Sourakhata Dioubate: il musicista preso a sprangate per la sua pelle

dioubate-tuttacronacaE’ Dire.it a raccontare la storia di Sourakhata Dioubate, 36 anni tra pochi giorni, nato in Guinea e residente a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, da 13 anni, vittima di un’aggressione razziale. Schieffi e due sprangate, accompagnati da insulti e “l’ordine” di tornarsene a casa sua. Eppure lui in Italia è integrato: sposato con una pedagogista italiana, è padre di due bimbi. Musicista di professione, è anche direttore del festival di Pontremoli “Mama Africa”. Ora, a seguito di una frattura alla mano a causa dell’aggressione, non potrà suonare le sue amate percussioni per alcuni mesi. E’ stato lui stesso a decidere di raccontare l’accaduto alla stampa.

L’episodio risale ad una ventina di giorni fa. Poco prima delle 10 di mattina, il musicista stava rientrando a casa in bicicletta quando è stato investito da un’auto, una Punto, che non si era fermata allo stop. Alla guida un anziano di almeno 70 anni che, anzichè aiutarlo, ha cominciato con gli insulti e poi, visto che Dioubate intendeva aspettare l’arrivo della Polizia municipale, sono partiti gli schiaffi ed infine le sprangate in direzione della testa, inferte con un bastone in metallo con l’impugnatura in legno, lungo quasi mezzo metro, che l’uomo teneva in auto. Tutto si è svolto davanti ad una gelateria e diverse persone hanno assistito alla scena, ma nessuno è intervenuto se non dopo le sprangate. L’anziano a quel punto è ripartito in auto, quasi investendo di nuovo Dioubate, ma è stato identificato e riconosciuto in fotografia.

La vicenda è stata subito segnalata ai carabinieri ma solo oggi ha sporto denuncia. Spiega Valenti, l’avvocato che lo accomapgna, che Dioubate per circa due settimane è rimasto chiuso in casa per uno stato di prostrazione”. E lui stesso spiega che in famiglia “non sapevo cosa raccontare, ma ai bambini non si può mentire, le cose devono saperle subito”. In quei giorni “ho ricevuto tante chiamate da amici, allievi ed altri artisti ma non rispondevo al telefono”, così come “non volevo uscire di casa e passare davanti a quel bar”. Da quando è in Italia Dioubate non aveva mai subito niente del genere e, dopo l’aggressione, si è trovato a chiedersi “se sto sognando o è una cosa vera”. La decisione di rendere nota la sua esperienza è perchè “Non ho paura, perchè so che la vita è una, non due”. Nel frattempo il suo aggressore è stato identificato come un abitante del luogo o della zona circostante e ora dovrà rispondere delle accuse di lesioni colpose (per l’investimento), lesioni volontarie gravi (per le sprangate), percosse (per gli schiaffi), tentate lesioni gravi (per il successivo investimento scampato), minacce e ingiurie. A gravare su tutto questo, le finalità di discriminazione razziale. L’episodio “nasce all’interno di una cultura che si stenta a credere possa ancora esistere, ha dichiarato Valenti, sottolineando che l’aggressione è avvenuta “con inaudita ferocia”. Senza contare che la situazione “sarebbe potuta degenerare” ulteriormente. Fortunatamente una delle persone che ha assistito all’episodio ha urlato all’anziano di smetterla mentre un postino di passaggio ha chiesto a Dioubate se volesse chiamare i carabinieri. A quel punto l’aggressore era intenzionato ad allontanarsi. Il musicista si è parato davanti all’auto per bloccargli la fuga ma si è visto costretto a spostarsi per non venire nuovamente investito. “Molte persone ci hanno già assicurato che diranno quello che hanno visto e sentito”, riferisce il legale. Uno dei testimoni, inoltre, ha annotato la targa dell’auto guidata dall’anziano. Vista l’intera dinamica, c’è da chiedersi se anche il primo investimento possa essere stato volontario: “Immaginiamo si tratti di un evento occasionale”, si limita a dire Valenti.

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  1. Aggressore o aggredito? Il caso di presunto razzismo nel Bolognese | tuttacronaca

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