Gli italiani non pagano: debiti non onorati per un totale di 34 miliardi

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Nel 2012 ha raggiunto quota 34 miliardi di euro il totale degli insoluti: i conti degli italiani piangono e non si pagano più le rate del mutuo, l’affitto o le bollette per beni di prima necessità quali acqua, luce e gas. Per quest’anno, inoltre, si prevede un aumento del 6/8% delle pratiche affidate al reucpero crediti. E’ stata l’Unirec, l’associazione che riunisce le principali società di recupero crediti, a presentare i dati, sottolineando che tra le regioni più indebitate si trovano Sicilia, Campania, Lombardia, Lazio e Puglia. Oltre a questo, sta prendendo nuovamente piede l’usanze delle cambiali. Sono 3 milioni  al mese le pratiche relative a debiti non pagati da famiglie e imprese che faticano sempre di più a onorare le proprie obbligazioni e rimborsare i prestiti contratti: una vera e propria emergenza sociale quindi.  Ma se il numero delle cambiali è aumentato del 5% rispetto al 2011 e, addirittura, del 44% rispetto al 2009, anche i protesti sono in crescita da ormai 5 trimestri consecutivi. In questo contesto, le regioni più “virtuose” sono la Basilicata, Molise e Trentino. “Un dato che, ovviamente, risente dell’entità della popolazione dei territori, anche se – nelle aree più critiche e nelle regioni con situazioni socio-economiche più difficili – si rileva un tasso di recupero dei crediti decisamente minore”, dice il Rapporto che chiude con una previsione ancora più pessimista: i volumi da recuperare il prossimo anno potrebbero salire di un altro 10%.

debiti

Ma se sono aumentati i crediti insoluti, le previsioni di incasso dei recuperatori professionali sono negative: aumenta cioé il differenziale tra affidamenti ed effettivi recuperi (-11%). Questa situaione rischia di rendere ancora più aggressive le azioni di recupero, anche con modalità che violano il codice della Privacy e integrano reati fino all’estorsione. In questo caso però è lo stesso presidente di Unirec Gianni Amprino a fornire alcune rassicurazioni. “Il circuito della agenzie aderenti all’associazione è composto di circa 200 società che corrispondono al 90% dell’attività di recupero. Tutte operano con regolare licenza rilasciata dal Ministero tramite le prefetture, sono vigilate dalla Banca d’Italia e collegate alle associazioni dei consumatori con le quali è in corso da tempo una proficua e continua collaborazione, proprio per evitare abusi. Anzi, noi siamo i primi a chiedere ai debitori di segnalarci eventuali comportamenti non corretti.” Ma c’è da considerare che sono numerose le Srl che non hanno aderito all’associazione di Confindustria pur operando nel mercato della tutela del credito: tornerà in voga lo strozzinaggio?

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8 commenti

  1. meo..... laura

     /  Mag 24, 2013

    siamo alle barbe come si dice dalle mie parti…….meo

    Rispondi
  2. NonnaSo

     /  Mag 25, 2013

    L’ha ribloggato su Giovane Carina e Disoccupatae ha commentato:
    gli italiani non pagano, gli italiani non hanno soldi. li hanno finiti anticipando di tasca loro per pagare gli stipendi agli operai coinvolti nelle “grandi opere pubbliche”, per poi vedersi rispondere da province comuni e regioni che di “soldi non ce ne sono più”. Anche loro li hanno finiti… non si sa dove.
    Gli italiani, di loro almeno lo sappiamo: li hanno finiti pagando imu tasse e balzelli e non ne hanno più per pagare gli altri debiti, contratti per pagare imu tasse e balzelli.
    gli italiani non pagano, non comprano, non mangiano, e nemmeno sognano più (esclusi i momenti in cui sognano un mese in cui non arrivino bollette, arretrati di bollette, nuove tasse, spese previste e impreviste…)

    Rispondi
    • Gli italiani sono alla fame, anche e soprattutto di speranza e fiducia. Hanno tenuto duro per anni, poi è arrivato il punto di rottura e una volta creatosi il baratro, porta tutti con sè…

      Rispondi
      • NonnaSo

         /  Mag 25, 2013

        È vero, come un enorme supernova che esplode diventa buco nero e risucchia ogni pensiero felice… E non è nemmeno questione di esagerare: ne abbiamo “prese” tante che ormai non si fida più nessuno

      • Purtroppo è così, ed è la cosa più tragica che potesse accadere

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