Ci sono crimini impunibili per la loro atrocità: Kermit Gosnell

Kermit Gosnell-tuttacronaca

Kermit Gosnell è un nome che dovrebbe essere cancellato dalla memoria di tutti gli abitanti della terra. Non ci sono aggettivi e non vi sono parole per desccrivere l’orrore perpetrato per anni da quest’uomo. Quindi vi invitiamo a leggere l’articolo solo se in piena libertà vi sentite disposti a farvi raccontare una storia di aborti irregolari la cui atrocità non conosce limiti. Altrimenti vi basta focalizzare l’uomo nella foto e ricordarvi che quella faccia non è degna del genere umano e passare ad altri articoli.

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Si intitola “The Intentional Killing of Viable Babies” ed è un dossier di 18 pagine del Gran Giurì con la cronaca agghiacciante di un medico abortista di una clinica di Philadelphia che si è macchiato di ogni tipo di nefandezza ascrivibile al genere umano.

Kermit Gosnell praticava gli aborti dopo la ventiquattresima settimana, quindi fuori da ogni termine di legge. Lo faceva nella sua clinica la  Women’s Medical Society di Philadelphia.

 Scordiamoci il personaggio del dottor Wilbur Larch, il medico abortista de Le Regole della casa del sidro, che lo faceva con compassione e per aiutare le donne che erano davvero in difficoltà, qui siamo in un universo completamente diverso.

Nel dossier su  Kermit Gosnell sono documentati fatti che risalgono al 2009. I testimoni – tra cui alcuni sono coimputati al processo –  parlano di strumenti operatori non sterilizzati, di ambienti luridi, di metodi barbarici come quello che il “dottore” amava definire “snipping” che consisteva nel taglio con le forbici della colonna vertebrale del neonato. C’erano poi i feti congelati a volte interi a volte a brandelli che venivano conservati dentro i cartoni dei succhi di frutta o in contenitori di cibo per gatti. tutto viene alla luce quando nel 2010 l’Fbi entra nei locali della clinica privata per una vicenda di medicinali venduti illegalmente e si trova invece di fronte a un mattatoio umano.  Uno dei metodi più usati consisteva nel far partorire anticipatamente le donne che espellevano il feto sedute sul water, così poi bastava tirare l’acqua per veder scomparire “l’incomodo neonato”. Sembra che qualcuno di questi bambini fosse già in grado di cercare di sopravvivere tanto da lottare contro l’acqua che inevitabilmente l’avrebbe portato alla morte.

Il 18 marzo è iniziato il processo contro il settantaduenne Kermit Gosnell che è accusato di aver ucciso 7 bambini nati vivi e una donna di 41 anni. Inoltre ci sono a suo carico l’accusa di abuso di cadavere, di uso indiscriminato di farmaci, di concorso a delinquere finalizzato all’omicidio e di corruzione.

Naturalmente il caso della  Women’s Medical Society di Philadelphia ha riaperto la contrapposizione tra chi è contro l’aborto e chi è pro-aborto. Ma in questo caso, qualsiasi sia la posizione che si voglia prendere il problema è più profondo e colpisce al cuore del servizio sanitario americano. Bisogna considerare la diseguaglianza di cure mediche e l’accesso all’interruzione di gravidanza che spesso viene negato in mancanza di un’ assicurazione che non tutte le donne possono permettersi di pagare. La scelta disperata di alcune donne quindi deriva dalla mancanza di risorse finanziarie che le avrebbero permesso entro i termini consentiti per legge di abortire.

Ma come potevano essere giustificati questi aborti?

Stephen Massof, vice di Gosnell, è stato tra i primi testimoni a parlare del taglio disumano del midollo effettuato sulle creature. Secondo Massof, sembrerebbe che l’età del feto venisse contraffatta grazie ad apparecchiature che lo facevano sembrare più indietro nello sviluppo. Chiaramente non veniva neppure osservato il protocollo che dovrebbe assicurare alla donna che abortisce un’accurata consulenza psicologica e medica prima di avviare la procedura di interruzione.

C’è poi il caso ecclatante del  Baby-boy A (come è stato chiamato uno dei neonati uccisi dal medico), la cui gravidanza è stata interrotta a sette mesi e mezzo di gestazione. Il neonato – in quanto non si può più parlare di feto- è stato ucciso e poi rinchiuso in una scatola da scarpe dopo che il dottor Gosnell aveva commentato: «E così grande che potrebbe accompagnarmi alla fermata del bus».

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1 Commento

  1. La battaglia tra abortisti e pro-life in Usa passa per la clinica degli orrori | tuttacronaca

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