Decollano i caccia, le grandi manovre fra Cina e Giappone?

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Le due potenze dell’Estremo Oriente, da sempre rivali, hanno riacceso i vecchi odi e per il terzo giorno consecutivo, il Giappone fa decollare diversi aerei da caccia in risposta ai sorvoli di aerei militari cinesi sulle acque internazionali vicine arcipelago di Okinawa, poco lontano dal quale si trovano alcune isole contese tra Tokyo e Pechino.

Sabato il premier giapponese Shinzo Abe aveva di nuovo messo in guardia la Cina contro tentativi di cambiare bruscamente gli equilibri nella regione. “Alcuni temono che la Cina provi a cambiare lo status quo con la forza, invece che attraverso il diritto. Ma se la Cina sceglie questa strada, non potrà lasciarla in modo pacifico”, aveva detto il premier appena rieletto in una lunga intervista al Wall Street Journal.

Il piccolo arcipelago disabitato, che si trova tra Okinawa e Taiwan, viene chiamato Senkaku dal Giappone (che lo controlla dal 1972 quando fu lasciato dagli americani), e Diaoyu dalla Cina, che ne rivendica il possesso. La battaglia in corso tra Tokyo e Pechino va ovviamente al di là del controllo di alcuni speroni rocciosi disabitati ai confini del mar cinese orientale, anche se tutti ne riconoscono il carattere emblematico. Il Giappone, come Abe ha ribadito con toni fermi, propende per lo status quo ed il timore numero uno è che la Cina continui ad espandere il suo controllo nel mar cinese orientale e nel mar cinese meridionale.

Nei giorni scorsi, passando in rassegna le truppe, Abe aveva detto che “per dimostrare che abbiamo la ferma intenzione di non tollerare nessuna modifica dello status quo attraverso la forza, dobbiamo portare avanti una serie di attività come la sorveglianza e la raccolta di informazioni”. L’espansione delle capacità militari cinesi preoccupa i paesi dell’area, e non solo il Giappone.

Ad agosto Pechino aveva mostrato i muscoli organizzando manovre navali in coincidenza con l’anniversario della resa del Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale, un mese dopo il passaggio di navi cinesi – per la prima volta – attraverso lo stretto che separa il nord del Giappone dalla Russia. La rielezione di Abe ha acuito le tensioni, in quanto Pechino lo considera un pericoloso nazionalista.

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