Il pugno duro contro il femminicidio… arriva anche il permesso di soggiorno

femminicidio-tuttacronaca

Una nuova legge che viene già definita “tolleranza zero” contro il femminicidio e si presenta come un pugno duro contro la violenza di genere. Prima della pausa estiva il parlamento approva questa norma a tutela delle donne. Pur essendo della massima importanza la legge sembra arrivare alla fine di un percorso teso in cui le larghe intese vacillano e si cerca in tutti i modi di trovare punti di contatto che possano allontanare l’attenzione dal disequilibrio politico che si è creato dopo la sentenza Mediaset. In questo clima rovente, con un Pd, che ormai sembra l’ombra di se stesso, spaccato, poi suddiviso e ancora frammentato in correnti, idee, progetti, programmi e obiettivi che davvero sembrano in contraddizione e in competizione fra loro, e un Pdl che sta per perdere il suo premier, forse la cosa migliore era distogliere l’attenzione. Ma il Popolo della Libertà come prenderà le parole di Angelino Alfano a commento di un aspetto nuovo e importante della legge?

“Abbiamo deciso di concedere un permesso di soggiorno per motivi umanitari a quei soggetti che subiscono violenze e che siano stranieri”

Che reazioni ci saranno da parte della Lega? Verrà il dubbio a qualcuno che tante donne straniere denunceranno la violenza solo per ottenere un permesso di soggiorno?

Eppure la legge sugli atti persecutori c’era, perché l’unica cosa che non manca in Italia sono le leggi.

Basta leggere C.p. art. 612-bis. Atti persecutori:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio (1).

 

Cosa cambia?

E’ previsto l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking. “Alle forze di polizia viene dato di buttare fuori di casa il coniuge violento”, così ha commentato il ministro dell’Interno l’integrazione, che sembra una delle poche novità in materia di femminicidio.

“Dal punto di vista della prevenzione – ha chiarito – è importante, perché viene impedito a chi è violento in casa di avvicinarsi ai luoghi domestici”. Le norme approvate dal Cdm, ha spiegato Alfano, hanno tre obiettivi: prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime”. Ma tutto questo non è già insito in altre leggi? Non bastava fare un testo unico invece che una nuova normativa che ora si andrà a sommare all’articoli già preesistenti? “Lo scopo – ha detto – è quello di intervenire tempestivamente prima, di proteggere la vittima, di punire il colpevole e di agire perché la catena persecutoria non arrivi all’omicidio”.
Letta naturalmente ha toni entusiastici come da sempre si è imposto per creare un’immagine di ottimismo e di determinazione che possa farlo apparire, agli occhi degli elettori, come il motore per governo al servizio dei cittadini  “Un decreto legge agile, solo 12 articoli. Avevamo promesso intervento duro a contrasto tutto ciò che va sotto nome femminicidio, la promessa ora è mantenuta. Il cuore del decreto è questo, vogliamo dare un segno fortissimo di cambiamento radicale sul tema, un chiarissimo segnale di lotta senza quartiere”.  
Lotta senza quartiere alle leggi che esistono e non vengono applicate per farne delle nuove che a loro volta non troveranno le risorse necessarie per essere attuate? La prevenzione è solo questione di costi e risorse, ma con i tagli alla pubblica sicurezza operati dalla spending review come si può parlare di promessa mantenuta? Ci era stata promessa una legge o l’attuazione di misure preventive atte a difendere le donne?
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