Gli articoli che fanno male al Pd? Quelli degli pseudo-intellettuali!

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”Quando il pdmenoelle chiama, l’intellettuale risponde. Sempre! In fila per sei con il resto di due”. E’ ironica – e si rifa’ anche ad una vecchia canzona di Giorgio Gaber – la risposta di Beppe Grillo all’appello di un gruppo di intellettuali su Repubblica a favore di un governo Pd.

QUI SOTTO TROVATE L’ARTICOLO DE LA REPUBBLICA!

Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa. Ma si apre ora, qui e subito. E si apre in questa democrazia, dove è sperabile che nessuna formazione raggiunga, da sola, il 100 per cento dei voti. Nessuno di noi può avere la certezza che l’occasione si ripresenti nel futuro.

Non potete aspettare di divenire ancora più forti (magari un partito-movimento unico) di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato vi hanno anche chiamato: esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato, che concernano lo Stato di diritto e l’economia e l’Europa. Sappiamo che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che – lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz – di fatto «è stata una strategia anti-crescita», distruttiva dell’Unione e dell’ideale che la fonda.

[chi ha detto che non può diventare più forte se è stato appena fatto un sondaggio ed è stato dimostrato che l’M5S è cresciuto del 5%? Inoltre le citazioni dotte come quella del Nobel Joseph Stiglitz sembra solo l’esibizione gratuita della propria cultura! E’ mai possibile che ci dobbiamo sempre far riconoscere per queste cadute di stile e per il nostri sfoggi di cultura? ]

Ma dire no a un governo che facesse propri alcuni punti fondamentali della vostra battaglia sarebbe a nostro avviso una forma di suicidio: gli orizzonti che avete aperto si chiuderebbero, non sappiamo per quanto tempo. Le speranze pure. Non otterremmo quelle misure di estrema urgenza che solo con una maggioranza che vi includa diventano possibili. Tra queste: una legge sul conflitto di interesse che impedisca a presenti e futuri padroni della televisione, della stampa o delle banche di entrare in politica; una legge elettorale maggioritaria con doppio turno alla francese; il dimezzamento dei parlamentari il più presto possibile e dei loro compensi subito; una Camera delle autonomie al posto del Senato, composta di rappresentanti delle regioni e dei comuni; la riduzione al minimo dei rimborsi statali ai partiti; una legge anti-corruzione e anti-evasione che riformi in senso restrittivo, anche aumentando le pene, la disciplina delle prescrizioni, bloccandole ad esempio al rinvio a giudizio; nuovi reati come autoriciclaggio, collusione mafiosa, e ripristino del falso in bilancio; ineleggibilità per condannati fin dal primo grado, che colpisca corruttori e corrotti e vieti loro l’ingresso in politica; un’operazione pulizia nelle regioni dove impera la mafia (Lombardia compresa); una confisca dei beni di provenienza non chiara; una tutela rigorosa del paesaggio e limiti netti alla cementificazione; un’abolizione delle province non parziale ma totale; diritti civili non negoziati con la Chiesa; riconsiderazione radicale dei costi e benefici delle opere pubbliche più contestate come la Tav. E vista l’emergenza povertà e la fuga dei cervelli: più fondi a scuola pubblica e a ricerca, reddito di cittadinanza, Non per ultimo: un bilancio europeo per la crescita e per gli investimenti su territorio, energia, ricerca, gestito da un governo europeo sotto il controllo del Parlamento europeo (non il bilancio ignominiosamente decurtato dagli avvocati dell’austerità nel vertice europeo del 7-8 febbraio).

[La riduzione del finanziamento pubblico ai partiti è una vergogna che non dovrebbe stare sulla bocca di un partito che eredita la tradizione partigiana, che abolisce, in teoria, ogni forma di casta e che dovrebbe pensare ai ceti più poveri. Con la scusa di uan politica aperta a tutti tramite il finanziamento pubblico abbiamo ottenuto solo corruzione e concussione! Chi vuole entrare in politica e non ha i mezzi può rivolgersi sempre agli sponsor. Ma con la mentalità del Pd degli ultimi anni, entra in politica solo chi ha il “Bersani-pensiero” e si inginocchia davanti al Dittatore che impedisce primarie “pulite” facendo fuori un possibile avversario, salvo richiamarlo quando ormai si è perso tutto anche cioè che non si credeva possibile perdere]

Non sappiamo quale possa essere la via che vi permetta di dire sì a questi punti di programma consentendo la formazione del nuovo governo che decida di attuarli, e al tempo stesso di non contraddire la vostra vocazione. Nella giunta parlamentare si può fin da subito dar seguito alla richiesta di ineleggibilità di Berlusconi, firmata da ormai 150.000 persone : la fiducia può essere condizionata alla volontà effettiva di darvi seguito. Quel che sappiamo, è che per la prima volta nei paesi industrializzati e in Europa, un movimento di indignati entra in Parlamento, che un’Azione Popolare diventa possibile. Oggi ha inizio una vostra marcia attraverso le istituzioni, che cambieranno solo se voi non fuggirete in attesa di giorni migliori, o peggiori. Se ci aiuterete a liberarci ora, subito, dell’era Berlusconi: un imprenditore che secondo la legge non avrebbe nemmeno dovuto metter piedi in Parlamento e tanto meno a Palazzo Chigi.

Avete detto: «Lo Stato siamo noi». Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi: «Se non ora, quando?»

[tutto il resto son chiacchiere!]

Firmato da:

Remo Bodei – filosofo che insegna a Ucla. Classe 1938.
Roberta De Monticelli – filosofa. Classe 1952
Tomaso Montanari – Storia dell’arte moderna. Classe 1971.
Antonio Padoa-Schioppa -Storico italiano e giurista- Classe 1937
Salvatore Settis – Archeologo e storico dell’arte italiano. Classe 1941
Barbara Spinelli – giornalista e scrittrice italiana. Classe 1941

Cioè persone che stanno a contemplare la grotta di Platone mentre le persone muoiono di fame?

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