Messico-Usa andata e ritorno: scoperto maxi tunnel alla frontiera

tunnel-droga-tuttacronacaSorge nei pressi delle città di San Diego e Tijuana il mega tunnel che veniva utilizzato dalle bande dei narcos per trasportare da un Paese all’altro tonnellate di droga. Il passaggio sotterraneo che collega Messico e Stati Uniti è lungo 500 metri, alto un metro e 20 e largo novanta centimetri ed è fornito di tanto di rotaie, impianto d’illuminazione e condotti d’aerazione, è stato scoperto a fine ottobre. Secondo gli espetti, si tratta di una struttura talmente sofisticata che potrebbe essere stata progettata e costruita da professionisti, ingegneri e architetti. Ma il tunnel non sarebbe stato utilizzato solo per il traffico di droga, anche per favorire il passaggio di immigrati clandestini. Per quel che riguarda l’ingresso in Messico, una botola è stata rinvenuta all’interno di un edificio a soli 80 metri dal confine. Qui sono stati rinvenuti 8 tonnellate di marijuana e 150 Kg di cocaina. Stando a quanto sostengono l’Agenzia americana per l’Immigrazione e la dogana, si tratta della prima volta che in questo tipo di tunnel viene scoperta della droga. Le forze dell’ordine, nel frattempo, hanno individuato ed arrestato tre presunti responsabili che ora rischiano di trovarsi a scontare dai 10 anni di reclusione all’ergastolo.

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Non è morto! Il killer di Los Angeles è ferito in modo grave

sparatoria-losangeles-tuttacronacaLe prime notizie, riportate da diverse fonti tra cui anche Los Angeles Times e Nbc News, avevano riferito che il killer dell’aeroporto internazionale di Los Angeles, in California, aveva trovato la morte dopo aver aperto il fuoco con un fucile automatico uccidendo un agente della sicurezza. Invece il 23enne Paul Ciancia non è stato ucciso nello scontro a fuoco con gli agenti della sicurezza. L’uomo si trova comunque in condizioni critiche, stando a quanto riporta lo stesso Los Angeles Times.

Due squadre per un giocatore: Juve e Inter vogliono Silva

gabriel-silva-tuttacronacaTra le fila dell’Udinese risplende di luce propria il difensore brasiliano Gabriel Silva. E quando un giocatore si fa notare, i grandi club si attivano. Dal Sudamerica già arrivano le prime notizie secondo le quali sia Inter che Juventus si sarebbero già attivate per portare a casa il giovane campione del Campionato Sudamericano Under 20, al quale ha partecipato da titolare. E se per l’Udinese, brava a scovare giocatori sconosciuti per poi rivenderli a cifre vantaggiose, potrebbe rivelarsi un affare, lo stesso dicasi per il club brasiliano Palmeiras, nel quale Silva è cresciuto e che otterrebbe una somma dall’operazione.

Sequestrate nel Torinese bottiglie di sambuca colorata

sambuca-colorata-tuttacronacaI carabinieri del nucleo antisofisticazione di Torino hanno provveduto a sequestrare alcune confezioni di sambuca che era stata colorata in varie tonalità. Le bottiglie erano in vendita in un supermercato nella provincia del capoluogo piemontese. Il sequestro è avvenuto per mancato rispetto dei regolamenti comunitari. Secondo l’accusa, quel liquore dev’essere necessariamente incolore, anche se fuori dall’Unione Europea ne circolano milioni di confezioni. E’ stato aperto, dalla procura, un fascicolo per frode in commercio contro ignoti.

Il giorno dei morti: in Messico niente crisantemi, si fa festa

diadelosmuertos-tuttacronaca1Ieri Halloween, oggi Ognissanti, domani il giorno dei morti. Le celebrazioni proseguono e la comunità internazionale cattolica si prepara, il 2 ottobre, a ricordare i propri cari che non ci sono più. E se in Italia ci rechiamo con aria triste in cimitero, reggendo una pianta di crisantemo o con dei santini da appendere alle lapidi, in Messico l’usanza di ricordare chi ci ha lasciato assume un aspetto diverso. Questo dipende anche dalla commistione dei riti pre ispanici e quelli cattolici. Prima dell’arrivo degli europei, i morti, considerati i protettori dei vivi, venivano festeggiati al termine della stagione delle piogge e le comunità indigene preparavano offerte per assicurarsi buoni raccolti e fertilità. Con l’arrivo degli spagnoli, i morti venivano ricordati con la recita delle preghiere, che li avrebbero raggiunti nell’aldilà. Quando il cattolicesimo venne imposto agli autoctoni, essi lo reinterpretarono a modo loro e così ebbe origine l’attuale Día de los Muertos, diviso in due giorni. Oggi, 1 novembre, è dedicato ai bambini, mentre la giornata di domani verrà dedicata agli adulti. In Messico non ci sono solo preghiere, ma si organizza una vera e propria festa durante la quale pregare per le anime dei loro cari, con altarini dove appaiono le loro foto accanto alle quali vengono offerti i loro cibi preferiti. La tradizione popolare, inoltre, prevede che imorti possano tornare in visita sulla Terra un giorno all’anno e, in quest’occasione, ricevono in dono fiori, cibi particolari, candele e incenso. E visto che è una “riunione”, si tratta di un’occasione di pace e serenità che dev’essere festeggiata. Anche per questo, quando la festa continua in cimitero, non mancano le bottiglie di birra per accompagnare i banchetti tra le lapidi. Un giorno da trascorrere in allegria e immersi nei colori.

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Là dove il tempo non scorre dal ’56: il cottage maledetto

cottage-maledetto-tuttacronacaIl tempo si è fermato al 1956 al Crooked Cottage, il cottage maledetto. Da quell’anno, nessuno è più entrato nella fattoria che sorge non troppo lontano da Londra. E’ stato l’esploratore urbano Toby Batchelor a scoprire l’edificio abbandonato dove nessuna mano umana ha toccato nulla da allora. L’esploratore ha dischiarato che nel suo campo ”non può capitarti niente di meglio. Non si tratta solo di un edificio in rovina ma di una storia raccontata da vecchie fotografie e oggetti di uso comune”. Come tutti i luoghi abbandonati, che il tempo ammanta di mistero, anche sul cottage si racconta una leggenda. Alla morte del propietario, avvenuta all’interno, la moglie malata rimase sola. Nello stesso anno la donna venne portata in ospedale e non fece più ritorno al focolare. Da allora, nulla è cambiato all’interno della fattoria.

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Due morti ad Atene: sparatoria durante un raduno di Alba Dorata

sparatoria-atene-tuttacronacaSangue oggi ad Atene, nel quartiere Neo Eraklio, dove si stava svolgendo un raduno del movimento di estrema destra greco. Una sparatoria ha avuto luogo, secondo quanto riferito dalla tv privata Skai, davanti a una sede del partito filo-nazista Alba Dorata dove sono sopraggiunti due uomini in sella a una moto di grossa cilindrata. passeggero, che imbracciava un fucile mitragliatore tipo Kalashnikov, è sceso ed ha aperto il fuoco contro il gruppo uccidendo due giovani, di 20 e 23 anni, militanti del partito. Un terzo ferito vessa in condizioni gravi.

Sparatoria all’aeroporto di Los Angeles: morti un agente e l’aggressore

sparatoria-losangeles-tuttacronacaSparatoria al Terminal 3 dell’aeroporto internazionale di Los Angeles oggi alle 9.30, le 17.30 ora italiana, a seguito della quale un agente della sicurezza Tsa (Transporty Security Administration) e’ morto. Prima di essere raggiunto da un proiettile, la vittima è riuscita a colpire a sua volta in maniera letale il suo aggressore. A seguito dell’accaduto, la Federal Aviation Administration (Faa) ha sospeso tutti i voli all’aeroporto di Loa Angeles e dopo circa un’ora sono ripresi atterraggi mentre resta in vigore divieto di decollo.

L’uomo, armato di fucile, era arrivato cercando la sua vittima, un agente della sicurezza dell’aeroporto. Ci sono altri due feriti certi ma alcune fonti riferiscono di diverse persone colpite. Il presidente Usa Barack Obama è stato informato e sta seguendo la vicenda. Leon Saryan, presente al momento dell’accaduto, ha raccontato all’Abc News Radio di aver visto un uomo, “abbastanza giovane” vestito di blu scuro, forse nero e con un fucile in mano, camminare attraverso il Terminal 3. L’uomo si è avvicinato e gli ha chiesto “Sei della TSA?” “Ho fatto cenno di no con la testa e lui è passato oltre, ero paralizzato”.

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Città di 3500 anni fa riportata alla luce in provincia di Udine

archeologia-tuttacronaca-terzoA Terzo d’Aquileia, in provincia di Udine, in località Ca’ Baredi, è stato riportato alla luce un abitato protostorico, risalente a 3200-3500 anni fa circa, esteso oltre 10 ettari, con una serie di focolari per attività domestiche e artigianali ad opera della prima campagna di scavi nell’area organizzata dall’Università di Udine e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli-Venezia Giulia. L’insediamento ritrovato è lambito da un antico alveo del fiume Torre, forse già in parte prosciugato ai tempi in cui fiorì il villaggio, nella successiva età del bronzo media e tarda (XV – XII secolo a.C. circa). Come riporta il Messaggero:

Gli imponenti focolari, concentrati in zone determinate, indicano un assetto organizzato delle attività comunitarie e una specializzazione funzionale degli spazi. Riferibili a varie tipologie e tecniche costruttive, i focolari erano utilizzati in attività di preparazione e cottura del cibo, e per pratiche artigianali di lavorazione e trasformazione di materie prime a conduzione domestica, come l’industria delle pelli, dell’osso, del corno e forse del metallo. I sistemi di delimitazione delle aree di attività, con canalette e muretti, costituiscono ulteriori indizi di una pianificazione regolare dell’insediamento. L’abitato riportato alla luce dagli archeologi dell’Università di Udine era parte di un ampio ambito culturale comprendente una serie di insediamenti collocati a distanze regolari nell’area pericostiera del Friuli Venezia Giulia, dall’Aquileiese al Pordenonese. Questi villaggi erano dei nodi importanti di scambio, in particolare del metallo, tra le regioni alpine orientali e transalpine da una parte e l’Italia padano-veneta dall’altra, i cui centri erano compresi in uno dei più importanti ambiti culturali dell’età del bronzo italiana, quello delle Terramare. Fino a oggi, l’alta antichità della presenza umana nella zona in cui sarebbe sorta Aquileia era suggerita da manufatti di rame e bronzo di età protostorica, i più antichi dei quali risalgono all’età del rame (III millennio a.C. circa). Alcuni limitati saggi di scavo degli ultimi decenni del ’900 avevano inoltre segnalato la presenza di un insediamento corredato da strutture lignee, forse cinto da una palizzata, nell’ambiente umido intorno a quello che in età romana sarebbe stato il Canale Anfora, in un’area dove, sin dalla preistoria, convergevano percorsi utilizzati per lo scambio a lunga distanza e si smistavano materie prime e prodotti finiti.

Luigi Fozzati, Soprintendente per i Beni Archeologici del Fvg, ha sottolineato: “La campagna di scavo 2013 è il primo progetto di studio sulla preistoria e protostoria dell’area aquileiese, finalizzato alla ricostruzione della dinamica insediativa. In altre parole, Aquileia prima di Aquileia. L’altra Aquileia che sta emergendo sarà così oggetto di uno specifico programma di ricerca promosso dalla Soprintendenza e dall’Università di Udine”. Mentre la professoressa Borgna,docente di Archeologia egea del dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Ateneo friulano e coordinatrice delle ricerche, spiega: “Questi primi scavi, condotti anche grazie all’accoglienza dell’amministrazione comunale di Terzo, hanno portato a una consistente raccolta di dati e a una lettura significativa del profilo del paesaggio antico della zona e hanno consentito la messa a punto della collaborazione tra Soprintendenza e Università”.

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In cerca di “brividi”? Non perdetevi questi video!

got-talent-tuttacronacaI partecipanti dei talent show spesso ci fanno sorridere quando non proprio ridere apertamente con le loro esibizioni a volte al limite dell’assurdo. Spesso, ci pensano gli stessi giudici, con le loro espressioni, a regalrci dei sorrisi. Poi arrivano i concorrenti che ci affascinano e riescono a strapparci un applauso. E poi ci sono loro, i veri talenti, che tolgono ogni parola. Nel 2009, nell’edizione inglese di Got Talent, si era presentata Susan Boyle. Forse non la migliore prima impressione di sempre quando si è presentata ma poi… non si poteva far altro che ammirare la sua voce.

Ora Susan ha trovato la sua “erede”. Ha soli 9 anni, si chiama Amira Willighagen e ha tolto il fiato sia ai giudici che al pubblico di Holland’s Got Talent con la sua interpretazione di O Mio Babbino Caro di Puccini. Il video che vi proponiamo, semplicemente, fa venire la pelle d’oca. La piccola, che non ha mai preso lezioni di canto ma si è limitata a seguire, stando a quanto racconta, i tutorials presenti su Youtube, si è guadagnata il Ticket d’oro, che le permette di accedere direttamente al concorso senza ulteriori selezioni.

Ma non pensiate che sia l’unico talento giovane scoperto. La scorsa estate, infatti, aveva spopolato in rete un’altra incredibile esibizione. A cantare Aaralyn O’Neil, di soli sei anni. Al reality  America’s Got Talent, c’è da scommettersi, difficilmente parteciperanno altre bimbe altrettanto “heavy”! Il brano originale, che la piccola ha eseguito con l’accompagnamento del fratello Isaiah, s’intitola Zombie Skin. Semplicemente… da brividi!

Svaligiato il van dei Negrita, il concerto di domani a Lecce è a rischio

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Giovedì si erano esibiti a Cagliari e domani, sabato 2 novembre, sarebbero dovuti salire sul palco di Lecce, ma durante il trasferimento degli sconosciuti hanno saccheggiato il furgone usato per il trasporto delle valige con gli effetti personali e degli hard disc con le basi musicali. L’episodio occorso ai Negrita è stato denunciato nel pomeriggio di oggi al commissariato di polizia di Ostia. Il tecnico incaricato del trasporto che aveva ritirato le valigie all’aeroporto di Fiumicino, ha dichiarato di essersi assentato pochi minuti all’ora di pranzo intorno alle ore 13,00 mentre il van era parcheggiato sul lungomare della Salute. Al suo ritorno, l’uomo ha trovato il portellone del van scassinato e le valigie che erano state portate via. Ora i componenti della band, sperano di riuscire in ogni modo a fare il concerto domani a Lecce, al Teatro Politeama Greco, e a portare a termine quella che ora sta diventando una corsa contro il tempo per recuperare le basi.

Parmitano si veste da Superman… altro che effetti speciali!

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Altro che effetti speciali! Parmitano vestito da Superman supera ogni grande colosso cinematografico perché lui nello spazio ci sta davvero e nessun set, anche il più costoso può regalare un’emozione pari a quella del nostro astronauta che per Halloween ha deciso di mettersi “in gioco” e postare una foto divertente dal titolo “Lex Luthor’s dream”, ironizzando anche sul rivale del supereroe.

Sparatoria a Los Angeles: evacuato l’aeroporto. Almeno tre feriti

aeroporto-losangeles.sparatoria-tuttacronacaSono state la Cnn e la Cbs a rendere noto che si è provveduto ad evacuare l’aeroporto internazionale di Los Angeles, in California, in seguito a una sparatoria. L’assalto avrebbe avuto luogo al Termina 3: qui un uomo, armato di un potente fucile, avrebbe aperto il fuoco. La polizia è in seguito riuscita a fermarlo.

Secondo quanto riportano i media, almeno tre persone, tra le quali un agente federale, sarebbero rimaste ferite durante la sparatoria. Al momento non è chiaro se in maniera grave o meno. Testimoni riportano di una ressa creatasi dopo gli spari, che hanno creato il panico e spinto molti presenti a uscire sulla pista. Altri viaggiatori si sono invece riparati sotto le sedie. E’ Cbs News a riferire che anche l’uomo che ha aperto il fuoco sarebbe stato colpito. Uno dei presenti, ha riferito che gli agenti della sicurezza sono entrati nel Terminal urlando che c’era un uomo armato e esortando tutti a mettersi al riparo. ”Si sono sentiti una serie di spari e tutti si sono buttati per terra”.

Da Lolita a Papi girl? I fiumi di parole sulle baby-prostitute dei Parioli

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C’è già chi impugna una penna o meglio ha già iniziato a battere sulla tastiera per raccontare come le baby-prostitute dei Parioli siano frutto di un modello deviato che ci deriva dalla società delle Papi girl e di modelli femminili sbagliati prodotti a uso e consumo del pubblico televisivo. Da Non è la Rai alla Cyrus che da ragazza acqua e sapone si è trasformata in modello provocante capace di creare un business sulle sue provocazioni. In realtà il fenomeno è molto più ancestrale e non per questo meno aberrante… ma smettiamola di voler dare una connotazione 2.0 a quello che purtroppo è solo una realtà che c’è sempre stata. Bisogna combatterla, ora si hanno più mezzi per farlo, dalle intercettazioni telefoniche ai social network, capire chi si utilizza la rete come una trappola per “pescare” lolite desiderose di essere notate. Sì, perché a 15 anni si ha voglia di crescere e di farlo in fretta, perché a 15 anni si ha quel gusto di stupire, di essere sopra le righe e per questo si può cadere vittima di chi sfrutta le debolezze dell’adolescenza a scopo di lucro e compie uno dei reati peggiori che possano esistere: lo sfruttamento della prostituzione minorile. La prostituzione rende schiavi e le due ragazzine lo erano. Emarginate dalle esperienze adolescenziali e gettate in uno squallido mondo di bassezze umane.

«Il mio amico ha apprezzato molto la tua amichetta. Vi voleva invitare in barca a Ponza, ma per il week end siamo già in 15». Questo è uno dei “famosi” sms  dal commercialista Riccardo Sbarra — arrestato nell’operazione «Ninfa» con altre quattro persone — a una delle due baby squillo dei Parioli che aveva da poco lasciato un cliente e poi aggiungeva «Tu mi piaci, hai amichette giovani e io adoro le lolitine», scriveva ancora il professionista solo pochi giorni prima di finire in manette, oppure, con un altro sms a una delle giovanissime prostitute: «Venite a casa mia e ci restate, se volete».

Parlare di “Lolite” è già voler dare una dimensione romanzata, intellettuale e in fondo far veicolare un immagine distorta di quello che è accaduto a due ragazzine vittime di un meccanismo perverso che non erano neppure in grado di dominare o a cui non sapevano ribellarsi. Non chiamiamole quindi “Lolite”, non cerchiamo attraverso un termine di risvegliare il mito di Nabokov su una storia che non è scritta su una pagina, ma che sarà una ferita profonda che quelle ragazze che si porteranno per sempre dentro la loro testa, quegli orridi ricordi, quei maledetti soldi e quell’adolescenza negata.

Tutti pazzi per Halloween: alla zucca non resistono neanche i calciatori!

cassano-halloween-tuttacronacaE’ stata la moglie di Antonio Cassano, Carolina Marcialis, a postare in Twitter le foto della festa di Halloween trascorsa a casa del numero 99 del Parma. Tra gli invitati, anche Aleandro Rosi. FantAntonio appare sorridente con il suo vestito… da zucca con tanto di cappello arancio in testa.

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Ma quale pancia piena? La Roma ha fame, soprattutto dopo la cena soft

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Era annunciata la cena all’Olimpico per festeggiare le 10 vittorie consecutive da parte della Roma di Garcia… e la cena c’è stata, ma davvero molto soft! Pasta al pomodoro, petto di pollo ai ferri e verdure in quantità. Chi l’ha detto che i giallorossi hanno la pancia piena? La Roma non è sazia!

Double Trouble e Triple Trouble: i due cuccioli clonati

cani-clonati-tuttacronacaLa newyorkese Danielle Tarantola ha speso 73mila euro ed ha viaggiato fino alla Corea del Sud per realizzare il suo sogno: clonare Trouble, il cagnolino della sua infanzia ora deceduto. E non solo un’unica volta: ora al posto dell’originale ci sono Double Trouble e Triple Trouble e entrambi ricevono la stessa dose di attenzioni che aveva il loro predecessore. La donna, in occasione del lancio della clonazione animale, di cui è testimonial, anche in Gran Bretagna, ha spiegato che si tratta di “un sogno diventato realtà”.

Kakà e le presunte irregolarità: guai con il fisco in vista?

kakà-fisco-tuttacronacaE’ Libero a riportare la notizia che Ricardo Kakà avrebbe dei guai con il fisco, dopo che la Procura di Milano gli ha contestato una possibile elusione fiscale per gli anni 2008 e 2009. Al momento, per essere precisi,  l’Agenzia delle Entrate è al lavoro per accertare le operazioni di una società che gestiva le entrate del brasiliano. Da parte sua, comunque, il rossonero avrebbe già chiuso un accordo col Fisco sul piano amministrativo. Quello su cui indagherà la Procura è l’eventuale aspetto penale della vicenda. Stando a quanto viene riportato, l’accusa è di aver pagato, a causa di una presunta irregolarità di chi gestiva i conti di Kakà, un’aliquota più bassa rispetto a quella prevista dalla legge in quegli anni. Le cifre contestate si aggirerebbero attorno ai 2 milioni di euro.

Terrore a Manhattan, crolla un’impalcatura: 3 feriti

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Paura a Manhattan, dove il forte vento che sta sferzando New York ha fatto crollare un’impalcatura, provocando almeno tre feriti. L’incidente è avvenuto sulla West Side, all’altezza della quarantesima strada e della settima Avenue, non lontano da Times Square.

La Feltrinelli e la donna del mistero

feltrinelli-padova-tuttacronacaChe si tratti di grandi città o di piccoli centri, in Italia non è insolito imbattersi in qualche personaggio stravagante o particolare. A Padova, il suo “personaggio personale” ce l’ha anche la libreria Feltrinelli. Ogni pomeriggio una donna anziana, con la testa in un’aureola di capelli bianchi e indossando abiti semplici ma puliti e curati, con i suoi modi garbati varca le soglie del negozio alla stessa ora e sfoglia qualche raccolta di poesie, ogni tanto guarda i classici e altre volte si concentra sulle filastrocche per bambini. Dopo di che raggiunge un divanetto, si mette comoda e si regala una dormita di un’ora o un’ora e mezzo, durante la quale spesso russa. Lo fa ormai da dieci anni e nessuno gli ha mai chiesto chi sia. Da Feltrinelli, dice senza troppa meraviglia il direttore Carlo Galuppo, vige la democrazia. “È una buona signora, non dà fastidio a nessuno: si mette in un angolo appartato, su una poltrona al piano terra, vicino alle scale”.

Uccide la sorella disabile e si getta dalla finestra, tragedia a Palermo!

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Francesco Puccio ha prima ucciso la sorella disabile, Giuseppina di 62 anni, e poi si è suicidato  lanciandosi dal balcone della sua abitazione al sesto piano. La sorella sarebbe stata accoltellata. La donna è stata trovata legata a una sedia e con un sacchetto di plastica in testa.  Ci sarebbe anche una lettera scritta dalla sorella in cui scagiona il fratello: “Avevo voglia di morire, mio fratello non c’entra niente”. L’uomo da anni viveva con la sorella in via Albricci, nel quartiere Sperone di Palemo.

Dentro il mondo delle spie!

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La Germania dopo le intercettazioni che probabilmente hanno interessato anche i cellulari della Merkel vuole vederci chiaro e per farlo ha bisogno di entrare all’interno del mondo delle spie e così il ministro degli Interni tedesco Hans-Peter Friedrich si è detto disponibile ad ascoltare la ‘talpa’ del Datagate, Edward Snowden: “Troveremo il modo se il signor Snowden è pronto a parlare con le autorità tedesche”, e poi ha aggiunto  se vuole fornire informazioni “le accogliamo volentieri”.

Intanto proprio l’uomo che per molti anni ha militato tra le spie ha dichiarato in una lettera indirizzata al governo tedesco e consegnata ieri al deputato dei Verdi tedeschi Hans-Christian Stroebele che lo ha incontrato a Mosca: “Ho fiducia che con il sostegno della comunità internazionale, il governo degli Stati Uniti lascerà perdere il suo comportamento dannoso”. Poi Snowden ha ribadito ancora “dire la verità non è un crimine”.
Il primo ministro russo  Dmitri Medvedev,  in un’intervista concessa all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato: “Non è piacevole essere spiati. Non importa chi sia il bersaglio. Ecco perché i leader si sentono offesi. Li capisco”, ha detto Medvedev aggiungendo che tale tipo di spionaggio non è certo inconsueto, ma “si suppone non venga fatto in questa maniera assolutamente cinica”.

Il primo ministro russo, lui stesso oggetto di intercettazioni telefoniche all’epoca in cui era presidente del paese che ora ha dato asilo a Edward Snowden, ritiene che la fiducia negli Usa sia minata e che ora sarà difficile riparare il danno per Washington: “E’ possibile calmare la situazione? Credo di sì. Ma francamente, nessuna garanzia basterà. Cosa si può dire in questa situazione? ‘Ci scusiamo. Non lo faremo più’ è una risposta adeguata? ‘Cercheremo di non intercettarvi? Nessuno gli crederà”.

Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ammette: ”in certi casi gli Stati Uniti nella loro attività di intelligence sono andati troppo lontano. E dobbiamo assicurarci che questo non accada più in futuro”. Intanto secondo fonti dell’amministrazione il presidente, Barack Obama, ha bloccato le intercettazioni alle sedi del Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale. Intanto l’Nsa smentisce di aver tenuto sotto controllo il Vaticano, Google e Yahoo!

Italia chiama Osvaldo? C’è chi lo vorrebbe già a gennaio

osvaldo-tuttacronacaL’Inter mira al terzo posto in questa stagione e poco importa il cambio ai vertici societari: tra le due gestioni c’è continuità e Mazzarri può proseguire con i suoi progetti per quel che riguarda il mercato. L’allenatore insiste sull’avere un nuovo centravanti, con Milito che ormai è focalizzato sul ritorno in Argentina e con Icardi e Palacio che non possono bastare a colmare un’intero reparto. Ci sarebbe anche Belfodil, ma ha bisogno di maturare e a gennaio potrebbe essere ceduto in prestito per lasciargli il tempo necessario. Mazzarri è tornato così a puntare su un suo vecchio chiodo: Osvaldo. Lo stesso che aveva già scelto come erede di Cavani se non si fosse interrotto il rapporto con il Napoli. L’italo-argentino ora al Southampton non sembra particolarmente soddisfatto e il tecnico livornese starebbe quindi tentando di convincere Thohir ad accontentarlo. Per l’ex giallorosso servono 15 milioni e gli inglesi non trattengono nessuno controvoglia: spazio di trattativa quindi c’è, considerato anche che i club dialogano già per un possibile passaggio di Mariga in Premier.

Nessuno mi può giudicare? Marina fuori dalla politica e Berlusconi ancora leader

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Nessuno mi può giudicare?  Su questo i dubbi ci assalgono, ma le uniche certezze sono da andare a ricercare  in quelle parole che  Silvio Berlusconi ha pronunciato in un’intervista rilasciata a Bruno Vespa: “Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del mio movimento”. Un Berlusconi rinato che attacca l’operato del Governo: “Non intendiamo arretrare sulla Legge di stabilità. E credo sia giusto che, sulla mia vicenda, sulle tasse, sull’economia, siano gli elettori a potere giudicare noi e i nostri avversari, che, andando avanti così, confermerebbero i loro connotati di ‘partito delle tasse e delle manette'”.  e poi ha aggiunto “Abbiamo rispettato gli impegni presi con i nostri elettori nel febbraio scorso, quello sulla detassazione della prima casa che noi consideriamo ‘sacra’ e quello per un fisco meno oppressivo. Per questo non intendiamo arretrare sulla Legge di stabilità”. E’ “ancora necessario, in una forma o nell’altra, il mio impegno personale – dice ancora Berlusconi -. Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del movimento che ho fondato, finché molti milioni di elettrici e di elettori lo vogliono. Sento il dovere di stare in prima linea”. Il presidente del Pdl assicura infatti che farà ancora campagna elettorale in prima persona alle prossime elezioni. “In caso di elezioni, sentirei il dovere di impegnarmi direttamente”.
Sull’ipotesi che i suoi figli scendano in politica, Berlusconi dice poi che Marina “sarebbe in grado di adempiere al meglio la missione” di candidato premier. “Tutti hanno constatato la sua autorevolezza e il coraggio da leonessa con cui mi ha difeso. Ma non è la sua vocazione. Sono sicuro che nessuno dei miei figli si sente attratto dalla politica. Soprattutto da ‘questa’ politica”.

Chi era il ragazzo di 18 anni morto nella notte di Halloween per una crisi d’asma?

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Si chiamava  Giulio Piva, 18 anni, e abitava a Bagnoli di Sopra, nel Padovano. Giulio era una promessa del calcio e giocava nella Juniores del Bagnoli 1967. La scorsa notte, a una festa di Halloween, a Bovolenta, dove festeggiava anche i suoi 18 anni,  è stato colto da una crisi d’asma e non ce l’ha fatta.  Questo il comunicato che ha postato sul sito del club dove militava il ragazzo: «Ragazzo splendido sempre con il sorriso, amante della compagnia dove i suoi migliori amici erano in squadra con lui. Per tutti noi un figlio cresciuto nella nostra società dove ha iniziato a tirare i primi calci fin da piccolino e fin da subito aveva fatto capire quanto forte era».

Ma quale movida? Solo degrado a Trastevere, il cuore di Roma dilaniato

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Ma quale movida? Ma quale quartiere caratteristico? Solo cibo, spesso e volentieri a basso costo e di pessima qualità, levate le poche eccezioni e tanto chiasso, frastuono e risse. Per i residenti la vita è impossibile e se provano solo a ribellarsi, come racconta il messaggero, ecco cosa accade:

Lorenzo Fedele abita a lungotevere Raffaello Sanzio da sei anni e più o meno da quando si è trasferito da sua madre, anziana e con problemi di salute, combatte la sua «inutile guerra» contro la movida incivile di Trastevere. Denunce a polizia e carabinieri, solleciti, querele, esposti per inquinamento ambientale al comune di Roma e all’Arpa Lazio contro un locale che spara musica a tutti decibel. Senza che nulla abbia mai cambiato le cose. Mercoledì sera alle 2.30, «svegliato di soprassalto dalle solite urla, dal rumore di vetri rotti a terra, da fischi e petardi», queste notti ha deciso di documentarle. E ha videoregistrato, cellulare alla mano, tre minuti di insulti e minacce contro l’inquilino di un palazzo che si era affacciato alla finestra reclamando semplicemente, vista l’ora, il diritto di poter dormire.

Ma vanno bene le cose in altre zone del quartiere? Sembra proprio di no, visto che ancora Il Messaggero denuncia:

Via del Politeama a quell’ora è stracolma di gente. Saranno almeno una ventina, sono tutti giovanissimi, escono da un locale molto noto in quella strada. Un ragazzo, visibilmente alticcio, alza gli occhi verso la finestra del palazzo, lancia una bottiglia in aria che vola a terra in mille pezzi. Il coro degli amici lo incita. «Scemo, – urla rivolgendosi all’inquilino affacciato alla finestra- cambia casa». Fischi, parolacce, scoppia pure qualche petardo. «Scendi che ti gonfio di botte, scendi se hai le palle. A deficente ti spacco la faccia» e giù ancora minacce, bestemmie, insulti.

Il giovane continua a sbraitare, poi dopo qualche minuto si avvicina un uomo, prova a calmarlo, il ragazzo bestemmiando se ne va. Ma ne è sicuro, non finisce lì. «Ecco questo è quello che noi residenti siamo costretti a vivere ogni notte», dice sconfortato il signor Fedele. «Questa non è movida, ma inciviltà. Io a casa mia sono un prigioniero, un ostaggio. Perché gli atti di vandalismo in questo quartiere sono davvero all’ordine del giorno. Di notte in Via del Politeama, come a piazza Trilussa e in molti vicoli del rione ci sono coppie di giovani ben vestiti che fanno sesso, ragazzi che collassano e vengono portati via in ambulanza, gente ubriaca che si stende in mezzo alla strada, cumuli di immondizia dei locali e del forno. L’unica cosa che non si vede mai sono le forze dell’ordine».

«Qui bisogna che tutti capiscano che il centro storico è abitato da persone vere, in carne e ossa, che la mattina si svegliano presto per andare a lavorare. È assurdo che si consenta di utilizzare amplificatori e percussioni fino a tarda sera, che si consenta tutto questo. Ho consegnato il video ai miei avvocati che oltre alle minacce, alle ingiurie, al getto pericoloso di cose ed al danneggiamento, sostengono che ci sia una vera e propria violenza privata perché quelle persone ci hanno costretto a rimanere in casa e a tollerare cori ingiuriosi sotto la minaccia di conseguenze fisiche. E non escludo di inviare queste immagini anche al Questore e al Prefetto. Non smetterò di denunciare quello che noi residenti siamo costretti a sopportare tutte le notti. Perché amo questa città e questo quartiere. Perché questo rione sta morendo, travolto da fiumi di alcol e droga. E non possiamo permetterlo».

E’ solo degrado, inquinamento acustico e ambientale e risse… dove sono le istituzioni? Tutte troppo impegnate a pedonalizzare i fori?  

Il parmigiano reggiano ucciso dalla burocrazia?

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Brutti tempi per l’Italia, nonostante gli annunci entusiastici, e ancora peggiori per una delle eccellenze gastronomiche del nostro Paese: il parmigiano reggiano. Sembra infatti che ora uno dei formaggi più famosi al mondo non abbia un magazzino. La notizia è riportata da Il Sole 24 Ore:

“«In base all’articolo 15 della legge regionale sulla tutela del territorio questo investimento non si può fare, lo riformuli utilizzando invece l’articolo 14 e fra sette-otto mesi ne riparliamo». È questa, in soldoni, la risposta che ha incassato poche settimane fa Dante Bigi della Nuova Castelli Spa, azienda alimentare reggiana. Un imprenditore che ha fretta di crescere (le vendite di formaggi sono cresciute del 20% quest’anno) ed è pronto a investire 30 milioni di euro nella sua terra, per costruire il più grande magazzino automatizzato al mondo di stagionatura del parmigiano reggiano. Trenta milioni che ha già rilanciato a 60, perché a fianco del Fort Knox delle forme vorrebbe costruire 20mila metri quadrati di nuovo stabilimento produttivo, visto che l’attuale scoppia e ha bisogno di raddoppiare (o quasi) capacità produttiva e occupazione”.

Così se da un lato c’è la Provincia, che si è opposta alla cementificazione industriale di un’area agricola in disuso, dall’altro c’è il sindaco che tenta la mediazione preoccupato dalla disoccupazione e dalla chiusura delle aziende:

“La Provincia ha infatti negato l’8 ottobre scorso il suo consenso alla variante comunale che avrebbe permesso di trasformare aree e ricoveri agricoli abbandonati in un parallelepipedo di 7.600 mq di base e 27 metri di altezza, dove 680mila forme di Dop avrebbero potuto invecchiare gestite da robot, sopperendo alla carenza di posti di stagionatura causata dal crollo delle scalere dopo il terremoto di 17 mesi fa ed eliminando con la tecnologia gli storici problemi di sicurezza legati allo spostamento di cilindri da 40 kg a decine di metri di altezza da terra. Una guerra tra legali di Provincia e Comune in punto di diritto, con il consorzio di tutela del parmigiano che sostiene il magazzino, ma la Coldiretti che lo avversa”.

Ma Bigi, spiega il Sole 24 ore, non ha certo otto mesi di tempo per aspettare la burocrazia:

“«I mercati non aspettano, io ho bisogno di spazi per produrre di più e in modo più efficiente e non so dove andare a stagionare le forme. Se qui, dove ho le radici, non posso crescere, me ne andrò a Modena o Parma: sono almeno una decina i sindaci che mi hanno chiamato offrendomi aree e autorizzazioni immediate», assicura”.

Sonia Masini, presidente della Provincia di Reggio Emilia, non coglie la minaccia:

“«Non è questione di lentezza burocratica, ma di muoversi rispettando le regole e in linea con le strategie dell’amministrazione. Quell’intervento non è di livello comunale e le procedure adottate fin qui non erano conformi, ma ciò che più conta è che non siamo ancora convinti di bontà e utilità di un investimento di quelle proporzioni. Perché finirà col danneggiare le piccole latterie che presidiano la tutela del territorio e del paesaggio, la tradizione artigianale, la tipicità di una Dop che rischia di essere mescolata con altri formaggi. Per qualche decina di posti di lavoro potrebbero esserne cancellati molti di più nella filiera agricola. Per non dire che siamo pieni di capannoni industriali dismessi»”.

Oreste Zurlini, sindaco di San Martino, lavora per trovare un dialogo tra le parti e intanto Bigi riflette:

“«In Inghilterra, Francia, Ungheria, dove ho altri siti, sono abituato ad essere aiutato dalle amministrazioni se si portano lavoro e ammodernamento. Qui no. E ho un’azienda – riflette Bigi – che chiuderà il bilancio con 25 milioni di utili da reinvestire e un team di soci pronti a cofinanziare il magazzino»”.

La corsa al bunker… il nuovo business in Albania

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Il nuovo business in Albania arriva dai bunker che fece costruire, con uno sforzo economico non indifferente per una piccola nazione come quella dell’Aquila a due teste, lo stalinista Enver Hoxha che tra il 1945 e il 1985 fece erigere circa 750mila bunker. Quando morì nel 1985 nessuno se ne occupò, così anche quando nel 1992 l’Albania si aprì al mondo e iniziò ad essere un polo di attrattiva anche per molte industrie italiane che lì potevano essere molto più competitive rispetto all’Italia. Soprattutto per le tasse nettamente più basse e per la manodopera a basso costo. Che fare di quei bunker? Per anni divennero immondezai, poi alcuni li usavano come alcova per amanti clandestini, poi divennero anche magazzini. Ma oggi c’è la corsa a comprarne uno… a volte basta anche andare semplicemente al catasto e trovare una soluzione. Questi spazi quindi diventano bar, discoteche e paninerie… e addirittura bed and breakfast. Un business sempre più florido che ha dato una seconda vita ai bunker.

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Due fratelli di Rovigo tengono in ostaggio una donna: sono asserragliati

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E’ da ieri pomeriggio che due fratelli Gianni e Giuseppe Lerin, di 54 e 49 anni, a Costa di Rovigo si sono asserragliati in casa minacciando di dar fuoco all’immobile. Con loro tengono in ostaggio anche una donna, la 37enne Marika Bovento. I carabinieri sono pronti a irrompere, ma il pm non ha ancora ordinato l’intervento. Tutto è iniziato attorno alle 17.30 di ieri quando Gianni Lerin ha preso un’ascia e l’ha scagliata contro il trattore dell’operaio che lavorava nei campi del vicino. Terreni che una volta erano di sua proprietà. Gianni Lerin doveva rispettare l’obbligo dei domiciliari per una condanna a giugno nel tribunale a Rovigo. Per questo i Carabinieri sono andati nella sua abitazione per arrestarlo. Ma Gianni, assieme al fratello e alla dipendente, si è barricato in casa minacciando di dar fuoco a tutto. A nulla è servita una notte di trattative, con la presenza di un negoziatore di Verona.

500mila lire a fusto… questa era la tariffa del clan dei Casalesi

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Le ecomafie per smaltire un fusto di rifiuti “pericolosi” chiedevano fino a 500mila lire. Questo era il business  del clan dei Casalesi che naturalmente adottava tariffe diverse secondo il contenuto che era necessario “smaltire”. Lo rivelò nel 1997, nell’audizione resa alla Commissione di inchiesta sui rifiuti, il boss pentito Carmine Schiavone  Per smaltire i fusti occorreva un’attrezzatura speciale,  disse   Schiavone, e i  costi per un’operazione regolare sarebbero stati di due milioni e mezzo a fusto.

Questione di modulo: Juve pronta a salutare Quagliarella, chi arriva?

quagliarella-tuttacronacaBasterebbero 7/8 milioni alla Juve per lasciar partire Fabio Quagliarella, corteggiato da alcuni club soprattutto di New York e del Canada che il bomber di Castellammare di Stabia non disdegnerebbe. Soldi che permetterebbero al club di far alcune virate sul mercato di gennaio. Che è proprio quello a cui mira Antonio Conte, indipendentemente dal rendimento di Pirlo. La partenza del numero 27, infatti, potrebbe essere l’occasione per l’allenatore di far arrivare giocatori che gli consentano un ritorno al 4-2-4 di vecchia memoria, almeno parzialmente. Perchè i risultati ci sono, ma i bianconeri vogliono di più. Ma a chi libererebbe il posto? Paratici è in contatto con il Sassuolo per far arrivare Berardi, in grado di fare grandi cose da punta esterna, magari a destra pur essendo mancino, che potrebbe portare alla Juve nuova brillantezza in caso di progressivo ritorno al 4-3-3, visto in Champions League. E se si era già parlato di un prestito di Kasami, che il club farebbe arrivare dal Fulham strizzando l’occhio a Raiola e pensando al rinnovo di Pogba, sembra che invece i bianconeri preferiscano puntare su Biabiany, cedendo Peluso al Parma. Ma per il macedone naturalizzato svizzero sarebbe solo un rinvio: a lui si punterebbe comunque in estate.

La carica del Pd su Google, tassare il colosso per aumentare cuneo fiscale

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L’idea è perfetta, ma la scelta dei tempi non è certo delle migliori. Il Pd torna alla carica su Google e vuole tassare le attività in Italia della società di Mountain View e degli altri colossi del web. Giusto! Peccato che all’estero già si è tentato di fare una cosa simile e quello che ne è derivato sono stati solo passi indietro. In Italia quante attività si svolgono con Google? Quanti sono direttamente o indirettamente impiegati nel colosso americano? Quale indotto ha? Ecco tassare Google, purtroppo, significherà inesorabilmente perdere posti di lavoro. Con tale tassazione si vorrebbe portare risorse per applicare un cuneo fiscale ben più rilevante di quello attualmente varato dalla Legge di Stabilità.

L’idea davvero potrebbe portare molte risorse ma tra beneficio e danno ci sarà davvero un saldo positivo?

L’intenzione di far intercettare al fisco una parte degli introiti pubblicitari che ogni giorno vengono prodotti sul web era già stata inserita nel disegno di legge delega sulla riforma del sistema fiscale, che però per sua natura non è immediatamente operativo e richiede un successivo decreto del governo. Una norma contenuta nella manovra di bilancio potrebbe intervenire più direttamente, anche se restano alcune difficoltà tecniche. Il nodo è che Google e gli alti giganti non fanno passare questi profitti dal nostro Paese, anche se sono riferiti a traffico generato in Italia: dunque si tratterebbe di imporre loro una forma di presenza più evidente come l’apertura di una partita Iva.

Dalle cene di beneficenza all’indagine… la cognata di Casini si difende: “deplorevole”

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Silvia Noè, la cognata di Pierferdinando Casini è indagata per alcune cene di beneficenza dalla Procura di Bologna che ha iscritto la capogruppo dell’Udc al Consiglio regionale dell’Emilia Romagna, per aver addebitato al suo gruppo consiliare le spese per due eventi benefici organizzati dalla fondazione Ant. A riportare la notizia è stato Libero che ha anche riportato la difesa della Noé: “Se alcune centinaia di euro sono state finalizzate – ha scritto in una nota – in questi dieci anni per sostenere attività benefiche o di solidarietà, francamente non lo ritengo così deplorevole”.

“Non penso sia disdicevole se, ogni volta che se ne è presentata l’opportunità – argomenta ancora la capogruppo Udc -, il mio gruppo consiliare abbia potuto sostenere iniziative benefiche negli ambiti più disparati”. La Noè, poi ha aggiunto: “Vorrei capire qual è l’interesse a confondere vacanze – chiede -, gioielli o dubbie collaborazioni con qualche iniziativa promossa da un’associazione benefica. Mi auguro – continua – un rapidissimo accertamento della verità, perché fare di tutta un’erba un fascio e confondere onesti e disonesti non aiuterà mai a migliorare la politica”.

La Cancellieri vista da Travaglio: “una telefonata accorcia la galera”

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Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano scrive:

“In un paese normale il ministro della Giustizia non parla con i parenti di un’amica arrestata per gravi reati, rassicurandoli con frasi del tipo: “Qualsiasi cosa io possa fare, conta su di me”. Né tantomeno chiama i vicedirettori del Dipartimento Amministrazione penitenziaria per raccomandare le sorti dell’amica detenuta. Ma, se lo fa e viene scoperto da un’intercettazione telefonica (sulle utenze dei familiari della carcerata), si dimette un minuto dopo. E, se non lo fa, viene dimissionato su due piedi, un istante dopo la notizia, dal suo presidente del Consiglio. Siccome però siamo in Italia, il premier tace, il Quirinale pure. Come se fosse tutto normale”.

Uno dei passaggi chiave dell’editoriale di Travaglio è il seguente:

“Nel paese del sovraffollamento carcerario permanente, Anna Maria Cancellieri, prefetto della Repubblica in pensione, dunque “donna delle istituzioni” che molti in aprile volevano addirittura capo dello Stato, ha pensato bene di risolverlo facendo scarcerare un detenuto su 67 mila: uno a caso, una sua amica. Poi ha dichiarato bel bella ai magistrati torinesi che la interrogavano come testimone su quelle telefonate: “Si è trattato di un intervento umanitario assolutamente doveroso in considerazione del rischio connesso con la detenzione. Essendo io una buona amica della Fragni (Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti, padre dell’arrestata Giulia, ndr) da parecchi anni, ho ritenuto, in concomitanza degli arresti, di farle una telefonata di solidarietà sotto l’aspetto umano”.

Travaglio sostiene che l’interessamento della Cancellieri:

“…non è stato solo “un intervento umanitario”, tantomeno “doveroso”, né una “telefonata di solidarietà”. È stata un’interferenza bella e buona nel normale iter della detenzione dell’amica di famiglia. Anche perché, dopo quella telefonata, ne sono seguite altre ai vicedirettori del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano. Che, a quanto ci risulta, hanno – essi sì, doverosamente – respinto le pressioni, spiegando all’incauta Guardasigilli che la detenzione di un arrestato compete in esclusiva ai giudici, non ai politici”.

Travaglio scrive che, sebbene la giustizia abbia fatto il suo corso, il ministro avrebbe “dovuto astenersi”:

“Eppure la Cancellieri avrebbe dovuto astenersi anche dal pronunciare il nome “Ligresti”, specie dopo la retata che portò in carcere l’intera dinastia, visti i rapporti non solo familiari, ma anche d’affari che suo figlio Piergiorgio Peluso intrattiene con don Salvatore e il suo gruppo decotto. Peluso è stato prima responsabile del Corporate & Investment banking di Unicredit, trattando l’esposizione debitoria del gruppo Ligresti verso la banca; poi divenne direttore generale di Fondiaria Sai (gruppo Ligresti) dal 2011 al 2012; e quando passò a Telecom, dopo un solo anno di lavoro, incassò da Ligresti una buonuscita di 3,6 milioni di euro. Un conflitto d’interessi bifamiliare che avrebbe dovuto sconsigliare al ministro di occuparsi della Dynasty siculo- milanese”.

Giallo Parma… cadavere sgozzato a Sant’Andrea di Torrile

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Tragico ritrovamento questa mattina lungo l’argine del  torrente Parma a Sant’Andrea di Torrile, piccolo centro della Bassa parmense. Il corpo di un uomo, intorno ai 40 o 50 anni. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo, privo di pantaloni e di documenti di riconoscimento è stato ritrovato accanto alle rive del fiume. Il cadavere presenterebbe molte ferite da taglio sul volto e una profonda ferita alla gola. Sembra che al momento la prima ipotesi formulata possa essere quella di un omicidio.

Ecco la stangata sull’immondizia, aumenti anche al 680%!!!

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“La Tari comporta aumenti in media del 290% rispetto alla vecchia Tarsu, ma per alcune imprese la tassa dei rifiuti salirà anche del 600%”. Questa è l’analisi impietosa Confcommercio in un’analisi della legge di Stabilità che tira le somme di quanto le imprese pagheranno in più nel 2014. Tali somme naturalmente dalla Confcommercio sono ritenute “ingiuste e molto rilevanti” perché non calcolate secondo il principio del “chi inquina paga”. La tassa infatti è calcolata sui vecchi criteri di “produzione presuntiva” di rifiuti, penalizzando così chi ne produce meno con aumenti assai salati.

Con la Tari, la nuova tariffa sui rifiuti, l’aumento medio dei costi nel 2014 sarà pari al 290% ma per alcune tipologie di impresa sarà ancora più salato: per un bar, infatti, sarà di oltre il 300%, per un ristorante del 480%, fino ad arrivare ad oltre il 600% per l’ortofrutta (+650%) e le discoteche (+680%).

Confcommercio spiega che si tratta di “una pesante penalizzazione per il sistema delle imprese della distribuzione e dei servizi di mercato che impone la necessità di rivedere al più  presto la struttura dell’attuale sistema di prelievo sulla base del principio ‘chi inquina paga’ e ridefinire con maggiore puntualità  coefficienti e voci di costo distinguendo, in particolare, tra utenze domestiche e non domestiche e tenendo conto anche degli aspetti riguardanti la stagionalità delle attività economiche”.

L’associazione ricorda inoltre che “la legge di stabilità istituisce un nuovo tributo sui servizi comunali, denominato Trise. Esso si articola in due componenti: la prima, denominata Tari, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani; la seconda, denominata Tasi, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni”.

La struttura della Tari, sottolinea la nota dell’associazione, “riflette quasi pedissequamente la precedente formulazione della Tares e, quindi, della vecchia Tia, in quanto ripropone tariffe determinate sulla base di coefficienti di produzione potenziali e non sui reali quantitativi di rifiuti prodotti”.

Per Confcommercio manca dunque “la volontà di instaurare un legame diretto tra produzione di rifiuto e spesa”: “In pratica, il mantenimento dei vecchi criteri di produzione “presuntiva” non solo rischiano di tradursi in condizioni di costo estremamente diversificate sul territorio a parità di attività economica, ma ripresentano tutte le criticità e i limiti che i precedenti regimi di prelievo hanno mostrato e che più volte Confcommercio ha denunciato. Infatti, nei Comuni dove è stato operato il passaggio dalla Tarsu alla Tia, si è assistito ad aumenti tariffari medi del 200%, generati non tanto da un incremento della quantità dei rifiuti prodotti ma, più semplicemente, da una non adeguata determinazione dei coefficienti potenziali di produzione”.

Il Governo che visse due volte!!!

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Ci avevano quasi sperato gli italiani!  Sarebbe stato il Governo al servizio dei cittadini, il Governo che avrebbe cambiato la legge elettorale, il Governo che ci avrebbe traghettato fuori dalla crisi economica, che avrebbe innescato il circolo virtuoso e creato nuovi posti di lavoro,  diminuito la pressione fiscale e semplificato la burocrazia… Insomma l’Italia che aveva bisogno di un GOVERNO, per questo si era affidata alle larghe intese. Non facendosi la guerra, sarebbero riusciti a fare le opere del tempo di pace, si pensava! Ma quasi subito Il primo campanello  d’allarme era arrivato con le dimissioni della Idem:  l’ex canoista plurimedagliata fu travolta dalla bufera dei presunti abusi edilizi e dell’Ici a Ravenna. Uno scandalo che è stato forse anche amplificato dai media… Non che le dimissioni non ci dovessero essere, ma ora sembra quasi che quella testa fosse un colpo messo a segno proprio per dare subito un segnale preciso al premier: non sei invincibile, non sei infallibile, sei fragile.

Per una testa caduta  a sinistra c’era  pronta una testa per cadere a destra! Scoppia infatti il caso Shalabayeva. E qui  non stiamo a parlare di una palestra di provincia, ma di uno scandalo internazionale con l’ambigua ombra dei servizi segreti che col benestare di qualche funzionario del Ministero dell’Interno praticamente “rapiscono” una donna e una bambina rifugiate politiche… Certo che siamo un popolo strano! Ci rammarichiamo di non riuscire a salvare tutti i profughi del mare, ma quando abbiamo i rifugiati politici in casa li restituiamo ai loro governi dittatoriali! Naturalmente c’é qualche dichiarazione del Ministro con  la frase di rito ” è successo a mia insaputa”. Quindi il Governo trema, c’è chi parla già di un esecutivo sul baratro delle dimissioni, di un Ministro dell’Interno che sta per andar via… e invece, questa volta a differenza della Idem, nonostante la dimensione internazionale che ha il caso, la Shalabayeva resta in Kazakistan e Alfano   resta in sella..

Poi il Governo per un po’ non ha tempo di pensare ai cittadini … E’ a rischio morte sicura con la vicenda decadenza… Berlusconi invade i Media e sembrano vicini i tempi per nuove elezioni, quando tutto si smorza in quel confuso 2 ottobre in cui le larghe intese escono dal coma pronte per la seconda vita. Berlusconi come in un miracolo a Lourdes, ha fatto la grazia!

Ma a  fine ottobre, con l’approssimarsi della notte delle streghe, a tremare è la sedia sulla quale è seduta il Ministro della Giustizia: Anna Maria Cancellieri. Stavolta il caso riguarda una delle famiglie più in vista dell’intera società italiana, finita quasi al completo in carcere, amici del Guardiasigilli, la quale in un’intercettazione telefonica affermerà “Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta”.  E ora chi difende la Cancellieri? Alfano!  Il ministro dell’Interno, reduce dal caso Shalabayeva afferma: “Solidarietà alla Cancellieri, la vicenda è stata strumentalizzata”. E il Pd? Va in confusione!  C’è chi segue la linea dura del M5S, come il renziano Ernesto Carbone, e chi invece,  molto vicino a Enrico Letta e al suo governo, come il senatore Luigi Manconi, non condanna il ministro e anzi ne difende l’operato.

E mentre le teste forse cadono, le sedie traballano e i posti diventano scomodi… il Governo al servizio dei cittadini sopravvive a se stesso seguitando a vivere la sua seconda vita, nonostante la disoccupazione salga, la legge elettorale non si cambi e la crisi resti… ma d’altra parte il Governo ha troppi problemi di autoconservazone per provare a rendersi utile per i cittadini… dal caso Berlusconi al caso Cancellieri per i problemi degli italiani non c’è spazio. I cittadini se ne andassero all’estero e lasciassero il Governo libero di risolvere i suoi problemi… che nulla di più si può chiedere!

Forte sisma in Cile, magnitudo 6.6

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Un terremoto di forte intensità torna a colpire il Cile. L’istituto geologico degli Stati Uniti, l’Usgs, ha registrato infatti una scossa di magnitudo 6.6. La scossa è stata registrata poco dopo la mezzanotte (ora italiana), a circa 10 km di profondità e l’epicentro si trova proprio sulla costa: la città più vicina, Coquimbo, si trova ad una sessantina di km. Le autorità cilene comunque non hanno riferito di danni o vittime, ed anche il pericolo tsunami è scongiurato: lo ha comunicato ufficialmente il Servizio idrografico e oceanografico della marina di Santiago (Shoa).

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