Ci hanno scippato il Primo Maggio…

PRIMO-MAGGIO-2013-tuttacronaca

I tempi cambiano… Siamo nell’era del grande blob politico… Con il Pdl che è diventato il Partito Di Letta e con il Pd che è ormai un Partito Disperso forse vittima di stalking e sciolto nell’acido. Siamo nell’era in cui si parla di larghe intese e non di vittoria berlusconiana, di ritorno della dc, ma con un abito da 2.0, dove il governo “serve l’Imu di giugno nel piatto di settembre” quasi fresca di giornata e rimodulata. Dove il menù del giorno è una ricetta fatta di buoni propositi… che prima o poi arriveranno. Siamo nell’era in cui Confindustria sale sul palco del primo maggio… il compromesso storico? No, commistione di interessi! Ma gli industriali non riescono a fare una festa da soli? La destra riesce a pensare qualcosa di autonomo? La sinistra riesce a non farsi scippare almeno la festa del primo maggio dopo che si è fatta rubare il governo?

Sembra proprio l’era dell’Integrazione… ci integriamo così bene che ogni volta perdiamo diritti invece di acquisirli.

Intanto c’è la paura di attentati, c’è una festa che si blinda, il primo maggio che diventa un sorvegliato speciale.

Siamo stanchi… siamo stanchi del terrore e della paura… siamo stanchi come generazione che convive da sempre con lo “stai attento/a”. Siamo stanchi perché siamo la generazione che non ha avuto paura della guerra, ma abbiamo avuto paura l’Aids che ci ha tolto l’istinto di fare l’amore liberamente. Poi la paura dei sentimenti, poi la paura del lavoro,  poi la paura delle tasse,  la paura dello spread,  la paura dell’Europa, la paura di sentirti in balia di una politica governata da un vuoto di saggezza… e ora la certezza di avere di nuovo la Dc. Quella grande balena bianca, quel Moby Dick che si rinnova e si trasforma in una piovra che usa i suoi tentacoli per raggiungere i suoi obiettivi… ma c’era un giorno in cui potevamo forse ancora sentirci di sinistra, non dico rossi che ormai di rosso ci sono rimaste solo le nostre allergie alla Germania, ma almeno di sentirci leggermente rosati… quel giorno era il Primo Maggio, ei fu… e siamo in apnea!

Quando ricominceremo a respirare? Quando cominceremo di nuovo ad avere delle carte in mano da giocare? Noi non vogliamo bluffare ma vogliamo essere artefici del nostro futuro, non succubi di un destino di disoccupazione. Vogliamo quella festa in cui la musica va oltre le note e ti fa pensare che forse potevano costruirci un mondo migliore, un mondo così:

 

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Rapper violento invitato al 1° maggio! Fibra contesta.

fabri fibra-tuttacronaca

“Grave e inopportuna” la scelta di invitare al concertone del Primo Maggio a Roma il rapper Fabri Fibra: nei testi delle sue canzoni divulga “messaggi sessisti, misogini, omofobi e canta l’apologia della violenza contro le donne”.

Questa la posizione presa da Dire, l’associazione nazionale dei centri contro la violenza alle donne che chiede “ai sindacati di fare una scelta responsabile e di revocare l’invito nel rispetto delle donne e di tutte le vittime di violenza omofoba e di femminicidio”.
Arriva subito secca la risposta del rapper:

“Forse non dovrei dare mai per scontato che certi meccanismi del rap, e in generale della musica o ancora più in grande, dell’arte siano noti a tutti. Il rap, come il cinema, racconta delle storie, alle volte crude alle volte spensierate. Spesso le rime e il rap servono per accendere i riflettori dove c’è il buio. Dove c’è il silenzio, le rime arrivano a descrivere mondi spesso mai raccontati. Dover spiegare certe rime come se fossero consce dichiarazioni virgolettate è strano e le deforma, ma le canzoni non sono la realtà. Tutt’altro. Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione. Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo.Se adesso si sente dire che il femminicidio se lo cercano le donne, credo che si debba essere ancora più chiari e senza fraintendimenti. Basta ascoltare i miei testi più recenti. Non sono mai stato un violento in assoluto. Non essendoci una conoscenza approfondita del rap in Italia, sembra sempre che ciò che canti, lo pensi davvero… Non è così. Oggi la violenza domestica e in generale la violenza sulle donne, sia verbale che fisica, ha raggiunto in Italia proporzioni inquietanti. Tutti ne dobbiamo immediatamente prendere le distanze e deprecarla come uno dei peggiori crimini che si possano commettere. Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…”

C’è da chiedersi però come mai nei film di Tarantino nessuna associazione femminile è mai insorta in difesa delle donne? Forse perché lì il messaggio è chiaro, mentre nelle canzoni del rapper non lo è poi così tanto… e soprattutto perché cantare la violenza?

 

 

 

Scontri 1 maggio. Al via le prime misure cautelari.

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