’interdizione di Berlusconi

interdizione-tuttacronaca-berlusconiLa Corte d’Appello di Milano ha accolto la richiesta della procura determinando in due anni l’interdizione ai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia era già stato condannato definitivamente a 4 anni di reclusione per la frode fiscale nel processo Mediaset. L’udienza di oggi ha avuto luogo dopo il rinvio per ricalcolare la pena accessoria deciso dalla Cassazione lo scorso primo agosto. Era stato il pg Laura Bertolè Viale a chiedere due anni per la pena accessoria, che gli avvocati Coppi e Ghedini, per la difesa, avevano chiesto di contenere al minimo edittale, cioè un anno. Contro il verdetto, può essere presentato nuovamente appello in Cassazione. Ghedini, dopo aver dichiarato il ricorso in Cassazione, ha aggiunto: “Non avrebbe dovuto trovare ragione la pena interdittiva per le due questioni di legittimità costituzionale da noi sollevate”, in particolare quella relativa al contenzioso fiscale “essendo stato fatto un accertamento con adesione – ha proseguito Ghedini – e avendo Mediaset versato a settembre circa 11 milioni» per le due annualità, 2002 e 2003, relative alla frode fiscale contestata a Berlusconi.

La laurea in Italia non conviene, parola di Visco

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Un’affermazione quella di Visco che farà alzare un polverone anche perché un titolo di studio superiore in Europa corrisponde a un lavoro più remunerativo e più soddisfacente. Come riporta l’Huffington Post:

“I dati Eurostat mostrano che ‘studiare conviene’ perché rende più probabile trovare un lavoro”: nel 2011 in media nell’Ue lavorava l’86% dei laureati contro il 77% dei diplomati. “In Italia, tuttavia, studiare conviene meno: per i laureati tra i 25-39 anni, la probabilità di essere occupati era pari a quella dei diplomati (73%) e superiore di soli 13 punti percentuali a quella di chi aveva conseguito la licenza media”. Lo ha sottolineato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al X Forum del Libro Passaparola.

Il livello di istruzione dei giovani è “ancora distante da quello degli altri paesi avanzati. Questo è particolarmente grave”. Visco segnala poi in Italia un “analfabetismo funzionale” caratterizzato da competenze inadeguate, sottolineando la necessità di investire in “capitale umano”.

“Negli ultimi anni sono stati registrati passi in avanti. Mi riferisco ad esempio al ritorno alle procedure concorsuali per la selezione del personale docente delle scuole elementari, medie e superiori. Si tratta in linea di principio di un importante segnale di novità rispetto alla tradizione di privilegio dell’anzianità di iscrizione nelle liste degli aspiranti al ruolo, con qualche presumibile effetto di ringiovanimento del corpo docente. Proseguire con decisione lungo una direttrice di valorizzazione del merito richiederebbe a regime l’affermazione del concorso come strumento naturale di selezione della professione docente”.

Di fronte ai ritardi italiani in materia di istruzione e di competenze dice ancora Visco “è fondamentale il rilancio della scuola e dell’università. Risorse adeguate andrebbero previste per sistematiche azioni di recupero e sostegno delle scuole in maggiore difficoltà, concentrate nelle regioni del Mezzogiorno, e per il contrasto alla dispersione scolastica”.

Nonostante il livello di istruzione sia nel nostro Paese mediamente basso, ad un grado più alto non corrisponde, come negli altri Paesi avanzati, una remunerazione maggiore. E’ il “paradosso” tutto italiano indicato dal governatore di Bankitalia. “Ad un alto livello di istruzione dovrebbe corrispondere, ceteris paribus, un rendimento della stessa elevato, trattandosi di un fattore relativamente scarso. In Italia, invece, a un alto livello di istruzione si associa una bassa remunerazione”, spiega il governatore.

L’Italia non è un Paese per giovani, non è un Paese per pensionati, non è un Paese per lavoratori, non è un Paese per le donne (basta vedere l’indice dei femminicidi) e non è neppure un Paese per laureati… che Paese è?

La battuta di Maradona dopo il big match Roma-Napoli

Maradona_tuttacronacaE’ uscito sconfitto dal big match all’Olimpico ieri sera il Napoli di Benitez, primo vero arresto in campionato dopo il pareggio con il Sassuolo. E mentre i giallorossi festeggiavano l’ottavo successo consecutivo, che li pone sempre più saldamente in testa alla classifica, un giornalista, intervistando Maradona, presente allo stadio, ha detto all’ex azzurro: “Non hai portato fortuna”. El Pibe de Oro non si è lasciato sfuggire l’opportunità di una battuta: “Non sono emozionato, sono solo dispiaciuto. Purtroppo, io non gioco più”

Mengoni e il suo disinteresse per le tecnologie!

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24 anni e il disinteresse per le tecnologie. Dallo smartphone a Facebook Mengoni, star del nuovo pop, rifiuta le comunicazioni digitali.  “Ma non sono un anti-tecnologico”, tiene a sottolineare, “il mio non è certo un atteggiamento snob. Anzi, capisco che le nuove tecnologie siano una cosa positiva per la comunicazione, e che servano a molte persone per vincere la paura di un faccia a faccia. Mi sto avvicinando sempre più, quindi, anche a queste cose, ai social network in particolare. Ma di certo non arriverò a stare collegato ore e ore, non mi diverte far sapere agli altri cosa ho mangiato oggi o far vedere la foto del solito gattino. Leggo, osservo, se ho qualcosa davvero da condividere scrivo, o segnalo una musica, una poesia, un libro. Con queste tecnologie sono un bradipo, mi adatterò, ma con lentezza…”.

Lui d’altra parte controtendenza lo è stato sempre. Dal look stravagante e anti-conformista, che cerca di scrivere la storia in modo originale “Ma non sono un passatista”, tiene a dire, “anzi sono a favore della tecnologia, soprattutto se mi aiuta nel mio mestiere. Però per quello che riguarda la comunicazione, soprattutto sui social network, non riesco ad essere come molti miei colleghi. Leggo osservo, ma di scrivere banalità non me ne frega niente. Lo faccio se ho qualcosa davvero da dire, da condividere. Cose che abbiano un senso, un motivo” e poi aggiunge “È il rapporto con il pubblico che mi spinge a fare musica, suonare dal vivo è la cosa che ti fa andare avanti, ti rende felice di fare questo mestiere. Per me è la cosa più fica che c’è. Essere in studio per registrare va bene, è ovvio, ma dopo un po’ mi sento un po’ stretto. Invece quando suono dal vivo ogni sera è diversa, ogni concerto è come se fosse l’ultimo, non sai cosa succederà domani e quindi dai tutto quello che hai. Ogni sera quando salgo sul palco per me è l’ultima volta, e quindi cerco di dare tutto, di sgolarmi, di triturarmi le mani sulla chitarra…” e conclude: “Ho iniziato come tutti, bussando a tante porte che, ovviamente, non si sono aperte. Poi X Factor e questa rapidissima corsa che mi ha portato dove sono oggi. È un mondo curioso quello che mi sono trovato ad affrontare, me l’aspettavo diverso, magari un po’ più buono, ci sono tanti meccanismi che non capisco, tanti disequilibri, e devi sempre stare attento a come ti muovi, a quello che fai. Non è come dieci o quindici anni fa, oggi la musica è vento, passa rapidamente, è un vento forte e veloce, devi fare in modo che non ti scompigli i capelli e basta”. Dubbi, incertezze? “Tante, è ovvio, ma raggiungo anche picchi di felicità che non vanno sottovalutati. È una cosa sana dubitare di se stessi, e del lavoro che hai fatto. Se non avessi dubbi sarei già finito, non avrei limiti da superare, obbiettivi da raggiungere… “.

Forse un atteggiamento da hipster? “Amo il vinile assolutamente”, conferma lui, “sono un fan dell’analogico. La differenza di suono è abissale, il calore è diverso. E io cerco questo calore in quello che registro, quel calore che da piccolo sentivo nei dischi di Billie Holiday. Il che non vuol dire che non scarico le canzoni di Billie Holiday su iTunes, ma che, se posso, ascolto i dischi in vinile. E poi penso che sia giusto che la musica nata per essere registrata in maniera analogica sia ascoltata dai dischi in vinile. La musica di oggi invece è pensata per il digitale, ed è giusto che venga ascoltata in un altro modo”.

E al giornalista di Repubblica che gli chiede se un compromesso in favore della tecnologia odierna si può fare, risponde “Si deve fare, io mica posso costringere la gente a comprare un mio album in vinile. Ma anche se il risultato finale è digitale, io registro ancora su supporto analogico, su bobine, come si faceva un tempo”.

Ma chi è Marco Mengoni?

“Non mi ritengo un artista, non lo sono. Sono sicuramente un impiegato della musica, non mi posso attribuire una definizione così importante. Sono un impiegato che dignitosamente fa il suo lavoro, al meglio delle sue possibilità. Certo che l’arte mi piace, mi attira, io vengo da un istituto d’arte, mi piace essere onnivoro, prendere esempio dagli artisti con la “A” maiuscola. Ma io per adesso sono solo un servo della musica, non posso fare altro, lei decide per me”.

Si ricalcola l’interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi: chiesti 2 anni

SILVIO-BERLUSCONI-tuttacronacaHa preso il via questa mattina, davanti alla III sezione della Corte d’Appello di Milano, il processo durante il quale verrà ricalcolata l’interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, dopo la condanna definitiva a quattro anni di carcere per il caso Mediaset e dopo che la Cassazione quest’estate aveva giudicato eccessivi i 5 anni precedentemente stabiliti. L’avvocato generale, Laura Bertolè Viale, ha chiesto che la pena accessoria sia di due anni.

Spose senza abiti: “grazie ai nostri politici e alla giustizia italiana”

chiuso-furto-tuttacronacaA Olmo di Martellago, in provincia di Venezia, i ladri sono al lavoro. Alcuni giorni fa hanno fatto visita a un garage sotterraneo dove hanno aperto diverse auto e portato via bici, abbigliamento da montagna e un portatile. Il colpo più recente si è invece registrato nella notte tra giovedì e venerdì, ai danni della sartoria Barleduc dove, secondo una prima stima fatta dalla titolare Marilena Poglie, il bottino si aggirerebbe oltre i 10 mila euro e consiste di abiti da sposa, di cui tre già pronti, costumi storici da uomo e pronti per essere noleggiati, scarpe e un computer. Altri vestiti in esposizione sono invece “in salvo”: il ladro non è riuscito a sfilarli dai manichini. La telecamera della farmacia vicina ha immortalato un giovane alto, a volto scoperto, con un borsone – ma con almeno un complice nei pressi – aggirarsi sotto i portici tra le 3.20 e le 3.30 e poi forzare la porta della sartoria, al cui interno è rimasto mezzora. In questo lasso di tempo ha messo a soqquadro l’intero negozio, magazzino incluso. La titolare, che ora ha appeso in vetrina un cartello che recita: “Grazie ai nostri politici e alla giustizia italiana, chiuso per furto”, lamenta: “Sono troppo abbattuta. Sono episodi che ti fanno cadere le braccia. Non possiamo più andare avanti così. Lavori 14 ore al giorno con le tue mani, per guadagnare ciò che ti serve per vivere, e poi arriva questa gente e ti prende tutto. Ma che lavoriamo a fare? Il mio è un urlo di disperazione, come quello di tanti altri imprenditori, ma i nostri politici non sentono, né si mai fanno vedere”.

Chi dorme in tenda e chi viaggia: aspettando la manifestazione a Roma

manifestazione-notav-tuttacronacaNella serata di ieri, sono stati circa 400 gli antagonisti che si sono radunati a Torino, davanti al cimitero monumentale di corso Novara, da dove sono partiti per prendere parte alla manifestazione di oggi nella Capitale. Sei sono stati gli autobus partiti alla presenza della polizia mentre, in precedenza, un altro pullman era partito da Bussoleno, in Valsusa. Le forze dell’ordine hanno seguito e sorvegliato a distanza per tutta la notte i mezzi, con vetture della stradale che sono state notate in più occasioni durante il tragitto lungo l’autostrada. I partecipanti No Tav, provvisti di bandiere, pettorine e foulard con i simboli del movimento, hanno raggiunto Roma nella mattinata. Nel frattempo, altri manifestanti, alcuni tra i partecipanti al corteo dell’Usb di venerdì, hanno trascorso la notte nelle tende allestite per l’occasione in piazza San Giovanni. In allerta le forze dell’ordine nella capitale: gli analisti dell’Intelligence hanno parlato di un livello di pericolo 8 su 10 per quel che riguarda la giornata odierna.

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Scosse di terremoto nella notte: trema il Perugino

terremoto-unmbria-tuttacronacaL’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 alle ore 4:15 in provincia di Perugia. Il sisma, localizzato nel distretto sismico del bacino di Gubbio, ha avuto ipocentro a 8,2 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune di Gubbio. Gli altri comuni interessati, in un raggio tra i 10 e i 20 km, sono Cantiano, Costacciaro, Montone, Pietralunga e Scheggia e Pascelupo. Alle ore 4:19 si è inoltre verificato un secondo evento, di magnitudo 2.1 a una profondità di 8.2 km. Infine questa mattina, alle ore 7:33, l’Ingv ha registrato una terza scossa, di magnitudo 2 e ipocentro a 9.2 km di profondità.

“Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, …

platone-aforisma-frase-tuttacronaca-gioco… che in un anno di conversazione.”

– Platone –

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