Quando i funghi… spuntano in autobus!

funghi-autobus-tuttacronacaE’ un lettore de L’Eco di Bergamo che ha inviato due foto che mostrano il degrado nel quale, letteralmente, viaggiamo. L’uomo, che ogni mattina prende una corriera per spostarsi dal suo paese di residenza, Chiuduno, a Trescore Balneario, un giorno ha notato un particolare quanto meno curioso: tra i sedili dell’autobus che trasporta studenti e pendolari erano infatti spuntati dei funghi. “Ai primi istanti di ironia per la scena inusuale si è sostituita la rabbia nel vedere lo stato di degrado che regnava”, ha commentato in una lettera.

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Protesta contro dei bulli: 14enne ingiuriata e aggredita

bullismo-tuttacronacaUna 14enne è stata ingiuriata e aggredita per aver rimproverato sei giovani che, a bordo di un autobus che quotidianamente porta gli studenti da un paese della provincia scaligera a Verona, dove frequentano una scuola superiore di secondo grado, tenevano un atteggiamento da bulli. Stando a quanto è stato accertato, i giovani ogni giorno urlavano e prendevano in giro gli altri passeggeri fino ad esasperare la ragazzina che, non sopportando l’affronto ricevuto, ha protestato venendo così aggredita. I carabinieri di Verona hanno denunciato i sei giovani mentre la ragazza è stata curata in ospedale: ha riportato contusioni guaribili in 10 giorni. I sei ragazzi, tutti tre i 14 e i 19 anni, sono accusati di lesioni personali aggravate e ingiuria.

La strage di Nassiriya, 10 anni dopo

nassiriya-tuttacronaca12 novembre 2013: nell’Iraq meridionale, a Nassiriya, un camion bomba esplode alle 10.45 locali, le 8.45 in Italia, dentro il recinto di una delle basi del contingente italiano, provocando la morte di 27 persone: 17 militari e 2 civili italiani, 9 civili iracheni. Oggi, a distanza di 10 anni, il premier Enrico Letta ha scritto su Twitter: “Oggi la memoria tragica di Nassiriya. Il pensiero per le famiglie dei 19 italiani e 9 iracheni che perirono. La vicinanza alle forze armate”. Quel tragico giorno, un camion aveva forzato il posto di blocco all’entrata, proseguendo la sua corsa sino alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico italiano e provocando una sparatoria. Dietro il mezzo, un’auto imbottita di esplosivo e guidata da un kamikaze. Nell’esplosione, rimasero feriti altri venti italiani, tra militari e civili.

In un messaggio inviato al ministro della Difesa Mario Mauro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scrive: “Rivolgo il mio deferente omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita adempiendo con onore al proprio dovere, al servizio dell’Italia e della comunità internazionale. Nel 10° anniversario della strage di Nassiriya, che oggi ricorre, un commosso pensiero va, in particolare, ai 19 italiani tragicamente caduti in quell’efferato, gravissimo attentato ed agli iracheni che con essi perirono, vittime di una stessa inaccettabile e vile barbarie”. E prosegue: “I militari ed i civili che, anche a rischio della vita, operano nelle aree di crisi, in tante travagliate regioni del mondo sono l’espressione di un paese che crede nella necessità di uno sforzo comune per la sicurezza e la stabilità”.

Il ministro della Difesa, intervenendo a una trasmissione radio ha poi affermato: “Quel 12 novembre 2003, capimmo nel modo tragico che sappiamo che le nostre coscienze dovevano fare i conti con una nuova stagione della storia, quella legata al terrorismo internazionale, al terrorismo fondamentalista. Ora, a dieci anni di distanza, abbiamo forse addirittura piu’ ragioni per riflettere e interrogarci; sul senso del sacrificio dei nostri militari e dei tanti civili coinvolti”. E aggiunto: “La giornata di oggi è dedicata a tutte le vittime cadute in operazioni di pace, e abbiamo istituito la medaglia della riconoscenza per non dimenticare i caduti ma anche per comprendere fino in fondo le ragioni e gli scopi di chi si è sacrificato”.

Fini e quell’Alfano che “si accorge ora dei metodi usati contro di me”

gianfranco_fini_tuttacronacaIn questi giorni in cui sulla scena politica italiana tiene banco il faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, sempre più spesso si sente nominare Gianfranco Fini, con anche il Cavaliere che mette in guardia i suoi dissidenti: “Guardate come è andata con Fini…” E’ La Stampa a interpellare l’ex presidente della Camera, a cui chiede come siano andate le cose: “C’è stato l’esito totalmente negativo alle elezioni di febbraio. Ne ho preso atto senza attribuire agli elettori la colpa, da quel momento ho riflettuto sugli errori commessi e sulle cose da fare in futuro. Ho dedicato questi mesi a scrivere per Rizzoli un libro che si intitola “Il ventennio” , dove ripercorro la storia del mio rapporto con Berlusconi; lo sto presentando tramite iniziative in tutta Italia. Ho dato impulso alla Fondazione Liberadestra con l’obiettivo di far lievitare la consapevolezza, specie tra i giovani, sui rischi che correrà l’Europa se non saprà rinnovare il suo appeal, oppure sui limiti dello Stato sociale come l’abbiamo conosciuto finora, o su tante altre idee ancora”.  E prosegue l’intervista:

È il trampolino per rituffarsi nella politica?

“Se per politica lei intende fondare partiti, oppure bussare alla porta di quelli che già ci sono per ottenere un posto, non ci penso affatto. Men che meno ho intenzione di candidarmi alle prossime elezioni europee”.

 Che emozioni le suscita quanto accade nel Pdl?

“Mi conferma quanto è vero l’antico detto per cui “il tempo è galantuomo” e i nodi vengono al pettine. Si dimostra una volta di più che la mia polemica non era una ribellione sedata con la forza ma il tentativo di cambiare rotta al centrodestra italiano”.

Un tentativo finito male, ne converrà col Cavaliere…

“Non ho difficoltà ad ammetterlo. Il disegno di Monti, mio e di Casini era viziato all’origine, perché il terzo polo che ci riproponevamo di fare esisteva già, lo rappresentava Grillo. E noi di questo non ci eravamo accorti”.

Che altro avete sbagliato?

“Fu un errore presentare la nostra alleanza come obbligata per via del sistema elettorale, con una lista al Senato e tre alla Camera, senza un progetto condiviso e mai una manifestazione in comune. Si diede il senso della disunione. C’è di più. Tanti elettori di destra, che avevano capito e condiviso le ragioni del dissenso con Berlusconi, non ritrovarono nel programma di Monti la destra che loro cercavano. E in effetti, di destra ce n’era ben poca”.

Torniamo all’oggi, al dramma di Alfano…

“Capisco la sua angoscia. Lui e gli altri ministri Pdl sono stretti tra l’interesse del Paese e il loro rapporto con Berlusconi, al quale diversamente da me loro devono proprio tutto, mai sarebbero arrivati in Parlamento e men che meno al governo senza il Cavaliere”.

 Il quale ora pretende le loro dimissioni dal governo…

“Berlusconi fa quello che ha sempre fatto: dà ordini. La natura della sua personalità è incompatibile con opinioni diverse dalla propria. Chi non è d’accordo o viene cacciato o se ne va. Tutta intera la sua filosofia si riassume nella concezione aziendale, o padronale, o proprietaria: ognuno la chiami come vuole. Ma finché si tratta del Milan e di Mediaset, passi. Non è invece accettabile nel caso di un partito politico”.

 Le “colombe” Pdl temono il “metodo Boffo”, fatto di dossieraggi ai loro danni. Lei può dire di averlo sperimentato…

“Siccome la ferita è ancora aperta, tutto questo mi indigna. Ci sono quelli che solo oggi scoprono l’acqua calda, magari perché hanno paura di restarne scottati”.

 Si riferisce ad Alfano?

“A tutti e a nessuno in particolare. Ma chi aveva gli occhi per vedere, già nel mio caso avrebbe dovuto denunciare l’uso di metodi intimidatori che nulla hanno in comune con la libertà dell’informazione. Si va a rovistare nel privato, si mette in moto una macchina del fango, si spargono rappresentazioni calunniose…”.

C’è sempre la rivalsa dell’azione legale, non crede?

“Io alla giustizia ho fatto ricorso, e pure qualche giornalista è già stato condannato per diffamazione e sulla famigerata vicenda di Montecarlo, la Procura di Roma ha archiviato la denuncia a mio carico”.

 Secondo lei, Berlusconi è finito?

“Non è ancora fuori gioco. Nel Paese un consenso, sia pure calante, gli rimane. E sono convinto che lui controlli tuttora i due terzi del partito. Ma l’epilogo del ventennio è alle porte. E lo spazio invaso dal berlusconismo prima o poi verrà occupato da altri. Il mio auspicio è che siano i giovani a farsi protagonisti, perché non esistono uomini per tutte le stagioni”.

Ma perdoni se insisto: è proprio sicuro che la crisi del Pdl non le fa venire voglia di tornare in pista?

“Le ripeto di no, a ripropormi come uomo di partito non ci penso minimamente. Chi come me ha una storia alle spalle, può solo offrire un aiuto con l’esperienza e, se ne possiede, con le idee”.

Il mercatino di piazza Navona si rifà il look: in nome del decoro e del Natale

roma_mercatini_piazza_navona-tuttacronacaNegli ultimi anni il famoso mercatino natalizio di Piazza Navona, a Roma, dietro le sue luci e la sua magia ha nascosto abusi e degrado. Quest’anno, per scongiurare questo rischio, è stato deciso un restyling, tramite un accordo siglato ieri tra il municipio 1, Apre Confesercenti e Fiva Confcommercio: tutti d’accordo, quindi, i 117 operatori che daranno il via alla fiera dal 1° dicembre. Quest’anno tutto dovrà rientrare nei canoni prestabiliti, via quindi luci e impianti elettrici non a norma, pedane sporgenti e sproporzionate all’area concessa, merce esposta appesa ovunque e cineserie d’ogni sorta. Le bancarelle non solo dovranno rispettare i limiti del posteggio, ma anche curarne il decoro e la pulizia. Altra regola da rispettare: la merce esposta dovrà essere rigorosamente conforme alla concessione, nel pieno rispetto della festa. Al momento si contano 51 banchi fuori dai canoni, sotto accusa negli anni passati e ora obbligati a rispettare le regole. In caso contrario, potranno vedersi revocare la concessione: “Io stesso – assicura Jacopo Emiliani Pescetelli, assessore al commercio del Centro – la notte del 25 novembre sarò presente al momento di montare i banchi. La polizia municipale dovrà vigilare anche sulla presenza degli abusivi che in passato ha creato una sgradevole sensazione di sovraffollamento che non deve ripetersi”. Per il prossimo anno verranno avviati fin da gennaio un tavolo e un bando pubblico per rivedere tutto l’assetto e cancellare i ricorsi in tribunale: “È la prima volta – ha commentato con soddisfazione la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi – che gli operatori di piazza Navona si siedono a un tavolo con il Municipio. Per anni l’amministrazione faceva dei provvedimenti e gli operatori facevano ricorsi e spesso li vincevano anche. Non si poteva più agire neanche per il decoro”.

Selvaggia Lucarelli contro le “wannabe”: “sfigate che seguono sfigate”

selvaggia-lucarelli-tuttacronacaLe pagine dei social network sono sempre di più delle vetrine privlegiate attraverso le quali seguire le vicissutudini dei vip di turno. Tra questi, non solo artisti ma anche quelli che “sono là perchè qualcuno ce li ha messi” e che, bisognosi di notorietà come di ossigeno, aggiornano i propri fans sulla loro vita quasi in tempo reale. Selvaggia Lucarelli, una che ama provocare e non ha peli sulla lingua, questa volta se la prende proprio con chi segue pedissequamente le vicissitudini di questi vip. Sul suo profilo Facebook si legge: “Ehi voi che andate sui profili di donne famose per aver impalmato milionari cafoni dopo una vita passata ad inseguire milionari cafoni o a farsi pagare per quello che si dovrebbe fare gratis e che passano le loro giornate a occuparsi di trucco, parrucco, shopping e caz***e varie, sbattendo continuamente in faccia al popolino la loro vita tra jet/barche/amici vip. Voi che andate lì per copiare gli outfit e lasciate pure commenti “Quanto sei bella”, “Sei un mito” e cliccate “Segui”, mi fate perfino più pena di quelle donnacce lì. Quelle almeno “sono”. Robaccia, ma sono. Voi rimanete “wannabe”. Sfigate, che alimentano altre sfigate, che se vi incontrassero nella hall del dentista con una maglietta di Zara, vi guarderebbero come foste una blatta nel lavandino. Svegliatevi, Dio santo”. C’è da scommetterci che il post non passerà inosservato.

La morte di Simona Riso: gli inquirenti propendono per il suicidio

simona-riso-tuttacronaca“Mia sorella non si è suicidata. E’ stata aggredita e uccisa”. E’ quanto ritiene Nicola Riso, fratello di Sima, la 28enne morta a Roma dopo esser stata rinvenuta agonizzante nel cortile del palazzo dove viveva. Ma nonostante le perplessità della famiglia, gli inquirenti hanno concentrato le proprie attenzioni sull’ipotesi investigativa secondo la quale la giovane di origini calabresi potrebbe essersi suicidata gettandosi dal terrazzo della propria abitazione. Alla base del gesto si potrebbe celare la disperazione derivante da un trauma, una violenza sessuale, consumata in passato da una persona a lei vicina.  Quello che  rafforza i dubbi della famiglia sono proprio le dichiarazioni di Simona che, portata in ospedale e poco prima del decesso, avrebbe affermato ai medici del pronto soccorso di essere stata oggetto di violenza sessuale senza spiegare però quando questa sarebbe avvenuta e, comunque, non confermate dalla perizia autoptica. Prossimamente inizieranno delle audizioni per ascoltare le persone più vicine alla giovane e che potrebbero aver raccolto le sue confidenze: serviranno per tracciare un quadro chiaro del profilo psicologico della ragazza. Per questa settimana, inoltre, si attendono i risultati delle perizie disposte dagli inquirenti: quella tossicologica e quella sulle tracce organiche trovate sulla maglietta che la giovane indossava, ancora agonizzante, al momento del ritrovamento. Nell’attesa degli esiti delle perizie e delle audizioni gli inquirenti procederanno per omicidio volontario.

Forte scossa di terremoto sulla costa russa: magnitudo 6.6

terremoto-russia-tuttacronacaE’ il Centro Geologico Statunitense a rendere noto che una forte scossa di terremoto è stata registrata in Russia, sulla cosa orientale, non lontano dalla costa ovest degli Stati Uniti e dal Giappone. L’evento, che ha avuto magnitudo 6.6, ha colpito la località di Kamchatka. L’ipocentro è stato registrato a una profondità di 47 chilometri.  Il sisma e’ stato registrato a una profondita’ di 47 chilometri (33 miglia). Nonostante non siano stati diramati allarmi tsunami verso l’oceano Pacifico, si prevedono onde anomale locali entro il raggio di 100 km dall’epicentro.

Quattro scosse di terremoto nella notte a New Delhi

terremoto-india-tuttacronacaE’ stata l’agenzia di stampa Pti a rendere noto che, nella notte, nella capitale dell’India, New Delhi, sono state registrate quattro scosse di terremoto a seguito delle quali non sono state segnalate nè vittime nè danni visibili. La prima scossa è avvenuta alle 00:41 locali e ha avuto una magnitudo di 3,1 gradi con epicentro nella stessa zona di Delhi. Nel giro delle successive tre ore sono seguite altre tre brevi scosse di 3,3, 2,5 e 2,8 gradi di magnitudo.

Il tifone nelle Filippine: ancora nessuna notizia di 9 italiani

filippine-tifone-tuttacronacaLe autorità italiane sono riuscite a rintracciare tre dei dodici italiani che si trovavano nelle Filippine al momento dell’arrivo del distruttivo tifone Haiyan e con i quali si erano persi i contatti. A riferirlo, il viceministro degli Esteri, Marta Dassù. “Siamo riusciti a contattare tre persone, stanno bene e questo è un dato positivo”, ha commentato il viceministro.

Baby squillo dei Parioli: nelle intercettazioni anche il tariffario

baby-squillo-tuttacronacaAzzurra e Aurora, erano questi i nomi d’arte delle baby squillo dei Parioli, protagoniste dello scandalo delle ragazzine usate come escort da un’organizzazione a capo della quale, secondo gli inquirenti, si trovava Nunzio Pizzacalla, 35enne caporale dell’esercito ora in manette. Nelle carte processuali si trovano anche delle intercettazioni dalle quali si risale al tariffario dei servizi delle giovani. Nella conversazione su WhatsApp intercettata il 19 maggio indica a una delle ragazzine quanti soldi chiedere ai clienti: “x le cifre c’è una rettifica facciamo direttamente entro le due ore 300 e superate fino a mezza giornata 500″. Il 26 maggio, invece, il militare abruzzese chiede conto del guadagno della giornata: “Fino ad adesso quanti clienti ha visto” e “So’ soldi fai bella figura magari chissà potrebbe essere interessato alla relazione”. E se una delle ragazzine non si faceva trovare agli appuntamenti, erano rimproveri: “Senti non so se x te è un gioco ma oggi ti dovevi fare una persona forse due x me e un lavoro e un guadagno mentre tu stavi a dormire loro ti hanno chiamato ed e saltato tutto.” Il 15 giugno, infine, l’uomo chiede alla giovane la propria percentuale sugli incassi.Fino adesso mi devi 110. Su le prime erano 30 perché ti sei fatta dare 100 ma su 150 sono in realtà 45 ma ne prendo 40″. A far scattare le indagini è stato un messaggio, sempre su WhatsApp, scritto da una delle ragazzine e letto dalla madre, che l’ha consegnato ai carabinieri: “Ti scrivo qui perché non mi funziona il computer. Allora descrizione fisica: alta quasi 1.70 mora capelli lunghi occhi marroni gambe lunghe 5 di seno il peso non lo so con precisione ma sono un po’ in carne, ho 3 tatuaggi tutti non visibili uno sul senso uno sull’inguine e uno sulle costole ho il piercing sulla lingua ma lo posso togliere e ho il segno del piercing all’ombelico che ho tolto tempo fa. Descrizione personale: penso di essere una ragazza solare allegra mi piace andare a ballare e frequentare locali, amo molto il sesso con gli uomini meglio se più maturi di me, non ho tabù a parte (omissis). Per il resto sono una ragazza normalissima mi piace uscire bevo e fumo.”

I minorenni e il disturbatore: “Quello che facevamo con Paolini ci sembrava normale”

paolini-arresto-tuttacronacaSi trova in cella d’isolamento il disturbatore tv Gabriele Paolini, accusato d’induzione minorile e produzione di materiale pedopornografico dopo che i militari del nucleo investigativo di via In Selci hanno recuperato alcune foto dove il personaggio televisivo sarebbe ritratto con minorenni mentre compie atti sessuali. E proprio due 17enni romani, studenti figli di impiegati, sono stati interrogati dal pm Claudia Terracina, alla quale hanno raccontato che “Per noi lui era un personaggio famoso che era diventato amico nostro. Ci portava in giro in macchina, ci faceva divertire, ci comprava jeans e ricariche. Quello che facevamo con lui ci sembrava normale. E ci pagava per fare sesso con noi”. E ancora, interrogati in Procura con l’assistenza di uno psicologo, spiegano: “potevamo vantarci con gli amici perché lo conoscevamo”. Paolini non era visto come una minaccia, anzi, quello che facavano, sapendo di essere ripresi, era per togliersi qualche sfizio: “Con lui andavano a giocare a bowling, oppure dai suoi parenti a prendere il tè. Suo padre ci ha anche insegnato un gioco da vecchi, la briscola”. Nel frattempo la cantina nei pressi di piazza Bologna dove Paolini aveva i suoi incontri sessuali è stata messa sotto sequestro e gli investigatori credono che i ragazzi siano stati adescati su Internet e sospettano che il “disturbatore” abbia avuti incontri hard anche con altri ragazzini. Finora sono stati trovati 180 file tra foto e video, e comparirebbero anche un adolescenti romeno e altri ragazzini. In alcune registrazioni audio, inoltre, si ascoltano le trattative tra i ragazzi e il “profeta del condom”, come si faceva chiamare il disturbatore: “Vuoi 15 euro? Ok. Fidati! Non ti faccio nulla, cosa pensi”. A un altro che gli faceva notare che il tempo stabilito era finito replica: “Hai messo il tassametro? Ecco altri 30 euro”. La prossima persona che verrà ascoltata sarà lo stesso Paolini, che verrà interrogato mercoledì.

In manette l’assessore alla Cultura della regione Abruzzo

abruzzo-cultura-tuttacronacaNell’ambito dell’Inchiesta “Il Vate”, è scattato l’arresto per l’assessore alla Cultura della Regione Abruzzo. Luigi De Fanis è accusato di concussione: avrebbe infatti chiesto soldi per approvare l’erogazione di contributi regionali per l’organizzazione di eventi in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio.

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