La strategia politica dopo la crisi diventa Palio con Cavalieri, Falchi e Re

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La strategia politica non ha più una scacchiera dove muoversi, ma piuttosto un palio, a cui partecipano Cavalieri, Falchi e Re.  Dopo la crisi, le fazioni hanno iniziato a litigare, come da copione, su di chi fosse la colpa e chi avesse gettato il Paese alle ortiche. La pacificazione da tanti auspicata e da tanti ostacolata è sembrata in confronto una scaramuccia inconsistente, ora in gioco ci sono di nuovo tante poltrone libere che attendono di essere occupate. Ma come nel selvaggio west bisogna, adesso, fare una corsa, anzi un palio, per cercare di accaparrarsi lo scranno. Si inizia alle ore 12 con il collegamento telefonico di Silvio Berlusconi con Napoli per la presentazione della “nuova” Forza Italia. Intanto al Colle si studia l’alternativa. I partiti dei due schieramenti, ma soprattutto zio e nipote sono in fermento. Da una parte la politica, dall’altra  il timore del tracollo domani, quando si riapriranno i mercati e  Borsa e  Spread potrebbero “azzoppare” i cavalli che si presentano alla linea di partenza per il rush.  In pole position non ci sono naturalmente solo Pd e Pdl, ma anche Scelta Civica che vuole stavolta fare la voce grossa e non essere relegata al ruolo di comparsa. Scelta Civica non  vanta un Cavaliere, ma, nelle sue file, qualche Dama c’è di sicuro.

C’è il rischio anche di elezioni anticipate? Il Re è contrario, ma il banditore, “le grida” le ha lanciate già ieri con “Al voto, al voto!!!

Le urne le vuole anche il Cavaliere a novembre, ma sembra che il Palio sia destinato a corrersi nei “Palazzi del Potere” e non nella pubblica piazza. I “falchi” intanto sono appostati, alcuni sono pronti anche a tirare e mirare alle gambe del loro “bene amato” Cav.

Quale sarà la road map? Lunedì Letta prenderà l’interim dei ministri dimissionari e si punterà già  da martedì a correre per un bis? Oppure si andrà verso un Governo di scopo? 

Intanto volano le colombe e Quagliariello parla di un errore e afferma  “Io non ho presentato nè firmato perché sono un ministro che ha giurato sulla Costituzione. Le sentenze in uno Stato di diritto vanno rispettate ma si possono criticare

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1 Commento

  1. pd valdengo

     /  settembre 29, 2013

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