Un treno di caffé: la Svizzera attraversata al suono di dal doppio espresso!

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Una Coffee House su rotaia, un vagone bipiano dove poter degustare un doppio espresso in perfetto stile Starbucks potendo anche scegliere la miscela preferita mentre i chilometri scorrono veloci sotto l’intercity  che percorrerà due volte al giorno la tratta Ginevra-San Gallo, da Ovest a Est della Confederazione elvetica. Il merito di questa – è il caso di dirlo – “gustosa” idea va infatti a FFS – Ferrovie Federali Svizzere, SBB in versione originali, e Starbucks, la più grande catena di caffetterie al mondo, che dal 21 novembre daranno ai clienti l’opportunità di viaggiare a bordo di una caffetteria a due piani: al piano inferiore, il take-away permetterà una rapida ristorazione e a quello superiore i clienti potranno gustare il caffè, bibite fredde e calde e naturalmente la pasticceria del noto marchio di ristorazione.  “Qui abbiamo aperto il primo Coffee House dell’Europa continentale, da Losanna comperiamo il caffè in tutto il mondo e nella Svizzera centrale acquistiamo le nostre macchine per la miscela”, dice Rich Nelsen, Senior Vice President Starbucks EMEA. “La catena internazionale completerà la nostra offerta in maniera perfetta. Vogliamo rivolgerci in special modo ai giovani ospiti e alle persone in viaggio d’affari”, aggiunge Jeannine Pilloud, capo di FFS Viaggiatori.Ecco una gallery tutta da gustare: 

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Spettacolo all’Etna, gli anelli di fumo volteggiano nell’aria

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Gli anelli di fumo dell’Etna, ovvero un fenomeno raro ma già conosciuto. L’impresa di immortalarli per la prima volta era riuscita al vulcanologo tedesco Tom Pfeiffer, fondatore del tour operator Volcano Discovery, che li aveva già documentati con alcuni scatti nel 2000. L’11 novembre Pfeiffer ha ripetuto l’impresa con altri scatti ancora più spettacolari dei precedenti. Gli anelli di fumo quest’anno si sono prodotti grazie al vapore e al gas emesso dal cratere Sud-est dell’Etna e con l’azione del vento si sono formati nel pomeriggio di lunedì scorso.

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Tempi duri per i ladri di carrelli: arriva la ganascia antifurto

antifurto-carrello-tuttacronacaIl negozio Lidl in via Chiesa Rossa, a Milano, da tempo si trova a fare i conti con numerosi furti, nell’ordine di decine ogni mese, di carrelli. E per questo sta testando un sistema antifurto studiato dalla direzione. Si tratta di un meccanismo automatico che scatta quando un carrello della spesa viene portato al di fuori del parcheggio del supermercato: immediatamente scatta il blocco di una ruota, che impedisce il carrello, il cui prezzo varia tra gli 80 e i 120 euro, venga portato via. Spiega un dipendente: “Il meccanismo si attiva nel momento in cui il carrello supera la soglia che separa il parcheggio dalla strada. Grazie a un sistema basato sul magnetismo, scatta una ganascia che blocca la ruota e spingere il carrello diventa impossibile”. Un anno fa, il consiglio di Zona 5 aveva denunciato l’usanza di rubare i carrelli per poi abbandonarli per strada e ora il presidente Aldo Ugliano loda l’attteggiamento del supermercato: “L’iniziativa del Lidl è meritevole e dimostra come la nostra campagna di sensibilizzazione abbia prodotto frutti”.

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BOCCIATA L’ITALIA: la stabilità è instabile!

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Ormai l’instabilità italiana è sotto gli occhi di tutti anche dell’Ue che oggi ha bocciato gli obiettivi poti in essere dal Patto di Stabilità, ex finanziaria, proposti dal governo Letta e per la prima volta al vaglio della Commissione Ue.  “C’è un rischio che la bozza del piano di bilancio per il 2014 non rispetti le regole del Patto di stabilità e crescita – sottolinea la Commissione -. In particolare, l’obiettivo di riduzione del debito nel 2014 non è rispettato”. L’Italia non potrà quindi chiedere alla Commissione Ue di fare uso della “clausola sugli investimenti” del Patto di stabilità, perché non rispetta la condizione del debito pubblico in discesa a un ritmo soddisfacente. «La Commissione europea – dice il vicepresidente Olli Rehn – conta molto sugli impegni presi dal governo italiano, in particolare sulla spending review portata avanti da Carlo Cottarelli». Nuovo colpo di scena… sulle vite degli italiani!

Quelle cene del sindaco di Nettuno!

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Presunto falso in bilancio: 25.506,35 euro già liquidati, più 11.925,05  euro già impegnati per i pranzi e le cene del sindaco di Nettuno, Chiavetta, per un totale di 37.431,40. I dati sono stati riportati in una nota stampa dal gruppo consigliare Con la gente per Nettuno il quale chiede chiarimenti all’Amministrazione. «Balzano agli occhi ingenti conti al ristorante – si legge nella nota. Ogni commento è superfluo. Ognuno giudichi secondo il proprio metro. Facciamo solo notare che la materia è disciplinata dal Ministero dell’Interno del 04/08/2011, che prevede che il rimborso delle spese agli Amministratori degli Enti locali non può superare € 58,00 al giorno, onnicomprensivo, per “missioni istituzionali” adeguatamente documentate (compresa durata e finalità della missione). Non è escluso, ed anzi probabile, che esistano altri rimborsi, non pubblicati e/o da pubblicare e che esistano rimborsi all’interno di altre voci contabili (rimborsi all’economo? Pagamento di cene e pranzi in occasione di feste e ricorrenze? Viaggi all’estero per gemellaggi?). Occorre rilevare, inoltre – aggiunge – che non esiste alcun atto autorizzatorio all’uso dell’auto personale da parte del Sindaco che, a rigore, dovrebbe essere assunto dalla Giunta e adeguatamente motivato né risulta essere mai stata approvata alcuna regolamentazione in merito». Il sindaco Chiavetta,è stato quindi arrestato dopo la rielezione avvenuta con una schiacciante maggioranza del 62% dei voti. Con lui, implicato nell’inchiesta c’è anche il dirigente comunale Gianluca Faraone. Il Gip ha già negato una prima volta le misure cautelari ma il pm Travaglini ha presentato una nuova richiesta. L’indagine riguarda il bilancio del 2009 del Comune di Nettuno, già bocciato dalla Corte dei Conti per alcune entrate messe in bilancio maggiori del consentito e debiti esclusi illegittimamente.

 

Adriano Galliani dal campo di calcio all’arena politica?

adriano-galliani-tuttacronacaA parlare di un possibile futuro di Adriano Galliani è la Gazzetta dello Sport che spiega come il futuro ex ad del Milan potrebbe scegliere di buttarsi in politica, anche alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate: “Berlsuconi sarà sempre il mio presidente“. Il partito, chiaramente, sarebbe Forza Italia e, sempre stando alla rosea, l’ex premier “gli avrebbe proposto nel famoso pranzo di Arcore un impegno di primo piano all’interno del movimento e un futuro seggio da senatore (se salterà il banco delle larghe intese e si andrà a votare a primavera) o da parlamentare europeo (le elezioni si svolgeranno comunque nel 2014)”. Quello che resta da capire è quando il passaggio potrebbe avvenire, visto che è scontato che Galliani resti al clubfino all’assemblea dei soci di fine aprile. Ovviamente non c’è ancora una certezza assoluta, anche se non è in discussione la sua permanenza nell’orbita di Berlsuconi e sembra che l’ipotesi ingresso in politica sia più probabile rispetto al trasferimento in una diversa azienda del gruppo, quale potrebbe essere Mediaset. Del resto per il Cav non è il periodo più sereno nella sfera politica e gli serve avere al suo fianco persone fidate. Sembra inoltre che Alfano condivida una visione di Galliani quale “amministratore delegato” della nuova impresa politica con un ruolo di coordinamento organizzativo. Ovviamente un via libero che non avrebbe valore se si arrivasse alla scissione. C’è comunque da ricordare ancora che l’operazione non è in dirittura d’arrivo, e aprile e giugno sono ancora lontani, però sembra ci sia stata un’accelerazione in questo senso negli ultimi giorni.

I clienti delle baby prostitute negano… ma gli sms restano

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Chi sono i clienti delle baby prostitute? Si è già scritto a lungo su questi uomini spesso sposati, disposti anche a far andare le ragazze presso le loro abitazioni, ma nessuno ancora aveva provato a contattarli. C’è chi compone quei numeri, la maggior parte degli indagati naturalmente risulta irraggiungibile, ma c’è invece anche chi risponde e nega. Franco, nome di fantasia, professionista, sposato che quando il cronista si presenta  e gli fa notare che i suoi sms provano i suoi contatti con le minorenni, si dimostra seccato  e archivia la questione con un «Io non vado con le minorenni». Poi esprime il suo fastidio: «E se avesse risposto mia moglie?». Dalle intercettazioni emerge che Franco si era accordato con Marco Ienni: «Chiamalo, 400 euro, voi due insieme», scrive Ienni in un messaggio a una delle due adolescenti. La cronista allora insiste, rigettando le rimostranze del cliente: «Normalmente chi ha una moglie, non dovrebbe andare a prostitute, pur se maggiorenni. E se lo fa se ne assume il rischio…». «E chi l’ha detto ? – rintuzza Franco -. Io ho due ragazze fisse… Ma sono maggiorenni. Queste due non le conosco, non le ho mai viste. Può darsi che abbia telefonato perché c’era il numero sul sito, ma di certo non ci sono andato a letto». Un altro cliente, come si legge su Leggo, in un articolo a firma di Angela Camuso:

Un altro cliente, lo chiameremo Sandro, dice di essere un impiegato, casca dalle nuvole: «Mai incontrate quelle ragazzine». Eppure ci sono i messaggi in cui lei chiede l’appuntamento, quindi scrive il prezzo, 300 euro, per un incontro da lì a 15 minuti… Sandro: «E chi li ha 300 euro? Non lo so, forse ci siamo accordati ma poi non se ne è fatto nulla, perché la ragazza voleva venire a casa mia. Ma io a casa mia non faccio venire sconosciuti…».
Dagli atti emerge che le ragazzine spesso si prestavano a servizi “a domicilio”. Un altro cliente, che chiameremo Mario, è interessato a vedere le due minorenni insieme ma precisa: «Io ho una Smart … Tutte e due, rischiamo di non far niente…». «Veniamo noi da te…» , dice allora una baby squillo. E lui dà l’indirizzo di un quartiere della estrema periferia Sud. Il prezzo pattuito: 400 euro per le due ragazze insieme.

Intanto però arriva anche un’altra sconvolgente verità che è quella delle due protagoniste, in particolare della maggiore delle due che nei verbali ha ammesso che tutto sarebbe iniziato come «un gioco», da una ricerca su Google su come come guadagnare denaro. Ogni giorno, dai 100 ai 400 0 500 euro. Ma «non era un bel gioco andare con gli adulti».

Così sarebbero finite nel giro di prostituzione minorile ai Parioli le due ragazzine romane dei Parioli,secondo quanto si legge nelle 155 pagine di verbali dell’interrogatorio della più grande delle due giovani, 15enne all’epoca dei fatti e indagata con l’accusa di aver indotto l’amica quattordicenne a seguirla. La stessa che sembra voler difendere il suo sfruttatore, cercando di rivendicare come la scelta fosse stata autonoma: «Mimmi (Mirko Ieni, uno degli sfruttatori arrestati. ndr) non lo sapeva che noi eravamo minorenni. Noi gli dicevamo che avevamo 19 anni. Ma non è sfruttamento. Se lo abbiamo fatto non è lui che ci ha costretto, è stata una nostra idea. Lo ripeto e lo ripeterò altre 350 volte se necessario. Non mi ha costretto», ha spiegato la ragazzina. Molti conoscevano l’età delle due ragazzine, tra i clienti, ha chiarito.

 Dalle pagine dell’interrogatorio, secondo quanto riportato dalla Stampa, c’è un mix di false sicurezze, debolezze: «Non sono una vittima», ripete la ragazza, che rivendica al tempo stesso di non essere responsabile di quanto fatto anche dall’amica: «Di sicuro non è colpa mia», ha chiarito. Ma la giovane, si legge sul quotidiano piemontese, è anche capace di non crollare: «Non voglio dire chi mi ha fatto usare la cocaina la prima volta. Dai dettagli dei verbali, emerge però com’è nato tutto: «Volevo essere indipendente e così ho digitato “guadagnare soldi”. Ho mandato una mail. Non ho capito all’inizio di cosa si trattava», ha chiarito la ragazza di fronte al procuratore aggiunto Maria Monteleone. Con pazienza quest’ultima è riuscita a farsi spiegare quanto avveniva nella casa affittata da Ieni. Ma non solo, dato che, come hanno ricostruito gli inquirenti, altri clienti preferivano incontrare le due ragazzine a casa, in macchina o in posti dove speravano di non essere riconosciuti.  Si legge sulla Stampa:

«La ragazzina ammette quello che succedeva in via Parioli 190, in un hotel e a casa di un cliente in piazza Fiume. All’inizio è reticente. «Con la mia amica usciamo insieme, facciamo tutto». Andate in qualche posto particolare? «Corso Trieste, piazza Caprera, Piazza Euclide, viale Parioli. Nei bar». Ma alla domanda specifica su viale Parioli Vanessa risponde: «A casa di un amico, Mimmi». Nega di conoscere il suo vero nome – che poi invece dimostrerà di conoscere – e spiega che gli danno «10 euro quando ci dà la casa» che definisce «scialla, normale». E alla domanda se in quella casa vengono uomini, risponde: «Un paio di volte». Non vuole dire cosa faceva con quegli uomini «le sappiamo queste cose e mo non le devo dire esplicitamente».

L’uomo che fornì alla giovane il primo contatto fu il caporale Nunzio Pizzacalla, un altro degli arrestati. Lo stesso che rispose alla mail inviata dalla più grande delle due giovani. Sul Messaggero si chiariscono i dialoghi tra la ragazzina, il procuratore e la psicologa. Quest’ultima spiega: «Quello che non avevi capito, però è che anche lui ci voleva guadagnare dei soldi». «Sì, ma io non glieli ho mai dati», risponde. Il racconto risulta però spesso lacunoso, più volte – si spiega – tenta di mentire. Anche perché non sa che il pm Cristiana Macchiusi ha interrogato anche l’amica, definita come «quella che aveva più bisogno di soldi». Ha spiegato come l’allora 14enne fosse venuta con lei per vedere «come si faceva»: «A volte le cedevo anche degli uomini. A me i soldi non servivano, lei ne aveva più necessità».  Dal verbale si chiarisce come secondo la ragazza a tradirla sarebbe stato anche Michael De Quattro, l’uomo che si trova ai domiciliari per il tentativo di estorsione, oltre che per essere stato un loro cliente. Le aveva chiesto 1500 euro per non rivelare video compromettenti girati nella casa dei Parioli, quella affittata da Mirko Ieni. Quando le viene chiesto perché lei era in quella casa dice «Per il lavoro di incontrare le persone, per soldi». «Facevate sesso in cambio di soldi?», insiste a chiedere il procuratore. «Sì… Dai 100 ai 400 euro al giorno. Dipende dai giorni, da come andava…», ha ammesso la ragazza.

Come riporta la Stampa, ci sono alcuni passaggi in cui la ragazza si mostra inflessibile: la cocaina e il nome dell’uomo che voleva portare lei e l’amica in barca a Ponza. «No, non voglio rispondere alla domanda su chi per primo mi ha dato la cocaina», ha spiegato, mentre le viene chiesto dello spaccio. Come avevano ricostruito gli inquirenti erano lo stesso Ieni e Marco Galuzzo (l’ultimo ad essere finito nel carcere di Regina Coeli, ndr) a procurare la droga alle ragazze. Tra i luoghi, invece, chiarisce come la vicenda non fosse legata soltanto alla casa dei Parioli: «Individua anche il quartiere periferico di San Basilio e piazza Fiume dove, all’inizio, ha raccontato, andavano a casa dei clienti che ci prendevano con la macchina o con il taxi». E la stessa indagine si allarga sul possibile coinvolgimento di altre cinque ragazzine, sempre a San Basilio.

 

Il boom economico c’è… sono i fallimenti!

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Chi ha detto che in Italia non c’è il boom economico? Il boom c’è eccome, è quello dei fallimenti. I dati Cerved visionati dall’Ansa mostrano un nuovo record: nei primi nove mesi dell’anno sono stati 9.902, in aumento del 12% rispetto al 2012, mentre la crescita del solo terzo trimestre è del 9%. Secondo la banca dati della società specializzata nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, i fallimenti sono al livello «massimo osservato da più di un decennio nel periodo gennaio-settembre». La crescita dei default riguarda tutte le forme giuridiche, con tassi di crescita a due cifre: +12% per le società di capitale, +10% per le società di persone e +11% per le altre forme giuridiche. E tutti i settori: a cedere maggiormente sono le industrie dei servizi (con un aumento dei fallimenti del 14%), seguite dalla manifattura: +11%, che inverte il trend positivo del 2012. Continua l’aumento del fenomeno anche nelle costruzioni (+9,7%), il settore che sta pagando il dazio più pesante alla crisi. L’aumento dei fallimenti è un fenomeno diffuso anche dal punto di vista geografico: la Lombardia accusa di gran lunga il numero assoluto maggiore di fallimenti (2.250 nei primi nove mesi) con un aumento del 13%. Peggiore il trend di Emilia Romagna e Veneto (+19% per entrambe le Regioni) e del Lazio (+15%). Male anche il Sud, frenano i default Liguria (-11%) e Umbria (-18%).

Inoltre nel terzo trimestre del 2013 hanno avviato procedure di liquidazione volontaria circa 14mila aziende ‘in bonis’, cioè imprese senza precedenti procedure concorsuali, il 5,3% in più rispetto allo stesso periodo 2012. Sono dati Cerved analizzati dall’ANSA, secondo i quali nei primi nove mesi dell’anno le liquidazioni superano quota 50mila, aumentando del 5,2% rispetto al 2012 e toccando, come per i fallimenti, un record assoluto in oltre un decennio. È un fenomeno causato dalla crisi ma anche sostenuto dalla dalla nuova legislazione che, secondo alcuni osservatori delle dinamiche d’impresa, rischia di favorire chi chiude per non pagare i creditori. Ad aumentare sono state soprattutto le liquidazioni delle cosiddette ‘scatole vuotè (+75%), società che non hanno depositato alcun bilancio nell’ultimo triennio, mentre sono diminuite dello 0,9% le liquidazioni tra le società di persone. Continuano ad aumentare, ma a ritmi inferiori rispetto all’anno precedente (2,2% contro 18,5%), le liquidazioni tra le ‘vere’ società di capitale, quelle con almeno un bilancio valido nelle ultime tre annualità: anche in questo caso, secondo i dati della società specializzata nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, il numero di liquidazioni dei primi nove mesi dell’anno (quasi 25mila) ha comunque toccato il massimo dall’inizio della crisi.

I dati parlano di un incubo ben diverso da quello scenario di ripresa auspicato dall’esecutivo, è come se in Italia la realtà schiacciasse ogni giorno le prospettive future di crescita e sembrano alla fine stridere gli annunci ottimistici che invece vengono lanciati quotidianamente dalle diverse forze politiche sicuramente ingabbiate in una situazione economica difficile e in rapporti con l’Europa che di giorno in giorno si fanno più tesi.

Le misteriose sfere in cielo: avvistate in Veneto

villorba_strane_sfere-tuttacronacaSfere di luce, più o meno una dozzina, due delle quali ben visibili, nel cielo di Villorba, in provincia di Treviso. A darne testimonianza un agente di commercio 36enne che racconta: “Erano le 16 di mercoledì 16 ottobre e mi trovavo in via Roma. Scendendo dall’auto ho guardato in cielo. Subito ho pensato si trattasse di classici palloni gonfiati con elio o qualche mongolfiera di passaggio: quindi non ci ho dato particolare peso. Sono entrato in un edificio per uscirne dopo circa una ventina di minuti e ho notato, con sorpresa, che le ‘sfere’ erano ancora visibili e non si erano mosse. Ho trovato strana la cosa e ho deciso allora di fare qualche foto il mio cellulare”. A.S. ha quindi spiegato di non sapere quanto sia durato il fenomeno, “Però ho contattato l’esponente provinciale del Cun (Centro Ufologico Nazionale, ndr) e inviato le foto per essere esaminate dai loro esperti”. E Renzo Tomasella, consigliere nazionale, ha confermato: “Con la testimonianza del pievigino e l’esame delle foto con software di elaborazione digitale, possiamo dire che si tratta delle cosiddette sfere di luce, già avvistate anche in Nordest, che sembrano non avere una consistenza materiale. Probabilmente sono una sorta di sonde per monitorare l’ambiente e la loro provenienza ci è ignota. A loro si pensa possano essere attribuiti i famosi ‘crop circles’. Nel corso dell’elaborazione al computer, ci siamo accorti della presenza di altre sfere, circa una decina, non visibili nelle foto originali”.

Shock e autogol di Vendola sull’Ilva: “scena fantastica”

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Emilio Riva era sotto assedio da parte dei giornalisti che lo incalzavano con domande sulle emissioni dell’Ilva di Taranto che presumibilmente avrebbero causato tumori nella popolazione che viveva a stretto contatto con le polveri e i veleni che l’industria produceva. Intanto Nichi Vendola e il suo capo di gabinetto, dice lo stesso governatore della Puglia, ridevano per la “scena fantastica”. Questo è l’audio pubblicato su Il Fatto Quotidiano che risale al 2009, in cui Vendola commenta una conferenza stampa dei Riva e a Giorgio Archinà dice: “Dica a Riva che il presidente non si è defilato”.

Il tutto inizia con il commento di Vendola alla “scena fantastica”. Archinà, dominus degli affari illeciti dell’Ilva secondo il Fatto quotidiano, strappa il microfono ai giornalisti che chiedono a Riva chiarimenti sull’aumento dei tumori a Taranto e Vendola commenta lo “scatto felino”: “Complimenti, io e il mio capo di gabinetto siamo stati a ridere per un quarto d’ora”.

Il Fatto quotidiano scrive:

“Il video è dell’autunno 2009, ma torna d’attualità l’estate dopo, quando a Taranto scoppia l’emergenza benzo(a)pirene. Il governatore della Puglia, dopo le risate, fa sapere ad Archinà, dominus indiscusso di tutti gli affari illeciti dell’azienda, che è a disposizione: “Dica a Riva che il presidente non si è defilato”. Tant’è che finirà indagato per le pressioni esercitate su un dirigente dell’Arpa, Giorgio Assennato, l’uomo che ha osato mettersi contro il siderurgico con la sua relazione sulla qualità dell’aria in città di Francesco Casula e Lorenzo Galeazzi”.

Ecco il video con il montaggio di Samuele Orini: 

Calciomercato Inter: si torna a parlare di Jucilei

jacilei-tuttacronacaObiettivo numero uno della nuova Inter, quella del tycoon indonesiano Thohir, è avere una rosa competitiva. Serve quindi mettere a disposizione di Mazzarri non solo rinforzi alle corsie esterne, ma anche un innesto a centrocampo. E proprio pensando a questa zona si torna a parlare di Jucilei, che sembrerebbe deciso a lasciare la Russia, e l’Anzhi Makhachkala, a gennaio. Stando a quanto riporta Calciomercatonews, la trattativa fra i due club potrebbe decollare sulla base di circa 10 milioni di euro.

Polemiche piovono su Ballando con le stelle

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Piovono polemiche su “Ballando con le stelle”. Non si è ancora chiuso il caso della caduta di Anna Oxa, tra chi sospetta che fosse tutto programmato dopo le polemiche nate nella puntata precedente sulla prestazione della cantante che non era piaciuta ai giudici con la relativa presa di posizione della Oxa che poi si era rifiutata di ballare, a chi invece accusava la Carlucci di aver “insistito” sul dolore per fare share e non aveva mandato il blocco pubblicitario come si fa in questi casi. Ancora con i fari puntati addosso e per smorzare polemiche si è deciso quindi di pubblicare sul sito  www.ballando.rai.it  i referti medici sulle condizioni del ginocchio di Anna Oxa relativi all’infortunio che ha subito sabato scorso. “Vorrei aggiungere altre cose in merito ai commenti che ho sentito e letto in questi giorni, ma credo che i fatti valgano più di mille parole e possano servire a tacitare le illazioni e le ricostruzioni fantasiose in cui taluni si sono avventurati. Mi fa piacere constatare come alla nona edizione questo programma attiri ancora tanta attenzione e abbia così tanto successo e vorrei ricordare a tutti che alla fine siamo qui per fare bene il nostro lavoro e offrire uno spettacolo divertente e appassionante: un po’ sport (la danza sportiva fa parte del Coni), un po’ spettacolo o arte che dir si voglia, un po’ talent, un po’ reality (nel senso di reale) e un po’ di varietà. A proposito dell’infortunio di Anna a cui auguro innanzitutto di stare bene e poi di rientrare in gara, vista la determinazione con cui sta cercando di far passare le conseguenze della sua caduta, uno dei commenti più divertenti me lo ha girato Ivan Zazzaroni…”Su Anna Oxa era rigore”. Credo sia questo lo spirito giusto per tenerci compagnia il sabato sera. Un bacio a tutti.” Queste le parole di Milly Carlucci.

Dove sta il futuro?

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Dove sta il futuro? Forse non è più nel nuovo continente, come non è in Europa, bisogna andare a cercarlo in Asia, dove nelle università si studia 10 ore al giorno 7 giorni su 7 e si passa la notte a parlare con i compagni di corso delle lezioni svolte durante il giorno. La storia la racconta il padre di un ragazzo di 20 anni, sulle pagine de La Repubblica, confessando che il master di suo figlio, studente 20enne del Politecnico di Torino, in Cina, gli ha aperto gli occhi: ” …è partito per Shanghai il 28 luglio 2012 ed è tornato a casa un anno dopo”. Al ritorno, il ragazzo ha raccontato una nuova esperienza che non è la storia solita di chi ha svolto un anno all’estero, ma è “l’entusiasmo di costruire qualcosa senza demordere, la soddisfazione di aver imparato una lingua ostica, la prospettiva di una laurea cinese, la speranza di forgiarsi un futuro vivendo dove il futuro si plasma ogni giorno”. Il ragazzo torna insieme a una ragazza che per due settimane rimane a Torino e viene affascinata dalla bellezza architettonica e artistica della città, ma anche da quell’Italia senza slanci tanto da chiedere “ma qui ci sono i giovani?” Dove sono i giovani in una città come Torino? E dove sono quelli di Milano? Dove quelli di Roma? Dove quelli di Napoli o Palermo? Dove è lo slancio? Dove è quella forza propulsiva? Dove è, al di là dell’età anagrafica, quelle menti che sanno vedere con gli occhi del futuro? Dove è la determinazione di costruire il nuovo? L’Italia è quel Paese dove si riflette, si garantisce, si programma, si pensa, si annuncia, si propone, si osserva… poi si ricomincia a parlare, a commentare, a sensibilizzare, intanto la vita delle generazioni passa inesorabilmente, i giovani diventano anziani ancor prima di essere adulti, la bellezza di un’arte antica fossilizza le menti e lo sguardo si rivolge al passato. Si piange sul latte versato e si continua a versare. “Dove stanno i giovani?” chiede la ragazza cinese a Torino e il padre dello studente del Politecnico non sa rispondere, annuisce e ripensa a quel fervore nelle strade di Shanghai. “Lì è tangibile il futuro come opportunità, non come problema”.

Piovono soldi sui pensionati? “5000 euro per tutti”

pensioni-sastri-tuttacronacaAncora una gaffe targata 5 Stelle: dopo le sirene, l’attentatore di Nassiriya e “Pino Chet”, ora una proposta che lascia a bocca aperta. La deputata Giulia Sarti ha scritto in Facebbok: “Possiamo dire che siamo governati da un branco di ANALFABETI e FESSINI?”. Dopo di che, la proposta di una riforma decisamente azzardata per il nostro sistema pensionistico. Si legge sul post: “In Italia abbiamo 23.431.319 pensionati, i quali percepiscono complessivamente € 270.469.483.350. Se noi garantiamo a tutti i pensionati 5000 euro al mese ci rimangono €153.312.888.350. Domanda: quanti redditi di cittadinanza possiamo garantire sapendo che la nostra proposta vale circa 30 miliardi?”. L’errore è grossolano, visto che 5mila euro al mese per tutti i pensionati significherebbe spendere oltre 1400 miliardi di euro. Considerato che il Pil italiano è di 1600 miliardi ne rappresenterebbe la quasi totalità. In queste ore, il M5S, ha presentato al Senato una mozione per attribuire un aumento di 518 euro annui a 2 milioni di pensioni minime. Il post, che ha raccolto non pochi commenti anche in Twitter, è stato in seguito rimosso.

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Arezzo violenta, omicidio al parco Pionta

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Arezzo come Chicago? La pioggia battente, un uomo di 40 anni, Massimo Bosco, ucciso forse da una pietra, forse lapidato, forse ancora accoltellato. Questa è l’altra faccia di Arezzo, quella notturna, quella che ha ucciso un uomo nato in Germania, di origini siciliane che viveva in una tenda con un maghrebino e ad una ragazza bionda, che ora sono i testimoni della vicenda. I sospettati sono due: una donna di circa 43 anni, considerata la possibile autrice materiale del delitto, sicuramente italiana e non si esclude che sia proprio aretina di origine, e un rumemo di 35 anni. Fuggiti dal parco nella direziione del centro e bloccati dai carabinieri in Stazione, forse nel sottopasso o già all’interno dello stabile, che di notte si trasforma in una sorta di ricovero. Tutti e due fermati. Una storia di emarginazione che è finita in tragedia, in una zona, quella del Pionta, ormai in degrado da anni.

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Bimba affidata a una coppia gay, “benessere e serenità”

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In Italia l’adozione ai gay non è possibile, mentre l’affido è ammesso, anche se il caso di Bologna in cui il giudice, su parere favorevole dei Servizi sociali, è destinato a fare storia. Lei è una bambina di tre anni, loro due uomini di mezza età che convivono da tempo, serenamente, e hanno entrambi un buon reddito. La bimba è molto affezionata a loro e li chiama “zii” anche se non c’è nessun grado di parentela, ma un affetto sincero e profondo, così il giudice ha deciso di affidargli la bambina. Ora però la strada non è semplice perché la Procura emiliana, ha invece dato parere negativo all’affido ritenendo che i due non fossero all’altezza del compito. Il provvedimento quindi potrebbe anche essere impugnato. Ma la coppia è pronta a dare battaglia del resto, a gennaio, era stata addirittura la Cassazione a sancire il diritto di una coppia gay a ottenere in affido un minore, in quanto “sostenere che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale è un mero pregiudizio”.

“Anche se percorri la terra tutta intera, …

mare-tuttacronaca… non imparerai mai tante cose quante ne imparerai dal mare. Non troverai mai pace se non sul mare, che da parte sua non ha mai pace.”

-Pär Lagerkvist- (Pellegrino sul mare, 1962)

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