Lutto nel mondo delle quattro ruote: l’ultimo traguardo di Mauro Nesti

Mauro-Nesti-1982-tuttacronaca17 volte campione italiano, 9 volte europeo, 450 gare vinte. Sono i risultati a parlare di lui e ad avergli fatto guadagnare l’appellativo di “re delle cronoscalate”. Mauro Nesti sapeva che ogni curva poteva essere l’ultima mentre scalava a tutta velocità le montagne, ma è stata la malattia a vincere su di lui. Il pilota si è spento il 13 novembre nella sua casa a Bardalone, in provincia di Pistoia, all’età di 78 anni. Erano gli anni ’50 quando il toscano con la battuta sempre pronta, superstizioso, maniaco della preparazione, aveva iniziato a correre. Prima con le moto, per poi capire che la sua vocazione era un’altra: i bolidi a quattro ruote. Dopo l’esordio con una Abarth, prestatagli dal cugino, al campionato italiano di velocità, Nesti ha tentato la strada della Formula 3 ma senza successo. Solo in seguito il suo nome inizia ad essere conosciuto, quando trova degli sponsor disposti a finanziargli la carriera nelle cronoscalate. La prima vittoria risale al 1972, sulla Cesana-Sestriere, negli anni in cui le gare in salita erano seguite tanto quanto il rally. Le auto il cui volante impugnerà, Lola, Chevron, Osella e Bmw dall’incredibile potenza (160 Cv al litro), sono costruite su misura per “l’imperatore delle salite” che non si prendeva mai sul serio e che era diventato il beniamino del pubblico anche per la sua simpatia. Nesti, dopo una vittoria, era in grado di dire “Ho fatto tre curve alla grande: Peccato che non c’era un bar. Mi sarei pagato da bere”. Il tragico incidente del giovane concittadino Fabio Danti durante la Caprino-Spiazzi del 2000, nonché un altro serio incidente che coinvolge lui stesso con la Breda/Bmw sulla Salita del Costo ad Asiago nello stesso anno, lo spingono ad abbandonare l’idea di continuare a correre ai più alti livelli, anche se non annuncerà mai ufficialmente il proprio ritiro, apparendo in occasioni veramente sporadiche in gare destinate a vetture di Scaduta Omologazione (VSO). Nelle Auto Storiche, tornerà anche a vincere alcune gare. Dopo di che, l’ostacolo più grande, quella malattia che ha avuto la meglio su di lui. “Se leggete queste righe vuol dire che ho perso la gara più impegnativa della mia vita. Voglio salutare tutti i miei tifosi e gli amici ringraziandoli per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato”

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