La sua auto si schianta ma lui dice di stare bene. E’ morto solo due ore dopo

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Una tragica morte a cui è difficile trovare risposte: la cintura di sicurezza l’avrebbe salvato? I medici si sarebbero potuti accorgere dell’emorrargia interna? Domande che restano impresse nella mente di Angelo e Loredana, i genitori di Marco Stefanon, 35enne di Istrana, in provincia di Treviso. Il ragazzo, dipendente dell’azienda meccanica Michieletto Dario, è morto in un incidente stradale a Pederiva verso le 20.30 mentre rientrava da una visita ad amici. Marco era alla guida della sua Fiat Punto quando da una laterale di via Erizzo è sbucata la Seat Ibiza di una 21enne di Montebelluna, ora indagata per omicidio colposo, che non ha rispettato la precedenza. Violento l’impatto che ha mandato giù per una scarpata l’auto di Marco, che ha sbattuto violentemente la testa contro il parabrezza e il torace sul volante. Il giovane è però riuscito ad uscire dal veicolo da solo ed ha raggiunto la strada, dove ha parlato brevemente sia con i residenti che con gli operatori dell’ambulanza arrivati dopo l’allarme. Si sentiva bene e hanno dovuto convincerlo a farsi visitare in ospedale prima di rientrare a casa. Ma menre raggiungeva il pronto soccorso di Montebelluna ha perso i sensi e a niente sono serviti i tentativi di rianimazione prolungatisi per due ore: il suo cuore si è fermato e la sua famiglia è precipitata nel dolore. A condividerlo con i genitori, il fratello Diego e la fidanzata Monica, 32enne che conviveva con lui in via delle Casette a Villanova. Bisognerà attendere l’esito dell’autopsia, quello cehe è certo è che il ragazzo non aveva le cinture e questa potrebbe essere stata una leggerezza fatale. Ma se davvero si tratta di emorrargi interna, ci si chiede se non sarebbe stato possibile individuarla prima nonostante le insistenze di Marco per rientrare a casa. Forse no, dato che il crollo è avvenuto prima che avessero inizio gli esami a cui sarebbe stato sottoposto e che l’avrebbero senz’altro individuata. Nessuna accusa quindi da parte dei genitori del giovane, ma un grande dubbio. “Nessuno lo sa – sospira Loredana – vediamo cosa dice l’autopsia. Certo che se fosse così, sarebbe ancora più difficile da accettare”. Dopo aver accertato le cause, potrà avere luogo il funerale, probabilmente venerdì nella chiesa di Pezzan, dove, poco lontano, si era già messo da parte un pezzo di terra per costruirci sopra la casa in cui andare ad abitare dopo il matrimonio.

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