La storia di Ruby dalla Sicilia a Milano… dal concorso al bunga bunga

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Ruby ha chiesto e ottenuto di essere ascoltata in aula e oggi si sta  la testimonianza nel dibattimento a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.  La ragazza, convocata dai giudici della V Sezione Penale, si è presentata, in un sobrio abito grigio, accompagnata dal suo compagno Luca Risso e dai suoi due avvocati, Paola Boccardi e Daniela Damiano. Ruby ha affermato di avere detto di avere 16 anni al concorso di bellezza in Sicilia a cui partecipo’ nel 2009. La giovane marocchina ha spiegato che a quel concorso c’era anche Emilio Fede ma di non avere avuto modo di fare discorsi in separata sede con lui. “Firmai da sola il modulo per partecipare al concorso – ha spiegato – inventandomi il nome di un adulto perchè non avevo l’autorizzazione dei miei genitori”. Ruby ha raccontato ai giudici di Milano i suoi primi contatti con Lele Mora.

Poi la decisione di arrivare a Milano. “Desideravo venire a Milano”, esordisce Karima El Mahroug. “Non avevo soldi, ho preso il treno senza il biglietto. Tanto al massimo avrei rischiato di dover tornare in comunità”, continua la ragazza. “Sono arrivata a Milano a fine ottobre 2009. Ero ospite di una ragazza che si chiamava Simona Loca. Poi sono entrata nell’agenzia di Lele Mora, gli ho lasciato le mie foto che avevo preso dal profilo Facebook; intanto avevo cambiato casa”. Dice di aver dato il nome Ruby e di aver detto di avere 19-20 anni, lasciando foto e generalità a un ragazzo che si chiamava Marco. La giovane ha chiarito di aver contattato Mora a ottobre 2010, appena approdata nel capoluogo lombardo dalla Sicilia, ”perche’ volevo lavorare nel mondo dello spettacolo. Ho chiesto di avere un colloquio direttamente con Mora, mi hanno chiesto di lasciare curriculum e foto. Documenti, pero’, non ne avevo, cosi’ ho detto di essermeli dimenticati”. Cosi’, al momento di fornire le proprie generalità ”ho dato il mio solito nome, preso da una telenovela e ho detto di avere 19-20 anni. Sono informazioni – ha precisato ancora la giovane – che ho dato al segretario di Mora”.

In un altro passo racconta quando ha incontrato Simona Loca, una ragazza conosciuta in Sicilia e ritrovata a Milano ceh aveva accettato di ospitarla. “Il lavoro che mi propose Simona Loca era di fare la prostituta, mi fece salire in un albergo e in una stanza, ma non potevo a causa della mancanza di documenti”, continua Karima, che poi dice di essersene andata quando ha capito che le chiedevano di prostituirsi. Racconta anche che è stata cacciata di casa e di aver chiesto aiuto a un uomo che si offre di ospitarla in un monolocale: si chiamava Vincenzo Ranieri. La persona le trova lavoro come cameriera in un ristorante, ma lei non si presenta il primo giorno. In corso Como frequenta un ragazzo che si chiama Gabriele o Gabriel e un’altra tunisina che viveva a Cinisello Balsamo. Racconta di una serata in cui ha fatto una prova come cameriera ed è stata pagata. “Guadagnavo intorno ai cento euro a serata”.

Ruby racconta che nel frattempo ha conosciuto Caterina (Katia) Pasquino e parla delle serate trovatele da Lele Mora: “Mi dava 200 o 300 euro, altri prendevano anche 500 euro”. “Nelle serate avevamo a disposizione questo tavolo e facevamo da contorno a Lele Mora all’Hollywood”, aggiunge. Finché non arriva l’avviso: c’è una serata, bisogna presentarsi all’agenzia in viale Monza. Quando sale in macchina per recarsi nel luogo di lavoro, l’autista non le dice dove si va. Poi arrivano a Palazzo dei Cigni e sale in auto Emilio Fede, il quale si presenta e le chiede il numero di telefono di nuovo dopo la volta del concorso in Sicilia. Nel racconto Ruby dice di aver tagliato i rapporti con la famiglia e di aver detto lei di essere parente del presidente dell’Egitto. Spiega anche che si è inventata maltrattamenti e di essere stata cacciata di casa perché voleva diventare cattolica. Il presidente del collegio la interrompe dicendo che il racconto non combacia con quanto detto dai testimoni, che parlano di violenze da parte dello zio.

“Sono arrivata ad Arcore, ero sorpresa di essere a casa del Presidente del Consiglio, non mi sembrava vero, era una cosa stranissima”, dice ancora Karima. Che poi racconta del “posto chiamato Bunga Bunga”: “Mi è stata raccontata la barzelletta del bunga bunga dal presidente Berlusconi”. Ruby racconta di Nicole Minetti “vestita da suora, mentre ballava alzava la gonna per far vedere le gambe”. E di Marystell Polanco, vestita da giudice “come Ilda Boccassini, con la parrucca rossa e la toga” e “come Obama, di cui indossava la maschera”. Prosegue con i balli sensuali sul palo e le canzoni di Apicella. “La Minetti si era tolto il vestito da suora ed era rimasta in biancheria intima, Iris Berardi era vestita da Ronaldinho. Le ragazze si avvicinavano a lui con modo sensuale, alzavano le gonne. Facevano i balleti. Ma non ho mai visto contatti tra le ragazze e Berlusconi”.

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