Berlusconi alza la posta in gioco… senza Pdl niente governo!

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“Senza un coinvolgimento del Pdl non ci sarà un governo e Bersani dovrà tornare dal presidente della Repubblica ammettendo di non essere riuscito nel suo intento”. Berlusconi ora può giocare davvero la sua partita perché Bersani è solo con la sua testardaggine, senza i numeri necessari per approvare il governo anche al Senato! “Se Bersani insiste sulla strada sbagliata e non ci sarà un governo, sarebbe un salto nel buio”, così Berlusconi al Tg5.

Come un giocatore di poker che sente di avere il punto, il Cavaliere rilancia e vuole vedere le carte dell’avversario. Sente che il leader del Pd è in angolo, e allora se la trattativa deve partire, deve essere alla luce del sole. Né bastano i timidi segnali di apertura lanciati dal segretario del Pd sulle riforme. Se lo schema prevede un dialogo sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale col Pdl, ma non sul governo, allora è finito prima di iniziare. Le condizioni per un’intesa sono state consegnate dagli ambasciatori del Cavaliere a Bersani. E riguardano non solo un’agenda di governo che non contempli il conflitto di interesse, e nessuna legge anticorruzione. I punti dirimenti sono un “Quirinale di garanzia” e misure che garantiscano una tregua sui guai giudiziari, come l’amnistia che, di fatto, rappresenta una salva Ruby mascherata.

Per questo il Cavaliere si dice pronto alle larghe intese, anche con Bersani a palazzo Chigi. Arriva a dire – in un’intervista al Tg2 – che gli “otto punti del programma di Bersani sono sovrapponibili” a quelli del Pdl. Una strategia precisa: è il leader del Pd che deve dire di no, assumendosi la responsabilità di fronte al paese e al capo dello Stato. Già, il capo dello Stato. È attorno a Giorgio Napolitano che ruotano le mosse del Cavaliere. Ormai, ragionano nella war room del Cavaliere, Napolitano è entrato in campo: “Ha commissariato Bersani” dicono nell’inner circle. Non è un mistero che da tempo l’ex premier nutra piena fiducia nel capo dello Stato. Non solo una figura di garanzia, ma è l’unico in grado di far “ragionare” i suoi ex compagni di partito. È Napolitano l’interlocutore vero, più che Bersani. Non è un caso che nell’intervista alTg5 il Cavaliere pronunci parole intrise di miele: “Abbiamo fiducia nella saggezza e nell’equilibrio del presidente Napolitano che dando l’incarico ha agito nel rispetto della Costituzione, che impone un percorso molto stretto”.

C’è molto di più di un apprezzamento per il ruolo di garanzia dell’inquilino del Quirinale. In questo momento, per tutto lo stato maggiore del Pdl, c’è una piena “sintonia politica” tra priorità del Quirinale e strategia del Pdl. Perché il capo dello Stato, parlando dopo l’incontro col segretario del Pd, ha sottolineato come l’Italia ha bisogno di un governo forte, non di un governicchio, si è rammaricato – almeno questa è l’interpretazione nell’inner circle del Cavaliere – per le difficoltà di realizzare larghe intese, e ha invitato tutti a fare presto. E soprattutto non ha dato a Bersani un incarico pieno ma solo il mandato a verificare se ha i numeri per formare un governo, e a riferire al temine del “giro”: se, come pare, non ci sono, addio incarico. Per questo i big del Pdl, convinti che Bersani non aprirà al Cavaliere, in una raffica di dichiarazioni provano ad allargare la falla tra il leader del Pd e il Colle: “Forse – dice il capogruppo Renato Brunetta – il leader del Pd non ha capito bene le parole di Napolitano. Gliele ricordiamo noi: bisogna far presto, serve un governo nella pienezza dei poteri”.

Per Berlusconi, il tentativo del leader del Pd è destinato a franare entro mercoledì, giorno in cui è previsto il prossimo incontro con Napolitano. E, a quel punto, si inizia a ragionare seriamente di un governo del presidente, col segretario del Pd che ha certificato la sua impotenza. E il Pdl che ha aumentato il suo peso contrattuale: “Noi – dicono nella cerchia ristretta del Capo – la nostra parte la stiamo facendo egregiamente. Comunque vada, stiamo mostrando responsabilità”. Proprio in quest’ottica, è stato messo il silenziatore ai toni della manifestazione di piazza del Popolo. Il discorso di Berlusconi è stato scritto dalle colombe, ed è assolutamente mite, privo di accenni polemici e pieno di buone intenzioni. E tutti i suoi lo stanno calorosamente invitando a non andare a braccio.

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