I “non ricordo” di Ayala! C’erano i servizi in via d’Amelio?

Giuseppe-Ayala-intervista-tuttacronaca

Chi ha preso la borsa di Paolo Borsellino? Ayala non ricorda. E non ricorda neanche a chi poi lui l’ha passata. E come lo giustifica il magistrato che è stato uno dei primi ad arrivare sul luogo della strage? “Io in via D’Amelio c’ero solo fisicamente. Ma quello che rimane nella mia memoria è che la borsa è transitata solo per pochissimo tempo nelle mie mani, perché non avevo titolo per tenerla, l’ho consegnata a un ufficiale dei carabinieri. Se materialmente l’ho presa io o me l’hanno consegnata non me lo ricordo. La cosa importante è che l’ho avuta in mano e l’ho consegnata a un ufficiale”.

Ma chi è questo ufficiale e, passando da quali mani, poi la borsa, piena di vari oggetti ma non dell’agenda rossa, è arrivata poi nelle mani della polizia che conduceva le indagini e che l’ha repertata? Ayala non fa nomi, non ricorda. Eppure, stando a diverse testimonianze, sarebbe stato proprio lui a passare quella borsa ad un uomo in abiti civili e non in divisa.

Era qualcuno dei servizi?

“Devo dire, per un problema di coscienza, a distanza di 21 anni, che quando sono arrivato sul posto della strage, c’erano almeno quattro, cinque uomini dei servizi. Avevano la spilletta del Ministero dell’Interno. Era gente di Roma e non capivo che cosa facevano. Ma sono certo, perchè li conoscevo”. Lo ha detto deponendo al processo quater sulla strage di via D’Amelio, il sovrintendente di polizia Francesco Maggi, che intervenne sul luogo dell’agguato. “Sono arrivato – ha aggiunto – quasi subito, ma le fasi erano molto concitate. Vidi i corpi dilaniati, una cosa che mi ha segnato. Non c’era più niente da fare, ma ho notato che c’erano gli uomini dei servizi segreti. E ancora oggi non mi spiego come fossero sul posto e chi li avesse avvisati in così poco tempo”. Alla domanda del Pm se conoscesse i loro nomi il teste ha risposto: “quella è gente che non dà confidenza e poi non potevo chiedergli cosa facessero lì”.

Chi conferma, invece, che fu proprio il magistrato a fare in modo che la borsa arrivasse nelle mani di un “uomo in abiti civili”, è l’ex capo scorta di Ayala, Roberto Farinella, che nei giorni scorsi in udienza ha dichiarato: “Presi la borsa del magistrato, volevo consegnarla al giudice Ayala ma lui chiamò un uomo in abiti civili che mi indicò come ufficiale. Questi prese la borsa e si allontanò senza aprirla”. Chi era quell’uomo? La deposizione di Ayala non scioglie i dubbi.

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