Polemiche a Venezia: sei vigili per arrestare un pittore di strada abusivo

pittore-venezia-scontro-vigili-tuttacronacaE’ stato arrestato ieri, in centro storico a Venezia, un pittore di strada abusivo che, dopo uno scontro con i vigili, si è gettato in un canale. L’uomo è stato quindi bloccato e arrestato. Ma quello che fa discutere è il modo di agire dei vigili urbani, in sei contro di lui e la violenza dimostrata. L’episodio, è stigmatizzato dal consigliere comunale della Federazione della Sinistra, Sebastiano Bonzio, che ha chiesto al sindaco Giorgio Orsoni un chiarimento urgente da parte del comandante della polizia municipale. Il fatto è accaduto vicino a Campo San Giorgio dell’Orio. Il pittore, privo dei permessi per esercitare l’attività in strada ma che afferma di aver richiesto più volte senza esito, è stato avvicinato dai vigili che hanno tentato di farsi consegnare tele e cavalletto dall’uomo di origine iraniana che reagisce, trattiene con forza le proprie cose, protesta mentre le persone che transitano sul Ponte del Megio iniziano ad inveire contro le forze dell’ordine. Nel trambusto l’uomo finisce in acqua: se spinto o per scelta non è chiaro. Il tutto termina con insulti e invettive dei passanti contro i vigili. Bozio spiega: “Nonostante lo stato d’animo del pittore appaia alquanto esagitato, la condotta tenuta in questo caso dalla polizia municipale sembra essere decisamente sopra le righe. La semplice attività di repressione, oltre ad essere inconciliabile con il sentire diffuso della nostra città, di sicuro non serve a risolvere i problemi e le dinamiche della vita culturale, economica e sociale cittadina che andrebbero governate ed armonizzate attraverso scelte che la politica avrebbe l’obbligo di compiere per costruire opportunità e non per castrare le attitudini dei cittadini”.

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3 commenti

  1. Pabloid

     /  luglio 21, 2013

    “Ma cosa avrà mai l’arte che le diamo così tanta importanza? Gli artisti sono rispettati dai poveri perché quello che fanno è un modo onesto di uscire dalla povertà usando sé stessi come mezzo. I soldi guadagnati sono la prova pura e semplice del valore di un individuo, l’artista. Il quadro fatto in galera da un figlio appeso in casa della madre prova che la grazie è possibile anche nel più infelice. E questa è un’idea completamente diversa dalla nozione più pittoresca che l’arte sia truffa e frode. Ma non si può spiegare a chi usa un dono di Dio per schiavizzare che tu hai usato quel dono di Dio per essere libero…”

    Rispondi
  1. Cozza News

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