Agnelli impiccati a Milano!

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Agnelli impiccati contro la mattanza pasquale degli ovini.  Nel 2004 Maurizio Cattelan ci appese tre bambini-manichini scatenando grandi polemiche. Sullo stesso albero utilizzato dall’artista in Piazza XXIV maggio a Milano questa mattina l’associazione Nemesi Animale ha appeso tre finti agnelli per ricordare «gli 800.000 agnelli che muoiono ogni anno per finire sulle tavole italiane» nel periodo di Pasqua. «Alcuni anni fa tre pupazzi di bambini impiccati a quell’albero fecero un grande scalpore – ricorda l’associazione – Con questa azione simbolica vogliamo far riflettere sulla differente reazione che si potrebbe avere nel vedere un piccolo agnello impiccato a un albero o vederlo come un pezzo di carne in una macelleria. La fine per quell’animale è la stessa, cambia solo il contesto in cui avviene». «Sono 800.000 gli agnelli che muoiono ogni anno per finire sulle tavole italiane, animali di cui si parla molto ma che rappresentano solo una piccola parte delle decine di milioni di individui di varie specie allevati, uccisi e macellati per il consumo di carne. Ognuno – conclude la nota – di noi nella propria vita pu• fare delle scelte importanti: circa 6 milioni di italiani hanno gi… deciso di non mangiare gli animali».

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9 commenti

  1. Cari amici di Tutta,

    l’ho ricevuto poco fa, dall’amico Oscar Grazioli.
    Ve lo giro… con il Cuore spezzato 😦

    COPIA/INCOLLA ARTICOLO OSCAR GRAZIOLI SU TISCALI: SOCIALNEWS

    ***

    La strage degli agnelli nei mattatoio: video choc degi animalisti per Pasqua, di Oscar Grazioli

    Per chi è credente, oggi è giornata di magro. Il venerdì santo, come la vigilia di Natale, non si mangia carne. Tutt’al più pesce. Ma domenica e lunedì, soprattutto per i credenti, ma, per riflesso anche agnostici e atei, si rinnova il rito dell’agnello sulla tavola. Fanno eccezione ovviamente i vegetariani o coloro, io tra quelli, che non mangiano carne di agnello. E qui potrebbe aprirsi la solita polemica vecchia, trita e ritrita: perché l’agnello no e il pollo sì, perché il cavallo no e il tacchino sì e così via all’infinito. Ritengo che ognuno debba trovare, nella sua vita, una morale e un senso etico che, pur non convincendolo al cento per cento e pur avendo in sé delle contraddizioni, costituiscono un buon viatico per “tirare avanti” più o meno serenamente con la propria coscienza. In mancanza di un Dio cui fare cieco riferimento mi devo accontentare delle terrene contraddizioni.

    Scrivevo quattro anni fa, su questa stessa rubrica quanto segue “Quello che succede nei mattatoi italiani sembra suggerire che per gli agnellini non è prevista pietà alcuna. Dopo il trasporto, spesso per sentieri e tratturi disagiati (già causa di notevole stress) gli agnelli giungono al macello dove, in virtù dell’impennata dei consumi, ferve l’attività di macellazione in modo talvolta caotico e non sempre rispettoso delle regole, per cui può capitare che qualche macellaio salti la fase dello stordimento che oggi deve precedere la cosiddetta iugulazione (taglio della giugulare per la fuoriuscita rapida del sangue)”. Era scritto in forma ipotetica (può capitare che…).

    Oggi quel che capita lo sappiamo attraverso un video che gira su Internet in questi giorni, realizzato, in oltre un anno di lavoro sotto copertura, dagli attivisti di Animal Equality. Lo potete facilmente trovare. Non so se altrettanto facilmente sarete in grado di vederlo, ma vi consiglio di farlo. Agnelli che hanno un mese di vita e alzano lo sguardo per cercare la madre, trovano uomini che, senza il minimo senso della pietà e del rispetto, li bastonano e li lasciano crepare, se malati, da soli in un angolo d’un capannone.

    Quelli “buoni da mangiare” vengono presi su letteralmente a mazzi, come fossero cipollotti, per essere pesati, poi vengono stipati all’inverosimile in un box dove si calpestano, se la fanno addosso l’uno sull’altro, in preda a un terrore ancestrale. Perché gli animali percepiscono il “profumo” della morte. La catena dei macelli deve essere rapida. Tagliare quasi un milione di gole in pochi giorni non è uno scherzo. E allora la scarica elettrica non arriva bene. Che importa, non ci si può fermar e la gola viene tagliata lo stesso oppure la scarica indugia troppo e si vede il fumo salire dal pelo e dalla pelle ustionati. Avanti, avanti che Pasqua è alle porte e la gente vuole l’agnello.

    Le scene che vedrete, sia chiaro, non sono un’eccezione. Chi le ha girate ci avverte che sono la routine, quel che accade in ogni macello in tutta Italia, anche ora, mentre scrivo. Religioni che si basano sul rispetto per i deboli dovrebbe prendere le distanze da certi riti truculenti e sono certo che nessun Dio, che sia bontà assoluta, chiede questi orrori. Meglio l’uovo di cioccolato conla sorpresa. Buona Pasqua a tutti.

    Rispondi
    • E non solo gli agnelli, purtroppo! Grazie per il contributo Eli: spezza il cuore, ma è giusto che le cose si sappiano.

      Rispondi
      • E’ giusto per chi VUOLE saperle…
        Tutti gli altri sono struzzi (e chiedo scusa agli struzzi).

      • La conoscenza ultimamente è diventata il più pesante dei fartelli: ti porta ad avere a che fare con la coscienza!

      • Quante volte ascolto cose come “no, non voglio sapere!” – “No, mi fa male sapere!” […]
        Conoscere fa MALE, è risaputo. Conoscenza equivale a coscienza (di), ed è talmente
        scomoda! Eppure, conoscere non significa meramente indottrinarsi! Significa (anche) consapevolezza delle cose e di sé.
        “Abbi il coraggio di te stesso!”. Questo imperativo è una delle mie “bibbie”.

        Baci!

      • Aggiungerei che la conoscenza è l’anticamera di una scelta, ti obbliga a pensare e ad agire di conseguenza. (Ovviamente, quando non ti limiti a seguire il gruppo anestetizzando le tue idee). Un’ultima cosa… complimenti per la “scelta di mantra”: condivisione totale! Un grande abbraccio!

      • Già, scegliere… Abbiamo mai avuto COMPLETAMENTE questo privilegio?

        Per quanto riguarda il mantra condiviso… bella potenza dell’umanissima empatia 🙂 !!!

      • Io in genere mi pongo un’altra domanda: quanto ne sono consapevole e quanto i miei pensieri (anche inconsci) e le mie azioni limitano la mia scelta? Per fortuna credo che sia possibile migliorarsi ogni giorno! 🙂

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