Sentenza Mediaset… il giorno dopo

berlusconi-condannato-tuttacronacaIl giorno dopo la sentenza del processo Mediaset, vari esponenti della vita politica italiana prendono la parola per analizzare quanto accaduto. Tra gli altri Mara Carfagna, intervistata da Libero: “Le vicissitudini giudiziarie di Silvio Berlusconi non saranno un problema per il governo. Il governo esiste per affrontare e risolvere i problemi degli italiani, per quello deve continuare a lavorare”. E aggiunge: “Fibrillazioni nell’esecutivo? Non le causerà di certo il Pdl. E Letta saprà certamente gestirle. Del resto è indubitabile che questa operazione giudiziaria era finalizzata a colpire anche lui”. Ma la delusione resta: “E’ giusto manifestare il nostro disappunto. La sentenza vuole essere un colpo mortale non a un uomo solo, ma a un simbolo, il leader politico più influente e longevo che l’Italia abbia mai avuto. E’ un siluro lanciato a un pezzo importante del nostro Paese”. Tuttavia “questa rabbia, che oggi abbiamo tutti, non deve tracimare, non bisogna perdere di vista il core business di un partito: il bene degli italiani”. Per l’ex ministro, Berlusconi “di certo non lascerà ora: non se n’è andato prima, a godersi i soldi guadagnati in decenni di lavoro come qualcuno gli consigliava di fare, non lo farà oggi. Noi tutti proseguiremo nel nostro lavoro, col suo programma e facendo tesoro dei suoi preziosi consigli: contrariamente a quanto si dice, nessuno ha creato una classe di giovani dirigenti politici come ha saputo fare lui negli anni. Poi tornerà e vinceremo”.

Il viceministro dell’Economia Stefano Fassina interviene invece su La Stampa: “L’Italia resta su un crinale molto pericoloso e una crisi di governo ora vorrebbe dire quasi automaticamente arrivare a un programma con la troika, con conseguenze pesanti sulle condizioni di vita delle persone. Quelli che sperano di arrivare a Palazzo Chigi dopo Letta si troverebbero in un contesto molto poco gradevole”, e auspica “da parte del Pdl un comportamento maturo, che tenga al centro gli interessi del Paese e non Silvio Berlusconi”. Continua quindi: “E’ evidente che il nostro senso di responsabilità non può arrivare a coprire attacchi alla magistratura o altri sconfinamenti rispetto alle regole parlamentari. Il Pdl deve essere consapevole che un comportamento fuori misura determinerebbe conseguenze serie per il governo e per il Paese”. Per Fassina quello della sottosegretaria Michaela Biancofiore, che ha rimesso il mandato nelle mani di Berlusconi, “è un brutto segnale, perché significa non riuscire a tenere separata la vicenda personale di Berlusconi dal Paese”.

Per Pippo Civati, intervistato da Repubblica e Tempo, bisogna mirare a una nuova legge elettorale fin da subito: “Non penso che il governo vada buttato giù domani mattina. Letta non se lo merita. Facciamo la legge elettorale, con o senza Pdl, inquadriamo la legge di stabilità e finiamola lì”. E spiega: “serve una exit strategy, tempi più brevi, meno ambizioni e un ritorno alle elezioni nei prossimi mesi, non tra due anni”. “Questi compagni di viaggio non riusciamo più a sostenerli. Il Pd non implode ma non è il momento dei giri di parole, occorre una linea più chiara. Questa sentenza è un fatto di straordinaria gravità. Se fossimo stati all’opposizione, ne avremmo dette di tutti i colori”. E ancora: “Il Pd ha speso tutta la sua credibilità sulle larghe intese che ora hanno un equilibrio precario, insostenibile. Dal segretario Epifani non voglio parole tranchant, voglio chiarezza sulla durata e la modalità di questo governo. Bisogna trovare una onorevole via d’uscita”.
Gianfranco Rotondi, parlamentare del Pdl, parla invece con il Mattino per spiegare che “Rispettare le sentenze non vuol dire non attaccarle. Ma sono certo, conoscendolo, che se la situazione porterà verso quella strada Berlusconi sceglierà di andare in carcere. Sono assolutamente convinto che non è tipo da cercare scorciatoie”. Quindi prosegue “è una sconfitta non solo per noi del Pdl, ma per tutti. Sono vent’anni che parliamo dello scontro tra politica e magistratura, della necessità della riforma della giustizia, e arriviamo al paradosso del capo del partito garantista esposto al rischio dell’arresto. Assurdo”. Adesso nel partito “c’è una surreale serenità. D’altra parte eravamo preparati a trovarci davanti a un quadro del genere. Come sempre a questo punto sarà ancora una volta il nostro leader a tracciare la linea di condotta. E noi aspettiamo le sue decisioni”. Assicura però la tenuta dell’esecutivo: “Berlusconi non metterà mai in discussione la stabilità del governo Letta perché è sceso in politica proprio per il bene dell’Italia. Dunque la salvaguardia dell’esecutivo resta la priorità assoluta in questa fase così delicata della vita del Paese. Una crisi adesso significherebbe la fine di tutto”.

Il sottosegretario alla Pubblica amministrazione Gianfranco Miccichè annuncia al Tempo di voler rimettere il mandato nelle mani di Silvio Berlusconi, dopo questo verdetto della Cassazione che “è una cosa pazzesca”, una sentenza “priva di giustizia”. “Mi auguro sinceramente che il presidente Berlusconi continui la propria strada senza tentennamenti in quanto ha il dovere morale, nei confronti dei dieci milioni di italiani che lo hanno voluto e votato, di non mollare. Ora più che mai deve restare saldo al timone di quella parte sana del Paese che crede ancora in una giustizia giusta”.

Il ministro Pd per le Autonomia Graziano Delrio risponde a chi li chiese de il goverono andrà avanti: “Io spero di sì. Poi vediamo, non dipende da noi, è il Parlamento che vota la fiducia”. Per quello che riguarda Alessandra Moretti, che parla al Secolo XIX: “Voteremo per la decadenza ma questa sentenza non deve avere ripercussioni sul governo. Questo esecutivo ha la funzione di far uscire l’Italia da una crisi pesantissima. Per troppo tempo il Paese è stato ostaggio delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, oggi dobbiamo tutti con grande senso di responsabilità mettere davanti gli interessi del Paese”. E continua la democratica: “Il Pd non faccia l’errore di cadere nel tranello di Berlusconi, che vorrebbe attribuire a noi la responsabilità di una eventuale caduta del governo Letta. Il Pd e la sua base non hanno mai digerito un’alleanza con il Pdl, ma questo un governo di servizio che è legittimato a guidare il Paese nella misura in cui saprà dare risposte a una crisi economica che è epocale. Ora pensiamo al lavoro, alla crisi e alla riforma elettorale”.

Per quel che riguarda l’Esercito di Silvio, ieri sono rimasti confusi dal rinvio parziale, come vediamo nel video che segue:

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