“Ribalti i tavoli”: Oscar Farinetti e il governo Renzi

farinetti-tuttacronacaOscar Farinetti, patron di Eataly, non offre consigli ma “tira a indovinare quello che farà” il neo premier Matteo Renzi. E si mostra sicuro: “Ribaltare i tavoli, unica maniera per mettere a posto questo Paese, che vuol dire fare quelle 4-5 riforme ‘potenti’, una sul costo del lavoro, una per le nuove istruzioni, una per la semplificazione della burocrazia, e una, un grande piano strategico di marketing per lanciare le grandi vocazioni dell’Italia nel mondo”, da una parte; dall’altra “procedere sulla legge elettorale, che va fatta, della serie, non si sa mai, sono contento che ci voglia provare”, e, nello specifico, per il wine and food, “un unico ‘marchio Italia’ dei prodotti delle eccellenze italiane” per contrastare “i 60 miliardi di italian sounding, il doppio di quello che noi esportiamo”. Farinetti ha parlato a WineNews da Montalcino, dove è stato testimonial, per “Benvenuto Brunello”, del grande rosso toscano. Farinetti parte da un “punto n. 1” – “primo una persona che ha 60 anni come me non deve dare consigli ad uno di 39, perchè gli stiamo consegnando un Paese con duemilamiliardi di debiti, e questa cavolata l’ha fatta la mia generazione, quelli tra i 55 e gli 80 viventi, nessuno innocente, come dice il “sommo poeta” De Gregori, e io sono tra questi, quindi ultima cosa è dare consigli” – ma per poi arrivare ad un “tirare ad indovinare quello che lui farà”, questioni più ampie e complesse, dal lavoro all’istruzione, dalla semplificazione burocratica al marketing e alla legge elettorale, che Farinetti indica al Premier Renzi, “una persona che in questo momento abbiamo in Italia che dice che ci vuole provare, che ce la metterà tutta e che cercherà di fare in fretta, tre cose che servono a questo Paese. Diamogli un pò di spazio, un pò di speranza, un pò di fiducia”. Ovviamente non può mancare, per il wine & food che rende unica l’Italia nel mondo, un commento sul ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina: “che conosco bene e stimo, ci ho lavorato anche insieme, e che ha un’idea molto precisa di quello che interessa a me: un unico “marchio Italia” dei prodotti delle eccellenze italiane – dice Farinetti – noi abbiamo 60 miliardi di italian sounding, che è il doppio di quello che noi esportiamo, e che non possiamo fermare facendo i “poliziotti”, ma dando uno strumento al consumatore finale perchè riconosca i prodotti italiani dagli altri. Le nostre Doc, Docg, Igt, Dop, Igp sono bellissime ma abbiamo troppi marchi e creiamo confusione. Su questo lavorerei, lavorerà e io gli darò una mano”.

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