Quei passeggeri fatti scendere dal bus per un litigio con l’ex

bus_roma-tuttacronacaDue giorni fa un autista di bus aveva fermato il suo mezzo, dal quale era sceso per effettuare una telefonata durante la quale ha gridato alla sua ex “mi hai rovinato la vita, tu e le tue richieste, lo vuoi capire che non c’ho più una lira?”, solo per poi far scendere tutti i passeggeri e riportare l’autobus al deposito. Mario (nome di fantasia), che ha continuato a piangere per tutto il giorno, cercando di nascondere la sua disperazione mentre singhiozzava una volta arrivato al deposito degli autobus, ha ripetuto ai suoi colleghi: “Scusate, scusate per quello che ho fatto, ho perso la testa”. Di lui, dicono che è un ragazzone “tranquillo, che non ha mai avuto intemperanze, un autista dell’Atac da anni, un padre, un marito separato disperato”. Lui stesso parla di disperazione: “Ho paura di perdere il lavoro, sarebbe una tragedia” dice l’autista, separato, con problemi economici, per quello stipendio quasi dimezzato dalle richieste della ex, mentre i colleghi parlano dei “turni stressanti, delle ferie non date, dei problemi personali che sommandosi alle condizioni di lavoro estreme portano a gesti irruenti come quelli di cui si è reso protagonista Mario” che non avrebbe avuto segnalazioni nella sua carriera per comportamenti “strani o violenti”. Chiede scusa, ma resta il fatto che ha interrotto il servizio pubblico alla presenza di testimoni e che dei passeggeri hanno dovuto trovare mezzi alternativi per giungere a destinazione. Ora, come spiega il Messaggero, “L’Atac è a caccia dell’identità dell’autista ribelle. Ad aiutare la commissione d’inchiesta dell’azienda il sistema di rilevamento satellitare delle vetture che dovrebbe segnalare lo stop forzato e non giustificato del mezzo. Visti la denuncia dei testimoni, l’orario esatto segnalato, si dovrebbe risalire ai turni assegnati e quindi a Mario. L’indagine interna è scattata due giorni fa. «È un episodio non banale che non possiamo sottovalutare e come tale avrà una risposta importante – spiega Vincenzo Saccà, direttore comunicazioni e relazioni esterne Atac – una volta identificato l’autista vogliamo capire il perché di quel gesto, ci facciamo carico di lui e della situazione critica che ha creato ai danni dei passeggeri». Mario rischia un procedimento disciplinare che potrebbe portare a 10 giorni di sospensione dal lavoro fino a conseguenze ben più gravi.”

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