Tg2, Franca Rame e il social network… facciamo chiarezza?

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“Una donna bellissima, amata a e odiata: tra chi la definiva una donna di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante, chi invece una pasionaria rossa che approfittava della propria apparenza fisica per imporre attenzione”. Queste le parole del Tg2 che accompagnano la notizia sullo stupro, e che hanno provocato tantissime polemiche in rete.

La frase incriminata si trova a 0.55.

Poi arrivano le scuse del Tg2: “Il Tg2 non copre né i fascisti, né gli stupratori. Il CdR della testata, a nome di tutta la redazione, rifiuta la gogna scatenata sul web dopo il servizio andato in onda ieri, nell’edizione delle 13, sulla morte di Franca Rame. Il Tg2 “ha fatto le proprie scuse nella prima edizione utile, quella delle 20.30, con due servizi impeccabili. È stato anche chiarito che non c’era nessuna intenzione di offendere la memoria della grande donna che fu Franca Rame, né di omettere con premeditazione la matrice dell’aggressione da lei subita”.

Ma le scuse non sono bastate!

Ecco il testo della lettera di ZeroViolenzaDonne a Marcello Masi, direttore della testata della Rai:

Sinceramente non riusciamo ad essere completamente soddisfatti delle scuse che sono state proposte nel Tg2 delle 20.30 per il servizio di Carola Carulli su Franca Rame andato ieri in onda nell’edizione delle 13.30. Ci resta un amaro in bocca, perché se è vero che le scuse ci sono state le dichiarazioni del direttore Masi non ci sono per niente piaciute.

Cosa vuol dire esprimere “rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana. Mi vergogno per quelli che pensano una cosa del genere”.

Sembra che più che scusarsi semplicemente per aver mandato in onda un servizio chiaramente di parte e offensivo, il direttore si rammarichi perché ci sono delle donne e degli uomini che non la pensano come lui… beh, noi siamo tra questi e siamo oltretutto noi ad essere dispiaciuti e a vergognarci per un direttore di un telegiornale della televisione pubblica (pagata con i nostri soldi) che non è in grado di dire semplicemente “mi dispiace”.

Allora lo diciamo per lei, direttore Masi: ci dispiace di aver visto un servizio come quello su Franca Rame e ci dispiace di non aver sentito delle semplici scuse. Non ci dispiace, però, di pensarla insieme a tanti altri in maniera differente da lei.

Il ruolo dell’informazione, a maggior ragione se pubblica, deve essere quello di informare in modo puntuale e corretto, soprattutto quando si parla di temi sensibili come quello della violenza contro le donne che viene, invece, spesso raccontato in maniera distorta.

“Il Tg2 non copre ne’ i fascisti, ne’ gli stupratori”. Lo dice il CdR della testata, respingendo a nome di tutta la redazione “la gogna scatenata sul web dopo il servizio andato in onda ieri, nell’edizione delle 13, sulla morte di Franca Rame”. Il Cdr ricorda che la testata ha fatto le proprie scuse nella prima edizione utile, alle 20,30, “con due servizi impeccabili” ed e’ stato anche chiarito che “non c’era nessuna intenzione di offendere la memoria della grande donna che fu Franca Rame, ne’ di omettere con premeditazione la matrice dell’aggressione da lei subita. Tantomeno si voleva ferire la sensibilita’ delle donne e degli uomini tutti”.

 La lettera è stata ripresa anche da Libertà e Giustizia.

Cosa succede? In realtà un servizio sbagliato può capitare… non dovrebbe succedere su Franca Rame e non dovrebbe accadere su una rete pubblica come Rai2… ma succede anche questo. Ma quando si parla di fare mea culpa, le scuse sono timide… e forse questo non è proprio accettabile da un servizio pubblico… o sì?

Shock in Ungheria: una via intitolata a Cécile Tormay

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Cécile Tormay, morta nel 1937, era molto nota nel periodo tra le due guerre, in in particolar modo aveva guadagnato notorietà anche per essersi vantata di essere fascista e vicina a Mussolini. Nel suo “Libro Prescritto”, dove descreveva la decadenza dell’Ungheria, la Tormay imputò agli ebrei la colpa della situazione . Ora è stato deciso di intitolare una via di Budapest proprio alla “scrittrice apertamente anti-semita”. L’annuncio è stato accolto con shock e sdegno da parte sia della  Federazione ebraica ungherese che del Congresso ebraico mondiale, che hanno vigorosamente protestato contro la scelta. Il sindaco, vicino al partito conservatore al potere Fidesz, ha ora chiesto di che venga aperto un dibattito al riguardo.

I 500 euro per i profughi… l’Italia si difende dalle critiche della Germania!

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L’Italia risponde alla Germania e difende il suo operato con i profughi della guerra libica. Berlino era informata ed era una consuetudine da parte delle nostre autorità dare un bonus di 500 euro e invitare i profughi di Libia, Ghana e Tongo ad andare in territorio tedesco. I 500 euro erano proprio il sostegno alle spese di viaggio ed era un patto fatto con Berlino nell’ambito del diritto europeo!

Peccato che il pagamento non era però vincolato al viaggio verso la Germania degli stessi profughi, visto che il denaro era stato concesso per coprire i costi di sostentamento così come il processo di integrazione all’interno del nostro paese, in caso di permanenza in Italia dopo l’abbandono del campo di accoglienza.

Con l’Italia in crisi lo stato italiano dava 500 euro ai profughi per le spese di viaggio, mentre gli italiani si toglievano la vita per la crisi economica?

 

L’ultimo saluto di Fo alla sua Franca!

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Ecco il post, un ultimo saluto di Dario Fo a Franca Rame:

“Franca ed io abbiamo scritto quasi sempre i testi del nostro teatro insieme. Io mi prendevo l’onere di mettere giù la trama quindi gliela illustravo e lei proponeva le varianti, spesso li recitavamo a soggetto, all’improvvisa, come si dice… Questo era il metodo preferito ma non sempre funzionava. Si discuteva anche ferocemente, si buttava tutto all’aria e si ricominciava da capo. In verità mi trovavo a dover riscrivere di nuovo il testo da solo. Poi lo si discuteva con più calma e si giungeva ad una versione che funzionasse e che andasse bene a tutt’e due.
Anche Franca è stata l’autrice unica di alcuni testi. Ci sono opere, come per esempio “Parliamo di donne”, che furono stese da lei completamente a mia insaputa. Quando mi ha dato da leggere questa commedia già ultimata sono rimasto un po’ perplesso… e seccato! Ma come ti permetti?!? No, scherzavo…
Io ho proposto qualche variante ma di fatto si trattava di un’opera del tutto personale.
Pochi lo sanno ma la gran parte degli spettacoli che trattavano di questioni prettamente femminili è stata Franca ad averli scritti, elaborati e poi li ha recitati al completo spesso anche da sola. E io mi sono trovato a collaborare solo per la messa in scena.
Vi dirò di più: testi quali Mistero Buffo e Morte Accidentale di un Anarchico – che io avevo realizzato come autore unico – hanno avuto grande successo anche all’estero con centinaia di allestimenti dall’America all’Oriente, per non parlare dell’Europa.
Ma dei nostri lavori quello che ha battuto tutti i record di messa in scena è Coppia Aperta, Quasi Spalancata che è stato replicato con diverse regie per più di 700 edizioni nel mondo. Ebbene l’autrice unica di questo testo è Franca. L’ho sempre tenuto nascosto!
C’è in particolare un lavoro o meglio, un monologo, che Franca ha recitato solo qualche volta quest’anno, e di cui bisogna che io vi parli perché è fortemente pertinente alla situazione a dir poco drammatica che io sto in questi giorni vivendo.
Da tempo Franca aveva scoperto l’esistenza di alcuni testi apocrifi dell’Antico Testamento nei quali la Genesi è raccontata in termini e linguaggio molto diversi da quelli cosiddetti canonici.
Attenti, non sto parlando dei Vangeli apocrifi, ma dell’Antico Testamento… Apocrifo!
Ebbene da uno di questi testi Franca ha tratto un racconto che vi voglio far conoscere, quasi in anteprima. Eccovelo!
Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata… ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. S devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? …che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine

La Parada de l’Amor: apre a Pozzuoli il parco dove amarsi senza preoccupazioni!

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C’è un parco fatto apposta per trovare un po’ d’intimità alle pendici del vulcano Solfataro, celebre per i fumi afrodisiaci che vengono sprigionati dalle sue fumarole. E’ “La parada de l’Amor”, il love parking sorto a Pozzuoli e inaugurato il 29 maggio. Il parcheggio a pagamento ospita 37 auto, ognuna nascosta alle altre grazie a separè e tendine. I gestori sono una coppia di fratelli, Riccardo e Daniele Giugliano, rispettivamente di 27 e 32 anni. Questo è il terzo parco nel suo genere ed è il più economico: vi si accede con un ticket che costa 5 euro e vale per due ore, metre costa 1,5 euro ogni mezz’ora aggiuntiva. Per ogni coppia, poi, un omaggio: un preservativo e un volantino che mette in guardia dai rischi causati dal sesso non protetto. Insomma, un posto per appartarsi in maniera sicura e protetta, evitando d’incappare sia in possibili assalitori che in una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

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La ricina: dopo Bloomberg tocca a Obama?

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Ieri i media americani avevano riportato la notizia delle due lettere inviate a Michael Bloomberg, l’attuale sindaco di New York, oggi la minaccia della lettera al veleno colpisce  il Presidente degli Usa Barack Obama.  “Il servizio di ispezione postale – ha spiegato un portavoce – ha intercettato una missiva indirizzata alla Casa Bianca simile a quelle precedentemente inviate al sindaco di New York, Michael Bloomberg. La lettera, ha aggiunto, è stata ora messa nelle mani degli esperti di antiterrorismo dell’Fbi per le analisi e le indagini del caso”.

Cosa hanno di particolare queste lettere?

Il bollo del centro di smistamento postale di Shrevbeport, inLousiana, dove transita tutta la posta proveniente, oltre che dalla stessa Louisiana, dal Texas e dall’Arkansas.

Quale è il possibile movente?

Probabilmente l’impegno mostrato dal sindaco di New York e dal Presidente Obama riguardo alle restrizioni per le armi dopo i sanguinosi eventi che hanno sconvolto l’America.

Cosa c’è dietro? Un mercato, una lobby, un potere che negli Usa è sempre stato in primo piano. Quello spirito della frontiera ben radicato ancora oggi nella mentalità della provincia americana sempre pronta a farsi giustizia da sè.

 

The Voice of Italy: Panorama svela il (probabile) vincitore!

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Fabio Troiano conduce stasera l’ultima puntata di The Voice, che ospiterà Psy, fresco di fischi all’Olimpico in occasione della finale-derby, e i Modà. A giocarsi la vittoria finale quattro cantanti, i migliori di ogni team: Veronica De Simone (Massa Carrara) per il team di Raffaella Carrà, Elhaida Dani (Tirana – Albania) per il team di Riccardo Cocciante, Silvia Capasso (Anzio – Roma) per il team di Noemi e Timothy Cavicchini (Verona) per il team di Piero Pelù. Tutti si esibiranno accompagnati dal vivo dai dodici musicisti, mentre le  performance del corpo di ballo riempiranno di inedite emozioni il palco. Inoltre, nel corso della serata, si esibiranno anche con i Moda’. Tutto sta nelle mani del pubblico: con il televoto e scaricando canzoni, infatti, sanciranno chi proseguirà nel percorso. Un classifica iniziale arriverà al termine della prima, sancendo il primo escluso. Poi si ricomincerà a cantare, e sarà la volta, per un altro concorrente, di lasciare la competizione. La finalissima, che proclamerà il vincitore, vedrà la somma dei punteggi fino là ottenuti sommarsi con l’ultima votazione tramite televoto. Panorama, basandosi su dei calcoli, ha già stilato una probabile classifica: “Secondo i nostri calcoli su cinque parametri, a vincere The Voice of Italy potrebbe essere (di misura) Elhaida Dani, la seconda Veronica De Simone, il terzo Timothy Cavicchini e quarta Silvia Capasso. In questi fattori dobbiamo sempre calcolare anche l’influenza dell’ultima puntata e soprattutto quella dei relativi coach che potebbe cambiare (e non poco) le carte in tavola.” Ma su cosa si basano questi calcoli? Sono stati presi in considerazione Youtube, Facebook, Google, iTunes e Twittter, per capire chi sono i cantanti più apprezzati, ascoltati, scaricati, commentati o, comunque, tenuti sotto osservazione. La matematica sarà o meno un’opinione? Nel frattempo.. che la musica abbia inizio!

La maestra finisce ai domiciliari!

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Ancora una storia di violenza sui minori, ancora una maestra che maltratta i suoi allievi. Le videocamere installate dalla Procura in un asilo di  San Costantino Calabro, nel Vibonese, non lasciano dubbi. Ines Romano, insegnante nella scuola di infanzia era solita dare schiaffi, calci e spinte ai bambini che le venivano affidati.  Gli investigatori hanno avuto conferma proprio dal materiale audio-video e il gip di Vibo Valentia nell’ordinanza di custodia cautelare ha scritto che il filmato ”restituisce un quadro oltremodo eloquente della rigidità, autoritarismo ed aggressività connotanti la quotidiana relazione dell’indagata”. La 62enne ora agli arresti domiciliari è l’ultima insegnante di una triste serie a essere coinvolta in atti di violenza su minori. Leggendo ancora l’ordinanza del gip si evince che:

”L’insegnante non brilla certo per garbo e delicatezza, prediligendo sistematicamente maniere risolute, sbrigative, fisicamente aggressive, sfuriate verbali che, se in alcuni casi possono apparire giustificate dalle lievi intemperanze e fisiologiche disobbedienze dei piccoli, in numerose occasioni tuttavia, sia per l’eccessività sia per la gratuità della reazione, debordano in veri e propri ingiustificati ed inammissibili maltrattamenti vieppiu’ gravi a fronte della tenerissima eta’ e della delicata fase evolutiva dei fanciulli a lei affidati”. Sempre secondo il gip ”sia che si trovi a gestire situazioni di obiettivo disturbo alle attività didattiche, sia che espleti la normale mansione di controllo, è solita fronteggiarle ricorrendo sistematicamente, quotidianamente e reiteratamente sempre alla reazione violenta fisica o verbale e che va dalle leggere spinte, agli schiaffetti, alla minaccia di schiaffi, agli inseguimenti intorno ai banchi, al riposizionamento violento sulla sedia”.
Ines Romano era un’insegnante anche d’esperienza, da molti anni svolgeva questo lavoro, ma i suoi metodi, secondo quanto si legge nell’ordinanza, hanno messo in evidenza la “brutalità” e la “gratuità” di alcuni gesti che non hanno nulla di educativo, ma solo uno sfogo che sembrerebbe una rivendicazione personale nei confronti dei bimbi. Una frustrazione, quasi, che si ripercuoteva quasi quotidianamente su i piccoli che le venivano affidati.

“Get Britain Fertile”, campagna shock per l’Inghilterra! E in Italia?

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Quale è l’età giusta per avere un figlio? Secondo l’Ocse l’età media della gravidanza di una donna inglese è di 30 anni, cinque anni più della media di una donna americana, ma almeno cinque anni in meno di un’italiana. Dove sta l’equilibrio? Sicuramente incide la crisi economica, la disoccupazione e l’incertezza del domani. Ecco quindi che arriva una testimonial. La presentatrice tv Kate Garraway, la 46enne molto famosa in Gran Bretagna si presenta con un trucco che le fa dimostrare almeno 70 anni e sfoggia… il pancione! La campagna si chiama “Get Britain Fertile” e vuole spingere lo spettatore a interrogarsi sul ritardo delle gravidanze. Garraway ha spiegato al Telegraph di aver partecipato alla campagna per aiutare le donne a farle riflettere sull’opportunità di avere figli ad un’età più giovane. Insomma mettete al mondo i figli in ogni caso… poi se non potete mantenerli non importa? Una campagna pubblicitaria che molti hanno trovato scandalosa, anche perché per l’ennesima volta è una “violenza sulle donne”, farle vedere invecchiate prima del tempo, relegarle al ruolo di madre e condannare chi fa una scelta diversa. Tra la paura dell’invecchiamento, la rottamazione femminile e la donna che si realizza solo come procreatrice, la campagna certo non poteva passare inosservata! E in Italia? E’ la mancanza di fiducia e di un reddito certo a pesare sulla fertilità delle donne italiane. Terrorizzate a volte da non poter mantenere un figlio rinunciano alla gravidanza o ci arrivano molto tardi. Inevitabilmente figli unici gli italiani, inevitabilmente avuti in tarda età… meglio non averli o non poterli mantenere?

 

Il cervello è in grado di produrre un valium naturale

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Due ricercatori della Standford University School of Medicine, in California, hanno scoperto che il cervello è capace di autoprodurre una piccola proteina con effetti calmanti. Un “valium” naturale, in pratica. E’ stata la rivista Neuron a pubblicare la scoperta e a rendere così pubblico come questa sia anche riuscita a certificare come tale proteina abbia “lo stesso meccanismo d’azione degli ansiolitici”, le benzodiazepine. Il nome della proteina è Dbi e offre la chiave per nuovi farmaci anti-ansia e anti-epilessia. Le benzodiazepine danno dipendenza e agiscono sul cervello aiutando il neurotrasmettitore Gaba. Quest’ultimo altro non è se non il “calmante” per eccellenza che si lega ai recettori sui neuroni e li calma riducendo la loro attività. Anche la molecola naturale, la Dbi si comporta in questo modo attivandosi nel talamo,  regione ritenuta chiave per gli attacchi epilettici. La scoperta, stando ai ricercatori, può dar l’avvio a un nuovo fronte nella ricerca che potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci antiepilettici e anti-ansia

Il PD verso la cassa integrazione!

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Misani, il tesoriere del Pd, ha incontrato i dipendenti alla sede del partito a Sant’Andrea delle Fratte e non ha indorato la pillola: la situazione economica del partito è “molto difficile” e, vista la riforma del finanziamento pubblico, diventa “inevitabile” il ricorso alla Cassa integrazione per i 180 lavoratori. Come lo stesso tesoriere ha spiegato, L’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti è destinata però a rendere necessaria una profonda riorganizzazione e la prospettiva inevitabile è quella di un ridimensionamento di tutte le strutture di partito”, aggiungendo: “Quanto agli strumenti da utilizzare, nessuna decisione è stata assunta. Ne discuteremo insieme ai lavoratori e ai loro rappresentanti per governare in modo il più possibile condiviso questo processo di riorganizzazione”. Al vertice, è stato anche spiegato come il bilancio del 2012  sia destinato a chiudere in passivo, questo anche perchè, nel luglio scorso, il Pd, così come tutti i partiti, ha rinunciato alla rata annuale del finanziamento in favore dei terremotati dell’Emilia. A queso si è aggiunta l’approvazione della legge sul finanziamento dei partiti che dimezzava i fondi. Per quanto la rata del luglio 2013 arriverà, il progressivo taglio dei fondi pubblici, sostituito dal meccanismo del 2 per mille e dalle contribuzioni volontarie, non può colmare il buco. Motivo per il quale sarà “inevitabile” ricorrere agli ammortizzatori sociali. Al riguardo, il tesoriere ha nominato due volte la cassa integrazione ed una volta il contratto di solidarietà. E se anche, per la cig, si cercherà di allungarne il tempo di durata, sarà comunque necessario pensare a una diminuzione del numero degli attuali 180 dipendenti.

Mario risponde in Twitter alle accuse… e il Milan cancella!

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Dopo che un pentito ha dichiarato che Balotelli avrebbe spacciato droga a Scampia per scherzo, il campione rossonero non si è potuto esimere dal rispondere per le rime, affidando il suo messaggio a Twitter: “Ahahaha adesso spaccio droga! Prima andavo a put..E magari poi lo prenderò anche in… Ma VERGOGNATEVI”. E aggiunge: “Usate il mio nome non per odience”. Come ha reso noto La Stampa, dopo solo pochi minuti il suo commento è sparito dalla bacheca: è bastata una chiamata del Milan per far fare dietrofront a Mario.

Belen in passerella… ma come stilista!

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La showgirl argentina ha fatto il salto ed è passata dal ruolo di testimonial a quello di stilista. Alla presentazione della sua linea “!m?erfect”, tenutasi ieri sera a Milano all’hotel Magna Pars, erano presenti, oltre al marito e al figlio, diverse starlette del mondo dello spettacolo, da Melita Toniolo, ex gieffina, a Francesco Facchinetti. Per realizzare il nuovo progetto, La Rodriguez ha collaborato il direttore creativo di Five Season, Fabio Castelli. Ma Belen non poteva rinunciare alla sua passerella, quindi, oltre a realizzare gli abiti, per sua stessa ammissione ispirati alle dive americane “quelle che nel tempo libero sono easy e sportive”, ha anche sfilato.

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Balotelli spacciò droga a Scampia per scherzo: lo dichiara un pentito

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Armando De Rosa, un pentito della camorra, durante un interrogatorio reso ai pm di Napoli Antonio D’Amato e Enrica Parascandolo, ha rivelato un particolare legato al passato del Mario nazionale. Secondo l’uomo, ascoltato nell’ambito dell’inchiesta su riciclaggio e ristorazione, Balotelli si sarebbe messo a a spacciare droga per scherzo nel quartiere Scampia, durante un suo soggiorno a Napoli negli anni scorsi. Il collaboratore di giustizia autore delle rivelazioni, a quanto si è appreso, sarebbe legato al gruppo dei Vanella Grassi, i cosiddetti Girati, uno dei clan malavitosi attivi a Scampia. De Rosa riferisce ai pm Sergio Amato e Enrica Parascandolo che il calciatore, che aveva espresso il desiderio di visitare Scampia e si era recato nel quartiere accompagnato da alcuni esponenti di un clan, «dopo aver assistito ad alcune cessioni , per scherzare chiese anche di poter spacciare lui alcune dosi e così fu lui a consegnarle ad un cliente che passava. Ricordo anche – ha aggiunto il pentito – che chiedemmo a quel tossico se avesse riconosciuto Balotelli ma lui neanche ci credette». Il verbale dell’interrogatorio è stato depositato agli atti del processo in corso a Napoli davanti alla settima sezione del tribunale.

Negli anni scorsi, la visita del calciatore a Scampia era già stata resa nota. Lo stesso Corriere, nel giugno 2011, scriveva:

L’attaccante del Manchester City, la mattina dell’8 giugno 2010, si trovava a Scampia, nelle cosiddette «case dei Puffi», la zona dove si spacciano ogni giorno quintali di droga, «in compagnia di due elementi di spicco di due dei più potenti clan della periferia nord di Napoli, ovvero Salvatore Silvestri, del clan Lo Russo, e Biagio Esposito, del clan degli Scissionisti». È quanto riferisce un’informativa consegnata alla Dda di Napoli dai carabinieri del gruppo investigativo di Castello di Cisterna e di cui parla oggi il quotidiano «Il Mattino» di Napoli.

L’informativa si basa sulle rivelazioni di una fonte fiduciaria «la cui attendibilità risulta essere già provata. La fonte asseriva che proprio il Balotelli – scrivono i carabinieri – che si trovava a Napoli in occasione del premio Golden Goal, aveva chiesto di visitare i famigerati luoghi dello spaccio di Scampia tanto pubblicizzati nelle cronache e che per soddisfare la sua richiesta la paranza dei Puffi gli ha mostrato le modalità con cui si consuma lo spaccio quotidiano». Inoltre, successivamente Balotelli sarebbe stato «ospitato in una dependance del rione per scattare delle foto ricordo con il Silvestri, con l’Esposito e con altre persone ivi presenti».

Leggi la risposta di Balo!

L’indignazione d’Israele per i missili ad Assad: impediscono le incursioni

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E’ il presidente siriano Bashar Al Assad ad affermare, in una intervista all’emittente tv libanese Al Manar di Hezbollah, che la Siria ha ricevuto la prima consegna dei missili russi anti-aerei S-300. Quindi precisa: “un’altra fornitura arriverà presto”. Era di ieri, invece, la decisione della Ue di non rinnovare l’embargo sulle armi agli insorti siriani, provocando l’ira di Mosca e Damasco. La reazione, in Israele, è stata di rabbia quando ieri il Cremlino ha confermato la decisione di dare corso al contratto, siglato da qualche anno, e di consegnare le temibili armi “difensive” che rischiano di mettere seriamente a rischio le abituali incursioni nello spazio aereo di Siria e Libano che Israele è solito compiere con cadenza quasi quotidiana e che, non di rado, si concludono con bombardamenti. Nonostante la decisione presa dalla Ue, però, questi missili non sarebbero soggetti all’embargo in quanto non possono essere usati nella guerra civile e niente hanno a che fare con la decisione europea di sollevare l’embargo delle armi alla Siria per consentire ai paesi che lo vogliano di rifornire i ribelli. Per Mosca, queste armi non sarebbero dunque altro senon “un deterrente contro le teste calde”, ma questo non è servito a placare gli animi. Netanyahu, al riguardo, non ha perso l’occasione per ricordare come, contro il suo Paese, siano puntati “decine di migliaia di missili”, rivendicando poi il diritto di colpire chi e quando vuole in forza della sua  superiorità militare. MA non è stato l’unico. A The Guardian un altro ufficiale ha infatti dichiarato:

“C’è una grande confusione, alcuni dicono che i missili sono già là, altri che li aspettano da un momento all’altro. Stiamo cercando di capire esattamente la situazione perché al momento non lo sappiamo. Questa mossa cambierà certamente l’intera dinamica (del coinvolgimento d’Israele nel conflitto siriano). Ed è principalmente il risultato della disgraziata decisione europea di togliere l’embargo, non so se la spedizione dei missili è il risutlato di quella decisione, ma ha dato ai russi il pretesto per andare avanti e fare quel che volevano fare fin dall’inizio. Se avevano qualche dubbio sui temi, l’UE glieli ha risolti. Di sicuro, non penso che Israele conti molto per i decisori europei”.

Un giro in scala mobile? Sì, ma a Tokyo!

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Scordatevi le scale mobili italiane: a Tokyo, dove la mobilità è uno dei punti i forza della città, sono un must, a volte arrivano addirittura a sostituire in toto la classica scala normale. In Giappone sono onnipresenti, le si possono trovare in stazioni, centri commerciali e perfino nel bel mezzo della città. Le scale mobili fanno talmente parte del vissuto quotidiano esiste anche una specie di regola non scritta quando le si utilizza: restare sulla propria sinistra. Questo per non intralciare il passaggio ad eventuali altri utenti che abbiano bisogno di velocizzare la salita (o la discesa). Un fatto di educazione che tutti rispettano. Ma oltre alla praticità, è na notare come spesso rappresentino anche vere opere di design, adatte ad integrarsi all’ambiente circostante.

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Grillo e il botta e risposta con l’ottuagenario Rodotà… ma poi ne ha per tutti!

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In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex garante della privacy Rodotà striglia Grillo. Riguardo le scorse amministrative, afferma: “Ha perso per due ragione la prima è politica: hanno inciso sul voto i conflitti e le difficoltà e le polemiche di queste settimane. La seconda è che avevo detto che la parlamentarizzazione dei 5 stelle non sarebbe stata indolore. E cosi è stato”. Continua, lui che dai grillini era stato candidato alla presidenza della Repubblica, parlando del rapporto con la Rete: “La rete  da sola non basta. Non è mai bastata. Guardiamo l’ultima campagna elettorale: Grillo è partito dalla rete, poi ha riempito le piazze reali con lo tsunami tour” Tenta anche un paragone “illustre”: “Anche Obama – dice – è stato lo stesso. Si parte dalla rete ma poi si va oltre”. Ma si spinge anche oltre: “Non voglio fare quello con la matita rossa però certo non bastano più le indicazioni di Grillo e Casaleggio. Un movimento nato dalla rete, che ha svegliato una cultura politica pigra, una volta entrato in Parlamento deve cambiare tutto. E non può dire ai parlamentari: non dovete elaborare strategie”. Insomma, il consiglio è che i parlamentari grillini “devono avere la libertà di lavorare”.

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Ma la risposta di Grillo non si fa attendere, e sul suo blog scrive: “In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”. Un salto non da poco: da candidato ideale per il Colle a “ottantenne miracolato”. L’Huffington Post ha provato a farsi rilasciare un commento da Rodotà, ma la sua è stata una risposta laconica: “Non ne voglio parlare, non so a chi si riferisca Grillo”. Ma l’ex comico non si limita a questo, eccolo allora passare all’attacco di tutti i “maestrini dalla penna rossa”. Per, presumibilmente, Nichi Vendola c’è un: “È tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia, è come le vecchie di “Bocca di Rosa” “Si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio”. Bersani, tornato recentemente sulla cresta dell’onda a seguito delle amministrative, non poteva mancare all’appello: “C’è poi lo smacchiatore di Bettola in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle Larghe Intese è del M5S quando il pdmenoelle ha fatto l’impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà”. E come dimenticarsi del rottamatore? “Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di sé stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo”. Proseguendo si trova anche Veltroni: “Persino Topo Gigio Veltroni è stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte”. E conclude con Pippo Civati: “Che non ha fatto i nomi dei 101 che hanno affossato Prodi, che vive in un partito che succhia da anni centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, ma però è tanto buonino. Lo vorresti adottare o, in alternativa, lanciargli un bastone da riporto”.

 

Renzi e il germe che ha colpito Grillo: spaccherà il movimento

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Renzi, oggi a Roma per presentare il suo libro, ha negato ogni tentativo di anticipare il termine dell’esecutivo: “Non sto mettendo fretta al governo, non è vero che voglio accelerarne la fine”. Ci tiene però a sottolineare che “governo e parlamento funzionano se fanno le riforme e non se vivacchiano”. Il sindaco fiorentino tiene anche a spiegare che la mozione presentata ieri da Giacchetti, circa il mattarellum, non è un tentativo di far inciampare il governo: ”Nessuno di noi è interessato a giochini o a trabocchetti istituzionali in Parlamento o al governo. Se la maggioranza che è ampia, fa le cose siamo tutti contenti. Se saranno fatte le riforme la politica e la società torneranno a parlare lo stesso linguaggio, altrimenti si sarà persa un’occasione”. Renzi, sempre indicato quando si tratta di parlare di macchinazioni tese a far cadere l’esecutivo, ribadisce: ”Il dibattito su quanto dura il governo, come dura e cosa io voglio fare è stancante, per di più per uno che ha rinunciato a stare in parlamento per fare il sindaco. Essere accusato quasi di tutto comincia ad essere quasi divertente. Prima mi arrabbiavo ora mi diverto”.Ma non rispiarmia neanche un’analisi dell’attuale situazione del MoViemnto 5 Stelle: ”Mi ha colpito il virus che ha colpito Grillo che lo sta trasformando in un politico vecchio stampo, che dà la colpa della sconfitta agli italiani senza porsi il problema che forse ha sbagliato lui. Gli italiani non vogliono il voto inutile ed è ovvio che in Parlamento il Movimento 5 Stelle si spaccherà”.

Si spoglia e inizia a correre nudo sulla provinciale!

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Un uomo nudo che corre in mezzo alla carreggiata. E’ acccaduto ieri nel tardo pomeriggio, attorno alle 18.30 (ma su questo le versioni sono discordanti, c’è chi riporta che il fatto sia avvenuto questa mattina), sulla provinciale di Besozzo, Varese. Un video mostra l’intera scena: un uomo scende dalla sua vettura, si spoglia lanciando le scarpe, supera il guardrail e, completamente nudo, inizia a correre in mezzo alla corsia, incurante delle auto. Nel video si sente pronunciare la frase: “chiama i carabinieri”, sollecitata dalla preoccupazione per l’incolumità della persona che si è gettata nel traffico. Sembra si tratti di un giovane sui 30 anni che soffre di disturbi psichici. Fermato e salvato in tempo dai carabinieri.

La sedicenne Federica Scollo, scomparsa da lunedì

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E’ scomparsa lunedì sera la 16enne Federica Scollo, palermitana, residente nel quartiere Partanna Mondello, dal quale si era allontanata e dove non ha fatto ritorno. La mamma, la signora Maria, ha fatto una denuncia a tutte le forze dell’ordine: “Ho avvisato – ha dichiarato – carabinieri, polizia e capitaneria di porto. Non abbiamo notizie da lunedì alle 19”. Poi l’appello a tutti: “Chiunque abbia visto mia figlia – dice – prego contattare subito i carabinieri o me.”

Fiori bianchi, auto d’epoca e tanta commozione: i funerali di Little Tony

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“Nei meravigliosi lidi dove ora stai scorrazzando, avrai tutto il tempo, la giovinezza che mai tramonta, e soprattutto la bellezza, per affinarti in un rock superiore, che fra le tribolazioni terrene non è dato ad alcuno di conoscere e che, da lassù invece, è tutta un’altra storia.”  E’ stato questo l’ultimo saluto di Adriano Celentano per l’amico Little Tony, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso il santuario del Divino Amore, una cerimonia semplice e sentita a cui sono accorsi parenti, amici e centinaia di fan, alcuni partiti da lontano per portare il loro ultimo saluto.

La chiesa era gremita e nel parcheggio vicino è stato allestito un maxischiermo. Sui primi banchi in chiesa gli amici conosciuti durante la lunga carriera: Bobby Solo con cui ha condiviso 35 anni di carriera, Al Bano, Mara Venier commossa dietro occhialoni neri e Pippo Baudo. All’esterno, varie auto d’epoca, sua passione, tra le quali spiccano le Ferrari.

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Aborto negato per legge: a rischio la vita stessa

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Aborto negato dalla Corte Suprema di El Salvador per una 22enne gravemente malata. La donna è affetta da lupus eritematoso sistemico e insufficienza renale, motivo per il quale la continuazione della gravidanza potrebbe mettere a serio rischio la sua vita.Ma nello Stato, a maggioranza cattolica, il diritto alla vita è protetto, dalla costituzione, “dal momento del concepimento”. La giovane, il cui stato di salute è critico, porta in grembo un feto di 26 settimane colpito da anencefalia, parzialmente privo dell’encefalo cervello. Tale malformazione genetica, che si riscontra già dal primo mese di gravidanza, porta, nella quasi totalità dei casi, alla morte in grembo o poco dopo la nascita. Ma la Corte, andando contro sia il parere della commissione medica dell’ospedale dove Beatriz è ricoverata, che le posizioni di Ministero della Salute e gli attivisti in difesa dei diritti, ha ugualmente deciso di concedere l’aborto respingendo il ricorso dei legali della donna. Nella sentenza si legge che “i diritti della madre non possono prevalere su quelli del bambino non ancora nato o viceversa” e hanno ribadito la “preclusione assoluta” ad “autorizzare l’aborto in contrasto con la tutela costituzionale delle persone ‘dal momento del concepimento’”. Ai medici, che sostengono che i rischi per la salute aumenteranno man mano che proseguirà la gravidanza, è stato dunque ordinato di continuare a monitorare la salute della donna fornendole tutte le cure necessarie.

Violenta e uccide la figlia perchè non è certo della sua verginità: è libero

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L’Independent racconda l’orrenda storia di Fayhan al-Ghamdi, “tele-predicatore” noto in Arabia Saudita, accusato di aver ucciso la figlia di cinque anni Lama.  Come lui stesso ha ammesso, ha usato bastoni e corde per picchiarla e l’ha violentata dopo aver dubitato della sua verginità. Il medico da cui ha condotto in seguito la bimba ha constatato fratture multiple al cranio, alla schiena, alle costole, al braccio sinistro e numerose ecchimosi e bruciature. La piccola è morta. Come spiega l’associazione saudita Women to Drive, l’uomo è stato rilasciato dopo solo pochi mesi di carcere e aver pagato “il prezzo del sangue”, come prevede un’usanza della legge islamica: una sorta di risarcimento in denaro per la madre della vittima. Qualche mese e poco più di 36mila euro: questa è la pensa che il giudice ha ritenuto essere “sufficiente” per un tale crimine. Se si fosse trattato di un figlio maschio, precisa il quotidiano inglese, il “prezzo del sangue” sarebbe stato doppio. In Arabia Saudita, un uomo non può essere condannato per l’omicidio dei propri figli o delle proprie moglie, ma ciò non toglie che il caso della piccola Lama abbia scatenato l’indignazione dell’opinione pubblica, poi riversatasi in Twitter sull’Hashtag #AnaLama (Io Sono Lama). Un ricorso contro la sentenza è invece stato presentato da tre attivisti sauditi.

Dario Fo: “Ci vorrebbero tante donne come lei? Me ne basterebbe un’altra”

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E’ lo stesso Dario Fo a ricordare gli ultimi, drammatici momenti della vita di Franca Rame, spentasi ieri a Milano: “Sul letto respirava a fatica. Ho provato a farle la respirazione bocca a bocca. Lei è morta tra le mie braccia. Sì, se n’è andata mentre io avevo il suo volto tra le mie mani”. Il premio Nobel ci tiene anche a smentire le voci che la volevano malata da tempo: “Non è vero che era malata. Ancora due sere fa abbiamo letto assieme il testo dello spettacolo sulla Callas che avremmo dovuto mettere in scena…”. Dalle 10 di oggi è aperta la camera ardente per l’attrice, allestita al Teatro Piccolo, mentre venerdì mattina, alle 11, verrà ricordata con una cerimonia laica davanti al Teatro Strehler. Anche Dario Fo è giunto oggi al Piccolo: “Ci vorrebbero tante donne come lei? Me ne basterebbe un’altra”. E guardandosi attorno: “Non ho mai visto tante donne tutte insieme, Franca sarebbe contenta. Ha detto più volte che al suo funerale avrebbe voluto tante donne vestite di rosso”. C’è stato anche il tempo per stringere la mano a tanti cittadini accorsi: “Ma non continuate a stringere, la mano si sta sfasciando. Un’altra mezz’ora – ha scherzato – e mi portano all’obitorio”. Dario Fo ha poi detto di avere ricevuto una grande corona dal Presidente della Repubblica: “Per una che è fuggita dal Senato – ha spiegato – sbattendo la porta mica male”. E ha aggiunto: “Lei se n’è andata sbattendo la porta, altri hanno aspettato la fine per usufruire dell’immunità”. Fo ha poi concluso: “Tra un mese circa sarà pubblicato il testamento civile che stava scrivendo Franca”.

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Morire per uno sputo: la storia di Domenico Lorusso

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Aveva povato a difendere la sua ragazza colpita da uno sputo Domenico Lorusso, morto per una coltellata al petto in un parco pubblico vicino al fiume Isar a Monaco di Baviera. La polizia, che ha ricostruito l’omicidio, cercano l’assassino, fuggito subito dopo. Tornerà ora in Italia il corpo dell’ingegnere di 31 anni originario di Potenza e trasferitosi in Germania per lavorare in una società aeroportuale. L’omicidio è avvenuto alle 22 di martedì, mentre lui e la fidanzata rientravano in bicicletta verso il centro della città. Una passeggiata su due ruote, brutalemnte interrotta quando l’assassino, sconosciuto e probabilmente ubriaco, ha sputato alla ragazza, anche lei potentina come l’ingegnere, senza alcun motivo. Lorusso si è rivolto all’uomo per chiedere le ragioni del suo gesto, quando la situazione è degenerata. L’assassino ha estratto il coltello con cui ha sferrato il colpo al petto. La fidanzata ha chiamato i soccorsi, ma non è bastato: Lorusso è morto dopo essere stato ricoverato all’ospedale “Klinikum Rechts der Isaar”. Ora si cerca l’autore dell’ingiustificabile gesto, di età vicina ai 35 anni, con capelli corti e neri e vestito con un giaccone scuro. La microcriminalità è un fenomeno presente nelle maggiori città tedesche e l’ingegnere non è la prima vittima italiana. Due anni fa un altro italiano, il 23enne Giuseppe Marcone fu ucciso a Berlino, dove lavorava nel ristorante del padre. Fu investito da un’auto mentre usciva dalla metropolitana del Kaiserdamm, mentre scappava da due giovani che lo avevano aggredito senza motivo. All’epoca, i responsabili furono condannati a due anni e 4 mesi di reclusione.

Le incredibili immagini del “Solstizio di Manhattan”

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E’ stato il giorno del solstizio di Manhattan ieri, mercoledì 29 maggio, il Manhattanhenge. Uno spettacolo incredibile che accade solo due volte all’anno. Quello che lo caratterizza è che, in queste occasioni, il sole, al tramonto, è perfettamente allineato in direzione est-ovest alla griglia di strade che costituisce la pianta del quartiere e appare come “incastrato” tra i giganteschi edifici. L’effetto ricorda quello che si ha a Stonehenge, il sito neolitico in Inghilterra, proprio in occasione dei solstizi, quando le pietre sono perfettamente allienate al sole. Da qui il nome, che unisce, appunto,  Manhattan e Stonehenge.

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Sono centinaia le persone che si riversano in strada per ammirare, e immortalare il fenomeno che, solitamente, si verifica verso la fine di maggio e tra il 12 e 13 luglio. Certo non ne saranno entusiasti molti automobilisti, ma in cambio sui social c’è un proliferare di questi scatti davvero particolari. Il prossimo appuntamento con il Manhattanhenge è per il 12 e 13 luglio, preferibilmente in una queste strade: la 14esima, la 23esima, la 34esima, la 42esima e la 57esima.

Il futuro è ora: al via Wired Next Fest

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Wired Next Fest è una festa pluristratificata e multidisciplinare. Un “immaginifico luna park temporaneo” che celebra l’innovazione in tutte le sue sfaccettature e con un linguaggio comprensibile al pubblico più vasto. Mi piace definire l’innovazione come il salto che fa l’immaginazione quando incontra la realtà e in questi tre giorni realizzeremo questo sogno proprio a Milano.” Spiega così lo spirito della manifestazione, che inizia oggi e avrà durata di tre giorni, Carlo Antonelli, direttore creativo di Wired Next Fest e direttore di Wired. Il festival nasce dalla preziosa collaborazione tra Wired, il mensile Condé Nast, e il Comune di Milano – Assessorato alla Cultura – e intende celebrare il capoluogo lombardo come “culla dell’innovazione italiana” da almeno sei secoli. L’’obiettivo che ci si pone, con questo festival che s’ispira a quello dell’edizione americana di Wired, è quello di coinvolgere soprattutto coloro che generalmente non sono ossessionati dalle nuove tecnologie, cercando di trasmetterne una visione più semplice e naturale, facendo comprendere quanto le nuove scienze facciano in realtà già parte del nostro vivere quotidiano. E per farlo ci si avvalerà anche della presenza di grandi nomi. Per fare solo alcuni esempi: il critico della Rete Evgeny Morozov, il politico e giurista Stefano Rodotà, il pilota Alex Zanardi, lo scrittore Niccolò Ammaniti, il fumettista Zerocalcare, il comico Maccio Capatonda. E ancora il tecnologo David Weinberger, il matematico Cedric Villani, l’astrofisica Lisa Randall, il giornalista Steve Berlin Johnson. Appuntamento quindi ai Giardini Indro Montanelli in via Palestro a Milano. L’appuntamento, è uno di quelli destinati a lanciarci direttamente nel futuro.

Roberta Lombardi e la spia del Movimento…

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Roberta Lombardi fursiosa, a dir poco. Stando a quanto riporta Europa, il caprogruppo alla Camera del M5S avrebbe scritto questa mail ai deputati in vista della riunione di giovedì: “Volevo scrivervi per condividere con voi l’assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una m***a, chiunque tu sia”. E Beppe Grillo non è più tenero: “Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il Pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma, è pregato di avviarsi alla porta”. Poi arriva un consiglio che suona minaccioso: “E’ meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C’è più controllo”. La tensione all’intedno del gruppo pentastellato si taglia con il coltello e alla prossima riunione di deputati e senatori il tema all’ordine del giorno sarà il risultato elettorale, con interventi che potrebbero essere tesi a ridiscutere di strategia politica e di prospettive per i “dissidenti”. E se il deputato Luigi Di Maio attacca su Facebook il collega Tommaso Currò, una delle anime “critiche” del Gruppo, accusandolo di essere “chiaramente in malafede”, (“C’è chi proprio a questo gruppo non vuole bene (spero restino pochi)”, scrive Di Maio), altri, sempre compresi nel gruppo dei parlamentari che scalpitano, negano però che ci sia la volontà di andarsene. Lo tsunami si è formato ne casa 5 stelle?

Arrestato un 17enne: maltrattava la fidanzatina

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Doveva essere amore, si era trasformato in un incubo il rapporto di una giovane coppia. A Ceriale, in provincia di Savona, è stato arrestato un 17enne che avrebbe ripetuttatmente maltrattato la sua fidanzatina 15enne, arrivando al punto di sequestrarla. Il ragazzo, che aveva inviato diversi messaggi contenenti minacce di morte alla ragazzina, si trova ora nel carcere Ferrante Aporti di Torino, ma potrebbe essere presto affidato ad una comunità protetta.La loro relazione, iniziata l’ottobre scorso, era presto diventata ossessiva. Lui, disoccupato, era diventato sempre più aggressivo e geloso nei confronti della fidanzatina, una studentessa modello, fino ad arrivare alla vera e propria violenza. Le indagini che hanno portato all’arresto sono iniziate a seguitodella denuncia dei genitori della giovane vittima, dopo che era tornata a casa con il volto tumefatto dalle botte ricevute.

Parla l’ex di Carolina, la ragazza morta suicida a Novara

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Parla l’ex fidanzato di Carolina Picchio, la quattordicenne che ha scelto di togliersi la vita perchè non sopportava più gli insulti e le umiliazioni. Il ragazzo, su cui grava l’accusa d’istigazione al suicidio e indagato dalla Procura del tribunale dei minorenni di Torino, ammette di averla insultata ma “le avevo chiesto scusa. Caro era forte, non avrei mai immaginato che la sua vita finisse così. E poi io a quella festa non c’ero”. Con lui altri cinque ragazzi, suoi amici, sono indagati per violenza sessuale di gruppo, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Parla di “un rapporto ricco di sentimento e tenerezza, poi degenerato. il ragazzo, spiegando: ” Troppa instabilità, troppi contrasti. Se tornassi indietro eviterei di arrabbiarmi e di litigare fino a dirle parole offensive. Ma quel giorno l’ho insultata, anche se poi le avevo chiesto subito scusa e lei era stata contenta che fossi dispiaciuto”. E aggiunge: “Il mio maestro di tennis mi aveva rimproverato per aver perso il controllo e io mi sono scusato. La questione mi sembrava chiusa”. Cerca una giustificazione il giovane, mentre si rivolge alla famiglia di Carolina giurando “che da parte mia non c’è mai stata alcuna forma di persecuzione o di risentimento. Ho provato un dolore profondo. Non avevo capito, non avrei mai pensato a una fine così drammatica. Lei aveva sempre mostrato un carattere forte”. Ma per gli amici della ragazza le cose sono andate diversamente, secondo loro era stata umiliata e si era suicidata per la vergogna. Dieci giorni fa sono stati sequestrati gli iPhone e sono arrivati gli avvisi di garanzia, ma il messaggio si era già diffuso su Facebook poco dopo la morte della ragazza: lei si è uccisa perché quelli l’hanno denigrata. E l’ex fidanzato adesso accusa: “Non sono mai stato aggredito ma alcuni miei amici sì: hanno paura ancora adesso ad andare in giro. La compagnia di Carolina ci odia”. Il tutto era iniziato a novembre, quando, così le voci che giravano, qualcuno aveva filmato, durante una festa, Carolina ubriaca. L’ex, al riguardo, prende però le distanze: “Io non c’ero quella sera. Era una serata che organizzavamo spesso per mangiare una pizza nella casa di uno o dell’altro degli amici. Non so che cosa sia successo”. E sui video girati: “Non solo non li ho mai visti, ma non sono in grado di stabilire se fosse un unico filmato o più riprese effettuate da persone diverse. E che io sappia il video non è mai stato postato su Facebook”.

Due morti in Messico per il passaggio dell’uragano Barbara

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Sono due le persone morte a causa dell’uragano Barbara, che ha colpito le coste meridionali le Messico. Le vittime sono un surfista mericano di 61 anni, annegato mentre si trovava sulla sua tavalo, e un ragazzo 26enne messicano, morto mentre tentava di di attraversare un fiume. I media locali hanno riferito anche che 14 pescatori dello Stato di Oaxaca risultano attualmente dispersi. L’uragano, che ha allagato le strade e abbattuto gli alberi, si è poi indebolita a tempesta tropicale e spostarsi nell’interno.

Scossa di terremoto in Calabria

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L’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato, alle 2.30, una scossa di terremoto di magnitudo 3 in provincia di Cosenza, in Calabria. Il sisma, secondo i rilevamenti, ha avuto epicentro in prossimità dei comuni di Corigliano Calabro, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese e Vaccarizzo Albanese. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose e ipocentro a 25.5 km di profondità. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

Emilia: la terra torna a tremare

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A poco più di un anno dagli eventi che hanno piegato l’Emilia, la terra è tornata da tremare. Nella notte, alle 3.49, una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata nella pianura Padana tra le province di Reggio Emilia, Modena e Mantova. Il sisma, che ha avuto un epicentro in prossimità dei comuni reggiani di Fabbrico, Reggiolo e Rio Saliceto, di quello modenese di Novi e di quelli mantovani di Gonzaga e Moglia e un ipocentro a 5 km di profondità, non ha fatto segnalare danni a persone o cose.

Giallo a Venezia: trovato il cadavere decapitato di una donna

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E’ probabilmente di una donna il cadavere smembrato ripescato nella laguna veneziana, nel canale della Giudecca. Sono state avviate le indagini sulle donne recentemente scomparse visto che il corpo, che forse è finito tra le eliche di una barca e ha trascorso diverso tempo in acqua, è stato rinvenuto privo della testa e delle braccia, mentre la cassa toracica sarebbe ridotta praticamente allo scheletro. Il sesso della persona sarebbe stato quindi dedotto facendo riferimento agli indumenti che ancora indossava, in particolare un paio di stivaletti con il tacco. Le condizioni della salma, comunque, rendono impossibile al momento una sua identificazione, così come è difficile ipotizzare le cause della morte. E’ stato un uomo che transitava con la propria barca nella zona di Sacca Fisola a notare il cadavere che galleggiava e ad allertare i Vigili del fuoco, giunti sul posto con gli uomini del Nucleo natanti e i Carabinieri. Il corpo, ripescato, resta ora a disposizione della magistratura.

Massacro di Aurora: il killer rischia la pena capitale

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Avevano tentato a presentare un ricorso secondo cui la legge sulla pena capitale del Colorado è incostituzionale i legali di James Holmes, l’autore del massacro del cinema di Aurora. Ma il giudice distrettuale ha respinto tale ricorso e ora l’uomo continua a rischare la pena di morte per quanto accaduto la notte del 20 luglio scorso. In quell’occasione Holmes irruppe, vestito da Joker, in un cinema di Aurora durante la proiezione della prima del film ‘Batman’ e uccise 12 persone.

Chi va in onda? Grillini a scuola di tv!

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Grillo e Casaleggio aspettano otto parlamentare del M5S al varco: venerdì ci sarà infatti un incontro a 10 avente per tema la comunicazione politica. E’ stato lo stesso leader a spianare la strada a tale progetto: “Bisogna iniziare ad andare in televisione, a spiegare quello che facciamo, parlando con i giornalisti che ci fermano per strada”. L’unico divieto, al netto di black-list di giornalisti sgraditi (che al momento non sembrano esistere), rimane quello di partecipare ai talk-show. Ma, non potendo lasciare nulla al caso, i deputati dovranno sottoporsi a un vero e proprio corso di formazione (anche se i comunicatori del M5s lo definiscono “un semplice incontro amichevole per avere periodicamente un confronto”) per confrontarsi su come gestire le apparizioni televisive. A raggiungere gli studi di Casaleggio&associati, a Milano, saranno i deputati Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Riccardo Nuti, Laura Castelli e Luigi Di Maio e i senatori Vito Crimi, Nicola Morra e Paola Taverna. Li attende una pioggia di domande per imparare a calibrare le risposte, elaborare una strategia sugli argomenti più spinosi, schivare trabocchetti ed evitare di trovarsi in situazioni poco gradite. “Sono stati scelti quelli più fidati, quelli che bucano di più il video e che saranno mandati in televisione”, spiega un deputato, ma arrivano rassicurazioni che prima o poi tutti gli eletti saranno sottoposti ad un simile trattamento al quale farà seguito una serie di apparizioni mirate. Un netto cambio di rotta dunque, mirato a raggiungere un’audience più alta che non quella dei fedeli del web. Non resta che restare sintonizzati: ormai è certo, i grillini arriveranno anche in tv.

Lettere al veleno destinate al sindaco di New York

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Stando alla Cnn, la polizia ha affermato che alcune lettere inviate a Michael Bloomberg, sindaco di New York, contenevano tracce di ricina, potente sostanza velenosa letale per l’uomo. Stando a fonti investigative, le missive potrebbero essere legate all’impegno di Bloomberg nella lotta alla diffusione di armi da fuoco. Tale presenza, ha riferito la polizia, è stata rilevata in una serie di test preliminari e dovrà ora essere confermata attraverso ulteriori esami. Una prima missiva sarebbe stata recapitata venerdì, negli uffici newyorkesi. A questa avrebbe fatto seguito una seconda, arrivata domenica a Washington, nella sede dell’associazione no-profit di cui il sindaco è presidente e che riunisce tutti i primi cittadini americani favorevoli a una stretta e a maggiori controlli sulla vendita di armi da fuoco. Se non sono stati mostrati sintomi d’avvelenamento dalle prime persone entratte in contatto con le lettere, lo stesso non sarebbe stato per gli esperti della polizia: dopo aver effettuato i primi esami approfonditi, ora sono sotto osservazione. L’Fbi e l’Antiterrorismo hanno aperto un’inchiesta, volta anche ad accertare se ci sia un collegamento con altri recenti episodi. Non è certo il primo caso di lettere avvelenate negli Stati Uniti. Già lo scorso mese, dopo l’attentato di Boston, alcune missive furono inviate sia ad alcuni senatori in prima linea nella battaglia contro le armi da fuoco, sia al presidente Barack Obama. Più grave il bilancio delle lettere all’antrace inviate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e indirizzate a diversi parlamentari e giornalisti e che provocò 5 morti.

Chi scherza con Topolino? Esplosione a Disneyland!

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Lo scorso martedì è avvenuta, a Disneyland, una piccola esplosione all’interno di un cestino di rifiuti. La polizia ha subito avviato le indagini che hanno condotto all’arresto di un ragazzo di 22 anni, impiegato dello stesso parco. Un portavoce della struttura ha poi riferito: “Prendiamo molto seriamente questioni come questa e lavoriamo a stretto contatto con le autorità locali.” Al momento il ragazzo, Christian Barnes, di Long Island, sta cooperando con gli investigatori. L’esplosione, apparentemente causata da ghiaccio secco in una bottiglia, è avvenuta verso le cinque e mezza di pomeriggio (locale) nella zona di Mickey’s Toontown e non ha causato nè vittime nè danni. Si è comunque provveduto subito a evacuare e chiudere al pubblico l’area. Secondo fonti di stampa la cauzione di Barnes è stata fissata a un milione di dollari. “Non si scherza con Topolino”, avrebbe affermato qualcuno.

In giro per l’Europa… da uno zoo all’altro!

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Sono molti gli zoo presenti in Europa dove si possono trovare animali di tutte le razze e specie. Lo Schönbrunn, a Vienna, è quello più antico del mondo: la sua inaugurazione risale al 1752 e vanta una media di due milioni di visitatori l’anno, ance se sulla rete non sembra riscontrare particolare successo, a differenza di quello londinese: per lui 23mila followers e delle new entry di eccellenza: Jae Jae e Melati, sue splendide tigri di Sumatra.  Ma anche Kumbuka, un gorilla di 15 anni da poco arrivato. In Gran Bretagna è poi anche possibile visitare lo zoo di Chester, il più grande di tutto il Regno Unito con 11mila animali e 19mila visitatori virtuali. Qui si possono conoscere Tina il bradipo, Nima il panda rosso, e Millie il baby giraffa. Chi ha da poco spento le 100 candeline è lo zoo di Edimburgo, che si vanta di avere la più grande piscina per pinguini d’Europa. Chi invece ha organizzato un reality, in onda su RTE One, è lo zoo di Dublino, che racconterà l’amore tra Marmaduke e Rio (due tapiri) e “l’adolescenza” di Budi, giovane elefante. Quello di Praga è invece più recente, la sua inaugurazione risale al 1931, che ha subito però seri danneggiamenti nel corso dell’alluvione del 2002. In primavera ha tagliato il nastro alla valle degli elefanti e sono state aperte nuove case per gli ippopotami. Imperdibile poi l’adventure zoo di Hanover, dove si possono ammirare le immersioni dei pinguini, degli orsi polari e delle foche, ma anche i cuccioli di elefante e i gorilla di montagna. Gli orsi polari, gli elefanti ed Enzo, il leone marino californiano si possono andare a salutare, invece, a Berlino. Per un’esperienza diversa, una zoo-immersion, indispensabile arrivare al bioparco di Valencia, suddiviso in quattro zone che danno l’impressione di un viaggio in Africa: savana, foresta equatoriale, Madagascar e zone umide. Ma anche in Italia abbiamo di che andare orgogliosi: oltre al bio parco di Roma e al parco faunistico di Bergamo, a Fasano, in Puglia, è possibile vivere l’avventura di un vero e proprio safari a bordo della propria auto e ammirare leoni, tigri, elefanti e antilopi e, se non si ha voglia di guidare, si può sempre optare per un viaggio in treno attraverso il villaggio delle scimmie.

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Beni confiscati alla mafia: chi li ha intascati?

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Il quotidiano La Notizia riporta una domanda che si pone l’associazione Anfass di Ostia che,  dopo essersi aggiudicata un bando emanato dalla Regione Lazio, non ha ancora ricevuto i quasi 200 mila euro di finanziamenti: “Che fine hanno fatto i fondi destinati alle associazioni assegnatarie dei beni confiscati alla mafia?” e spiega che “secondo l’Anfass, quel pagamento è stato addirittura  bloccato senza che la Regione abbia fornito una spiegazione. Dall’Abecol (agenzia regionale per i beni confiscati alla mafia) nessuna risposta,  nonostante “tre raccomandate, sei solleciti e alcune telefonate con i dipendenti dell’Abecol” come ha detto alla Notizia il direttore generale di Anfass, Stefano Galloni. “La nostra associazione conta 200 lavoratori ed è in grado di prendersi cura di 450 disabili al giorno. Non capiamo perché la Regione ha negato quei finanziamenti che un bando pubblico ci ha assegnato”. I finanziamenti desitnati alle associazioni ammontano in tutto a un milione di euro, ma neppure dal Gabinetto del Presidente Zingaretti, che pure ha tutta la documentazione, arrivano risposte. Eppure è stato lui stesso ad affermare: “Noi non saremo mai omertosi, nè quelli che chiudono gli occhi né quelli che dicono che la mafia non esiste nel Lazio. La mafia esiste, va combattuta e ognuno deve fare proprio dovere”. L’Abecol in quattro anni non ha prodotto nulla ma è costata ai cittadini del Lazio oltre  un milione di euro ed a ora come direttore, per volontà di Zingaretti, quel Luca Fegatelli, che rimasto organo di una Direzione, è stato dirottato dalla giunta di centrosinistra all’Abecol, con uno stipendio aumentato rispetto al suo predecessore. La gara prevedeva che il pagamento ai vincitori avvenisse per via immediata, tramite la Prefettura di Roma e l’associazione ha adempiuto ad ogni formalità relativa all’accettazione del finanziamento anticipando 120mila euro per le  ditte che stanno svolgendo interventi di ristrutturazione: se il regolamento dello stesso bando  non verrà rispettato, si ritroverà in gravi difficoltà economiche a causa di un indebitamento di oltre 900mila euro. “È evidente – ha detto ancora Galloni  – che si sta realizzando un danno rilevante nei confronti di associazioni virtuose. Per la prima mi trovo in una situazione di grande imbarazzo dovendo far fronte anche agli stipendi dei miei dipendenti. Penalizzazione che aumenta i rischi, per enti come Anffas, di prendere in gestione immobili confiscati alla mafia, facendo crollare la fiducia nelle Istituzioni”. Se le associazioni cercano di preservare i beni sottratti alla mafia senza ricevere le dovute risposte, viene naturale chiedersi perchè perseverare a mantenere una struttura regionale che grava pesantemente sulle tasche dei cittadini.

Perchè è sconsigliabile fare sesso al volante: la storia di Luis Briones

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Causa un incidente e fugge ma la polizia riesce ad acciuffarlo: arrestato il 25enne Luis Briones, del New Mexico. Fin qui tutto normale. Peccato che i retroscena dell’incidente sembrino tratti da un film. Il ragazzo ha attraversato un incrocio con il rosso mentre stava guidando il suo Suv, ubriaco e facendo sesso al volante con una sua amica 21enne che, nell’impatto, è stata sbalzata fuori finendo nuda sull’asfalto. Briones l’ha abbandonata sulla strada e si è dato alla fuga, lanciandosi in un boschetto di cactus sul bordo della strada, con una scarpa e un paio di pantaloncini infilati al contrario. La polizia ha poi rinvenuto una bottiglia di vodka mezza vuota nella sua auto. Il ragazzo, su cui pendono diversi capi d’accusa, è ora nel carcere della contea di Bernalillo, con una cauzione fissata a 22mila dollari. La ragazza ha riportato ferite al volto e alla testa.

Problemi a causa del suo essere gay: si lancia nel vuoto un 16enne

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Il ragazzo di 16 anni che oggi ha tentato il suicidio gettandosi da una finestra della scuola e che ora è ricoverato con fratture ad entrambe le gambe, aveva lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto. Secondo Aurelio Mancuso, Presidente di Equality Italia, il ragazzo avrebbe avuto, a causa della sua omosessualità, problemi sia a scuola che in famiglia. L’uomo così commenta: “Poco dopo mezzogiorno un ragazzo di 16 a Roma ha tentato il suicidio lasciando un bigliettino per spiegare che non ce la faceva più a sopportare le angherie del padre che non accettava la sua omosessualità e le derisioni che subiva a scuola. Ecco un altro drammatico episodio di solitudine, di emarginazione che suscita rabbia perché al di là delle belle solite parole, la politica continua a rimandare misure adatte a contrastare per legge l’omofobia e a mettere in campo un azione nella scuola permanente di educazione alle differenze. Ci auguriamo, che il ragazzo possa rimettersi presto in salute, e che trovi quella solidarietà e aiuto necessarie a superare le ragioni che lo hanno indotto a questo gesto estremo. Puntiamo però il dito contro la politica e le istituzioni, che continuano a perdere tempo, mentre si ampia pericolosamente nelle nostre scuole il bullismo omofobico, e nel paese gli omosessuali continuano a sentirsi colpiti e discriminati.”

Mi lasci? Ti distruggo l’auto con i tacchi a spillo! La triste storia di un toy-boy

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Lei, 37 anni, gelosa, possessiva, in grado di rendere la vita impossibile. Lui, 24 anni, stanco della situazione la lascia dopo solo qualche mese. Lei inizia a a chiamare e messaggiare, senza esito. Allora lo “insidia” e poi, sconfitta, medita la sua vendetta. E cosa ci può essere di più terribile per un ragazzo se non uscire dalla ditta di trasporti per cui lavora e trovare la propria ex che passeggia, sfoggiando un bel paio di scarpe con il tacco alto, sopra il tettuccio e il confano della propria auto? Il giovane ha provato a farla desistere, invitandola a scendere a terra senza devastare la sua Toyota Yaris, ma solo la polizia è riuscita nell’impresa, ma solo dopo un bel po’ di tempo, considerato il temperamento impetuoso dell’impiegata che alla fine ha dovuto cedere e si è spinta ad affermare di voler risarcire il danno. Tornata sotto controllo la situazione, il ragazzo è tornato al lavoro ma a quanto pare non era finita per nulla! La donna è ricomparsa verso le 12 nel parcheggio aziendale, in zona Fondiaria a Treviso, ed ha cercato d’impedirgli di allontanarsi piazzandosi di fronte all’auto in modo tale che qualunque manovra di fuga verso viale della Repubblica fosse fuori discussione. Ecco che nache le volanti della polizia fanno ritorno ma questa volta la donna non era intenzionata a muoversi. In compenso ha iniziato  a scalciare e a dare pugni a tutto ciò che le si parava di fronte, in una sorta di crisi isterica e colpendo sia l’ex che gli agenti, ma soprattutto la povera Toyota Yaris sulla quale sono rimasti segni indelebili. Alla fine sono dovuti intervenire i medici del Suem che le hanno somministrato del sedativo, prima di trasportarla al Ca’ Foncello per accertamenti. La vettura del corriere espresso dovrà invece essere sottoposta a ben altre cure, quelle del carrozziere: i danni provocati dallo sfogo passionale della 37enne armata di tacchi sarebbero infatti piuttosto ingenti. E la donna, perso il suo ragazzo, sarà anche costretta a risarcirlo.

Questo Botellòn non s’ha da fare… ma i padovani ascolteranno?

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E’ l’ultimo mercoledì di maggio e, come ogni anno, a Padova va di scena il Botellòn, la festa spagnola che invade il centro della città e anima come non mai il Prato della Valle. Nell’ultma edizione hanno partecipato oltre 10mila persone, in compagnia delle relative bottiglie di alcol. E quest’anno, tempo permettendo, è previsto il bis… forse. Perchè il Comune ha blindato la piazza e invitato a spostare la festa alla prossima settimana al parcheggio sud dello stadio Euganeo. Ma le tradizioni goliardiche a Padova son difficili da modificare. Ecco quindi la scelta di transennare i quattro ponti d’ingresso all’isola Memmia, posizionati oggi alle 17 e che verranno tolti  solo dopo 12 ore, per permettere la normale circolazione. E’ una sfida dunque quella lanciata dalle autorità, che va a colpire i ragazzi che questa sera si presenteranno in Prato che non potranno neppure fare rifornimento di alcol nei bar della zona: un’ordinanza impedisce infatti la vendita di alcolici da asporto dalle 21 di questa sera alle 6 di domani mattina, almeno per quanto riguarda il Prato e le zone adiacenti. “Le disposizioni prese per l’isola Memmia vanno nella direzione di salvaguardare le statue di Prato della Valle ed evitare che i ragazzi ci salgano sopra e questo vale anche per la loro incolumità” spiega il vicesindaco Ivo Rossi, “stiamo monitorando la situazione per valutare provvedimenti ora per ora”. L’amministrazione è pronta a tutto, anche a mettere in campo i bagni chimici, mentre sono già pronti ad intervenire sia le forze dell’ordine che i mezzi di soccorso. Dura la critica del senatore della Lega Nord Bitonci, che si trova a fronteggiare il neo sindaco ora che Zanonato è stato assurto al ruolo di ministro: “Il Comune, incapace di intervenire per mantenere la sicurezza in Prato della Valle, invece di proibire una manifestazione non autorizzata fa scontare a chi, nonostante la crisi, le tasse e il costo del lavoro insopportabile, tiene aperti bar e ristoranti in una città quasi deserta nelle ore serali, in cui i turisti faticano a trovare un locale dove spendere i loro soldi. Multare chi si ubriaca o lorda il Prato, in termini di popolarità, sarebbe troppo gravoso per il neo sindaco. Meglio colpire ancora chi lavora, dà lavoro e pagherà il servizio di pulizia e di sicurezza con le proprie tasse, nonostante le perdite per una giornata in meno di lavoro”. Ecco alcune immagini per capire a cosa sta andando incontro Padova!

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Lea Garofalo: quattro ergastoli per i suoi assassini

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Lea Garofalo, testimone di giustizia, fu uccisa a Milano il 2004 novembre 2009. Oggi i giudici della corte d’Assise e d’Appello di Milano hanno confermato la condanna all’ergastolo, emessa in primo grado, per l’ex compagno di Lea Garofalo Carlo Cosco, il fratello Vito e Massimo Sabatino e Rosario Curcio, entrambi collaboratori della famiglia legata alla ‘ndrangheta. Per i due fratelli Cosco e per Curcio il sostituto pg Marcello Tatangelo aveva chiesto l’eragastolo. Per Sabatino, invece, aveva chiesto l’assoluzione in base alle rivelazioni del pentito Carmine Venturino, ex fidanzato della figlia di Lea, Denise, che aveva scagionato anche Giuseppe Cosco, ora assolto. I giudici hanno cancellato il carcere a vita anche per il pentito Carmine Venturino, condannato a 27 anni, al quale sono state concesse le attenuanti generiche: l’uomo ha contribuito alla rilettura della vicenda iniziando a collaborare dal carcere con i pm nel luglio scorso e facendo ritrovare i resti della donna in un campo in Brianza. Per la figlia di Lea Garofalo, Denise, che si è costituita parte civile contro il padre Carlo Cosco, i giudici hanno confermato un risarcimento di 200mila euro. La ragazza, che oggi ha 21 anni, era presente al momento della lettura del verdetto, coperta da un paravento. Il legale della ragazza, Vincenza Rando, ne ha annunciato l’intenzione di celebrare il funerale della madre a Milano. “L’impianto accusatorio ha tenuto – ha affermato il difensore – Denise è contenta che sia stato trovato il corpo della madre e ora vuole fare un funerale a Milano”.

Il cavallo che corre contromano! Succede a Firenze

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Spettacolo fuori dal comune per gli automobilisti che si sono ritrovati a passare in via Baracca, a Firenze: un cavallo, presumibilmente scappato dalla sua stalla alle Cascine, senza fantino, ha imboccato piazza Puccini e poi via Baracca, correndo con tanto di biga dietro. In molti hanno tentato di fermare la folle corsa, ma, probabilmente spaventato sia per il rumore che per il traffico, non ha voluto sentire ragioni. Alla fine è intervenuta una pattuglia della polizia municipale che è riuscita a fermarlo all’altezza di viale Corsica e lo ricondotto nella sua stalla. Sul posto è subito intervenuta anche la proprietaria dell’animale che stava cercando di fermarlo. L’autore del video ha commentato: “Non avevo mai visto sulla di simile, era qualcosa di spaventoso e pericoloso. Fortunatamente sono arrivati i vigili urbani a bloccarlo, ma prima il cavallo ha percorso chilometri e ha anche urtato con alcune auto…”.

Via la violenza e l’odio dalla rete! Facebok prende provvedimenti

Facebook

Addio all’Hate speech in Facebook? Così sembra. Lo annuncia in un lungo comunicato in cui avvisa che è intenzionato a scendere in campo contro la propaganda dell’odio. Il sito, fino ad ora, ha ospitato gruppi suprematisti, fanatici religiosi e razzisti e per questo è stato numerose volte richiamtato alla sua responsabilità del farsi veicolo della promozione di “valori” tanto in contrasto con il rispetto della dignità umana. Al riguardo, l’azienda cita le proteste  pervenute da associazioni e comunità di musulmani, ebrei e LGBT e sottolineando l’intenzione di rafforzare i rapporti formali e informali con le associazioni a tutela della donna. La momento la soluzione definitiva non è ancora arrivata, però c’è la riporposizione di rivedere le linee guida assieme ad esperti e associazioni, oltre ad addestrare meglio gli addetti alla valutazione e rimozione dei contenuti segnalati. Sempre nel comunicato, si fa accenno a test che prevedono di richiedere una prova d’identità a chi pubblica contenuti “crudeli e offensivi”, cosa che obbliga gli autori ad assumersi la responsabilità di quanto pubblicato. Forse non sarà rivoluzionario, ma è un sengale forte: va bene la libertà d’espressione, ma serve anche un filtro in grado di bloccare i tentativi di divulgare l’odio. Il resto sta nell’educazione degli utenti, nella loro capacità di relazionarsi con il prossimo senza far ricorso alla violenza a tutti i costi.

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Oggi e per un solo giorno: torna in sala Akira!

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Torna al cinema solo per oggi, in occasione del suo 25° anniversario la pellicola Akira, il capolavoro anime di Tetsuo Otomo, uno tra i maggiori esponenti del fumetto nipponico. La storia è ambientata nella Tokyo del 2019, devastata dalla Terza Guerra Mondiale e in cui regna il caos: bande di motociclisti si fronteggiano, gruppi di terroristi e di ribelli mettono la città a ferro e fuoco, sette religiose proliferano in attesa della seconda venuta del leggendario Akira.  E’ in questo contesto che vive il giovane Kaneda, ragazzo altruista e leader rispettatissimo di un gruppo di motociclisti. Il merito del film è di aver rivoluzionato il cinema da un punto di vista sia linguistico che sociale, utilizzando la computer grafica già nel 1988, riprendendo temi, personaggi e generi tipici del post punk ambientando la storia in un futuro post atomico, come poco prima aveva fatto Blade Runner, con il quale ha diverse somiglianze da un punto di vista di immaginario scenografico. Akira, che la rivista Wired ha inserito tra i 20 migliori rappresentanti del genere, è un ottimo esempio di cartone animato adulto, un’ottimo spunto per tuffarsi nella storia dell’animazione giapponese. 

Il mondo guarda all’Italia… e al flop di Grillo!

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E’ catalizzata su Grillo l’attenzione della stampa estera, tutta per quella caduta rovinosa dell’ex comico che è volato in alto alle precedenti elezioni e per il quale è stata ancora più dolorosa la caduta alle ultime amministrative. Pd e Pdl si suddividono poche righe, ma i titoli sono tutti per Beppe. Che affonda, evapora, crolla, così diconoi. Gli elettori “illudono Grillo ai comizi”, “Guadagna l’astensione e perde Grillo”, tutti titoli che sottolineano il flop del movimento, nelle urne. Solo El Diario sottolinea il fallimento dei sondaggi e la relativa “sorpresa” del risultato. Ma le amministrative sono state anche astensionismo, ed è infatti questo il secondo tema preferito. Nessuno però all’estero, pur esesndo gli interlocutori preferiti dal leader che parla di stampa venduta quando guarda all’Italia, espone la teoria elaborata dallo stesso Grillo, mancano i riferimenti  al poderoso blocco sociale di pensionati e dipendenti pubblici che tramerebbe alle sua spalle. Del resto solo in Italia quando qualcosa va male si cercano cause esterne…

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