Le pubblicità razziste contro l’Italia su cui l’Europa tace

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Bambini in lacrime perché costretti ad andare in Italia d’estate. Così un parco divertimenti svedese cerca di farsi pubblicità.  I manifesti sotto accusa ritraggono bambini in lacrime, gli slogan chiariscono il motivo di cotanta disperazione: i poveri bimbi “rischiano” di venire strappati dalla loro amata Svezia per trascorrere le vacanze in “postacci” come Maiorca, Creta e Italia… Casualmente tutti stati del sud d’Europa. Un razzismo che viene sopratutto propagandato alle nuove generazioni, per “educarli all’odio” da grandi.

E l’Europa non interviene…

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116 commenti

  1. pd valdengo

     /  maggio 1, 2013

    L’ha ribloggato su .

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  2. Alex

     /  maggio 1, 2013

    Ma vi siete bevuti il cervello? Questa pubblicità gioca sul fatto che anche le mete più ambite svaniscono al confronto del loro parco giochi. E’ ironica e simpatica. L’Europa probabilmente tace del silenzio rassegnato che si prova davanti ad articoli idioti come questo. Siete davvero degli sfigati.

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    • Innanzitutto complimenti per la maleducazione, del resto si sa che in Italia se non si hanno i contenuti ci si rifugia nell’insulto. A parte che, qualunque sia il contesto, il viso di un bambino che piange l’ultima cosa che ispira è proprio la simpatia, sarà che in genere siamo abituati a vederli con quest’espressione in presenza di tragedie (abusi, malattie, fame, guerra, calamità naturali… presente?) che obbligarli a piangere sembra un insulto a chi realmente soffre. Va ricordato che la Svezia è il Paese in cui è stato arrestato Giuseppe Cola­sante, italiano denun­ciato dai passanti perché avreb­be dato uno schiaffo al figlio che faceva i capricci davanti a un ristorante, quindi vederci del pregiudizio non è proprio un’idea insensata. Comunque ognuno è libero di pensare con la sua testa, come gli esponenti della comunità greca in Svezia che hanno protestato immediatamente… Poi se non vogliamo guardare alla situazione europea va bene, ognuno è libero di restare rintanato nel suo minuscolo microcosmo, figuriamoci.

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    • Perfettamente d’accordo Alex: il solito vittimismo italico, una faccia della medaglia. L’altra è presunzione di essere il paese migliore al mondo.

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      • Non è vittimismo italiaco (al massimo orgoglio, sentimento ormai svanito, ma per quanto vada a rotoli il Paese, almeno il panorama non ce lo possono togliere, nè i monumenti, nè la storia…), altrimenti non avremmo nominato nè Creta nè Majorca. Ma siamo gli unici a pensare che sia una strana coincidenza che arrivino pochi giorni dopo i manifesti denigratori usciti in Germania?

      • sfigati

         /  maggio 3, 2013

        Alex avra’ usato un tono un po’ “informale”, ma ha ragione. Normale che gli svedesi vanno in vacanza in posti caldi.

      • Onestamente la cosa che troviamo maggiormente ironica è che la maggior parte di commenti che abbiamo ricevuto noi “difendono” la stessa pubblicità che gli stessi svedesi hanno criticato.

    • Pienamente d’accordo con Alex. Che poi denigrare gli altri per far vedere che si è meglio, (cosa che in Italia viene fatta continuamente su tutti i fronti politico, personale, per vendere), non sia etico, ne denota grande fantasia ne risorse personali, è indubbio)

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  3. non so chi è peggio……in quanto a cialtroneria…

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  4. Condivido il commento di Alex: una sottilissima ma efficace pubblicitá, specie se si conosce la mentalità dei nordici in genere che pianificano le loro ferie con largo anticipo (già l´anno prima a volte… cosa che non caratterizza la maggior parte degli italiani, io compreso). Non facciamone un dramma e non distorciamo. Agli svedesi e ai bimbi che verranno a trovarci facciamo vedere che non ci sono parchi giochi che tengano al fascino del nostro paese e della loro gente anche in periodi di così grande difficoltà!

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    • Sicuramente dobbiamo impegnarci in questo! Però abbinare un’immagine triste ad un parco giochi non ci sembra proprio il modo migliore per veicolare un messaggio, questione di empatia. Anche un bimbo piccolo, quando ne vede un altro piangere, la prima emozione che prova è preoccupazione

      Rispondi
  5. lalala

     /  maggio 2, 2013

    ma l’ironia sapete che cos’è?

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  6. Alex

     /  maggio 2, 2013

    Ok, “siete davvero degli sfigati” lo ritiro e chiedo venia. Il resto lo lascio lì senza ripensamenti. Apprezzo comunque il fatto che abbiate pubblicato il mio commento… dimostra che non siete sfigati. Però avete cannato. Capita a tutti di sbagliare, e ammetterlo aiuta!

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    • Guarda, onestamente non condividiamo il tuo punto di vista ma rispettiamo le idee diverse dalle nostre. Semplicemente abbiamo due sguardi diversi e forse partiamo da dei ragionamenti distanti tra loro. A noi continuano a non far ridere dei bambini che piangono. Del resto in Italia hanno dovuto rifare i cartelloni del panno che “cancella ogni prova” perchè era un richiamo all’omicidio, forse anche in quel caso era ironico? Allora abbiamo idee diverse su cosa sia simpatico, ma da qui al bersi il cervello la strada è lunga. Tutto qui. Buona giornata e grazie per questo secondo commento!

      Rispondi
  7. Alex

     /  maggio 2, 2013

    prego! bye bye.

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  8. Ermanno

     /  maggio 2, 2013

    In effetti un po’ di pregiudizio nei confronti dell’Europa del Sud c’è.

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  9. Piero Pazzi

     /  maggio 2, 2013

    Hanno ragione in fin dei conti …. Un luogo dove spiagge e luoghi di villeggiatura pieni di wucumprà, zingari, cingalesi e altra gente che oltre a proporre merci trova il tempo per scippare e spacciare con una certa facilità rimanendo impunita non si presta per una bella vacanza …

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    • Diciamo che anche noi italiani non dovremmo consentire tutto questo, mostrando per primi il rispetto delle nostre risorse naturali ed educando i nostri figli a fare altrettando e coglierne la bellezza

      Rispondi
      • Piero Pazzi

         /  maggio 2, 2013

        La bellezza contaminata dall’illegalità: spazzatura,. discariche, zingari, venditori abusivi, inciviltà ovunque, prezzi altissimi (caudsati dall’esagerata pressione fiscale), ecc.

      • Sì, su questo hai indubbiamente ragione, però dobbiamo considerare che come italiani non siamo totalmente “innocenti”…

  10. ornitorincherai

     /  maggio 2, 2013

    De, vorrei anche vede’, o vengono dove c’e` il sole a squagliassi di ‘aldo, o se ne stanno in Scandinavia a frescheggia’ sotto le dolci merie delle betulle, ma beati loro…

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    • Ma dopo l’inverno che abbiamo avuto, un po’ di caldo non lo disdegno, in fin dei conti ci son pur sempre le Alpi dove rifugiarsi!

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  11. Nico

     /  maggio 3, 2013

    Se fosse state una pubblicità di Gardaland dove i bambini piangevano perchè le loro vacanze erano state programmate in Francia o in Spagna l’avreste trovata intelligente e simpatica. Ipocriti.

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    • Se ci si prendesse il disturbo di scorrere il blog invece di puntare il dito per supposizione, forse i commenti acquisterebbero una profondità maggiore… E comunque bambini che piangono ci trasmettono tristezza in ogni lingua: si chiama sensibilità

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    • P.

       /  maggio 10, 2013

      Io, personalmente, l’avrei trovata comunque di cattivo gusto, perché sottintenderebbe sempre un’affermazione di superiorità. Vogliamo l’Europa dei popoli? Bene, allora tutti i popoli devono avere eguale dignità, senza denigrazioni o dileggi, nemmeno velati o ironici.

      Comunque sì, io ci vedo un po’ d’ironia, sebbene, appunto, non elegantissima, visto che i Paesi citati fanno parte dei PIGS. I bambini piangono perché sono costretti a andare in un luogo bellissimo, caldo, ecc. per abbandonare un altro luogo ancor più bello e desiderabile (il parco divertimenti in questione).

      Si tratta di una normalissima pubblicità: normalissima perché i pubblicitari sapevano del clamore che avrebbe suscitato la scelta dei Paesi, e perché è abbastanza ambigua per fornire una scappatoia a chi lancia accuse di razzismo. Sono stati bravi, bisogna ammetterlo.

      Rispondi
      • Sicuramente il clamore l’hanno ottenuto, considerato che anche molti svedesi l’hanno criticata per il cattivo gusto, quindi fuori da un’ottica razzista, ovviamente senza considerare che ancora “se ne parla”. Grazie per il contributo!

  12. Lisandro

     /  maggio 3, 2013

    Gli Scandinavi un po’ razzisti nei nostri confronti lo sono eccome. Spiace dirlo, ma è purtroppo la verità e denigrare l’Italia e considerarla un Paese quasi sottosviluppato è nella loro corde. Molti la amano, per contro, ne apprezzano la cultura, la cucina, il clima e la gente, ma si tratta dei più aperti. E loro stessi ammettono quanto pregiudizio diffuso ci sia nei confronti del Sud Europa. Poi, si può discutere quanto di questo ci meritiamo e quanto sia frutto di una loro buona ignoranza. E quanto noi abbiamo lo stesso atteggiamento con altri Paesi, come quelli del Nord Africa. Ma sinceramente, anche senza gridare allo scandalo, ironia in queste pubblicità non ne vedo molta. Ed essere consapevoli delle cose fa bene a tutti.

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    • Marta

       /  maggio 3, 2013

      Abbi pazienza, ma l’Italia rispetto ai paesi del Nord Europa E’ un paese sottosviluppato, sotto un’infinità di punti di vista. Non c’è storia. Fatti un giro in Svezia, o Norvegia, o Germania, o qualunque altro paese d’oltralpe. Hanno tutta la ragione di pensarla così.
      E finchè noi italiani ci limiteremo ad inalberarci e fare la voce grossa per ogni minchiata che include, anche appena velatamente, fondata o presunta, una critica, salvo poi continuare dritto per la nostra strada così come si è sempre fatto…continueranno ad avere ragione.

      Ciò detto, la pubblicità è ironica, in maniera fine e niente affatto denigratoria: elencano Italia, Maiorca e Creta con un’ottica delle località più belle dove far vacanza, e quel loro parco divertimenti è meglio perfino di quelle. Come dire che una vacanza a Gardaland è meglio di una ai Caraibi. Il bambino che piange? Secondo me vi arrampicate sugli specchi, è rimasta l’unica vera scusa che ripetete a pappagallo da un tot di commenti per non ammettere di non aver preso una gran cantonata, e non aver capito il senso della cosa. Basta leggere il messaggio e fare 2+2 per capire che si intende un pianto da capricci (che a me, e lo dico da mamma, desta tutt’altro che preoccupazione).

      Rispondi
    • Il fatto è che molte “colpe” le abbiamo sicuramente anche noi italiani, siamo lontani dall’essere un popolo perfetto, del resto ridiamo quando all’estero ci definiscono il popolo del bunga bunga. A fine marzo il ministro dell’economia svedese aveva indicato l’Italia come il pericolo più grande per l’economia europea (solo per dirne una), i rigidissimi tedeschi, perfezionisti quando si trovano sul suolo patrio, in ferie in Italia si “lasciano andare”, all’estero spesso si parla dell’italiano come una persona inaffidabile… Però sembra che tendiamo ad avere una visione selettiva: in questo pezzo si parla di quella pubblicità? Escludiamola da tutto il contesto!

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  13. hhahahahah dai, se non sai legge lo svedese accanna che fai piu bella figura!

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  14. E’ esattamente il contrario di quanto dice l’articolo. La pubblicità chiaramente si basa sul paradosso che i bambini svedesi preferiscono il parcogiochi a quelle che sono ritenute le mete più belle in Europa per le vacanze. Altro che razzismo, è un omaggio, possibile in un paese culturalmente evoluto come la Svezia, forse meno in Italia, dove il razzismo c’è di sicuro, e quindi c’è malafede. Il tono dell’articolo, e anche i successivi commenti di tuttacronaca sui “bimbi che piangono che fanno tristezza” indicano una mancanza di ironia, e, alla peggio, una punta di ipocrisia. Per questo gli italiani capiscono solo le pubblicità con tette e culi. Siamo, in definitiva, provinciali, bigotti e ignoranti. Sicuramente più degli svedesi.

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    • Se ironia è discriminazione allora bisogna anche trovare ironica la mutilazione genitale femminile in Africa. Gli stessi svedesi hanno parlato di cattivo gusto.

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  15. cippalippa

     /  maggio 3, 2013

    Forse è una campagna un po’ troppo intelligente per essere capita da tutti.
    Trovo che la critica sia fine a se stessa.

    Rispondi
  16. asd

     /  maggio 3, 2013

    errata corrige: discriminazione, non razzismo, che è ben diverso ed ancora più grave. in secondo luogo: l’UE cosa mai dovrebbe fare? è un luogo comune che l’Unione sia una macchina diabolica che si muove di per sè, senza i guinzagli statali, ed agisca come preferisce, quando preferisce e forse alle più alte sfere può davvero essere così. in questo caso, però, in cui ci troviamo di fronte ad un’inezia (è una discriminazione abbastanza generale), perpetrata da un’azienda privata -suppongo?-, si pretende forse che di sua sponte la commissione agisca giudizialmente per far valere un diritto di un’azienda privata? neanche la svezia, o chicchessia, avesse pubblicamente e generalmente attaccato lo stato italiano. non ricordavo fosse così!

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    • In realtà l’Europa qualcosa ha fatto: sia Spagna che comunità greca si sono espresse al riguardo, gli stessi svedesi si sono lamentati della pubblicità. Non è che bisogna sempre pensare a sanzioni o azioni legali, a volte anche solo dimostrare di “essere vivi”.

      Rispondi
  17. Lisandro

     /  maggio 3, 2013

    Tutti convinti che in giro ci amino tanto? 🙂 Avevo una compagna finlandese, che amava l’Italia e ci viveva da molti anni. Lei stessa si arrabbiava con i suoi connazionali per il fondo di disprezzo che spesso, quando non era celato da educazione e senso civico, veniva fuori nei confronti degli italiani. Molti le chiedevano come facesse a vivere in un Paese del genere. L’immagine che l’Italia ha all’estero (specie in Nord Europa) non è molto buona. Tanti ci identificano con i luoghi comuni peggiori – solo una parte ci idealizza e lo fa con quelli migliori. Noi facciamo lo stesso con altri popoli, non siamo meglio. Ma eviterei, a nostra volta, di idealizzare loro.

    Rispondi
  18. Frax

     /  maggio 3, 2013

    L’unica cosa imbarazzante in questa discussione è questo articolo! Ma vi rendete conto? Il razzismo è un altra cosa, signori. E in questa pubblicità non c’è il minimo disprezzo per l’Italia. La lettura (che a me sembra ovvia, ma apparentemente non lo è…) è questa: “i bambini preferiscono quel parco giochi a delle meravigliose e calde mete turistiche del sud dell’europa”

    Rispondi
  19. valerio

     /  maggio 3, 2013

    Concordo con Alex.
    Notizie strumentalizzate.
    Anzi, la pubblicità evidenzia proprio che Italia, mallorca e Creat sono posti belli.

    Rispondi
  20. Lamarck

     /  maggio 3, 2013

    Gli svedesi amano l’Italia più di qualsiasi altro posto al mondo, magari sono solo un po’ tristi per la crisi istituzionale che ricade anche sul degrado paesaggistico……. il commento di Alex credo chiarisca definitivamente.

    Rispondi
    • E’ interessante notare che in molti avete appoggiato la tesi di Alex, il che va benissimo, rispettiamo ogni opinione divergente dalla nostra. Però ci sono state altre persone che hanno manifestato la stessa idea in maniera più educata, perchè non supportare loro? Oppure anche gli insulti sono compresi nell’opinione?

      Rispondi
  21. dansel

     /  maggio 3, 2013

    se lo potevano evitare. punto.

    Rispondi
  22. fra

     /  maggio 3, 2013

    sinceramente credo sia ironico, ma cmq…. qualora nn lo fosse diro’ questo:
    ma chi se ne frega!!! XD
    ci saranno meno svedesi in vacanza in italia…. oh che peccato…. avremo il nostro brutto sole, la nostra pessima acqua cristallina della mia orrenda puglia tutto x noi…..
    quasi li invidio nei loro “recinti parco giochi” circondati dalla neve 10 mesi all’anno…..
    uff beati loro…..

    sapete che c’e’?
    la stupidita’ e’ x i piu’, ma se come credo io, questa e’ solo ironia tutti coloro con un minimo di intelletto attivo, che siano svedesi o norvegesi o tedeschi o di qualunque posto, sapranno dove andare e soprattutto il xke’…. 😉

    Rispondi
  23. ele

     /  maggio 3, 2013

    La parola razzismo è molto forte, grande, va pronunciata con cautela. Io qui non ne parlerei. Se proprio, non trovo questa pubblicità azzeccatissima, almeno come impatto. Lascio da parte il sentimento permaloso italiota, che io per prima non sopporto.
    Se posso esprimere un parere sulla pubblicità in quanto tale, non mi attira e mi lascia “a metà”.

    Rispondi
    • Grazie per il tuo contributo. A noi sembrava adatta, soprattutto considerata in un contesto più ampio. Spesso le pubblicità per stupire (dovere di ogni buon pubblicitario) tendono ad andare oltre, poi giustamente spetta al singolo decidere quanto impatta e in che modo.

      Rispondi
      • ele

         /  maggio 3, 2013

        Prego! Concordo pienamente a proposito delle scelte pubblicitarie…in sostanza, va bene attirare, se si vuole provocare, ma almeno con classe! Un saluto!

      • Pienamente d’accordo! Ma sembra che ultimamanete ci sia più di qualche campagna che incappa in critiche! Buona serata!

  24. Francesco

     /  maggio 3, 2013

    Non esistono piu’ “oasi felici”, paesi esemplari, popoli che immaginano se stessi in un futuro integrati agli altri e via dicendo. L’immaginario europeo, è vecchio, stanco, xenofobo, siamo a pezzi, dal nord al sud. Siamo impoveriti ed arrabbiati, anche i nord europei. I pregiudizi sono sempre esistiti, ma in forti democrazie in salute ( del centro e del nord Europa ) la mentalità delle persone “auto-censurava” atteggiamenti che potessero esprimere questi punti di vista. Adesso è finita. L’anima di questo continente, della nostra “comunità” europea è morta. Tutti disprezzano tutti e le classi dirigenti fanno pena..

    Rispondi
    • Purtroppo hai perfettamente ragione, c’è sempre uno scontro, un “homo homini lupus” tra nazioni (quando va bene, altrimenti divisioni anche interne), un sogno europeo che ormai è schiacciato da Paesi forti e svanito dalle menti dei più deboli… Il dialogo è diventato la più grande delle utopie. Grazie per il tuo contributo

      Rispondi
  25. Carferra

     /  maggio 3, 2013

    Una bella publicitá…peró in Italia vi piace lamentarvi di tutto! Vi meritate la fine Che state facendo e i vari Berlusconi, Grillo e company!

    Rispondi
    • Talmente bella che gli svedesi si sono lamentati ed il parco l’ha dovuta ritirare dopo che un artista locale ha fatto una contro-pubblicità: speriamo ora non ci chiedano in prestito i politici!

      Rispondi
  26. max

     /  maggio 5, 2013

    Io dico solo che cmq sia interpretata questa pubblicità i paesi del nord Europa sono più che razzisti nei nostri confronti, e oggi ci vedono anche come un paese di senzapalle che non ha leggi e che tutti possono entrare e uscire e fare quello che vogliono. Questa è la veritá. Ho viaggiato in Spagna, Francia,Gran Bretagna,Germania, Australia,USA,Giappone e Turchia…. HO AMICI dappertutto e vi garantisco che l’Italiano è denigrato e deriso. All’estero siamo solo malavitosi e pulcinella con baffoni e mandolino. Ridono dei politici e delle scelte che fanno. La cosa che più mi ha fatto arrabbiare parlando con queste persone è che tutti questi paesi hanno leggi severissime sull’immigrazione e non fanno passare nulla allo straniero mentre noi che ormai siamo un popolo senza identità e permettiamo tutto a tutti tranne che all’italiano stesso siamo visti male e offesi continuamente. Poi senza parlare della spazzatura a Napoli e Palermo in mondovisione, dei centri storici ridotti in latrine pubbliche, dei prezzi altissimi e della corruzione politica che ha svenduto l’Italia a banche e massoni. La nostra polizia non ha alcun potere ed è diventata una barzelletta mentre in Spagna,Francia o Germania guai solo a guardarla male o a sporcare o superare i limiti di velocità in autostrada. Intolleranti al massimo e a mio avviso fanno bene perchè a casa loro bisogna avere rispetto. Siamo noi gli sbagliati, finti moralisti e tolleranti all’eccesso ed è per questo che gli altri popoli ci denigrano e non ci rispettano. E quell’ insegna lo dimostra: se fosse successo quì, l’Italia sarebbe stata umiliata ancora dall’unione europea e costretta a chiedere scusa. Invece a loro no, solo commenti dei diretti interessati e null’altro. L’Italia ormai è questa, quella dei marò, quella dei clandestini che fanno i loro comodi(e non è razzismo come qualche buontempone dirà) quella dei politici in parlamento non votati da nessuno come Bonino e altre, quella dei suicidi e quella dei debiti infiniti delle banche e dei politici…. I turisti vengono solo a vedere qualche monumento come vanno in Romania e in Marocco ma di certo non stimano il nostro paese e ciò è un dato di fatto. Poi gli ingenuotti continuano a essere felici che l’Italia sia solo un luogo di villeggiatura e di turismo ma non sia calcolata con rispetto come quel cartello dimostra, anche se gli italioti diranno che non c è niente di male(chissà se fosse successo qui nei confronti di altri cosa avrebbero detto, sicuramente che si trattava di razzismo) .

    Rispondi
    • Grazie per il tuo contributo, condividiamo ogni parola. Purtroppo sembra che ormai manchi il più elementare senso critico e di autocritica, allora meglio anche scannarci tra di noi, pur di non ammettere la situazione. Ancora grazie, è un piacere scoprire che c’è ancora chi è in grado di guardare in faccia la realtà e comprenderla

      Rispondi
    • ma scusa, ci odiano perchè siamo tolleranti? per me è una qualià. forse volevi dire che tolleriamo i comportamenti scorretti, poco civili e a volte l´illegalitá con un “… che ci vuoi fare…”. ma se “quelli che facciamo entrare” si comportano in tal modo non è forse anche colpa nostra. non sono i cittadini italiani i primi, che con i loro comportamenti, non rendono giustizia alla loro storia di civiltá, che per fortuna resiste agli scandali che sovrastano il nostro bel paese? ti posso assicurare che gli stranieri che conoscono bene gli italiani non hanno una brutta opinione di noi. piuttosto sono critici nei confronti del “sistema” italia e quì sono i “nordici” i più intransigenti.

      Rispondi
      • Infatti non possiamo pretendere rispetto se non riusciamo noi per primi a rispettare noi stessi. Che va dal gettare a terra una carta all’atteggiamento dei politici. La tolleranza, così come molti pregi, spesso trascende in difetto quando si trasforma in accettazione totale anche di atteggiamenti intollerabili.

  27. alez

     /  maggio 6, 2013

    ridatemi i miei 30 secondi di vita persi a leggere una cialtroneria scritta da permalosi.

    Rispondi
  28. Gian Franco

     /  maggio 9, 2013

    Lo scandalo qui è il QI del blogger.

    Rispondi
  29. leo

     /  maggio 10, 2013

    il nord europa, tratta il sud europa come il nord italia tratta il Sud italia… nè più nè meno! c’è sempre qualkcuno più a sud di noi… e mi riferisco agli italiani del nord… che ridere!

    Rispondi
  30. pippo

     /  maggio 10, 2013

    Ma fatela finita. Come dice Alex, sono mete turistiche di pregio in cui i genitori dei piccoli vorrebbero andare e loro piangono perché preferirebbero il parco giochi di casa loro.
    Ma quale razzismo, è invidia!

    Rispondi
    • Non che l’invidia sia un sentimento positivo o costruttivo!

      Rispondi
      • pippo

         /  maggio 10, 2013

        Ma non è certo un sentimento di razzismo! Dovremmo esser fieri di essere annoverati tra i paesi per cui gli scandinavi nutrono più desiderio: sole, buon cibo, cultura a iosa. Probabilmente l’immagine dei bambini che piangono è l’unica così forte da irrompere nel subconscio e avere speranza di successo nel far rimanere per le ferie la famigiola a casa all’umido.

      • Sembra un po’ un dare indicazioni di psicologia spicciola condita da luoghi comuni. Siamo sicuri che gli scandinavi ci vedano così? Dopo aver arrestato un anno fa un padre italiano? Dopo che un loro ministro ci ha additati come pericolo maggiore per la zona Euro? Vedere esclusivamente l’invidia, non è un pensiero un po’ limitato alla sola pubblicità? In fin dei conti un messaggio promozionale funziona quando agisce all’interno di un contesto. L’immagine del bimbo che piange, inoltre, è stato uno dei motivi che hanno indotto lgi svedesi a scagliarsi contro la pubblicità.

  31. pippo

     /  maggio 10, 2013

    Infatti gli svedesi si sono scagliati contro un immagine che li colpisce fortemente perché un figlio che piange per loro è una cosa seria. Ne è la riprova proprio l’arresto del padre italiano che ha “colpito affettuosamente” il figlio: in Svezia è illegale, come da noi sarebbe arrestato un olandese che si fuma una canna in pubblico.
    Quindi finiamola per piacere con le strumentalizzazioni e prendiamo le cose per quello che sono.
    C’è già abbastanza odio razziale nell’aria senza il bisogno che lo cerchiate anche dove non c’è.

    Rispondi
    • Vorremmo essere abbastanza bravi da riuscire a strumentalizzare qualcosa, a quanto pare in Italia l’unico vero grande peccato mortale è usare la propria testa. Dovremmo censurare le nostre idee sul nostro blog? O dire “taci” ad un’altra persona è un modo per incanalare tutti in un unico sentire comune? Onestamente ci sembra ci siano già troppe persone anestetizzate in questo paese che sanno esclusivamente attaccare gli altri da dietro uno schermo. Buona giornata e grazie del contributo.

      Rispondi
      • pippo

         /  maggio 10, 2013

        Fate benissimo ad usare la vostra testa, ma in questo caso avete preso un palese abbaglio. Sul vostro blog scrivete pure quel che vi pare, ma dire che questa è una pubblicità razzista è
        1. strumentalizzazione
        2. non conoscere la cultura del paese in cui è stata fatta.
        Vi ho risposto nel post precedente sul perché gli svedesi si sono scandalizzati riportando nel giusto contesto (e motivando) anche l’esempio da voi citato del padre italiano arrestato.
        Continuate pure a dire che è razzismo, ma dopo le spiegazioni ricevute (che per altro non hanno ricevuto da voi alcuna contestazione), se ancora lo continuate a dire, avete evidentemente assunto una posizione di principio, ed in questo la testa (come mente pensante che guarda alle cose oggettivamente) c’entra ben poco.

      • Spiegazioni ricevute? Che si tratta d’invidia e che va colta l’ironia manifestata dai pubblicitari che hanno giocato sul paradosso (anzi, visto che è stato citato il commento di Alex, che è addirittura “simpatica”)? Il fatto è che non sono spiegazioni, a noi risultano letture personali. Proprio perchè conosciamo una cultura diversa dalla nostra (che come in tutte le culture presentano le dovute eccezioni, altrimenti in Italia dovremmo essere tutti mafiosi e pizzaioli visto come spesso veniamo identificati) abbiamo ragionato su uno spazio più ampio. Se poi si vuole continuare a credere che all’estero tutti amano ed ammirano il nostro Paese e la nostra Cultura (le stesse cose di cui noi italiani sembriamo non interessarci) va benissimo, auguriamoci solo che questa gente non debba trovarsi ad affrontare persone di diversa nazionalità su un piano lavorativo e quotidiano. Se la posizione di principio è ragionare e raggiungere una conclusione e non avere feedback complessivi, allora va bene, l’abbiamo assunta. Meraviglioso che qualche italiano possa parlare per un’intera nazione estera! (Riguardo le contestazioni, a parte che avendo anche un blog da gestire non possiamo continuare a ripetere le stesse cose, ma se si facesse la fatica di scorrere il blog forse si troverebbero altri pezzi al riguardo, no? https://tuttacronaca.wordpress.com/2013/05/03/le-pubblicita-razziste-della-svezia-quanto-pesano-sulla-nostra-economia/ )

  32. pippo

     /  maggio 10, 2013

    Spiegazioni si, perché avendo citato l’arresto del padre italiano come rafforzativo della vostra tesi quando semplicemente stava infrangendo le leggi del paese in cui era in quel momento, dimostra quanto faziosa fosse la vostra idea della pubblicità razzista che avete cercato di rafforzare nella tesi con un esempio palesemente errato.

    Rispondi
    • Per lei quindi è giusto che venga arrestato un genitore che sta educando un figlio? Per lei è giusto quindi che uno stato straniero possa imporsi in uno spazio così privato come quello del rapporto padre-figlio non considerando la cultura diversa? E’ come vietare il velo in Italia perchè le italiane non lo portano… provi ad arrestare in Italia i musulmani che vogliono tenere il velo per loro cultura e religione. In quanto al resto mi sembra che stiamo scadendo solo in quella violenza e polemica sterile che contraddistingue in questi tempi bui della nostra Repubblica l’uso indiscriminato della rete… noi abbiamo aperto al dialogo, lei vuole convincerci che il suo pensiero è sovrano, ma la democrazia rispetta la libertà d’idee.

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      • pippo

         /  maggio 10, 2013

        Non voglio convincere nessuno di alcunché e mi sembra che di violento nelle mie parole ci sia ben poco.
        In relazione alla domanda sul genitore che sta educando la risposta è si, mi sembra giusto se quel genitore sta infrangendo la legge locale.
        Altrimenti se un americano si mette ad educare suo figlio qui in Italia al tiro col fucile – e se avete letto la cronaca recente ci sono fucili calibro 22 pensati apposta per i bambini – perché nella sua mentalità e cultura è giusto insegnare al più presto l’auto-difesa armata, che facciamo? Per evitare di intrometterci nell’intimità del rapporto padre-figlio lasciamo che sparino allegramente alle bottiglie?
        Sul velo, se non sbaglio c’è una legge che vieta di comparire mascherati in luogo pubblico, però in Italia indossare un velo integrale non è reato (http://it.wikipedia.org/wiki/Velo_islamico#La_legislazione_italiana_a_proposito_del_velo_integrale).

      • L’immoralità della sua affermazione è nel paragonare un’arma di distruzione a un’arma di educazione. Lo schiaffo se dato per correggere un atteggiamento è nelle facoltà di un padre (forse lei trova divertente quando alla spiaggia un bambino tira la sabbia sugli asciugamani e i genitori ridono, in quel caso dopo un attento dialogo se il bambino continua a compiere l’atto e viene dato uno schiaffo è solo per educare all’etica, di far capire quali siano i confini tra la propria libertà e quella altrui) privarlo di queste libertà su un territorio straniero senza possibilità di spiegare il suo gesto è segno di intolleranza da parte dello stato svedese. Inoltre continuiamo a trovare una totale chiusura al dialogo da parte sua, solo una volontà di polemizzare in modo sterile, volendo assurgere a dogma quello che è un suo pensiero. In questo senso ci sta violentando, ci sta costringendo a dover ribadire idee e concetti che potrebbe leggere benissimo negli altri post che abbiamo sul sito, ma visto che vuole solo uno scontro verbale non è stata ancora sua cura visionare le altre tematiche trattate. Violenza psicologica di dover a tutti i costi avere l’ultima parola su uno spazio gestito da un gruppo di persone che lo ha creato per dialogare con gli utenti sull’attualità come scambio multiculturale e dando a tutti la parola e prendendosi l’onere di rispondere sempre e di non censurare mai (eccezion fatta per frasi razziste e parolacce)
        Grazie del suo contributo le auguriamo buona serata

  33. elen

     /  maggio 11, 2013

    Paesi nordici come Finlandia e Svezia hanno una sorta di “avversione” verso gli italiani perché proprio non ne concepiscono la mentalità (e qui si potrebbe tranquillamente parlare di un loro pregiudizio).
    Per quanto riguarda il commento di Alex, divenuto l’argomento centrale di questo post, bhé lo trovo: arrogante, ineducato, offensivo e molto superficiale.
    A mio parere la pubblicità è piuttosto “ostile”, ma a dirla tutta forse l’intento è stato quello di provocare per cavalcare l’onda del “basta che se ne parli” e dello sconcerto dei propri cittadini (sarà reale?!).
    A maggior ragione la trovo di cattivo gusto.
    Poi bambini che piangono per fare capricci o no non possono trasmettere serenità.
    In ultimo, trovo alquanto singolare la scelta delle mete alternative: Italia, Grecia e Spagna….

    Rispondi
    • Grazie per il tuo contributo. Condividiamo ogni punto, poi giustamente c’è chi può percepirla in modo diverso però ci auguriamo che sia sempre uno scambio d’idee costruttivo più che un semplice attacco.

      Rispondi
  34. Francesco

     /  maggio 12, 2013

    Questa pubblicita’ e’ chiaramente giocata sull’ ironia. I bambini amano quel parco giochi tanto da preferirlo a luoghi che gli svedesi universalmente considerano bellissimi. Ragazzi, il vostro articolo mi sembra veramente fuori strada. Potete continuare a difenderlo invocando le “opinioni divergenti” oppure fare un atto di maturita’ ed ammettere che avete sbagliato l’articolo. Scelta vostra.

    Rispondi
  35. Ha detto un grande scrittore italiano:”L’umorista è colui che per trarne una battuta di spirito ucciderebbe sua madre”… A quanti altri ancora vogliamo lasciare il diritto di uccidere il nostro Paese?

    Rispondi
  36. pippo

     /  maggio 14, 2013

    @tuttacronaca, mi scuso se vi siete sentiti violentati ma di immorale nella mia risposta non c’è niente.
    Quello che continuate a far finta di non capire è che io non paragono un’arma di distruzione a un’arma di educazione. Ma già il fatto che chiamate uno schiaffo “arma” e “educativo” la dice lunga.
    Quello che sto semplicemente dicendo è che in quel paese picchiare i bambini è reato, indipendentemente dallo scopo educativo, così come lo è in Italia mettersi a tirare col fucile.
    Il paragone era sull’illegittimità del fatto.
    Aggiungo che tra i genitori che ridono quando i figli gettano la sabbia addosso agli altri e quelli che li schiaffeggiano ci sono quelli che educano in maniera diversa: lo schiaffo dimostra tutta l’incapacità del genitore a gestire l’educazione in maniera non violenta.
    Oltre a non aiutare ad instaurare buone relazioni affettive, usare violenza con i figli non crea altro che frustrazione, aumentando la probabilità di far divenire il figlio timoroso, insicuro o violento a sua volta.
    E questo non lo dico io, potete parlare con qualsiasi psicologo infantile.

    Infine, nessuna intenzione di imporvi come dogma il mio pensiero: continuate pure a “picchiare educatamente” i vostri figli, io continuerò a fare diversamente, e qualora ci sia possibilità, come state dando voi, di esprimere il mio pensiero, condannare aspramente questo modo di fare.

    Rispondi
  37. Interessante come prima si appoggi una persona che ritiene simpatica una simile pubblicità che noi abbiamo definito di cattivo gusto per la presenza di bambini che piangono, si parli di armi e poi si chiuda una conversazione, che lei ha iniziato con un “Ma fatela finita”, accusando di violenza chi ha parlato innanzitutto di dialogo. Grazie per il suo contributo. Buona giornata. (Assolutamente sì, in questa pagina troverà sempre voce chi parla di non violenza)

    Rispondi
    • pippo

       /  maggio 14, 2013

      Interessante come distorcete a vostro vantaggio quello che scrivo:
      “Come dice Alex, sono mete turistiche di pregio in cui i genitori dei piccoli vorrebbero andare e loro piangono perché preferirebbero il parco giochi di casa loro.”
      Non mi sembra di aver appoggiato il passaggio in cui si dice che è una pubblicità simpatica.

      Le armi erano un esempio come l’olandese che si fuma le canne in Italia per spiegarvi che di solito i tutori dell’ordine sono poco inclini a tollerare comportamenti che nel paese di origine del turista sono leciti ma da loro illegali; voi avete usato improriamente il termine per giustificare gli schiaffi chiamandoli “arma di educazione”. E visto che avete scritto “E comunque bambini che piangono ci trasmettono tristezza in ogni lingua: si chiama sensibilità”, sarebbe il caso che rifletteste sul fatto che gli schiaffi educativi dovrebbero trasmettervi lo stesso sentimento, anzi farvi sentire ancora peggio perché in quel caso siete voi – in senso lato ovviamente – che provocate la sofferenza ed il pianto.

      Per concludere non vi ho accusato di violenza (dove lo avrei scritto?), ho constatato che voi tollerate gli schiaffi educativi “Lo schiaffo se dato per correggere un atteggiamento è nelle facoltà di un padre”, e ho ribadito che è una pratica che io aborrisco.
      Intendiamoci, non sono un santo, ed anche io ho commesso e commetterò errori educativi con i miei figli, ma non ho mai considerato gli schiaffi come una risorsa educativa o come l’estremo rimedio se il figlio non ubbidisce.

      Un approfondimento: http://acasaconlamamma.wordpress.com/2011/12/05/educazione-non-violenta/.

      Rispondi
      • Come avevamo fatto notare nel corso della conversazione con i vari utenti, in molti hanno parlato di ironia, eppure è sempre stato citato Alex, tra tutti il meno educato nell’esprimere il proprio concetto. Sarebbe bastato prendere come esempio uno degli altri commenti, non offensivo nei nostri confronti e che non lo reputasse simpatico. Le armi francamente ci sembrano un esempio eccessivo, impossibile fare un paragone. Il nostro esempio era in enso lato e avevamo anteposto il dialogo. La violenza è riscontrabile sella sua affermazione “continuate pure a “picchiare educatamente” i vostri figli, io continuerò a fare diversamente”. Grazie per il link.

  38. pippo

     /  maggio 14, 2013

    Forse perché è il secondo post e quindi più immediato da leggere anzichè perdersi poi in tutti i botta e risposta?
    Se le armi non vi stanno vene ok, tenetevi l’esempio del fumatore di cannabis, il succo del discorso non cambia.
    Il vostro esempio (vi riferite a quello del genitore arrestato vero?) e le vostre parole sulla sensibilità e sul ritenere gli schiaffi metodi educativi corretti, quantomeno vi pongono in contraddizione.
    “Picchiare educatamente” era volutamente forte tanto quanto lo è stato per me leggere da voi che gli schiaffi sono “un’arma di educazione”.
    Prego per il link, spero vi aiuti a comprendere quanto sia sbagliato, sempre senza eccezioni, picchiare un bambino.

    Rispondi
    • Senza offesa, non le sembra che un simile atteggiamento pigro (fermarsi al secondo commento) sia un po’ una mancanza di rispetto per noi? Ci obbliga a ripeterci ogni volta e sottrarre tempo alla pubblicazione di notizie interrompendo il nostro abituale flusso (cosa che oltre tutto ricade sui i nostri utenti abituali). Noi crediamo che una buona educazione da parte di un genitore porti esattamente alla non necessità di schiaffi, proprio perché è si è instaurato un dialogo. Quello che ci disturba, al massimo, sono i genitori che lasciano liberi i figli di fare qualsiasi cosa, senza curarsi delle persone presenti, perché “che ci vuoi fare, è un bambino”. Sono gli stessi bambini che un domani, cresciuti, non saranno in grado di affrontare la vita, che fa molto più male. Giustamente, e nel massimo rispetto dell’opinione altrui, è questione di sensibilità personale. Come in tutte le cose c’è equilibrio… Con il suo ragionamento si finisce a giudicare ubriaco chi beve un bicchiere durante i pasti. Non abbiamo mai parlato di botte sui minori ed è inutile la sua polemica pechè non troverà nel nostro blog una sola parola a favore delle armi o della brutalità. Se poi ci vuole screditare solo per il gusto di uccidere un punto di dialogo che stiamo cercando difficilmente di instaurare con alcuni utenti, sappia che il suo tentativo è fallimentare: già prima di lei molti hanno accusato questo spazio e come vede siamo riusciti a sopravvivere… anzi ogni giorno abbiamo persone che ci ringraziano per questa “piccola isola felice che siamo riusciti a creare”. Forse per lei è insignificante ed è più importante esprimere il suo protagonismo. Augurandoci di aver chiarito definitivamente, ritorniamo ad augurarle una buona giornata e la ringraziamo per il suo contributo.

      Rispondi
      • pippo

         /  maggio 14, 2013

        “Noi crediamo che una buona educazione da parte di un genitore porti esattamente alla non necessità di schiaffi, proprio perché è si è instaurato un dialogo.”
        Ecco, quindi quando prima mi avete posto la domanda tra lasciare il figlio a briglia sciolta o dargli uno schiaffo, non avete considerato la 3 via, l’educazione non violenta.
        Voi non parlate di botte sui minori, ma dite che uno schiaffo è un corretto metodo educativo. Non è forse anche quello picchiare un bambino? Che altro termine dovrei usare se questo vi sembra troppo crudo? Non certo educare.
        Il mio discorso sull’educazione va proprio nella direzione del vostro ultimo commento, nel non essere genitori menefreghisti; che ci crediate o no, lo schiaffo è altrettanto semplice e incomunicativo che il lasciargli fare qul che vuole, è proprio il contrario del dialogo da voi auspicato.
        E se un genitore usa la punizione fisica anche solo come estremo rimedio la considera comunque una prassi da applicare ogni volta che non c’è modo di farlo desistere dal suo comportamento ed ha gettato la spugna in partenza.

        Non ho alcuna volontà di screditarvi (perché poi?), semplicemente continuerò a ribattere finché continuerete a giudicare le mie parole al di fuori del loro significato oggettivo, ipotizzando intenzioni che non ho mai espresso, nemmeno come sotto testo.

      • Lei parla di non violenza, e ci accusa, lei parla di non voler screditare ma nei suoi post oggettivamente e non faziosamente è riscontrabile il suo intento. Noi invitiamo il dialogo e lei continua a perpetrare il suo “non dialogo” e aggiunge incurante di quanto le è stato chiesto gentilmente di sospendere le sue polemiche sulla non violenza . Sta operando una sorta di “persecuzione” per rendersi protagonista su uno spazio riservato invece a un pacifico scambio di opinioni e spera di avere la sua ultima parola per essere incoronato re di se stesso… ci scusi ma davvero ci sentiamo offesi da chi professa la non violenza e di fatto “violenta” un blog aperto a tutti e sempre pronto a condividere con gli altri le posizioni altrui. La preghiamo quindi di voler regalare a questo spazio qualche idea e non una mera contestazione di “bombe a mano” scagliate solo per discreditare chi qui ci scrive e porta avanti un progetto… se ne vuole far parte siamo felici di accoglierla, altrimenti la preghiamo di “uccidere” il lavoro altrui con falsi pretesti. Grazie sempre del contributo e la aspettiamo per discutere con costruttività su qualcosa di concreto

  39. pippo

     /  maggio 14, 2013

    Vabbè, il blog è vostro io vi perseguito e quindi giustamente mi chiedete di smettere.
    Però vorrei capire quale sarebbe il mio “non dialogo”.
    Vi ho fatto delle critiche, mi avere risposto ed io ho ribattuto, poi per non replicare alle “accuse” che vi avrei fatto, mi dite che vi violento (in ogni caso accusare significa fare violenza a qualcuno?) .
    Ritenete un’accusa nei vostri confronti dire che biasimo chi ritiene lecito dare degli schiaffi per educare?

    Rispondi
    • Riteniamo un’accusa quando le viene spiegato in ripetizione che lo abbiamo detto in una certa circostanza con una determinata finalità e lei vuole espandere un concetto chiaro e limpido per screditare un blog… questa è la violenza che abbiamo percepito proprio perchè non ha ascoltato le nostre motivazioni volendo solo addurre le sue. Inoltre è stato lei a ribadire che sarebbe andato avanti nella sua strada quando le è stata prospettata un’idea diversa… un progetto da condividere, notizie da commentare insieme… a lei interessa invece solo provare che la sua idea è quella vincente… ma non c’è un’idea vincente, noi siamo contrari alla violenza come lo è lei… ma a questo punto per lei è più importante la polemica… è chiaro che uno spazio pubblico esposto a tutti e a tutto deve crescere anche nella credibilità e lei ha cercato (sicuramente non intenzionalmente) di minare questo nostro punto di dialogo… ecco perciò che abbiamo dovuto ribadire alcuni concetti che per noi sono fondamentali, che sono la vera essenza di questo blog: confronto, ma dialogo… quindi ancora una volta la invitiamo a non perseguire la strada dello scontro ma dell’incontro… chiarito il fatto che ha frainteso le nostre parole sullo schiaffo del genitore sul figlio possiamo benissimo iniziare uno scambio di idee che può favorire la crescita di una coscenza diversa della rete. Ci scusiamo se le nostre frasi non erano abbastanza chaire da fugare i suoi dubbi ma più volte abbiamo fatto del nostro meglio per reiterare il concetto. La ringraziamo per il suo contributo e speriamo vivamente di averne in futuro.

      Rispondi
  40. Sabrina

     /  maggio 14, 2013

    Scusate se mi intrometto, ma al netto degli esempi forti e di una vena polemica, concordo con pippo. Gli schiaffi o le botte in genere non possono mai trovare una giustificazione nell’educazione.
    Credo che in Svezia abbiano fatto benissimo ad arrestare quel genitore visto che là è considerato reato.
    Non scordiamoci che solo qualche decina di anni fa qua da noi i maestri usavano le bacchette di legno sulle mani degli alunni e forse tra 50 anni sarà illegale anche da noi picchiare un bambino per qualsiasi motivo. Speriamo.

    Rispondi
    • La invitiamo a leggere le risposte che abbiamo già dato all’altro utente per capire il senso e il modo in cui lo abbiamo detto finalizzandolo alla pubblicità e non astraendo una frase dal contesto. Se poi lei si vuole unire al coro di chi vuole distruggere uno spazio di confronto e dialogo adducendo a suo favore frasi che non abbiamo mai detto la preghiamo di leggere attentamente anche altri post prima di condannarci. Noi siamo aperti al dialogo, ma non possiamo essere attaccati su idee che non abbiamo espresso. La ringraziamo del contributo, ma la preghiamo di entrare nel nostro piccolo universo prima di scagliarci contro le pietre.

      Rispondi
      • Sabrina

         /  maggio 14, 2013

        Le risposte le ho lette, ed è a mio avviso chiaro che voi avete scritto del padre arrestato per aver schiaffeggiato il figlio per rafforzare la vostra critica sulla pubblicità.
        Ma nel ripetere dopo le domande “Per lei quindi è giusto che venga arrestato un genitore che sta educando un figlio? Per lei è giusto quindi che uno stato straniero possa imporsi in uno spazio così privato come quello del rapporto padre-figlio non considerando la cultura diversa?” o l’esempio della spiaggia, avete fugato ogni dubbio ed ogni fraintendimento sul vostro pensiero circa le punizioni corporali, per le quali siete a favore secondo la linea di pensiero quando ce vo’, ce vo’.
        Niente di male, ad oggi in Italia è lecito.
        Io però sono assolutamente contraria e mi sembra che quello che pippo stia ribadendo da un po’ è esattamente questo concetto.

        P.S.: si le risposte le ho lette tutte, per questo mi sono permessa di intervenire.
        Una piccola critica spero costruttiva: non potete eludere le considerazioni scomode riducendovi semplicemente ad accusare di voler distruggere uno spazio di confronto e di dialogo.
        Sono capitata qui per caso, ma se il dialogo lo fate così, farò anche presto ad andarmene altrove.
        Grazie per aver pubblicato il mio pensiero.

      • Non abbiamo eluso le considerazioni scomode perchè non abbiamo bannato i messaggi. Sono lì come tutte le altre critiche che riceviamo e di cui facciamo tesoro, ma noi siamo stati chiari e spesso gli utenti cercano di polemizzare e di stravolgere i nostri pensieri e riteniamo quindi di dover ritornare a ribadire i concetti con fermezza. E’ pur vero che avendo letto i messaggi si sarà accorta per prima che noi non facciamo della violenza la nostra bandiera, ma vogliamo anche levare di mezzo quei luoghi comuni, quel senso di giustificazione ad oltranza e di clemenza dannosa che i genitori a volte hanno nei confronti di figli. Non è un bene assecondarli sempre come non è un bene contrastarli sempre, e in questo equilibrio che l’azione di un genitore (un buon genitore) può a volte dare uno schiaffo al proprio figlio. Abbiamo chiarito a più riprese che non deve essere dato d’istinto, ma ragionando in termini educativi… a questo punto la conversazione nella quale lei si è inserita con il suo prezioso contributo, è tuttavia terminata quando dall’altra parte abbiamo sentito solo la volontà di inviare messaggi per screditare il blog, magari non era questo l’intento di nessuno, ma questa è stata la percezione, dopo che tutti i chiarimenti del caso sono stati dati perchè insistere? Rinnoviamo anche a lei l’invito a partecipare a questo spazio che stiamo creando giorno dopo giorno con molto impegno per alzare quel velo di omertà e quell’informazione troppo spesso a senso unico… chiediamo invece una sano confronto, con ascolto reciproco, su tutto ciò che quotidianamente avviene. Magari non ci saranno più bambini in lacrime sulle pubblicità o schiaffi dati da un genitore a un figlio su cui discutere se tutti ricominciamo a dialogare con un po’ di etica e cerchiamo di capire il mondo che ci circonda con occhi nuovi che sanno distinguere tra violenza ed educazione, dove il confine tra amore e femminicidio sia chiaro e dove tutti possiamo sentirci una comunità che insegna l’un l’altro a comprendere il complesso meccanismo informativo che ci ruota intorno

  41. pippo

     /  maggio 14, 2013

    Sabrina, mi scuso per il tono polemico e la ringrazio per aver riassunto così efficacemente il mio pensiero.

    Rispondi
  42. Sabrina

     /  maggio 15, 2013

    Copio ed incollo per semplicità per rispondervi:
    “Non è un bene assecondarli sempre come non è un bene contrastarli sempre, e in questo equilibrio che l’azione di un genitore (un buon genitore) può a volte dare uno schiaffo al proprio figlio. Abbiamo chiarito a più riprese che non deve essere dato d’istinto, ma ragionando in termini educativi…”

    Un buon genitore non dà mai uno schiaffo ed uno schiaffo non è mai educativo!
    Ed il fatto di non darlo d’istinto ma ragionandoci sopra non mitiga il valore dello schiaffo agli occhi di vostro figlio che certamente non è in grado di cogliere nel gesto – la botta ricevuta -, la motivazione ed il ragionamento “te lo sto dando ma ci ho ragionato sopra ed il mio intento è di educarti”.
    Vostro figlio imparerà semplicemente ad associare il dolore a certe sue azioni in quel procedimento istintivo che è comune a tutto il regno animale, ma non gli avrete insegnato nulla se non ad aver paura di voi.

    Rispondi
    • Il dolore di un figlio non è nello schiaffo ricevuto da un genitore per educarlo a un comportamento corretto e civile, non è il lieve dolore fisico (se quello schiaffo appunto è dato con attenzione e motivato, avendo prima cercato un dialogo) a schiacciare la personalità di un figlio. E’ l’indifferenza, è la maleducazione di un genitore che a volte, neppure se ne accorge e “maltratta” il figlio comprandogli giochi inutili e consentendo di stare ore al computer o davanti alla televisione. Non è uno schiaffo ( e non stiamo parlando ancora una volta di maltrattamenti a minori che vanno penalizzati pesantemente, ma solo di un singolo gesto educativo) a togliere la sicurezza a un figlio, ma è il tono isterico e a volte la verità in tasca che si percepiscono nelle frasi di alcuni genitori a danneggiare per sempre la crescita e lo sviluppo di una personalità in evoluzione. Quindi nessun figlio ha paura del genitore per uno schiaffo, ma ne ha orrore per l’indifferenza nei suoi confronti.

      Rispondi
      • Sabrina

         /  maggio 15, 2013

        Ho capito che abbiamo 2 posizioni inconciliabili: voi continuate a ritenere lo schiaffo educativo, io l’esatto contrario. Voi usate i 2 estremi, lo schiaffo come attenzione opposto all’indifferenza, io vivo quotidianamente tutto quello che c’è nel mezzo e riesco ad essere partecipe, autorevole, amorevole e irremovibile senza aver mai dato una botta ai miei figli (e avendone 4 ho una buona casistica di caratteri e di comportamenti).
        Non ho mai avuto bisogno di schiaffeggiare per “educare ad un comportamento corretto e civile”, e vedo che i miei figli hanno comunque imparato l’educazione.
        Se siete davvero pronti a mettervi in discussione, leggetevi qualche libro di Alice Miller; se avrete il coraggio di farlo, forse arriverete a capire perché lo schiaffo non è mai, nel modo più assoluto, sinonimo di educazione.
        Fatelo, farete ai vostri figli il regalo più bello.

      • La sua esperienza personale, pur se ampia, non è l’universo dell’infanzia. Inoltre Alice Miller è una bravissima ed eminente psicologa ma è solo una voce nell’universo molto più complesso dell’educazione infantile. Robert Larzelere, professore alla University of Oklahoma con dottorato in studi di sviluppo umano e della famiglia presso l’Università di Pennsylvania, asserisce che uno schiaffo sul gluteo non pregiudica il rapporto con il figlio anzi, quando questa avviene non come prima forma di dialogo ma a seguito di un ragionamento, esso è solo un elemento educativo come tanti. Poi liberi di pensare ognuno come si vuole e di utilizzare i mezzi migliori per l’educazione dei propri figli, ma non condannare chi agisce in maniera diversa se questa non diventa un maltrattamento per i minori ( ma è un caso che abbiamo già escluso a priori). Poi. riguardo allo schiaffo, nessuno ha mai affermato che lo schiaffo è segno di attenzione, abbiamo detto che un bambino a volte richiede l’attenzione e un genitore magari non dà uno schiaffo ma lo ignora, evita il dialogo, preferisce dire sempre di sì ad ogni capriccio del figlio e non sa insegnare quali siano gli spazi entro cui la libertà del figlio non si scontra con la libertà altrui ( genitori compresi).

  43. Sabrina

     /  maggio 16, 2013

    Da Wikipedia:
    Organizzazioni internazionali

    L’UNESCO consiglia che le punizioni corporali vengano proibite in scuole, case e istituzioni come forma di disciplina. Inoltre dichiara che si tratta di una violazione dei diritti umani, controproducente, inefficace, pericolosa e dannosa per i bambini.
    Save the Children si oppone a tutte le forme di punizioni corporali sui bambini.

    Studi

    L’Australian Psychological Society afferma che le punizioni corporali date ai bambini non solo siano dei metodi inefficaci per scoraggiare comportamenti indesiderati, ma li istighino. In più non riescono a far capire al bambino un comportamento alternativo desiderabile.
    La Canadian Paediatric Society dopo una ricerca sulla sculacciata ha concluso che provochi esiti negativi. I medici la sconsigliano come metodo educativo.
    Il Royal College of Paediatrics and Child Health si oppone all’utilizzo della sculacciata. Aggiunge anche che la punizione corporale è inaccettabile in ogni circostanza.
    L’American Academy of Pediatrics ritiene che la punizione corporale possieda molti effetti negativi e limitatamente benefici. Raccomanda l’uso di altre forme di disciplina per la gestione della maleducazione/disobbedienza.
    Nel 1996 la Consensus Conference AAP ha concluso che non si dovrebbero mai sculacciare bambini sotto i due anni di età; può essere efficace per bambini in età prescolare in combinazione con la correzione verbale. Non dovrebbe essere usata verso i bambini più grandi e gli adolescenti.
    La National Association of Social Workers si oppone all’utilizzo di punizioni corporali nelle case, scuole e tutte le altre istituzioni dove si curino ed educhino i bambini.

    Rispondi
  44. Sabrina

     /  maggio 16, 2013

    Sempre da Wikipedia:
    Le punizioni corporali inflitte ai bambini da parte dei genitori sono illegali nei seguenti paesi:

    Austria – dal 1989
    Bulgaria – dal 2000
    Croazia – dal 1999
    Costa Rica – dal 2008
    Cipro – dal 1994
    Danimarca – dal 1997
    Estonia – dal 1993
    Finlandia – dal 1983
    Germania – dal 2000
    Grecia – dal 2007
    Ungheria – dal 2004
    Islanda – dal 2003
    Israele – dal 2000,
    Kenya – dal 2010
    Lettonia – dal 1998
    Lussemburgo – dal 2008
    Moldavia – dal 2009
    Paesi Bassi – dal 2007
    Nuova Zelanda – dal 2007
    Norvegia – dal 1987
    Polonia – dal 2010
    Portogallo – dal 2007
    Romania – dal 2004
    Sud Sudan – a partire dal 2011
    Svezia – il diritto dei genitori a sculacciare i propri figli è stato rimosso nel 1966; inoltre è espressamente e rigidamente proibito dalla legge dal luglio 1979. Durante l’estate del 2011 è stato proposto l’aumento della pena prevedendo carcere e multe elevate per chi violi tale legge.
    Spagna – dal 2007
    Tunisia – dal 2010
    Ucraina – dal 2004
    Uruguay – dal 2007
    Venezuela – dal 2007

    In Brasile si sta prendendo in considerazione l’introduzione di una legge che vieti le punizioni corporali.

    Se ve lo state domandando, gli schiaffi rientrano nelle punizioni corporali.

    Rispondi
    • Da quando mondo è mondo la tata deve essere inglese e in Gran Bretagna hanno sempre difeso il diritto del genitore di dare uno schiaffetto al figlio. Comunque l’articolo era sulla pubblicità… ci siamo allontanati moltissimo dal cuore dell’articolo che doveva essere il nucleo della discussione. Un trattato su tutti gli enti che vietano le punizioni corporali si può trovare agevolmente con una ricerca in internet senza fare un copia incolla sul nostro blog che fra l’altro è d’informazione e non di puericultura (mai pensato di entrare nelle famiglie italiane per invadere la libertà di cui gode ogni genitore che si deve sentire libero di agire come meglio ritiene… c’è una legge chiara in Italia che interviene nei maltrattamenti). Inoltre ci preoccupiamo tanto di uno schiaffo quando molti genitori non si occupano di usare culle, fasciatoi, marsupi, seggiolini nelle auto che siano a norma… Non ci accorgiamo se un figlio può recare fastidio o noia quando è in pubblico, non stiamo attenti a una giusta educazione alimentare e sessuale… poi però prendiamo ad esempio quando si parla di schiaffi Paesi in cui esistono anche libri di testo per insegnare, dettagliando con le figure, l’amore omosessuale. Sarebbe possibile in Italia? Inoltre (cosa scandalosa ma purtroppo reale) è di poche settimane fa la notizia che in Olanda hanno permesso di sopravvivere a un’associazione pedofila in quanto hanno ritenuto che i propri figli sono in grado di sottrarsi nel caso vengano infastiditi (l’Europa non ha preso provvedimenti, stiamo parlando della legalizzazione della pedofilia e la notizia è passata sotto silenzio, una cosa aberrante non degna di un Paese come l’Olanda che da sempre è portabandiera di tutte le libertà e forse proprio invocando la libertà permette questo crimine)… quindi l’educazione è un fatto di cultura, su cui nessuno può sollevare obiezioni fin quando non si entra in un comportamento criminale (e il caso dell’Olanda dimostra come sia difficile trovare il limite tra libertà di educazione e reato), di danno psicologico e fisico al minore. Un’elencazione come la sua è molto interessante, ma anche sterile se non viene dettagliata con un’analisi particolareggiata delle diverse posizioni che hanno portato a legiferare in tal senso. E’ un mero elenco di enti contro la violenza sul bambino, ma bisognerebbe scendere nei meandri di ogni singolo Stato e vedere come e perchè ha legiferato in tale maniera. Ma un sito d’informazione generalista non è la sede adatta per affrontare una tematica così complessa.

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