Rinvenuto corpo carbonizzato nel Lucchese, s’indaga

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Sono stati i parenti di Pietro Tarabella, 64 anni, a ritrovare i resti dell’uomo in un  annesso agricolo ad Azzano, una località del Comune di Seravezza, in Alta Versilia. Il cadavere era carbonizzato e nel locale sarebbero state rinvenute anche delle taniche di carburante. Le forze dell’ordine stanno indagando per cercare di ricostruire quanto è avvenuto.

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Sesso sul cofano per una notte di passione da 2700 euro

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Un serata focosa e molto costosa quella che una coppia tedesca ha voluto sperimentare a danno dell’auto di un suonatore di tuba bavarese. A Neuhaus, infatti Rupert Beer e la compagna si sono ritrovati con la vettura piena di ammacchi e graffi dopo che una coppia ha scelto la vettura com “giaciglio” per dar libero sfogo alla passione. La polizia però non ci ha messo molto a rintracciare la coppia che sul luogo “del delitto” aveva abbandonato anche un una giacca a vento, un mazzo di chiavi, un preservativo, un cerchietto e un elastico per capelli. Ora la coppia dovrà risarcire Rupert sborsando 2700 euro per i danni recati alla vettura. Alla fine il suonatore di tuba si è detto soddisfatto perché dalla spiacevole avventura ne ha ricavato anche una canzone intitolata «Lack-Fuck» e ora si augura che possa diventare un successo.

 

8 posti di lavoro a tempo indeterminato vacanti da 4 anni

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L’Italia della crisi e l’Italia delle sorprese. A quanto sembra infatti, in un panorama di desolante disoccupazione e di licenziamenti ci sarebbe invece chi vuole assumere ma a quanto sembra non si troverebbero persone disposte a lavorare. Otto sarebbero i posti, otto contratti di prova nel settore della moda destinati a trasformarsi a tempo indeterminato. Le aziende sarebbero due e ognuna offre quattro posizioni eppure da quattro anni nè alla  Tiemme Sas di Badoere di Morgano nè nel Maglificio Ferdinanda di Visnà di Vazzola questi contratti riescono a trovare qualcuno che voglia firmarli. Un caso più unico che raro visto che le due aziende citate operano anche con i marchi leader della moda nazionale ed internazionale.

La Tiemme di Giuliano Secco è un’azienda nata 30 anni fa e che per passare indenne la crisi si è inventata una strategia sempre vincente: trasformarsi. In particolare ha iniziato a diversificare il lavoro relegando a un solo settore la produzione di bottoni e occhielli che prima era il fulcro dell’azienda.

«E in questo modo racconta Secco che ora ha 15 dipendenti – ce l’abbiamo fatta». Da Armani a Louis Vuitton: le grandi griffe sono state conquistate. Ma dove sono i lati deboli? La concorrenza dei cinesi e il personale che non si trova. Da 4 anni Secco non riesce a trovare dipendenti adatti alle sue lavorazioni: «Il dramma è che molto spesso le persone sono specializzate nel realizzare un solo tipo di prodotto oppure sanno lavorare esclusivamente un materiale. Invece noi ora cerchiamo persone che abbiano la capacità di adattarsi alle diverse mansioni».

Quello che appare sorprendente è come le aziende ricercano personale, ma non trovino quello adatto alle loro esigenze. Come nel caso del Maglificio Ferdinanda di Vazzola che è a caccia di quattro o cinque persone capaci ma soprattutto di «giovani umili e di buona volontà» e incontra solo, secondo quanto hanno riferito, persone che si sentono già stilisti consumati. Un dipinto inedito di un’Italia che sembra davvero lontana da quella dove gli uffici di collocamento sono assediati, i giovani sono alla ricerca costante di lavoro e la disperazione dilagata e spesso porta i ragazzi a trasferirsi all’estero. Sarà forse per quest’ultimo fattore che le aziende non trovano lavoratori?

Quando si perde il contatto con la realtà: Marina Ripa di Meana

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La crisi ha strangolato anche Marina Ripa di Meana? Secondo al sua opinione sì! Ora lei e il marito Carlo si trovano infatti a vivere con 12 mila euro. Preoccupati, affranti e nel perenne timore di un futuro peggiore la coppia vive giorno dopo giorno con l’angoscia:

Percepiamo 12 mila euro al mese, ma siamo preoccupati per il nostro futuro. Anche per noi la vita è cambiata con la crisi, ma da buoni Italiani, abbiamo un notevole spirito di adattamento. Non ci spariamo in fronte, eh. Non siamo di quelli che piangono tutto il giorno e dicono: “Oddio, la crisi”. Però ci rendiamo conto che c’è. In questa casa prima avevamo tre utenze telefoniche, ora ne abbiamo una. Avevamo due macchine, di cui una importante, una Mercedes. Ora abbiamo una piccola Panda e un motorino. I viaggi vengono molto contenuti, idem le vacanze.

Il grosso della cifra viene percepito dal marito di Marina grazie all’attività politica svolta in passato mentre lei beh, andando a spulciare nelle sue tasche, la musica cambia:

Io prendo meno di 1000 euro al mese, pur essendomi occupata per quasi 35 anni di moda. Ecco perché insisto sempre sul fatto che la televisione mi debba pagare quando vengo ospitata. Poi mi telefonano continuamente e mi dicono di fare beneficenza. Non si può fare beneficenza, la devono fare a me! Confesso che in certi casi mi preoccupo anche del mio avvenire.

A volte si perde davvero il contatto con la realtà e non si ha il coraggio di guardare magari nella porta accanto dove c’è una malattia, un disoccupato o un precario… Forse c’è bisogno davvero di capire dove sono i veri valori della propria esistenza.

Strade pericolose a Roma: l’auto ribaltata all’Infernetto

incidente-infernetto-tuttacronacaCome ricorda Katia Guercini, presidente del Comitato Genitori di una scuola romana che sorge in via Cilea, all’Infernetto: “Sono parecchi mesi che segnaliamo la pericolosità della strada, ma nessuno è intervenuto”. E le segnalazioni si sono rivelate profetiche. Oggi, infatti, proprio la Guercini si è trovata a dover segnalare un incidente stradale avvenuto in una via vicina, via De Falla, dove una Fiat 500 si è ribaltata. Sono stati i soccorritori intervenuti sul luogo ad estrarre il conducente dall’abitacolo.

Donne, uomini e pensioni, l’Europa punta il dito contro l’Italia

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L’Europa ci punta di nuovo il dito contro e apre una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa della norma che fissa una differenza tra uomini e donne negli anni di contributi che devono essere versati per ottenere il pensionamento anticipato.  In pratica la Commissione contesta le disposizioni  contenute nella legge 214 del 2011 in base alle quali gli anni minimi di contribuzione – validi sia per il settore pubblico che per quello privato – per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.

Secondo i servizi che fanno capo al commissario Ue alla giustizia Viviane Reding – titolare del dossier – la norma italiana (che dovrebbe entrare in vigore a partire dal gennaio prossimo) è in contrasto con l’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne. E va anche al di là dei margini di manovra lasciati ai Paesi dalla direttiva varata dall’Ue nel 2006.

Già in passato, per l’esattezza nel 2010, la Commissione Ue era scesa in campo contro l’Italia, dopo la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte di giustizia Ue, intimando l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne nell’ambito della Pubblica amministrazione. Una questione che venne poi risolta dal governo attraverso la riforma che portò anche per le donne, a partire dal 2012, l’età pensionabile a 65 anni.

Ora, in seguito a una denuncia presentata a Bruxelles, l’attenzione della Commissione si è focalizzata sulla differenza esistente tra gli anni minimi di contribuzione.

Duplice omicidio nella Marsica, rinvenuti i corpi a Pescina

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Duplice omicidio in serata a Pescina, in provincia dell’Aquila. Stando alle prime notizie si tratterebbe  di due donne, madre, di 50 anni,  e figlia di 20 con cittadinanza kosovara che sarebbero state uccise questa sera a colpi di arma da fuoco. Il duplice omicidio sarebbe avvenuto, secondo quanto riporta AbruzzoWeb davanti a un supermercato, alla presenza di alcuni testimoni, tra dipendenti e clienti della struttura commerciale. Chi era nell’area al momento dell’assassinio è ora ascoltato dalle forze dell’ordine. Le due donne, a quanto si è appreso, lavoravano presso un’azienda agricola. La madre si era separata dal marito. L’uomo, che lavorerebbe al Nord, negli ultimi giorni sarebbe però stato visto in zona.

L’attacco di Colombari a Balotelli

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Non ci sta la showgirl moglie dell’ex difensore milanista Billy Costacurta a vedere i continui scatti d’ira di Mario Balotelli e nel programma radiofonico La Zanzara, in onda su radio 24 sbotta:

«Ma che ancora gli diamo la possibilità di giocare? – ha esclamato Martina Colombari –  In casa ho un marito milanista che in 25 anni non si è mai permesso di fare il 3% di quello che ha fatto Balotelli sino ad ora, e magari vincendo anche un po’ di più. Faccio fatica a difenderlo». E la showgirl ha continuato:  «Lui dice che ce l’hanno tutti con lui, ma dovrebbe chiedersi perché. Litiga con tutti, anche con le persone che lavorano, coi cameraman. È stato maleducato, lo dico anche a mio figlio Achille. Nessun grande calciatore si permetterebbe di fare quello che fa Balotelli. Che ti costa mettere la sveglia ed andare a incontrare il ministro come ha fatto tutta la tua squadra tranne te?».

Quanto al caso del tweet e della camorra che tanto ha fatto discutere, la Colombari commenta: «Se sei un simbolo devi dare un buon esempio, per i nostri figli è difficile far passare gli atteggiamenti di Balotelli come buoni esempi. Ne fa troppe, ma la colpa è di chi gli permette di farlo. C’è qualcuno che gliele fa fare».

Dr Jekyll e Mr Hyde ovvero la spesa pubblica e il cuneo fiscale

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La legge di stabilità spacca il Pd e in particolare a sollevare dubbi è proprio il viceministro all’economia Stefano Fassina. La domanda che ormai sembra esser diventato un vero e proprio tormentone politico è: si può tagliare la spesa pubblica per finanziare il cuneo fiscale? Si possono in sostanza “ridimensionare” i servizi al cittadino per mettergli in tasca pochi euro in più al mese?  ”Certo che è possibile, – ha affermato Fassina – ma bisognerebbe avere il coraggio intellettuale e politico di smetterla con la retorica degli ‘sprechi’ e dire la verità: tagliare 50 miliardi all’anno vuol dire intervenire brutalmente sulle condizioni di vita delle persone”.

Stiamo davvero in presenza di una legge di stabilità in cui la spesa pubblica e il cuneo fiscale non sono altro che il Dr Jekyll e Mr Hyde?

A monte la Legge di Stabilità per Monti?

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Mario Monti non ci sta a sentire dagli organi di stampa che Scelta Civica avrebbe condiviso le scelte della Legge di Stabilità e lo dice chiaramente “Abbiamo alcune riserve, pur se un giudizio approfondito e definitivo non è ancora possibile, anche perchè il testo del ddl non è disponibile”, afferma il leader di Scelta Civica.

E poi aggiunge: “Offriamo qui alcune prime osservazioni, che il Governo vorrà forse prendere in considerazione in vista delle ulteriori decisioni, in particolare sui ddl collegati, che dovrà assumere nei prossimi giorni. Il ddl stabilità ci sembra:

– Soddisfacente per quanto riguarda il rispetto dei vincoli europei, che appare assicurato (salvo maggiori chiarimenti sulle coperture).

– Timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse. Tale riduzione – necessaria e possibile in questa fase non più caratterizzata dall’emergenza – potrebbe essere sensibilmente maggiore, a vantaggio delle famiglie, delle imprese e della competitività.

Ciò sarebbe possibile se si rimodulasse l’Imu per concentrare il beneficio sui meno abbienti e, soprattutto, se si affrontasse la riduzione degli sprechi e della spesa pubblica senza farsi intimidire dalle opposizioni sindacali, corporative e di taluni enti territoriali. Se vi è davvero, nel governo, un partito delle ‘sentinelle antitasse’, esso ha operato poco e male. Alla fine, il piccolo sollievo che avranno i contribuenti non deriverà tanto da questa modesta manovra, quanto dal ‘premio’ (come lo ha chiamato il presidente Letta) per essere usciti nel maggio scorso dalla procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo. Cosa che non sarebbe avvenuta se a suo tempo si fosse data retta agli appelli perentori a violare i vincoli europei, che provenivano da più parti politiche”.

“- Insoddisfacente per quanto riguarda l’orientamento alla crescita. Vi sono poche tracce di riforme strutturali, che costituiscono la via maestra alla crescita (e la sola vera ragione che giustifica una grande coalizione, seriamente intesa). Ma su questo fronte, il più importante di tutti, sarebbe prematuro un giudizio definitivo a questo stadio – prosegue Monti -. Cruciale è l’occasione di venerdì prossimo, con i ddl collegati, veicolo appropriato all’adozione di provvedimenti di riforma. SC ha fornito nei mesi scorsi alcune precise propose di riforme realizzabili, alcune delle quali appaiono già ‘mature’ nel dibattito tra i partiti. Lunedì scorso, 14 ottobre, SC ha sottoposto al presidente Letta un documento (‘Elementi per un contratto di coalizionè, disponibile sul sito di SC) che articola e integra tali proposte per dare sostanza a quel ‘vero e proprio nuovo patto’ tra le forze politiche della maggioranza che lo stesso presidente ha dichiarato necessario, nel suo discorso sulla fiducia del 2 ottobre scorso – conclude il leader di Scelta Civica -. La posizione che Scelta Civica terrà nell’iter parlamentare dipenderà dalla misura in cui il governo vorrà e saprà accogliere le preoccupazioni sopra indicate”.

ATTO DI CRISI?

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Dal pugno duro alla guerra psicologica, cambia la tattica ma torna l’atto di crisi. Brunetta dopo l’incontro con Napolitano invia un messaggio ad Alfano che ridona la speranza “Ci sono ancora i margini per un atto di clemenza”.  La manovra è iniziata da tempo e i primi risultati li sta portando a casa infatti non è solo lo spiraglio aperto da Brunetta a dare nuova linfa al Cavaliere ma anche il voto sulla decadenza che si è fatto slittare e non arriverà più in Aula prima che ci sia la Corte d’Appello di Milano a ricalcolare l’interdizione. E questo non è un dato da poco, se i giudici infatti ridurranno sensibilmente la pena già si vocifera che potrebbe anche saltare la decadenza. Sicuramente sono sogni rosei, ma dalle nubi torve e i corvi pronti a banchettare sul Cavaliere disarcionato, si è aperto un orizzonte impensabile solo qualche settimana fa.  Berlusconi rimane angosciato e non si fida di Napolitano, ha ancora la frase di Ghedini che risuona nelle orecchie “Una volta che sei decaduto ti sbranano”. Si arriverà quindi all’atto di crisi per paura psicologica?

Ma quanto ci costa il semestre europeo?

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La cifra stanziata è di 70 milioni. Ed è tutto spiegato nell’art 9 della legge di stabilità che assicura i costi per la Delegazione, come a esempio il noleggio di autovetture, la loro manutenzione, l’acquisto di arredi, le spese per il personale, etc… Tanto? Sicuramente più che in altri paesi.  La Danimarca ha speso 40 milioni; l’Irlanda 70, la Lituania e la Grecia prevedono di spendere, rispettivamente, 62 e 50 milioni. La Polonia invece aveva speso molto più di noi: 110 milioni di euro.

Resta quindi il dilemma. La somma d’altra parte, come hanno già fatto sapere non si può minimamente confrontare con quei 34,5 milioni di euro, impiegati l’ultima volta nel 2003, perché questa volta, le spese dovrebbero essere tutte accentrate, mentre la volta scorsa diversi costi furono sostenuti autonomamente dai ministeri (che comunque in questo caso, se la norma non sarà cambiata, riceveranno una dote di 10 milioni).

Oltre 5 milioni per le aree verdi della banca d’Italia

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E’ un’impresa agricola? Un parco protetto? Un parco pubblico? No è semplicemente la Banca d’Italia che per lo sviluppo delle aree verdi che circondano le principali sedi centrali di Roma, compreso il centro ricreativo, non ha badato a spese sostenendo un costo di ben 5 milioni e 331mila euro. Potrà dirsi contenta Roma che c’è chi pensa all’ambiente peccato che l’area però, anche per motivi di sicurezza, è destinata alla ricreazione solo ed esclusivamente del personale e dei loro parenti stretti. Il supercircolo che sorge su via Tuscolana con campi da tennis, da calcio e piscina ha così usufruito di una vera e propria “ristrutturazione” del verde comprensivo anche della  “fornitura,  collocazione, manutenzione e ritiro di piante ornamentali”, per “la manutenzione delle zone destinate a uliveto e degli ulivi ubicati nelle zone circostanti gli edifici” e per “la fornitura di composizioni di fiori recisi”. Ma chi fornirà questo servizio? La Società Cooperativa Florovivaistica del Lazio, una coop “rossa” ubicata in piena via Appia Antica. La cooperativa d’altra parte ha già lavorato per grandi commesse come quelle per il  Coni, la provincia di Roma, il comune di Roma, il consiglio regionale del lazio, l’Auditorium Parco della Musica e la presidenza del consiglio dei ministri.

 

 

Halloween si avvicina e arrivano i primi cadaveri… ma sono manichini!

cadaveri-halloween-tuttacronacaAdora organizzare scherzi macabri per spaventare i vicini l’americano Johnnie Mullins, residente a Oklahoma City. E così, vista anche la vicinanza della notte più terrorizzante dell’anno, ha pensato bene di appoggiare davanti al garage di casa un manichino sporco di sangue finto, che desse l’impressione di esser stato decapitato. I vicini, allarmati, hanno avvisato la polizia. Prima che gli agenti arrivassero, però, il burlone ha “raddoppiato il delitto” posizionando un altro cadavere finto vicino al suo furgone. “Sto solo cercando di spaventare la gente, questo è quello che mi piace fare” ha spiegato Mullins sorridendo alle telecamere della stazione News9 accorse sul posto. Ma i vicini non hanno apprezzato l’umorismo splatter: “Il mio cuore è schizzato fuori dal mio petto. Ho esclamato ‘oh mio Dio’. Pensavo che fosse tutto vero: ora mi chiedo cosa possa aver pensato un bambino che ha visto tutto questo” ha raccontato Rebecca Fuentes. Quando la polizia è giunta sul posto, però, non ha denunciato il proprietario dello scherzo: non ha infranto alcuna legge.

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Dona con parsimonia! Arriva il tetto per i partiti

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Dopo tante divergenze finalmente si è arrivati a dare il via libera all’Aula della Camera dove, con ritardo, si è approvato l’emendamento della commissione che pone in 300mila euro all’anno il limite di donazioni da parte dei privati che però scenderanno a 200mila per soggetti diversi da persone fisiche. Il limite si applica anche a a fideiussioni o altre garanzie personali. Le donazioni andranno pubblicate sui siti web dei partiti. Questo era uno dei temi di maggior divisione tra Pd e Pdl.

Chi donerà soldi ai partiti godrà di detrazioni al 37% tra i 30 euro e i 20 mila euro, al 26% tra i 20 mila e i 70 mila euro. E’ l’accordo nella maggioranza per sbloccare lo stallo sulla modifica all’art. 9 del ddl del governo. Viene abbassata la percentuale sulle cifre più basse (era il 52%) e innalzata la soglia massima delle detrazioni. Il testo del governo prevedeva che per le erogazioni liberali dei privati ai partiti ci fosse una detrazione sull’imposta lorda del 52% per importi compresi tra 50 e 5.000 euro anni, del 26% tra i 5.001 e i 20.000 euro annui. Dopo una lunga discussione nella maggioranza e, riferiscono, qualche tensione, è stato invece dato il via libera a un emendamento che rivede percentuali e soglie.

Tralicci e cancro, in due palazzi ci sono 36 casi su 150 abitanti

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E’ agghiacciante il dato. 36 su 150 abitanti hanno contratto il cancro. Dove si trova una tale concentrazione di casi? In via Pasquale Sottocorno a Milano. Una strada qualunque? No, in quanto ospita vistosi tralicci.  E chi abita da queste parti ci ha messo poco a mettere in relazione quei tralicci metallici con la quantità preoccupante di malati di cancro.

Il Corriere della Sera riporta la triste contabilità di chi si è ammalato:

In mezzo ci sono nomi e storie. Come la mamma di Alberto C., che vive al quinto piano «e se Dio vuole ha vinto la sua battaglia contro il tumore». C’è il signor Rocco, «in attesa di un trapianto di fegato». C’è Giorgio, ex tassista, «colpito da un cancro alla gola». C’erano altri due tassisti. Abitavano uno sopra l’altro, entrambi uccisi da un tumore al cervello. E in totale, in questa conta tragica, i casi di cancro alla testa sono 7 in un solo civico, dove i malati di tumore sono 23. Altri 9 colpiti alle ovaie, all’intestino, alla prostata. Nell’altro palazzo il cancro ha colpito tredici abitanti su sessanta.

Sparatoria a Pavia, grave un gioielliere!

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Una strada trasformata in luogo di terrore per una sparatoria avvenuta dopo le 16 in viale XI Febbraio, nelle vicinanze del centro storico di Pavia. Molti i colpi sparati nella tentata rapina in cui è rimasto ferito in modo grave il gioielliere di 59 anni,  Roberto Prina.

Secondo quanto raccontato dalla moglie del gioielliere, che è stato raggiunto da un colpo alla spalla e uno al fianco, i due sono entrati fingendosi dei clienti, ma poco dopo hanno rivelato le loro intenzioni e hanno estratto una pistola. Uno ha preso la donna e l’ha portata nel retrobottega, mentre l’altro ha cercato di mettere del nastro isolante alla bocca del negoziante per farlo tacere. È stato a questo punto che Prina è riuscito a prendere l’arma che tiene in negozio e a puntarla contro i rapinatori che gli hanno sparato e sono fuggiti. Il gioielliere non sarebbe in pericolo di vita.

Quanto è lontano il Senato dagli italiani?

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Battibecco a suon di ‘vergogna’ nell’aula del Senato fra il presidente di turno, Maurizio Gasparri, e il Movimento 5 stelle che prosegue l’ostruzionismo alle riforme costituzionali e ‘porta’ nell’aula di Palazzo Madama anche Dario Fo a difesa della Costituzione.

Una presenza virtuale, con le parole di Fo prima lette dal senatore Bruno Marton che poi avvia una registrazione invitando l’emiciclo ad ascoltare il Premio Nobel. E’ a questo punto che Gasparri sbotta: “Non è che siamo a ‘Radio campo base’”. Il senatore M5s riprende la parola per una raffica di “si vergogni” e qui è l’esponente Pdl a fermarlo con un “si vergogni lei, non siamo qui per giocare”.

Quanto dista il Senato dagli italiani? Lontano, lontanissimo, anni luce. E oggi non fa eccezione, anzi scoppia l’ennesima bufera con i soliti insulti che non fanno bene all’istituzione che assomiglia sempre più a un ring e sempre meno a un organo politico. Non si tratta più di giudicare, né di schierarsi, né di provare ad avere un partito di riferimento, ormai è solo una guerra personale a colpi di insulti.

“Noi del Movimento 5 Stelle ci siamo sempre orgogliosamente definiti portavoce dei cittadini – esordice Marton – Oggi ho l’onere e l’onore di portare in difesa della Costituzione la voce di un cittadino Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo. Ascoltate queste semplici, chiare e rivoluzionarie parole che ci ha lasciato questa mattina. Le leggo per lui in questo Senato”.

“Che strano, abbiamo sempre detto – sono le parole di Fo che il senatore M5s legge – che la nostra è la Costituzione più bella del mondo ed ecco che all’improvviso qualcuno vuole cambiarla perché, dicono, in quel testo ci sono delle incongruenze e degli errori e, guarda caso, questi senatori e deputati sono gli stessi che hanno voluto e imposto le leggi ad personam. Strane coincidenze della storia”.

“Troppe volte – qui è Marton che riprende in prima persona la parola – questo Senato è stato sordo alle parole di chi Dario ha tanto amato, la sua compagna di una vita, una grande donna: Franca Rame che da qui, da questo Senato è fuggita. Ascoltiamo tutti Dario Fo”. E qui, invece, parte il sonoro che viene pero’ bloccato da Gasparri che sbotta: “Non e’ che siamo a ‘Radio campo base’. Poi discuteremo se innovazioni di questo tipo sono permesse, fino ad ora non ne ho consapevolezza”. “Si vergogni”, replica allora Marton. “No, si vergogni lei. Non siamo qui per giocare. Questo giochino  è poco serio per l’assemblea. Non le consento di dire si vergogni alla presidenza”, è il rimbrotto che arriva dal presidente di turno dell’Assemblea.

Gli italiani intanto hanno da pensare alla nuova Tirse, a quel cuneo fiscale inesistente anche se fortemente sbandierato come vessillo di una nuova politica e a una ripresa che, anch’essa annunciata, sembra però essere ulteriormente scappata di mano.

Quel default che non ci sarà!

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Il 17 ottobre è vicino, ma il rischio di default sembra scongiurato, anche se continua il braccio di ferro tra democratici e repubblicani. Stop, tensioni, tattiche, ma soprattutto un’altalena che sta mettendo a dura prova i cittadini statunitensi che vedono i posti di lavoro a rischio e l’assicurazione sanitaria in aumento.  Al Senato il leader democratico Harry Reid e quello repubblicano Mitch McConnell hanno ripreso le trattative. C’è un certo ottimismo sulle possibilità di raggiungere un accordo. “Alla luce degli eventi” delle ultime ore, i due leader “hanno deciso di lavorare a una soluzione per riaprire le attività federali e prevenire il default. Sono ottimisti sul fatto che un’intesa possa essere raggiunta”. E stando alle indiscrezioni, la svolta potrebbe essere imminente.

Quel default non ci sarà!

Ma se questa crisi americana fosse successa in Europa? Se fosse stata in Italia? Quel default molto probabilmente sarebbe già scattato da tempo.

Concimare la terra… con le banconote fuoricorso!

real-brasil-concime-tuttacronacaUn modo alternativo per concimare il terreno e che abbia un potere nutrivito anche maggiore rispetto allo sterco bovino? Secondo l’Università federale rurale d’Amazzonia, le banconote fuoricorso corrispondono esattamente a queste richieste. Ed è per questo che, in Brasile, presto dei soldi ormai inutilizzabili finiranno nelle terre dei piccoli coltivatori dello Stato di Parà, per nutrirle e concimarle. Spiega il Corriere della Sera:

Grazie all’accordo tecnico-finanziario, è partita la fase sperimentale del progetto, con un investimento di 100 mila real (circa 34 mila euro). La Banca centrale brasiliana– che ha già recapitato 500 chili di biglietti provenienti dalla sua sede di Belém per gli studi preliminari – fornirà ora la prima tonnellata di banconote, da essere triturate e trasformate in composto organico. A regime, si utilizzeranno tutte le 13 tonnellate di banconote che ogni mese fuoriescono dalla circolazione nella regione.

Letta e il restauro dell’ufficio!

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L’ufficio di Letta aveva bisogno di un restauro e così ora sono stati pubblicati i costi che tutto sommato non sono poi elevatissimi, ma certo vedere che siano stati spesi più di 23.000 euro per il «restauro e rivestimento divani e poltrone dello studio del Presidente, fornitura e posa in opera di tende presso le sedi di Largo Chigi e via della Ferratella», fa sorridere.

Deriva razzista in Facebook: gli insulti alla Kyenge e l’appello di Baruffi

cecile-kyenge-dimissioni-tuttacronacaDimissioni di Cecile Kyenge è una pagina Facebook nata lo scorso agosto e con oltre quarantamila seguaci sorta con lo scopo di “evidenziare la non idoneità al ruolo di ministro” del ministro dell’Integrazione ma trasformatasi rapidamente in un ricettacolo d’insulti spesso razzisti, quasi sempre volgari. Questo nonostante, come spiega l’immagine di copertina, “non se ne fa una questione di pelle”. E poco importa se si legge: “eventuali interferenze operate da organizzazioni politiche, estremisti violenti o razzisti di ogni colore e parte, verranno censurati”: tutti i commenti sono in bella vista. Il deputato del Pd Davide Baruffi ha annunciato che sta “valutando se segnalare la pagina all’amministrazione di Facebook stessa, per chiederne il controllo” considerato che “dentro c’è di tutto, dalla critica politica, fino a commenti di una volgarità aberrante”. Baruffi ha quindi suggerito ai gestori della pagina di “cominciare a mettere mano agli accessi” prima che la pagina venga segnalata per i suoi contenuti volgari e offensivi. Ma intanto nuovi commenti si sommano, dalle semplici osservazioni alle invettive e prendendo in mezzo anche altri politici come Laura Boldrini, Enrico Letta e Angelino Alfano. C’è anche chi, però, mette in evidenza l’odio di quanto viene scritto e in molti hanno risposto a un post che lo stesso Baruffi ha inserito nel suo profilo sul social blu, invitando “ad accendere il cervello e ricordati che pensare è il miglior antidoto contro la stupidità”, preoccupato per l’ennesimo elemento che contribuisce al “clima di esasperazione” che grava sul Paese. Purtroppo “su 40mila persone, poi, il defici***e del gruppo lo trovi sempre”, conclude  e, pur senza voler “censurare una forma di critica politica come può essere quella del commento sui social credo che almeno chi apre una pagina di questo genere abbia l’obbligo di controllare cosa vi viene inserito”.

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Mamma Rai è un covo di polemiche?

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Tanto tempo fa era “mamma Rai” ovvero la tv pubblica generalista d’intrattenimento, ora invece è diventata un covo di polemiche e una guerra all’ultimo centesimo, pardon  all’ultimo milione! Ora dopo aver rinunciato al contratto con Crozza e Benigni, la Rai vuole fare la voce grossa e difendere a spada tratta il suo operato e soprattutto il conduttore di punta, cioè  Fabio Fazio, a cui ha appena rinnovato il contratto con 5,4 milioni di euro fino al 2017. Così i consiglieri della Rai Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, la prima figlia di Walter Tobagi  e il secondo nel pool di mani pulite, insorgono per difendere l’operato della tv pubblica  «Siamo sconcertati dalla passività di Rai di fronte all’ingiustificato atteggiamento di Renato Brunetta nei confronti di Fabio Fazio», passività «mantenuta nonostante i ripetuti solleciti ad emettere una nota ufficiale» e poi annunciano la guerra… «Il silenzio della dirigenza ci obbliga a un intervento, che avremmo volentieri evitato, per ristabilire la correttezza su alcuni fatti».

I due consiglieri ribattono all’ex ministro che Fazio ha detto il vero quando ha affermato che il suo programma si ripaga con la pubblicità e «anzi, Che tempo che fa addirittura guadagnare – come ha sottolineato ieri anche la collega Todini». E quindi quale sarebbe il problema di pubblicare i compensi e azzittire le voci? Perché continuare a negare la trasparenza ai cittadini?

Sulla pubblicazione dei compensi, Tobagi e Gherardo precisano che «in verità non esiste un obbligo dell’azienda a tale pubblicazione. La legge (decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33) obbliga le amministrazioni pubbliche, per trasparenza, a fornire dettagli anche sulle cifre dei compensi di dirigenti e collaboratori. Ma, secondo due ordinanze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (ordinanze n. 28329 e 28330 del 22 dicembre 2011), Rai non è “in alcun modo annoverabile tra le pubbliche amministrazioni”, come definite ai sensi di altre norme».

La Rai, ricordano, è un «ibrido: società per azioni di diritto privato che agisce commercialmente in un mercato concorrenziale, però ad azionariato completamente pubblico. Il problema andrebbe affrontato nelle sedi opportune, certo. Ma intanto l’obbligo di pubblicare tutti i compensi non sussiste». E in proposito, i due membri del cda, sottolineano come la divulgazione di dati, «peraltro non verificati, abbia causato la rottura della trattativa con un noto artista», facendo riferimento al contratto con Maurizio Crozza.

«I compensi sono dati sensibili la cui divulgazione può alterare pesantemente la concorrenza nel settore radiotelevisivo, già gravato dalla cappa del conflitto d’interessi, e danneggiare la Rai (quindi anche e soprattutto i contribuenti che pagano il canone). Solo incidentalmente notiamo che il tema della tutela della libera concorrenza dovrebbe essere tenuto particolarmente presente dal capogruppo del partito capeggiato dal maggiore azionista del principale concorrente della Rai».

Infine sulle polemiche relative alle produzioni esterne, «possiamo affermare che, con il piano industriale, Rai ha intrapreso un percorso per la massima valorizzazione e razionalizzazione delle risorse interne. Il percorso richiede tempo e fatica, e gli attacchi gratuiti non aiutano a farlo procedere».

Quindi tutti zitti!!!

Scandalo Merkel… la Germania trema per 690 mila euro

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Una somma che paragonata a quella dei nostri partiti lascia davvero indifferenti, ma in Germania lo scandalo è scoppiato e al centro vi è proprio la Cancelliera. La somma sarebbe arrivata subito dopo lo stop ad una direttiva Ue che avrebbe imposto una riduzione dei gas di scarico particolarmente penalizzante per le grandi automobili. Solo una coincidenza? Il legame non è passato inosservato anche se la famiglia che gestisce la casa automobilistica ha immediatamente smentito affermando di aver effettuato questa donazione  come riconoscimento all’eccellente lavoro della Merkel nella gestione dell’eurocrisi. La donazione resta comunque di gran lunga la più generosa tra quelle effettuate dai privati nel 2013, anno delle elezioni.

Ed è subito bufera. L’organizzazione LobbyControl infatti ha criticato fortemente il finanziamento, che arriva a neanche un mese dalle elezioni. La sinistra radicale ne ha fatto il suo cavallo di battaglia e ha usato termini molto duri, arrivando anche a parlare di  «politica comprata» e ora si ipotizza anche un strascico parlamentare. Anche i Verdi e Spd hanno riservato parole severe anche se meno dure.

L’immobiliare è in crisi, ma arriva la stangata per le case sfitte!

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 La seconda casa, o una casa da affittare per integrare la pensione o anche un reddito per il figlio disoccupato diventerà il nuovo mirino del fisco italiano. La Trise infatti, la  tassa rifiuti e servizi che farà il suo esordio il prossimo anno, si abbatterà sul mercato immobiliare già fortemente in crisi. Levata l’Imu ora, il testo entrato al Consiglio dei ministri porterà con sé anche una stangata sulle seconde case sfitte, che torneranno a fare reddito ai fini Irpef anche se in misura dimezzata rispetto ai tempi dell’Ici. Mentre la componente rifiuti, Tari nel nuovo vocabolario fiscale, sarà più o meno uguale a quest’anno.

Come scrive La Stampa:

Ma, novità dell’ultim’ora, la quota Tasi sui servizi come strade, illuminazione e sicurezza è destinata ad aumentare ulteriormente, visto che per compensare ai comuni l’abrogazione dell’Imu nel 2014 il Governo sembra aver messo sul piatto la metà di quanto promesso, ossia un solo miliardo anziché due. I sindaci avranno ampio potere di spingere su aliquote e tariffe: c’è da scommette che finiranno per premere il piede sull’acceleratore. Infine, il 2014 rischia di trasformarsi in un groviglio fiscale. Basti pensare che in alcune città, come Palermo, nel 2014 si pagheranno le rate della Tares sui rifiuti per il 2013 mentre si sovrapporrà la quota della Tari, anch’essa sui rifiuti, ma quelli del 2014. Alla faccia della semplificazione fiscale.

Cade una star… lo scivolone di Selena diventerà un meme?

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Caduta da star per Selena Gomez vittima di uno scivolone a Fairfax, in Virgina, dove si stava esibendo. Nel corso di “Slow Down” però la cantante, impegnata in un balletto con stelle filanti è precipitata rovinosamente a terra. Fortunatamente Selena non si è fatta nulla e potrà continuare il tour.

La “stabilità” che disequilibria e i sindacati che affilano le armi

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Iniziano ad arrivare con calma e a scaglioni, le critiche alla nuova legge di stabilità. Forse anche i più acerrimi “nemici” del governo questa volta non  sono riusciti a trovare  subito il punto debole della manovra…  Che in fondo era lì sotto gli occhi di tutti. L’Italia è in ginocchio e questa è una finanziaria per tempi migliori. Danneggia la classe media, non aiuta davvero chi è sull’orlo della povertà e non riesce a rilanciare l’industria italiana. Il cuneo fiscale è insufficiente e il leader di Confindustria Giorgio Squinzi attacca e anche il rappresentante dei lavoratori, Luigi Angeletti della Uil, dice che è pronta la mobilitazione soprattutto per il pubblico impiego, il settore più colpito da questa “stabilità”: blocco dei contratti, blocco del turn over, tagli degli straordinari e ciliegina sulla torta le misure sulla liquidazione.

 Più cauta la Cgil con il segretario generale, Susanna Camusso: “Bisogna cambiare la legge di stabilità e decideremo tutte le cose utili per questo fine”.  “Sono sempre poco affascinata dai dibattiti di chi prima decide quali modalità e poi i perché”, ha detto rispondendo a chi le chiedeva se anche per la Cgil fosse necessario uno sciopero come evocato da altre organizzazioni.

”I passi sarebbero anche nella direzione giusta ma ancora una volta non sono sufficienti per farci ritrovare la crescita”, afferma Squinzi. Il provvedimento  ”non incide realmente sul costo del lavoro. Noi avevamo indicato come priorità assoluta il cuneo fiscale. Cosa fare? Non sono il primo ministro di questo Paese ma vorrei dire che ci vuole più coraggio”. Per Squinzi non basta mantenere ”lo status quo. Anche se ci sono passi nella direzione giusta che possiamo valutare positivamente non cambiano l’andamento economico né la visione del futuro del paese”.

Quanto alle misure per gli statali, il ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D’Alia, ha detto che  ”Nella legge non ci sono novità sui contratti rispetto a quanto già deciso per il pubblico impiego”.  ”Il blocco della contrattazione per la parte economica – afferma D’Alia – è stato approvato dal consiglio dei ministri ad agosto, lo abbiamo trasformato in norma di legge”.

Poi c’è chi non usa mezze misure e afferma che era meglio l’IMU della TRISE. E’ Sebastiano Messina nel suo quotidiano ‘Bonsai’ su Repubblica:

“L’anno prossimo non si pagherà più l’Imu e nemmeno la Tares, che doveva sostituire la Tarsu. Ci sarà una nuova tassa che non si chiamerà Taser, come la pistola che dà l’elettroshock, ma Trise. Il fatto è che la Trise, come un missile a tre stadi, contiene altre due tasse: la Tari e la Tasi. Se abitate nella vostra casa, pagate tutta la Trise, dunque sia la Tari che Tasi. Se siete un inquilino, pagate solo la Tari, ma anche una quota della Tasi. Se siete il padrone di casa, pagate la Tasi ma non la Tari. Più l’Imu, si capisce. Ma l’Imu, raddoppiata, la pagate anche se siete in affitto, su quell’appartamento dove abita vostra madre. Che però pagherà la Tari, lasciando a voi la Tasi che avete evitato sulla casa dove pagavate la Tarsu, e invece ora — scampata la Tares e aggirata la Taser — pagate solo la Tari ma non l’Imu. Adesso ripetete”.

E se poi vogliamo invece vedere i grandi vantaggi del cuneo fiscale basta lanciare un occhio a questo specchietto per accorgersi che i più fortunati avranno 14 euro al mese e in media saranno dati invece 8 euro.

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Fanno sesso in pieno centro a Firenze: la foto fa il giro del web

sesso_strada-firenze-tuttacronacaUna foto denuncia scattata in pieno centro a Firenze sta facendo il giro del web. Nello scatto si vede una coppia, forse colta da un momento di lussuria incontenibile e con troppo alcool in circolo, che fa sesso in strada, a terra, tra un portone e le strisce pedonali. Chi li ha visti ha raccontato che, nonostante i passanti e gli scatti fotografici, la coppia non si è curata di nessuno continuando a godersi la sua “intimità pubblica”. L’autore della foto racconta: “Erano visibilmente ubriachi o forse addirittura drogati. Nessun amico nei dintorni altrimenti li avrebbe fermati. E’ assurdo che si verifichino episodi del genere, sembra quasi che ognuno si possa permettere qualunque cosa. Il degrado ormai è generalizzato, anche se in questo caso di costume e di educazione”.

La moglie era troppo religiosa e lui tenta di avvelenarla

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Una moglie troppo religiosa e sempre con l’orecchio attento a Radio Maria, tanto ascetica quasi da dimenticarsi del marito. Così Eliseo Bongiorno, 67 anni ha cercato di avvelenarla dandole una bottiglietta d’acqua con l’acido muriatico. La moglie, casalinga di 61 anni, aveva scoperto il tentativo di avvelenamento grazie a una telecamera posta in cucina e così nella scorsa primavera il marito era stato arrestato a Dalmine, in provincia di  Bergamo.

Ora però arriva la richiesta d’archiviazione che certo farà discutere.  Secondo il pm Carmen Pugliese, il falegname in pensione non voleva uccidere, ma solo “attirare l’attenzione della moglie che lo trascurava perché impegnata a pregare e ad ascoltare tutto il giorno Radio Maria”.

L’analisi della bottiglietta avvelenata ha mostrato che la quantità di acido utilizzata da Bongiorno era minima e non poteva causare né lesioni, né tantomeno uccidere la donna

D’altronde il pensionato avrebbe fin dal giorno del suo arresto spiegato agli inquirenti di non aver nessuna intenzione di uccidere la consorte. L’uomo era semplicemente stanco dell’ossessione religiosa della moglie e si sentiva trascurato, spiega Il Giorno:

“Fin dal giorno del suo arresto l’ex falegname aveva spiegato di non aver avuto intenzione di ammazzare la moglie: voleva solo procurarle un malore, stanco dell’ossessione religiosa della donna, che lo trascurava pensando soltanto a preghiere e pellegrinaggi e che ascoltava tutto il giorno le trasmissioni su Radio Maria”.

La donna però aveva capito che nell’acqua c’era qualcosa che non andava e l’aveva fatta analizzare scrive Il Giorno:

“L’esito non aveva lasciato dubbi: acido muriatico. In un primo momento la signora aveva pensato a una contaminazione, ma poi aveva trovato un flacone sospetto, senza etichetta, tra i medicinali del marito e lo aveva fatto analizzare. Anche in quel caso il liquido era risultato acido muriatico e la donna aveva allora escogitato lo stratagemma della telecamera”.

Padre in manette: picchiava il figlio di 3 mesi anche durante il ricovero

maltrattamenti-neonati-tuttacronacaLo scorso 7 ottobre un piccolo di soli tre mesi era stato portato in ospedale per una visita di routine. Nell’occasione i medici, che avevano notato delle lesioni sospette, avevano inoltrato una segnalazione alla Procura dei Minori che a sua volta ne aveva fatta scattare una alla Procura ordinaria. Ad essere tenuto sotto controllo, il padre del piccolo, un 35enne, che l’11 ottobre è stato arrestato dalla polizia di Monza mentre percuoteva il figlio ricoverato in ospedale per lesioni. Il piccolo ha riportato, oltre ad alcune lesioni sul corpo, una ferita alla testa. Il gip ha già convalidato l’arresto.

Mafia al Nord… non è una scoperta, ma c’è chi ha voluto chiudere gli occhi

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E’ il primo comune del nord sciolto per mafia. E scatta a livello mediatico lo stupore e la sorpresa per Sedriano, in provincia di Milano dove ieri sera il Cdm ha deciso di commissariare: «Al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata – spiega il comunicato diffuso da palazzo Chigi -, il Consiglio ha deliberato, su proposta del ministro dell’Interno, lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone)».  

«È la prima volta in Lombardia. Ma quell’ente non è il solo su cui le criminalità organizzate hanno allungato i propri tentacoli», si legge nella nota di Florindo Oliverio, segretario generale Fp Cgil Lombardia. Il sindaco di Sedriano «è stato arrestato lo scorso anno a seguito dell’inchiesta della magistratura che ha portato all’arresto, per voto di scambio, anche dell’assessore regionale Domenico Zambetti», ricorda Oliverio e aggiunge che «alle cosche è appaltata direttamente la gestione del territorio. Ancora una volta la Lombardia si rivela “terra di Calabria”. Ancora una volta i soldi pubblici sono usati per affari privati e per foraggiare la criminalità organizzata. E per farlo si usano incarichi e consulenze, anche quando negli organici degli enti ci sono le risorse e le competenze necessarie per far funzionare nella legalità e nella trasparenza la macchina amministrativa». «Chiediamo alle istituzioni lombarde (a partire da Regione Lombardia) e alle loro associazioni (come l’Anci, l’Upi) di assumere l’impegno a combattere le infiltrazioni mafiose con atti concreti e visibili. Si potrebbe cominciare dall’azzeramento di tutti quegli incarichi e consulenze esterne che tanto costano anche economicamente alla collettività», conclude Oliverio.

Adesso finalmente non si potrà più dire che la mafia è un problema del sud… ma è un problema italiano, esportato anche all’estero e per sconfiggerlo forse servirebbe la cooperazione da parte di tutti gli stati… invece l’Italia come sempre è stata abbandonata.

Padre shock! Il suo affetto il figlio lo deve conquistare diventando un campione

amo-campione-tuttacronacaE’ la Procura di Treviso ad accusare un padre di aver costretto il figlio, appena 14enne, ad applicarsi nel nuoto in maniera ossessiva, cimentandosi nell’attività agonistica e allenandosi al limite delle sue possibilità fisiche. Non solo, spinto dal desiderio di crescere un figlio campione, avrebbe condizionato le manifestazioni d’affetto nei suoi confronti in base ai risultati delle gare e sarebbe arrivato anche a indurlo ad assumere integratori alimentari e prodotti iper-proteici del tutto inadeguati alla sua età per migliorare le sue prestazioni. Tale alimentazione avrebbe causato al figlio nausea, vomito e diarrea. Ora la Procura ha chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo per il quale l’accusa è di maltrattamenti in famiglia. L’adolescente, vittima di simili vessazioni morali e fisiche, ora soffrirebbe di un malessere psicologico e di disturbi di salute. L’inchiesta era scattata su segnalazione di amici e compagni del giovane nuotatore, che assieme ai famigliari si erano accorti dei cambiamenti. Ora spetterà al gup decidere se le condotte contestate al padre si siano effettivamente verificate, e siano dunque punibili, o se il processo dovrà chiudersi con un proscioglimento. Secondo la procura sarebbe emerso chiaramente anche il comportamento tenuto dal genitore in base ai risultati ottenuti dal 14enne, una sorta di ricatto affettivo che avrebbe minato lo sviluppo psicologico del minore.

C’è del marcio nell’Università italiana. Lo scandalo nella cultura!

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C’è del marcio nelle Università italiane da sempre terra di conquista e di segnalazione, ma questa volta non si tratta di un singolo docente o di una facoltà, ma di una “rete criminale dei professoroni” come l’ha definita Antonio Massari sul Fatto quotidiano.

35 gli indagati e 5 “saggi” del Governo Letta, al servizio dei cittadini. Chi dovrebbe riscrivere la Costituzione, stando alle intercettazioni della Guardia di Finanza, riscriveva invece gli esiti dei concorsi. Pressioni e minacce erano all’ordine del giorno, come le suppliche e la richiesta di favori. Da nord a sud, da Trento a Bari, passando per la Capitale e arrivando a Benevento questa sembra essere la mappa dell’Italia corrotta nella più alta istituzione culturale. E se all’estero l’Università diventa luogo di ricerca, di interazione tra diverse generazioni, con gli studenti che portano nuova linfa a chi ha l’esperienza poi per indirizzare le potenzialità verso un risultato, in Italia sembrerebbe essere solo divenuto un covo di scambio favori se non anche “peggio”.

“Lo scenario disegnato dall’inchiesta “do ut des”, condotta dal pm barese Renato Nitti in collaborazione con la Guardia di finanza, supera le peggiori fantasie: tradimenti, scambi, pressioni. La preoccupazione del sistema – secondo gli investigatori – non è garantire un futuro alla ricerca scientifica ma reclutare “burattini” che, nei futuri concorsi, asseconderanno gli interessi dei baroni”.

Le intercettazioni poi evidenziano il coinvolgimento di Giorgio Lombardi, professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Torino morto nel 2010, che lascia un “testamento orale”, scrive Massari:

“L’inchiesta riguarda gli esami di prima e seconda fascia nei rami di Diritto costituzionale, pubblico comparato, canonico ed ecclesiastico: l’esito finale – è l’accusa – non ha avuto nulla a che vedere con il merito. Gli inquirenti parlano di una “rete criminale”, che coinvolge alcuni tra i docenti più autorevoli, e mira a far prevalere la logica del “favore” su quella del “merito” e della “giustizia””.

Tra i denunciati anche i saggi Augusto Barbera, Giuseppe De Vergottini, Beniamino Caravita di Toritto, Carmela Salazar e Lorenza Violini. Loro e altri 35 indagati avrebbero aggirato, secondo le accuse, la riforma Gelmini per l’ottenimento di commissioni imparziali:

“La riforma Gelmini, con il sorteggio dei commissari, doveva eliminare le “raccomandazioni” ma il “sistema” si attrezza immediatamente per neutralizzarla: orienta la formazione della rosa, affinché siano sorteggiati commissari “arrendevoli”. Quella rosa, secondo l’accusa, non s’è trasformata nella “libera elezione” di “giudici” che devono valutare il candidato “più meritevole”. E per chi non s’adeguava c’erano minacce e intimidazioni”.

La Juventus si tingerà d’arancione sulla fascia? In arrivo l’olandese?

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Si tingerà d’arancione la fascia della Juventus? E’ probabile visto che Conte ha richiesto dei rinforzi proprio tra i terzini e così Marotta è già al lavoro dopo che Isla sembra proprio avviato a lasciare il club a gennaio. Chi arriverà? Nel mirino della Juve c’è Daryl Janmaat, terzino destro olandese in forza al Feyenoord. I bianconeri avevano già richiesto informazioni nei mesi precedenti e ora sembra che la voce si sia fatta ancora più insistente. Classe 1989, Janmaat  veste la casacca del club di Rotterdam dal 2012, stesso anno del suo debutto con la maglia della Nazionale Oranje. Gli emissari della società bianconera sono stati avvistati più volte a Rotterdam in questi ultimi giorni e tutto lascia intendere che si trovino lì per definire l’operazione che porterebbe Janmaat in Italia. Le cifre dell’affare ballano tra i 7 e gli 8 milioni di euro: l’accordo con il  giocatore già c’è, adesso resta da trovare l’accordo tra le due società.

Di Cataldo e il nuovo gossip: la fiamma è Adele…

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Forse un nuovo gossip era proprio quello che non serviva in questo momento a Massimo Di Cataldo ancora nella bufera per i presunti maltrattamenti all’ex compagna Anna Laura Millacci.  Social Channel però annuncia la sua nuova storia d’amore. Secondo il sito di gossip si tratterebbe di Adele Ceraudo, una fotografa, con la quale la relazione sarebbe iniziata a luglio. I due si sono mostrati su Facebook in alcune serate con amici.

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Pianti e grida: bimba di 4 anni abbandonata sul terrazzo di casa

bimba-terrazza-tuttacronacaUna bimba di 4 anni che urla e piange, tanto da spaventare i vicini che, attorno alle 17.30, hanno allertato le autorità. La piccola era stata abbandandonata sul terrazzo della sua abitazione, nella zona periferica di Noventa Padovana, in provincia di Padova. Per trarre in salvo la bambina, infreddolita e spaventata, è intervenuta una squadra del 115 che, dopo essere arrivata con una scala mobile al terzo piano dell’edificio sopra una macelleria, l’ha portata a terra. La madre, una 24enne marocchina, è tornata a casa circa un’ora dopo, rientrando dal lavoro. La donna, cameriera ad Arsego, altra località padovana, ascoltata dai carabinieri ha tentato di accusare il padre dell’abbandono: questo non la esime dalle responsabilità che, non essendo sposata la coppia, ricadono completamente su di lei. La donna è stata accompagnata in caserma, identificata e denunciata per abbandono di minore e nei prossimi giorni verrà vagliata la sua posizione per capire se è in grado di tenere con sè la figlia. La bimba, visitata, sta bene.

“Abbiamo svenduto anche la cultura?” Verdone in crisi con l’Italia!

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L’Italia in crisi e Verdone in crisi con l’Italia. Il comico, uno dei simboli del nostro Paese, che fa fatica a identificarsi con l’Italia. Verdone che rilascia un’intervista sui mali non solo della cultura, ma di un’intera nazione in vendita. Carlo Verdone e la sua amarezza che è un po’ quella di tutti gli italiani che si trovano di fronte a un Paese in cui non si riconoscono più e che si rifugiano nel passato per coglierne ancora gli aspetti migliori.

“Questa situazione di degrado mi sembra che vada avanti da un bel po’ di tempo e tocca vari aspetti: c’è una crisi economica a livello internazionale con conseguenze che riguardano tutti, ma c’è anche una cattiva gestione da parte delle amministrazioni e le cattive abitudini di alcuni cittadini che evadono”, così risponde all’Huffpost il comico romano quando gli viene chiesto se i gravi problemi economici della Capitale, che rischia il default, siano lo specchio della situazione drammatica del paese.

“Ci sono troppi scandali, troppi soldi buttati, troppi “aiuti” agli amici degli amici… alla fine hanno ridotto questa città, e questo paese, in un paese in svendita. Telecom, Alitalia, industrie farmaceutiche e tessili prese dai cinesi, aziende che chiudono… ma che ci rimane di italiano qua? Credo che le ultime risorse siano la cultura e il turismo, ma vanno aiutati. Quando vengo a sapere che devono arrivare gli stranieri per rimettere a posto Ercolano ci resto male…abbiamo svenduto pure la cultura?”, queste le dure parole del regista con le quali si apre l’intervista.

È una strada senza uscita?
“In un’intervista mi hanno accusato di essere pessimista, ma io osservo solo realtà e vedo ragazzi costretti ad emigrare per specializzarsi, per fare ricerca, e questo mi preoccupa. Questa è una generazione di giovani che emigrano per imparare qualcosa, ma dove sono i professori che allenano le future generazioni? Io vedo solo un popolo di indagati. Certo ci sono anche le persone perbene, ma sono poche, invece ci vorrebbe una grossa rivoluzione di brave persone che rimettono le cose a posto”.

Pensa che nell’ambito della politica ci sia qualcuno in grado di rimettere a posto le cose?
“Francamente non lo so, vorrei vederli all’opera… posso dire che non ritengo Letta una cattiva persona, anche Renzi mi sembra che possa portare un vento di novità. Al momento sembra che vogliano fare qualcosa, io me lo auguro perché abbiamo bisogno di persone valide, credibili e oneste. Basta con chi pensa solo al bene proprio e non al bene comune, questo comportamento ha messo l’Italia in grosse difficoltà e rischiamo una perdita d’identità”.

Nei suoi film ha sempre tratteggiato con cura personaggi che in qualche modo erano lo specchio del paese, ad esempio nell’ultimo film parlava di padri divorziati che non riescono a sbarcare il lunario. Oggi che cosa porterebbe al cinema?
“Visto che siamo un paese sempre in emergenza, parlerei dell’emergenza del momento cercando di piegarla in commedia trovando il lato ironico anche in una situazione difficile. Non ci si può esimere dal raccontare la realtà, altrimenti al pubblico non lasci niente, e poi io sono un attento osservatore delle cose che mi circondano… ci vuole solo abilità nel far diventare tutto questo un film, se non comico, almeno brillante. Se dovessi girare in questo momento penso che parlerei di tutte quelle persone, anche amici miei, che erano benestanti e ora sono ridotte in miseria perché hanno perso il lavoro. Io sento sempre parlare di tasse, tasse, tasse…ma se uccidi il cittadino con tutte queste tasse, anche quello benestante, i consumi si bloccano e così a catena chiuderanno i negozi, le ditte e così via. Direi che anche questa politica fiscale comincia a diventare un’emergenza, soprattutto per chi non ha lavoro…io mi ritengo fortunato, ma ci sono pensionati che vivono con 480 euro al mese: mi spiega lei come fa un uomo a vivere con 480 euro al mese? E’ uno schifo, io mi vergogno.

Il Leone d’Oro è andato a Sacro Gra, un film sull’estrema periferia romana che fotografa anche lo straniamento e l’isolamento della gente che vive ai margini della grande città. Lei che ne pensa?
“E’ un film-documentario che mi è piaciuto molto, pieno di poesia, semplice, senza grosse pretese, dove il regista ha mostrato una forte sensibilità nel saper cogliere dei personaggi straordinari. Sono anime pure che sembrano venire da un pianeta diverso e che invece vivono ai margini di Roma, sotto agli aeroplani che si alzano e atterrano e ai bordi del traffico congestionato del grande raccordo anulare, sempre così pieno di persone che vanno e vengono”.

La sua amata città sembra in agonia, sono finiti i tempi della Roma di Veltroni simbolo di cultura e rinascita per tutto il paese?
“Io amo tantissimo questa città, la fotografo continuamente sempre dallo stesso punto con una luce diversa, solo che ultimamente sono passato al bianco e nero perché mi dà delle emozioni fortissime…è come una voglia nostalgica di tornare al passato, ai bei tempi. Oggi vedo una città sciatta e la sciatteria a lungo andare porta alla distruzione: Roma ha bisogno di tanti di quei soldi per rimetterla a posto che fa impressione, è lasciata a se stessa e per me questo significa solo che non vogliono più bene a Roma. Ancora è presto per giudicare, ma spero che Marino sappia imprimere un nuovo corso alle cose.

A proposito della sua partecipazione allo spot, sulla fibrosi cistica, quanto è importante la presenza di personaggi famosi per attirare l’attenzione su temi che sembrano ignorati dalla maggior parte delle persone?
Io ho accettato con molto entusiasmo, è come un atto dovuto per me: io ho ricevuto molto dalla vita e dalla gente e se persone in difficoltà stanno studiando questa terribile malattia che è piena di portatori sani, penso che metterci la faccia sia il minimo, è un gesto concreto, un modo per dire grazie alla gente per quello che mi ha dato, ma anche io devo dare qualcosa. Sono cose che si devono fare e non bisogna ringraziare chi le fa.

L’aereo non vola e Balotelli fa volare gli insulti!

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L’ennesimo scatto di Mario Balotelli che dopo “il fallo di mano con i giornalisti di Mediaset” ora torna a far parlare di sé fuori dal campo. Di ritorno infatti da Napoli dove si era giocato Italia- Armenia, il giocatore è diventato furibondo per un disguido sul volo charter che doveva riportare a Milano i rossoneri che non è però potuto decollare a causa di una mancata autorizzazione costringendo Balotelli, Montolivo, Abate e Poli a rimanere nella città partenopea. Ma se gli altri giocatori hanno accettato il cambio di programma senza discutere e sono tornati in albergo, Balotelli è diventato incontenibile e se l’è presa con chiunque fosse li accanto dagli operatori dell’aeroporto ai giornalisti e fotografici, ma anche con chi, prendendo al volo l’occasione, chiedeva un autografo. Balotelli invece è salito inveendo sulla sua vettura e ha preteso che l’autista lo riportasse a Roma nella notte per poi prendere il primo volo disponibile questa mattina per Milano.

 

I funerali di stato fantasma!

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Erano stati annunciati dal premier Letta in persona i funerali di Stato per le vittime di Lampedusa e invece oggi il sindaco dell’isola siciliana,  Giusi Nicolini, denuncia che le salme si stanno seppellendo senza nessun funerale. Sembrerebbe l’ennesimo annuncio alla presenza delle istituzioni internazionali che poi non ha trovato seguito nei fatti. Eppure quel 9 ottobre tutti si erano stupiti della decisione del Premier di voler organizzare a spese dello stato la sepoltura con tutti gli onori dei migranti che avevano perso la vita nel drammatico naufragio. Se davvero l’Italia ha bisogno di stabilità politica per fermare la speculazione sui mercati, è pur vero che c’è bisogno anche di coerenza. Non c’è nulla di peggio che assistere ai proclami che poi restano solo parole senza fatti… In questo modo si lede l’immagine del nostro Paese e si fanno riaffiorare i fantasmi di un ventennio di parole che hanno poi portato l’Italia sull’orlo del baratro. Che bisogno c’era di annunciare i funerali di stato? L’ennesima umiliazione per i migranti?

Ieri il sindaco di Lampedusa, ha twittato:

A questo messaggio è seguito il silenzio. Lo stesso silenzio lamentato dalla stessa sindaco che aveva anche asserito: “A Lampedusa il governo è sparito”. Solo il Viminale alla fine si fa coraggio e risponde: “Non siamo noi a disporre i funerali solenni”, compito che spetta secondo il protocollo all’Ufficio del cerimoniale: “Dovevamo però portare via le 373 bare dall’isola per questione di igiene pubblica”. E sempre per motivi sanitari saranno interrate al più presto con soltanto un numero identificativo.

Dove troveranno sepoltura?

Alcuni nei cimiteri dell’Agrigentino e altri in Comuni siciliani disposti ad accoglierli, anche temporaneamente.  80 salme sono già state tumulate nel cimitero Piana Gatta di Agrigento, altre 70 sono state disseminate nei camposanti della provincia e sepolte, riportano i quotidiani locali, con una breve preghiera cattolica. Lontani dai parenti, in prevalenza cristiano-ortodossi e musulmani.

Come scrive l’Huffington Post:

“È inaudito. Quell’annuncio dei funerali di Stato ha creato soltanto confusione”, commenta parecchio indignato don Mosé Zerai, sacerdote presso il Vaticano e fondatore dell’agenzia Habeshia ormai diventato un punto di riferimento per gli eritrei in esilio in Italia, al punto che spesso è lui a ricevere gli Sos dai barconi carichi di suoi connazionali che tentano di attraversare il Mediterraneo. Ed è lui, in queste settimane, a ricevere e smistare le continue telefonate dei famigliari dei naufraghi che dalle città europee e americane, ma anche dall’Eritrea, chiedono notizie sui loro defunti. “Come comunità eritrea siamo veramente stupiti dal modo nel quale il governo italiano sta gestendo questa situazione”.

Il primo pensiero di don Zerai va ai cadaveri senza funerale: “Un’offesa alle vittime e ai loro famigliari. Poiché ci aspettavamo esequie solenni, abbiamo consigliato ai parenti in lutto di non organizzare funerali privati ma di attendere. E invece ora hanno disseminato le bare in molti posti della Sicilia, rendendo difficilissimo il compito di coloro che devono ancora identificare i loro morti. A chi dovranno rivolgersi questi poveretti per poter capire su quale bara devono piangere?”.

Il sacerdote eritreo dice di avere spedito una lettera a Enrico Letta e Emma Bonino, senza ricevere risposta alle sue domande. E questa mattina verrà ricevuto dalla Commissione esteri della Camera nella speranza di capire cosa succederà nei prossimi giorni. L’idea del religioso è quella di impegnare le istituzioni italiane a farsi carico del trasporto delle salme in Eritrea, a prescindere dal fatto che alla fine molte non avranno un nome, tranne quei corpi che i famigliari esuli vorranno seppellire nella nuova patria.

Ad attendere la soluzione del mistero sulla celebrazione funebre promessa da palazzo Chigi non sono soltanto genitori, sorelle, fratelli e cugini dei morti di Lampedusa, molti dei quali residenti negli Stati Uniti, in Canada e in Europa, ma anche vescovi e sacerdoti di fede ortodossa – la fede religiosa più diffusa in Eritrea, insieme all’Islam – che dall’America e dalla stessa Eritrea sono pronti a concelebrare quel funerale importante.

Comunque sia, il destino di quei feretri rimane incerto. L’ambasciata eritrea si è offerta di rimpatriare le salme identificate con certezza come eritree, e in questo scenario si inscrivono altre due stranezze che ben raccontano la confusione del governo. Da giorni infatti passeggiano per Lampedusa due funzionari dell’ambasciata eritrea in Italia, ufficialmente sull’isola per dare conforto e aiuto ai parenti dei morti in mare, nonostante quei morti siano fuggiti proprio dal pugno di ferro del regime di Asmara e una legge imponga ai famigliari degli esuli il pagamento di una multa salata come punizione.

Secondo fonti del Comune, i diplomatici avrebbero addirittura chiesto di entrare nel centro di accoglienza dove vivono ammassati i superstiti del naufragio del 3 ottobre e, non avendo ricevuto il via libera, tentano di avvicinarli lungo le strade di Lampedusa chiedendone nome e cognome, oppure scattando loro delle foto. Dati che molto facilmente finiranno negli elenchi del governo eritreo.

Il 14 ottobre è poi arrivato, senza che la sindaca ne fosse informata, l’ambasciatore eritreo Zemede Tekle Woldetatios. In mancanza di un protocollo né un avviso da parte del ministero degli Esteri o dalla Prefettura, però, la sindaca Giusi Nicolini non ha potuto incontrarlo. E così Woldetatios è dovuto andarsene non senza aver ripetuto ai giornalisti la disponibilità di Asmara a riprendersi i feretri.

Con questo obiettivo il rappresentante eritreo in Italia assicurava, in una nota non firmata e divulgata il 9 ottobre, di aver avviato un canale diplomatico con il nostro Paese. Se è dunque la Farnesina a ricevere le richieste dell’Eritrea, rimane insoluto il quesito su quale autorità italiana dovrebbe proteggere i futuri richiedenti asilo di Lampedusa da un governo dittatoriale che potrebbe decidere di perseguitarli, quando è lo stesso esecutivo italiano a ricevere i sostenitori del regime eritreo.

È il caso dell’incontro avvenuto ieri mattina tra la ministra Cécile Kyenge e quello che nel comunicato stampa del ministero per l’Integrazione viene definito “il presidente della comunità eritrea in Italia”, Derres Araia, simpatizzante del regime di Isaias Afewerki, presente alle iniziative dell’ambasciatore Zemede Tekle Woldetatios e dunque politicamente nemico degli eritrei che viaggiavano stipati in quel barcone colato a picco al largo dell’isola dei Conigli. Al punto da aver scritto in un tweet che “in Eritrea non esistono oppositori” e che l’emigrazione dei suoi connazionali è dovuta “all’ostruzionismo di Wasghinton-EU” (sic).

“L’ultima telefonata dallo Stato è arrivata sabato scorso da Giorgio Napolitano”, assicurano ora al Comune di Lampedusa. Nicolini aveva chiesto una unità di crisi che affiancasse la giunta della piccola isola nell’immane lavoro burocratico relativo all’accoglienza dei parenti delle vittime, all’identificazione e alle visite ufficiali. Quella richiesta è andata a vuoto, e l’impressione è quello di un continuo “scaricabarile” da una istituzione all’altra. O, come suggella don Mosé, “una presa in giro”.

 

Morto Patrick Perissinotto, la voce “sosia” del Liga

Patrick-Perissinotto-tuttacronacaAveva 37 anni la voce “sosia” di Luciano Ligabue, Patrick Perissinotto. Il cantante delle Schegge Sparse è morto tra il 15 e il 16 ottobre ed è stata la moglie a trovarlo senza vita nella sua abitazione di Mongrando, nel Biellese. La Procura ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte e l’esatto orario in cui è avvenuta. Perissinotto avevo fondato alla fine degli anni ’90 la storica cover band che è riuscita a uscire dai confini di Biella e provincia grazie alla voce del suo frontman, molto simile a quella del Liga.

Salta Benigni… costa troppo!

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Dopo Crozza, la Rai deve dire addio anche a Roberto Benigni! Lo show del comico toscano previsto per il periodo natalizio, “Dieci comandamenti”, non si farà. La motivazione ufficiale sono gli impegni all’estero di Benigni. In realtà in questo modo si risparmieranno 4 milioni di euro. Quei soldi pubblici che ormai sono sotto gli occhi dei contribuenti che si trovano a pagare un canone per vedere poi perennemente i conti in rosso della tv pubblica che viene anche foraggiata dallo stato… forse il vero giro di vite dell’Italia è la Rai?

Serie di terremoti a Creta, torna la paura nella notte in Grecia

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Tre nuove scosse sismiche, di intensità tra 3,1 e 4,1 gradi Richter, sono state registrate tra ieri sera e questa mattina al largo dell’isola di Creta. La scossa più forte è stata registrata ieri sera alle 23:25 (le 22:25 in Italia), a 4 km a Nord-Ovest di Sitia, una piccola località dell’isola. Il sisma, secondo l’Istituto Sismologico euromediterraneo, ha avuto un’intensità di 4,1 gradi. Secondo l’Istituto Geodinamico di Atene, invece, l’intensità era pari a 3,7 gradi.

Mamma accoltella il figlio di 11 anni

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E’ accaduto alle 9,40 di questa mattina nella frazione di Promano a sud del Comune di Città di Castello. La donna, soffrirebbe da tempo di disturbi depressivi che questa mattina l’hanno portata a compiere un atto folle e ad avventarsi contro il figlio di soli 11 anni. Il piccolo ricoverato all’ospedale di Città di Castello, presenterebbe coltellate all’addome e sulle spalle, ma non si troverebbe in pericolo di vita. Anche la donna è stata ricoverata. Già avviate le indagini dei carabinieri.

 

Gli 8 euro salveranno l’Italia?

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Ci sarà in media un aumento di 8 euro al mese nelle buste paga dei lavoratori per il 2014 e ci si domanda se, attendendo i 25 euro (ammesso che siano confermati) nel 2016 davvero questo, insieme alle poche misure per le industrie che hanno già messo sul piede di guerra Confindustria, possa dare la svolta di cui l’Italia ha bisogno per ricominciare a crescere. L’inversione di tendenza c’è stata e questo è un dato positivo, ma purtroppo la crisi economica italiana è profonda… Davvero gli 8 euro in busta paga salveranno l’Italia?

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