Uno sguardo all’Ungheria… da “La camera sul Danubio”

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Ogni libro ha i suoi odori, sapori e… colori! Il libro di Laszlo Bus-Fekete è sicuramente blu, come le acque del Danubio, come quel senso di intimità che proviene dalla cameretta ammobiliata in cui vivono Joli, Zsuzsa e Agata. Blu perchè la primavera di Budapest è ancora fredda, poi prematuramente calda per ricadere in un tetro autunno. Blu come una giovinezza che sta per esplodere e invece implode lasciando scivolar via i pezzi di sogni irrealizzabili. E se il colore è il blu la musica non può essere che un valzer malinconico che accompagna le disillusioni delle ragazze. La miseria le emargina e ogni tentativo di riscatto si dissolve. L’amore, le porta a legarsi a uomini egoisti, superficiali ed egocentrici che alla fine sceglieranno compagne sicure con un posto nella società. Joli, Zsuzsa e Agata non si arrendono, cercano di vivere di quel poco che ricavano facendo le sarte o correndo dietro a qualche commediografo di provincia nel tentativo vano di farsi notare. Lottano con dignità alla disperata ricerca di una vita migliore che continua a sfuggire dalle mani. Sono perdenti sin dall’inizio e nonostante gli sforzi non avranno la possibilità di cambiare il loro destino. Alla fine, durante una notte di bilanci, dopo aver meditato il suicidio con un tuffo nelle acque del Danubio, sceglieranno la vita. Perché in fondo, anche se monotona e disillusa, è comunque un dono da portare a termine.

Un romanzo da scoprire, una letteratura malinconica e forte allo stesso tempo, una scrittura inarrestabile che traghetta le protagoniste dai sogni iniziali alle sconfitte finali senza nessun pietismo o falso sentimentalismo. Uno scrittore che descrive l’animo femminile con un tratto “vero” senza cadere negli stereotipi dell’epoca, senza abbandonarsi a quelle caricature femminili che hanno invaso le pagine anche di molti capolavori e che hanno sempre mostrato una donna fragile, sottomessa e superficiale. Qui le ragazze hanno delle ambizioni e cercheranno di giocarsi la partita fino alla fine… poi perderanno, ma sapranno di essersi giocate tutte le loro carte! 

Laszlo Bus-Fekete, il cui nome dice probabilmente poco al grande pubblico, ma dalla sua commedia Birthday fu tratto il celebre film di Lubitsch Heaven can wait.

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2 commenti

  1. La tua opinione eccellente fatto venire voglia di leggere questo … panoramica bella di quello che suona come un pezzo ricco di letteratura.

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