Allarme a Genova: cinque clochard aggrediti in tre giorni

clochard-genova-tuttacronacaCinque clochard aggrediti in tre giorni, tutti senzatetto che stazionano a Genova e che Maurizio Scala conosce per nome. Momo, come lo chiamano gli amici, fa parte di quel gruppo di volontari che ogni sera porta panini e the caldo a chi ne ha bisogno. E proprio da questo punto di vista privilegiato può dire come Genova tratta i diversi: “L’insofferenza che molti mostrano in città è più che palese. Molte sono le lettere che invitano la Polizia a far pulizia”. La prima aggressione si è svolta in via XII Ottobre, con quattro persone che hanno assalito altrettanti clochard che dormivano nelle tende e sui cartoni sotto i portici da tempo trasformati in una cittadella di disperati che si incontrano la sera e scompaiono il mattino successivo. Come si legge su Repubblica, gli aggressori erano armati di tubi di ferro hanno picchiato le due coppie di senzatetto sorprese nel sonno. “Il braccio mi faceva un male tremendo – ricorda Susanna, donna dell’Est, ricoverata in ospedale – imploravo di smetterla ma loro continuavano come fossero animali”. Sono trascorsi due giorni e poi si è registrato un episodio simile. Un romeno ferito è stato soccorso da alcuni passanti davanti alla Stazione Marittima, da dove salpano i croceristi per le traversate del Mediterraneo. Una ferita profonda alla testa e una al petto provocata da un vetro appuntito. Un’aggressione? Forse anche questo un episodio di intolleranza ma ancora non è certo. La polizia sta indagando ma il ferito è sotto shock ed è ancora impossibile un interrogatorio.

L’emergenza senzatetto continua a crescere. Sono un migliaio a Genova coloro che, ogni notte, si arrangiano tra dormitori comuni o baracche. La comunità di Sant’Egidio, che agli anziani senza casa dedica buona parte del suo impegno, ha realizzato un censimento dei clochard. Soprattutto è gente che viene dall’Est Europa, ma ci sono anche maghrebini, dell’America latina e, infine, italiani. Circa 300 frequentano i dormitori comuni; duecento sono i rom; 350 quelli che riposano in baracche o, come gli stranieri picchiati, sui marciapiedi, e altri 150 sono i cosiddetti gli ‘irraggiungibili’, abbandonati a se stessi, che neppure si fanno avvicinare dai volontari.

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