Uno sguardo a… la zuppa alla pavese

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Valentino… futuro prossimo

Valentino… L’ultimo Imperatore

Valentino… il ritorno a Voghera

Gente di Voghera… Valentino Garavani

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Uno sguardo a Voghera… il Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana

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Uno sguardo a Voghera… il Castello Visconteo

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Uno sguardo a… VOGHERA (Pavia)

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Marino usa il populismo come un reality show? Ignazio e il caffè

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Sicuramente con le migliori intenzioni il candidato del pd Ignazio Marino, in corsa per il campidoglio, ha voluto provare l’ebbrezza di preparare il caffè ai suoi concittadini. Ha scelto quindi un bar di via Grottarossa, alla periferia di Roma per mettersi dietro alla macchina e sfornare espressi. Un gesto simpatico, ma molti possono anche aver vissuto come l’ennesimo tentativo di “somministrazione” della dose di populismo che sempre più dilaga tra i politici e assomiglia a un grande reality show, dove i cittadini diventano spettatori delle “imprese” dei politici intenti a mostrarsi uguali ai loro elettori… ma alla fine buttato giù il caffè rimane solo un po’ di amarezza per quel partito che doveva essere un faro nella nebbia berlusconiana e che invece si sta consumando come una candela! Che occasione mancata… Ordiniamo un doppio corretto per riprenderci un po’?

 

Crozza querelato da Nitto Palma

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Fresco di nomina a presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama il senatore Francesco Nitto Palma ha deciso di querelare Maurizio Crozza per uno sketch andato in onda nel corso della trasmissione di La7 ‘Crozza nel Paese delle Meraviglie’.

Il comico, aveva ironizzato su Nitto Palma dicendo che:  “La prima cosa che Nitto Palma ha fatto dopo la nomina a Presidente della Commissione Giustizia del Senato è stata quella di andare a trovare in carcere Cosentino, è come se il premio nobel per la pace, appena premiato, andasse a trovare il sig. Kalasnikov”

Ferma la risposta del senatore che afferma con durezza che Crozza “La battuta può piacere o no, ma si fonda su un dato di fatto completamente falso” e aggiunge “come emerge dall’intervista radiofonica a Radio24 del 9 maggio scorso e dal comunicato dell’Ufficio Stampa del Pdl diffuso in pari data e dall’articolo di Guido Ruotolo su La Stampa del 10 maggio, l’incontro è avvenuto diversi giorni prima della stessa candidatura a Presidente della Commissione, subito dopo che il Tribunale del Riesame aveva respinto il ricorso di Cosentino”. Quindi Nitto Palma ha dato mandato ai suoi legali di procedere intentando causa contro Maurizio Crozza non per la satira, ma per il reato di diffamatoria falsità.

Qui potete vedere il video e in particolare verso il 12′ c’è l’intervento di Crozza su Nitto Palma:

 

 

Donna accoltellata nel napoletano… i primi dettagli.

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E’ una 23enne la donna trovata accoltellata nel tardo pomeriggio di oggi alla periferia di Poggiomarino. Le prime indiscrezioni farebbero pensare a una ragazza che si prostituiva in zona e l’assassino potrebbe essere un suo cliente o, forse, addirittura un protettore.  Di certo, la ragazza è stata assassinata con un coltello da cucina: uno, forse due, i fendenti inferti alla schiena. L’arma è stata trovata dai carabinieri conficcata nel corpo della donna. Colpi fatali, che non hanno lasciato scampo alla giovane. Ad accorgersi, per primo, del corpo privo di vita, riverso in strada, in una pozza di sangue, è stato un automobilista che transitava in via Pertini. Immediata la telefonata ai carabinieri.

 

Il saluto dei catanesi al Massimino: Catania-Pescara 1-0

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Il Catania gioca in casa questa penultima sfida di un campionato entusiasmante che l’ha portato ai margini della zona europea ed accoglie un Pescara che non vede l’ora, probabilmente, che termini una stagione da dimenticare.

Con questi presupposti, non meraviglia che l’incontro abbia un avvio ad un ritmo blando che viene interrotto per un attimo solo al 16′ con Borghessio che mette in difficoltà Perin, costringendolo a parare in due tempi. Poco dopo, in uno scontro di testa contro Sforzini, Legrottaglie ha la peggio e l’urto lo costringe ad uscire prima ed a lasciar la partita poco dopo. Al 22′ è il Pescara che si fa avanti e guadagna un angolo, allontanato dalla difesa del Catania che riparte in un contropiede che sfuma quando Gomez calibra male l’apertura per Bergessio. Dopo qualche minuto una punizione per la squadra di casa, calciata da Lodi, finisce tra le braccia di Perin, giocatore importante in questa frazione di gioco. Negli ultimi minuti è ancora una volta la squadra di Maran ad attaccare: al 42′ Biagianti apre a destra per Barrientos, sinistro a giro troppo facile per impegnare Perin. Un minuto dopo, Scambio Almiron-Barrientos, sinistro di Almiron e grande parata di Perin, che respinge in corner. Quando Pasqua fischia il termine del parziale, le squadre sono ancora sullo 0-0.

Alla ripresa, con le squadre invariate, sono i ragazzi di Maran a partire all’attacco e concludere in rete. Al 6′, su contropiede, Almiron apre a destra per Bergessio, cross basso sul secondo palo per Gomez che di sinistro batte Perin sul primo palo: 1-0! Al 12′ la risposta del Pescara con Sforzini che gira di testa ma la parata è facile per Andujar, il 33 ci riprova poco dopo, ma l’esito è lo stesso. Dieci minuti dopo Barrientos sfiora il raddoppio, ma la palla colpisce il palo. Il catanese ci riprova, supera diversi difensori e mette al centro per Bergessio che però mira troppo centrale. La partita inizia lentamente a sfumare, con tentativi di affondo da parte di entrambe le squadre che non convincono e vengono intercettati facilmente. Pasqua fischia tre volte dopo 2 minuti di recupero: 1-0.

Sallusti accusa la Boldrini e mette alla gogna i dissidenti di Brescia

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Parole violente quelle di Sallusti che accusa la Presidente della camera “La Boldrini non ci rompa i coglioni. O difende tutte le donne o non ne difende nessuna”. Ospite a In Ond,a Alessandro Sallusti condanna i dissidenti di Brescia dopo le contestazioni subite da alcune parlamentari del Popolo delle Libertà in piazza Duomo, e segnala che stavolta, nonostante gli ‘epitaffi’, nessuno è intervenuto a difenderle.

E allora, dice Sallusti, così non si fa: “Oggi in piazza c’erano troppi fascisti, quelli di Sel e quelli del MoVimento 5 Stelle”.

Sallusti fa i processi in poche ore forse potremmo metterlo alla giustizia per risolvere i tempi lunghi delle cause italiane.

Grasse, il carcere francese in cui muoiono gli italiani!

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Tre anni fa a Grasse, morì, Daniele Franceschi, 36enne, detenuto nel carcere della Costa Azzurra. Molti dubbi ancora aleggiano intorno a questa morte, mentre ne avviene una seconda. Il carcere è sempre lo stesso e il condannato è sempre italiano.

 “Attacco di cuore? Era giovane e sano. E mi domando se, in caso di malore, sia stato assistito a dovere”, dice Giancarlo, padre di Claudio Faraldi, il ventinovenne di Ventimiglia morto mercoledì scorso a Grasse solleva dubbi sul malore improvviso che ha causato, secondo le fonti ufficiali, la morte del giovane italiano. 

Le autorità diplomatiche italiane hanno chiesto di essere tempestivamente informate sull’esito dell’esame autoptico e sull’evoluzione delle indagini che le autorità francesi hanno disposto con l’apertura di un’inchiesta. Claudio Faraldi stava scontando cinque anni per una rapina compiuta nel 2011 in in Costa Azzurra e si trovava nel carcere francese da sei mesi. Claudio aveva un passato di tossicodipendenza ed era anche stato ospite della comunità di San Patrignano da dove però fuggì dopo pochi mesi. “Voglio assolutamente vedere mio figlio prima dell’autopsia che verrà compiuta il 16 maggio”, dice il padre di Claudio, che alcuni anni fa aveva perso la figlia Stephanie.

Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi sostiene però i dubbi della famiglia Faraldi. Lei è convinta che il suo Daniele sia stato picchiato e che non sia stato un semplice malore a causare la morte. Secondo la donna i Faraldo “devono battagliare come ho fatto io fino ad oggi e si devono imporre per vedere il figlio prima che facciano l’autopsia non come è avvenuto per Daniele – dice Cira Antignano -: quando avevano fatto tutto me lo hanno mostrato avvolto in un telo senza che potesse essere fatta chiarezza fino ad oggi della sua morte. Anche per Claudio, come per Daniele, attribuiscono la morte a problemi cardiaci, mi sembrano versioni che non stanno in piedi. Sono vicina a questa famiglia, perché comprendo il loro dolore e mi unisco anche a loro e agli altri che vogliono giustizia, perché dobbiamo far sentire forte la nostra voce”

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Il nuovo modo di bere birra… dalle orecchie!

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Chi lo avrebbe mai pensato che la birra si potesse bere dalle orecchie? Eppure gira un video del Festival della Birra di Praga che forse ci dovrebbe far riflettere. Una studentessa, in compagnia ad alcuni amici, scola un bicchiere di birra con la cannuccia infilata nell’orecchio… Il web si divide e molti ritengono che sia solo un fake fin quando non arriva una spiegazione scientifica che potrebbe anche far cambiare idea ai più scettici: “Se il timpano è perforato –  scrive Whoknows2011 – la faringe è in collegamento con l’orecchio tramite la tuba di Eustachio”.

Il dibattito resta comunque aperto!!!

Marco Fassoni Accetti vs Chi l’ha visto… non c’è tregua sul caso Orlandi!

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Marco Fassoni non ci sta alle accuse latenti e ai sospetti che hanno iniziato ad aleggiare intorno alla sua figura e scrive a Pietro Orlandi:

“Pietro, quel che ti avevo annunciato tempo fa si è verificato. La Rai significa lo Stato, e lo Stato suggerisce di non implicare responsabilità dello stesso e di altri Stati, ed indirizzare tutto ad un solo individuo, come già fatto con Enrico De Pedis.

Gli adolescenti da me fermati? Sono nelle opere cinematografiche e fotografiche pubblicate nel mio sito, con le liberatorie firmate dai genitori già presenti in studio al momento delle riprese, altrimenti non le avrei potuto pubblicare. Ma nelle opere vi sono più adulti e anziani. “Anche loro tutti fermati strada facendo. Ma trent’anni fa, per il fatto della pineta, quando i carabinieri perquisirono l’archivio del mio studio, prelevarono solo i nominativi degli adolescenti, tralasciando i nominativi degli adulti, che erano la maggior parte, e scrivendo poi nel rapporto letto nella trasmissione Rai: “Costui è uso a fermare adolescenti” .

Poi nel processo dibattimentale precisai che fermavo chiunque e mostrai le mie opere che non sono di carattere pornografico. Ed anche questo contribuì alla mia assoluzione con formula piena. La trasmissione legge verbali di adolescenti che dichiarano di essere stati da me fermati con la mia proposta di riprenderli … e poi?

Non segue più nulla. Si racconta di atti di libidine o situazioni di genere sessuale? Nulla! Ecco come suggestionano il pubblico, il quale, in modo subliminale, percepisce che sia accaduto contrariamente qualcosa di grave. Basterebbe rintracciare le ragazze dei verbali e chiedergli su quanto è successo in seguito.

Avevo dichiarato nella prima udienza con il Giudice [Giancarlo] Capaldo ed a Fiore De Rienzo che la Orlandi aveva risieduto in Neauphle-le-Chateau solo per gli anni ’84 e ’85; e in trasmissione hanno fatto credere che vi fosse stata fino a poco tempo fa, organizzando una trasferta inutile a spese del contribuente.

A tutto questo io rispondevo nella lunga intervista completamente censurata. Chiedete a Fiore de Rienzo, se mai lo desidera, di mostrarvi le interviste integrali. Chiarivo, come ho chiarito con il giudice Capaldo, mentre loro creano una cortina di confusione. Ancora una volta ho chiamato in diretta per delucidare e mi è stato negato l’intervento. E quel che è più grave è che le altre testate giornalistiche seguono pedissequamente, senza verificare, quel che dice questa trasmissione.

Un esempio: sul blog del Fatto Quotidiano della giornalista Rita Di Giovacchino si legge: “Adescava ragazzini con l’esca dei servizi fotografici”. La signora si è chiesta se esistono rapporti di polizia che confermino questa accusa? Anche lei denunciata per calunnia aggravata. Questa è la “profondità” di certa stampa che pretenderebbe di risolvere i misteri italiani.

Del fatto della pineta, sempre nella trasmissione, non hanno riportato parti di verbali che avrebbero chiarito alcuni aspetti, ed hanno falsificato molte dichiarazioni contenute negli stessi. Ho una documentazione che li smentisce e che contraddice assolutamente la manipolazione televisiva. Tutto è nelle mani del magistrato e dei miei legali. Sono io ad aver raccontato della pineta chiedendo, sin dalla prima udienza, di riaprire le indagini sul fatto.

“Comunque, Pietro, ti confermo quanto ti dissi dopo la prima puntata Rai. Io ho sospeso la mia collaborazione coi magistrati. Innanzitutto perché questi gravi fatti di depistaggio possono aver intimidito le persone a cui mi ero appellato per presentarci insieme e raccontare. Si può pensare che delle donne sui 40-45 anni con figli si prestino ad entrare in una tale tensione mediatica che racconta solo di pedofilia e omicidi? Questi testimoni sono coscienti che non vi è stata alcuna pedofilia né tanto meno omicidi. L’episodio della pineta mi ha visto assolto con formula piena dall’accusa di volontarietà.

Vogliamo delegittimare il lavoro dei giudici e la sentenza d’una Corte d’Assise? E allora per quale motivo dovrei andare a testimoniare presso una magistratura le cui future decisioni sarebbero ugualmente sbeffeggiate? Ho chiesto alla Procura d’indagare su questa più che sospetta operazione di mistificazione operata dai signori autori del programma.

Vogliamo fare un gesto totalmente chiarificatore? Riuniamoci in uno spazio per un confronto con i suddetti autori, Pietro e tutte le persone della petizione che desiderino venire. Invitate i rappresentanti della stampa che desiderate. Registriamo tutto quanto potremmo dire e lo diffondendolo su Internet. “Questa è la trasparenza democratica. Chiariamo gli equivoci, reintegriamo le omissioni, eliminando ogni censura ed io tornerò a collaborare con i magistrati. Se qualcuno si dovesse sottrarre a questa opera di chiarezza se ne assumerà le responsabilità. Ma immagino che gli autori del programma rifiuteranno l’incontro perché il loro compito è, al momento, falsificare. E con la mia presenza, che si avvale dei documenti e delle testimonianze, la diffamazione non può partire. Ecco perché hanno sempre negato ogni mio intervento in diretta ed ogni confronto. Ora vi aspetto, incontriamoci, e al di là della Rai creiamola noi, insieme, la ricerca della verità con tutto quel che metto a disposizione di chiunque non sia prevenuto”.

Opere di Marco Fassoni Accetti

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Berlusconi cita Tortora e la figlia twitta

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“Io sono innocente. Mi auguro con tutto il cuore che lo siate anche voi”. Senza ritegno Berlusconi cita Tortora che di processo ne ebbe solo uno e fu anche un errore giudiziario. Uno dei più tremendi della storia d’Italia, una di quelle pagine tristi, su cui si parla sempre troppo poco, ma è un insulto alla memoria di “un uomo perbene” che le sue frasi vengano riprese da un imputato che invece ha a suo carico capi d’imputazione del calibro di:

Corruzione del senatore De Gregorio

Compravendita di diritti televisivi

Prostituzione minorile

Concussione aggravata

Caso Unipol

Diffamazione aggravata

E Gaia Tortora non ci sta a vedere la memoria del padre in bocca a Berlusconi e twitta: “Ero preparata. Caro Silvio, mio padre era un’altra storia.Un’altra persona.Ognuno risponde alla sua coscienza.#nostrumentalizzazioni.”

E Carlo Verdelli su Repubblica ricorda qualcosa che molti, compreso Berlusconi, non sanno o hanno dimenticato:

“Tortora condannato per camorra e spaccio. Tortora, prima della sentenza, eletto a Strasburgo con i Radicali (“sono stato liberale perché ho studiato, sono diventato radicale perché ho capito”) con 451 mila preferenze (Alberto Moravia, candidato per il Pci, ne prese 130 mila). Tortora che si dimette da eurodeputato, rinuncia all’immunità e torna in Italia per farsi arrestare. Tortora che ricorre in appello, sfida la giuria prima del verdetto (“Io sono innocente, spero con tutto il cuore che lo siate anche voi”) e il 15 settembre 1986 viene assolto da entrambe le accuse (dirà laconico il giudice a latere Michele Morello: “Facemmo giustizia “), cosa che si ripeterà in Cassazione”.

Il ministro dell’economia ha le idee chiare… i soldi si troveranno!

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Come verranno finanziati la sospensione dell’Imu e della Cig? Il ministro Sacconi a  a conclusione del G7 finanziario in Inghilterra ha risposto in modo chiaro e determinante: “Si troveranno”. Adesso con questa rassicurazione gli italiani potranno dormire sonni tranquilli, il governo di servizio al Paese ha preso un impegno politico e non ha ancora deciso dove reperire i fondi per riuscire a finanziare queste scelte di governo… se i soldi per l’Imu e la Cig si troveranno, quelli per la ripresa economica e per gli esodati “si aspetteranno” forse come pioggia dal cielo “cadranno”? Per il momento Letta e il suo governo vanno in ritiro a pregare per noi!

La ex di Borriello si mette a nudo su Playboy

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Susanna Petrone, ex del calciatore Marco Borriello, ha deciso di mettersi a nudo con un titolo che  farà certo discutere: «La signora del calcio ci manda nel pallone». L’ennesimo corpo a nudo su una rivista maschile, l’ennesimo “stupro” all’intelligenza virile? E’ mai possibile che se si parla di calcio, di auto, di prodotti per uomini in generale si deve sempre mettere una figura femminile nuda? Hanno paura che ci si dimentica di come sia fatto un corpo femminile? Non è l’ennesimo insulto alla donna, ma anche e soprattutto per l’uomo?

 

Aspettando di alzare la coppa. Juve-Cagliari: 1-1

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Al termine del 33° confronto diretto in seria A a Torino contro il Cagliari, la Juventus riceverà ufficialmente la coppa per la conquista del 29° scudetto. La partita avrà i toni di un’amichevole, visto che nessuna delle due squadre ha obbiettivi da raggiungere anche se i padroni di casa sono a cerca di record: di punti, vittorie consecutive e totali.

L’inizio presenta una partita scoppiettante, con impegno da entrambe le parti. Sono i bianconeri a cercare la prima azione, al 12′ con un sinistro da fuori di Vidal che Agazzi devia in calcio d’angolo. Prima emozione della partita. E’ però il Cagliari a passare in vantaggio grazie ad un’azione di Ibarbo che parte da metà campo e s’infila in mezzo a Marchisio e Barzagli, entra in area e batte Storari: 0-1. I campioni d’Italia non ci stanno e ripartono subito all’attacco, ma la difesa cagliaritana non si lascia sorprendere. Al 33′ punizione per i bianconeri dopo che Murru, cadendo, trascina con sé Vidal: Giovinco scavalca la barriera e colpisce la parte bassa della traversa con il pallone che ricade in campo. I ragazzi di Conte continuano ad attaccare, ma mancano di mordente. Al 45′ ci prova ancora il Cagliari in contropiede, con Dessena che serve al centro Pinilla che calcia di destro al volo. Storari para, ma l’azione è annullata per fuorigioco. Dopo due minuti di recupero, le squadre tornano agli spogliatoi sullo 0-1.

Si torna in campo senza sostituzioni e con un Cagliari in cerca del raddoppio ma la prima opportunità è per i bianconeri che obbligano al miracolo Agazzi: Giaccherini evita Dessena con una finta e calcia sul primo palo, l’estremo difensore cagliaritano devia in calcio d’angolo. Al 13′ ancora la squadra di Conte pericolosa con un pallone in area per Matri che calcia di sinistro di prima intenzione: palla bloccata. Tre minuti dopo arriva il cross dalla sinistra di Marchisio sul secondo palo, Vidal di testa rimette al centro, Agazzi tenta di smanacciare via il pallone ma lo manca e Vucinic si ritrova tutto solo con la porta spalancata e di sinistro insacca facilmente: 1-1! Sugli spalti iniziano i festeggiamenti, in campo i bianconeri sembrano determinati a raggiungere la decima vittoria consecutiva e continua a pressare ma senza riuscire a concludere le azioni anche grazie all’onnipresente Agazzi. Al 33′ Isla prova il destro da fuori: di poco sopra la traversa. La partita, negli ultimi minuti, si trascina verso la fine: senza necessità di punti, le squadre si accontentano di un pareggio anche se Vucini al 45′ ha un sussulto: colpo di testa su cross di Giaccherini, ma Agazzi para facile. Dopo 4 minuti di recupero, può iniziare la festa scudetto!

Le rubano il portafoglio con la pensione… è alla fame!

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La signora Anna, 65 anni, ha un’invalidità al 76% e vive in affitto con il figlio disoccupato che lavora in nero scaricando qualche cassa al mercato. La madre tempo fa aveva fatto anche la richiesta dei buoni lavoro in Comune, ma non ha ottenuto risposta… quindi quando si è accorta che le avevano rubato il portafoglio ( o lo aveva perso, ma è improbabile) si è disperata e ha deciso di scrivere al Mattino di Padova per cercare di sensibilizzare la sua città affinché qualcuno potesse prendere a cuore la sua situazione:

“Mi hanno rubato il portafoglio con dentro le 200 euro di pensione. Sono disperata – ha scritto la donna  – all’inizio del mese  appena presa la pensione di invalidità, 250 euro, mi sono recata al Lidl di via Sorio a fare la spesa ma, arrivata a casa, non ho più trovato il portafogli. Non so se me l’abbiano rubato mentre caricavo la spesa sulla bici fuori dal supermercato prima di tornare a casa o se l’ho perso, ma dentro c’erano tutti i miei soldi e i documenti. Se qualcuno l’avesse trovato avrebbe saputo a chi restituirlo”.
Il giornale ha attivato un indirizzo di porta elettronica (cronaca@mattinopadova.it) per raccogliere le offerte che poi saranno girate alla signora Anna.

Fuori i bulli da twitter, riprendiamoci il diritto al social network!

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C’è ora il diritto al social network… la possibilità in Italia di poter avere un account, di poter postare, leggere e commentare e non diamolo per scontato perchè in Paesi come la Cina, Cuba, la Corea del Nord, l’Iran  l’accesso al web e ai social spesso è limitato se non vietato. Il social può essere pericoloso per i regimi non a caso si è sempre cercato di reprimerlo o limitarlo.

Ma un diritto comporta anche rispettare la libertà altrui, il pensiero e le idee. Significa educazione e dialogo, non violenza e insulti. Ormai per essere seguiti sul social network invece bisogna provocare, essere sarcastici, crudeli… aberranti! E’ questo il mondo virtuale che vogliamo? Oppure avremmo potuto creare davvero un luogo per sognare, condividere e realizzare progetti insieme anche stando a distanza di kilometri? E’ possibile avere un social network che diventi la palestra della mente? Che porti l’integrazione, che riesca a “fluidificare” i preconcetti, a eliminare i luoghi comuni e che lotti contro l’intolleranza? Probabilmente siamo ancora in tempo per farlo… per passare dall’arena a un teatro in cui ogni nickname possa raccontare la sua storia ed essere ascoltato, criticato ma non “azzannato”, condiviso senza generare lotte con altre fazioni… possiamo sognare tutti insieme un social network utile ed educativo invece che violento e sterile?

Saviano parla di degenerazione del social network “perché Twitter nasce per comunicare: è una piattaforma che mette in connessione chiunque con chiunque. Tutto è aperto. Puoi seguire chi vuoi, puoi leggere cosa scrive Obama, Lady Gaga o il tuo collega, quello che ha la scrivania di fronte alla tua. La capacità di poter assistere in tempo reale a ciò che accade nel quotidiano e comprendere i punti di vista degli altri, condividerne le conoscenze. Retwitti se trovi interessante una notizia e credi valga la pena sottoporla alla tua comunità. Crei dei topic, e puoi farlo chiunque tu sia. Poi ti capita di essere retwittato da chi ha centinaia di migliaia di follower e il tuo pensiero inizia a viaggiare… L’educazione nel web, anzi l’educazione al web, sta ancora nascendo. Scegliere di usare un linguaggio piuttosto che un altro è fondamentale. Ogni contesto ha il suo linguaggio e quello dei social network per quanto diretto non è affatto colloquiale. Si nutre della finzione di parlare in confidenza a quattro amici,  –  il che giustificherebbe ogni maldicenza, ogni cattiveria  –  ma in realtà tutto quello che si dice è moltiplicato immediatamente all’infinito, ed è quindi il più pubblico dei discorsi. Non si tratta di essere ipocriti o politicamente corretti (espressione insopportabile per esprimere invece un concetto colmo di dignità), ma di comprendere che usare un linguaggio disciplinato, non aggressivo, costruisce un modo di stare al mondo. I linguisti Edward Sapir e Benjamin Whorf hanno teorizzato la relatività linguistica secondo cui le forme del linguaggio modificano, permeano, plasmano le forme del pensiero. Il modo in cui parlo, le cose che dico, e soprattutto come le dico, le parole che uso, renderanno il mondo in cui vivo in tutto simile a quello connesso alle mie parole. Se uso (non se conosco, ma proprio se uso) cento parole, il mio mondo si ridurrà a quelle cento parole. Noi siamo ciò che diciamo. Quindi il turpiloquio, l’insulto o l’aggressività costruiscono non una società più sincera ma una società peggiore. Sicuramente una società più violenta. I commenti biliosi degli utenti di Facebook e Twitter portano solo bile e veleno nelle vite di chi scrive e di chi legge. Purtroppo questa entropia del linguaggio sta contagiando anche la comunicazione politica, sempre all’inseguimento della grande semplificazione, della chiacchiera divertente e leggera, della battuta risolutiva. Spesso parole in libertà, senza riflessione, gaffe continue alle quali bisogna porre rimedio. La verità è che se ripeti in pubblico le fesserie dette in privato non sei onesto e gli altri ipocriti, sei semplicemente maleducato e in molti casi irresponsabile. Non è libertà  –  tantomeno libertà di stampa  –  insultare. È diffamazione. Una parte degli interpreti talmudici, paragonano la calunnia all’omicidio. E se penso a Enzo Tortora, non credo sbagliassero di molto. La democrazia è responsabilità e sono convinto che le regole e la marginalizzazione  –  non la repressione  –  della violenza e della trivialità salveranno la comunicazione sui social network. Chi vuole usare il network solo per fare bullismo mediatico potrà aprire il suo personale fight club, senza nutrirsi  –  come un parassita  –  della fama degli altri.”

E chi pensa che questo sia una forma di censura non capisce che in realtà è invece una forma di tutela oltre che ad essere la possibilità di iniziare a fare un uso intelligente del social… a costruire il nostro spazio virtuale secondo i nostri sogni e interessi e non come cloaca di odio e pregiudizio.

Cavani in gabbia… per la festa della mamma!

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Cavani chiuso in gabbia come estremo tentativo dei tifosi di farlo restare al Napoli. Forse un gesto eclatante quello di ingabbiare una  silhouette del calciatore per mostrargli quanto tengano al Matador. L’iniziativa è dei titolari di un bar che si trova di fronte all’«allestimento» e la scritta in cima è più che chiara: “M’adda murì mammà, nun te ne vai accà”; ovvero non te ne andrai anche a costo che muoia mia madre.

Forse non è il regalo migliore per la festa della mamma, ma l’intenzione era quella di dare un richiamo forte e chiedere alla società di far di tutto affinché il fantasista resti… anche se ormai sembra tutto deciso!

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Perse le tracce di una delle tre ragazze ritrovate a Cleveland… dove è Michelle?

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Dove è Michelle Knight, una delle tre donne rapite e tenute in ostaggio per dieci anni a Cleveland? Dopo essere stata dimessa dall’ospedale si sono perse le tracce. Knight ha lasciato ieri la struttura sanitaria e la sua sparizione fa preoccupare, la nonna Debora in un’intervista a WOIO, affiliata locale della Cbs, ha raccontato: “Quando veniva picchiata è stata colpita tanto violentemente in faccia che potrebbe aver bisogno di una ricostruzione faccuale e ha perso l’udito da un orecchio”. La signora Knight non ha ancora riabbracciato la nipote e ha raggiunto la casa di DeJesus perché spera di trovarla lì. “Non abbiamo ancora parlato con lei né l’abbiamo vista. Sarebbe la prima volta da quando scomparve” ha detto ancora. Michelle è stata la prima a finire nella lista dei sequestrati di Castro, nel 2002. La donna, una volta liberata, ha raccontato agli agenti di essere rimasta incinta “cinque volte” ma di aver “sempre perso il bambino”. Knight ha detto che l’uomo la picchiava “sulla pancia” e la lasciava senza cibo ma con Amanda si comportava in modo diverso, molto più protettivo, al punto di minacciare Knight nel caso della perdita del bambino. La Cbs ha raccolto alcune testimonianze sui cattivi rapporti tra Michelle e la sua famiglia in passato e più volte le è stato offerto di andare a vivere altrove. Sparita nel nulla?

Hai le orge contate… i grillini protestano alla manifestazione Pdl

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Luca D’Alessandro, deputato e capo ufficio stampa del Popolo delle Libertà, su Twitter scrive che a Brescia gruppi di non meglio identificati “grillini” starebbero impedendo ai militanti del Popolo delle Libertà di entrare nella piazza a Brescia.

“La violenza dei grillini impedisce ai nostri manifestanti di affluire in piazza Duomo a Brescia”

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Poi D’Alessandro difende anche Brunetta:

“Brunetta è stato costretto ad arrivare scortato da 10 carabinieri in tenuta antisommossa con tanto di caschi e scudi”

Infatti il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta è arrivato a Brescia alla manifestazione del partito ed e’ stato sommerso dai fischi. L’ex ministro è riuscito ad entrare nell’albergo Vittoria dove si trovano altri dirigenti del Pdl solo grazie a carabinieri in tenuta antisommossa che gli hanno fatto largo tra la folla di opposti sostenitori e giornalisti.

Ma c’è chi invece chi  i calci e i pugni, non avendo la scorta, ed essendo solo un militante Pdl, li ha presi:

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E’ così che un partito, per i suoi interessi, mette le persone in piazza senza sicurezza in un clima esplosivo?

Donna bionda trovata accoltellata a Napoli… è giallo!

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Giallo nel napoletano, dove il corpo di una giovane donna bionda è stato trovato con un coltello conficcato nella schiena, in un lago di sangue. L’orribile vicenda ha come teatro il comune di Poggiomarino. Gli inquirenti hanno immediatamente fatto partire le indagini per risalire all’identità della donna assassinata, al momento sconosciuta. Il corpo si trovava in via Pertini, in aperta campagna.

A 7 anni fa la stilista… Onore od orrore?

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Suri Cruise non è mai stata una bambina come le altre. La figlia di Tom Cruise e Katie Holmes ha sempre avuto i riflettori accesi sin dalla sua più tenera età. Ora però a 7 anni sembra che sia stato deciso che disegnerà la prima collezione di abiti per giovani ragazze. Dopo la separazione dei suoi e dopo il trasferimento a New York e una nuova scuola da frequentare arriva anche il lavoro. Rassicurazioni vengono da più fonti e dicono che nonostante  “questo ultimo anno è stato molto difficile per lei” ora l’attende ” una nuova vita ma anche una nuova scuola” e disegnare abiti “sarà un bel passatempo per lei, ma non le prenderà interamente la sua vita”.  E per fortuna che tempo fa la madre Katie garantiva che la figlia avrebbe avuto “un’infanzia il più normale possibile”. Torna alla ribalta il problema dei “figli di”… fotografati, iconizzati e “messi a lavoro” sin dalla più tenera età… ma tanto la difesa dei genitori è sempre la stessa “si diverte e per lei è solo un gioco”. Un onore od orrore?

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