Marine Le Pen apre a Grillo… ecco i perchè!

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Abbiamo sfiorato anche in Italia il ritorno dei fascisti? O forse siamo andati vicini anche ai nazisti senza neppure accorgerci di quello in cui ci stavamo trasformando? Secondo Beppe Grillo  “Se non c’era il Movimento 5 Stelle anche in Italia avremmo avuto i nazisti di Alba Dorata”. Eppure all’estrema destra francese, il M5S piace molto.  “Se Grillo vuole incontrarmi può chiedermelo. Dobbiamo prendere coscienza che le forze euroscettiche che vogliono il cambiamento (sull’Europa, ndr) devono incontrarsi. Penso che non si possono risolvere le cose con quelli che le hanno create… Ora anche Silvio Berlusconi ha cambiato la sua posizione molto filo europeista, che era simile a quella di Sarkozy. Anche se magari lo ha fatto con malizia… ora in Italia gli euroscettici sono maggioranza.”, ha detto la leader del Fronte nazionale Marine Le Pen nel corso di una conferenza stampa a Parigi.

Grillo, intanto, ha ribadito oggi con un tweet che “il M5S voterà on line per il presidente della Repubblica e il suo nome sarà presentato in Parlamento”. Intanto ci sono novità che arrivano dal capogruppo al Senato Vito Crimi che scrive “Forse  poteva essere intrapresa una strada mai percorsa prima, e cioè di affidare il governo a Bersani che con i suoi ministri poteva presentarsi al Parlamento e qualora non avesse ricevuto la fiducia poteva continuare, alla stregua dell’attuale governo Monti, senza la fiducia ma solo per gli affari ordinari. Almeno sarebbe stato rappresentativo di una maggioranza relativa e non di una strettissima minoranza come il governo Monti in regime di prorogatio. Qual è il senso, il non senso, anzi, dell’iniziativa del presidente?  Anche se inizialmente poteva indurre l’impressione di una svolta verso la detronizzazione della casta politica, la scelta di Napolitano non è altro che un’ulteriore conferma della cecità che ha colpito la classe politica: ancora non ha compreso il risultato di queste elezioni. La logica partitica si riscontra oggi nei gruppi ristretti indicati dal presidente, che di ‘saggio’ hanno ben poco, e di politico hanno tanto. Altro non sono che la perfetta sintesi della realtà di partito che non vuole saperne di liberarci della sua presenza, ed alla quale gli elettori, con il voto di febbraio, hanno già detto addio. Questa scelta dimostra che il sentimento degli elettori è ben lungi dall’essere compreso, e rende ancor più chiara la volontà della classe politica a proseguire nel solco della casta, riproponendo Violante, colui che nel 2003 svelò senza vergogna né pudore l’inciucio con Berlusconi, ed ancora oggi gode degli assurdi privilegi riservati agli ex presidenti delle Camere”.
Anche il responsabile della comunicazione dei senatori del M5S, claudio Messora attacca la lentezza del Parlamento nell’insediare le commissioni  “Con le commissioni regolarmente costituite   il Parlamento è pienamente operativo, e dunque le formazioni politiche possono presentare la loro proposta legislativa. Che so… una legge contro la corruzione, piuttosto che l’abbattimento degli stipendi dei parlamentari, o magari una nuova legge elettorale: tutte quelle cose sulle quali i partiti hanno dichiarato di voler convergere dopo avere sbattuto contro i risultati della tornata elettorale. Ma le parole (come dicono in centro Italia) se le porta il vento. I fatti sono che un Parlamento così, con 163 cittadini calati nelle istituzioni dal nulla, fa paura. Meglio neutralizzarlo. Ma come? Semplice: basta non far partire le commissioni regolari”.


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10 commenti

  1. Non concordo pienamente ma…bella analisi

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  2. Grillo è l’unico fascista. E’ copn lui che si sfiora il ritorno al fascismo storico.

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    • Diciamo che uno Stato che impone un governo di tecnici non è neanche l’immagine più corretta di democrazia. Però mi sembra che ultimamente più che dialogo ci sia un’abitudine ad etichettare chiunque. In effetti con più persone ci confrontiamo in questo particolare periodo storico e più ci rendiamo conto che, escluso Bersani, tutti sono indistintamente etichettati come fascisti. Iniziamo a pensare che non sia chiara l’idea del significato della parola.

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      • Si infatti: fino a quando la gente non va a studiarsi il fascismo storico italiano, “fascista” , come appellativo, rimane una definizione offensiva generalizzata e, davvero, ormai aspecifica. Personalmente, ho avuto un quadro molto più interessante del fenomeno del fascismo quando, per motivi di ricerca, fui costretta a studiarlo in modo approfondito su documenti dell’epoca.

        Suggerisco andare a leggere anche biografie autorevoli di Mussolini (quella di Renzo De Felice in particolare) perché queste mostrano come fosse il fascismo, in Italia, come fatto culturale ed endemico. Per cui, quanto è vero: è Bersani che è strano, anomalo, a non essere fascista….non gli altri.

      • Non abbiamo elementi per definire Grillo e il suo movimento fascista. Anzi, la pressante richiesta con cui domandano che il parlamento raggiunga in tempi brevi la sua piena operatività sembra collocarli proprio in un ambito strettamente democratico. L’unica convergenza con la Marine Le Pen, rappresentante dell’estrema destra francese, è lo scetticismo nei confronti dell’Europa. Ma questo ormai, a torto o a ragione, è un sentimento che si sta facendo strada in molte persone, a qualunque schieramento politico esse appartengono o non appartengono. E’ incongruo etichettare Grillo come fascista per questo motivo . Se poi vogliamo rivedere la storia se è vero che buona parte degli italiani furono consenzienti al fascismo, la parte di coloro che non lo furono non fu fatta solo di appartenenti al partito comunista, ma anche di esponenti del partito di azione o di cattolici come ad esempio De Gasperi. Concludendo non è detto che chi non è con Bersani è per forza fascista, se così fosse la realtà sarebber fin troppo facile da comprendere.

  3. Gentile Tutto cronaca, io non ho detto che chi non è con Bersani è fascista: io ho detto che Grillo ha una forte “legacy” con il movimento fascista. Ma è infinitamente meno interessante di Mussolini, sul piano politico e ideologico. Mussolini al confronto di Grillo era uno statista. Ahimé.

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    • La pregherei, per poter avere un dialogo esauriente, di volerci indicare quali sono gli elementi o i comportamenti che la inducono a ritenere che Grillo abbia una forte “legacy” con il movimento facista.

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