La residenza da 31 milioni del vescovo che scandalizza i fedeli

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Imbarazzo e scandalo di fronte alla residenza da 31 milioni di euro del vescovo della città di Limburgo, nel land occidentale dell’Assia, in Germania, monsignor Franz-Peter Tebartz-van Elst. Il vescovo poi avrebbe anche mentito per ben due volte sotto giuramento su un volo effettuato in business class, per recarsi in India. In particolare al monsignore si contestava di aver affermato ai giornalisti che lui ha l’abitudine di viaggiare esclusivamente in prima classe. La situazione naturalmente preoccupa anche il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch che ha dichiarato  «Sono come voi sorpreso da questi 31 milioni» e ha espresso l’intento di recarsi in Vaticano per riferire a Papa Francesco. Già il mese scorso la Santa Sede aveva mandato un suo inviato per esaminare le finanze della diocesi.

Dura la vita per Lavitola: viola i domiciliari e torna in carcere

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Ha violato i domiciliari e con questa accusa Valter Lavitola torna in carcere. L’ex direttore de L’Avanti è stato ricondotto a Regina Coeli, a Roma, in seguito a un provvedimento della sesta sezione della Corte d’Appello di Napoli.

Secondo il suo difensore, l’avvocato Gaetano Balice, Lavitola non sarebbe evaso dagli arresti domiciliari in quanto – nella situazione contestatagli – il giornalista si trovava nel cortile della sua abitazione romana, all’interno di tolleranza del braccialetto elettronico tanto che l’allarme non è scattato. Inoltre Lavitola sarebbe stato ripreso anche dalle telecamere di sorveglianza installate nel cortile su disposizione della procura della Repubblica di Napoli. Il 30 ottobre comincerà il processo di secondo grado per la presunta estorsione a Silvio Berlusconi.

Alberto Cigarini: il rugbista colto da ictus muore in Florida

alberto-cigarini-tuttacronacaStudiava negli Usa il 25enne Alberto Cigarini, ex giocatore della Rugby Reggio. Nonostante l’impegno sui libri, il giovane però aveva portato con sè la passione per il suo sport, continuando a giocare con la squadra del suo college, in Florida. Durante un allenamento, però, la tragedia. Dopo aver subito un colpo alla carotide Cigarini si è accasciato sul suolo di gioco, colpito da un ictus. Il giovane è immediatamente stato trasportato in ospedale, ma a nulla sono valsi i pronti soccorsi: entrato in coma, è morto dopo due giorni. La Federugby ha diramato una nota ufficiale per esprimere il suo cordoglio: “Alla famiglia Cigarini, agli amici di Parma e Reggio Emilia e a tutti coloro che hanno condiviso con Alberto la passione per la palla ovale vanno, in questo drammatico momento, le condoglianze del presidente federale, del Consiglio, dei dipendenti e collaboratori della Fir e di tutto il rugby italiano”.

Scandalo multe a Roma, annullate se a chiamare era un’autorità

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Uno scandalo di cui a Roma si è sempre parlato, anche se nessuno aveva mai indagato fino in fondo. C’era anche chi riteneva che fossero le solite “bufale” o “voci di corridoio”, in realtà bastava davvero che a chiedere l’annullamento della multa fosse un’autorità e senza nessuna istruttoria né controllo la sanzione veniva eliminata. A via Ostiense quando la Procura ha voluto vederci chiaro ha trovato un ufficio nel caos. Ora dettagli emergono dai verbali d’interrogatorio di Tiziana Diamanti e Angelo Vitali, l’impiegata e il funzionario finiti in manette lo scorso maggio, con l’accusa di soppressione di atti pubblici. E’ stata la stessa Diamanti ad alzare il velo sulla legge che consente ai parlamentari di non pagare le multe. Esiste infatti un articolo che prevede l'”improcedibilità” e l’impiegata essendo diventata dal 2000 la referente della Camera dei Deputati si doveva occupare proprio dei ricorsi alle contravvenzioni che prevedevano l’applicazione di tale articolo. Nel verbale si legge come la stessa imputata avesse chiarito che la situazione fosse diventata insostenibile «A un certo punto non ce la facevo più, ho detto: guardate io con la Camera dei Deputati vorrei smettere, perché mi chiamano a casa, vogliono questo, quell’altro».

E’ ancora la Diamanti a chiarire che le multe venivano annullate senza seguire nessun criterio che invece la legge prevede come ad esempio se i parlamentari o i consiglieri regionali passano con un semaforo rosso, la sanzione in nessun caso può essere annullata. Ma ad Ostiense bastava solo dire chi fosse il contravventore e immediatamente la multa scompariva. Un vero e proprio canale privilegiato come lo ha definito la stessa Diamanti. Dal 2011 i verbali non arrivavano neppure più in Prefettura, ma venivano cestinati direttamente. L’impiegata ha sottolineato che lei obbediva a un ordine preciso che le era stato impartito dal suo superiore, Angelo Vitali, che interrogato a Regina Coeli ha dichiarato di aver “semplicemente” fatto una cortesia al Prefetto:  «il Prefetto mi ha detto: dato che gli archivi sono sotto sequestro, dato che mi sono crollati degli archivi, fammi la cortesia di non trasmettermeli perché tanto sono tutti articolo 4, sono organi istituzionali».

Chiaramente né l’impiegata che sostiene di aver ricevuto un ordine, né Vitali che sostiene di aver dovuto fare un favore possono essere assolti, ma delineano come, in alcuni uffici, neppure ci si accorga più delle violazioni di legge che giornalmente vengono compiute. Si è persa l’etica di riconoscere quando un ordine imposto dall’alto non possa essere eseguito perché contra legem. Inoltre in quelle liste c’erano soggetti che non potevano usufruire dell’articolo che prevede l’improcedibilità.  Come i fratelli Bernabei, gli imprenditori di Trastevere che hanno denunciato taglieggiamenti da parte di quattro vigili ora sotto processo. Erano stati inseriti, come altri privilegiati, perché sul loro ricorso figurava quella che gli inquirenti definiscono una «pezza d’appoggio»: una dichiarazione istituzionale, o un contrassegno comunale, che nessuno aveva controllato. Vitali fa un esempio: bastava che un commissariato dichiarasse «che la vettura sanzionata veniva utilizzata per indagini di polizia giudiziaria. Il Prefetto in quei casi archivia».

“L’Italia nel cuore, Silvio a San Vittore”: lo striscione alla partita

danimarca_italia_striscione_berlusconi-tuttacronacaGli azzurri di Prandelli ieri hanno giocato a Copenaghen contro la Danimarca, un incontro valido per la qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014 e allo sport si è mescolata la politica. In una curva, infatti, è apparso uno striscione che recitava: “L’Italia nel cuore, Silvio a San Vittore”. La polizia danese, su richiesta della Federcalcio Italiana, ha subito provveduto a farlo rimuovere, ma la foto comunque circola in rete. Da Roma è intervenuto il presidente dei senatori Pdl renato Schifani: “È assolutamente ignobile che si prenda a pretesto una partita di calcio all’estero per denigrare ed offendere pesantemente il presidente Berlusconi. È l’ennesima dimostrazione che quando si incita all’odio e al nemico politico poi i risultati, per l’immagine dell’Italia, non possono che essere deleteri e dannosi”.

Femminicidio nel Viterbese, arrestato il convivente

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L’ennesimo femminicidio perpetrato tra le mura domestiche dove un uomo di 65 anni di origini napoletane ma residente a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, intorno alle 3,30 di notte ha ucciso a coltellata la convivente di 52 anni. Il movente non è chiaro e i militari sono a lavoro per ricostruire quanto sia avvenuto nella notte scorsa. L’uomo in stato di fermo è interrogato nella caserma di Ronciglione.

SuperMario… SuperInnamorato! La dichiarazione d’amore a Fanny in un tweet

balo-fanny-tuttacronacaAl cuor non si comanda… e non è possible resistere. Neanche se ti chiami SuperMario e sei un campione di calcio. E così, via twitter, Balo mostra un lato nuovo di sè, lontano dalla furia in campo e dall’istinto per le “balotellate”. Sul suo profilo appare infatti una dichiarazione d’amore alla sua Fanny, ma non solo, lancia anche un avvertimento affinchè a nessuno venga in testa di metter loro “i bastoni tra le ruote”. “La mia vita senza Fanny non avrebbe senso, ti amo amore mio – ha twittato Balo – Grazie Dio per avermela fatta incontrare! Siamo una squadra perfetta! E’ fantastica! Solo Fanny è riuscita a darmi la tranquillità che ho raggiunto. Amo la mia vita, amo la mia famiglia, AMO FANNY”.

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Delitto di Cogne: la Franzoni tra guai economici e critiche

annna-maria-franzoni-tuttacronacaE’ stata ammessa al lavoro esterno dal carcere bolognese di Dozza Anna Maria Franzoni, dietro le sbarre per il delitto di Cogne, ma ora si trova a fare i conti con accuse e critiche. A lei e al marito è stata notificata, nei giorni scorsi, una citazione firmata da Giorgio Taormina, il figlio del suo ex avvocato, che che afferma di non essere mai stato pagato per una parcella di 771.507 euro. Per discutere la causa è stata fissata un’udienza. L’avvocato Carlo Taormina è stato il difensore della donna nel processo per l’omicidio del figlio Samuele fino al 23 febbraio 2007, quando rinunciò definitivamente al mandato. Il legale ha anche difeso sia lei che il marito e in alcuni casi solo l’uomo, per il quale, tra le altre cose, ha redatto diverse querele per diffamazione. Nella parcella rientrano l’attività giudiziale svolta, le indagini difensive, ma anche i viaggi aerei e in auto. Ma non solo. Ai guai economici per la Franzoni si sommano anche le critiche delle compagne del carcere femminile. Le recluse l’accusano di essere una privilegiata, con riferimento alle mansioni interne del carcere e per la possibilità concessale dalla direzione di lavorare in esterno, “cosa assai rara”. Dicono le detenute: “per i lavoro interni retribuiti c’era la rotazione, ma da quando è arrivata lei è saltato tutto”.

L’Argentina rifiuta le spoglie di Priebke: “offesa alla dignità dell’uomo”

erich-priebke-tuttacronacaE’ morto ieri, all’età di 100 anni, l’ex SS Erich Priebke. Il suo avvocato, Paolo Giachini, aveva riferito che l’ex capitano sarebbe stato sepolto accanto alla moglie, a Bariloche, ma ora Hector Timerman, ministro degli esteri dell’Argentina, “ha dato dato ordine di respingere ogni procedura che possa permettere l’ingresso nel paese del corpo del criminale Erich Priebke”. A renderlo noto il ministero, precisando che “gli argentini non accettano questo tipo di offese alla dignità dell’uomo”. Dello stesso pensiero dal Daia, organismo che riunisce le differenti associazioni della comunità ebrea argentina, secondo la quale che Erich Priebke “abbia scontato la sua condanna nella comodità del suo appartamento, invece di stare nella cella di una prigione” costituisce “una offesa ai familiari delle sue vittime e ai milioni sterminati dal sinistro regime nazista”. L’organizzazione ha quindi sottolineato, in un comunicato diffuso dopo l’arrivo della notizia della morte del nazista, che colui che si macchiò del sangue delle Fosse Ardeatine era “un criminale razzista che non ha mai espresso nessun pentimento per i cuoi crimini”. Nel testo si legge ancora: “Il fatto che Priebke sia vissuto impunemente durante decenni nel nostro paese, nella città di Bariloche, godendo della vita che aveva tolto a tanti civili innocenti, costituisce una offesa ai principi della Repubblica per i quali combattiamo gli argentini”. La nota termina quindi con un appello “alle forze vive del nostro Paese, perché riflettano e si esprimano al riguardo”.

“A volte l’ingenuo è il più raffinato dei provocatori”

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